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15 nov 2017

REGIONE TOSCANA | Finanziate 9 nuove piste ciclabili urbane

di mobilita

Nove nuove piste ciclopedolani urbane saranno realizzate in Toscana grazie a 2.812.500 euro di fondi europei Por Fesr 2014-2020. I progetti sono stati selezionati dalla Regione e le risorse saranno assegnate nei prossimi giorni. Queste risorse si vanno ad aggiungere a precedenti finanziamenti, dal valore di oltre 8,4 milioni di euro, già assegnati per politiche ed interventi a favore della ciclabilità nel mese di settembre 2017. Tra i progetti presentati dalle amministrazoioni toscane, sono stati scelti quelli di: Comuni di Vaiano e Prato (assegnati 590.000 euro); Borgo San Lorenzo (assegnanti 135.000 euro); Empoli (assegnanti 160.000 euro); Murlo (assegnanti 140.000 euro); Scandicci (assegnanti 373.935 euro); Montelupo Fiorentino (assegnanti 112.000 euro); Pontassieve (assegnanti 225.000 euro); Livorno (assegnanti 600.000 euro); Rosignano Marittimo (assegnanti 476.565 euro). "La mobilità sostenibile è al centro della nostra programmazione in tema di mobilità  - ha spiegato l'assessore regionale alle infrastruitture Vincenzo Ceccarelli - e l'azione per promuovere la ciclabilità è una delle direttrici su cui stiamo lavorando. L'obiettivo è quello di  dotarci di una rete di ciclovie regionali, che mette al centro la Ciclopista dell'Arno e la ciclopista Tirrenica. L'attenzione è forte anche sulla mobilità urbana. Vogliamo essere al fiancoo delle amministrazioni comunali che condividono il percorso da noi avviato e sostenere i loro progetti, perchè riteniamo che l'uso della bici possa rappresentare davvero la più ecologica e più sana alternativa all'uso del mezzo privato in città". L'assessore ha inoltre ricordato che nella graduatoria per l'assegnazione delle risorse per la ciclabilità urbana sono stati privilegiati progetti che coniugavano mobilità sostenibile e riqualificazione urbana, che risultavano più coerenti con gli strumenti di pianificazione dei comuni e con la rete ciclabile regionale individuata dal PRIIM.

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15 nov 2017

Parlamento europeo, rendere obbligatori i sistemi di guida assistita

di Roberto Lentini

Con 593 voti favorevoli e solo 53 astenuti il Parlamento Europeo ha approvato la proposta del deputato tedesco Dieter-Lebrecht Koch per rendere obbligatori, sulle future automobili, i sistemi di guida assistita e frenata automatica, note come ADAS.  I sistemi avanzati di assistenza guidata (ADAS) sono sistemi sviluppati per automatizzare, adattare, migliorare i sistemi dei veicoli per garantire sicurezza e guida migliore. Le funzionalità di sicurezza sono progettate per evitare collisioni e incidenti offrendo tecnologie che avvertono il conducente a problemi potenziali o per evitare collisioni applicando salvaguardamenti e assumendo il controllo del veicolo. Secondo alcuni dati statistici gli incidenti dovuti a distrazione umana rappresentano circa il 90% del totale. Attualmente questi sistemi sono presenti solo su alcuni modelli di auto, spesso come optional e dovrebbero divenire caratteristiche standard in tutta Europa. Ecco cosa ha detto l'eurodeputato Dieter-Lebrecht Koch durante la sua relazione al parlamento europeo: “Alla guida di un’auto, andando a piedi o in bicicletta, tutti commettiamo degli errori. E in questi casi i sistemi di assistenza automatica sono come silenziosi copiloti che ci aiutano ad evitare gli incidenti. Tutti dovrebbero poter acquistare un’auto di questo tipo. Ed è proprio grazie a un’ampia diffusione che il prezzo di queste vetture non arriverà alle stelle; saranno solo un po’ più costose”. Le tecnologie di sicurezza che si dovrebbero includere nella prossima revisione della normativa sono l'assistenza alla guida, la frenata di emergenza automatica e assistenza intelligente per il controllo della velocità. Fra le altre misure per la sicurezza stradale all’esame dell’assemblea plenaria c’è anche la possibilità di ridurre a zero il limite di tasso alcolico per i nuovi guidatori e per gli autisti professionisti nell’Unione europea.

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14 nov 2017

28 città europee in corsa per l’European Green Capital Award 2020 e l’European Green Leaf Award 2019

di Roberto Lentini

28 grandi città e 21 comuni più piccoli, appartenenti alla Comunità Europea, sono ufficialmente in competizione per vincere l’European Green Capital Award 2020 e l’European Green Leaf Award 2019. Quest’anno segna la massima adesione nella storia delle competizione.  Con l'edizione del 2020,  l’European Green Capital Award festeggerà dieci anni, e nella prima edizione del 2010, vide  la città di Stoccolma vincitrice del premio. I premi mirano a premiare gli sforzi dei comuni che si sforzano di migliorare la vita dei propri cittadini, diventano modelli di riferimento e impegnandosi nella sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Le città in tutta Europa, con oltre 100.000 abitanti, stanno gareggiando per vincere il premio dell'European Green Capital Award 2020. L'European Green Leaf Award 2019, attualmente al suo quarto anno, è invece aperto ai comuni con una popolazione da 20.000  a 100.000 abitanti. Ecco le città che concorrono per l'European Green Capital Award: Aberdeen (Regno Unito), Budapest (Ungheria), Bursa (Turchia), Ghent (Belgio), Guimarães (Portogallo), Lahti (Finlandia), Lisbona (Portogallo), Ostrava (Repubblica Ceca), Prato (Italia), Reykjavik (Islanda), Siviglia (Spagna), Tallinn (Estonia), Wroclaw (Polonia). Per l’European Green Leaf Award 2019 ecco le città che concorrono: Avignone (Francia), Nagykőrös (Ungheria), Serres (Grecia), Joensuu (Finlandia), Horst aan de Maas (Paesi Bassi), Gabrovo (Bulgaria), Mechelen (Belgio), Pärnu (Estonia), Strovolos (Cipro), Cornellà de Llobregat (Spagna), Taurage (Lituania), Delitzsch (Germania), Valmiera (Lettonia), Santarém (Portogallo), Romano (Romania). Per la prima volta, per festeggiare dieci anni dell'iniziativa dell'European Green Capital Award, la Commissione europea concederà un incentivo finanziario di 350.000 euro alla città vincente e 75.000 euro al vincitore dell’European Green Leaf Award 2019. Ecco le città a cui è stato assegnato in passato il titolo di European Green Capital Award: 2010 Stoccolma, Svezia ha vinto il titolo inaugurale, Amburgo, Germania nel 2011, Vitoria-Gasteiz,Spagna nel 2012, Nantes, Francia nel 2013, Copenhagen, Danimarca nel 2014, Bristol, Regno Unito nel 2015 Lubiana, in Slovenia nel 2016. Essen, Germania detiene il titolo per il 2017, Nijmegen nei Paesi Bassi nel 2018 Oslo, in Norvegia 2019. L’European Green Leaf Award,  destinato alle più piccole città europee più piccole, è stato inaugurato nel 2015 e ha visto come vincitori:  Mollet del Vallès, Spagna e Torres Vedras, Portogallo per il 2016 Galway, Irlanda, detiene il titolo di European Green Leaf 2017. Leuven, Belgio e Växjö, Svezia nel 2018.  

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09 nov 2017

Lotta ai cambiamenti climatici, ad Ecomondo le idee delle Start up

di mobilita

Ad Ecomondo-Key Energy, il grande appuntamento con l´economia green alla Fiera di Rimini, l´innovazione è di casa anche attraverso una qualificata vetrina di start up. Sedici realtà che sviluppano soluzioni innovative per la lotta ai cambiamenti climatici propongono in fiera i loro servizi e prodotti. Provengono da tutto il territorio nazionale e partecipano al programma di supporto internazionale Climate-KIC Startup Accelerator promosso dall'Istituto Europeo per l´Innovazione e la Tecnologia nell´ambito dell´iniziativa Climate-KIC, il più grande partenariato europeo pubblico privato che sostiene progetti per contrastare il cambiamento climatico. In Italia, il programma è realizzato da ASTER, la società della Regione per la ricerca industriale e l'innovazione e da Climate-KIC ItalyParticolarmente innovative le proposte. Intervengono sul miglioramento dei materiali realtà come Graphene-xt (www.graphene-xt.com), specializzata nella produzione di grafene, un innovativo materiale con importanti proprietà e numerose applicazioni industriali. Un team di giovani universitari, con base a Bologna, è riuscito in poco tempo a raccogliere 530mila euro di finanziamento dal basso, attraverso un portale di crowdfunding.  Ha del rivoluzionario la macchina progettata dai torinesi di Microwaste (www.microwaste.eu) in grado di trattare rifiuti composti da amianto e reinserirli nel processo di costruzione. Sui materiali lavora anche Enerpaper (www.enerpaper.com) che produce bobine di isolante, composte da cellulosa: in pratica una soluzione basata sull´utilizzo di comunissima carta per l´isolamento termo-acustico degli edifici.  Sul fronte alimentare, Green Code (www.g-code.it) è una start up trentina riuscita nell´intento di ricavare una sostanza liquida, un estratto naturale, ideale per la conservazione dei prodotti ortofrutticoli. Una soluzione in fase di test con le mele. Punta ad introdurre pratiche di riuso nel settore informatico e della comunicazione la giovane azienda Green Idea Technologies (www.greenideatech.com) è la prima società di consulenza ambientale informatica in Europa. Scopo della startup è la valorizzazione di prodotti rigenerati e ´ricondizionati´, ovvero portati a nuova vita. Una soluzione più che ´smart´ per le aziende, che possono così evitare i frequenti usa e getta di telefoni e computer aziendali. Fondatori della start up due giovani Venezuelani trapiantati in Italia, insieme a colleghi di studio italiani, con base a Bologna e San Remo. Sempre dal capoluogo emiliano la start up Cubbit, che si annuncia come il primo data-center al mondo che non possiede alcun server. Cubbit propone di superare i limiti del cloud tradizionale con notevoli vantaggi in termini di sostenibilità ambientale, di performance, di prezzo e anche di sicurezza dei dati.  Dalle start up anche soluzioni per trasformarsi in ortolani e apicoltori urbani. ACME21 è l´azienda cesenate che promuove BEEing (www.beeing.it) una linea di prodotti per semplificare il lavoro degli apicoltori e migliorare la vita delle api e che ha messo a punto un progetto anche per ´allevare´ api sul balcone di casa. Una soluzione di agricoltura urbana è quella proposta da Orthoponics (www.orthoponics.com) attraverso forme acquaponiche e geodetiche, che sfruttano anche l´acquario dei pesci per produrre fertilizzante per piccoli orti. Composharing (composharing.com) è invece il nuovo servizio per favorire il compostaggio domestico e di comunità. E´ al servizio di chi ama muoversi a piedi o in bici in città Qirate di StudioMapp (www.studiomapp.com) una navigation app che aiuta i cittadini a trasformare la loro mobilità personale da un problema in una soluzione verde. DIFLY (www.difly.it) ha sviluppato invece ELYSIA, un drone di tipo convertiplano ad alto contenuto tecnologico con autonomia di volo stimata di 10- 12 ore particolarmente utile in attività di monitoraggio ambientale e sorveglianza . E ancora: AgroHTC mira a produrre macchine modulari basate sulla tecnologia di carbonizzazione idrotermale per trasformare scarti organici, anche quelli con elevato contenuto di acqua, in risorse come biochar, energia, ammendanti e fertilizzanti. ALL Power Lab Italia (www.allpowerlabs.it/) sviluppa e vende gassificatori a biomassa. Ice Cream Team (http://icecream.team/) è una piattaforma multiside per la ricerca scientifica e il turismo sostenibile. Wrebby (www.wrebby.com) una piattaforma web per condividere cataloghi aziendali sul web e durante le fiere.  Il programma Climate-KIC Startup Accelerator Italy seleziona ogni anno 15 startup italiane per accedere ad un percorso di accelerazione composto da contributi finanziari (fino a Euro 50.000 a startup), coaching, fomazione, networking e comunicazione. Le startup selezionate hanno anche la possibilità di accedere a opportunità di scambi internazionali attraverso il coivolgimento della rete Climate-KIC composta da oltre 250 organizzazioni in Europa. 

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04 nov 2017

Mobilità sostenibile nel mondo: Hong Kong al primo posto. Milano al 18° posto

di mobilita

La mobilità é un elemento chiave del buon funzionamento di una città. Il dossier “Sustainable Cities Mobility Index” analizza la performance globale dei sistemi di mobilità di 100 città del mondo. Tramite la selezione di 23 criteri di valutazione, sono state selezionate 100 città ed il report permette di dare una classifica indicativa di ognuna nonché la durabilità delle loro infrastrutture. L’obiettivo é quello di mettere in evidenza quali sono le soluzioni per le città per progredire nella mobilità urbana sostenibile. L’Index è stato compilato per Arcadis dal Centre for Economic and Business Research (Cebr) ed esplora la mobilità attraverso la valutazione di tre sotto-indici della sostenibilità - sociale (People), ambientale (Planet) ed economico (Profit) - ciascuno dei quali costruito su diversi indicatori. Spinta da una metropolitana innovativa e ben collegata e dalla elevata quota di viaggi effettuati con i mezzi pubblici, Hong Kong raggiunge molti degli obiettivi di un efficace sistema di trasporto urbano, consentendo una mobilità globale, creando opportunità economiche e arricchendo la vita di cittadini, imprese e turisti. Zurigo, Parigi e Praga sono le città europee con la miglior posizione nella classifica mondiale – rispettivamente seconda, terza e quarta - con punteggi elevati nei sotto-indici Planet e Profit, grazie a infrastrutture consolidate, metropolitane efficienti e impegno nella green technology Anche le città asiatiche si posizionano in alto, occupando tre dei primi dieci posti. Realtà sviluppate quali Seul e Singapore vengono premiate da moderni sistemi di metropolitana, grandi aeroporti e basso utilizzo di veicoli privati. Altre città asiatiche sono state penalizzate dai livelli di inquinamento urbano e di emissioni. Le prime dieci città del sotto-indice Planet sono tutte europee, con le città tedesche ai primi tre posti. Le città più sviluppate d’Europa hanno contribuito a far progredire il programma di riduzione delle emissioni con eccellenti infrastrutture per biciclette, l’impegno nella green technology e l’utilizzo di veicoli elettrici. Le città europee dominano anche il sotto-indice Profit, coprendo sette dei primi dieci posti. Molte di esse hanno investito tanto in infrastrutture di mobilità, privilegiando il trasporto pubblico e aiutando a ridurre i tempi di spostamento dei pendolari. Londra si trova nelle ultime tre posizioni sia per i tempi di spostamento dei pendolari che per congestione e ritardi. Parigi ha uno dei sistemi di trasporto più utilizzati a livello mondiale mentre Amsterdam e Stoccolma primeggiano per quanto riguarda il “pendolarismo attivo” (quota di pendolari che si recano a lavoro in bici o a piedi). Milano e Roma – Le due città italiane si posizionano rispettivamente al 18° e al 40° posto della classifica globale dell’Index e al 13° e 25° tra le 32 città europee. Nel sotto-indice People, Milano occupa il 28° posto (14° tra le città europee), mentre Roma è solo al 53° (25° in Europa). Milano, con Dublino, Edimburgo, Seul e Tampa, è prima per “rider connectivity”, potendo garantire ai viaggiatori connessioni Wi-Fi e 2g/3g/4g nei tunnel e nelle stazioni della metro e sugli autobus, per una fruibilità costante dei dispositivi mobile. Il capoluogo lombardo si posiziona bene anche per “quota di viaggi totali effettuati con mezzi pubblici” (21° posto a livello globale e sesto in Europa), contesto in cui Roma si trova solo al 61° posto (24° in Europa). Entrambe le città, inoltre, si collocano nella seconda metà della classifica per “pendolarismo attivo”, ossia la quota di pendolari che si recano a lavoro in bici o a piedi: Milano, insieme ad altre tre città, è alla posizione 54 (23 in Europa) e Roma alla 60 (27 in Europa). Molto simile è la situazione delle due città nella classifica globale del sotto-indice Planet, con Milano al 14° posto (13° in Europa) e Roma al 16° (14° in Europa). Non sono positivi i valori di entrambe per i livelli di inquinamento atmosferico, che vede nei trasporti una delle fonti principali: Roma, alla pari con Parigi, è al 55° posto (26° in Europa), più giù ancora Milano (64° a livello globale e 30° in Europa). D’altronde, Roma fa male in termini di congestione e ritardi dei trasporti, che aumentano i tempi di viaggio e portano a maggiori emissioni e inquinamento (76° posto, insieme a Londra e Taipei); meglio Milano, che tuttavia non brilla con il suo 46° posto (in condivisione con altre 5 città). Di contro, le due città si distinguono per gli sforzi nella riduzione delle emissioni dei trasporti, testimoniati dall’esistenza di cosiddette Low Emission Zone (LEZ) e dagli standard di emissione dei veicoli: Roma è addirittura seconda a livello globale e prima in Europa (in entrambi i casi a pari merito con altre 9 città, tutte europee), mentre Milano si colloca al 12° posto globale (11° in Europa). Nel sotto-indice Profit, infine, molto meglio Milano di Roma: il capoluogo lombardo si piazza al 30° posto (15° in Europa) mentre la Capitale al 71° (28° in Europa). Milano presenta una maggiore convenienza della spesa per il trasporto pubblico (intesa come percentuale sul reddito), dove si posiziona al 30° posto (quinta in Europa) a pari merito con altre due città, mentre Roma è al 36° posto (sesta in Europa) insieme ad altre tre città. Meglio Milano anche nel livello di utilizzo del sistema di trasporto pubblico, misurato dal numero medio di viaggi pro-capite, che la vede al 13° posto nel mondo (insieme a Manila) e al 9° in Europa; Roma, alla pari di Madrid, si ferma alla posizione 44 (22 in Europa). Le posizioni delle due città, tuttavia, si allineano verso la parte bassa della classifica nell’indicatore relativo alla quota di budget comunale speso nei trasporti, da cui si evince il livello di impegno delle amministrazioni cittadine nella mobilità sostenibile: i valori esaminati le collocano a pari merito all’86° posto (29° in Europa).    

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02 nov 2017

ICity Rate 2017: Milano la città più “smart” d’Italia, Bologna e Firenze sul podio

di mobilita

Per il quarto anno consecutivo Milano si conferma la Smart City più avanzata d’Italia. É quanto emerge dal rapporto Icity Rate 2017, realizzato da Fpa, società del gruppo Digital360, che fotografa la situazione delle città italiane nel percorso per diventare smart, cioè più vicine ai bisogni dei cittadini, più inclusive e più vivibili. Fpa ha preso in analisi 15 dimensioni urbane (povertà, istruzione, aria e acqua, energia, crescita economica, occupazione, turismo e cultura, ricerca e innovazione, trasformazione digitale e trasparenza, mobilità sostenibile, rifiuti, verde pubblico, suolo e territorio, legalità e sicurezza, governance) declinate a loro volta complessivamente in 113 indicatori. Il primato di Milano è sostenuto soprattutto dalla 1° posto in crescita economica, occupazione, mobilità sostenibile, ricerca e innovazione, trasformazione digitale.  Ottimi risultati anche nella partecipazione dei cittadini e nella gestione dei beni comuni, mentre risente dell’introduzione delle variabili ambientali, fattori che riducono il vantaggio a soli due punti (599 a 597) dalla seconda classificata, Bologna. A trainare la scalata di Bergamo il 3° posto per crescita economica e ricerca e l’innovazione, ma anche il 5° posto per la mobilità sostenibile. Al terzo posto della top ten Firenze e a seguire Venezia, Trento, Bergamo, Torino, Ravenna, Parma e Modena. Per la mobilità sostenibile l’impegno del paese al 2030 è: garantire a tutti l’accesso a un sistema di trasporti sicuro, conveniente, accessibile e sostenibile, migliorando la sicurezza delle strade, in particolar modo potenziando i trasporti pubblici, con particolare attenzione ai bisogni di coloro che sono più vulnerabili, donne, bambini, persone con invalidità e anziani. Il rating “mobilità sostenibile” 2017 prende a riferimento, oltre al tema del parco veicolare e dell’obiettivo di riduzione dell’incidentalità nelle aree urbane, anche i diversi aspetti legati alla pianificazione, all’infomobilità, al trasporto pubblico, alla ciclabilità e allo sharing. Il risultato è un indice sintetico che va a valorizzare, non tanto l’efficienza dei sistemi di mobilità, quanto lo sforzo delle città nella definizione di modelli alternativi e sostenibili di mobilità urbana e di accessibilità territoriale. Troviamo compatte le città dell’asse padano in alto nel rating e buona parte dei capoluoghi delle isole e della Calabria lontane dai traguardi della sostenibilità in termini di mobilità e logistica. Ai primi 5 posti della classifica delle città per il 2017 nella dimensione della mobilità sostenibile: 1° Milano, 2° Torino, 3° Venezia, 4° Firenze e 5° Bergamo. Scendendo nel rating le altre città della Lombardia e del Veneto e in continuità con quanto emerso nel rating 2016 il blocco delle città dell’Emilia-Romagna che rappresentano un insieme unitario di città con alti valori nella classifica di settore. Bari (21°) e Cagliari (24°) sono le due città del sud più alte nel rating mobilità. Per entrambe le città il ripensamento del sistema della mobilità è infatti una priorità centrale nell’azione dei governi locali.

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30 ott 2017

ROMA | Primo Piano della Mobilità Elettrica

di mobilita

Almeno settecento colonnine di ricarica entro il 2020 per sviluppare la mobilità elettrica a Roma, in centro e nelle periferie, un mercato aperto a tutti gli operatori disposti a investire sul territorio, un quadro di regole definite a tutela del servizio e degli operatori e un’App che consenta a tutti i cittadini di poter far richiesta di colonnine elettriche sul territorio. Questi i punti cardine del primo Piano della mobilità elettrica, approvato dalla Giunta capitolina, e del nuovo regolamento che disciplina l’installazione e la gestione degli impianti di ricarica. “Roma sarà polo di attrazione per l’elettrico nei prossimi anni. La città si dota del primo piano capitolino e del primo regolamento sull’elettrico. Da oggi ha inizio un percorso certo, definito, che porterà ad aumentare gli impianti di ricarica dal centro alle periferie: dalle stazioni di servizio del Gra alle Mura Aureliane. Siamo a lavoro per agevolare i cittadini e per la semplificazione dell’erogazione del servizio: entro un anno realizzeremo un’App che consenta a chiunque lo desideri di richiedere l’installazione dei punti di ricarica, uno strumento consultivo, per definire meglio la domanda e migliorare gli spostamenti in città”, dichiara l’assessora alla Città in Movimento di Roma Capitale Linda Meleo. “Oggi le regole diventano chiare per chiunque voglia investire in questo settore. Per rendere capillare la rete saranno promossi incentivi per i gestori di parcheggi privati che siano disposti a offrire servizi di ricarica nei nodi di scambio o nel centro storico. Questo piano permetterà uno sviluppo ordinato del mercato che interesserà tutto il territorio metropolitano e arriverà sino a Ostia e Acilia”, spiega Meleo. Il regolamento definisce la distribuzione capillare delle settecento colonnine elettriche che copriranno tutte le sei zone del Piano generale del traffico urbano. Un numero che tiene in considerazione le esigenze di ricarica in proporzione al numero di addetti, con l’obiettivo di soddisfare il fabbisogno degli utenti. Il regolamento stabilisce la cornice in cui collocare le colonnine per uno sviluppo orientato dell’offerta, ma non pone limiti alle richieste complessive di installazioni pur tracciando un percorso normativo, legato alla fattibilità tecnica. Ogni operatore potrà fare richiesta per un massimo di trenta lotti, ognuno dei quali è composto da quaranta colonnine di “pubblico accesso” per un totale di 1.200 colonnine per azienda. Inoltre per garantire la distribuzione capillare su tutto il territorio di Roma, dal centro alle periferie, le società saranno tenute a distribuire nelle sei zone del Pgtu e in maniera uniforme il 60% degli impianti di ricarica, mentre saranno libere di poter collocare il restante 40%. Nel regolamento, inoltre, si specifica che il 20% dei nuovi impianti sarà ad alta potenza. Modello alla base dello studio è garantire un adeguato numero di punti di ricarica anche ad alta e media potenza lungo i principali assi di accesso alla città e nei punti maggiormente trafficati come le aree di parcheggio di lunga sosta, posteggi davanti agli uffici pubblici, centri commerciali, cinema. Con l’attuazione del Piano, l’Amministrazione prevede entro il 2019 la creazione di una piattaforma dedicata, un’App, in grado di acquisire direttamente gli indirizzi indicati dai singoli cittadini per l’installazione di punti di ricarica. Con l’applicazione, che progetterà Roma Servizi per la mobilità, il cittadino potrà segnalare la posizione in cui desidera l’impianto di ricarica, e indicare se è già possessore o utilizzatore di un veicolo elettrico. Con questa App sarà possibile specificare la fascia oraria in cui il cittadino vorrebbe utilizzare il punto di ricarica e indicare se la colonnina desiderata è vicino all’abitazione o al luogo di lavoro. L’applicazione identificherà le coordinate geografiche e le imprese così potranno valutare la fattibilità tecnica. In questo modo sarà possibile capire la reale domanda, le preferenze dei cittadini, in modo da garantire una capillare distribuzione sul territorio comunale. Il Piano della mobilità elettrica ora passerà all’esame della Commissione capitolina Mobilità per poi essere sottoposto ai Municipi, che avranno trenta giorni per esprimersi, fino ad approdare in Assemblea capitolina.

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25 ott 2017

Nantes sceglie la tecnologia di ricarica veloce per 20 bus elettrici

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ABB si è aggiudicata un ordine da 20 milioni di dollari dal produttore svizzero di bus HESS per la fornitura della sua tecnologia di ricarica veloce per 20 bus elettrici e per le relative infrastrutture nella città francese di Nantes. Gli autobus saranno gestiti dall’operatore di trasporti pubblici, Société d'Economie Mixte des Transports de l'Agglomération Nantaise (Semitan). Le batterie montate sul tetto degli autobus saranno caricate in 20 secondi con una potenza di 600 kilowatt presso fermate selezionate mentre i passeggeri salgono e scendono. Occorre meno di un secondo per collegare l’autobus al punto di ricarica e ciò rende questa tecnologia di connessione la più veloce al mondo. Una ulteriore carica di 1-5 minuti presso il capolinea consente una ricarica completa delle batterie. La tecnologia di ricarica veloce di ABB e le apparecchiature a bordo fanno parte delle soluzioni innovative TOSA (Trolleybus Optimisation Système Alimentation), tecnologia leader al mondo nel suo genere. La flotta verrà impiegata sulla linea Busway Bus Rapid Transit (Linea 4) che collega il centro storico di Nantes ai comuni del versante meridionale della Loira. Il nuovo sistema di bus aumenterà la capacità dei passeggeri del 35 per cento per consentire un trasporto sostenibile per circa 2.500 utenti l’ora. Dall’inaugurazione del percorso nel 2006 il volume dei passeggeri è aumentato causando un sovraffollamento dei bus. Gli autobus lunghi 24 metri e completamente elettrici forniti dalla HESS saranno i primi al mondo nel loro genere a essere dotati di una tecnologia di ricarica veloce che consente una maggiore capacità di passeggeri e un trasporto pubblico senza emissioni e a basso rumore. Gli autobus dovrebbero essere operativi entro la fine del 2018. “Questa tecnologia rivoluzionaria non ha bisogno di linee aeree e permette un trasporto di massa silenzioso e a zero emissioni che rappresenta una valida alternativa agli autobus a combustibile fossile e offre un modello per il trasporto urbano del futuro” ha dichiarato Claudio Facchin, presidente della divisione Power Grid di ABB. “Il progetto rappresenta un esempio del nostro impegno a fornire valore al cliente attraverso la tecnologia e l’innovazione e rafforza la nostra posizione di partner ideale per poter disporre di una rete più forte, più smart e più verde in linea con la nostra strategia Next Level”. Ognuno dei nuovi e-bus potrà trasportare 151 passeggeri e sarà dotato di tecnologia di trasmissione ABB a risparmio energetico, composta da convertitori di trazione e convertitori ausiliari, motori a trazione a magneti permanenti, batterie montate sul tetto e sistemi di trasferimento di energia.

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20 ott 2017

Stazioni ferroviarie più funzionali e integrate per contribuire allo sviluppo delle smart cities

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Stazioni ferroviarie più funzionali alle esigenze dei clienti e più integrate con il tessuto urbano possono contribuire allo sviluppo delle smart cities: le città del futuro, connesse, sostenibili e digitalizzate. Questo nuovo concetto di stazione è stato illustrato da Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato del Gruppo FS Italiane e presidente dell’Union Internationale des Chemins de fer (UIC), alla sesta edizione di NextStations 2017 – Smart station in smart cities, in programma a Madrid fino al 21 ottobre. “Le stazioni ferroviarie – ha sottolineato Mazzoncini – non sono più solo luoghi in cui inizia o finisce un viaggio. Si stanno trasformando anche in veri e propri punti di aggregazione, nuove piazze delle città. Da una nostra analisi è infatti emerso che ogni giorno le persone che frequentano alcune delle più grandi stazioni italiane per incontrarsi, fare shopping o utilizzare servizi di trasporto integrati, sono circa il 400% in più rispetto al numero dei clienti in partenza o in arrivo con il treno. Se consideriamo che nel mondo i passeggeri ferroviari sono circa 27 miliardi possiamo facilmente renderci conto di quanto sia importante adeguare le stazioni alle esigenze dei clienti. E’ quindi fondamentale – ha proseguito Mazzoncini – migliorare la funzionalità, il valore, l’appeal, l’integrazione con la città, per rendere le stazioni ferroviarie - sia quelle grandi sia le medio/piccole - non soltanto efficienti poli trasportistici, ma anche poli di attrazione e di servizi per il territorio”. In Italia le stazioni ferroviarie sono oltre 2.200. In linea con quanto definito dal Piano industriale 2017-2026 del Gruppo FS Italiane in termini di sviluppo della mobilità collettiva integrata e attenzione alla customer experience, Rete Ferroviaria Italiana (Gestore dell’infrastruttura nazionale) ha avviato un programma per migliorare l’accessibilità (abbattimento delle barriere architettoniche e interventi di riqualificazione), la sicurezza e i sistemi di informazione al pubblico (audio e video) in 620 stazioni nell’arco di 10 anni. Investimento economico complessivo circa 2,5 miliardi. Entro la fine del 2017 saranno completati i lavori di rinnovamento e abbattimento delle barriere architettoniche con un investimento complessivo di 220 milioni di euro in 50 stazioni distribuite su tutto il territorio nazionale. Altrettanti interventi sono previsti nel 2018 Infine, anche le tecnologie digitali miglioreranno l’accessibilità delle stazioni: prevista, ad esempio, l’installazione di nuovi tornelli per il controllo automatizzato degli accessi ai binari e la validazione del biglietto elettronico, e l’estensione a nuove stazioni del progetto “Wi-Life Station”, il portale virtuale di stazione per informazioni di viaggio e altre utilità. “Per trasformare le stazioni ferroviarie da luoghi legati solo al viaggio a nuove piazze per le città – ha concluso Mazzoncini – è necessario integrarle con servizi utili a migliorare la qualità della vita. In Italia, ad esempio, stiamo pensando di dotare le nostre stazioni di punti e-commerce, attività alberghiere e una rete di servizi commerciali in cui trovare anche beni di prima necessità, come accade nelle aree di sosta delle autostrade”. Ti potrebbe interessare: Wi Life Station premiato tra i migliori progetti di innovazione digitale in Italia

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20 ott 2017

MILANO | Con ReFeel eMobility insieme per mobilita’ sostenibile

di mobilita

In città come Milano, il problema degli spostamenti e degli accessi al centro è sempre più sentito: l’area metropolitana è composta da 4 milioni di abitanti ed in città entrano ogni giorno circa 400.000 veicoli, con un parco auto nazionale tra i più “densi” a livello europeo (608 auto ogni 100 abitanti, 487 a livello europeo) e con autoveicoli mediamente vecchi ed inquinanti (47% delle auto con più di 10 anni, 37,5 a livello europeo). I progetti di Car Sharing esistenti, come previsto dal bando comunale, offrono però servizio nell’area metropolitana-centrale e ad un target consumer, lasciando completamente «scoperto» l’importante settore corporate, localizzato sempre più frequentemente in aree extra urbane e periferiche. Spaces, fornitore globale di spazi per il lavoro agile e il coworking e ReFeel eMobility, societa' nata dalla joint venture tra ReFeel e Building Energy, lanciano il primo servizio di car-sharing ecosostenibile all'interno di una rete di business center. L’offerta di mobilità sostenibile di ReFeel mira a soddisfare l’esigenza della clientela coporate di gestire necessità di spostamento diventate nel tempo sempre più complesse in ambito urbano, attraverso una flotta elettrica gestita in sharing. Autoveicoli elettrici in car-sharing a costi competitivi, ad uso esclusivo per i manager e i dipendenti delle aziende aderenti al servizio in un’ottica di sostenibilità economica e ambientale; Piattaforma di gestione del servizio di mobilità elettrica, inclusa modalità di accesso extra-lavoro per i dipendenti con fatturazione separata. Gli uffici Spaces di Porta Nuova, a Milano, spiega una nota, saranno la prima struttura del Gruppo IDW in Italia ad avvalersi dell'innovativo servizio concepito da ReFeel eMobility per rendere disponibili alle aziende e ai loro dipendenti, una soluzione eco-sostenibile e flessibile per muoversi in citta', basata sulla condivisione di mezzi elettrici tra persone che lavorano nello stesso luogo. La partnership tra Spaces e ReFeel eMobility, consentira' ai manager e ai dipendenti delle aziende ospitate nello spazio di coworking di piazza XXV aprile di accedere al centro storico e alle zone a traffico limitato nel pieno rispetto dell'ambiente e di muoversi in citta' e nell'area metropolitana utilizzando un car-sharing semplice, economico e sostenibile. Una scelta che vuole contribuire anche a ridurre il numero di auto in circolazione a Milano. Si stima, infatti, che ogni auto messa a disposizione con modalita' di car-sharing possa eliminare fino a 10 auto private in circolazione, con benefici in termini di traffico e per l'ambiente.

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