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01 feb 2018

L’Europa in movimento: città e regioni per la decarbonizzazione e una transizione socialmente equa del trasporto su strada

di mobilita

"Modernizzare il settore europeo del trasporto stradale in modo efficiente, sostenibile e socialmente equo" è stato al centro della discussione di due pareri adottati durante la sessione plenaria del Comitato europeo della regione (CdR) ogg 1 ° febbraio.  I pareri si basano sull'iniziativa della Commissione europea "L'Europa in movimento", che mira ad aiutare il settore dei trasporti a rimanere competitivi in ​​una transizione socialmente equa verso l'energia pulita e la digitalizzazione.   "L' Europa in movimento " è una serie di iniziative ad ampio raggio della Commissione europea per intraprendere azioni per modernizzare radicalmente la mobilità e i trasporti europei. La prima serie di otto iniziative legislative riguarda in particolare il trasporto su strada, che è di grande importanza per la competitività economica delle città e delle regioni, nonché per il rafforzamento della coesione sociale, economica e territoriale nell'UE. " Il trasporto su strada è un settore caratterizzato da forti disparità nella legislazione e retribuzione del lavoro: le differenze nelle condizioni di lavoro possono provocare distorsioni della concorrenza e compromettere la sicurezza stradale, ad esempio quando si tratta del calcolo del tempo di riposo dei conducenti ", ha affermato Spyros Spyridon. Il problema è principalmente l'assenza di un livello sufficiente di coesione sociale tra Stati membri e regioni, come confermato da un'elevata differenza di standard di vita sociale ed economica.  "Il problema è particolarmente acuto nelle regioni transfrontaliere, dove vi sono differenze significative negli standard di vita da entrambi i lati della frontiera. Se aumentiamo la coesione, il divario salariale si ridurrà, rendendo superflue molte regole di lavoro e di cabotaggio * e il rischio di dumping sociale e di distorsione della concorrenza sarà ridotto. Fino a quando raggiungeremo questo obiettivo, un'indennità giornaliera ponderata basata sul PIL pro capite sarebbe una soluzione innovativa per semplificare l'attuale procedura di registrazione amministrativa onerosa e costosa. Potrebbe essere pagato ai conducenti in base sia al paese che fornisce il lavoro di trasporto che al paese in cui si trova la compagnia di trasporto ", ha affermato Spyridon. Il parere accoglie con favore la maggiore flessibilità delle condizioni di tempo e di riposo, ma chiede una definizione più chiara dei tempi di guida, nonché la creazione di aree di parcheggio sicure e sicure affinché il riposo non comporti il ​​controllo delle merci trasportate. Il relatore ha inoltre sottolineato la sistematizzazione degli audit e lo scambio di informazioni tra le autorità di controllo tramite tachigrafi intelligenti e altre banche dati informatiche comuni. Ivan Žagar , (SI / PPE) Sindaco di Slovenska Bistrica ha detto: "Il trasporto è l'unico settore in cui le emissioni di CO 2 sono ancora superiori ai livelli del 1990 e continuano a crescere in molti Stati membri: il solo trasporto su strada contribuisce quasi a un quinto delle emissioni totali di gas serra dell'UE. ruolo nella decarbonizzazione, ma dobbiamo procedere con cautela, perché se i pedaggi non vengono implementati correttamente e se, ad esempio, il traffico esce dalle reti a pedaggio e sulle strade locali, la popolazione locale ne risentirà maggiormente ", ha affermato Žagar. Il relatore ha inoltre accolto con favore il passaggio ai pedaggi basati sulla distanza percorsa, poiché sono più equi di quelli a tariffa fissa per l'uso stradale, ma ha avvertito che il calcolo dei pedaggi non dovrebbe compromettere la coesione sociale e territoriale e tenere conto delle differenze tra regioni in termini della densità del traffico e della distanza tra centri commerciali e residenziali. Sottolinea inoltre che gli Stati membri dovrebbero essere tenuti a reinvestire almeno il 15% dei loro introiti da pedaggio nelle infrastrutture locali e regionali. Ciò sarebbe particolarmente utile nelle regioni scarsamente popolate e periferiche per garantire la sostenibilità di tali sistemi e una migliore connessione con la rete europea, portando a una maggiore coesione territoriale.

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01 feb 2018

REGIONE BASILICATA | Nove milioni di euro per rinnovo mezzi per il Tpl

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Il Dipartimento regionale alle Infrastrutture e mobilità della Regione Basilicata fa sapere che è impegnato nell’attuazione di importanti programmi di investimenti destinati al rinnovo del parco autobus sia sui servizi extraurbani che su quelli urbani delle due città Capoluogo. L’obiettivo è quello di favorire l’elevamento degli standard di qualità e del servizio di trasporto attraverso la programmazione di risorse finanziarie per il rinnovo del parco rotabile circolante a partire dagli autobus aventi classe di emissione “Euro 0”. In particolare, la Giunta Regionale con la DGR 1351/2017, che tra l’altro ha da poco ricevuto il parere favorevole del Consiglio Regionale, ha adottato il programma di riparto ed assegnazione delle quote di contributo alle singole imprese esercenti servizi di T.P.L. extraurbano per un investimento pubblico complessivo di circa 9M €, con risorse rivenienti dal DM n.345/2016.  

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01 feb 2018

Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la legge 11 gennaio 2018, n. 2 sulla mobilità ciclistica

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E' stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la legge 11 gennaio 2018, n. 2 sulla mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica. La legge approvata persegue l’obiettivo di promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto sia per le esigenze quotidiane sia per le attività turistiche e ricreative, al fine di migliorare l’efficienza, la sicurezza e la sostenibilità della mobilità urbana, tutelare il patrimonio naturale e ambientale, ridurre gli effetti negativi della mobilità in relazione alla salute e al consumo di suolo, valorizzare il territorio e i beni culturali, accrescere e sviluppare l’attività turistica, in coerenza con il piano strategico di sviluppo del turismo in Italia, Lo Stato, le regioni, gli enti locali e gli altri soggetti pubblici interessati, nell’ambito delle rispettive competenze, nel rispetto del quadro finanziario e in conformità con la disciplina generale dei trasporti e del governo del territorio, perseguono l’obiettivo di promuovere lo sviluppo della mobilità ciclistica e delle necessarie infrastrutture di rete una componente fondamentale delle politiche della mobilità in tutto il territorio nazionale e da pervenire a un sistema generale e integrato della mobilità, sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale e accessibile a tutti i cittadini. Le disposizioni della presente legge si applicano alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, verrà approvato il Piano generale della mobilità ciclistica. Esso dovrà recare: la definizione, per ciascuno dei tre anni del periodo di riferimento, degli obiettivi annuali di sviluppo della mobilità ciclistica, da perseguire in relazione ai due distinti settori di intervento; l’individuazione delle ciclovie di interesse nazionale che costituiscono la Rete ciclabile nazionale «Bicitalia»  e gli indirizzi per la definizione e l’attuazione dei progetti di competenza regionale finalizzati alla realizzazione della Rete stessa; l’indicazione, in ordine di priorità, con relativa motivazione, degli interventi da realizzare; l’individuazione degli interventi prioritari per assicurare le connessioni della Rete ciclabile nazionale «Bicitalia» con le altre modalità di trasporto; la definizione del quadro, per ciascuno dei tre anni del periodo di riferimento, delle risorse finanziarie pubbliche e private da ripartire per il finanziamento degli interventi previsti nel medesimo Piano generale, nonché di quelli indicati nei piani della mobilità ciclistica delle regioni, dei comuni, delle città metropolitane e delle province; gli indirizzi volti ad assicurare un efficace coordinamento dell’azione amministrativa delle regioni, delle città metropolitane, delle province e dei comuni concernente la mobilità ciclistica e le relative infrastrutture, nonché a promuovere la partecipazione degli utenti alla programmazione, realizzazione e gestione della rete cicloviaria; l’individuazione degli atti amministrativi, compresi quelli di natura regolamentare e gli atti di indirizzo, che dovranno essere adottati per conseguire gli obiettivi stabiliti dal medesimo Piano generale; la definizione delle azioni necessarie a sostenere lo sviluppo della mobilità ciclistica in ambito urbano, con particolare riferimento alla sicurezza dei ciclisti e all’interscambio modale tra la mobilità ciclistica, il trasporto ferroviario e il trasporto pubblico locale. La Rete ciclabile nazionale denominata «Bicitalia» costituisce la rete infrastrutturale di livello nazionale integrata nel sistema della rete ciclabile transeuropea «EuroVelo». Essa è composta dalle ciclovie di interesse nazionale compresi i relativi accessori e pertinenze, dedicate ai ciclisti e, in generale, agli utenti non motorizzati. La Rete ciclabile nazionale «Bicitalia» è individuata nell’ambito del Piano generale della mobilità ciclistica sulla base dei seguenti criteri: sviluppo complessivo non inferiore a 20.000 chilometri in base a una struttura a rete, articolata in una serie di itinerari da nord a sud, attraversati da itinerari da est ad ovest, che interessano tutto il territorio nazionale; integrazione e interconnessione con le reti infrastrutturali a supporto delle altre modalità di trasporto e con le altre reti ciclabili presenti nel territorio; collegamento con le aree naturali protette e con le zone a elevata naturalità e di rilevante interesse escursionistico, paesaggistico, storico, culturale e architettonico; integrazione con altre reti di percorrenza turistica di interesse nazionale e locale, con particolare attenzione alla rete dei cammini e sentieri, alle ippovie, alle ferrovie turistiche e ai percorsi fluviali, lacustri e costieri; sviluppo di piste ciclabili e vie verdi ciclabili o greenway utilizzo eventuale della viabilità minore esistente; recupero a fini ciclabili, per destinazione a uso pubblico, di strade arginali di fiumi, torrenti, laghi e canali; tratturi; viabilità dismessa o declassata; sedimi di strade ferrate dismesse e comunque non recuperabili all’esercizio ferroviario; viabilità forestale e viabilità militare radiata; strade di servizio; altre opere infrastrutturali lineari, comprese opere di bonifica, acquedotti, reti energetiche, condotte fognarie, cablaggi, ponti dismessi e altri manufatti stradali; collegamento ciclabile tra comuni limitrofi, attraversamento di ogni capoluogo regionale e penetrazione nelle principali città di interesse turistico-culturale con il raggiungimento dei rispettivi centri storici; i) continuità e interconnessione con le reti ciclabili urbane, anche attraverso la realizzazione di aree pedonali e zone a traffico limitato, nonché attraverso l’adozione di provvedimenti di moderazione del traffico; attribuzione agli itinerari promiscui che compongono la Rete ciclabile stessa della qualifica di itinerario ciclopedonale ove ricorrano le caratteristiche ivi richieste, e loro assoggettamento in ogni caso a pubblico passaggio. BICIPLAN I comuni non facenti parte di città metropolitane e le città metropolitane predispongono e adottano i piani urbani della mobilità ciclistica, denominati «biciplan», quali piani di settore dei piani urbani della mobilità sostenibile (PUMS), finalizzati a definire gli obiettivi, le strategie e le azioni necessari a promuovere e intensificare l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto sia per le esigenze quotidiane sia per le attività turistiche e ricreative e a migliorare la sicurezza dei ciclisti e dei pedoni. I biciplan definiscono: la rete degli itinerari ciclabili prioritari o delle ciclovie del territorio comunale destinata all’attraversamento e al collegamento tra le parti della città lungo le principali direttrici di traffico, con infrastrutture capaci, dirette e sicure, nonché gli obiettivi programmatici concernenti la realizzazione di tali infrastrutture; la rete secondaria dei percorsi ciclabili all’interno dei quartieri e dei centri abitati; la rete delle vie verdi ciclabili, destinata a connettere le aree verdi e i parchi della città, le aree rurali e le aste fluviali del territorio comunale; gli interventi volti alla realizzazione delle reti in coerenza con le previsioni dei piani di settore sovraordinati; il raccordo tra le reti e gli interventi definiti nelle lettere precedenti e le zone a priorità ciclabile, le isole ambientali, le strade 30, le aree pedonali, le zone residenziali e le zone a traffico limitato; gli interventi che possono essere realizzati sui principali nodi di interferenza con il traffico autoveicolare, sui punti della rete stradale più pericolosi per i pedoni e i ciclisti e sui punti di attraversamento di infrastrutture ferroviarie o autostradali; gli obiettivi da conseguire nel territorio del comune o della città metropolitana, nel triennio di riferimento, relativamente all’uso della bicicletta come mezzo di trasporto, alla sicurezza della mobilità ciclistica e alla ripartizione modale; eventuali azioni per incentivare l’uso della bicicletta negli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro; i) gli interventi finalizzati a favorire l’integrazione della mobilità ciclistica con i servizi di trasporto pubblico urbano, regionale e nazionale; le azioni finalizzate a migliorare la sicurezza dei ciclisti; le azioni finalizzate a contrastare il furto delle biciclette; eventuali azioni utili a estendere gli spazi destinati alla sosta delle biciclette prioritariamente in prossimità degli edifici scolastici e di quelli adibiti a pubbliche funzioni nonché in prossimità dei principali nodi di interscambio modale e a diffondere l’utilizzo di servizi di condivisione delle biciclette ( bike-sharing ); le tipologie di servizi di trasporto di merci o persone che possono essere effettuati con velocipedi e biciclette; eventuali attività di promozione e di educazione alla mobilità sostenibile.

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31 gen 2018

AEROPORTO DI RIMINI | Il 2017 si chiude con oltre 305 mila passeggeri

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 AIRiminum 2014 S.p.A., società di gestione dell’Aeroporto Internazionale di Rimini e San Marino “Federico Fellini”, comunica che nel corso del 2017, con riferimento all’aviazione commerciale, si è registrato un numero di passeggeri pari a 301.575 (facendo registrare una crescita del +26,4% rispetto al 2016) con un numero di movimenti pari a 1.980 (corrispondente ad un decremento del -5,9% rispetto al 2016). Nel 2017 il portafoglio passeggeri commerciali si compone di 167.147 passeggeri provenienti con voli di linea (pari al 55,4% del portafoglio complessivo) e 134.428  passeggeri provenienti con voli charter (pari al 44,6% del portafoglio complessivo). I passeggeri provenienti da paesi EU sono pari a 37.526 (pari al 14,2% del portafoglio complessivo), mentre quelli provenienti da aree Extra EU sono 263.391 (circa l’87,3% del portafoglio complessivo). Con riferimento a questo pregiato mercato, l’aeroporto Federico Fellini si posiziona al 9° posto tra gli aeroporti italiani. Nella tabella seguente vengono riportati i dati relativi al traffico internazionale EXTRA EU dei primi 15 aeroporti italiani: I due principali Paesi di provenienza sono stati la Russia con 218.388 passeggeri (pari al 72,4% del portafoglio complessivo) e l’Albania con 34.168 passeggeri (pari all’11,3% del portafoglio complessivo). L’aviazione generale, invece, ha registrato nel corso dei 12 mesi del 2017 un numero di  movimenti pari a 2.052 (+12,0% rispetto all’anno precedente) e un numero di passeggeri pari a 4.001 (+37,8% rispetto all’anno precedente). 64,2% per le attività aviation, con EUR 5.988.944 (+47,7% rispetto al 2016).Nel 2017 il fatturato complessivo del Gruppo AIRiminum è stato pari a EUR 9.326.382 (+83,9% rispetto al 2016), ripartito nel seguente modo: 35,8% per le attività non aviation, con EUR 3.337.438 (+227,8% rispetto al 2016).

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31 gen 2018

AEROPORTO DI CAGLIARI | Protocollo d’intesa per agevolare i crocieristi a Cagliari

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L’Aeroporto di Cagliari ha firmato oggi un protocollo d’intesa volto a facilitare i flussi dei crocieristi in arrivo e in partenza dal Porto di Cagliari. L’obiettivo dichiarato è quello di far diventare lo scalo marittimo del capoluogo sardo un vero e proprio ‘home port’. La firma apposta oggi sul documento che sancisce la collaborazione tra istituzioni e società locali, è arrivata al termine di una conferenza stampa tenuta presso la sede della Cagliari Cruise Port, la società che gestisce i servizi generali della piattaforma logistica per le navi da crociera nel porto di Cagliari. Alla presenza dei rappresentanti dell’Autorità Portuale del Mare di Sardegna, del Comune di Cagliari, di Cagliari Cruise Port e di SOGAER, la società di gestione dell’Aeroporto di Cagliari che ha partecipato con il suo amministratore delegato Alberto Scanu, sono stati illustrati i numeri della passata stagione crocieristica e si è parlato dell’importanza della nuova partnership per il futuro turistico del porto e della sua città.

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31 gen 2018

AEROPORTO DI CAGLIARI | Nuovo volo Cagliari-Berlino operato da easyJet

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easyJet ha già messo in vendita i biglietti per la nuova tratta tra Cagliari e Berlino Tegel. Il collegamento sarà operativo con 6 voli settimanali tra le due città a partire dal 4 agosto 2018 e disponibile su www.easyJet.com, sull’app mobile e sui canali GDS. La nuova rotta, che porta a 9 i collegamenti da e per Cagliari, è il risultato dell'acquisizione di easyJet di parte delle operazioni di Air Berlin all'aeroporto di Berlino Tegel, che ha portato a un ampliamento dell’offerta con più voli e tariffe convenienti per i passeggeri in viaggio da e per il principale scalo della capitale tedesca.

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31 gen 2018

ROMA | Indetto referendum consultivo Tpl per il 3 giugno

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La Sindaca di Roma Virginia Raggi  ha firmato l’ordinanza per indire i referendum consultivi promossi dal Comitato "Mobilitiamo Roma" per la data del 3 giugno 2018.  I due quesiti riguardano la messa a gara del servizio di trasporto pubblico della Capitale a decorrere dal 3 dicembre 2019. Il referendum richiede un quorum pari ad un terzo degli aventi diritto al voto.

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31 gen 2018

REGIONE SICILIANA | Per il contratto con Trenitalia il Presidente Musumeci incontra docenti atenei

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Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, prima di firmare il nuovo contratto di servizio decennale con Trenitalia del valore di 1,2 miliardi di euro, ha incontrato i docenti trasportisti degli Atenei di Catania, Palermo ed Enna, Matteo Ignaccolo, Giuseppe Salvo e Giovanni Tesoriere. Intorno allo stesso tavolo, anche l'assessore alle Infrastrutture, Marco Falcone, e i dirigenti del Dipartimento regionale, Fulvio Bellomo e Carmen Madonia. "I siciliani - ha affermato il Presidente Musumeci - si aspettano molto da questo governo, che adotta un metodo diverso rispetto al passato. I cittadini hanno il diritto di avere la stessa qualità del servizio che Trenitalia offre, da tempo, nelle altre Regioni italiane. Abbiamo già incontrato i rappresentanti dei pendolari e degli utenti e la bozza di contratto è stata anche sottoposta all'attenzione dei docenti delle università siciliane per avere un loro parere".  Nel corso del dibattito si è evidenziato che il contratto di servizio proposto da Trenitalia è poco attraente per il rilancio delle ferrovie in Sicilia, privo di idee innovative, come se si volesse mantenere un'arretratezza del servizio nell'Isola. Manca infatti una previsione intermodale tra ferro e gommato, il restyling delle carrozze, un monitoraggio continuo sulla qualità del servizio, un'irrisorietà delle penali in caso di disservizi, la mancanza di informazioni per gli utenti, l'esosità dell'aumento annuo delle tariffe con il rischio che a causa di minori introiti dovuti alla possibile diminuzione dei passeggeri, si debba ricoŕrere alle casse pubbliche. "Per il governo regionale - ha concluso Musumeci - il ruolo del trasporto ferroviario è una priorità assoluta e in tal senso Trenitalia deve iniziare a offrire servizi migliori. Le linee vanno potenziate e, nell'ottica di un'intermodalità treno-gommato, la presenza delle autolinee diventa essenziale per integrarsi con il trasporto ferrato, specie nelle aree sprovviste di binari".  

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30 gen 2018

REGIONE SARDEGNA | Approvata convenzione con il MIT per nuovi treni e bus

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La convenzione tra il Ministero delle Infrastrutture e la Regione per l’acquisto dei nuovi treni e le disposizioni attuative del programma di investimenti per il rinnovo dei bus sono state approvate dalla Giunta su proposta dell’assessore dei Trasporti, Carlo Careddu. L'importo totale delle risorse messe in campo, esclusi i cofinanziamenti delle aziende, è di 72 milioni di euro. “Procedono così gli interventi per migliorare la qualità della mobilità su gomma e su ferro”, dice l’assessore, “finalizzati soprattutto a innalzare gli standard di competitività e di accessibilità per gli utenti diversamente abili e ad abbattere le emissioni inquinanti”. I due provvedimenti dell’esecutivo regionale assegnano alle società Arst e Trenitalia rispettivamente 15,5 e 52,9 milioni di euro per l’acquisto, attraverso procedura di evidenza pubblica, di nuovi convogli diesel ed elettrici da 4/5 carrozze a media e ad alta capacità e per lo scartamento ridotto, a seguito di un cofinanziamento delle stesse società pari al 40%. Inoltre definiscono gli aspetti amministrativi del piano di rinnovo di 15 bus, per un importo totale di 4,5 milioni di euro: in questo caso il cofinanziamento delle aziende di trasporto pubblico locale assegnatarie delle forniture dei pullman è del 10%. Questi gli altri interventi per il rinnovo dei treni. Rete ferroviaria a scartamento ordinario: 4 treni diesel tipo “Minuetto”, per un importo totale di 14.860.000 euro, a valere sulle risorse finanziarie messe a disposizione della Regione dal POR FESR 2007 – 2013; 8 treni diesel ad assetto variabile, per un importo totale di 85.347.754 euro. Rete ferroviaria a scartamento ridotto: 9 unità di trazione, per un importo totale di 44.315.000 euro.

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30 gen 2018

TOSCANA AEROPORTI | Chiude il 2017 stabilendo i nuovi record di traffico passeggeri

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Il bilancio di fine anno per Toscana Aeroporti racconta di un 2017 record per quanto riguarda movimenti e i passeggeri transitati presso i due aeroporti di Firenze e Pisa. Il dato progressivo integrato al 31 dicembre 2017 riporta un aumento di passeggeri del 5,2%: 7 milioni e 891mila i passeggeri transitati dai due scali. Aeroporto Galileo Galilei di Pisa. Pisa  ha tagliato ai primi di dicembre il traguardo dei 5 milioni di passeggeri, registra per il 2017 oltre 5 milioni e 200mila passeggeri, con una crescita, rispetto al 2016, del 4,9%. L’incremento è da ricondursi principalmente all’andamento dei movimenti (+3,1%) e del load factor che si attesta su un valore medio dell’86,6% (+2,1 p.p.). In crescita anche il traffico cargo che con 10,6 mila tonnellate di merce e posta registra un aumento del 2,9%. Aeroporto Amerigo Vespucci di Firenze. Per Firenze l’aumento è del 5,7%, con 2 milioni e 658 mila passeggeri transitati nel 2017 rispetto ai circa 2 milioni e 515mila del 2016. Risultati dovuti principalmente all’aumento della capacità degli aeromobili impiegati sullo scalo fiorentino (+3%), a fronte di un andamento pressoché stabile del load factor medio (78,9%, in aumento di 0,4 punti) e dei movimenti (-0,4%). L’aeroporto Vespucci di Firenze ha registrato il record di traffico passeggeri per ogni singolo mese del 2017. Penalizzanti, anche per il 2017, le limitazioni operative della pista del Vespucci che a causa delle condizioni metereologiche hanno provocato la cancellazione e/o il dirottamento di oltre 1.400 voli, con una perdita di oltre 130 mila passeggeri. Il confronto delle principali destinazioni conferma la netta differenziazione di mercato dei due scali e la validità del sistema aeroportuale toscano come network integrato. Per il Galilei le prime cinque destinazioni preferite sono Londra Stansted, Catania, Palermo, Londra Gatwick e Cagliari. Per Firenze, invece, si conferma come prima destinazione Parigi Charles 15 de Gaulle, seguita da Francoforte, Roma Fiumicino, Amsterdam e Monaco. Emerge, quindi, il posizionamento di Pisa come aeroporto per collegamenti in prevalenza point-to-point e di Firenze come scalo per rotte con i principali hub europei, che molto spesso fungono da transito per altre destinazioni europee o intercontinentali. Per Marco Carrai, Presidente di Toscana Aeroporti, “Il 2017 è stato un anno molto intenso. Ma il lavoro di tutti è stato premiato da risultati straordinari di grande crescita, coronati dall’ottenimento della VIA per la pista di Firenze e dalla conclusione dell’iter approvativo del master plan per Pisa. Un lavoro di squadra per il quale dobbiamo ringraziare tutti, i dipendenti di Toscana Aeroporti ma anche tutti i lavoratori dei tanti soggetti che operano in un aeroporto e grazie ai quali tutti i giorni è possibile mandare avanti le nostre attività.”

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