Articolo
27 ago 2019

PISA | Al via all’affidamento dei lavori per la ciclopista del Trammino

di mobilita

Il Comune di Pisa ha autorizzato l’impegno di spesa per la realizzazione dei lavori della “Ciclopista del Trammino” da Pisa al litorale, seguendo l’antico tracciato del tram su rotaie attivo fino agli anni ’60. La Pisamo, società strumentale in house del Comune, nelle prossime settimane procederà con l’affidamento dei lavori. Si tratta di una spesa complessiva di € 3.284.940,00 Euro, finanziata per il 60 per cento con risorse comunali (pari a € 1.944.355,99) e per il 40 per cento con un contributo della Regione Toscana POR FESR 2014-2020 (€ 1.340.584,014. L’intervento rientra nel progetto più ampio di “Ciclopista dell’Arno”, inserita nel Programma triennale dei lavori pubblici 2019-2021, per un costo complessivo di € 6.701.554,00. «A questo punto comincia a prendere consistenza l’idea di raggiungere il nostro litorale in bicicletta in piena sicurezza – dice il sindaco Michele Conti-. Siamo convinti che il tema delle piste ciclabili sia uno dei punti qualificanti delle infrastrutture che dovranno  caratterizzare il futuro della nostra città. Oltre alla ciclopista del Trammino, stiamo lavorando anche alla passerella ciclopedonale Riglione-Cisanello e al passaggio ciclopedonale tra San Piero a Grado e San Rossore, che rientra nella “ciclopista Tirrenica” recentemente ammesso al cofinanziamento da parte della Regione Toscana». Il progetto della “Ciclopista del Trammino” che a breve vedrà aprire i cantieri, comprende il tratto da La Vettola (via Vecchia Livornese) alla vecchia stazioncina di Marina. Tale intervento è composto di tre lotti: il primo da La Vettola fino a San Piero a Grado, il secondo da San Piero fino al Porto di Marina, e l’ultimo, il più piccolo, dal Porto alla Vecchia Stazioncina di Marina di Pisa. Nel tratto iniziale la pista deve raccordarsi con il livello della via Vecchia Livornese, per cui dovrà essere eseguita sul rilevato e sopra i binari, per raccordarsi quindi gradualmente con il piano di campagna nelle sezioni successive. Nel tratto tangente al raccordo autostradale di San Piero a Grado, la pista dovrà essere eseguita in una nuova sede al piede del rilevato autostradale, su terreno di proprietà SALT, essendo stato il tracciato ferroviario completamente sommerso dallo stesso rilevato. Nei successivi tratti in rilevato questo dovrà essere totalmente o parzialmente rimosso insieme ai binari, in modo da poter collocare la pista in asse al tracciato, senza necessità di strutture di sostegno ai suoi margini. In corrispondenza della stazione di S. Piero a Grado dovrà essere allestita un’area di sosta attrezzata.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
17 mag 2019

Giornata mondiale della bici: 5 piste ciclabili in Europa raggiungibili in treno

di mobilita

La bicicletta è un modo alternativo ed ecologico per visitare l'Europa durante la bella stagione, approfittando delle numerose piste ciclabili presenti nel continente. In occasione della Giornata mondiale della bicicletta, in programma per il 3 giugno, Omio, la piattaforma di viaggio per cercare e prenotare treni, autobus e voli in Europa, ha selezionato cinque itinerari di cicloturismo facilmente raggiungibili in treno dall'Italia.  Il treno rappresenta il mezzo di trasporto più ecologico e pratico per trasportare la propria bici fino a destinazione. Numerose compagnie ferroviarie consentono di imbarcare gratuitamente o a prezzi contenuti la propria bici, purché si presti attenzione ad alcune semplici regole che variano da paese a paese.   Francia: La Méditerranée à Vélo da Nizza a Béziers Costruita con l'obiettivo di collegare Spagna e Italia, questa pista ciclabile fa parte del più ampio itinerario EuroVelo 8 o"strada del Mediterraneo", che attraversa 11 paesi. La tratta francese, da Nizza a Béziers, è tra le più pittoresche: con il mare da un lato e le Prealpi dall'altro, pedalare lungo questo tratto di costa è un'esperienza da provare almeno una volta nella vita, nonché un modo alternativo per godersi l'atmosfera vivace della Costa Azzurra e quella più rilassata dellaProvenza, attraversando grandi centri urbani – come Marsiglia e Montpellier – e città d'arte (Nîmes, Arles, Avignon); campi di lavanda e parchi naturali, tra cui quello delle Calanques e quello della Camargue. Il tragitto francese misura in tutto quasi 400 km, ma ognuno può percorrere la distanza più congeniale in base alle proprie capacità e allenamento, coprendo i chilometri rimanenti in treno. Come arrivare: dall'Italia La Méditerranée à Vélo si raggiunge col treno per Nizza con treni diretti o con cambio in base alla città di partenza. Per il ritorno è possibile prendere il treno da Béziers o dalle altre città lungo il percorso fino a Nizza, per poi rientrare in Italia. Informazioni bici: in Italia, a bordo sono ammesse gratuitamente biciclette pieghevoli o tradizionali purché smontate e sistemate in apposite sacche di dimensioni inferiori a 80x110x40 cm. Sui treni francesi, chi desiderasse posizionare la propria bici nell'apposito spazio presente a bordo treno può riservare il posto pagando 10€ (fino ad esaurimento spazio). Germania/Austria/Italia: ciclovia Monaco-Venezia 3.000 metri di dislivello, 560 km, cinque regioni, tre paesi e tre zone climatiche diverse. Inaugurata nel 2015, la ciclovia Monaco–Venezia è suddivisa in cinque tappe – dette capitoli – che attraversano prima le Alpi bavaresi costeggiando i laghi, poi il Tirolo, il Sudtirolo e il cuore delle Dolomiti, fino a raggiungere la perla dellalaguna veneta. Mentre si pedala, i panorami sono mozzafiato: dalle piccole città ricche di fascino come Bad Toelz, Schwaz, Bressanone e Treviso, alle meraviglie naturali, come i laghi di Tegernse, Achensee e quello di Santa Croce, passando per il Wipptal e la Val Cadore. La pista ciclabile è adatta ad ogni tipo di preparazione atletica e lungo la tratta è possibile usufruire dei servizi ferroviari e bus. Come arrivare: dall'Italia, con le linee ferroviarie nazionali, si possono raggiungere le due diramazioni della ciclabile partendo da Venezia e da Mestre. Per tornare dall'Austria si può prendere il treno diretto da Jenbach o Innsbruck per Venezia, mentre dalla Germania è disponibile il collegamento diretto Monaco-Venezia. Informazioni bici: in Italia, a bordo sono ammesse gratuitamente biciclette pieghevoli o tradizionali purché smontate e sistemate in apposite sacche di dimensioni inferiori a 80x110x40 cm. Per la tratta Italia-Austria è possibile acquistare il Biking International Ticket ad un costo fisso di 12€, mentre sui treni in Austria che in Germania si paga una somma aggiuntiva di 9€.   Repubblica Ceca/Germania: Elberadweg da Praga ad Amburgo Con i suoi 1.300 km, la pista ciclabile dell'Elba è una delle più spettacolari d'Europa. Il sentiero si estende dal confine settentrionale ceco – precisamente dal parco nazionale dei Monti dei Giganti – fino alla foce dell'Elba a Cuxhaven ed è adatto a tutti poiché è sostanzialmente pianeggiante. Altri vantaggi includono il fatto di essere esclusivamente riservata ai ciclisti, per lo più asfaltata, ben segnalata, sufficientemente ampia e ben servita. Il percorso attraversa territori prevalentemente agricoli e boschivi, oltre a numerosi parchi naturali e zone protette, tra cui la Riserva della biosfera dell'UNESCO paesaggio fluviale dell'Elba. Lungo il percorso non mancano luoghi di interesse storico e culturale, come Dresda, con i suoi edifici barocchi e il famoso Ponte Blu, ma anche Torgau, dove gustare una buona birra tedesca, Wittenberg, città di Martin Lutero, Magdeburgo e, infine, Amburgo. Come arrivare: partendo dall'Italia è possibile raggiungere in treno vari punti della ciclabile, come Praga, Dresda e anche cittadine minori. A seconda del punto di partenza e della tratta è necessario effettuare due o tre cambi. Informazioni bici: a bordo dei treni tedeschi si pagano circa 9€ di supplemento per la bici. Svizzera: pista ciclabile da Basilea a Chiasso  L'itinerario da Basilea a Chiasso, che attraversa la Svizzera da nord a sud, è un'esperienza faticosa (365 km per 3.600 metri di dislivello), ma gratificante. La pista si può percorrere partendo indifferentemente da uno dei due capolinea, entrambi raggiungibili in treno dalle principali città italiane. Si tratta di un percorso misto, che corre in alcuni tratti su pista ciclabile e in altri su strade secondarie poco trafficate, attraversando il massiccio del Giura, l'altopiano del Mittelland, le Alpi e il Ticino. I primi chilometri da Basilea a Lucerna attraversano per di più aree rurali e industriali. Continuando verso sud si arriva ad Andermatt, dove si imbocca la strada per il Passo del San Gottardo, situato circa a metà dell'itinerario. Pedalando verso Bellinzona, i campi coltivati lasciano via via spazio ad un paesaggio alpino che guida alla zona dei laghi, in direzione Lugano e Chiasso. Come arrivare: le ferrovie italiane collegano il Paese con le principali città Svizzere, permettendo così di percorrere anche brevi tratti in bici e usufruire dei treni lungo il resto del tragitto. Informazioni bici: a bordo sono ammesse gratuitamente biciclette pieghevoli o tradizionali purché smontate e sistemate in apposite sacche di dimensioni inferiori a 80x110x40 cm. Austria: la ciclabile dei laghi del Salzkammergut a Salisburgo Diversamente dalle altre ciclabili, questa pista parte e arriva a Salisburgo, formando un anello. Definito "imperiale" poiché qui vi trascorrevano le vacanze estive l'Imperatore Francesco Giuseppe e sua moglie Sissi, il circuito si snoda per 351 km e offre una vista privilegiata su vette maestose e laghi cristallini. Essendo di forma circolare, è possibile iniziare il tour da qualsiasi punto: da Salisburgo si prosegue per località di Mozart (St. Wolfgang, St. Gilgen e Strobl) e per la città imperiale di Bad Ischl. Altre tappe imperdibili sono il lago Hallstatt, patrimonio UNESCO, la storica città di Gmunden, famosa per la ceramica e Mattsee, dove si trova il museo della Porsche. Come arrivare: con le sue temperature miti, Salisburgo è ideale da visitare in estate. Per raggiungerla sono disponibili treni dall'Italia con cambio a Rosenheim. Informazioni bici: a bordo dei treni tedeschi si pagano circa 9€ di supplemento per la bici.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
28 feb 2019

MILANO | Riqualificazione di corso Sempione: più verde e più spazio per bici e pedoni

di mobilita

Presentato in un incontro presso il Municipio 8 dall'assessore alla Mobilità e Ambiente Marco Granelli il progetto di riqualificazione di Corso Sempione. I lavori, che inizieranno nel 2020, rinnoveranno completamente uno degli assi principali di accesso alla città. Più verde e corsie dedicate alla ciclabilità e ai pedoni, più sicurezza agli incroci, eliminazione del degrado e della sosta selvaggia ma anche più spazi regolari per i residenti: Corso Sempione passerà da essere un vialone urbano a quattro corsie per senso di marcia a viale alberato con - per ogni direzione - un controviale, due parterre verdi alberati con all'interno una corsia da due metri di larghezza per ciascuno riservata alle le biciclette e ai pedoni e due corsie per senso di marcia per i veicoli, riequilibrando in questo modo completamente gli spazi. Saranno riordinate le aree libere e verdi, oggi spesso utilizzate per la sosta selvaggia. La riqualificazione consentirà di ridisegnare gli spazi della sosta regolare destinata soprattutto ai residenti, che passeranno da circa 700 a 966 posti. L'investimento è di quattro milioni di euro provenienti dai fondi europei Pon Metro e il progetto è già stato affidato a MM. "Un intervento importante - dichiara Marco Granelli - non solo per il peso dell'investimento ma soprattutto per l'impatto sul quartiere e su tutta la città. La strada oggi è completamente squilibrata a favore della mobilità a motore e presenta forti problemi di sosta selvaggia e degrado di tutta l'area verde benché si tratti di uno dei più begli accessi alla città, a carattere fortemente residenziale. Il progetto valorizza le caratteristiche del corso e disegna un nuovo asse ciclo pedonale in direzione centro-nord che collegherà l'Arco della Pace, piazza Firenze, Cascina Merlata e il distretto Mind". Il percorso ciclo pedonale di corso Sempione comprenderà anche la riqualificazione di piazza Firenze, la moderazione di velocità (Zona 30) dei controviali di viale Certosa e il collegamento con il piazzale del Cimitero Maggiore sempre con interventi di moderazione della velocità. Questa ciclabile sarà collegata attraverso la Zona 30 di via Domodossola alle ciclabili di City Life. Il progetto disegnato dal Comune e da MM ha raccolto le osservazioni del Municipio 8 e dei comitati di quartiere che da tempo chiedevano questo intervento.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
30 nov 2018

REGIONE SICILIANA | Ottocentomila euro per mettere in sicurezza nove piste ciclabili di sette Comuni siciliani.

di mobilita

Il governo della Regione ha approvato la graduatoria del bando predisposto a luglio dall’assessorato delle Infrastrutture, guidato da Marco Falcone. Le risorse, provenienti dal Piano nazionale della sicurezza stradale e integrate da un cofinanziamento regionale, erano rivolte agli Enti locali superiori ai ventimila abitanti. Nei mesi scorsi, con un analogo provvedimento, erano stati finanziati altri dodici cantieri. «La decisione - evidenzia il presidente Nello Musumeci - si inserisce nella scelta strategica della Regione di rendere fruibili i vari percorsi per gli amanti della bicicletta e dell’ambiente. Voglio rivolgere un plauso al dipartimento alle Infrastrutture, diretto da Fulvio Bellomo, che in appena tre mesi è riuscito a predisporre il bando, a fare l’istruttoria delle domande pervenute e a esitare la graduatoria finale, che adesso dovrà essere inviata al competente ministero per il via libera definitivo». Questo l’elenco dei Comuni che hanno ottenuto il finanziamento: Misterbianco, in provincia di Catania (interventi sulle piste ciclabili di via Madonna degli Ammalati-via Santa Margherita per 108mila euro e strada per San Giovanni Galermo-via Verga-via Madonna degli Ammalati-via San Rocco Vecchio-via Oscar Romero-via Raccomandata per 75mila euro); Ragusa (pista ciclopedonale di via Cavaliere Bisani a Marina di Ragusa, 55mila euro e messa in sicurezza circolazione ciclistica cittadina, 36mila euro); Catania (pista sul lungomare da piazza Europa a via Ulisse, 201mila euro); Barcellona Pozzo di Gotto, nel Messinese (pista lungo la passeggiata a mare tra i torrenti Mela e Patrì, 26mila euro); Palermo (messa in sicurezza della circolazione ciclistica cittadina, 163mila euro); Erice, in provincia di Trapani (pista lungomare Dante Alighieri, 100mila euro); Avola, nel Siracusano (percorso nel centro urbano, 33mila euro).

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
08 ago 2018

CAGLIARI | Approvato il progetto definitivo dei collegamenti tra le piste ciclabili in città

di mobilita

Nell'ambito del Programma Operativo Nazionale Città Metropolitane 2014-2020 (Asse 2: Sostenibilità dei servizi pubblici e della mobilità urbana), su proposta dell'assessore alla Mobilità, Luisa Anna Marras, la Giunta comunale ha approvato il progetto definitivo per il completamento dei collegamenti tra piste ciclabili esistenti in città. Il progetto prevede la connessione dei percorsi già esistenti e consentirà di realizzare una rete ciclabile in cui si rafforzano i collegamenti tra le diverse zone della città, che andrà a inserirsi nel disegno più ampio di ciclabilità verso gli altri comuni della Città Metropolitana. La delibera segue infatti l'approvazione di tre dei cinque corridoi finanziati con le risorse PON Metro: quello di Monte Mixi, quello per il collegamento tra il Poetto e Sant'Elia, quello di Terramaini. Di prossima approvazione il progetto definitivo che disegna il percorso ciclabile tra Cagliari e Quartu, mentre è in gara la progettazione del corridoio Cagliari-Elmas.Nello specifico, il progetto, condiviso come gli altri con le associazioni più rappresentative dei ciclisti cittadini, porterà alla realizzazione dei collegamenti delle piste ciclabili tra via Paoli e via Sonnino lungo piazza Garibaldi, tra via dei Giudicati e via Is Mirrionis attraverso via Liguria e via Campania, tra via Dante e via Sonnino lungo via San Lucifero e tra via Sonnino e la Darsena attraverso via Campidano, con la realizzazione dell'attraversamento protetto nella rotatoria di via Sonnino, per un totale di tre nuovi chilometri di percorsi riservati alle biciclette. Una volta realizzati tutti, i sei progetti del PON Metro faranno crescere di 28 chilometri le piste esistenti, che ora si sviluppano per circa 24 chilometri. Le nuove piste avranno un fondo colorato e riqualificato e specifica segnaletica orizzontale e verticale. Gli interventi di messa in sicurezza di chiusini e caditoie, assieme alla riqualificazione del manto stradale dove necessario, contribuiranno alla sicurezza dei ciclisti, così come la realizzazione in alcuni tratti di cordoli protettivi e attraversamenti ciclopedonali rialzati. Il progetto delle connessioni tra le piste ciclabili è inserito in un disegno più ampio, che prevede anche la realizzazione di due velostazioni e il rafforzamento del servizio di bike sharing, sempre a valere sulle risorse dell'Asse 2 del Pon Metro 2014-2020. Proprio con l'obiettivo di migliorare il servizio delle biciclette in condivisione, che ha raggiunto oggi i 270 abbonati, è stato appena pubblicato sul sito istituzionale del Comune il bando di gara per la fornitura di 60 biciclette a pedalata assistita, dotate di software antifurto, da utilizzare nella modalità a flusso libero.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
02 giu 2018

REGIONE PIEMONTE | Approvate nuove risorse per le piste ciclabili e la sicurezza stradale

di mobilita

Lo stanziamento di ulteriori 4,5 milioni (oltre ai 10 già inseriti a bilancio lo scorso anno)  per le piste ciclabili e di altri finanziamenti  per progetti sulla sicurezza stradale sono stati  l’oggetto della prima delibera approvata questa mattina dalla Giunta Regionale. 4,5 milioni sono stati inseriti per l’incremento delle assegnazioni del bando “Percorsi ciclabili sicuri” in corso (per portare le risorse regionali stanziate complessivamente a € 14.500.000,00) e consentire di scorrere la graduatoria del bando stesso che definiva gli interventi finanziabili. Nella stessa delibera 171.000 euro sono stati stanziati per lo scorrimento della graduatoria delle scuole che hanno partecipato nel 2017 al bando “Bicibus.pedibus” (Risultano in graduatoria 27 progetti presentati da scuole che non sono stati finanziati per esaurimento delle risorse). 250.00 euro sono stati deliberati per la redazione di un programma regionale per la mobilità ciclabile (con il documento sarà rilevata la rete ciclabile principale ed individuate le priorità di intervento per il completamento e la messa in sicurezza). Inoltre 25.620 euro sono stati allocati per iniziative di comunicazione e 29.000 euro per inziative di educazione verso studenti e docenti. Le misure approvate rappresentano il programma di azione annuale (2018) previsto dal Piano Regionale della Sicurezza Stradale. Con una differente delibera, sono stati autorizzati ulteriori 889.674,54 di fondi Nazionali per la realizzazione in cofinanziamento di un programma per la progettazione e realizzazione di interventi per la sicurezza della circolazione ciclistica cittadina all'interno dei Comuni con popolazione superiore a 20.000 abitanti. Il cofinanziamento sarà erogabile nella misura massima del 50% delle spese ammissibili di progettazione e realizzazione degli interventi che abbiano un importo complessivo di spesa previsto pari o superiore a euro 100.000 e che il contributo massimo assegnabile per ogni intervento proposto fino a € 300.000. “Queste risorse – ha commentato l’assessore ai trasporti della Regione Piemonte Francesco Balocco – testimoniano l’attenzione della Regione alla mobilità su bicicletta, sia in ambito urbano che a fini turistici. Questo tipo di infrastrutture assume per il nostro territorio una rilevanza strategica per i benefici, ambientali, economici e sulla salute dei cittadini che tale modalità attiva di trasporto comporta se opportunamente incentivata e dotata di percorsi funzionali. In particolare è rilevante l’aspetto collegato al cicloturismo per il quale la vocazione turistica della nostra Regione, offre enormi potenzialità per lo sviluppo di un settore già in forte crescita, anche per valorizzare territori oggi considerati marginali che ne possono beneficiare.”

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
09 mar 2018

REGIONE LIGURIA | Al via la progettazione delle piste ciclabili nei comuni di Ventimiglia, Vallecrosia e Bordighera

di mobilita

Biciclette e vie ciclabili sempre più protagoniste in Liguria. Parte infatti la progettazione delle piste ciclabili a Ventimiglia, Vallecrosia e Bordighera. Grazie al progetto europeo Edu-Mob cofinanziato dal programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Francia, con capofila Regione Liguria,  per favorire la realizzazione di tratti di pista ciclabile in Liguria e cambiare i comportamenti sulla mobilità. Lo comunica l’assessore regionale alle Infrastrutture, Giacomo Giampedrone che proprio oggi in Giunta ha firmato la convenzione con i Comuni interessati dalla realizzazione a cui verranno trasferite le risorse. Il progetto vale complessivamente 2,5 milioni di euro di cui un milione da destinare ai Comuni di Ventimiglia, Vallecrosia e Bordighera e la restante parte a iniziative di comunicazione in tema di mobilità sostenibile, come previsto dal progetto europeo. “Il progetto  Edu-Mob è particolarmente interessante – spiega l’assessore Giacomo Giampedrone – in quanto rappresenta un altro tassello da aggiungere al quadro più generale della Ciclovia Tirrenica e del completamento della Rete Ciclabile Ligure, composta di circa 100 km già realizzati in sede propria, di cui 82 km appartenenti alla Ciclovia Tirrenica”. I tratti nei Comuni interessati avranno una lunghezza complessiva di circa 1 km. In particolare nel Comune di Ventimiglia la pista ciclabile partirà dall’innesto della pista di recente realizzazione presso la foce del torrente Nervia fino a Via Tacito; nel Comune di Bordighera l’intervento interesserà una tratta compresa tra la stazione ferroviaria e il porto e nel Comune di Vallecrosia il tratto di pista ciclabile andrà dal tratto finale della pista recentemente realizzata al confine con Bordighera sul lungomare, verso il Comune di Ventimiglia.  

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
13 feb 2018

FIRENZE | Bicipolitana, Otto percorsi veloci per ciclisti urbani

di mobilita

Dal Parco di San Donato a Sorgane o dalle Piagge al Varlungo, pedalando e attraversando la città su linee di trasferimento veloce pensate per i ciclisti: è la Bicipolitana, il progetto che collega le piste ciclabili esistenti individuando le direttrici portanti che uniscono i maggiori centri d'interesse e si propone di realizzare linee di trasferimento per facilitare lo spostamento dei ciclisti, arrivando anche ai comuni limitrofi. La mappa assomiglia proprio a quella delle metropolitane: otto linee, ognuna contraddistinta da un colore. Le prime a partire saranno le linee rossa e blu per collegare i percorsi da San Donato a Sorgane e dalle Piagge al Varlungo. Seguiranno le linee verde e azzurra da Villa Vogel a Rovezzano e da Ugnano all’Anconella. La linea rossa ha una lunghezza complessiva di 14 km (tra Quaracchi e Sorgane), 10 km nel tratto più frequentato tra Sorgane e la sede della Regione Toscana. Ad una media di 12 km orari (quindi bassa velocità) si impiegano 70 minuti da capolinea a capolinea, 50 minuti nel tratto fino alla sede della Regione. Ad una media di 15 km orari si impiegano invece rispettivamente 56 e 40 minuti. La linea blu (ciclopista Arno, Sant'Andrea a Rovezzano-Le Piagge) misura anch'essa 13 km quindi stessi tempi (65/52 minuti). Il tratto Varlungo-Ponte T1 misura 6,5 km (rispettivamente circa 30 e 24 minuti). La linea verde nello stato finale da San Bartolo a Cintoia a Rovezzano misura circa 13 km (65 minuti a 12 km orari e 52 minuti a 15 km orari). La rete di piste ciclabili esistenti è di circa 90 km, con 20 km all'interno di parchi e giardini, 13 lungo gli argini dell'Arno e la parte restante in ambito urbano. Il tutto per circa 39 ettari di aree pedonali ciclabili, pari alle dimensioni di 70 campi da calcio. Entro il 2019 saranno realizzati altri 25 km di piste ciclabili, per un investimento di circa 4milioni di euro. Questi gli interventi già programmati entro il 2020: due chilometri e mezzo attraverso Lungarno Serristori (in sostituzione dell'esistente percorso realizzato sul marciapiede), Lungarno della Zecca Vecchia, tra via delle Casine e piazza dei Cavalleggeri; Ponte San Niccolò; via Villamagna, con adeguamento a doppio senso di marcia dell'ultimo tratto (lato piazza Ravenna) della pista attualmente a senso unico.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
01 feb 2018

Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la legge 11 gennaio 2018, n. 2 sulla mobilità ciclistica

di mobilita

E' stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la legge 11 gennaio 2018, n. 2 sulla mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica. La legge approvata persegue l’obiettivo di promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto sia per le esigenze quotidiane sia per le attività turistiche e ricreative, al fine di migliorare l’efficienza, la sicurezza e la sostenibilità della mobilità urbana, tutelare il patrimonio naturale e ambientale, ridurre gli effetti negativi della mobilità in relazione alla salute e al consumo di suolo, valorizzare il territorio e i beni culturali, accrescere e sviluppare l’attività turistica, in coerenza con il piano strategico di sviluppo del turismo in Italia, Lo Stato, le regioni, gli enti locali e gli altri soggetti pubblici interessati, nell’ambito delle rispettive competenze, nel rispetto del quadro finanziario e in conformità con la disciplina generale dei trasporti e del governo del territorio, perseguono l’obiettivo di promuovere lo sviluppo della mobilità ciclistica e delle necessarie infrastrutture di rete una componente fondamentale delle politiche della mobilità in tutto il territorio nazionale e da pervenire a un sistema generale e integrato della mobilità, sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale e accessibile a tutti i cittadini. Le disposizioni della presente legge si applicano alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, verrà approvato il Piano generale della mobilità ciclistica. Esso dovrà recare: la definizione, per ciascuno dei tre anni del periodo di riferimento, degli obiettivi annuali di sviluppo della mobilità ciclistica, da perseguire in relazione ai due distinti settori di intervento; l’individuazione delle ciclovie di interesse nazionale che costituiscono la Rete ciclabile nazionale «Bicitalia»  e gli indirizzi per la definizione e l’attuazione dei progetti di competenza regionale finalizzati alla realizzazione della Rete stessa; l’indicazione, in ordine di priorità, con relativa motivazione, degli interventi da realizzare; l’individuazione degli interventi prioritari per assicurare le connessioni della Rete ciclabile nazionale «Bicitalia» con le altre modalità di trasporto; la definizione del quadro, per ciascuno dei tre anni del periodo di riferimento, delle risorse finanziarie pubbliche e private da ripartire per il finanziamento degli interventi previsti nel medesimo Piano generale, nonché di quelli indicati nei piani della mobilità ciclistica delle regioni, dei comuni, delle città metropolitane e delle province; gli indirizzi volti ad assicurare un efficace coordinamento dell’azione amministrativa delle regioni, delle città metropolitane, delle province e dei comuni concernente la mobilità ciclistica e le relative infrastrutture, nonché a promuovere la partecipazione degli utenti alla programmazione, realizzazione e gestione della rete cicloviaria; l’individuazione degli atti amministrativi, compresi quelli di natura regolamentare e gli atti di indirizzo, che dovranno essere adottati per conseguire gli obiettivi stabiliti dal medesimo Piano generale; la definizione delle azioni necessarie a sostenere lo sviluppo della mobilità ciclistica in ambito urbano, con particolare riferimento alla sicurezza dei ciclisti e all’interscambio modale tra la mobilità ciclistica, il trasporto ferroviario e il trasporto pubblico locale. La Rete ciclabile nazionale denominata «Bicitalia» costituisce la rete infrastrutturale di livello nazionale integrata nel sistema della rete ciclabile transeuropea «EuroVelo». Essa è composta dalle ciclovie di interesse nazionale compresi i relativi accessori e pertinenze, dedicate ai ciclisti e, in generale, agli utenti non motorizzati. La Rete ciclabile nazionale «Bicitalia» è individuata nell’ambito del Piano generale della mobilità ciclistica sulla base dei seguenti criteri: sviluppo complessivo non inferiore a 20.000 chilometri in base a una struttura a rete, articolata in una serie di itinerari da nord a sud, attraversati da itinerari da est ad ovest, che interessano tutto il territorio nazionale; integrazione e interconnessione con le reti infrastrutturali a supporto delle altre modalità di trasporto e con le altre reti ciclabili presenti nel territorio; collegamento con le aree naturali protette e con le zone a elevata naturalità e di rilevante interesse escursionistico, paesaggistico, storico, culturale e architettonico; integrazione con altre reti di percorrenza turistica di interesse nazionale e locale, con particolare attenzione alla rete dei cammini e sentieri, alle ippovie, alle ferrovie turistiche e ai percorsi fluviali, lacustri e costieri; sviluppo di piste ciclabili e vie verdi ciclabili o greenway utilizzo eventuale della viabilità minore esistente; recupero a fini ciclabili, per destinazione a uso pubblico, di strade arginali di fiumi, torrenti, laghi e canali; tratturi; viabilità dismessa o declassata; sedimi di strade ferrate dismesse e comunque non recuperabili all’esercizio ferroviario; viabilità forestale e viabilità militare radiata; strade di servizio; altre opere infrastrutturali lineari, comprese opere di bonifica, acquedotti, reti energetiche, condotte fognarie, cablaggi, ponti dismessi e altri manufatti stradali; collegamento ciclabile tra comuni limitrofi, attraversamento di ogni capoluogo regionale e penetrazione nelle principali città di interesse turistico-culturale con il raggiungimento dei rispettivi centri storici; i) continuità e interconnessione con le reti ciclabili urbane, anche attraverso la realizzazione di aree pedonali e zone a traffico limitato, nonché attraverso l’adozione di provvedimenti di moderazione del traffico; attribuzione agli itinerari promiscui che compongono la Rete ciclabile stessa della qualifica di itinerario ciclopedonale ove ricorrano le caratteristiche ivi richieste, e loro assoggettamento in ogni caso a pubblico passaggio. BICIPLAN I comuni non facenti parte di città metropolitane e le città metropolitane predispongono e adottano i piani urbani della mobilità ciclistica, denominati «biciplan», quali piani di settore dei piani urbani della mobilità sostenibile (PUMS), finalizzati a definire gli obiettivi, le strategie e le azioni necessari a promuovere e intensificare l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto sia per le esigenze quotidiane sia per le attività turistiche e ricreative e a migliorare la sicurezza dei ciclisti e dei pedoni. I biciplan definiscono: la rete degli itinerari ciclabili prioritari o delle ciclovie del territorio comunale destinata all’attraversamento e al collegamento tra le parti della città lungo le principali direttrici di traffico, con infrastrutture capaci, dirette e sicure, nonché gli obiettivi programmatici concernenti la realizzazione di tali infrastrutture; la rete secondaria dei percorsi ciclabili all’interno dei quartieri e dei centri abitati; la rete delle vie verdi ciclabili, destinata a connettere le aree verdi e i parchi della città, le aree rurali e le aste fluviali del territorio comunale; gli interventi volti alla realizzazione delle reti in coerenza con le previsioni dei piani di settore sovraordinati; il raccordo tra le reti e gli interventi definiti nelle lettere precedenti e le zone a priorità ciclabile, le isole ambientali, le strade 30, le aree pedonali, le zone residenziali e le zone a traffico limitato; gli interventi che possono essere realizzati sui principali nodi di interferenza con il traffico autoveicolare, sui punti della rete stradale più pericolosi per i pedoni e i ciclisti e sui punti di attraversamento di infrastrutture ferroviarie o autostradali; gli obiettivi da conseguire nel territorio del comune o della città metropolitana, nel triennio di riferimento, relativamente all’uso della bicicletta come mezzo di trasporto, alla sicurezza della mobilità ciclistica e alla ripartizione modale; eventuali azioni per incentivare l’uso della bicicletta negli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro; i) gli interventi finalizzati a favorire l’integrazione della mobilità ciclistica con i servizi di trasporto pubblico urbano, regionale e nazionale; le azioni finalizzate a migliorare la sicurezza dei ciclisti; le azioni finalizzate a contrastare il furto delle biciclette; eventuali azioni utili a estendere gli spazi destinati alla sosta delle biciclette prioritariamente in prossimità degli edifici scolastici e di quelli adibiti a pubbliche funzioni nonché in prossimità dei principali nodi di interscambio modale e a diffondere l’utilizzo di servizi di condivisione delle biciclette ( bike-sharing ); le tipologie di servizi di trasporto di merci o persone che possono essere effettuati con velocipedi e biciclette; eventuali attività di promozione e di educazione alla mobilità sostenibile.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
21 dic 2017

Approvata la legge quadro sulla ciclabilità

di mobilita

Il Senato ha approvato definitivamente la legge Decaro/Gandolfi che per la prima volta in Italia assegna allo Stato e al MIT il compito di sviluppare la mobilità in bicicletta, con un budget iniziale di 500mln di euro. “La mobilità ciclistica è una priorità per le città. Oggi è legge - ha affermato il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, dopo l'approvazione della Legge sulla Mobilità Ciclistica. - La Cenerentola della mobilità, la bicicletta, assume pari dignità in città, in periferia e nei percorsi turistici,  rispetto agli altri mezzi e guida il cambiamento verso la mobilità dolce e alternativa. È uno scatto culturale e nella pianificazione delle opere, per il quale il nostro Paese è pronto e di cui dobbiamo ringraziare tutti i Parlamentari con i quali abbiamo collaborato, a partire dal relatore on. Paolo Gandolfi e al Sindaco e Presidente dell’Anci, Antonio Decaro”. “Continua, con soddisfazione, l'azione per aumentare la ciclabilità e la sicurezza dei ciclisti. - conclude il Ministro - Va in questa direzione il decreto firmato oggi da 14,8 mln alle Regioni per 70 percorsi e piste ciclabili in sicurezza. Per avere sempre più ciclisti dobbiamo avere più piste ciclabili e più sicure”. La legge quadro persegue l’obiettivo di promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto sia per le esigenze quotidiane sia per le attività turistiche e ricreative, al fine di migliorare l’efficienza, la sicurezza e la sostenibilità della mobilità urbana, tutelare il patrimonio naturale e ambientale, ridurre gli effetti negativi della mobilità in relazione alla salute e al consumo di suolo, valorizzare il territorio e i beni culturali, accrescere e sviluppare l’attività turistica, in coerenza con il piano strategico di sviluppo del turismo in Italia. Lo Stato, le regioni, gli enti locali e gli altri soggetti pubblici interessati, nell’ambito delle rispettive competenze perseguono l’obiettivo per  rendere lo sviluppo della mobilità ciclistica e delle necessarie infrastrutture di rete una componente fondamentale delle politiche della mobilità in tutto il territorio nazionale e da pervenire a un sistema generale e integrato della mobilità, sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale e accessibile a tutti i cittadini. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge verrà approvato il Piano generale della mobilità ciclistica che costituisce parte integrante del Piano generale dei trasporti e della logistica. Il Piano generale della mobilità ciclistica può essere aggiornato annualmente anche al fine di tenere conto delle ulteriori risorse eventualmente rese disponibili. La Rete ciclabile nazionale denominata «Bicitalia» costituisce la rete infrastrutturale di livello nazionale integrata nel sistema della rete ciclabile transeuropea «EuroVelo». Essa è composta dalle ciclovie di interesse nazionale, compresi i relativi accessori e pertinenze, dedicate ai ciclisti e, in generale, agli utenti non motorizzati. Le infrastrutture della Rete ciclabile nazionale costituiscono infrastrutture di interesse strategico nazionale. Le regioni, nell’ambito delle proprie competenze predispongono e approvano con cadenza triennale, in coerenza con il piano regionale dei trasporti e della logistica e con il Piano nazionale della mobilità ciclistica, il piano regionale della mobilità ciclistica. Il piano regionale della mobilità ciclistica disciplina l’intero sistema ciclabile regionale ed è redatto sulla base dei piani urbani della mobilità sostenibile e dei relativi programmi e progetti presentati dai comuni e dalle città metropolitane, assumendo e valorizzando, quali dorsali delle reti, gli itinerari della Rete ciclabile nazionale «Bicitalia». Il piano regionale della mobilità ciclistica definisce: a) la rete ciclabile regionale, che è individuata in coerenza con la Rete ciclabile nazionale «Bicitalia» ed è caratterizzata dall’integrazione e interconnessione con le reti infrastrutturali regionali a supporto delle altre modalità di trasporto; b) la puntuale individuazione delle ciclovie che ricadono nel territorio regionale incluse nella Rete ciclabile nazionale «Bicitalia» e le eventuali proposte di integrazione o modifica della suddetta Rete «Bicitalia»; c) nell’ambito della rete di cui alla lettera a), gli itinerari nelle zone rurali finalizzati alla conoscenza e alla fruizione di sentieri di campagna, delle aree circostanti, dei laghi e dei corsi d’acqua nonché dei parchi, delle riserve naturali e delle altre zone di interesse naturalistico comprese nel territorio regionale; d) il sistema di interscambio tra la bicicletta e gli altri mezzi di trasporto, pubblici e privati, lungo le infrastrutture di livello provinciale, regionale e nazionale; e) il sistema delle aree di sosta, attrezzate e non attrezzate, e i servizi per i ciclisti, con particolare attenzione ai percorsi extraurbani; f) gli indirizzi relativi alla predisposizione delle reti ciclabili urbane ed extraurbane, delle aree di sosta delle biciclette, dei provvedimenti relativi alla sicurezza dei pedoni e dei ciclisti, nonché gli interventi necessari a favorire l’uso della bicicletta nelle aree urbane; g) la procedura di recepimento degli indirizzi di cui alla lettera f) negli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica, nei regolamenti edilizi e negli interventi di costruzione o ristrutturazione degli edifici pubblici, con particolare riferimento a quelli scolastici; h) l’eventuale realizzazione di azioni di comunicazione, educazione e formazione per la promozione degli spostamenti in bicicletta e del trasporto integrato tra biciclette e mezzi di trasporto pubblico. I comuni non facenti parte di città metropolitane e le città metropolitane predispongono e adottano i piani urbani della mobilità ciclistica, denominati «biciplan», quali piani di settore dei piani urbani della mobilità sostenibile (PUMS), finalizzati a definire gli obiettivi, le strategie e le azioni necessari a promuovere e intensificare l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto sia per le esigenze quotidiane sia per le attività turistiche e ricreative e a migliorare la sicurezza dei ciclisti e dei pedoni. I biciplan sono pubblicati in formato di tipo aperto nei siti internet istituzionali dei rispettivi enti.

Leggi tutto    Commenti 0