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30 gen 2021

BARI | Un nuovo parco urbano candidato nel piano della Regione Puglia per il Recovery fund

di mobilita

Il progetto di un parco urbano che scavalca i binari della stazione centrale e unisce i quartieri "al di là della ferrovia" con il centro cittadino, redatto da Fuksas, vincitore del concorso di idee del 2013,  è stato candidato nel piano della Regione Puglia per il Recovery fund, destinato alle opere strategiche. Si tratta di un parco urbano di 70 ettari, lungo 2,2 km, senza nuove costruzioni e volumetrie, che sovrasterà l'asse centrale della stazione dal ponte di Corso Cavour fino al Ponte Adriatico. Il progetto, dal costo di 450 milioni di euro,  è stato suddiviso in stralci. La prima parte fino a viale Ennio prevede un investimento di 100 milioni di euro. Il progetto firmato dallo Studio Fuksas vuole risolvere in modo radicale il problema della frattura della città di Bari attraverso la progettazione di un grande parco cittadino con vista lungomare della città e del mare, che funge da tessuto connettivo dell'intero progetto. Senza interrare il binario, il progetto mira alla rinascita di una zona fortemente degradata e attraversa un grande parco sopraelevato, lungo 3 km con pista ciclabile est-ovest. Un grande polmone che raddoppierà la quantità di verde per gli abitanti, dagli attuali 2,7 ma 5,1 m ab / ab. Un ruolo importante è stato assegnato al sottosettore della caserma Rossani, composto da 5 edifici. Diventerà il centro culturale della città di Bari con spazi per incontri sociali in un'area verde.   Gli edifici esistenti verranno restaurati senza alterarne la forma architettonica. La loro funzione sarà legata alla cultura e alle arti. L'edificio posto al centro del parco (1400 mq) ospiterà gli uffici comunali. L'edificio D ospiterà laboratori per artisti e borsisti dell'Accademia di Belle Arti di Bari; l'edificio E (2930 mq) diventerà la biblioteca comunale della città con sezioni specializzate dedicate alle arti visive, teatro, musica e architettura, l'edificio F (2.184 mq) si trasformerà in un enorme spazio espositivo per mostre temporanee e supporterà la didattica attività dell'Accademia di Belle Arti. L'edificio H (2890 mq) ospiterà residenze per artisti, attori, professori a contratto, studiosi e studenti dell'Accademia legati a programmi europei di scambio culturale. Il piano terra ospiterà anche un bar aperto al pubblico e immerso nel parco. Comprenderà la realizzazione di un parcheggio interrato da 800 posti, situato nel margine nord del Parco Rossani in prossimità della nuova Stazione Centrale. Al centro della struttura regolare della caserma sorgerà l'auditorium / centro spettacolo con una capienza di circa 1.000 posti. La forma architettonica del performance center ellittico genera un volume dalle geometrie morbide che contrasta volutamente con la rigidità degli edifici esistenti. Un edificio polifunzionale che può ospitare una varietà di eventi e attività come concerti, teatro, conferenze, mostre e proiezioni di film. Le aree comuni, la caffetteria e il foyer sono completamente vetrate in modo da creare un rapporto di continuità tra interno ed esterno. Il legno sarà la pelle esterna della struttura della facciata dell'edificio in modo da essere in armonia con il parco e la vegetazione. La città della musica sarà costruita a sud-ovest del parco. La funzione è già definita dalla presenza dell'Auditorium Nino Rota. La struttura esistente svolge anche un ruolo portante presso il Conservatorio Niccolò Piccinni. Il progetto si propone di dare forma ad una vera e propria città della musica prevedendo l'ampliamento di circa 2000 mq del conservatorio con un nuovo edificio che ospiterà un auditorium da 400 posti e una scuola di musica. Inoltre è prevista anche la realizzazione di un'area per concerti all'aperto con 400 posti a sedere. Il parco della musica per via della nuova struttura prevista dal masterplan è facilmente raggiungibile dal centro cittadino. 51045104 Commenti: 857 Condivisioni: 361 Mi piace Commenta Condividi  

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31 mar 2020

NAPOLI | Porta Bellaria a Capodimonte, aggiudicata la gara lavori

di Antonio Somigliato

Con un post della pagina Facebook dell'Assessorato Urbanistica e Beni comuni del Comune di Napoli, ieri 30/03/2020 si è resa nota l'aggiudicazione della gara per i lavori di realizzazione di un ponte tra il Parco delle Colline di Napoli e quello di Capodimonte su "Porta Bellaria", uno degli accessi al secondo parco: indetta tra il 13/11 e il 18/12/2019, appalta a Hermitage Capodimonte S.p.A., la gara si è conclusa l'11/01/2020, secondo quanto reso noto il 27/03/2020 dall'appaltante; di seguito, il comunicato integrale di detto post. Porta Bellaria a Capodimonte aggiudicata la gara lavori È stata aggiudicata in via definitiva la gara lavori, indetta dalla Società Hermitage Capodimonte S.p.A., per la realizzazione di una nuova porta di accesso, che collegherà il Parco Metropolitano delle Colline di Napoli con il Parco di Capodimonte. Il progetto prevede la realizzazione nel Vallone S. Rocco, con accesso da via Miano, di un collegamento diretto tra il Parco delle Colline di Napoli e il Parco di Capodimonte, attraverso la realizzazione di un nuovo parco ad uso pubblico di circa 8.500 mq e di un ponte pedonale e ciclabile pubblico, a quota ribassata, in grado di garantire anche l'accessibilità all'istituto Hermitage, attualmente servito unicamente da Cupa delle Tozzole. Il progetto, effetto di un Accordo di Programma sottoscritto dalla Società Hermitage, finanziatrice dell'intervento, dalla Regione Campania, dall'Ente Parco Metropolitano delle Colline di Napoli e dal Comune di Napoli, ha un valore complessivo di €.2.244.646,08. «Si continua a lavorare - dichiara l'Assessore Piscopo - per essere pronti a ripartire, appena le condizioni lo consentiranno. Un momento certamente difficile, che vede in campo, insieme con le azioni necessarie e urgenti finalizzate al contenimento del contagio e al supporto della collettività tutta, anche i progetti di rigenerazione urbana. Il ponte Bellaria ne rappresenta un esempio. Si tratta di un nuovo parco attrezzato ad uso pubblico con piste ciclabili, che unirà il Parco di Capodimonte con il Parco delle Colline attraverso Porta Bellaria, e sarà fruibile da tutti i cittadini». Infine, uno schema che mostra l'area di intervento (riquadro in verde-giallino) scelta già il 12/06/2016, così come da Accordo di Programma citato nel su riportato post: l'area in questione si pone tra via Miano (strada principale in grigio) e il citato istituto "Hermitage" (l'edificio grande in alto nel centro-destra, col tetto rosso e a forma di 't' curva quasi-capovolta) nella parte più interna della cupa delle Tozzole (diramazioni stradali minori in grigio); si noti il rendering grafico del ponte di accesso al Parco delle Colline e dell'accesso su via Miano, nelle parti più vicine alla stessa.

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05 feb 2020

NAPOLI | Un nuovo grande parco urbano attrezzato tra le stazioni di Poggioreale e Centro Direzionale

di mobilita

Presentato il progetto, a firma degli architetti Mario Botta e Giancarlo Scognamiglio, di un grande parco attrezzato di collegamento delle stazioni di Poggioreale e Centro Direzionale. Il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, insieme al direttore Generale Attilio Auricchio, all’Assessore all’Urbanistica Carmine Piscopo e al Presidente di Metropolitana di Napoli Ennio Cascetta, ha incontrato oggi i progettisti che hanno illustrato una prima idea progettuale sulla quale si lavorerà da subito con l’intento di consegnare il progetto già per gli inizi di marzo. “Un grande parco attrezzato - dichiara l’Assessore Carmine Piscopo - con servizi urbani integrati, composto da aree giochi per bambini e attrezzature sportive, aperto alla collettività, che si snoda su di un'area ferroviaria dismessa da recuperare e restituire alla città".  

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15 lug 2019

MILANO | Accordo di collaborazione per la rigenerazione dell’area Bovisa-Goccia

di mobilita

Realizzare un grande parco pubblico, ampliare il campus universitario del Politecnico di Milano e prevedere un polo scientifico tecnologico, creando i presupposti affinché l’ambito diventi un luogo deputato all’eccellenza e alla ricerca. Con questi obiettivi sono state approvate le linee di indirizzo politico per la rigenerazione dell’area Bovisa-Goccia, cui seguirà, una volta approvato il Piano di Governo del Territorio, la sottoscrizione di una Convenzione Quadro tra Comune e Politecnico, principali proprietari delle aree che porterà alla definizione del Piano Attuativo per il loro sviluppo. L’accordo ricalca le indicazioni del Piano di Governo del Territorio in fase di discussione, che prevede uno sviluppo dell’area legato a una Grande Funzione Urbana, intesa come l’ampliamento del campus universitario,  la realizzazione di un parco di almeno il 50% della superficie totale e la riduzione dell’indice di edificabilità allo 0,35 mq/mq per funzioni legate all’università (direzionali, produttive, finalizzate alla creazione di un parco scientifico-tecnologico, residenze universitarie).  L’area di circa 350mila metri quadrati vedrà quindi ridurre drasticamente le volumetrie consentite, a favore di un incremento del verde e un consistente ampliamento del campus universitario. “Con questa delibera confermiamo l’impegno a procedere insieme al Politecnico per valorizzare finalmente un’area che riveste un’importanza strategica sia per dimensioni sia per la grande accessibilità garantita dalle stazioni Bovisa e Villapizzone e acceleriamo il processo per le fasi attuative- dichiara l’assessore all’Urbanistica e Verde Pierfrancesco Maran -. L’obiettivo è realizzare un parco pubblico in continuità con altri due grandi parchi che nasceranno nei prossimi anni allo scalo Farini e nell’area Mind, oltre che con il nuovo polmone verde di Cascina Merlata. Parallelamente contribuiremo a rafforzare l’eccellenza milanese rappresentata dal Politecnico, che potrà avere nuovi spazi innovativi per i suoi sempre più numerosi studenti italiani e stranieri”.  La segreteria tecnica, insediata nel 2017 tra esperti del Politecnico e funzionari dell’Amministrazione comunale per definire delle linee guida progettuali per l’ambito Bovisa-Goccia, avvierà fin da subito, in attesa dell’approvazione del PGT, una nuova fase di confronto. Il tavolo lavorerà in particolare all’approfondimento delle linee guida attraverso l’individuazione degli spazi per la didattica e la ricerca necessari alla creazione di un campus innovativo e funzionale e alla definizione del progetto per il parco: si prevede infatti che, alla rete di spazi e percorsi verdi che caratterizzeranno i nuovi insediamenti a carattere fortemente pubblico, si affiancheranno due grandi aree connesse, che comporranno il parco della Goccia. La prima è un’area di circa 90mila metri quadrati, posta a nord ovest, dove nei prossimi mesi sarà avviata una sperimentazione di fitorimedio, tecnica innovativa di bonifica attraverso l’impiego di essenze arboree, eventualmente replicabile nella restante parte della Goccia. La seconda è il cosiddetto Parco dei Gasometri, area di 40mila metri quadrati posta a margine sud del Campus e su cui insistono i manufatti dei gasometri e altri edifici storici di archeologia industriale. Entro l’anno sarà conclusa la bonifica di questa parte del parco: per garantire un presidio dell’area e una sua fruizione in tempi rapidi, in attesa che la Convenzione Quadro definisca il quadro generale e le modalità attuative, l’area potrà essere affidata al Politecnico, che si incaricherà di realizzare a proprie spese interventi di carattere temporaneo volti a renderne possibile la fruizione: cura del verde, inserimento di attrezzature per lo sport all’aperto, messa in sicurezza dei manufatti storici e, dove possibile, il loro riuso per servizi  e attività connesse alle propria funzione.

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28 dic 2018

BARI | Approvato il progetto esecutivo del parco urbano nell’area dell’ex Gasometro

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Oggi è stato approvato il progetto esecutivo del parco urbano che cambierà, completamente, il volto dell’area dell’ex Gasometro, nel quartiere Libertà. Lunedì 31 gennaio sarà pubblicato il bando per l’affidamento dei lavori che trasformeranno l’attuale terreno incolto di 15.640 metri quadri in un grande parco. Ci saranno aree dedicate al running, ai pattini e allo skate, al parkour, al fitness, una zona ludica ed una interamente dedicata ai cani, un anfiteatro e tutto ciò che renderà questo parco il posto perfetto per il tempo libero in città. Un progetto nato anche grazie al percorso di ascolto realizzato negli scorsi mesi dall’amministrazione con i residenti del quartiere.

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23 nov 2018

VENEZIA | Approvato il programma per la realizzazione del Parco urbano nell’isola della Certosa

di mobilita

La Giunta comunale di Venezia, nella sua ultima seduta, ha approvato la delibera che riguarda gli indirizzi per l’integrazione della disciplina dei rapporti patrimoniali con società Vento di Venezia s.r.l. per  la realizzazione del Parco urbano nell’Isola della Certosa e per la presentazione del Programma di valorizzazione per il trasferimento in proprietà al Comune di Venezia del complesso immobiliare dello Stato denominato “Isola della Certosa". “L’obiettivo dell’Amministrazione comunale – commenta la vicesindaco e assessore al Riordino del Patrimonio Luciana Colle– consiste nella valorizzazione di una rilevante porzione della Laguna nord, interdetta all’accesso nell’ultimo secolo e mezzo e in stato di abbandono dopo la dismissione degli usi militari, dove sono stati già avviati processi di recupero fisico del bene e di rivitalizzazione socio-economica. L’Isola della Certosa, che il Demanio si appresta a cedere alla Città, sarà protagonista, in questo modo, di un completo procedimento di rigenerazione territoriale. Un nuovo ambito urbano, accessibile ed integrato al tessuto del Centro storico, dove troveranno spazio attività economiche e servizi per un’utenza composta sia da residenti che da visitatori. Insieme al trasferimento della proprietà dell’Isola al Comune – continua Colle- verrà attribuito l’uso gratuito (sempre al Comune), degli specchi d’acqua pertinenziali, la cui gestione è funzionale al progetto di valorizzazione complessivo. Ad esempio si potrà garantire, attraverso il concessionario,  il mantenimento delle rive e dei muretti di sponda che attualmente sono di competenza del Provveditorato (ex Magistrato alle Acque). E proprio in quest’ottica, ottenuta la proprietà dell’Isola e l’uso degli specchi d’acqua, si potrà trasformare l’attuale convenzione con Vento di Venezia in un rapporto di concessione che permetterà alla stessa società di proseguire nei lavori di completamento della bonifica delle aree impegnando in questo progetto ulteriori 2 milioni. A questi interventi - continua Colle -  si aggiungono,  quelli per la messa in sicurezza, restauro e valorizzazione di beni di interesse culturale (460.000), i percorsi e servizi per la fruizione del parco e sistemazione aree a verde (1.040.000), gli interventi sulle aree pertinenziali marittime (860.000). Tutti interventi che complessivamente hanno un valore di 4.360.000 euro e saranno effettuati nel breve termine. A ciò si aggiungono i costi di manutenzione annuale del Parco per una cifra pari a 750mila euro sempre a carico della società Vento di Venezia. In questo modo, oltre al rilancio all’Arsenale con il piano di recupero, alla riqualificazione del waterfront settentrionale dell'Isola di Sant' Elena, agli interventi alla Caserma Miraglia alle Vignole e alla Fortezza di Sant’Andrea e al rilancio dell’estremità settentrionale del Lido attraverso un rilancio dell’aeroporto Nicelli, della caserma Pepe e del complesso dell’Ex Ospedale al Mare, vogliamo ridare nuovo slancio al quadrante nord-orientale della Città di cui la Certosa fa pienamente parte. Atti concreti - conclude Colle - che dimostrano la nostra attenzione a tutto il territorio della Città". Nello specifico quindi il programma si pone come obiettivi generali: Realizzare e gestire il parco, fruibile alla cittadinanza, a carico del partner privato senza costi diretti per l’Amministrazione comunale; Recuperare l’Isola (scoperti e patrimonio edilizio) insediando attività economiche funzionali e compatibili alla destinazione a parco affinché il compendio abbia una sua intrinseca vitalità nonché un equilibrio economico e finanziario, tale da garantire la realizzazione dell’intervento nonché il successo e la durabilità dell’iniziativa; Creare opportunità di sviluppo nei settori del verde pubblico attrezzato, servizi per la nautica da diporto (stanziale ed in transito), attività di formazione, residenze specialistiche e attività produttive del settore primario come vino e produzioni orticole ed infine, eventi sportivi e culturali; Creare opportunità di turismo – esperienziale attraverso lo stimolo al recupero e alla riqualificazione delle aree comprese tra il centro di Venezia e la bocca di porto del Lido, di cui la Certosa è baricentro, con progetti sinergici accomunati dalle valenze ambientali, culturali e dalla vocazione  ad ospitare servizi per la nautica da diporto. In questo quadro è importante sottolineare, inoltre, che l’interesse culturale dell’Isola può essere espresso dalla conservazione e rifunzionalizzazione delle aree scoperte e degli edifici di pregio, come rappresentato nel progetto di parco urbano, dove trovano una coerente fruizione pubblica sia le testimonianze delle diverse fasi storiche dell’Isola, sia le emergenze naturalistiche e ambientali, messe a rischio dallo stato di abbandono precedente.

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20 mar 2018

GENOVA | Parco urbano nell’ex caserma Gavoglio, al via un programma di incontri sulla progettazione

di mobilita

Presentato questa mattina, con un sopralluogo agli spazi dell’ex caserma Gavoglio al Lagaccio destinati a parco urbano, il programma di tre incontri ad inviti dedicati al confronto sullo sviluppo di soluzioni innovative per la realizzazione del progetto. Le soluzioni, basate su tecniche nature based solution (NBS), prevedono una progettazione che utilizzi la natura per aumentare la capacità di resilienza di un sito, con scelte ecologiche, sostenibili e inclusive.La serie di incontri, che prenderà il via venerdì 23 marzo all’hotel Savoia, è una co–creation prevista dall’Unione Europea per la progettazione del parco urbano, lotto inserito nella più complessiva opera di riqualificazione del compendio dell’ex caserma.Vi parteciperanno importanti portatori di interesse tra istituzioni pubbliche, dipartimenti universitari e centri di ricerca, associazioni di categoria delle imprese e del commercio, oltre ad associazioni e abitanti del quartiere. Gli altri appuntamenti sono in programma mercoledì 28 marzo e venerdì 6 aprile.Obiettivo dei lavori è la creazione di un “living lab”, laboratorio permanente che, una volta conclusa la fase di partecipazione relativa al parco, si arricchirà di competenze estendendo il proprio interesse all’intero compendio, sempre in ottica di sostenibilità ambientale. I risultati di questo lavoro saranno poi recepiti dalla procedura urbanistica per rendere attuabili gli interventi. «Il recupero della ex caserma Gavoglio, risorsa importantissima per il quartiere e per Genova tutta – dichiara l’assessore a Lavori Pubblici e Manutenzioni Paolo Fanghella – è uno dei più ambiziosi progetti ai quali ci stiamo dedicando. L’intervento ha una valenza importante dal punto di vista sociale, poiché consente di riqualificare il quartiere del Lagaccio e quindi di migliorare la vivibilità dei cittadini. Abbiamo già deciso di destinare ai lavori per la realizzazione del parco urbano, per la mitigazione dei rischi idrogeologici e altre opere interne al lotto della caserma, circa 7 milioni e 300 mila euro, cifra superiore rispetto a quanto previsto dalla precedente amministrazione. Si tratta di opere già finanziate per il 2018 che prevedono l'avvio degli interventi entro l’anno in corso». Simonetta Cenci, assessore a Urbanistica e Demanio, prosegue: «Questo è un ottimo esempio di rigenerazione urbana che, insieme ad altri interventi a cui stiamo lavorando, dimostra che Genova è ripartita. Per l'area Gavoglio stiamo arrivando alla fase attuativa. Il Living lab sarà importante nella progettazione, comunque suscettibile di ulteriori innovazioni sulle funzioni degli edifici e delle strutture che riguarderanno, anche, aree per lo sport e più specifiche per il quartiere. Vorremmo prendere spunto da quello che è stato fatto da altre città europee che hanno affrontato in maniera molto positiva situazioni simili. Dobbiamo proseguire in questa vision, con la volontà di avere un continuo confronto cosrtuttivo». Il progetto europeo UnaLAB - Urban Nature Labs, presentato nell’ambito di un bando del programma Horizon 2020-Smart Cities and Communities, finanzia per quasi un milione di euro l’utilizzo nel parco di soluzioni progettuali di tipo naturalistico.Il parco urbano, che si estenderà per circa un ettaro sui cinque complessivi dell’area, rappresenta uno dei lotti funzionali del programma di valorizzazione dell’ex caserma approvato sulla base delle linee guida condivise con il quartiere. Il progetto è uno dei punti cardine dell’intera riqualificazione per la sua funzione di “polmone verde” della delegazione e per la sua possibilità di diventare una risorsa per l’intera città grazie ai possibili collegamenti con il sistema dei forti.Partner del Comune di Genova sono IRE Agenzia regionale e LAND Italia che svolgono la progettazione con la supervisione e sulla base del masterplan del Comune stesso.La realizzazione del parco urbano farà da volano per l’intera valorizzazione dell’ex-caserma Gavoglio grazie alla sua forza di attrazione verso possibili investimenti privati sugli edifici storici da riqualificare, per I quali è prevista una quota di spazi di pubblica fruizione.Il processo che ha portato all’acquisizione a titolo gratuito dell’immobile è cominciato nell’ottobre 2013 per concludersi nel dicembre 2016 attraverso la procedura del federalismo demaniale culturale.Il progetto UnaLAB - Urban Nature Labs racchiude un consorzio di 28 partners (Comuni, enti di ricerca, enti privati) provenienti da dieci città europee e non. Genova, con Tampere (Finlandia) e Eindhoven (Paesi Bassi), è una città front-runner ovvero un "dimostratore" delle pratiche NBS.

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09 mag 2017

Mitigare gli sfregi urbani con la natura: l’esempio di “Oasi in Città” nel sorrentino

di Giulio Di Chiara

Le nostre città purtroppo contano molto spesso le cicatrici che l'uomo gli ha lasciato in eredità. Sfregi figli di cattiva progettazione, infrastrutture inutili, sovradimensionate o semplicemente fuori posto. Alle volte, l'occasione di un finanziamento a pioggia induce i nostri governatori a spendere il denaro entro i termini imposti pur di ottenere la paternità di "qualcosa",  a prescindere dalle esigenze del territorio. Per fortuna l'uomo stesso ogni tanto prova a metterci una pezza, mitigando i propri errori con attività compensative. E' successo nel comune di Sant'Agnello, nella costiera sorrentina. Il WWF in sinergia con l'amministrazione comunale ha infatti lavorato per due anni alla realizzazione di "Oasi in città", un'area urbana restituita alla collettività al di sopra di un mega parcheggio molto contestato. "quattromila metri quadrati con quasi 6.000 piante, di 70 specie arboree diverse, quasi tutte autoctone, che coprono un parcheggio interrato. Un rigoglioso angolo di macchia mediterranea dove la vegetazione e un lago hanno contribuito a creare un habitat subito "colonizzato" da upupe, occhiocotti e cinciarelle, che hanno già nidificato.L'Oasi in città è stata ideata e progettata dal WWF Terre del Tirreno." L'inaugurazione è avvenuta lo scorso 30 aprile e nei primi due giorni si sono registrati quasi 4.000 visitatori. Tra le attrattive dell'Oasi ci sono più aree tematiche: il prato selvatico, il giardino delle farfalle, la siepe,il bio-lago, la pinetina, il viale dei fruttiferi, il bosco ombroso, le piante officinali, la macchia mediterranea. Cittadini e turisti possono così immergersi in un parco che è anche aula didattica all’aperto, impreziosita da una ricca fauna presentata da una serie di cartelli illustrativi (fonte). Un esempio da seguire.

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