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06 nov 2017

MSC Crociere e Trenitalia insieme per una mobilità integrata e sostenibile

di mobilita

Intermodalità treno-nave per un'esperienza di viaggio sempre più confortevole, integrata, sostenibile. E' stato annunciato oggi, a Napoli, a bordo di MSC Meraviglia - l'ammiraglia della flotta varata lo scorso giugno - l'accordo di partnership siglato tra MSC Crociere e Trenitalia. L'intesa segna un ulteriore passo verso lo sviluppo di un progetto di mobilità integrata, in grado di migliorare la customer experience di turisti e viaggiatori, realizzata attraverso partnership strategiche. La capillarità e la frequenza delle Frecce (Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca), degli InterCity e delle corse regionali di Trenitalia, insieme all'offerta internazionale dei Thello, si coniuga perfettamente con le esigenze dei crocieristi di avere un collegamento comodo e sicuro con il proprio porto di imbarco, a Genova, Venezia e Civitavecchia. Poter inoltre contare su un unico biglietto treno più nave, acquistabile presso tutte le agenzie di viaggio convenzionate con Trenitalia e MSC Crociere, costituirà un servizio di valore verso il cliente. Questa mattina tutte le novità della partnership sono state illustrate a bordo di MSC Meraviglia ormeggiata presso la Stazione Marittima di Napoli da Leonardo Massa, Country Manager Italia MSC Crociere, e Alessandra Bucci, Responsabile Commerciale Divisione Passeggeri Long Haul Trenitalia. "Il viaggio "door to door" si trasforma in un'esperienza unica ed esclusiva, pensata per godere appieno di ogni momento della vacanza, dal primo all'ultimo istante. L'idea di aggiungere alla crociera i servizi a lunga percorrenza di Trenitalia conferma la sensibilità e l'attenzione di MSC Crociere verso i propri crocieristi che grazie a questa iniziativa, potranno raggiungere comodamente i porti d'imbarco da moltissime località italiane. Con l'accordo fra Trenitalia e MSC Crociere, viene presentato un concetto che consente di vivere ogni attimo della vacanza in modo ancora più rilassato, confortevole e conveniente", ha affermato Leonardo Massa, Country Manager Italia MSC Crociere. "MSC Crociere vive uno dei momenti più entusiasmanti della propria storia. A pochi mesi dal battesimo di MSC Meraviglia e, in attesa dell'arrivo di altre 10 nuove unità con cui proseguire la crescita ampliando l'offerta in tutti i mari del mondo, intendiamo fare ancora di più, impegnandoci a garantire a chi sceglie un crociera MSC il massimo del comfort già prima di raggiungere il porto e la nave" ha concluso Massa. Sono ben 86 le Frecce da/per Venezia per/da le principali città italiane, insieme a quattro servizi InterCity, due InteCity Notte e due Thello, cui si aggiungono fino a 406 corse regionali Trenitalia. A Genova fermano e ripartono quotidianamente 14 Frecce, 28 InterCity, quattro InterCity Notte e 6 Thello, oltre a 268 regionali (giorno feriale). In arrivo e partenza da Civitavecchia 10 Frecciabianca, sei InterCity e due InterCity Notte, e 72 servizi regionali.

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21 set 2017

vSGMN17 |Cicloturismo e ciclismo urbano, un’alleanza necessaria

di ospite

In seguito al dibattito avvenuto all'evento "Verso Gli Stati Generali della Mobilità Nuova 2017", vi proponiamo un approfondimento da parte di uno dei relatori intervenuti. Crediamo sia utile dare seguito alle analisi sui temi a noi cari, così da poterle condividere anche con chi non è potuto essere presente a Pesaro. Buona lettura!   L’Italia, con evidente ritardo, pare aver scoperto il cicloturismo. La realizzazione di importanti interventi come la Ciclabile della riviera ligure tra San Lorenzo e Ospedaletti, nota anche per la partenza della tappa inaugurale del giro d’Italia 2015, e la realizzazione di ampi tratti della Ciclovia Adriatica, in buona parte in sede protetta, hanno dimostrato che le buone infrastrutture sono in grado di attrarre ciclisti e di conseguenza portare ricavi sui territori. Anche a livello governativo, grazie ala nomina di Graziano Delrio al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con la Rete Nazionale delle Ciclovie Turistiche Italiane, si è iniziato a definire un sistema che, se portato a compimento, secondo una proiezione potrebbe generare ricadute economiche per 3,2 miliardi di euro l’anno. La Rete vede già 4 progettazioni in corso finanziate sulla leggi di Stabilità 2016: Ciclovia del Sole, Ven-To, Acquedotto Pugliese e Grab e 3 in partenza. Infatti, recentemente, sono stati firmati i protocolli d’intesa Mit-Mibact, - Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo - e Regioni, che riguardano tre delle sei nuove ciclovie, previste dalla legge di Stabilità 2017: la ciclovia del Garda, la ciclovia della Magna Grecia e la ciclovia della Sardegna. Per la realizzazione del sistema nazionale di ciclovie turistiche il Governo ha stanziato per il triennio 2016/2018 89 milioni di euro, per le quattro ciclovie prioritarie previste, le ulteriori risorse previste dalla legge di bilancio 2017 pari a 283 milioni di euro andranno a finanziare la realizzazione di quelle ciclovie che verranno individuate dal MIT nel periodo 2017/2024. Insomma, anche la ciclabilità pare essere entrata di buon grado fra le “infrastrutture di ‘serie A’” come ha affermato il Ministro. Tutto bene, quindi? Forse no. Perché se la ciclabilità turistica e per svago raccoglie consensi e risorse, sulla mobilità urbana, quella di chi sceglie di muoversi ogni giorno in bicicletta, siamo ancora al palo, anzi forse a guardare i dati ISTAT sulla mortalità di chi sceglie le due ruote, in aumento in controtendenza rispetto a tutti al dato complessivo, stiamo anche regredendo. Perché se è vero che gli italiani hanno ri-scoperto la bicicletta come mezzo intelligente per spostarsi, le strade delle nostre città non sono ancora adeguate per accogliere chi si sposta in modo leggero. Le cause sono diverse: la mancanza di volontà politica di riequilibrare gli spazi e i diritti dei diversi utenti della strada, una cultura tecnica mediocre e superata, un’atavica carenza di risorse delle amministrazioni locali e una normativa nazionale auto centrica e fumosa, ma in tutti i casi sembra mancare alla base di uno sviluppo organico della ciclabilità la volontà di considerare la bici al pari degli altri mezzi di trasporto, o anzi, come avvenuto in molti paesi europei, di preferirla e sostenerla per gli innumerevoli vantaggi correlati. Inoltre il nostro Paese non brilla certo per la qualità dei sistemi integrati di mobilità. Pochi i treni su cui è possibile trasportare biciclette montate e pochi i posti a disposizione, assenza totale di indicazioni e impossibilità di riservare un posto bici. Anche l’accesso alle stazioni stesse è spesso complicato. Per non parlare poi dei trasporti urbani: se sulle metropolitane si può pensare negli orari non di punta di trasportare la propria bici, su tram e bus è ancora utopia. Si aggiunga anche la scarsa diffusione di parcheggi sicuri in struttura che, data l’altissima incidenza dei furti, disincentiva spesso l’approcciarsi di nuovi potenziali ciclisti. Insomma, l’Italia non pare essere ancora un paese intermodale e questo, non può che andare a discapito dell’efficienza di un sistema, che per sua natura deve essere integrato. Ritornando al tema del cicloturismo, quindi, è difficile pensare che, nonostante gli investimenti in infrastrutture, senza una diffusa e concreta cultura della ciclabilità si possa costruire un territorio realmente attrattivo per turisti in bicicletta. Immaginiamo una famiglia con bambini che decide di percorrere un tratto di una delle belle e nuove “ciclo autostrade” del Paese. Finché resta all’interno di un tracciato ben organizzato avrà la possibilità di godere delle bellezze nazionali, ma cosa succede a voler uscire e visitare uno dei tanti centri toccati dalle grandi arterie, spesso non collegati alle stesse? Come districarsi in un traffico caotico e su strade, che essendo ai margini della città spesso sono solo ad alta percorrenza, e velocità, di auto? Come attraversare aree periferiche e industriali senza l’ausilio di segnaletica? Come poter, ad esempio, prendere in quattro un treno per accorciare un pezzo di strada quando molti convogli, quando presenti, consentono il trasporto di sole due bici per vagone? E’ ingenuo pensare che si possa diffondere il cicloturismo in Italia senza avere a contorno un contesto accogliente per i ciclisti, senza garantire, a tutti e ovunque prima di tutto la sicurezza di non venire ammazzati sulla strada. Pensate al calcio: in Italia è lo sport nazionale perché si può praticare in ogni quartiere del più piccolo paesino, viene giocato nelle scuole, se ne parla ovunque e i media gli danno ampio spazio. Ogni strada può essere un campo di gioco, ogni portone una porta. Se si fossero costruiti solo i grandi stadi sarebbe bastato? Quando muoversi in bicicletta sarà semplice immediato e magari incentivato come il calcio potremo veramente pensare di essere un pese per ciclisti. Ciclismo urbano e cicloturismo possono essere grandi alleati, ma il primo può esistere senza il secondo, non viceversa. Capiamolo prima che sia troppo tardi. Beppe Piras

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30 mag 2017

VIDEO | Perché Copenaghen è la capitale della bicicletta

di Amedeo Paladino

Copenaghen è la capitale e la città più popolosa della Danimarca con 569. 557 abitanti nel Comune e 1 167 569  nell'area urbana. Negli anni '70 del 1900 era invasa dalle automobili, come la maggior parte delle città industrializzate: l'inefficienza della mobilità, l'inquinamento e il tasso di incidentalità stradale spinsero le amministrazioni e i cittadini a un decisivo cambio di rotta. Da allora lo sviluppo di una rete di infrastrutture ciclabili connesse è stato inarrestabile: i percorsi ciclabili si sviluppano per 360 chilometri, e negli ultimi 10 anni sono stati investiti 300 milioni di euro in ciclabilità e sicurezza stradale. Per gli spostamenti più lunghi i cittadini danesi possono contare anche su un efficiente sistema di trasporti e sulla possibilità di utilizzare in maniera combinata la bici e i mezzi pubblici. Copenaghen si può considerare la capitale della bicicletta!

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22 gen 2017

Roma Capitale: inizia la sperimentazione delle bici sui bus e tram

di Alessio Marchetti

Da giorno 16 Gennaio 2017, nella nostra capitale, è iniziata la sperimentazione per trasportare, in alcune fasce orarie, le bici a bordo di diverse linee tram ed autobus urbani ATAC. In Italia ancora questa non è una pratica diffusa al contrario del resto del mondo dove, in diverse città, gli autobus urbani sono attrezzati di appositi porta bici esterni dove poter agganciare la propria bici. Monitoreremo gli esiti di questa sperimentazione a Roma, se non dovesse riscontrare problemi ci auguriamo che una simile pratica possa essere adottata anche in tante altre città per garantire l'intermodalità bici-bus, essa risulta molto utile soprattutto nel caso di città in pendenza permettendo di percorrere velocemente in bici la parte in discesa e risalire senza faticare grazie ai bus. Questo il regolamento per il trasporto delle bici su Tram e Bus a Roma: Le biciclette non pieghevoli, sono ammesse in base alla linea, alla tipologia del mezzo e alla fascia oraria. Di seguito i dettagli del nuovo regolamento valido a decorrere dal 16 gennaio 2017: Bike friendly per la rete di superficie - Autobus E' ammesso il trasporto di biciclette non pieghevoli, come bagaglio a mano, secondo le modalità e le disposizioni di seguito indicate. Il pittogramma “Bike friendly” identifica i mezzi accessibili con bici al seguito. Linee Bus 83, 118, 412, 673, 715, 772, 791, 911 giorni feriali: linea accessibile alle bici da inizio servizio fino alle ore 7, dalle ore 10 alle 12 e dalle 20 a fine servizio giorni festivi e nel mese di agosto: linee accessibili alle bici per l´intero orario di servizio Linee Bus festive 120F e 180F giorni feriali: linee non attive giorni festivi: linee accessibili alle bici per l´intero orario di servizio Bike friendly per la rete di superficie - Tram E´ ammesso il trasporto di biciclette non pieghevoli, come bagaglio a mano, solo sulle vetture Jumbo tram a pianale ribassato riconoscibili dai numeri di serie 9100 e 9200. Il pittogramma “Bike friendly” identifica le vetture accessibili con bici al seguito. Linee tram 2, 3 e 8 (normalmente servite dai tram serie 9100 e 9200) giorni feriali:  linea accessibile alle bici da inizio servizio fino alle ore 7, dalle ore 10 alle 12 e dalle 20 a fine servizio giorni festivi e nel mese di agosto: linee accessibili alle bici per l´intero orario di servizio Linee tram 5, 14 e 19 (saltuariamente  servite dai tram serie 9100 e 9200) giorni feriali linea accessibile alle bici da inizio servizio fino alle ore 7, dalle ore 10 alle 12 e dalle 20 a fine servizio giorni festivi e nel mese di agosto: linee accessibili alle bici per l´intero orario di servizio Le linee di superficie "Bike friendly" sono riconoscibili dal pittogramma di una bicicletta rossa su sfondo bianco (visionabile ad inizio articolo), presente sulla doga di fermata e sui Jumbo Tram, accessibili. Per gli abbonati Metrebus il trasporto della bicicletta è gratuito, altrimenti anche per ogni bicicletta va acquistato un biglietto. Le biciclette pieghevoli possono viaggiare gratuitamente ogni giorno della settimana per tutta la durata del servizio. Qui le condizioni di trasporto (pagine 10-11-12).

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21 set 2015

Mobilità sostenibile: stazioni ferroviarie più bike friendly

di Fabio Nicolosi

In occasione della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile è stato sottoscritto a Roma un Protocollo d’Intesa fra la Federazione Italiana Amici della Bicicletta Onlus (FIAB) e Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane). L’accordo prevede la realizzazione di stalli (pavimentati e anche coperti) riservati al parcheggio di biciclette; l’installazione nelle scale dei sottopassaggi pedonali di sistemi (scivoli, ascensori dimensionati) per facilitare salita e discesa dei viaggiatori, senza bici in spalla; l’utilizzo di locali non più funzionali alle attività ferroviarie per noleggio e manutenzione delle due ruote; la creazione di aree dedicate al bike sharing nei piazzali antistanti le stazioni ferroviarie, nelle città in cui il servizio è operativo; e infine l’installazione di segnaletica fissa e variabile dedicata. Opere per le quali saranno presentati progetti ad hoc al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e che saranno realizzate in parte con i fondi già a disposizione di RFI e in parte con i finanziamenti pubblici destinati alla mobilità sostenibile. Gli interventi sono così suddivisi tra le stazioni del territorio nazionale: Liguria (27), Lombardia (26), Toscana (21), Lazio (17), Emilia Romagna (16), Puglia (14), Piemonte (11), Marche (8), Calabria (7), Veneto (6), Campania (5), Sicilia (5), Friuli Venezia Giulia (4), Sardegna (4), Umbria (3), Abruzzo (2) e Basilicata (2). Per Giulietta Pagliaccio, Presidente FIAB: “L’accordo siglato oggi con RFI dà concretezza a un articolato programma di collaborazione con il mondo del trasporto su rotaia che, attraverso la convenzione stipulata a inizio anno con Trenitalia, ad esempio, ci vede già impegnati al tavolo di lavoro misto e permanente nato per elaborare e promuovere iniziative a favore dello sviluppo dell’intermodalità fra bicicletta e treno. Il progetto 500 stazioni – ha continuato la Presidente – prevede, infatti, un adeguamento delle stazioni ferroviarie con interventi e strutture che consentano l’accesso con la bici e facilitino l’intermodalità tra due mezzi di trasporto sostenibili”. “La convenzione con FIAB – sottolinea Maurizio Gentile, AD RFI – rientra in un più ampio progetto di “mobilità dolce” per la quale RFI è impegnata nello sviluppo di progetti che favoriscano sempre più l’integrazione fra bicicletta e treno. Il nostro obiettivo – conclude Gentile – è attrezzare le stazioni italiane per consentire l’integrazione modale, grazie alla quale i passeggeri partendo in bici dalla propria abitazione trovino un primo punto di sosta in stazione, per facilitare l’utilizzo del treno per arrivare a destinazione. Il Protocollo d’Intesa con FIAB è un ulteriore tassello, assieme ai percorsi ciclopedonali adiacenti ai binari, di questo processo virtuoso ed ecosostenibile”. Con il progetto 500 stazioni di Rete Ferroviaria Italiana, si vuole trasformare e adeguare 500 stazioni medio/piccole per renderle più funzionali ai servizi chiesti dai clienti; caratterizzarle con uno standard architettonico unico (brand), definito e sempre facilmente individuabile; e migliorarne l’accessibilità anche alle persone a ridotta mobilità. Interesserà gli scali utilizzati da quasi l’80% dei viaggiatori del trasporto pubblico locale. Nel 2015 RFI ha avviato i primi lavori, per un investimento economico complessivo di circa 80 milioni di euro, con l’obiettivo di migliorare l’accesso e l’uscita dai treni, con l’innalzamento dei marciapiedi a 55 cm dal piano binari; potenziare l’informazione al pubblico sonora e visiva; abbattere le barriere architettoniche; curare gli spazi della stazione. Il progetto 500 stazioni prevede inoltre il miglioramento e l’ampliamento dei servizi commerciali, insieme a una rinnovata e particolare attenzione alla soddisfazione del cliente per la pulizia e il decoro degli impianti, i cui parametri saranno misurati e rilevati da Istituti demoscopici terzi, solo sulla base della “qualità percepita dal cliente”. Infine, le 500 stazioni rientrano anche nel “Progetto di risparmio energetico e mantenimento degli standard illuminotecnici”, ovvero l’introduzione massiva in questi scali ferroviari della tecnologia LED per l’illuminazione, con evidenti benefici sia in termini di attenzione all’ambiente sia di migliori performance anche per la sicurezza (security) dei clienti. Le stazioni del circuito sono spesso di pregio, anche dal punto di vista architettonico, e provengono da un passato in cui il servizio ferroviario veniva garantito con un numero di operatori e spazi dedicati di molto superiori a quelli necessari oggi, grazie alle tecnologie di ultima generazione installate per la gestione e il controllo a distanza del traffico ferroviario. Ecco alcune regole da rispettare:  l’ingresso e l’uscita dalla stazione con bicicletta al seguito deve avvenire attraverso gli appositi varchi  conduzione a mano delle biciclette negli ambienti della stazione e non in sella;  l’ingresso negli ambienti ferroviari delle persone con bicicletta al seguito è consentito solo ai viaggiatori muniti di regolare titolo di viaggio;  obbligatorio l’utilizzo degli stalli dedicati per il parcheggio delle biciclette, che non possono essere lasciate all’interno della stazione;  in caso di scale dei sottopassaggi, le biciclette devono essere trasportate attraverso scivoli e ascensori. In assenza, la bicicletta deve essere trasportata a spalla;  ogni persona può portare con sé una sola bicicletta;  i viaggiatori devono comunque attenersi ad eventuali istruzioni fornite dal personale ferroviario o dalla Polizia Ferroviaria;  in caso di emergenza, le biciclette non devono essere da intralcio per le altre persone;  chi transita in stazione con la bici è responsabile della custodia della stessa;  la violazione del regolamento è punita ai sensi dell’art. 20.3 del DPR 753/80. Regole che devono essere rispettate in tutti gli scali del network nazionale.

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29 apr 2015

GoEuro: 500 società di trasporto in un unico motore di ricerca

di Giulio Di Chiara

Quando si ha esigenza di partire, la prima attività programmata è solitamente la ricerca del mezzo di trasporto più comodo e economicamente conveniente. Eccetto che per i piccoli tragitti,  la prima scelta ricade quasi sempre sulla ricerca di un volo o di un treno, anche se alcune località - ad esempio si pensi a quelle montane - risultano accessibili attraverso autolinee bus private. In questo panorama di intermodalità è possibile smarrirsi nell’offerta proposta dai diversi vettori e risulta inevitabile un rimbalzo continuo tra i rispettivi siti web alla ricerca della soluzione giusta. Da questo contesto è nato GoEuro, startup avviata nel 2012 e ufficializzata nel 2013. Operativa attualmente in 7 paesi europei (Germania, Spagna, Regni Unito, Italia, Belgio, Olanda, Lussemburgo), questo sito offre un’immediata comparazione tra bus, treni e voli. Tutto ciò è stato reso possibile grazie ad accordi diretti con i fornitori di trasporti che i gestori di GoEuro hanno stretto nei vari paesi europei. E nell’immediato futuro si prospettano sempre nuovi fornitori da includere nella piattaforma. Ma facciamo una prova e programmiamo uno spostamento da Bari a Cortina d’Ampezzo: il sistema subito ci restituisce tre opzioni sulle quattro disponibili (treno, aereo, bus, auto). E’ subito possibile verificare i dettagli di ogni singola modalità. Laddove un unico vettore non riuscirà a collegare il punto di partenza e di arrivo indicati, il sistema effettuerà un riepilogo del collegamento utilizzando i mezzi di trasporto disponibili. A questo link è possibile scaricare l’app per dispositivi Android.  

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