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16 giu 2020

BOLOGNA | Riunita la Conferenza dei servizi per il Passante

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Passante di Bologna, avanti con modifiche e miglioramenti nel segno della sostenibilità, della mobilità e della sicurezza. È terminata da poco la Conferenza dei servizi, dopo i rinvii dovuti al lockdown degli scorsi mesi per l’emergenza coronavirus, che dà il nuovo via libera a una delle tre infrastrutture – insieme alla bretella Campogalliano-Sassuolo e alla Cispadana – che interesseranno nei prossimi anni l’intera rete viaria regionale. Tre, in pratica, le modifiche proposte dalla Regione Emilia-Romagna, dalla Città Metropolitana e dal Comune di Bologna, introdotte e recepite oggi. In primo luogo, il tema della sicurezza con la reintroduzione delle corsie di emergenza, poi la sostenibilità ambientale con l’aumento delle mitigazioni previste come, tra l’altro, l’introduzione di nuove barriere fono assorbenti, infine un complesso di altre opere viabilistiche che definiscono l’assetto infrastrutturale del Passante e delle opere connesse al Piano di viabilità bolognese. Il tutto per circa 150 milioni su un costo totale dell’opera che si aggira attorno al miliardo di euro. “Sono molto soddisfatto dell’incontro di oggi- afferma l’assessore regionale alle Infrastrutture, Andrea Corsini- perché con queste modifiche incidiamo in modo significativo e positivo sull’impatto ambientale e viabilistico di un’opera che guarda al futuro”. Il prossimo passaggio è infatti a breve la consegna al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dei documenti tecnici a sostegno delle nuove proposte deliberate oggi ed è prossimo l’avvio dell’adeguamento del progetto alle prescrizioni. “Un altro segnale importante di ripresa e rilancio dell’Emilia-Romagna- prosegue Corsini- che inciderà in modo positivo nei prossimi anni sulla mobilità delle persone e porterà anche buona occupazione. Lavorare per disegnare la nuova e moderna rete viaria regionale con cantieri che aprono- chiude l’assessore- è in questo momento il modo migliore per ribadire che tutti insieme ce la faremo a uscire da questa difficile fase”.  "Siamo molto soddisfatti perché l'avvio della Conferenza è stato caratterizzato da una positiva apertura verso le proposte del Comune di Bologna, sostenute da Regione e Città metropolitana- spiegano gli assessori comunali, Valentina Orioli (Urbanistica e Ambiente) e Claudio Mazzanti (Politiche per la Mobilità)-. Il Ministero ha riconosciuto che è necessario rivedere il progetto e questo è un primo passo significativo nella direzione indicata, anche, dal Consiglio Comunale".   "Condivido la soddisfazione per l’incontro nel quale ho ribadito il nostro sostegno alle richieste delle amministrazioni comunali e la necessità che le opere di adduzione proseguano il loro iter autorizzativo" aggiunge Marco Monesi, consigliere Metropolitano con delega a Viabilità e Pianificazione". 

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22 mag 2020

EMILIA ROMAGNA | Entreranno in servizio da lunedì 25 maggio due nuovi treni Pop

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Entreranno in servizio da lunedì 25 maggio sulla linea ferroviaria Pontremolese, due nuovi treni Pop, convogli di nuova generazione, più confortevoli e veloci, che sostituiscono vecchi mezzi attualmente in circolazione. Allestiti per garantire il distanziamento sociale, effettueranno complessivamente 8 corse, quattro nella tratta tra Parma e La Spezia e altrettante tra Parma e Borgotaro. E per la  Pontremolese, sono inoltre in arrivo 92 milioni di euro, appena sbloccati con il  Decreto rilancio, per i lavori di potenziamento, che prevedono il raddoppio fra Parma e Vicofertile oltre a interventi  sull’impianto di Parma, già programmati da tempo da Regione e Rete ferroviaria italiana. “L’entrata in servizio di treni più moderni e lo sblocco dei 92 milioni di euro con il Decreto Rilancio sono due ottime notizie che permetteranno di fare un salto di qualità su questa linea soprattutto in termini di sicurezza; afferma l’assessore regionale alla Mobilità, Andrea Corsini”. In Emilia-Romagna, dall’inizio della fase 2 ad oggi è garantito il 70% del servizio precedente al lockdown nel rispetto delle misure di prevenzione del Coronavirus – controlli, sanificazione dei mezzi, distanziamento sociale – per la sicurezza di passeggeri e operatori. Già a giugno si conta di raggiungere un traguardo medio sul territorio dell’85% di ripristino delle corse, con interventi di rimodulazione del servizio a seconda del numero dei passeggeri e dei carichi delle diverse linee.

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08 nov 2019

Po navigabile, intesa Emilia Romagna, Veneto, Piemonte e Lombardia

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Rendere navigabile il Po grazie all’intesa tra quattro regioni e a 600 milioni di fondi europei. E’ il senso dell’accordo interregionale tra Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto e Piemonte licenziato dalla Commissione Ambiente per la navigazione sul fiume Po e Idrovie collegate. “Siamo veramente contenti- ha commentato la relatrice del provvedimento Marcella Zappaterra (Pd)- per un’intesa che si aspettava da anni. Speriamo che questo atto rappresenti una svolta politica nella gestione del Po che fino ad oggi è stata frammentata. Siamo anche contenti che la presidenza del comitato sia stata affidata all’assessore Donini, sul quale potremo meglio esercitare la nostra pressione politica”, ha chiosato con una battuta la democratica. Soddisfatto anche lo stesso assessore: “È una svolta trasportistica attesa da decenni e condivisa da ben quattro regioni: Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto e Piemonte. Questo accordo servirà a realizzare gli investimenti infrastrutturali necessari a rendere navigabile il Po per lunghi periodi dell’anno. La navigabilità è un ulteriore elemento di competitività per il territorio padano sia per quanto riguarda il trasporto merci, oggi residuale, sia per il turismo che già oggi dimostra vitalità. Seicento milioni di euro è il fabbisogno che le Regioni si sono impegnate a finanziare attraverso bandi europei. Motivo d’orgoglio- ha chiuso il titolare dei trasporti in viale Aldo Moro- per me ma soprattutto per la nostra regione è che la presidenza del comitato sia stata affidata all’Emilia-Romagna”.

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17 ott 2019

REGIONE EMILIA ROMAGNA | Lo scenario futuro dell’infrastruttura ferroviaria definita dal MIT e RFI

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Continuiamo la serie di approfondimenti sul nuovo piano commerciale, redatto nel settembre 2019, in coerenza con la strategia di sviluppo dell’infrastruttura ferroviaria definita dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Rete Ferroviaria Italiana. Qui i progetti di sviluppo tecnologico e infrastrutturale messe in campo dal Gestore Infrastruttura per la Regione Emilia Romagna. Il Piano di sviluppo dei servizi commerciali inserito nell’Accordo Quadro del 2014 prevede l’introduzione/rinforzo dei servizi passanti sulle seguenti relazioni: Prato - Bologna, ogni 60’ Modena - S. Benedetto Val di Sambro, con frequenza 60’ Porretta - Bologna S. Ruffillo e Marzabotto - Bologna S. Ruffillo, con frequenza 60’ ciascuno con la realizzazione di un’integrazione di frequenza a 15’ sino a Bologna S. Ruffillo Completamento della relazione passante San Pietro in Casale - Imola, con frequenza 60’ (ad oggi già presenti 5 coppie/giorno) Prolungamento della relazione oraria Ferrara - Bologna su Imola/Castel Bolognese e conseguente velocizzazione dei servizi extraurbani per Ravenna al fine di creare un’integrazione di frequenza a 30’ sia tra servizi suburbani capillari che tra servizi extraurbani veloci Prolungamento su rete regionale verso Sassuolo del Carpi - Modena Inoltre, sebbene il cadenzamento sia già una realtà in Emilia Romagna su molte relazioni, obiettivo di sviluppo è il completamento delle maglie su tutto l’arco di servizio e l’integrazione d’orario tra servizi suburbani ed extraurbani. La realizzazione dei servizi passanti, nonché il cadenzamento riportato nell’Accordo Quadro, sono possibili grazie alla configurazione infrastrutturale definitiva del nodo di Bologna, con innesto nel sottoattraversamento AV della linea da/per Venezia. Contestualmente al potenziamento infrastrutturale e tecnologico, previsto lungo la linea Adriatica, sono in progetto alcuni interventi finalizzati a migliorare l’interscambio tra relazioni diverse, nonché la regolarità dei servizi in presenza di un’elevata eterotachia di linea. Il piano stazioni In Emilia Romagna sono presenti complessivamente 144 Località di Servizio attive per servizio viaggiatori. RFI, con il piano di attuazione dei progetti “Easy Station” e “Smart Station”, entro il 2026 prevede di trasformare ed adeguare 52 stazioni medio/grandi presenti sul territorio emiliano per renderle più accessibili e confortevoli ai viaggiatori caratterizzandole con uno standard architettonico unico (brand) e funzionale. Nell’ambito degli interventi previsti dal progetto Easy Station, RFI adotterà inoltre misure adeguate per garantire l’accesso in stazione alle persone con disabilità ed alle persone a mobilità ridotta secondo i requisiti definiti dalla normativa europea (STI PMR), coerentemente con la programmazione ed i finanziamenti disponibili. Azioni di piano 2019 - 2023 Upgrading tecnologico e infrastrutturale Nodo di Bologna 2021 Il progetto consiste in interventi di mitigazione, degli effetti dovuti alle differenze di velocità tra i diversi servizi presenti sulla linea (lunga percorrenza e regionali) attraverso l’adeguamento del piano del ferro dei seguenti impianti: Forlì: ricostruzione del nuovo I° binario, con funzione di precedenza pari Castel Bolognese: realizzazione di un nuovo binario di circolazione, per la separazione degli itinerari da/per linea Ravenna Imola: trasformazione di un binario tronco in binario di precedenza pari Castel S. Pietro Terme: realizzazione di un nuovo binario di precedenza pari Upgrading infrastrutturale e tecnologico bacini nord est Realizzazione dell’opera sostitutiva per la soppressione del passaggio a livello posto al km 93+610, presso la stazione di Cervia - Milano Marittima (lato Ravenna). Upgrading infrastrutturale e tecnologico nodo di Bologna 2022 Realizzazione e completamento delle fermate per il Servizio Ferroviario Metropolitano (SFM) di Bologna, progetto promosso e finanziato in collaborazione con gli Enti Locali. Fase 1 - Completamento delle fermate di Bologna Borgo Panigale Scala e Bologna San Vitale/Rimesse (FER) a servizio delle linee S1A e S2A la prima e S1B, S2B, S4 la seconda. Fase 2 - Ammodernamento della stazione di Bologna San Ruffillo a servizio della linea S1B e della fermata di Bologna Fiera a servizio della linea S6 Fase 3 - Realizzazione nuove fermate di Bologna Zanardi a servizio della linea S4A e Bologna Prati di Caprara a servizio delle linee S5,S3, S1A e S2A.  

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31 ago 2019

BOLOGNA | Apre il primo tratto del Nodo di Rastignano

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E’ stato aperto questa mattina il primo tratto di strada del cosiddetto Nodo di Rastignano, nella periferia sud-est di Bologna. Lungo circa un chilometro, dalla rotatoria Mafalda di Savoia a quella nuova del Dazio e da questa a via Toscana. il collegamento permette di alleggerire il traffico e i tempi di attraversamento di una zona a ridosso del confine fra i Comuni di San Lazzaro e Pianoro, migliorando anche la qualità dell’aria. Intervento reso possibile grazie alla realizzazione di misure collegate di rilievo: il monolite Dazio, un sottopasso carrabile largo 14 metri e alto 6 per il sottoattraversamento della linea ferroviaria convenzionale Bologna-Prato, realizzato ‘fuori opera’ e successivamente spinto sotto i binari; il sottopasso carrabile di via del Pozzo, necessario per mantenere gli accessi esistenti ai residenti; e infine la deviazione per un breve tratto del canale Savena. All’inaugurazione sono intervenuti questa mattina il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, il vicepresidente e assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti, Raffaele Donini, il sindaco di Bologna, Virginio Merola,l’assessore comunale alla Mobilità, Irene Priolo, e il consigliere delegato alla Mobilità sostenibile della Città metropolitana, Marco Monesi. Con loro il direttore Investimenti Area Centro di Rete ferroviaria italiana, Marco Torassa, e il responsabile di Area di Italferr, Daniele Scataglini. Rfi e Italferr sono le due società del Gruppo Fs Italiane che hanno eseguito i lavori. Un'opera molto attesa Il varo di questa mattina è stato preceduto da un lungo iter amministrativo, compresa l’interruzione dei cantieri per la bonifica dell’area da ordigni bellici risalenti alla Seconda guerra mondiale. Entro la fine dell'anno è previsto il completamento di questo primo lotto, ovvero il tratto che dalla rotatoria del Dazio prosegue verso sud fino alla rotonda Rastignano, da cui si diramerà la bretella di collegamento con via Madre Teresa di Calcutta, nel comune di San Lazzaro di Savena (l’intero Nodo garantirà infatti il collegamento veloce fra la tangenziale di Bologna e la Fondovalle Savena). Primo lotto, investimento da 28 milioni di euro Il primo lotto di lavori fino alla rotonda Rastignano comporta un costo complessivo di quasi 28 milioni di euro, comprensivo degli oneri per gli espropri. Un investimento sostenuto, in base all’accordo siglato nel 2011 con gli enti territoriali, per 16,3 milionidi euro da Rfi per gli interventi di mitigazione dell’impatto socio-ambientale e sulla viabilità derivante dalla realizzazione della linea ferroviaria Alta velocità Bologna-Firenze, per circa 9 milioni di euro da Anas e per oltre 2,5 milioni, pari al costo di realizzazione della Bretella del Dazio, dal Comune di Bologna che prenderà  in carico l’intera viabilità del primo stralcio quale ente proprietario e gestore. Rispetto al collegamento inaugurato oggi, particolarmente complesso è stato l’avvio della realizzazione del progetto per il protrarsi delle operazioni di bonifica da ordigni bellici. In particolare, sono state rinvenute due bombe inesplose di 250 e 100 libbre risalenti alla Seconda guerra mondiale, con conseguente necessità di un maggior approfondimento di indagine e un quantitativo totale di terra movimentata cinque volte superiore a quello inizialmente previsto. Il “nodo” di Rastignano In realtà quello che viene comunemente etichettato come “Nodo di Rastignano” è un progetto più ampio che comprende anche un secondo lotto funzionale di 1,7 chilometri che dallo svincolo di Rastignano si collegherà all’altezza del Ponte delle Oche con la Fondovalle Savena, consentendo così di bypassare completamente l’attuale strozzatura, rendendo più agevoli e veloci i collegamenti con i centri della vallata. La realizzazione del secondo lotto del “Nodo”, il cui progetto definitivo è attualmente in corso di approvazione in Conferenza dei servizi, ha invece un costo stimato di 31 milioni di euro; finanziamento a valere sulla programmazione 2014-2020 del Fondo sviluppo e coesione e assegnato alla Città metropolitana nell’ambito del cosiddetto Patto di Bologna. L’avvio dei cantieri è previsto tra il 2020 e il 2021, con fine lavori entro il 2024.  “Avere una rete di strade moderna e qualificata non risolve solo i problemi del traffico, ma aggiunge sicurezza alla circolazione, e per noi questo è di importanza vitale. Così come decongestionare la viabilità nelle aree urbane migliora concretamente la qualità della vita di persone e famiglie, aumenta la competitività dei territori e del nostro sistema economico e contribuisce ad abbassare gli inquinanti specialmente nelle zone a maggiore densità di abitazioni. Per questo è un tema che abbiamo posto tra le priorità del programma di legislatura: un obiettivo che stiamo perseguendo con determinazione, sbloccando opere essenziali ferme da anni, cominciare dalla realizzazione del Passante di Bologna, dell’autostrada Cispadana e della Bretella Campogalliano-Sassuolo, condivise con gli enti locali e tutte le parti sociali” ha affermato Stefano Bonaccini, presidente della regione.

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28 ago 2019

REGIONE EMILIA ROMAGNA | Torna il bus gratis per gli abbonati ai treni regionali

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Colta a pieno da 60mila pendolari in un anno, con un risparmio fino a 180 euro ciascuno, riparte l’integrazione tariffaria bus-treno voluta dalla Regione, che in Emilia-Romagna permette di viaggiare gratis sugli autobus agli abbonati al Servizio ferroviario regionale. Da oggi sono infatti in vendita i nuovi abbonamenti ferroviari, mensili o annuali, e si apre così il secondo anno consecutivo per la misura voluta dalla Giunta regionale che dà un contributo concreto ai tanti viaggiatori che ogni giorno si muovono per studio o lavoro nelle città dell’Emilia-Romagna e per promuovere sempre di più una mobilità sostenibile. In pratica, un risparmio fino a 180 euro l’anno per i cittadini, più libertà negli spostamenti all’interno dei centri abitati, con la possibilità di lasciare a casa l’auto a favore dei mezzi pubblici e un guadagno in qualità dell’aria nelle aree urbane. Nel primo anno, circa 60 mila persone hanno viaggiato gratis sui bus dell’Emilia-Romagna. Una iniziativa possibile grazie allo stanziamento di oltre 6 milioni di eurol’anno da parte della Regione. “E’ un provvedimento straordinario che abbiamo voluto fortemente e di cui siamo orgogliosi- affermano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e il vicepresidente e assessore ai Trasporti, Raffaele Donini-. Grazie all’impegno della Regione, con l’integrazione tariffaria ‘Mi muovo anche in città’, i cittadini potranno per il secondo anno consecutivo viaggiare gratis sui bus urbani delle città di partenza e di destinazione. Offriamo una alternativa possibile al mezzo privato, premiando chi sceglie il trasporto pubblico locale per i propri spostamenti con un concreto aiuto economico che va a vantaggio dei cittadini e delle famiglie dell’Emilia-Romagna, e una misura che fa bene all’ambiente: meno traffico e smog nelle nostre città, a favore della mobilità sostenibile. È infatti questa la via che abbiamo scelto di percorrere- chiudono Bonaccini e Donini- orientando le azioni regionali a dare una risposta vera all’emergenza ambientale”. Come funziona “Mi muovo in città” Chi possiede un abbonamento ferroviario annuale e mensile sopra i 10 chilometri, con partenza e/o destinazione da una delle 13 città dell’Emilia-Romagna con più di 50mila abitanti, potrà viaggiare gratuitamente sui bus urbani delle stesse città. Si tratta di: Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Ferrara, Ravenna, Cesena, Forlì, Rimini, Carpi, Faenza, Imola. Gli abbonamenti annuali e mensili dovranno essere caricati sulla tessera “Mi muovo” emessa dalle aziende del traporto pubblico locale oppure sulla tessera “Unica” emessa da Trenitalia. L’integrazione tariffaria è valida anche per gli abbonamenti con destinazione o partenza da una delle 13 città indicate e arrivo o partenza da fuori regione (ad esempio Piacenza-Milano) a condizione di avere la residenza in Emilia-Romagna.

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16 ago 2019

BOLOGNA | Con “Romagna line” un solo treno per spiagge e mare

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Raggiungere comodamente da Bologna le località balneari di Lido di Classe - Lido di Savio, Cervia - Milano Marittima, Cesenatico, Gatteo, Bellaria, Igea Marina, Torre Pedrera e Viserba, passando da Ravenna per arrivare fino a Rimini. Ogni giorno 24 treni regionali di Trenitalia - il triplo rispetto alla scorsa estate - collegano senza cambi il capoluogo emiliano con le località della costa adriatica fra Ravenna e Rimini. Romagna Line, questo il nome del servizio, si configura come una vera e propria metropolitana del mare, con in media una fermata ogni 6/7 minuti fra la città dei mosaici e la capitale del turismo balneare. Poco più di novanta minuti per raggiungere Cervia dal capoluogo emiliano e altri dieci per arrivare a Cesenatico. Un viaggio green, senza lo stress della guida e della ricerca del parcheggio, con tempi e costi sicuramente vantaggiosi. Dodici partenze da Bologna, fra le 8.06 e le 21.12  e dodici rientri da Rimini, fra le 5.25 e le 20.43, per rispondere alle esigenze sia di chi sceglie di muoversi in giornata o nel fine settimana, sia di chi ha deciso per un periodo più lungo di relax. Previste fermate a Imola e Castelbolognese, ora anch’esse collegate direttamente con la costa a sud di Ravenna, oltre a quelle di Solarolo, Lugo, Bagnacavallo, Russi, Godo. La nuova offerta commerciale - definita da Trenitalia insieme a Regione Emilia-Romagna, committente del servizio e lanciata in occasione dell’entrata in vigore del nuovo orario - ha già contribuito ad una crescita dei passeggeri verso queste mete di oltre il 10% rispetto allo scorso anno. Come ogni anno Trenitalia ha potenziato anche l’offerta regionale estiva verso Rimini (via Forlì - Cesena), Riccione e Cattolica, integrandola con i servizi lunga percorrenza: fino a 58 al giorno i Regionali fra Bologna e Rimini, di cui 40 con estensione a Riccione e Cattolica.

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11 lug 2019

Cispadana, a ottobre il progetto definitivo, cantieri al via nel 2020

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La Regione Emilia-Romagna stringe i tempi sulla Cispadana, l’autostrada regionale da tempo attesa e ora finalmente sbloccata.  Progetto definitivo a ottobre, Conferenza dei servizi entro fine anno e apertura dei cantierinel 2020: queste le tappe fissate per la realizzazione dell’opera, considerata prioritaria e come tale sostenuta dagli enti locali e da tutte le parti sociali, nei mesi scorsi al fianco della Giunta regionale nella richiesta al Governo di sbloccarla insieme al Passante di Bologna e alla Bretella Campogalliano-Sassuolo. Tracciato di 67 chilometri, due corsie per senso di marcia più quella d’emergenza, la Cispadana collegherà l’A22 Autobrennero con l’A13 Bologna-Padova tra i caselli di Reggiolo (Re) e Ferrara Sud, dopo aver attraversato i territori di 13 comuni della Bassa pianura nelle province di Reggio Emilia, Modena e Ferrara. Una accelerazione resa possibile dopo la lettera inviata nei giorni scorsi alla Regione dalla concessionaria Autostrada regionale Cispadana (Arc), nella quale la società incaricata della progettazione e realizzazione dell’opera si impegna a completare entro la metà del prossimo ottobre l’adeguamento del progetto definitivo alle prescrizioni della Valutazione di impatto ambientale (Via). Una volta validato il progetto, la Regione convocherà entro la fine dell’anno la Conferenza dei servizi, l’organismo in cui sono rappresentati tutti gli enti interessati, per l’ultimo via libera all’intervento. Seguirà l’approvazione del progetto esecutivo e l’apertura dei cantieri, nella seconda metà del 2020. Un’opera moderna e pensata all’insegna della sostenibilità ambientale, fondamentale per dare una spinta allo sviluppo economico dei territori interessati e, secondo gli esperti, in grado anche di sgravare di una discreta quota di traffico il congestionato nodo bolognese, cruciale per l’intera Italia, con innegabili vantaggi in termini di minor inquinamento dell’aria oltre che di sicurezza e tempi di percorrenza. Il cronoprogramma è stato illustrato oggi in conferenza stampa a Bologna, in Regione, dal presidente della Giunta, Stefano Bonaccini, e dal vicepresidente e assessore regionale ai Trasporti e infrastrutture, Raffaele Donini, insieme a Graziano Pattuzzi, presidente di Arc, Gian Domenico  Tomei, presidente della Provincia di Modena, e Giorgio Zanni,  presidente della provincia di Reggio Emilia. La Cispadana rappresenta un investimento da oltre 1,3 miliardi di euro complessivi, con una partecipazione finanziaria della Regione di 279 milioni di euro. Per il completamento dei lavori serviranno quattro anni, con l’entrata in esercizio della nuova autostrada regionale entro il 2024. La descrizione dell’opera L’autostrada Cispadana avrà due corsie per senso di marcia più una di emergenza per tutta la sua lunghezza, che si sviluppa per una settantina di chilometri dal raccordo con l’Autobrennero nel comune di Reggiolo (Re) fino alla barriera di Ferrara Sud dell’A13 Bologna-Padova. Completano l’infrastruttura 4 autostazioni: San Possidonio-Concordia-Mirandola e San Felice su Panaro-Finale Emilia in provincia di Modena; Cento e Poggio Renatico nel ferrarese. E i due svincoli di interconnessione con le autostrade A22 e A13. Sono 13 i Comuni attraversati dall’asse autostradale: Reggiolo e Rolo nel reggiano; Novi, Concordia, San Possidonio, Mirandola, Medolla, San Felice sul Panaro e Finale Emilia nel modenese; Ferrara, Cento, Terre del Reno (Sant’Agostino e Mirabello) e Poggio Renatico nel ferrarese. Sette, invece, quelli interessati dagli interventi sulla viabilità complementare: Torrile, Sorbolo, Mezzani e il capoluogo provinciale nel parmense; Luzzara e Brescello nel reggiano e Bondeno nel ferrarese. La modalità scelta per la realizzazione della Cispadana, un’opera del costo complessivo di 1,3 miliardi di euro secondo il progetto sottoposto alla procedura di Via, è quello del project financing, con una partecipazione finanziaria di partenza della Regione di 179 milioni di euro. Uno stanziamento, quello regionale, che verrà integrato da un’ulteriore tranche fino a 100 milioni di euro, nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti nella convenzione di concessione. Per contro, Autostrada del Brennero Spa, socia di maggioranza di Arc, si è impegnata a procedere alla  ricapitalizzazione della concessionaria per una cifra dello stesso importo. Tra le novità previste da Arc, la creazione di un Osservatorio ambientale per la verifica di ottemperanza alla Via del progetto definitivo dell’opera prima della sua approvazione in Conferenza dei servizi. Una richiesta in tal senso è già stata inoltrata al ministero dell’Ambiente

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13 set 2018

REGIONE EMILIA ROMAGNA | Firmato l’accordo per la realizzazione di 1.500 colonnine per la ricarica di auto elettriche

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Millecinquecento nuove colonnine per la ricarica di auto elettriche da installare nei prossimi due anni nelle principali città dell’Emilia-Romagna, che diventa così apripista in Italia nella sfida della mobilità a emissioni zero e colma, almeno in parte, il gap che ci separa dai Paesi europei a più alto tasso di sviluppo del mercato delle auto elettriche, come Norvegia, Svezia e Olanda. È l’obiettivo del protocollo di intesa siglato questa mattina a Bologna dall’assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Donini, con i rappresentanti di cinque tra i principali fornitori di energia elettrica che operano in Emilia-Romagna - Enel, Hera, Iren, Be Charge ed Enermia - per la nascita entro il 2020 in Emilia-Romagna di una capillare rete di punti di ricarica di veicoli ad alimentazione elettrica, sia mezzi di trasporto pubblico, che autovetture ad uso privato. Saranno queste cinque società che, in base all’accordo, dovranno provvedere all’installazione a proprie spese delle nuove infrastrutture di ricarica pubbliche nei punti nevralgici del traffico cittadino - stazioni, aeroporti, ospedali, parcheggi, centri commerciali, ecc. - secondo un piano di localizzazione concordato tra la Regione e i Comuni che si candidano a ospitarle. Alle 1.500 previste dall’intesa, se ne aggiungeranno altre 500 la cui installazione, nei prossimi due anni, è finanziata al 50% dalla Regione, attraverso i fondi del Piano nazionale infrastrutture ricarica elettrica (PNIRE), e al 50% dagli operatori privati. Complessivamente, calcolando un costo di 9mila euro a colonnina, viene stimato un investimento complessivo di 18 milioni di euro. L’accordo firmato: il piano di localizzazione pronto in sei mesi Secondo la tabella di marcia prevista nell’intesa sulle 1.500 colonnine firmata oggi, il piano vedrà la luce entro sei mesi e dovrà favorire la messa in esercizio di impianti di ricarica anche nelle cosiddette aree “a domanda debole”, cioè con scarsa presenza di veicoli elettrici in circolazione, proprio per accelerare la riconversione alla mobilità a zero emissioni. “Credo fermamente che la transizione verso la mobilità con veicoli a zero emissioni sia uno degli impegni più importanti che abbiamo davanti e che vede fortemente impegnata la Regione, come dimostra bene l’accordo firmato oggi e la rete pubblica di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici a cui puntiamo, che dovrà coprire l’intero territorio regionale”, afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, video collegato da San Francisco, dove si trova in missione istituzionale per partecipare all’assemblea dei Paesi e delle Regioni di ‘Under2Mou’ che si batte contro il cambiamento climatico, voluto dallo Stato della California, e al Global climate action summit. “Nell’ambito del Piano regionale integrato dei trasporti (Prit)- sottolinea Donini- siamo impegnati a potenziare il servizio pubblico e le altre forme di mobilità sostenibili. Con questo protocollo vogliamo dare il nostro contributo al decollo nel nostro Paese di un mercato, quello delle auto elettriche e ibride, fatto di numeri ancora molto bassi, ma che è destinato a una rapida crescita, come indicano tutte le previsioni. Lo facciamo mantenendo saldamente nelle nostre mani quel ruolo di programmazione e coordinamento che ci compete e promuovendo la collaborazione tra le società fornitrici di energia elettrica e gli enti pubblici preposti al rilascio delle autorizzazioni per l’installazione e la gestione degli impianti di ricarica. Stiamo inoltre lavorando per accelerare l’armonizzazione delle regole di accesso e sosta gratuita nei centri storici dei mezzi a trazione elettrica”.     La situazione oggi in Emilia-Romagna Sono circa 150 i punti di ricarica a uso pubblico attualmente esistenti sul territorio dei principali comuni dell’Emilia-Romagna. Una rete frutto di accordi stipulati a partire dal 2011 tra Regione, Comuni e gestori dei servizi di fornitura di energia cui si aggiungono 24 colonnine installate in 8 comuni della Riviera (Comacchio, Marina di Ravenna, Cervia, Cesenatico, Bellaria-Igea Marina, Riccione, Misano e Cattolica) nell’ambito del progetto “Mi muovo mare”, grazie ad un finanziamento del ministero delle Infrastrutture e trasporti che portano così complessivamente a 174 i punti di ricarica ad oggi disponibili in regione. Le caratteristiche del servizio e l’interoperabilità Tra i requisiti espressamente richiesti dalla Regione e inseriti nel protocollo d’intesa c’è l’interoperabilità, vale a dire la possibilità da parte degli utenti di ricaricare le batterie della propria autovettura presso qualsiasi gestore elettrico. Per usufruire del servizio di ricarica si dovrà sottoscrivere un contratto con un operatore, che rilascerà agli interessati un’apposita tessera. In alternativa si potrà utilizzare il proprio smartphone, scaricando una App che consente di sbloccare le colonnine tramite la “lettura” di uno specifico codice QR. In questo caso anche l’importo da pagare potrà essere addebitato tramite sistemi di pagamento elettronici. I costi per la ricarica variano da fornitore a fornitore, ma dovrebbero aggirarsi in media sui 2 euro ogni 100 chilometri di percorrenza. La Regione per la mobilità ad emissioni zero Per favorire la diffusione dei veicoli elettrici, a partire dalla Pubblica amministrazione, la Regione ha stanziato fino ad oggi 2,4 milioni di euro di fondi Por-Fesr per finanziare l’acquisto di un centinaio di veicoli elettrici da parte dei 15 Comuni che hanno aderito all’accordo sulla qualità dell’aria 2012-2015. Un elenco che comprende - in ordine alfabetico - Bertinoro, Bologna, Carpi, Cesena, Faenza, Ferrara, Forlì, Forlimpopoli, Imola, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia e Rimini. Altri 700.000 euro di fondi Por-Fesr 2014-2020 saranno inoltre destinati al finanziamento di una linea sperimentale di trasporto pubblico locale con autobus ad alimentazione elettrica in una città dell’Emilia-Romagna che sarà individuata sulla base di una manifestazione di interesse emanata entro l’anno. Per incentivare il passaggio alla mobilità a basso impatto ambientale la Regione ha concesso per gli anni 2016, 2017 e 2018 un contributo triennale all’acquisto di auto ibride (benzina/elettrico) pari al costo della tassa automobilistica regionale, per un importo fino a 191 euro per ciascun anno. Le automobili ibride sono sempre più diffuse in Emilia-Romagna: dai 2.776 veicoli di nuova immatricolazione nel 2015 si è passati ai 4.369 nel 2016 (+57%) e ai 7.056 nel 2017 (+61%). Numeri inferiori invece per le auto elettriche: l’anno scorso nel 2017 ne sono state acquistate solo 603 in tutta l’Emilia-Romagna, su un totale di oltre 2,84 milioni di autovetture in circolazione.

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27 apr 2018

REGIONE EMILIA ROMAGNA | Un contributo a chi acquista auto ibride

di mobilita

La Regione Emilia Romagna scende in campo per sostenere chi decide di acquistare auto ad alimentazione ibrida, a basso impatto ambientale e a ridotto consumo energetico. E lo fa riconoscendo, per 3 anni, un contributo annuo pari al valore del bollo di un’auto di media cilindrata. E’ approvato dalla Giunta il bando che concede fino a un massimo di 191 euro all’anno agli emiliano-romagnoli (residenti in questa regione) che acquistano nel corso del 2018 un'auto ibrida fino a 9 posti di prima immatricolazione  con alimentazione benzina-elettrica, gasolio-elettrica, gpl-elettrica, metano-elettrica o benzina-idrogeno. Dalle ore 14 del 3  maggio prossimo e fino alle ore 12 del 31 dicembre 2018 sarà possibile registrarsi nella piattaforma online, che sarà resa disponibile alla pagina http://ambiente.regione.emilia-romagna.it/entra-in-regione/bandi/bandi-2018/bando_bollo/. Fatte le verifiche amministrative, gli uffici regionali accrediteranno annualmente - e per 3 anni - il contributo. Per stabilire la graduatoria, vale l’ordine di arrivo delle domande, fino a esaurimento del plafond. A disposizione fondi complessivi per 3 milioni di euro stanziati dalla Regione Emilia-Romagna con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’aria, affiancando le misure previste dal Pair 2020 (Piano aria integrato regionale). “Da anni puntiamo alla promozione di iniziative per la riduzione dell’inquinamento e il miglioramento delle condizioni dell’aria- sottolinea l’assessore regionale ai Trasporti, Raffale Donini- per questo abbiamo scelto di premiare i cittadini che acquistano veicoli a basso impatto ambientale e a ridotto consumo energetico, soprattutto per gli spostamenti alle basse velocità caratteristici dei centri urbani. L’obiettivo è favorire il rinnovo del parco veicolare che circola in Emilia-Romagna, sostenendo in modo concreto e diretto le persone e concedendo contributi in modo semplice, dopo una domanda online”. Come ottenere il contributo: per il 2018 domande online da maggio. Da luglio si recupera anche il 2017 Non si tratta di una esenzione del bollo auto ma di un contributo equivalente: quindi gli intestatari dell’auto, che riceveranno il contributo, pagheranno comunque il bollo auto. Chi vorrà accedere a questo beneficio si dovrà registrare sul portale regionale, inserendo i dati anagrafici, quelli dell’auto e le coordinate bancarie sulle quale ricevere l’importo dovuto: ogni anno la Regione provvederà in automatico all’accredito. Sulla pagina web dedicata al bando sarà disponibile la graduatoria aggiornata dei contributi concessi. Per quanto riguarda gli oltre 7 mila automobilisti emiliano-romagnoli che hanno comprato l’automobile lo scorso anno, occorre invece attendere luglio, quando la Giunta metterà a disposizione le risorse necessarie con la manovra di assestamento del bilancio regionale. I veicoli ibridi in Emilia-Romagna Le automobili ibride sono sempre più diffuse in Emilia-Romagna: dai 2.776 veicoli ibridi immatricolati nel 2015 in regione si è passati ai 4.369 (+57%) del 2016 e ai 7.056 del 2017 (+61% rispetto all’anno precedente). Gli incentivi per le auto elettriche Gli incentivi per le auto ibride si affiancano a quelli già previsti dalla legislazione nazionale per l’acquisto delle automobili elettriche, esentate dal pagamento del bollo per 5 anni. La Regione ha investito 2,4 milioni per l’acquisto di 103 veicoli elettrici per la pubblica amministrazione e sta stringendo accordi con i Comuni sulle regole di accesso ai centri storici e i parcheggi gratuiti per le auto elettriche. Sono 150 le colonnine interoperabili installate e ulteriori 30 sono in corso di installazione.  

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