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18 mag 2017

Il nuovo raccordo per lo stabilimento Ansaldo Breda di Carini

di siciliaintreno

Recentemente abbiamo dato notizia del ritorno della attività allo stabilimento Ansaldo Breda di Carini, rilevato da Rete Ferroviaria Italiana s.p.a., che ha così salvato numerosi posti di lavoro e ridato un futuro all’importante sito industriale. Per le esigenze dello stabilimento si renderà quindi indispensabile riattivare il raccordo ferroviario di cui il sito disponeva dalla sua nascita. Infatti si ricorderà come il passaggio a livello sulla S.S. 113 in uscita da Capaci verso Trapani presentasse due binari affiancati. Uno di questi era proprio il binario di raccordo, che si originava da un deviatoio posto tra la stazione di Capaci ed il P.L. ed affiancava per un tratto il binario della linea Palermo Trapani. Nella immagine da satellite del 2010 è evidenziato l’andamento dei due binari. Nella fotografia del 2013 si vede la situazione preesistente all’inizio dei lavori per il PFP. Il Progetto Esecutivo del Passante Ferroviario di Palermo approvato nel 2008 in effetti non prevedeva il mantenimento del raccordo ferroviario. In seguito ai più recenti importanti sviluppi che, come abbiamo ricordato, hanno portato alla riapertura di questo stabilimento, nel febbraio 2015 la Committenza ha richiesto all’esecutore dei lavori di inserire tra le opere le predisposizioni minime per garantire un eventuale ripristino del raccordo Ansaldo Breda. A tale scopo si è previsto un allargamento della sede nel tratto compreso tra il sottopasso della S.S. 113 (nuova viabilità con eliminazione del P.L. e svincolo a raso con rotatoria) ed il sovrappasso stradale (via L. Sturzo) dal lato della nuova fermata di Carini – Ciachea. In prossimità di questo sovrappasso, sul binario dispari (direzione Trapani) sarà collocato il deviatoio di collegamento, seguito sul raccordo da un secondo deviatoio che realizzerà l’isolamento, in termini di protezione da manovre accidentali, dello stesso raccordo. Anche la scelta di collocare un solo deviatoio sul binario dispari è in favore di sicurezza, dato che in questo modo i convogli ordinariamente in servizio sul passante non potranno in nessun caso imboccare il raccordo. Nella immagine da satellite del 2016 è rappresentato uno schema della futura configurazione del raccordo, dalla quale si evince la funzione di protezione esercitata dai deviatoi previsti. Nella fotografia del 2016 si vede come il muro lato monte presenti una singolarità realizzata proprio in corrispondenza del futuro raccordo. Sarà così possibile riattivare un tratto del vecchio raccordo tuttora presente al margine della strada che entra nello stabilimento, delimitando l’uscita del nuovo binario dall’area di pertinenza del PFP con un cancello. Nelle ultime immagini lo stato del vecchio binario di raccordo nel 2015.  

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17 mag 2017

Linea Ionica: protocollo d’intesa per potenziare e velocizzare i collegamenti ferroviari

di Roberto Lentini

Protocollo d'intesa firmato oggi a Catanzaro da Graziano Delrio, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Gentile, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Rete Ferroviaria Italiana, e Mario Oliverio, Presidente della Regione Calabria. Obiettivo dell'intesa potenziare e velocizzare i collegamenti ferroviari sulla linea Ionica, migliorando la mobilità della Calabria. L’investimento complessivo è di oltre 500 milioni di euro. Tra i principali interventi previsti: la velocizzazione della linea Ionica; l’eliminazione di alcuni passaggi a livello e la realizzazione di opere viarie alternative; il rinnovo degli scambi e dei binari, nei punti della rete in cui è necessario; il prolungamento di alcuni sottopassi e la costruzione di nuovi; la riqualificazione delle stazioni, con particolare attenzione a quelle con maggiore traffico di viaggiatori. Agli intervententi concordati oggi si aggiunge la velocizzazione del collegamento ferroviario Aeroporto di Lamezia - Lamezia Terme Centrale - Germaneto - Catanzaro Lido, oggetto di un accordo firmato a ottobre 2016 che ridurrà i tempi di viaggio fra lo scalo, Lamezia Terme e Catanzaro. Graziano Delrio “Un progetto importante e reale che doterà la zona Ionica di un collegamento efficace e sostenibile. Dotare la Calabria di infrastrutture e di servizi efficaci è una scelta che riguarda la tenuta sociale e lo sviluppo della regione, oltre che la possibilità di tutti gli italiani di godere delle sue bellezze e delle sue opportunità”. Maurizio Gentile “Gli interventi presentati oggi permetteranno di velocizzare i collegamenti sulla linea ionica e, insieme all’upgrade tecnologico della linea Tirrenica Sud e alla velocizzazione del collegamento con l’aeroporto di Lamezia Terme, offriranno una migliore esperienza di viaggio a chi si sposta in Calabria. Queste azioni rientrano nel Piano Industriale di FS Italiane per il prossimo decennio, che prevede numerosi investimenti per il Sud, a conferma dell’importanza strategica delle connessioni di tali aree nell’ottica del Sistema Paese”. Mario Oliverio "Un grande progetto, fondato su un'attenta programmazione e certezza delle risorse, su progetti concreti e precisi tempi di attuazione, che potrà incidere sensibilmente sullo sviluppo della Calabria e, in particolare, del versante ionico”. È quanto ha dichiarato Mario Oliverio, Presidente della Regione Calabria. “Le infrastrutture e l'accessibilità sono presupposti irrinunciabili per dare una nuova prospettiva alla Calabria. Partono i lavori di un intervento strategico del mio programma di governo”. Da definire nei prossimi mesi anche la sottoscrizione di un Accordo Quadro tra RFI e Regione Calabria rispetto allo sviluppo del servizio ferroviario regionale.

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17 mag 2017

Un nuovo sommergibile per la Marina Militare Italiana

di Fabio Nicolosi

È stato consegnato presso lo stabilimento Fincantieri di Muggiano (La Spezia), il sommergibile “Romeo Romei”, ultimo di una serie di quattro unità gemelle della classe “Todaro”, tipo U212A, commissionate a Fincantieri dalla Direzione degli Armamenti Navali – NAVARM per la Marina Militare. Il sommergibile “Romeo Romei”, come l’unità gemella “Pietro Venuti” consegnata alla Marina Militare nel luglio dello scorso anno dal cantiere di Muggiano, è caratterizzato da soluzioni tecnologiche altamente innovative, interamente realizzato in materiale amagnetico con l’applicazione delle più moderne tecniche di silenziamento per la riduzione della segnatura acustica. “Romei” ha un dislocamento di superficie di 1.509 tonnellate, una lunghezza fuori tutto di 55,9 metri, un diametro massimo di 7 metri e può raggiungere in immersione una velocità superiore ai 16 nodi. L’equipaggio è composto da 27 persone. Il “Romei” è il 102esimo sommergibile realizzato al Muggiano dal 1907, anno in cui venne varato il “Foca” per la Regia Marina Italiana. Da allora questo cantiere si è sempre distinto nella realizzazione di unità navali, oltre che per la Marina italiana, anche per Marine estere (Brasile, Spagna, Portogallo, Svezia, Danimarca). Romeo Romei Il programma per la realizzazione dei sommergibili “Venuti” e “Romei” è la prosecuzione di quello iniziato nel 1994 in cooperazione con il German Submarine Consortium, che ha già portato negli anni scorsi alla costruzione di sei unità per la Germania e di due per l’Italia, il “Todaro” e lo “Scirè”, consegnati da Fincantieri rispettivamente nel 2006 e nel 2007 e che operano con successo all’interno della flotta della Marina Militare. Il “Romei”, così come gli altri sommergibili della serie, è dotato di un sistema di propulsione silenziosa basato sulla tecnologia delle celle a combustibile in cui l’energia elettrica viene prodotta tramite la reazione di ossigeno e idrogeno, quindi indipendentemente dall’aria, garantendo un’autonomia in immersione notevolmente superiore a quella dei sistemi convenzionali a batteria. L’unità dispone di un sistema elettroacustico perfettamente integrato nel sistema di comando e controllo e di un moderno sistema di automazione del controllo della piattaforma. Romeo Romei Capitano di Corvetta Medaglia d’oro al Valor Militare alla memoria Nacque a Castelnuovo (Cattaro) il 14 agosto 1906. Allievo all’Accademia Navale di Livorno dal dicembre 1924, nel 1928 conseguì la nomina a Guardiamarina e con il 1° luglio 1929 la promozione a Sottotenente di Vascello, stando imbarcato sull’incrociatore Trieste nell’incarico di ufficiale di rotta. Promosso Tenente di Vascello nel 1933, a domanda passò sui sommergibili ed al comando del sommergibile Perla partecipò a missioni speciali durante la guerra di Spagna. Alla dichiarazione di guerra del 10 giugno 1940, richiamato in Patria dalla Base Navale di Tobruk e promosso Capitano di Corvetta, assunse il comando del sommergibile Pier Capponi con il quale si distinse in audacissime e fortunate missioni di guerra, tanto da essere definito dalla stampa avversaria il “Corsaro degli abissi”. In una missione di guerra condotta sulla notte del 10 novembre 1940 nelle acque del Canale di Sicilia (50 miglia a SE di Malta), attaccò risolutamente una forte formazione navale inglese – composta da una nave portaerei e da due navi da battaglia, fortemente scortata da numerosi cacciatorpediniere – colpendo probabilmente una nave da battaglia. Nel corso della missione del 31 marzo 1941 l’unità, salpata da Messina e diretta nel Mediterraneo centrale, fu silurata dal sommergibile inglese Rorqual ed affondò a circa 17 miglia a sud di Stromboli. Nessun superstite fra l’equipaggio. Altre decorazioni: Medaglia di Bronzo al Valore Militare (Mediterraneo occidentale, 22 giugno 1940) Medaglia di Bronzo al Valore Militare (Mediterraneo, 10 giugno 1940 – 12 aprile 1941)

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17 mag 2017

La intersezione della linea per il Porto con la via Libertà

di siciliaintreno

Riprendiamo ad esaminare e ricostruire i vari aspetti della linea per il Porto soffermandoci su un tratto tra i più singolari, e per certi versi misterioso, lungo il tracciato, la intersezione con la via Libertà. Singolare per l’importanza, e quindi l’attenzione, che sin dalla progettazione si attribuì a questa intersezione, con la strada che è tuttora l’asse principale della città. Misterioso perché tuttora non è stato possibile reperire una qualche documentazione fotografica dalla quale fosse possibile avere una idea esatta di questo tratto, che pure sino al 1957 fu in esercizio. Tra le tavole pubblicate nel 1873 dall’ing. Carlo Andriano sul Giornale del Genio Civile, a corredo della nota dal titolo “Ferrovia dalla Stazione Centrale di Palermo al Porto”, ve ne è una nella quale è rappresentato il “Cavalcavia obbliquo sulla strada della Libertà”. Uno stralcio della tavola è riportata nella figura 1 allegata, ricavata dall’interessante libro di M. Carcasio e S. Amoroso – Le stazioni ferroviarie di Palermo  - Centro Regionale per la progettazione e il Restauro della Regione Siciliana. Riportiamo nelle figure 2 e 3 stralci della planimetria e del profilo del progetto del 1873. Per comprendere come fu risolta la intersezione tra la nuova linea ferroviaria di raccordo con il porto e la via Libertà riteniamo opportuno dare qualche riferimento sulla nascita di questa strada, destinata a diventare il principale asse viario della città. Dal bel volume di A. Chirco, M. Di Liberto - Via Libertà ieri e oggi – Dario Flaccovio Editore, ricco di immagini storiche degli edifici originari, si apprende che i lavori della “Strada della Libertà” furono decisi per iniziativa del quarto comitato del governo rivoluzionario con decreto del 16 marzo 1848. Ricordiamo che il 12 gennaio a Palermo, con a capo Rosolino Pilo e Giuseppe La Masa, scoppiò il primo dei moti rivoluzionari che sconvolsero l'Europa nell’anno che rimase proverbiale, il ’48 del XIX secolo (LINK). Lo Stato di Sicilia indipendente che vide la luce, con Ruggero Settimo capo del governo, sopravvisse fino al maggio del 1849. La nuova strada costituì il prolungamento verso nord dello stradone fuori Porta Maqueda, l’attuale via Ruggero Settimo, e si sviluppò tra i vasti giardini del “Firriato di Villafranca”, già di proprietà di Giuseppe Alliata e Moncada, VII Principe di Villafranca. Il primo tratto, sino a piazza delle Croci, fu realizzato con viale principale centrale delimitato con due filari di platani e due viali laterali. Caratteristica principale della nuova strada fu che la quota del piano stradale era sopraelevata rispetto ai giardini circostanti, che così risultavano godibili senza impedire la visuale dei monti che circondano la Conca d’Oro. Nella figura 4 riportiamo uno stralcio della pianta topografica di Palermo che, secondo la fonte (2) precedentemente citata, è riferita al 1873, quando i lavori di costruzione del raccordo ferroviario, già rappresentato sulla carta, erano in corso. Ricordiamo che l’apertura del raccordo avvenne il 15 settembre 1874 e quindi al momento della sua costruzione fu necessario garantire la continuità della già esistente “via della Libertà”, con la costruzione di una apposito manufatto, quello prima indicato in figura 1(1), che merita qualche approfondimento circa le caratteristiche costruttive, riservandoci qualche considerazione successiva. Riportiamo quindi la descrizione costruttiva originale del manufatto contenuta nella citata nota dell’ing. Andriano. “Il cavalcavia obliquo pella strada della Libertà, avendo una lunghezza complessiva tra le fronti di m. 25, si credette più conveniente di eseguire il medesimo anziché tutto a sbieco, colle sole teste oblique e l’arco intermedio retto, ossia col sistema elicoidale convergente. Un tale genere di costruzione per la sua specialità è stato finora poco adottato in Italia, e merita speciale considerazione per le difficoltà incontrate nella costruzione degli apparecchi dei pulvini d’imposta e dei cunei, tanto delle corone delle volte a sbieco, quanto di quelle di attacco coll’arco intermedio retto. – Questo cavalcavia attraversando una delle passeggiate principali di Palermo venne munito di un elegante parapetto in pietra calcare di Billiemi contornati in ferro fuso.” Non sorprende l’attenzione riservata a questo cavalcavia, sia per la rilevanza che esso assumeva ricadendo lungo la principale passeggiata (insieme al Foro Umberto I) della nobiltà e borghesia palermitane, sia per la particolarità costruttiva conseguente alla incidenza tra i due assi, quello del binario e quello della strada, che risultavano non perpendicolari. Proprio questa circostanza e il confronto tra la pianta del cavalcavia in figura 1(1) e l’intersezione tra i due assi come rappresentata in figura 4(2)  hanno attirato la nostra attenzione su un aspetto che risulta poco chiaro. Infatti, se si prende a riferimento l’asse di via Libertà, la direzione dell’asse ferroviario in figura 4(2)  risulta difforme (inclinazione ribaltata) da quello che si ricava nella pianta del cavalcavia di figura 1(1). Una seconda perplessità è legata alla dimensione del sottopasso ferroviario, dato che a fronte dei 25 metri indicati da Andriano attualmente la distanza tra i due marciapiedi laterali di via Libertà è di oltre 40 metri. Sorge il dubbio che la larghezza originaria della via Libertà, sebbene già con viale centrale e viali laterali come visto, fosse inferiore alla attuale, ovvero che il cavalcavia fu realizzato con larghezza maggiore dei 25 metri inizialmente previsti in progetto. L’inizio della espansione urbanistica che si sviluppò nella zona in esame, oggetto di varie proposte di lottizzazione da parte dei proprietari di quelle aree, fu segnato dalla Esposizione Nazionale che si tenne a Palermo tra il 1891 ed il 1892. Infatti, l’area espositiva venne impiantata proprio nella zona compresa tra piazza Politeama e piazza Croci a monte della via Libertà.  La trincea ferroviaria quindi tagliava l’area dell’Esposizione Nazionale, come evidenziato in figura 5 (gentilmente concessa da Pietro Ales). La stessa area è rappresentata (figura 6(3)) nella pianta di Palermo del 1893 edita a Torino dalla Unione Tipografica (da C. Barbera Azzarello - Raffigurazioni, Vedute e Piante di Palermo - Lussografica). In figura 7(2) riportiamo uno stralcio del piano delle due lottizzazioni presentate dal Principe Radaly, la cui famiglia aveva già nel 1844 acquistato il Firriato di Villafranca, nel 1881 (aree ad oriente della via Libertà) e poi nel 1889, ad ovest, nell’area che avrebbe ospitato di lì a poco la Esposizione Nazionale. In esso risulta già evidente l’interferenza tra il tracciato ferroviario e l’assetto urbanistico previsto, che coincide in larga parte all’attuale. Nella stralcio in figura 8(1) della Pianta della Città di Palermo pubblicata nel 1900 in occasione della Conferenza Europea degli Orari dei Treni le due lottizzazioni sono rappresentate come già realizzate per la maggior parte ed il tracciato ferroviario è segnato in tratteggio, per evidenziare l’avvenuta copertura della originaria trincea. In questa carta notiamo però che mentre risulta corretta la indicazione della trasformazione della trincea originaria a valle della via Libertà in galleria artificiale sino allo sbocco a cielo aperto appena oltre l’attuale via Simone Corleo, appare errata l’estensione del tratteggio verso Palermo Centrale oltre via Trapani, dato che tale tratto rimase ancora prevalentemente in trincea a cielo aperto sino alla chiusura della linea, a meno dei cavalcavia delle varie strade intersecate: via Trapani, via XX Settembre, via Messina, via Nicolò Garzilli, via Enrico Parisi, via Villafranca, via Giuseppe De Spuches, via Sammartino, ecc.. In effetti, per comprendere l’effettiva relazione tra linea ferroviaria ed edifici circostanti, con la distinzione tra trincea a cielo aperto e galleria artificiale (realizzata coprendo tratti originariamente in trincea) è opportuno consultare la carta del Comune di Palermo edita da OMIRA – Roma nel 1939. Lo stralcio in figura 9 mostra quanto prima descritto circa lo sviluppo della galleria artificiale sotto via Libertà. Si nota che verso il Porto il tratto a valle della via Libertà fu coperto sino oltre la prima parallela, la via Simone Corleo. Nel 1957 entrò in esercizio il nuovo raccordo al porto di Palermo, che venne così raggiunto con il tracciato che dalla stazione Lolli proseguiva affiancato alla linea per Trapani e poi attraverso la galleria “Ranchibile” sotto via Lazio sino alla stazione Sampolo ed alla nuova stazione marittima. Di tale tracciato tratteremo in una successiva serie di articoli, dedicata alla “Nuova linea di Circonvallazione di Palermo”. Il vecchio tracciato venne così abbandonato e divenne, ovviamente, oggetto di notevole interesse in funzione di un nuovo riassetto delle aree urbane il cui sviluppo era stato localmente condizionato da questo “taglio” nel terreno. In figura 10(2) si vede la situazione schematica dell’edificato precedente alla chiusura del vecchio raccordo, limitata ai fabbricati più prossimi al tracciato ferroviario. Si ricavano le seguenti informazioni: - a sinistra (lato monte): n° 10 Villino Planeta; n° 11 Palazzina Riccobono – Miccichè. - a destra (lato mare): n° 11 Villino Sillitti; n° 12 Palazzo Savona. Ancora dal libro di Chirco – Di Liberto(2) si ricavano tre immagini, prese nel primo dopoguerra, del Villino Planeta (figura 11(2)) e della Palazzina Riccobono nella sua configurazione originaria (figura 12(2) a sinistra il prospetto sulla via Libetà) e in quella con le successive sopraelevazioni del nuovi proprietari Miccichè (figura 13(2) - coll. La Duca). Infine, nella immagine di figura 14(2) (foto Scafidi) è ripreso l’incrocio tra via Libertà e via Siracusa con a destra, in vista parziale in primo piano, la Palazzina Riccobono – Miccichè. In queste quattro immagini appare quello che sembra il parapetto superstite (lato Palermo Centrale) dell’originario cavalcavia della strada della Libertà che, in effetti non dovrebbe avere subito manomissioni, possiamo ipotizzare, sino alla realizzazione dei nuovi fabbricati successivamente alla dismissione delle aree ferroviarie. Ed arriviamo così all’attualità. Nelle figure 15 e 16 abbiamo segnato il tracciato del tratto in esame su due vedute aeree prese da Google Maps, una vista da nord e l’altra da sud. Le foto delle figure 17 e 18 sono prese da Google StreetView e riportano la situazione attuale. In figura 19 lo stesso tratto è riportato sulla cartografia tecnica deli anni ’80. Gli edifici moderni, furono costruiti nel 1969 (angolo via Trapani al posto del Villino Planeta) e nel 1970 (angolo via Siracusa nel sito della Palazzina Riccobono - Miccichè). A valle di via Libertà già nel 1961 il Villino Sillitti fu sostituito dall’edificio moderno all’angolo con la via Archimede mentre è tuttora presente il Palazzo Savona. Si noti come l’area tra questo edificio superstite e i marciapiedi di via Libertà e via Archimede risulti tuttora a quota ribassata. Ultima labile traccia dell’attraversamento ferroviario di via Libertà. Bilbiografia (1) M. Carcasio e S. Amoroso – Le stazioni ferroviarie di Palermo  - Centro Regionale per la progettazione de il Restauro della Regione Siciliana (2) A. Chirco, M. Di Liberto - Via Libertà ieri e oggi – Dario Flaccovio Editore (3) C. Barbera Azzarello - Raffigurazioni, Vedute e Piante di Palermo - Lussografica Edizione

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17 mag 2017

Il futuro del trasporto aereo sarà con mezzi elettrici?

di Alessandro Gori

Mezzi elettrici: auto, autobus, biciclette…aerei? Il futuro dei trasporti è la sostenibilità ambientale, oppure il nostro pianeta ci presenterà il conto amaro. Anche le compagnie aeree faranno la loro parte? La minaccia ambientale causata dall'inquinamento umano è ben presente a tutti, nonostante il negazionismo sponsorizzato da corporations e da politici di scarsa moralità. Una fonte primaria del disastro ecologico dietro l’angolo sono le emissioni dai veicoli di trasporto. In primis le auto, ma anche i mezzi commerciali quali navi e aerei. Forse non sarà la coscienza ambientale a far cambiare alcune pratiche, ma la più classica delle ragioni: i soldi. Infatti i costi del carburante (leggi petrolio) sono già uno dei fattori primari di spesa per le compagnie aeree, tant'è che in certi vertici aziendali già circola l’idea di cambiare il combustibile usato. Lo scorso marzo la Wright Electrics ha mostrato al Tech Crunch Y Combinator Demo Day un progetto per sviluppare un veicolo da 150 posti alimentato completamente (o quasi) a energia elettrica. I membri della compagnia, provenienti da collaborazioni con la NASA e con aziende come Boeing e Cessna, pianificano di convertire innanzitutto un piccolo Piper Cherokee per poi riuscire a stimolare finanziatori per portare avanti il progetto su scala più ampia. EasyJet peraltro sembra già propensa su questa strada. Negli ultimi anni, molte compagnie aeree hanno anche implementato biocarburanti alternativi per alimentare i loro aerei su alcuni  voli. Nel 2016, United Airlines ha lanciato un'iniziativa per utilizzare i biocarburanti su ogni volo da Los Angeles a San Francisco. Alaska Airlines ha sperimentato un biocarburante basato sugli scarti della lavorazione del legno. Wright Eletrics propende anche per sistemi ibridi, il tutto sta a quanto velocemente la tecnologia delle batterie progredirà nei prossimi anni. Le domande vere a nostro avviso sono due: quanti anni ci vorranno per realizzare delle batterie di sufficiente potenza e durata per far volare un aereo passeggeri di linea? Inoltre, l’energia per ricaricare queste batterie da dove verrà? Comunque sia non ci sono dubbi che le compagnie aeree faranno di tutto per ridurre i costi, e se i motori elettrici si dimostreranno un’alternativa vantaggiosa non esiteranno a investirvi massicciamente.  

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16 mag 2017

Fondazione FS Italiane e Regione Campania per la mobilità turistica

di Mobilita Catania

Le strategie per promuovere e incentivare il turismo in Campania, utilizzando trasporti di terra e di mare, sono state presentate ieri a Palazzo Santa Lucia, sede della Regione, dal Presidente Vincenzo De Luca e dall’Assessore al Turismo, Corrado Matera. All’incontro ha preso parte Luigi Cantamessa, Direttore della Fondazione FS. Oltre a potenziare e migliorare i collegamenti verso le diverse mete turistiche della regione, tra gli obiettivi illustrati figura il rilancio del turismo ferroviario che anche in Italia ha cominciato a coinvolgere una sempre più nutrita schiera di appassionati provenienti da ogni parte del mondo. Fondazione FS Italiane, grazie al contributo economico della Regione Campania, potrà allestire un nuovo programma di itinerari di particolare interesse paesaggistico, storico e culturale, da percorrere con treni d’epoca per replicare il successo registrato con il Pietrarsa Express e con il Reggia Express. Le nuove rotte proposte su cui viaggeranno i treni storici: “Archeotreno”da Napoli a Pompei e Paestum, per visitare i due siti archeologici, con una corsa di andata e ritorno ogni mese, da giugno a dicembre 2017. Per il 2018 si prevede  di proseguire  la cadenza mensile dei viaggi per tutto l’anno. “Capua Express”: da Caserta a Capua, per recarsi fra i tesori archeologici della antica Capua, con 6 corse  nella seconda metà del 2017, da giugno a dicembre (agosto escluso) e previsione, per il 2018, di una corsa andata e ritorno al mese per tutto l’anno; I luoghi di Padre Pio: a Pietrelcina da Napoli, Salerno e Benevento per la prima forma di turismo religioso e luoghi della fede, con 4 corse al mese da settembre 2017 (partenze a settimane alterne da Napoli e Salerno). Previsione per il 2018 di 4 corse mensili,  per un totale di 48 corse complessive; Sponz Fest in Irpinia: 6 corse di andata e ritorno in concomitanza dell’evento culturale nel mese di agosto 2017. La previsione per il 2018 è di effettuare 2 corse mensili, per un totale di 24 corse annue più altre 3 in occasione dello Sponz Fest.

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16 mag 2017

Partiti i voli in connessione con Ryanair

di Roberto Lentini

Oggi sono partiti dall'aeroporto di Fiumicino i primi voli in connessione di Ryanair e progressivamente verrà esteso anche in altri aeroporti. E' questa una delle principali novità della fase 4 del programma Always Getting Better, presentato da Kenny Jacobs, chief marketing officer della low cost. Ma cosa sono i voli in connessione? Sono quei voli in cui c'è uno scalo intermedio effettuato in un aeroporto prima di prendere un altro volo. Convenzionalmente ogni sosta inferiore alle 4 ore (per voli interni) o alle 24 ore per voli internazionali/intercontinentali sono considerate “connessioni” mentre le soste con tempi superiori sono definite “stopover“. Con i voli in connessione sarà possibile fare tutto in un'unica prenotazione direttamente dal sito web Ryanair. Inoltre, con il nuovo sistema il bagaglio sarà imbarcato all'aeroporto di partenza e ritirato all'ultimo aeroporto di arrivo, evitando di attenderlo ad ogni aeroporto e rifare i controlli di sicurezza oltre a non rischiare di perdere la coincidenza del volo. In una seconda fase, ma comunque entro la fine del 2017, verranno lanciati i voli in connessione con altre compagnie, probabilmente Norwegian e Aer Lingus e l'intero viaggio sarà prenotabile direttamente sul sito Ryanair.

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16 mag 2017

La Korean air annuncia il primo Boeing 747-8i in Italia da giugno

di Mobilita Catania

Il 1 giugno 2017 atterrerà, per la prima volta in Italia nell'aeroporto romano di Fiumicino, il Boeing 747-8i della Korean Air. Lo ha annunciato la stessa compagnia sulla propria pagina Facebook, specificando che il volo sarà giornaliero con destinazione Seoul. Il Boeing 747-8i è un aereo di linea a fusoliera larga sviluppato dalla Boeing ed è il più grande aereo di linea Boeing, in diretta competizione, sulle tratte a lungo raggio, con l'Airbus A380. La coreana Korean Air, con un ordine di cinque velivoli, è il secondo cliente, per la versione passeggeri, di questo aereo. Il velivolo coreano Air B747-8I è dotato di 368 posti e offre tre classi di servizio: Primo, Prestige e Economy. Le sedie di prima classe sono posti a sedere a piedistallo aperto e Prestige Class dispongono anche di posti a sedere che si possono reclinare a 180°. L'aereo è inoltre dotato della Kosmo Suites, un servizio completo di alta classe con il massimo della privacy fornita dalla porta scorrevole che vi consentirà di vedere solo dall'interno e di non essere visti dall'esterno. Le poltrone si inclinano formando un comodo letto Nella classe Prestige le poltrone hanno a disposizione uno spazio maggiore e le poltrone si trasformano in un comodo letto.   

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15 mag 2017

Un treno a vapore per i 40 anni del Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle

di Roberto Lentini

Partirà il 28 maggio 2017 da Roma Tiburtina alla volta di Vigna di Valle. Si tratta  di un treno a vapore con locomotiva d’epoca 625 177 e storiche carrozze “Centoporte” e “Terrazzini” che condurrà in viaggiatori in terra etrusca in occasione dei 40° anniversario del Museo Storico dell'Aeronautica Militare di Vigna di Valle, nel comune di Bracciano. Un’occasione per scoprire la più antica infrastruttura aeroportuale italiana e visitare uno dei territori più suggestivi del Belpaese, dove natura e tradizione si sposano in un connubio perfetto. Il programma L’iniziativa prevede il viaggio in treno storico, la visita guidata, a cura dell’Associazione Arma Aeronautica sezione di Bracciano, e il pranzo al Museo. Il treno a vapore partirà alle 8:50 dalla Stazione di Roma Tiburtina con arrivo a Vigna di Valle alle 10:52 con fermate a: Roma Ostiense (a.9.03 - p.9.04) Roma S.Pietro (a.9.18 - p.9.19) La Storta (a.9.48 - p.10.15) Cesano (a.10.29 - p.10.33) Anguillara (a.10.37 - p.10.38) La partenza da Vigna di Valle è prevista è prevista per le 16.37 con arrivo a Roma Tiburtina alle 18.30. Per il dettaglio delle fermate consulta la locandina. Per i viaggiatori a ridotta mobilità in partenza da Roma Tiburtina, Roma Ostiense e Roma San Pietro è possibile richiedere, all’atto della prenotazione, assistenza per salita/discesa dal treno. L’assistenza è a cura di Rete Ferroviaria Italiana, per maggiori informazioni consulta la sezione I servizi di assistenza in stazione. Prenotazioni e costi Per informazioni e prenotazioni scrivere a informazioni@terratua.it I costi: €45 per i soci delle associazioni aeronautiche €50 per gli adulti €30 per i bambini tra 5 e 12 anni €10 per i bambini sotto i 5 anni, senza posto a sedere La quota comprende: il viaggio andata e ritorno con treno a vapore, il pranzo al Museo, il trasferimento in bus da e per la stazione di Vigna di Valle e visita al Museo. Per maggiori informazioni consulta terratua.it Per tutti i viaggi in treno storico con le locomotive d'epoca della Fondazione FS Italiane consulta il calendario eventi

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15 mag 2017

Come conoscere i chilometri reali di un’auto

di Roberto Lentini

Quando si acquista un'auto usata bisogna fare attenzione ai chilometri effettivi. Almeno metà delle auto usate, che sono messe in vendita, presentano infatti i chilometraggi alterati, un giro d’affari illecito di due miliardi di euro l’anno. Come ci possiamo difendere allora da questi raggiri? Recentemente il portale dell'automobilista, il sito della Motorizzazione civile, nella sezione dedicata ai servizi online, ha dato la possibilità di conoscere la data dell’ultima revisione, l’esito e i chilometri rilevati dall’operatore quel giorno.  Per accedere al servizio bisogna cliccare nella pagina “Verifica ultima revisione” e inserire tipo di veicolo e numero di targa per ottenere le informazioni sull’ultimo controllo periodico. Naturalmente  se l’auto o la moto sono più recenti di quattro anni non si ha alcuna possibilità di conoscere il chilometraggio precedente e inoltre il venditore potrebbe abbassare il numero dei chilometri prima della revisione stessa, aggirando il controllo. Se volete utilizzare il servizio online per conoscere i km dell'ultima revisione potete cliccare su questo link  

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