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23 nov 2018

ROMA | Nasce l’Ufficio Coordinamento del Decoro Urbano, regia unica per cantieri “integrati”

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Decoro urbano, si cambia. Non più singoli lavori di manutenzione urbana ma una regia unica per coordinare gli interventi che interessano una stessa area, così da incidere in maniera più profonda e globale. Dal rifacimento del manto stradale alla cura del verde, dal ripristino di marciapiedi alla pulizia e sistemazione delle caditoie, dalla sostituzione dei cestini per i rifiuti all’illuminazione pubblica, fino all’igiene e agli arredi urbani: tutte le azioni dovranno far parte di cantieri “integrati” per restituire decoro complessivo a intere zone della città. Il nuovo sistema è stato presentato in Campidoglio dalla sindaca Virginia Raggi. L’Amministrazione Capitolina, per fornire risposte più efficaci e di lungo periodo alla manutenzione urbana, ha individuato la regia unica nell’Ufficio Coordinamento per il Decoro Urbano, istituito appositamente. Un ufficio speciale che lavorerà per creare una stretta sinergia tra tutti i Dipartimenti interessati. Grazie a questa struttura, inoltre, sarà possibile interagire in maniera più diretta anche con cittadini, comitati e associazioni che potranno collaborare attivamente alla definizione degli interventi di riqualificazione e partecipare alla loro realizzazione. L’ufficio potrà operare attraverso una Conferenza di Servizi permanente che stabilirà un cronoprogramma definito e coordinato di interventi, valutando priorità, tempi e risorse da impiegare. Esempio di cantiere integrato è quello per la riqualificazione dell’area di Castro Pretorio, dove di recente si è intervenuti per riasfaltare il manto stradale deteriorato e, allo stesso tempo, sulle caditoie e le "bocche di lupo" per favorire il deflusso delle acque piovane, per la sistemazione dei cigli dei marciapiedi ammalorati, per il rifacimento della segnaletica orizzontale e delle aiuole. Lo stesso approccio verrà utilizzato per altre aree oggetto di lavori come via Ostiense, piazza Armellini e la rotatoria di via Cassia all’altezza di via Giustiniana. O per quelle già individuate come “cantierabili”: via di Tor Bella Monaca, via Salaria, piazza Re di Roma. La dotazione iniziale a disposizione dell’Ufficio Decoro Urbano, fino alla fine del 2018, ammonta a 230.000 euro e prevede già un appalto in fase di aggiudicazione. Lo stanziamento sarà incrementato nel 2019 fino a 1 milione e mezzo di euro, mentre per il triennio successivo il funzionamento della struttura sarà inserito in un ”Accordo quadro per il decoro urbano” che potrà contare su un finanziamento di 3 milioni di euro all’anno. L’ufficio si occuperà anche di “pronto intervento”, sempre seguendo un modello integrato. Potrà disporre azioni immediate sul territorio, ma dovrà anche valutarne l’inserimento in cantieri di natura più complessa, in attività di manutenzione ordinaria e straordinaria, mettendo in relazione le attività operative con quelle programmate e di lungo periodo. A questo scopo funzionerà come un vero “centro di monitoraggio e controllo” degli interventi manutentivi sulla città, anche attraverso l’analisi e la gestione delle richieste provenienti dai cittadini attraverso il portale di Roma Capitale, verificando la corretta esecuzione e continua manutenzione delle aree su cui si è già intervenuto. Infine, sarà demandato all’Ufficio anche un riordino della regolamentazione vigente in tema di decoro urbano: da sanzioni più efficaci all’elenco di arredi urbani omogenei su tutto il territorio. Non da ultimo, si occuperà di campagne di sensibilizzazione e informazione, anche attraverso la promozione di iniziative sul riuso degli spazi urbani. “L’Ufficio nasce per imprimere un profondo cambiamento al precedente modello di interventi pubblici sul territorio”, dichiara la sindaca Virginia Raggi. “Un nuovo approccio che punta a pianificare i lavori in città mettendo attorno al tavolo tutti i soggetti coinvolti, le diverse strutture amministrative, i Municipi, i cittadini, per raccordare le attività e segnare una più profonda riqualificazione di intere aree della Capitale. Troppo spesso, in passato, abbiamo assistito a interventi parziali che affrontavano un singolo aspetto tralasciando gli altri, con il duplice negativo risultato di non incidere in maniera definitiva sul decoro e sulla fruibilità degli spazi, ma soprattutto moltiplicando nel tempo i cantieri e i disagi per i cittadini. Questo modello ci consentirà di ottimizzare tempi e risorse, ottenendo risparmi per l’amministrazione, e di verificare la corretta esecuzione dei lavori e la loro durata, favorendo anche il pieno coinvolgimento di cittadini e Municipi”.

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22 nov 2018

MILANO | Sabato si inaugura un nuovo lotto del parco di Cascina Merlata

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Sette nuovi ettari di verde pubblico si aggiungeranno al parco di Cascina Merlata, che completerà così la propria fisionomia confermandosi, con i suoi 300.000 mq, una delle realtà di verde urbano più grandi di Milano. Sabato 24 novembre sarà inaugurata la nuova area verde prospiciente via Gallarate (7 ettari), annettendola al parco di Cascina Merlata. L’area compresa tra l’anello stradale costituito dalle vie Pasolini, Jona e Gallarate, è ora interamente fruibile e si trova al centro del progetto di rigenerazione urbana di Cascina Merlata. Cascina Merlata, negli ultimi anni oggetto di un importante intervento di riqualificazione, oggi è tornata a nuova vita e ospita funzioni di interesse pubblico destinate a crescere nei prossimi anni. Il parco, con i suoi 30 ettari e i dieci chilometri di piste ciclopedonali, è oggi un luogo pienamente fruibile in cui praticare sport e trascorrere giornate all’aria aperta. Attraversato da un corso d’acqua da nord a sud, il parco richiama in chiave paesaggistica e ambientale la rete idrografica superficiale che caratterizzò la fase di sfruttamento agricolo dell’area nel corso del XIX secolo. Una serie di piante acquatiche lungo il suo percorso impreziosiscono il ruscello, offrendo così il giusto habitat per il ritorno delle piccole rane e un riparo per le coppie di germani. “Da sabato Milano avrà 70mila mq di verde in più – dichiara l’assessore all’Urbanistica, Verde e Agricoltura Pierfrancesco Maran –. Il Parco di Cascina Merlata cresce in un’area strategica della nostra città trovandosi in continuità con il verde che nascerà tra pochi anni a Mind, con la Goccia in Bovisa, fino al grande parco che nascerà allo scalo Farini. È il terzo parco che inauguriamo in tre mesi, dopo il parco della Torre alla Bicocca e la Biblioteca degli Alberi a Porta Nuova. È una crescita diffusa e capillare, che sarà sempre più evidente con la nascita di almeno 20 nuovi parchi entro il 2030”. E il Parco è destinato ad ampliarsi ulteriormente. L’Amministrazione infatti è diventata proprietaria dell’area ex Vivaio Gasolini, 5 ettari di terreno che, a seguito del perfezionamento di accordi tra il Comune ed Euromilano, potranno dare ulteriore continuità al parco di Cascina Merlata, portandolo a 30 ettari complessivi. Nell’ex vivaio Gaslini, chiuso da una decina di anni circa, erano stati messi a dimora diversi filari di alberi, destinati a essere poi zollati e posizionati su strade, giardini e aree di varia natura. La chiusura dell’attività aveva comportato il sostanziale abbandono del vivaio, con tutte le sue piante all’interno, che hanno continuato a crescere autonomamente, trasformando l’area in un piccolo bosco. La natura, sostanzialmente, ha riconquistato gli antichi spazi dell’ormai estinto Bosco della Merlata. L’area verrà riqualificata e messa in sicurezza, valorizzando il patrimonio boschivo ormai consolidato. Necessiterà di un intervento paesaggistico per la sua integrazione con il resto del parco e di un intervento agronomico, che provvederà a mettere in sicurezza le piante ormai divenute adulte; infine si sistemerà il sottobosco. Non appena definiti gli accordi con l’Amministrazione comunale, approvato il progetto di recupero ed eseguiti i lavori, l’ex vivaio sarà definitivamente assicurato alla fruizione pubblica. In questo modo un’area ormai sostanzialmente abbandonata tornerà nella disponibilità della comunità, trasformando un problema in un’opportunità. La pista ciclopedonale che costeggia via Gallaratese sarà prolungata fino al Cimitero Maggiore.

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22 nov 2018

BOLOGNA | È arrivato l’albero di Natale in piazza Nettuno, si accenderà sabato 24 novembre

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Sabato 24 novembre alle 18.30, in piazza Nettuno, il sindaco di Bologna Virginio Merola, parteciperà all'accensione delle luci del tradizionale albero di Natale. Subito dopo saranno accese anche le luminarie di strade e piazze del centro. All'inaugurazione dell'albero saranno presenti oltre al Sindaco, il sindaco di Lizzano in Belvedere Elena Torri e il presidente di Confcommercio Ascom Bologna, Enrico Postacchini. L'albero è stato donato dal Comune di Lizzano in Belvedere, in collaborazione con l'Unione dei Comuni dell'Appennino bolognese, nell'ottica di un progetto di promozione turistica più ampia che guardi anche al territorio della montagna. L'albero è un abete rosso di circa 16 metri e sarà addobbato con decorazioni di microluci led a luce bianco caldo, avvolte attorno ai rami, e con sfere rosse e oro del diametro di circa 40 centimetri. La cima dell'albero sarà illuminata da una stella, sempre con microluci led. Da mercoledì 21 a domenica 25 novembre l'Appennino scende in Piazza: l'associazione Montagnamica – ente gestore della Strada dei Vini e dei Sapori Appennino Bolognese - allestirà in Piazza Maggiore un piccolo villaggio con diversi stand di promozione turistica per far conoscere le bellezze dell'Appennino bolognese, le opportunità di turismo e i prodotti tipici dell'enogastronomia locale

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21 nov 2018

Baleària inizia la rimotorizzazione di Napoli, il primo di sei traghetti che cambieranno in LNG

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La compagnia di navigazione di Baleària ha avviato i lavori di riqualificazione per il traghetto Napoli in modo che possa essere alimentato da gas naturale liquefatto.  La nave è arrivata presso i cantieri navali di Gibdock a Gibilterra, dove verrà effettuata la modifica dei motori e l'installazione del serbatoio LNG, il cui completamento è previsto per il 15 febbraio. Pertanto, i due motori attuali della nave (MAN9L48 / 60) passeranno alla versione 9L51 / 60DF, i doppi motori al gas naturale liquefatto e il carburante dalla società MAN Energy Solutions. Questo cambiamento di combustibile eliminerà completamente le emissioni di zolfo e particolato (che è 75.95 tonnellate SOx). Il risparmio annuale di anidride carbonica sarebbe equivalente all'emissione di 6.000 automobili (o all'impianto di 18.000 nuovi alberi). Anche la nave gemella Sicilia sarà interessata a questa rimotorizzazione Inoltre, sulla nave verrà installato un serbatoio per lo stoccaggio di gas naturale liquefatto con una capacità di 440 metri cubi, dalla società Wärtsilä, che consentirà alla nave di raggiungere un'autonomia di 1.200 miglia. Le tubazioni del gas saranno fornite da Cryospain, mentre il progetto di ingegneria è stato realizzato da Cotenaval. L'investimento totale in questo ammodernamento ammonta a 12 milioni di euro, il 20% dei quali sarà erogato tramite i fondi CEF (Connecting Europe Facility) dell'Unione europea, che hanno qualificato come eccellente il progetto presentato per la ridistribuzione al GNL di un totale di cinque navi della flotta. Così, in aggiunta a Napoli , fino alla fine del 2021 Baleària ha iprogrammato di modificare i motori nei traghetti Abel MATUTES, Sicilia, Bahama Mama e Martin i Soler , e in altri traghetti  senza l'aiuto dei fondi CEF. L'uso del gas naturale liquefatto come combustibile è un impegno strategico di Baleària, che risponde a criteri di responsabilità sociale e redditività economica. In questa linea, la spedizione è anche portando a termine la costruzione delle prime due navi intelligenti con motori GNL che sarnno utilizzate nel Mediterraneo ( l'Ipazia di Alessandria sentrerà in funzione nei primi mesi del 2019 e le Marie Curie pochi mesi dopo) e la prima veloce traghetto mondiale per passeggeri e merci alimentato da motori a doppio GNL. "L'assioma, meno inquinamento, maggiore redditività economica funziona pienamente con questo carburante - afferma il presidente di Baleària, Adolfo Utor - Abbiamo in programma di avere, nei prossimi tre anni, almeno la metà della nostra flotta di  traghetti   con questa energia pulita, e raggiungere il cento per cento della flotta entro un periodo di dieci anni". Il gas naturale liquefatto è uno dei combustibili fossili più rispettosi dell'ambiente. Il suo uso implica la riduzione delle emissioni di CO2 del 30%, l'NOx del 35% e l'eliminazione totale di zolfo e particelle, che ha un effetto immediato sul miglioramento della qualità dell'aria e sulla riduzione dell'effetto serra . Va notato che la compagnia di navigazione ha lavorato su progetti relativi al gas naturale liquefatto dal 2012. Così, in oltre ad essere un membro fondatore della Associazione Spagnola di gas naturale per la mobilità (GASNAM), creato nel 2013, ha accordi strategici con Naturgy (con chi ha un contratto di subminister esclusivo LNG per 10 anni) e Rolls Royce e Wärtsilä (per la costruzione di motori). In aggiunta, l'anno scorso ha lanciato il primo generatore di GNL di energia elettrica su una nave passeggeri, l'Abel Matutes , e ha lanciato dal 2015 un piano di formazione nel GNL per i suoi ispettori dell'equipaggio e della nave.

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13 nov 2018

NAPOLI | Più decoro e pulizia per la stazione Campi Flegrei

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Sette persone, attrezzate con prodotti e macchinari specifici per le pulizie di grandi superfici, sono intervenute nei giorni scorsi eliminando scritte dai muri, rifiuti gettati tra i binari o al di fuori degli appositi contenitori, lavando e lucidando pavimenti, scale, pareti, vetrate, porte, finestre e soffitti per conferire agli ambienti un aspetto più gradevole e, all'intero impianto, migliori condizione igieniche. In settimana saranno sostituite le strisce antiscivolo, i corrimano delle scale dei sottopassaggi, i cestini porta rifiuti e i posacenere. Investimento complessivo circa 50mila euro. Gli interventi straordinari sono curati da Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) che prosegue nel programma di riqualificazione delle stazioni ferroviarie per offrire alle persone in arrivo e in partenza con i treni in servizio sulle linee della Campania strutture con ambienti più puliti, confortevoli e accoglienti.

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13 nov 2018

VENEZIA | Stanziati 300mila euro per il rifacimento e la manutenzione dei pontili

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La Giunta comunale, riunitasi martedì a Ca' Collalto a Mestre, ha approvato il progetto definitivo relativo alla manutenzione diffusa, nel Centro storico di Venezia, di opere di microportualità destinate ad uso pubblico (servizi pubblici non di linea e assimilati, darsene diportisti, pontili traghetti gondole, pontili merci o Veritas). "Gli interventi, richiesti esplicitamente dal sindaco Luigi Brugnaro per un totale complessivo di 300mila euro, sono molteplici - commenta l'assessore ai Lavori pubblici Francesca Zaccariotto – e riguardano principalmente operazioni urgenti di manutenzione di sette manufatti. Si tratta, nello specifico, del pontile in rio san Francesco della Vigna, dove si sostituiranno travi e impalcato, così come accadrà al pontile in rio terà dei Biri–rio de la Panada, del pontile Veritas/merci nel sottoportico de l'Aquila Nera, che sarà completamente ristrutturato, del pontile per le Gondole da parada in campo San Samuele n. 18, che sarà allargato di due metri, così come accadrà al pontile Veritas/merci in calle del Tragheto de la Madoneta-campiello dei Meloni, del pontile galleggiante per persone diversamente abili in calle della Croce alla Giudecca, che sarà rifatto, e di quello riservato al pubblico fronte tempio votivo al Lido (ex taxi), al quale sarà eseguita una manutenzione e saranno sostituiti gli ormeggi. Si tratta di un'operazione che si inserisce in quel percorso di manutenzione continuativo e puntuale che il primo cittadino ha fortemente voluto - aggiunge  Zaccariotto - In questo caso, quindi, si punta a ridare sicurezza, funzionalità e decoro a importanti punti di approdo della microportualità cittadina. Non opere faraoniche, ma interventi che incidano direttamente sulla vita dei veneziani". La delibera prevede inoltre un ulteriore blocco di manutenzioni di parapetti e pali di protezione del Centro storico. Nello specifico si cambieranno i paraurti in calle dello Spezier (San Geremia) in Canal Grande, quelli all'incrocio in rio de Ca' Garzoni - rio S. Anzolo e quelli dei due pontili merci ai piedi del ponte di Rialto e di quello fronte calle degli Albanesi. Verranno inoltre sostituite le bricole ai lati del Ponte de l'Abazia in rio di Noale, il paraurti al pontile delle gondole presso Molo P 13, quello Veritas/merci in fondamenta del Traghetto a San Maurizio, quelli all'incrocio di rio di San Martino – rio di San Francesco della Vigna e quelli al pontile Veritas/merci in calle del Traghetto de la Madoneta.  

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08 nov 2018

Delta Air Lines elimina la plastica monouso da aerei e lounge

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Delta Air Lines continua nella sua operazione di rimozione di una varietà di articoli monouso in plastica – tra cui bastoncini, involucri, utensili e cannucce – dagli aeromobili e dalle lounge Delta Sky Club. L’impegno nella rimozione della plastica monouso segue l’operazione di eliminazione dell’involucro di plastica che conteneva le posate sulla Main Cabin lanciata lo scorso aprile, e porterà ad oltre 136 tonnellate di rifiuti di plastica all’anno – l’equivalente, in peso, di oltre due aerei Boeing 757. Ulteriori azioni a favore della sostenibilità includono l’eliminazione della plastica ritenuta non necessaria dagli amenity kit in classe Delta One e la riduzione del polistirolo nelle caffetterie della sede di Atlanta a favore di alternative riciclabili. Nelle lounge Delta Sky Club le cannucce rosse e i bastoncini di plastica per mescolare zucchero e bevande sono stati sostituiti da cannucce in bambù ecocompatibili e bastoncini in betulla, mentre a bordo cannucce e bastoncini di plastica verranno sostituiti a favore delle stesse alternative a partire dalla metà del 2019. Queste operazioni, insieme, porteranno ad eliminare un totale di oltre 183 milioni di cannucce e bastoncini di plastica nelle lounge e sugli aeromobili Delta. La compagnia ha inoltre iniziato a studiare alternative compostabili per l’eliminazione dei rifiuti delle lounge. A Seattle e Minneapolis, rispettivamente dal 2016 e 2017, Delta collabora con gli aeroporti per gestire i rifiuti compostabili, e sta attualmente studiando le possibilità di utilizzo del compostaggio in tutti i 51 aeroporti in cui si trovano le lounge a marchio Delta.

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30 ott 2018

ROMA | Partito il servizio per la rimozione di auto abbandonate

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È partito il servizio per la rimozione di auto o moto lasciati in stato di abbandono, che producono degrado soprattutto nelle periferie della città. Due ditte specializzate si sono aggiudicate il bando per l’affidamento del servizio e lo garantiranno su tutto il territorio comunale, con il coordinamento del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale. I mezzi abbandonati o incendiati saranno prelevati e trasportati per la demolizione in centri autorizzati.

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29 ott 2018

Ecosistema Urbano 2018, il rapporto di Legambiente sulle performance ambientali delle città capoluogo

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Ecco l’Italia che fa, che fa bene e spende bene: Mantova, Parma, Bolzano, Trento e Cosenza guidano la classifica del rapporto di Legambiente sulle performance ambientali delle città. Traballa il cliché del centro urbano ricco, medio-piccolo e settentrionale come luogo predestinato alla qualità ambientale: il vero divario è tra città formica, laboriose, e città cicala, che assecondano la crisi ambientale urbana.  Smog, trasporti e gestione idrica: andamento troppo lento nelle performance ambientali delle città italiane. Tra le metropoli male Torino. Malissimo Roma, Napoli, Palermo e Catania. L’Italia del buon ecosistema urbano è principalmente l’Italia che fa, che fa bene e spende bene le sue risorse, che si evolve e pianifica le trasformazioni future, che non s’accontenta dello scenario contemporaneo, che in uno o più ambiti produce ottime performance o raggiunge l’eccellenza. È l’Italia dei capoluoghi in testa alla graduatoria di Ecosistema Urbano di quest’anno: Mantova, Parma, Bolzano, Trento e Cosenza. Ed è anche l’Italia dell’AreaC e della mobilità condivisa di Milano, della gestione dei rifiuti di Oristano, Parma, Trento, Mantova, Treviso e Pordenone, della tramvia di Firenze (e magari in prospettiva quella dell’ambiziosa rete su binari di Palermo), che contiene lo spreco di acqua come Macerata e Monza, che investe sul solare come Padova, che teleriscalda 6mila studenti delle superiori come ha fatto Udine esattamente un anno fa. O ancora è quella parte di Paese che amplia gli spazi a disposizione dei pedoni come ha fatto Firenze, che allarga come Bergamo la Ztl fino a farla diventare la più estesa d’Italia o diventa bike friendly come Ferrara, Reggio Emilia, Bolzano con la sua ciclopolitana e Pesaro con la bicipolitana. Attenzione a non leggere queste esperienze come casi isolati, best practice solitarie. Se è vero che persiste, ben salda, l’altra faccia della medaglia (i capoluoghi a tutt’oggi in allarme ora per smog e congestione, ora per i rifiuti o l’acqua) è altrettanto evidente una dinamicità, un cambiamento, uno sforzo di uscire dal passato che ha contaminato diverse città, che è ben strutturato e ha bisogno di essere sostenuto e agevolato. È in sintesi la fotografia scattata da Ecosistema Urbano, l’annuale rapporto di Legambiente, giunto alla sua venticinquesima edizione, presentato oggi a Milano e realizzato con il contributo scientifico di Ambiente Italia, la collaborazione editoriale de Il Sole 24 ore e con un contributo di Ispra sui corpi idrici. Quella urbana è grande questione nazionale. E non si può lasciare solo alla capacità e alla buona volontà di questo o quel sindaco la scelta se affrontare o meno - e con efficacia - criticità, inefficienze, emergenze. Dalle amministrazioni locali si deve certamente pretendere molto più coraggio, molta più discontinuità e capacità di innovazione, ma nello stesso tempo è il Paese che deve fare un investimento politico ed economico e mettere tra le priorità di governo un piano per traghettare le città, tutte insieme e non una alla volta, al di là delle secche. «Serve un governo delle città a livello nazionale – sottolinea Stefano Ciafani, presidente di Legambiente -Non bisogna rispolverare il ministero delle Aree urbane di 30 anni fa, quanto piuttosto una politica governativa trasversale sulla riconversione ecologica delle città che guidi in modo sinergico le azioni dei vari dicasteri a vario titolo coinvolti, dall’Ambiente alle Infrastrutture, dalla Salute ai Trasporti, fino ad arrivare allo Sviluppo economico. Su alcuni fronti le politiche ambientali nelle nostre città migliorano anche in modo inaspettato, come nel caso dei rifiuti e dell’economia circolare, su altri, ancora troppi, c’è molto da lavorare. Spesso è stata l’Europa a costringerci a darci da fare e a spingerci verso buone politiche ambientali. Se Milano ha inaugurato il suo primo depuratore 15 anni fa è grazie alla condanna europea. Se Roma 5 anni fa ha chiuso finalmente la discarica di Malagrotta, lo dobbiamo alle multe comunitarie. Il nostro auspicio però è che nel futuro non ci sia più bisogno di condanne alla Corte di giustizia europea ma che si possa contare su una strategia nazionale all’avanguardia, come fatto ad esempio sulle leggi italiane per la lotta all’inquinamento da plastica, più volte copiate nella UE. Speriamo che questo possa avvenire non solo per le politiche urbane ma per tutte quelle ambientali del nostro Paese”. «Ci sono evidenti comportamenti dinamici di una parte dei centri urbani – aggiunge Alberto Fiorillo, responsabile aree urbane di Legambiente e curatore insieme a Mirko Laurenti e Lorenzo Bono del report – e una stasi altrettanto chiara in altri che ci porta a distinguere due specie distinte, due categorie opposte, diverse da quelle solite nord-sud, grandi-piccoli, ricchi-poveri. Da una parte città formica, laboriose, che non s’accontentano, dall’altra città cicala, che cantano future trasformazioni e in realtà assecondano la crisi ambientale urbana anziché cercare di correggerla. Insomma il cliché, valido in passato, del centro urbano medio-piccolo del nord come luogo predestinato alla qualità ambientale non è più universalmente valido Lo dimostrano i balzi avanti della metropoli Milano e della meridionale Cosenza. Non più liquidabili come singole eccezioni, dal momento che Ecosistema Urbano registra prestazioni positive anche a Oristano, Macerata, Pesaro». E sono proprio queste città cicala a fare da zavorra a una rapida e positiva evoluzione della qualità ambientale urbana. Infatti la sfida per migliorare lo stato di salute delle città italiane procede troppo a rilento e per di più è ancora affidata alla lungimiranza e alla buona volontà del sindaco di turno. Più in generale di fronte alle difficili sfide della lotta ai cambiamenti climatici, della riduzione di tutti gli impatti ambientali, della tutela della salute e della maggiore vivibilità delle città italiane, ancora non ci siamo. Quest’anno in coda alla classifica di Ecosistema Urbano si piazzano Catania, Agrigento e Massa. Mentre uno sguardo alle grandi città mostra situazioni altalenanti. Nella prima edizione del report, nel ’94 Milano occupava la penultima posizione, peggio faceva solo Napoli, all’ultimo posto. Lo scorso anno Milano era 31esima, oggi è 23esima. Napoli è rimasta negli anni stabilmente nella parte bassa della graduatoria, Roma è ripiombata in basso a partire dal 2010 dopo un’ascesa che l’aveva portata nel gruppo delle prime trenta, Torino addirittura quarta nel ‘98 e nona l’anno successivo e poi, da oltre dieci anni, sempre abbondantemente sotto la sufficienza. Novità di quest’anno è l’analisi della capacità dei Comuni di smaltire i propri rifiuti nel proprio territorio che sarà oggetto di un approfondimento completo il prossimo anno. Per ora pubblichiamo un’anticipazione dello spazzatour – il viaggio dei rifiuti verso luoghi lontani da quello dove sono stati prodotti. Ebbene la Capitale fa fare ai propri rifiuti un vero e proprio giro turistico in Italia e all’estero: ad esempio i resti di un’insalata consumata vicino al Colosseo possono arrivare a centinaia di km di distanza e complessivamente decine di migliaia di Tir e convogli ferroviari nel 2017 disperdono scarti romani verso la Lombardia, l’Emilia Romagna, la Puglia, il Veneto o addirittura oltre confine. Elaborando i dati Ama stimiamo che su 100 sacchetti di spazzatura gettati dai romani ben 44 vengano portati a spasso verso altre province e regioni. Anche Milano è protagonista di un eccessivo e negativo ricorso all’export, percentualmente analogo a quello capitolino. Unica differenza ma rilevante: il raggio dello spazzatour meneghino è decisamente più contenuto. Una selezione di singole buone pratiche legate a Ecosistema Urbano saranno premiate da Legambiente a Rimini nel corso di Ecomondo (8 novembre): un’occasione per segnalare esperienze che hanno il pregio di introdurre significativi cambiamenti in ambiti specifici e che potrebbero essere riprodotte in altre realtà locali. Un’ultima notazione riguarda l’ampliamento dei temi affrontati. Con questa edizione del report abbiamo raccolto dati statistici sull’accessibilità dei capoluoghi in collaborazione con la Fondazione Serono.  Una prima analisi, la prima anche per l’Italia, sarà pronta nei primi mesi del 2019 e speriamo diventi la base per stimolare la costruzione di città universalmente fruibili. Nella convinzione che una città attenta alle esigenze delle persone con esigenze speciali è una città migliore. Per tutti.

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29 ott 2018

MILANO | Approvato il progetto definitivo per la riqualificazione di piazzale Lavater

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Portare le piazze al centro dei quartieri, rendendole più vivibili, verdi e decorose. È uno degli obiettivi di Milano 2030, e un impegno su cui l’Amministrazione sta già investendo importanti risorse. La Giunta ha approvato un quadro economico dell'importo di tre milioni di euro per la riqualificazione di piazzale Lavater, piazza San Luigi e il sagrato della Madonna delle Grazie all’Ortica. “Con le sistemazioni di piazzale Negrelli e Rimembranze di Lambrate, nel 2017 abbiamo avviato un piano quinquennale per dare nuovo protagonismo alle piazze, abbiamo una strategia definita che prevede entro il 2021 la nascita di tre nuovi luoghi, di cui uno – piazza Olivetti - già inaugurato  e la riqualificazione di altri nove. A questi interventi strutturali si aggiungono quelli più agili e sperimentali come quelli in Dergano e Angilberto II. È un piano che dialoga con il nuovo PGT, che per la Milano del 2030 mette al centro la valorizzazione dello spazio pubblico a partire dalla rigenerazione di sei delle maggiori piazze lungo la 90/91”. Gli interventi sulle tre piazze, finalizzati alla riorganizzazione e razionalizzazione dello spazio pubblico in funzione di una maggior fruibilità, prevedono il ripristino della pavimentazione ammalorata e la definizione di nuove pavimentazioni, l’incremento delle aree verdi con la piantumazione di nuovi arbusti e alberature, l’integrazione o sostituzione di panchine, il potenziamento dell’illuminazione, la razionalizzazione della viabilità automobilistica e pedonale al fine di migliorare la sicurezza, l’eliminazione di situazioni di disordine e degrado, il recupero di cordoli, masselli e lastre esistenti, la posa di cubetti, ciottoli e lastre di nuova fornitura e, dove necessario, il rifacimento e la nuova realizzazione del manto stradale e del colato sui marciapiedi. Gli interventi, che hanno tutti avuto pareri favorevoli dei municipi, saranno eseguiti tra il 2019 e il 2020. Lavater: oltre 1.500 metri quadrati di aree pedonali in più, sei nuovi alberi, pavimentazione rinnovata con cubetti in beola, calcestre e asfalto. Il progetto, che tiene conto del vincolo ambientale e storico sulla piazza, comprende la messa in sicurezza già entro fine anno di via Ramazzini, con il restringimento della carreggiata nel punto in cui la via imbocca Lavater. La piazza sarà inoltre collegata a piazzale Piola grazie a un nuovo percorso ciclopedonale previsto nel Piano urbano della mobilità sostenibile. Madonna delle Grazie (Ortica): il progetto prevede la riorganizzazione degli spazi e il ridisegno del sagrato della chiesa, estendendolo fino all’area verde esistente, impedendo la sosta vietata, ma lasciando il passaggio per i veicoli in transito verso l'area parcheggio regolamentata posta a sud. Sull'area del nuovo sagrato vengono piantumati due nuovi alberi e  inseriti alcuni sedili in pietra. A sud  viene riorganizzata l’area di sosta, prevedendo un parcheggio a pettine e la realizzazione di una rotatoria a raso per l’inversione di marcia. In questo modo si amplia anche l’area verde esistente. San Luigi: l’intervento riguarda un’area di 1.800 metri quadrati e prevede la pedonalizzazione della piazza con nuova pavimentazione in cubetti in porfido e lastre di beola grigia, la posa di pilomat e relativa istituzione di zona a traffico limitato in via Scrivia, la posa di otto alberi tra caprini e aceri e nuove aree verdi per 190 metri quadrati.

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