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22 gen 2020

REGIONE SICILIANA | Audizione all’ARS del responsabile della struttura territoriale ANAS

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Questa mattina, presso la IV Commissione "Ambiente, territorio e mobilità" dell'Assemblea Regionale Siciliana si è svolta l'audizione del sottosegretario per le Infrastrutture e i Trasporti, Giancarlo Cancelleri, dell'assessore regionale per le Infrastrutture e la Mobilità, Marco Falcone, e del Responsabile della Struttura Territoriale Anas Sicilia, Valerio Mele. L'audizione è stata focalizzata sul tema della rete viaria autostradale, con particolare riferimento alle tratte Palermo-Agrigento, Agrigento-Caltanissetta, autostrada A19 "Palermo-Catania", al viadotto Imera e ai viadotti Akragas di Agrigento. In merito alle attività nei cantieri per la realizzazione della nuova statale 640 "Strada degli Scrittori", di collegamento tra le città di Agrigento e Caltanissetta e l'autostrada A19 "Palermo-Catania", l'ing. Mele ha evidenziato che, in seguito alle note sopravvenute difficoltà finanziarie del Contraente Generale, la CMC di Ravenna, è stato avviato un intenso lavoro, svolto sotto la supervisione e piena cooperazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, volto a superare l'impasse che aveva colpito il prosieguo delle attività nell'ambito del secondo lotto, ricadente in provincia di Caltanissetta (il primo lotto, ricadente in provincia di Agrigento, è stato invece completato ed aperto alla circolazione nel marzo 2017). Il primo risultato di tale attività è stato il parziale riavvio dei lavori, che prevede anche l'ingresso di nuovi esecutori in parte già individuati. Medesimo obiettivo - ha proseguito Mele – ci si è posti per l'avanzamento dei lavori dell'itinerario Palermo-Agrigento, anch'essi originariamente appaltati a CMC. Si è tuttavia registrato un rallentamento nel processo di affidamento a nuova impresa, che Anas auspica venga superata nel giro di alcuni giorni. Per quanto riguarda l'autostrada A19 Palermo-Catania, l'ing. Mele ha ricordato che lungo l'arteria è in corso un piano di manutenzione da 850 milioni di euro. Questo ingente investimento - finalizzato alla completa riqualificazione dell'autostrada che per prima fu costruita in Sicilia, prossima al compimento del mezzo secolo di vita - prevede il risanamento strutturale di viadotti e gallerie, il rifacimento del piano viabile, l'installazione di nuove barriere di sicurezza laterali, la riqualificazione e implementazione degli impianti tecnologici e di illuminazione con tecnologia a LED. L'esecuzione degli interventi del piano straordinario di riqualificazione dell'autostrada A19 è stata avviata a inizio 2018, a seguito dell'approvazione del contratto di programma Anas, con pianificazione quinquennale. Ad oggi, lungo l'A19, è stata realizzata una quota di investimento corrispondente a circa 208 milioni di euro. In particolare è stata realizzata nuova pavimentazione su 325 km dei 394,600 km complessivi (in entrambe le direzioni), sono state installate le nuove barriere laterali di sicurezza lungo 81,7 km dei 313,400 previsti e il risanamento dei viadotti ha raggiunto un'estesa di 19 km sui 113,400 complessivi. Mele ha evidenziato che l'avanzamento degli interventi di manutenzione e riqualificazione è condizionato dalla necessità di trovare un compromesso tra l'esigenza di accelerare l'attuazione mediante l'attivazione di più cantieri contemporanei e l'opportunità di attenuare i disagi alla circolazione che gli stessi cantieri inevitabilmente creano, limitandone quindi il numero. Il piano di manutenzione per l'A19 include, naturalmente, l'intervento di ricostruzione del viadotto Imera, che prevede un investimento complessivo pari a 11 milioni di euro. I lavori hanno avuto avvio nel maggio 2018 e dopo un rallentamento dovuto alle sopravvenute difficoltà finanziarie del fornitore della carpenteria metallica per le travi, i lavori stanno procedendo regolarmente, secondo il cronoprogramma aggiornato che prevede il completamento delle lavorazioni del viadotto per la fine del mese di aprile. Anas sta vigilando per verificare il rispetto degli impegni da parte dell'appaltatore. A tal proposito l'ing. Mele ha ribadito che non sussiste alcun rischio di fermo cantiere, puntualizzando che le richieste di maggiori oneri avanzate dall'impresa, inevitabili nella gestione di un appalto complesso come quello in questione, saranno trattate secondo le modalità previste dalla norma, ma non mettono a rischio la conclusione dei lavori. I viadotti Akragas I (1320 metri) e Akragas II (790 metri), lungo la strada statale 115 quater ad Agrigento, sono stati nel tempo oggetto di continuo monitoraggio da parte di Anas. A seguito di tali ispezioni, nei primi mesi del 2017 i viadotti erano stati chiusi. Grazie ad un intervento avviato nel maggio dello stesso anno, che prevedeva il consolidamento di alcune travi di bordo degli impalcati e il risanamento corticale di alcune porzioni delle solette, è stato possibile riaprire al traffico l'Akragas II dopo due mesi. Il viadotto Akragas I è da allora chiuso al traffico, poiché necessita di interventi più consistenti. Per l'esecuzione dei lavori di manutenzione straordinaria dei due viadotti è stata esperita una gara, in regime di Accordo Quadro, per un investimento complessivo pari a circa 30 milioni di euro. Nell'ambito di tale accordo quadro, è stato già attivato il contratto applicativo per gli interventi sulle pile dei viadotti, che avranno avvio nel prossimo mese di maggio per Akragas II ed entro fine anno per Akragas I. Si segnala, inoltre, che il progetto relativo al ripristino dell'impalcato è stato ultimato e sarà inviato agli enti competenti entro il prossimo mese di febbraio, per l'acquisizione dei pareri. L'ultimazione di tutti gli interventi (pile e impalcati di entrambi i viadotti), è fissata entro la fine del prossimo anno. In merito allo stato generale dei viadotti di competenza Anas, Mele ha concluso il suo intervento evidenziando che Anas svolge un'attività capillare di monitoraggio e sorveglianza su tutti i ponti e viadotti della propria  rete, oltre 1600 per la Sicilia, secondo procedure standardizzate di controllo, nell'ambito del Bridge Management System adottato da Anas. Su alcune opere, che richiedono un'osservazione particolare, sono già installati apparecchi sofisticati di monitoraggio da remoto, in aggiunta alle ispezioni periodiche. Gli esiti dei controlli definiscono la priorità di intervento sulla pianificazione dei lavori di manutenzione delle opere d'arte. L'obiettivo a medio termine di Anas è di sviluppare un sistema di monitoraggio automatico in remoto da applicare in modo massivo su tutta la rete. In tale ottica è stato avviato un progetto sperimentale, tecnologicamente molto innovativo, che prevede la messa a punto di un sistema di monitoraggio predittivo in grado di leggere le condizioni di un viadotto dall'osservazione del comportamento vibrazionale. Lo scorso mese di novembre è stato pubblicato un bando finalizzato al monitoraggio da remoto tramite sensori, che sarà avviato una volta espletate le procedure di gara.

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26 dic 2019

REGIONE SICILIANA | Stanziati 53 milioni di euro per eliminare 20 passaggi a livello

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La Regione Siciliana ha stanziato 53 milioni di euro per eliminare 20 passaggi a livello presenti sulle linee ferroviarie siciliane. I fondi sono stati reperiti grazie a una riprogrammazione dei fondi comunitari del Po Fesr Sicilia 2014-2020. Il maggior intervento è previsto sulla tratta Alcamo-Trapani con 14 abolizioni (10 a Marsala e 4 a Trapani). Verrà inoltre eliminato il passaggio a livello all'altezza del comune di Santa Flavia. Sulla linea Canicattini-Ispica verrà soppresso il passaggio a livello nel comune di Vittoria. Tra Lentini e Gela i lavori riguarderanno i territori di Scordia, Militello Val di Catania e Vizzini. "Da una parte - spiega il presidente della Regione Nello Musumeci - verranno migliorati i tempi di percorrenza dei treni sulle tratte interessate, dall'altra si decongestionerà il traffico veicolare che, in alcuni Comuni, soffre particolarmente proprio per la presenza dei binari nei centri abitati".

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19 dic 2019

REGIONE SICILIANA | Sarà istituito un osservatorio permanente sulla mobilità ciclistica

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L'assessore regionale alle Infrastrutture e mobilità Marco Falcone ha riunito a Palermo un tavolo tecnico con i rappresentanti delle associazioni siciliane di promozione della mobilità ciclistica. Il confronto si è concentrato sugli investimenti della Regione Siciliana nel campo di piste ciclabili e mobilità dolce, alla luce della decisa svolta in direzione della sostenibilità dei trasporti che il Governo Musumeci ha dato alla propria azione istituzionale, nonché sulle istanze avanzate dalle voci dell'associazionismo. «Dal ricco e approfondito dibattito che abbiamo tenuto con gli attivisti - ha commentato l'assessore Marco Falcone - sono emersealcune priorità che il Governo Musumeci intende sposare per implementare le proprie politiche a sostegno della ciclabilità. Il primo strumento sarà l'istituzione dell'Osservatorio regionale permanente sulla mobilità ciclistica in seno al nostro Assessorato, coinvolgendo tutti gli attori del settore della Sicilia."Nelle prossime settimane - prosegue Falcone - approfondiremo l'iter per arrivare alla costituzione di un Ufficio di coordinamento per la mobilità ciclistica, dotando così il settore di un interlocutore regionale unico dal punto di vista amministrativo. Infine - sottolinea Falcone - abbiamo preso l'impegno a valutare i potenziali margini di armonizzazione delle normative nazionali e regionali sul piano della ciclabilità e dell'incentivazione della mobilità dolce". L'assessore Falcone ha poi invitato le associazioni a prendere parte alla consegna dei nuovi treni "Pop", in programma il prossimo 23 dicembre a Catania. «L'arrivo dei nuovi treni è una buona notizia per chi va in bici: per la prima volta - ha concluso l'assessore Falcone - abbiamo infatti inserito nel contratto di servizio con Trenitalia la possibilità di portare a bordo fino a 8 biciclette in maniera totalmente gratuita».  

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15 dic 2019

Aerolinee Siciliane, una nuova compagnia aerea siciliana

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Aerolinee Siciliane sbarca, per ora, su Facebook e promette voli per Milano, Roma e Bologna, successivamente anche per Venezia e Torino. La filosofia aziendale e la funzione sociale di Aerolinee Siciliane è assicurare vantaggi al territorio, puntando alla creazione di una forte comunita territoriale. Verranno assicurati, secondo quanto riportato nella pagina facebook della compagnia aerea: Posti riservati a studenti residenti fuori Sicilia a tariffa speciale; Posti riservati a over 65 per ricongiungimenti con parenti diretti, residenti fuori Sicilia; Posti riservati a pazienti in cura fuori Sicilia, con accompagnatore; Posti riservati a famiglie in stato di poverty acclarata; Posti gratuiti riservati a giovani studenti provenienti da famiglie bisognose per gite di istruzioni e vacanze, attraverso accordi con le scuole; Costituzione di un fondo di riserva di almeno 0,50 € per passeggero trasportato, per finanziare attivita di solidarieta, borse di studio, avviamento alle professioni aeree; Complessivamente, per queste finality, ogni aereo riserverà almeno it 10% dei posti disponibili, secondo un piano che terra conto dei voli a più basso load factor. Le risorse economiche saranno assicurate dalla convergenza tra capitale pubblico e privato. II capitale pubblico, secondo la filosofia aziendale siciliana, sara presto sostituito, secondo il piano operativo, dalle imprese e dai cittadini siciliani, secondo it principio della socialità dell'impresa. Aerolinee Siciliane sarà la prima compagnia ad avere tra i suoi obiettivi I'apertura all'azionariato territoriale diffuso e della distribuzione degli utili non solo agli azionisti, ma anche agli altri siciliani, sotto forma di accessibility dei prezzi nei limiti della sostenibilita del mercato (pay back). II capitale privato, secondo principi di trasparenza e accountability pubblica, garantirà modelli e metodi d'impresa che producano utili e garantiscano l'efficienza e l'efficacia delle scelte manageriali. II capitale sara pubblico, in maggioranza, solo nella fase di lancio. II management sara retribuito soltanto con stock options in proporzione agli utili che saranno realizzati. II numero di dipendenti che la nuova compagnia conta di raggiungere è di 600 unità entro i primi 18 mesi di attivita. Altre 200 unità aggiuntive scaturiranno dall'aumento dei consumi derivanti dalla spesa del monte salari nel territorio. A regime, I'aumento tra 2000 e 5000 unità di lavoro per benefici di sistema. Queste stime si riferiscono a mercato costante. Nel caso di sviluppo del sistema aeroportuale secondo i parametri di Malta o della Turchia, con 16 viaggi per abitante, la Sicilia beneficera di almeno 50.000 unità lavorative in entro dieci anni, nel caso peggiore, fino a dieci volte tanto nel caso più probabile. La Flotta Verrano utilizzati 10 Airbus classe A319/320/321 e 3 Embraer 175/190 Nella prima fase (primi 6 mesi) 6 velivoli; nella seconda fase (dal 7° at 10° mese) verranno inseriti mensilmente gli altri 4 velivoli, nella terza fase (dal 12° al 18° mese verranno inseriti in fiotta gli ultimi 3 velivoli. Network  Base Catania 4 rotazioni giornaliere su Roma 2 rotazioni giornaliere su Milano Linate 1 rotazione giornaliera su Bologna 1 rotazione giornaliera su Torino ( prevista per la seconda fase) 1 rotazione giornaliera su Venezia ( prevista per seconda fase) Rotazioni internazionali stagionali a carattere turistico Base Palermo 4 rotazioni giornaliere su Roma 2 rotazioni giornaliere su Milano Linate 1 rotazione giornaliera su Bologna 1 rotazione giornaliera su Torino ( prevista per la seconda fase) 1 rotazione giornaliera su Venezia ( prevista per seconda fase) Rotazioni internazionali stagionali a carattere turistico Base Trapani e Base Comiso Collegamenti nazionali regolari per servire mercato locale Collegamenti con le isole minori (fuzione hub) Polo di manutenzione. Il Polo di manutenzione dovrebbe attestarsi su Comiso per la sua posizione baricentrica rispetto alle basi operative di Catania, Palermo, Trapani, Lampedusa e Pantelleria. Inoltre Comiso dispone del patrimonio edilizio ed infrastrutturale della ex base della Nato, a breve nella disponibilita del demanio regionale, con uffici, alloggi, piazzali gia cementati e compatibili con la realizzazione degli hangar per due aeromobili classe A320/321; Inoltre sono presenti scuole aeronautiche (Ragusa, Catania, Caltagirone, Gela) per avviare collaborazioni scientifiche e selezionare e formare futuri professionisti. Possibilità di creare, oltre al polo della manutenzione, it centro di formazione tecnico, it centro di addestramento al volo, it coordinamento operativo, gli uffici di compagnia, le foresterie per i tecnici di altre compagnie e per i piloti in addestramento, con importanti risparmi e opportunity. Inoltre nell'utilizzo delle tratte da Roma e Milano per Comiso, per l'ingresso degli aeroplani in manutenzione la sera e in uscita la mattina, con conseguente azzeramento dei costi per i voli vuoti di riposizionamento e ottimizzazione delle risorse manutentive con altissima quality della manutenzione. Non è la prima volta che la Sicilia lancia compagnie aeree. Era successo la prima volta nel 1994  con Air Sicilia, fondata da Luigi Crispino e Antonio Carotta. Aveva due hub negli aeroporti di Catania e Palermo con destinazioni per Milano Linate, Roma Fiumicino, Firenze, Pantelleria e Lampedusa. Operò per circa sette anni, con diversi problemi finanziari subendo due stop da parte dell'ENAC e il 22 febbraio 2002 cessò definitivamente i voli e l'anno successivo fu dichiarato il fallimento. Poi nel 2003 fu la volta di Wind Jet. Aveva una flotta di 13 Airbus su rotte nazionali e internazionali soprattutto verso il nord-est Europa. La sede legale era a Catania, e le basi operative erano situate presso gli aeroporti di Catania, Palermo e dal 2011 di Rimini-Miramare. Dall'11 agosto 2012, a causa di problemi finanziari, la compagnia cessò le proprie operazioni di volo.

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04 dic 2019

Musumeci attacca Rfi e Anas per la lentezza nella predisposizione dei progetti, la replica di RFI e Anas

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Duro attacco del Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci contro RFI e Anas durante la presentazione del nuovo treno POP a Palermo: «Contestiamo a Rfi la lentezza nella predisposizione dei progetti . Non basta prevedere un obiettivo nella programmazione se poi per raggiungerlo ci vogliono quindici o venti anni. Un’azienda come Rfi deve potere avere un occhio particolare per il Mezzogiorno in generale e per la Sicilia in particolare. Non sono compatibili i tempi dell’azienda con quelli delle esigenze dei siciliani». «In questo momento Rfi ha oltre due miliardi di euro di fondi programmati dalla Regione siciliana per ammodernare alcune tratte, alcuni cantieri sono già aperti, altri ancora no perchè mancano i progetti a cominciare dalla tratta di Milo, tra Palermo e Trapani». Nei confronti di Anas  Musumeci  afferma: «Anas negli ultimi anni ha lavorato male e i risultati che arrivano dalla Procura della Repubblica lo dimostrano. E’ mancato un controllo sul personale. I tempi di Anas sono assai lenti su alcune tratte e su alcune opere, come la Nord-Sud, non c'è ancora chiarezza - ha aggiunto -, debbono cambiare passo, debbono cambiare musica. Dallo Stato e dalle aziende dello Stato la Sicilia si aspetta risultati assai diversi». Pronta la risposta di RFI che in una nota fa sapere: La Sicilia e il Mezzogiorno sono al centro dei programmi di investimento di RFI. Ancora una volta Rete Ferroviaria Italiana conferma il suo impegno nell'Isola, che vale oltre 13 miliardi di euro, precisando anche – in relazione alle notizie diffuse dai media – che non sono i tempi di progettazione delle opere ad essere lunghi quanto piuttosto i tempi degli iter approvativi, previsti per Legge. Ne è un esempio l'iter della tratta Giampilieri – Fiumefreddo, linea Messina - Catania, in attesa da più di otto mesi delle autorizzazioni che consentano al Commissario di chiudere la Conferenza dei Servizi e pubblicare il bando di gara per l'affidamento dei lavori. Per quanto riguarda, nello specifico, la tratta Palermo - Trapani via Milo, il progetto è stato completato nei tempi previsti e ha ricevuto il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. È ora in fase di avvio l'iter autorizzativo che coinvolge anche gli Enti territoriali e locali. Entro fine anno sarà completata, come previsto, anche la progettazione dei lotti restanti della linea Palermo – Catania. Non si è fatta attendere neppure la risposta di Anas che fa sapere: In Sicilia, la programmazione pluriennale (2016-2020) di Anas non ha mai raggiunto livelli così ingenti, essendo pari a quasi 5,9 miliardi di euro. Questi sono ripartiti tra nuove opere, per quasi 4,8 miliardi, e manutenzione programmata, per 1,1 miliardi di euro. Per quanto riguarda la manutenzione programmata sono attivi interventi pari a circa 180 milioni e in attivazione pari a 600 milioni di euro. I lavori di ricostruzione del viadotto Imera dell'autostrada A19 "Palermo-Catania", che prevedono un investimento complessivo pari a 11 milioni di euro, hanno avuto avvio nel maggio 2018 e il completamento dell'opera si stima possa avvenire entro la primavera 2020, nonostante il ritardato avvio della costruzione dell'impalcato metallico, causato da sopravvenute difficoltà finanziarie del fornitore della carpenteria metallica per le travi, che ha presentato istanza di concordato. L'intervento sul viadotto Imera si colloca nel più ampio piano di manutenzione da 850 milioni di euro in corso lungo tutta l'autostrada A19 Palermo-Catania. Questo ingente investimento - finalizzato alla completa riqualificazione dell'autostrada che per prima fu costruita in Sicilia, prossima al compimento del mezzo secolo di vita - prevede il risanamento strutturale di viadotti e gallerie, il rifacimento del piano viabile, l'installazione di nuove barriere di sicurezza laterali, la riqualificazione e implementazione degli impianti tecnologici e di illuminazione con tecnologia a LED. L'esecuzione degli interventi del piano straordinario di riqualificazione dell'autostrada A19 è stata avviata a inizio 2018, a seguito dell'approvazione del contratto di programma Anas, con pianificazione quinquennale. A oggi è stata realizzata una quota di investimento corrispondente a circa 200 milioni di euro. In particolare è stata realizzata nuova pavimentazione su 325 km dei 394,600 km complessivi (in entrambe le direzioni), sono state installate le nuove barriere laterali di sicurezza lungo 80,7 km dei 313,400 previsti e il risanamento dei viadotti ha raggiunto un'estesa di 18 km sui 113,400 complessivi. Va evidenziato che l'avanzamento degli interventi di manutenzione e riqualificazione è condizionato dalla necessità di trovare un compromesso tra l'esigenza di accelerare l'attuazione mediante l'attivazione di più cantieri contemporanei e l'opportunità di attenuare i disagi alla circolazione che gli stessi cantieri inevitabilmente creano, limitandone quindi il numero. In merito all'itinerario Nord-Sud, in particolare per quanto riguarda la realizzazione dei lotti C, si evidenzia che non è mai stato reso disponibile ad Anas alcun finanziamento e tale situazione perdura all'attualità. Infine, per quanto riguarda gli interventi giudiziari di fine settembre, Anas ha avviato un processo di riorganizzazione che prevede, tramite rotazione, il completo avvicendamento del personale  dell'area tecnica di Catania, prescindendo dal coinvolgimento o meno nelle indagini.

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03 dic 2019

REGIONE SICILIANA | Domani a Palermo verrà presentato il nuovo treno “Pop”

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Domani mattina alle ore 11:00, alla presenza del presidente della Regione Nello Musumeci, dell'Assessore alle Infrastrutture e mobilità Marco Falcone e dell’amministratore delegato di Trenitalia Orazio Iacono,  verrà presentato, nella stazione Centrale di Palermo, il nuovo treno "Pop" brandizzato dall'hashtag #EuropeLoveSicily. E’ il nuovo treno a mono piano e media capacità di trasporto, a 4 carrozze, con 4 motori di trazione. Viaggerà a una velocità massima di 160 km/h, avrà un’accelerazione maggiore di 1 m/sec2 e potrà trasportare fino a circa 530 persone, con oltre 300 posti a sedere. I treni Pop hanno una capacità di trasporto fino al 15 per cento superiore rispetto alla precedente generazione, oltre a 8 porta biciclette di serie. Cinque treni Pop saranno consegnati entro il 2019, sette nel 2020 e nove nel 2021 e verranno utilizzati sulla tratta Palermo-Catania, sulla Messina-Palermo e sulla Messina-Siracusa. Photo @Mario Zora Ti potrebbero interessare: Arrivato a Palermo il primo ETR 104 “Pop” Treno POP, caratteristiche e innovazioni del nuovo treno regionale comodo e accessibile REGIONE SICILIANA | A fine mese i primi treni Pop per il trasporto regionale

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14 nov 2019

REGIONE SICILIANA | A fine mese i primi treni Pop per il trasporto regionale

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A fine mese anche in Sicilia, dopo Emilia Romagna, Veneto e Liguria, arriverranno i primi treni per il trasporto regionale. “Abbiamo già cominciato a consegnare i nuovi treni regionali in Emilia Romagna, Veneto e Liguria, a fine mese lo faremo in Sicilia, poi nelle Marche e in Lombardia, è un’operazione industriale da 6 miliardi di euro che riguarda tutte le Regioni italiane che hanno sottoscritto contratti di servizio lunghi”. E’ la tabella di marcia illustrata dall’amministratore delegato di Trenitalia Orazio Iacono riferendosi all’investimento dell’azienda da 6 miliardi di euro per l’acquisto di 600 nuovi treni regionali. “I contratti di servizio lunghi ci permettono di fare investimenti rilevanti – commenta Iacono – E’ una rivoluzione per il trasporto ferroviario regionale di Trenitalia e del Paese, ci permetterà di dare un servizio di qualità ai pendolari”. Cinque treni Pop, tre a novembre e due a dicembre, saranno consegnati entro il 2019, sette nel 2020 e nove nel 2021 e verranno utilizzate sulla tratta Palermo-Catania, sulla Messina-Palermo e sulla Messina-Siracusa. Il secondo blocco di treni che la Regione ha acquistato riguarderà 17 treni Hitachi "Blues" monopiano che saranno consegnati entro il 2021 e ulteriori otto convogli che saranno consegnati entro il 2022. I treni sono bimodali per poter estendere all’intera linea siciliana i benefici dell’innovazione tecnologica e dell’aumento della velocità di collegamento. I nuovi treni Hitachi, per il trasporto regionale, sono monopiano, a 3 casse da 219 posti e 4 casse da 300 posti, progettati e costruiti per i pendolari con prestazioni paragonabili a quelle di una metropolitana.  Pop è il nuovo treno a mono piano e media capacità di trasporto, a 4 carrozze, con 4 motori di trazione. Viaggerà a una velocità massima di 160 km/h, avrà un’accelerazione maggiore di 1 m/sec2 e potrà trasportare fino a circa 530 persone, con oltre 300 posti a sedere. Migliori standard, performance e più comfort e accessibilità per le persone che ogni giorno scelgono il treno per lavoro, studio, svago o turismo. I treni regionali di Trenitalia assicureranno la rivoluzione del trasporto ferroviario regionale e invoglieranno sempre più le persone a scegliere il treno lasciando l’auto a casa. I nuovi treni regionali fanno parte del più ampio piano di rilancio del Gruppo FS Italiane per il trasporto regionale. Piano che, con un investimento economico complessivo di circa 6 miliardi di euro e oltre 600 nuovi treni, garantirà, entro cinque anni, il rinnovo dell’80% della flotta. Una maxi fornitura che, per numero di treni e valore economico, non ha precedenti in Italia. Unico l’obiettivo: garantire la qualità e l’eccellenza dell’alta velocità italiana anche nel trasporto ferroviario regionale e metropolitano e migliorare così la qualità di vita del milione e mezzo di pendolari che viaggiano ogni giorno con Trenitalia. Ti potrebbero interessare: REGIONE EMILIA ROMAGNA | In servizio da oggi il primo Pop fra Bologna e Imola REGIONE VENETO | Presentati i primi due treni Pop e Rock per i pendolari veneti REGIONE LIGURIA | Arrivano i nuovi treni regionali Pop e Rock  

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08 nov 2019

AEROPORTO TRAPANI | Ryanair rinnova la fiducia in Airgest, prevista una crescita del 140%

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Nuovo incontro con Ryanair per i vertici di Airgest e nuovi passi avanti verso il risanamento dello scalo Vincenzo Florio di Trapani Birgi. Il presidente Salvatore Ombra ed il responsabile amministrazione e finanza della società di gestione dell’aeroporto, Dario Sorbello, lo scorso 6 novembre hanno avuto, a Milano, un meeting con i responsabili del vettore aereo irlandese.Ryanair «Il vettore irlandese ha apprezzato i segnali tangibili del territorio, con il parziale rientro dal debito. Pronti ad una programmazione pluriennale». A partire dal maggio 2020 al via le rotte in continuità territoriale", ha affermato Salvatore Ombra. «È stato un passaggio utile per confrontarsi sui dettagli della nostra collaborazione futura e sulla concretezza del nostro progetto – ha spiegato il presidente Salvatore Ombra -. Ryanair ha manifestato attenzione e soddisfazione nell’accogliere un progetto duraturo che potrà portare ad una programmazione pluriennale, per una crescita prevista del 140%, resa possibile anche grazie agli strumenti messi a disposizione dalla Regione siciliana. Hanno apprezzato i segnali tangibili dati dal territorio, con il rientro, seppur parziale, dal debito pregresso, ritrovando un partner industriale affidabile. Sul fronte della continuità territoriale per le rotte Napoli, Brindisi, Ancona, Perugia, Parma e Trieste,grazie alla capillare azione posta in essere, negli ultimi mesi, dal consiglio di amministrazione di Airgest e di tutta la struttura, sono stati definiti gli adempimenti propedeutici all’avvio dei collegamenti in continuità territoriale per il triennio 2020-2022. Dopo il confronto con la Regione siciliana, il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, Mit e la Commissione europea, sarà indetta la conferenza di servizi che consentirà la pubblicazione dei bandi di gara per l’affidamento dei collegamenti in OSP (Oneri di servizio pubblico). le rotte potrebbero essere operative entro maggio 2020.

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24 ago 2019

REGIONE SICILIANA | In arrivo altri 70 milioni di euro per la messa in sicurezza del territorio

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In arrivo altri 70 milioni di euro per la messa in sicurezza del territorio in Sicilia. Lo ha deciso il governo regionale che ha rimodulato le risorse del ‘Patto per il Sud – Fondo di sviluppo e coesione’, destinandole a 19 opere in centri abitati per prevenire fenomeni franosi. Il Piano degli interventi è stato predisposto dalla Struttura commissariale contro il dissesto idrogeologico guidata dal presidente della Regione Nello Musumeci e diretta da Maurizio Croce. La somma più cospicua, pari a 27 milioni di euro, è destinata ad Agrigento per consolidare la collina di San Gerlando sulla quale sorge la Cattedrale. Tra gli altri progetti finanziati (con 1,2 milioni di euro), anche la stabilizzazione del versante ovest del centro abitato di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, rimasto isolato per la chiusura della strada provinciale 12 a seguito di una frana e la regimentazione delle acque all’interno del centro abitato di Piedimonte Etneo, nel Catanese (6,1 milioni di euro). E ancora: il completamento dei lavori sul Monte Muganà a Troina, in provincia di Enna (1,3 milioni di euro) e il consolidamento del versante sud-est del centro abitato di Venetico superiore, nel Messinese.”Stiamo mantenendo – sottolinea il governatore Nello Musumeci in un comunicato – gli impegni assunti, con un ulteriore sforzo per consolidare sempre di più il nostro territorio, per anni abbandonato. La sicurezza e la tutela dell’incolumità dei cittadini sono tra le priorità del mio governo”. Questo l’elenco delle opere finanziate. Provincia di Agrigento, due interventi: Agrigento (dissesti che interessano la collina su cui sorgono il duomo e l’intera area diocesana), 27 milioni di euro; Bivona (strada di collegamento con Palazzo Adriano), 930mila euro, quale integrazione di un intervento già inserito nel Patto. Provincia di Caltanissetta, tre interventi: Mussomeli (realizzazione opere di urbanizzazione e collegamento tra via Fuori le mura e la via Palermo), 900mila euro; Villalba (consolidamento della zona di via Cesare Battisti, a monte della via Garibaldi), 600 euro quale integrazione di un intervento già inserito nel Patto; Niscemi (stabilizzazione versante ovest del centro abitato, zona strada provinciale 12-sbocco Calanco-Canale), 1,2 milioni di euro. Provincia di Catania, tre interventi San Gregorio di Catania (mitigazione rischio idrogeologico della collina – Monte Catira – e opere connesse alla realizzazione della via di fuga dei paesi etnei), 1,1 milioni di euro; Castel di Judica (centro abitato di Serro Calderaro), 1,1 milioni di euro, Piedimonte Etneo (regimentazione acque all’interno del centro abitato, vie Cassisi, Notara, Roma, Bellini, Nuova del convento e Cimitero), 6,1 milioni di euro; Provincia di Enna, un intervento: Troina (completamento lavori Monte Muganà), 1,3 milioni di euro. Provincia di Messina, otto interventi: Gualtieri Sicaminò (strada comunale tra il centro e la frazione di Sicaminò), 5 milioni di euro; Sant’Angelo di Brolo (strada provinciale 140 all’ingresso nord del centro urbano), 3 milioni di euro; Messina (via di fuga complementare alla viabilità esistente di collegamento tra la strada statale 114 e il villaggio Santo Stefano Briga), 5,5 milioni di euro; Monforte San Giorgio (via di fuga a servizio del centro abitato), 3 milioni di euro; Venetico (consolidamento versante sud-est del centro abitato di Venetico superiore), 7,1 milioni di euro; Alcara Li Fusi (consolidamento zona Villicano), 1,9 milioni di euro; Santa Lucia del Mela (Torrente Mela), 3 milioni di euro; Fiumedinisi (Torrente Fiumedinisi), 226mila euro, quale integrazione di un intervento già inserito nel Patto. Provincia di Palermo, due interventi: Ciminna (vecchio centro urbano a valle della Matrice), 2 milioni di euro;, Casteldaccia (Vallone Perreira), un milione, quale integrazione di un intervento già inserito nel Patto.

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23 ago 2019

REGIONE SICILIANA | Oltre venti milioni di euro per interventi su fiumi e torrenti

di mobilita

Oltre venti milioni di euro sono stati destinati al Dipartimento regionale tecnico per intervenire su fiumi e torrenti della Regione Siciliana. Sessantaquattro gli interventi previsti nelle nove Provine dell'Isola che consisteranno principalmente - d'intesa con l'Autorità di bacino, istituita lo scorso anno dopo un trentennio di attesa - nell'asportazione dei detriti accumulatisi negli alvei. «Per il secondo anno consecutivo (e non era mai accaduto nel passato) in Sicilia stiamo operando una capillare e preventiva sistemazione idraulica dei corsi d'acqua che, con l'arrivo delle piogge, rischiano di esondare provocando, così come troppo spesso è accaduto in passato, disastri e vittime». Lo dichiara il presidente della Regione Nello Musumeci, commentando l'approvazione della rimodulazione delle risorse del "Patto per il Sud - Fondo di Sviluppo e coesione", elaborata dall'Ufficio contro il dissesto idrogeologico - di cui è commissario - diretto da Maurizio Croce. Sessantaquattro gli interventi previsti nelle nove Provine dell'Isola che consisteranno principalmente - d'intesa con l'Autorità di bacino, istituita lo scorso anno dopo un trentennio di attesa - nell'asportazione dei detriti accumulatisi negli alvei. «Considero questa manovra - sottolinea il governatore siciliano - un doveroso atto di responsabilità. E' stato privilegiato un aspetto, quello della sistemazione dei fiumi, finora sempre sottovalutato ma, proprio per questo, pagato puntualmente e a caro prezzo di vite umane. E poi abbiamo mantenuto gli impegni assunti, compiendo un ulteriore sforzo per tutelare il nostro territorio e innalzare dovunque il livello della sicurezza per l'incolumità dei cittadini». Questo l'elenco delle opere finanziate. Provincia di Agrigento 10 interventi: Canicattì (Fiume Naro in corrispondenza con il vallone Carnara fino alla foce), 500mila euro; Aragona (Valloni Aragona-Coda di volpe e Occhiobianco in corrispondenza della confluenza con il torrente Cantarella), 200mila euro; Burgio, due interventi (eliminazione del pericolo di occlusione del Torrente Tina e riparazione dei danni alluvionali nel Torrente Garella), 225mila euro; Cammarata, due interventi (Valloni Passo del barbiere e Congeria e manutenzione di un tratto del Vallone Scrudato), 525mila euro; Sciacca (manutenzione corso d'acqua in località San Giorgio), 380mila euro; Licata, tre interventi (Torrenti della Palma, La Manca Safarella, Vallone Follina, Canale Mollarella ed affluenti , Canale Fiumevecchio, ostruzione della foce del Fiume Salso), un milione di euro. Provincia di Caltanissetta, due interventi: Caltanissetta (sistemazione idraulica Torrente Niscima, dall'immissione con il Vallone Niscima alla strada provinciale 79), 2,9 milioni di euro; Gela (Torrente Gattano), 576mila euro. Provincia di Catania, 16 interventi: Catania, tre interventi (Torrente Benanti, Fiume Gornalunga e Fiume Dittaino), 650mila euro; Paternò (Vallone Sferro), 150mila euro; Ramacca, quattro interventi (Vallone Mendola, Vallone della signora, Vallone Casitti e Fiume Gornalunga), 560mila euro; Acireale, due interventi (Torrente Pozzillo e Torrente Platani), 250mila euro; Riposto, quattro interventi (Torrente Babbo, Torrente Malorato, Torrente Pricoco e Torrente Macchia), 500mila euro; Mascali, due interventi (Torrente Salto del corvo e Torrente Macchia), 230mila euro. Provincia di Messina, 13 interventi: Villafranca Tirrena (Torrente Calvaruso compreso tra la ferrovia e il viadotto autostradale), 190mila euro; Caronia (Torrente Caronia e affluenti Mandarano 1 e 2 in località case Giordano), 217mila euro; Condrò (Torrente Muto antistante la contrada Messinese), 250mila euro; Patti (Torrente Cedro, nel tratto dalla foce fino a monte della strada statale 113 Palermo-Messina), 206mila euro; Reitano (Torrente Santo Stefano, in località Villa Margi), 230mila euro; Ficarra (Torrente Scino confluenza torrente Naso), 160mila euro; Militello Rosmarino (Torrente Rosmarino mediante la realizzazione di una scogliera in massi naturali in corrispondenza dell'acquedotto comunale), 250mila euro; Alì Terme (Torrente Alì, subito a monte degli attraversamenti stradale e ferroviario), 150mila euro; Itala (Torrente Itala, subito a monte degli attraversamenti stradale e ferroviario), 200mila euro; Scaletta Zanclea (Torrente Divieto e rimozione della scogliera posta in corrispondenza dell'attraversamento ferroviario), 150mila euro; Capo d'Orlando (Torrente Piscittina in corrispondenza dell'area industriale), 250mila euro; Pace del Mela (Torrente Muto in corrispondenza dell'ex Asi), 200mila euro; Messina (Vallone Barrile in località San Licandro alto), 150mila euro. Provincia di Enna, quattro interventi: Enna, due interventi (Torrente Calderai e Torrente Torcicoda tra le vie Moro e Longi), 870mila euro; Assoro (Fiume Dittaino in contrada Milocca Giardinello), 300mila euro; Regalbuto e Centuripe (Fiume Salso), 720mila euro. Provincia di Palermo, sette interventi: Cefala Diana (Torrente Favarotta, dal depuratore fino alla strada comunale Piano dei Greci), 195mila euro; Ciminna (Fiume San Leonardo nelle contrade Manche e Pirrone a cavallo della strada comunale Cannatello), 195mila euro; Petralia Soprana (Fiume Salso nella frazione San Giovanni), 195mila euro; Misilmeri (Fiume Eleuterio in contrada Rigano), 260mila euro; Ficarazzi (Fiume Eleuterio, dal cimitero fino al ponte sulla strada statale 113), 260mila euro; Bagheria (Fiume Eleuterio in contrada Pelligra), 195mila euro; Palermo (Canale Mortillaro sotto la via Amorelli, tra le vie Vanvitelli e Salerno), 1,2 milioni di euro. Provincia di Ragusa, due interventi: Modica e Scicli (Torrente Modica-Scicli, nel tratto compreso tra la periferia nord di Scicli e quella sud di Modica), 263mila euro; Giarratana (Torrenti Liequa Cuccovio Tiracavalli e affluenti del Fiume Irminio), 265mila euro. Provincia di Siracusa, tre interventi: Noto (Fiume Asinaro dalla foce fino al ponte ferroviario in contrada Molino per 8,3 chilometri, della Saia Randeci nel tratto a monte della confluenza con il Fiume Tellaro fino al ponte sulla strada provinciale 20 per circa 9 chilometri e ripristino argini crollati del Fiume Anapo in contrada Fusco del Comune di Sortino, lato valle alla strada provinciale 54), 2,5 milioni di euro. Provincia di Trapani, 7 interventi: Partanna, due interventi (due tratti Fiume Belice siti a monte del ponte sulla strada provinciale Partanna-Santa Margherita Belice e a valle della struttura termale "Terme Acqua Pia"), 410mila euro; Trapani (Torrente Verderame in contrada Salinagrande), 219mila euro; Paceco (Torrente Baiata), 280mila euro; Mazara del Vallo (Fiume Màzaro a monte del depuratore comunale), 230mila euro; Castellammare del Golfo (Fiumefreddo in contrada Mangiaferro), 210mila euro; Calatafimi(Fiumefreddo in contrada Lampasciuti), 200mila euro.

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