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23 mar 2018

Il presidente Musumeci propone un’unica società di gestione per i quattro aeroporti siciliani

di mobilita

Per il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci è necessario lavorare per la costruzione di un'unica società di gestione per i quattro aeroporti siciliani.  "La parcellizzazione gestionale non favorisce la crescita del trasporto aereo - ha affermato il presidente Musumeci - gli aeroporti di Catania, Palermo, Trapani e Comiso devono darsi una governance unica e soprattutto autonomia finanziaria gestionale perché non è pensabile continuare a gestire soprattutto gli scali minori col denaro pubblico".

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13 mar 2018

TRASPORTO AEREO | Aumentano i passeggeri in Italia, il sorpasso delle low cost

di mobilita

Sono 174.628.241 i passeggeri che sono transitati negli aeroporti nazionali nel 2017, con un aumento del 6,2% rispetto al 2016; l’aeroporto principale si conferma quello di Roma Fiumicino con quasi 41 milioni e gestisce oltre il 23% del totale del traffico, seguito da Milano Malpensa e Bergamo Il Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Riccardo Nencini, ha evidenziato: “L’Italia riparte. Il forte aumento del traffico aereo che registriamo nell’ultimo anno è la dimostrazione del buon lavoro fatto per rendere più forti e competitive le nostre infrastrutture. Un risultato che va oltre le più rosee aspettative. Siamo in linea con gli altri Paesi europei. Non era scontato. I nostri scali offrono una qualità e un servizio evidentemente apprezzati dai passeggeri. La sfida futura e già messa in campo – ha concluso – è quella di connettere e integrare le nostre reti infrastrutturali”. “Nel 2017, come avvenuto negli anni precedenti – ha commentato il Direttore Generale dell’ENAC, Alessio Quaranta – si consolidano ulteriormente i dati di crescita del trasporto aereo in Italia, con un aumento del 6,2% sul 2016, in linea con gli altri Paesi dell’Unione Europea. La maggior richiesta di movimento deve andare di pari passo con le necessità dei passeggeri, che sono il motore del sistema, e quindi con la qualità dei servizi offerti sia dalle compagnie aeree, sia dagli aeroporti. È una sfida che deve essere perseguita e vinta affinché il trasporto aereo nazionale continui a rappresentare un volano per la nostra economia e a competere a livelli elevati nel panorama internazionale”. Nella pubblicazione dell’ENAC sono stati analizzati 41 aeroporti commerciali. Questa la graduatoria dei primi 10 aeroporti per numero di passeggeri. In aumento anche il numero dei movimenti aerei commerciali (decollo o atterraggio di un aeromobile su un aeroporto) del 2,4% rispetto al 2016, per un totale di 1.364.564 movimenti.  Più rilevante, invece, l’aumento del trasporto cargo (merce + posta) con un totale di 1.090.923 tonnellate, il 9,2% in più del 2016. Per il trasporto cargo, Milano Malpensa si conferma l’aeroporto maggiormente utilizzato, con un’incidenza del 54,1% sul totale e con un aumento del 7,5%, seguito dagli scali di Roma Fiumicino e di Bergamo. Per il traffico di Aviazione Generale (che comprende sostanzialmente le attività degli Aeroclub, delle scuole di volo, dei piccoli aerei privati e i servizi di lavoro aereo pubblicitari, aerofotografici, di rilevazione, spargimento di sostanze a altro), tra i dati pervenuti all’ENAC, il primo aeroporto per numero di movimenti risulta Roma Urbe, con 26.298 movimenti, mentre al secondo posto troviamo Milano Linate (21.263 movimenti) e al terzo Torino Aeritalia (21.123 movimenti). Tra le varie tavole riepilogative vi è anche quella con la ripartizione mensile del traffico passeggeri dalla quale emerge che, come lo scorso anno, il mese che ha registrato il maggior numero di passeggeri è stato luglio, mentre febbraio è stato il mese con il minor traffico. Nella sezione dedicata alla graduatoria dei passeggeri commerciali nei collegamenti nazionali e internazionali, vengono considerate le tratte con più di 50.000 passeggeri. A seguire le classifiche dei primi cinque collegamenti nazionali, dei collegamenti con i Paesi dell’Unione Europea e di quelli con i Paesi extra U.E.: Tratte nazionali Catania - Roma Fiumicino 1.016.262 2. Roma Fiumicino - Catania 991.516 Roma Fiumicino - Palermo 799.435 Palermo - Roma Fiumicino 796.016 Milano Linate - Roma Fiumicino 597.754 Tratte con i Paesi dell’Unione Europea Roma Fiumicino - Barcellona 1.222.627 Roma Fiumicino - Amsterdam Schiphol 1.108.389 Roma Fiumicino - Madrid Barajas 1.090.636 Roma Fiumicino - Parigi C. De Gaulle 1.088.042 Roma Fiumicino - Londra Heathrow 974.938 Tratte con Paesi extra Unione Europea Roma Fiumicino - New York JFK International 688.442 Milano Malpensa - New York JFK International 686.891 Milano Malpensa - Dubai 660.807 Roma Fiumicino - Tel Aviv Yafo Ben Gurion 637.820 Roma Fiumicino - Dubai 622.806 Un’altra tabella con elementi di interesse è quella che riporta la graduatoria dei primi 100 vettori operanti in Italia in base al numero totale dei passeggeri (nazionali e internazionali). Per il 2017 la graduatoria totale di collegamenti nazionali e internazionali vede al primo posto la compagnia irlandese Ryanair, con Alitalia al secondo posto che si conferma comunque primo vettore per i collegamenti nazionali. La pubblicazione riporta anche un confronto tra i dati del 2016 e quelli del 2017, rilevando la variazione tra i periodi considerati. Ai fini di una corretta graduatoria, si precisa che i passeggeri nazionali sono stati conteggiati solo in partenza. La classifica (nazionale + internazionale) vede nelle prime 10 posizioni: Nella ripartizione del traffico suddiviso tra nazionale e internazionale la tabella prende in esame i primi 20 vettori. Di questi si riporta la graduatoria dei primi 10 vettori che vede: Traffico nazionale Traffico internazionale La pubblicazione contiene anche una tavola  che riporta per ogni singolo aeroporto il vettore principale per numero di passeggeri trasportati. La sezione dedicata al traffico low cost comprende la ripartizione generale del mercato tra vettori low cost e vettori full fare (tradizionali), la suddivisione tra traffico nazionale e internazionale, la classifica per singoli aeroporti con l’indicazione del relativo numero di passeggeri, la graduatoria dei primi 50 collegamenti operati da compagnie low cost in base al numero di utenti trasportati. È riportata anche una tabella con la serie storica che analizza, a partire dal 2004 e fino al 2017, l’andamento del mercato sia dei vettori tradizionali, sia di quelli low cost ed inoltre riporta un grafico che illustra per ciascun anno la ripartizione del traffico per le due tipologie di vettori. In particolare, si evidenzia la ripartizione della quota di mercato di traffico aereo complessivo, la somma di quello nazionale e internazionale, tra vettori tradizionali e low cost da cui si evince una crescita costante del segmento low cost: Vettori low cost                                     50,9% 88.820.337              passeggeri (+9,27% sul 2016) Vettori tradizionali                              49,1% 85.807.904               passeggeri (+3,28% sul 2016) La graduatoria delle prime tre posizioni di tratte nazionali operate con vettori low cost in base al numero dei passeggeri trasportati è così composta: Roma Fiumicino - Catania Ryanair Roma Fiumicino - Palermo Ryanair Milano Malpensa - Catania Easyjet Per le tratte internazionali operate da low cost ai primi tre posti vi sono: Roma Ciampino - London Stansted Ryanair Milano Malpensa - London Gatwick Easyjet Milano Malpensa - Parigi C. De Gaulle Easyjet Come di consueto, l’ultima parte della pubblicazione è dedicata alle serie storiche, ovvero ai dati di ogni singolo aeroporto aperto ai voli commerciali a partire dal 2001. Per ogni scalo, inoltre, si riportano le info sul vettore principale, la società di gestione e il tipo di concessione aeroportuale in vigore. Si riepiloga, pertanto, la struttura della pubblicazione Dati di Traffico 2017, che è suddivisa in cinque sezioni: Traffico aeroportuale, Traffico di origine-destinazione, Traffico low cost, Traffico vettori, Aeroporti commerciali - Serie Storiche 2001-2017. A seguire l’indice dei principali argomenti contenuti nel volume. Traffico aeroportuale: Graduatorie movimenti, passeggeri, cargo Traffico commerciale Traffico aerotaxi e aviazione generale Traffico complessivo Andamento mensile del traffico 2017 (movimenti, passeggeri e cargo) Traffico di origine-destinazione: Traffico internazionale da/per l’Italia Graduatoria collegamenti nazionali Graduatoria collegamenti Paesi dell’Unione Europea Graduatoria collegamenti Paesi Extra Unione Europea Suddivisione del traffico per aeroporto – Paesi dell’Unione Europea Suddivisione del traffico per aeroporto – Altri Paesi Traffico low cost Ripartizione del mercato tra compagnie tradizionali e low cost con relative quote di mercato Ripartizione del mercato per singolo aeroporto Graduatoria collegamenti operati da vettori low cost Traffico vettori Graduatoria dei primi 100 vettori operanti in Italia in base al numero totale dei passeggeri trasportati nel 2017 Confronto traffico vettori 2017 su 2016 Graduatoria dei primi 20 vettori operanti in Italia per tipo di traffico Vettore principale nei maggiori aeroporti Aeroporti commerciali – Serie storiche 2001 - 2017 Serie storiche: analisi dei dati di traffico dei singoli aeroporti dal 2001 al 2017, con i relativi grafici.

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26 gen 2018

AEROPORTI ITALIANI | Confermato il trend di crescita nel 2017

di mobilita

Continua ad aumentare il traffico aereo negli aeroporti italiani, traffico che nel 2017 si attesta a 175,4 MLN di passeggeri, 1,5 MLN di movimenti aerei e 1,1 MLN di tonnellate di merci, miglior risultato di sempre, quest’ultimo, per il traffico cargo nel nostro Paese. Importanti gli incrementi percentuali registrati rispetto al 2016 che corrispondono al 6,4% per il traffico passeggeri, al 3,2% per il numero dei movimenti aerei e al 9,2% per i volumi di merce trasportata. Per quanto riguarda il traffico passeggeri in particolare, sono stati 175.413.402 i viaggiatori transitati nel corso del 2017 nei 38 scali italiani monitorati da Assaeroporti, equivalenti a 10,7 MLN di passeggeri in più rispetto al 2016. Trainano il risultato la forte crescita del traffico internazionale sia UE, +8,5%, sia extra UE, +7,9%, e l’incremento del segmento nazionale, +3%, rispetto al 2016. Più nel dettaglio, i dati raccolti nel 2017 vedono attestarsi tra i primi 10 aeroporti più trafficati di Italia gli scali di: Roma Fiumicino (41 MLN), Milano Malpensa (22,2 MLN), Bergamo (12,3 MLN), Venezia (10,4 MLN), Milano Linate (9,5 MLN), Catania (9,1 MLN), Napoli (8,6 MLN), Bologna (8,2 MLN), Roma Ciampino (5,9 MLN) e Palermo (5,8 MLN). Sempre in termini di passeggeri trasportati, si segnalano inoltre i significativi risultati del: sistema aeroportuale romano (Fiumicino e Ciampino) con 46,9 MLN, quello milanese (Malpensa e Linate) con 31,7 MLN, del sistema Venezia-Treviso con 13,4 MLN, della Sicilia orientale (Catania e Comiso) con 9,6 MLN, del sistema toscano (Pisa e Firenze) con 7,9 MLN rete aeroportuale pugliese (Bari, Brindisi, Foggia e Taranto) con 7 MLN. Anno record per il settore del cargo che, con un totale di 1.145.218,99 tonnellate di merci movimentate nel 2017, si attesta a quasi 102 mila tonnellate in più rispetto al 2016. In questo contesto, si segnalano nella graduatoria dei primi 10 aeroporti per volumi di merce trasportata gli scali di: Milano Malpensa (589,7 mila tonnellate), Roma Fiumicino (185,9 mila tonnellate), Bergamo (125,9 mila tonnellate), Venezia (60,9 mila tonnellate), Bologna (56,1 mila tonnellate), Brescia (34,8 mila tonnellate), Roma Ciampino (17 mila tonnellate), Milano Linate (13,8 mila tonnellate), Napoli (11,1 mila tonnellate) e Pisa (10,6 mila tonnellate). Gli eccellenti risultati registrati nel traffico merci appena descritti sono in linea con il position paper sul cargo aereo approvato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e condiviso da 12 organizzazioni di settore nel corso del 2017, documento che supporterà, grazie a precise linee d’azione, l’ulteriore crescita del settore attesa per i prossimi anni. Proprio nella piena consapevolezza dello sviluppo che interesserà il settore del cargo aereo, si segnala che le società di gestione aeroportuale hanno incluso nei piani di intervento opere infrastrutturali dedicate al trasporto delle merci per un importo pari a 157 milioni di euro, nei prossimi 4 anni. Proseguendo nell’analisi dei dati, si evidenzia infine un incremento positivo anche per i movimenti aerei che crescono del 3,2% rispetto al 2016, spinti principalmente dalle destinazioni internazionali, +3,4%, in particolare da quelle extra UE, che si attestano al 4,8 %. Lo sviluppo del trasporto aereo italiano appena descritto appare in linea con la crescita registrata a livello mondiale dall’ICAO, l’Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile, che registra un incremento passeggeri nel 2017 pari al 7,1% . Il dato è tuttavia da accompagnare alla consapevolezza, a livello mondiale, della necessità di intercettare i flussi per i singoli Paesi. Come sottolineato anche dal CENSIS nell’ultimo rapporto sulla situazione sociale del Paese «La ricerca attiva e continuata di una collocazione significativa nel grande flusso degli scambi internazionali, è oggi un atto dovuto per qualunque Paese nel mondo» . Non possiamo non apprezzare che tutto ciò sia già iniziato in Italia in modo significativo per il settore cargo che a fronte di una crescita del 9,5% a livello mondiale (dati ICAO) vede il nostro Paese attestarsi su un significativo 9,2%.

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21 lug 2017

Atterraggi da brivido: gli aeroporti più pericolosi al mondo – PARTE II

di Andrea Baio

Continuiamo la nostra classifica a prova di cuore, che ci porterà a scoprire gli aeroporti più pericolosi del mondo dalla quinta alla prima posizione (clicca QUI per le precedenti). 5) L'aeroporto di Saba, nelle Antille Olandesi, è dotato della pista d'atterraggio più corta al mondo: appena 393 metri. E' letteralmente incastonato tra due scogliere alte 20 metri che piombano a precipizio nell'oceano e da rilievi collinosi a fianco. Basta un piccolo errore umano durante le delicate fasi di decollome atterraggio, e l'aereo precipita dritto in mare.   4) Alla quarta posizione troviamo l'aeroporto di Gibilterra. E' stato classificato come l'aeroporto più pericoloso d'Europa, e ci sono ottime ragioni.   L'aeroporto si interseca con la principale arteria stradale della città, rendendo assolutamente unico al mondo. Ogni qual volta un aereo atterra o decolla, esattamente come accade per i treni, un passaggio a livello di abbassa e blocca il flusso di auto in attraversamento. L'incidente insomma è dietro l'angolo, basta un solo automobilista incosciente per causare una strage.   3) La pista di ghiaccio della base statunitense McMurdo - in Antartide - occupa la terza posizione della nostra classifica. La pista non ha di certo problemi di lunghezza, essendo posizionata in mezzo al nulla, ed è pertanto idonea anche all'atterraggio e decollo di jet di enormi dimensioni. Il vero problema sono le condizioni metereologiche - che in Antartide possono essere molto estreme - e soprattutto le condizioni del ghiaccio, motivo per cui il pilota in fase di atterraggio deve stare molto attento poiché è possibile che quest'ultimo ceda sotto il peso delle ruote.   2) L'aeroporto internazionale di Sint Maarten, nelle Antille Olandesi, è uno degli aeroporti più sensazionali per gli appassionati di spotting. A causa dello spazio ridottissimo all'interno del quale è incastrato, il margine della pista si trova proprio a ridosso di una spiaggia molto affollata. I jet, anche di grosse dimensioni, sfiorano le teste dei passeggeri a 10 metri da terra prima di toccare il suolo. In fase di decollo la situazione è ancora più delicata, in quanto il jet-blast - un imponente getto d'aria causato dai motori in fase di spinta per il decollo - può spazzare letteralmente via persone e automobili. Tuttavia, paese che vai stupidità che trovi: la gente ha trasformato la caratteristica più pericolosa di questo aeroporto in uno sport internazionale di resistenza al getto!   1) Al primo posto di questa classifica troviamo l'aeroporto di Lukla, in Nepal. Per la sua combinazione di caratteristiche si guadagna il titolo di aeroporto più pericoloso del mondo. L'aeroporto di Lukla è lo scalo più vicino per tutti coloro che intendano partire per la vetta dell'Everest. E' situato ad un'altitudine di 2900 metri. La pista, lunga appena 460 metri, ha un'enorme montagna di fronte ed uno strampiombo di migliaia di metri all'altra estremità. Come se non bastasse, la pista è situata pure in pendenza. Le condizioni di atterraggio e decollo possono essere assolutamente estreme, tra venti fortissimi e nuvolosità che rende la visibilità molto ridotta. Solo pochissimi piloti sono abilitati ad atterrare a Lukla. Lukla è un aeroporto per stomaci forti: basta un piccolo errore del pilota e non esiste alcuno spazio di manovra per rimediare. Subito dopo il decollo i piloti devono effettuare una brusca virata per non schiantarsi sulla parete rocciosa di fronte alla pista.

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23 giu 2017

Atterraggi da brivido: gli aeroporti più pericolosi al mondo – PARTE I

di Andrea Baio

La necessità di essere collegati al resto del mondo in alcuni casi ha costretto l'uomo a costruire laddove non si dovrebbe: ponti, edifici, cavalcavia, etc. Non fanno eccezione gli aeroporti. In questa prima parte di classifica vi presentiamo gli aeroporti più pericolosi al mondo - dalla decima alla sesta posizione - e i conseguenti atterraggi da brivido: roba da piloti esperti e coi nervi saldi! 10) Alla decima posizione troviamo l'aeroporto Congonhas di San Paolo, in Brasile. Questo aeroporto ha la caratteristica di essere letteralmente incastrato all'interno della città, rendendo complesse le manovre di atterraggio e decollo a causa degli spazi estremamente ristretti. Come se non bastasse, le due piste sono estremamente corte - rispettivamente 1,940 metri e 1435 metri - e terminano a strapiombo una strada molto trafficata. Proprio questi fattori furono determinanti nel gravissimo incidente verificatosi a luglio del 2007, quando un errore del pilota fece schizzare fuori pista l'aeroplano, precipitando sulla strada e schiantandosi su una pompa di benzina, causando centinaia di morti. 9) Subito sopra c'è l'aeroporto internazionale di Toncontin, in Honduras. Questo aeroporto è situato in una valle a 1000 metri d'altezza, completamente circondato da montagne. Lo spazio è estremamente ridotto, e gli aerei in fase di decollo sono costretti ad una rapidissima ascesa per evitare di schiantarsi contro le montagne. Stessa cosa per quanto riguarda l'atterraggio: i piloti devono affrontare curve strettissime durante una discesa al cardiopalma, dove la coda del velivolo sfiora il terreno prima di toccare pista. 8) La classifica continua con l'aeroporto di Madeira, Portogallo. Situato sull'omonima isola nell'Atlantico, questo aeroporto è stato per lungo tempo molto pericoloso, a causa di una pista cortissima (originariamente appena 1600 metri), circondato dall'oceano da un lato e da alte montagne dall'altro. Gli atterraggi sono da brivido anche a causa dei forti venti laterali. A causa di incidenti verificatisi, e con la volontà di incrementare la sicurezza, nel 2000 la pista fu allungata sino a 2781 metri. Poiché lo spazio non era sufficiente, si decise di prolungarla facendo poggiare l'estensione su 180 pilastri di cemento armato alti circa 70 metri. 7) Alla settima posizione troviamo il singolarissimo aeroporto di Barra, in Scozia. La particolarità sta nel fatto di non avere una pista: gli aerei atterrano direttamente su una corta spiaggia situata di fronte all'aerostazione. E' l'unico aeroporto ad utilizzare una spiaggia come pista di atterraggio e decollo per i voli di linea. Possiede tre piste delimitate da pali di legno, che vengono sommersi dall'acqua durante l'alta marea, motivo per il quale l'aeroporto non può essere utilizzato di notte. Tuttavia, durante situazioni di emergenza, può capitare che gli aerei siano costretti ad eseguire atterraggi da brivido la sera. 6) Saliamo ai piani alti (in tutti i sensi) con l'aeroporto di Courchevel, in Francia. Questo aeroporto è roba per cuori e stomachi forti. E' il più alto d'Europa, essendo situato a oltre 2000 metri d'altezza presso l'omonima località sciistica. E' anche uno degli aeroporti con la pista più corta al mondo, misurando poco più di 500 metri. Ad aumentare l'esperienza adrenalinica e la pericolosità di decolli e atterraggi è il fatto che l'aeroporto non possiede procedure per l'approccio strumentale: si vola a vista, e solo in condizioni meteo ottimali. Non è omologato per i voli notturni ed è fuori discussione atterrare o decollare con la nebbia.

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09 mag 2017

Temporaneo ripristino dei controlli di frontiera per G7 di Bari e di Taormina dal 10 al 30 maggio

di Roberto Lentini

Ieri, presso la Direzione Generale dell'Ente Nazionale per l’Aviazione Civile , si è svolta una riunione sul temporaneo ripristino dei controlli alle frontiere a seguito di quanto disposto dal Ministero dell'Interno con Decreto del 6 aprile 2017. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, delegati del Ministero dell’Interno, Assaeroporti con alcuni rappresentanti dei gestori aeroportuali, IBAR (Italian Board Airline Representatives), Assaereo, IATA (International Air Transport Association). Per garantire lo svolgimento regolare e ordinato dei vertici dei Paesi G7 che si terranno a Bari dall’11 al 13 maggio e a Taormina dal 26 al 27 maggio 2017, verranno ripristinati i controlli alle frontiere interne (terrestri, marittime e aeree) dalle ore 00:00 del 10 maggio alle ore 24:00 del 30 maggio 2017, a seguito della temporanea sospensione del Trattato di Schengen per la libera circolazione delle persone. L’ENAC ha già invitato i vettori aerei nazionali e quelli stranieri operanti in Italia a fornire un’informativa ai propri passeggeri, sia sui siti internet, sia attraverso altre modalità ritenute efficaci. L’Ente chiede a tutto il settore aereo collaborazione e responsabilità nella predisposizione delle misure più idonee per ridurre al minimo l’impatto della reintroduzione del controllo dei documenti, affinché le attività del trasporto aereo possano essere effettuate nel rispetto della puntualità e del regolare svolgimento delle operazioni. L’ENAC, infine, invita i passeggeri con voli tra il 10 e il 30 maggio a recarsi in aeroporto dotati di documento d’identità in corso di validità e in anticipo rispetto ai tempi normalmente previsti, in modo da non incorrere in eventuali ritardi determinati dalla reintroduzione del controllo documentale.

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31 mar 2017

VIDEO | Aeroporti del futuro: ecco perché dovrebbero avere piste circolari

di Andrea Baio

Un interessante studio del centro aerospaziale olandese sembrerebbe aver dimostrato la convenienza di piste circolari che circondino le aerostazioni del futuro, al posto di quelle rettilinee. Perché una pista circolare? Anzitutto perché sono più ecologiche e ridurrebbero anche l'impatto acustico nelle zone residenziali adiacenti agli aeroporti, aumentando al contempo la sicurezza e ottimizzando i tempi. Gli aerei potrebbero atterrare e decollare su punti specifici della circonferenza, con la sicurezza di non subire venti trasversali o contrari, senza incappare in situazioni potenzialmente pericolose. Un'unica pista circolare consentirebbe l'atterraggio o decollo di tre aerei in contemporanea. Le caratteristiche fisiche di una pista di questo genere prevedono: lati esterni inclinati - per compensare la forza centrifuga - e un diametro di circa 3,5 km. La forza centrifuga stessa riduce il tempo di frenata dell'aeroplano, andando ad abbassare anche i consumi di carburante, con conseguente impatto positivo sull'ambiente. Una pista circolare consente inoltre atterraggi e decolli da ogni direzione, evitando così di concentrare i rumori in due zone specifiche, ma distribuendoli uniformemente, e quindi impattando meno dal punto di vista dell'inquinamento acustico. Inoltre, una pista a 360 gradi faciliterebbe la decisione di dove volare o no, andando a individuare il punto migliore. L'innovazione di questa idea si palesa nella sua semplicità e nella sua estrema efficienza, soprattutto se si considera che una singola pista circolare è lunga come tre piste rettilinee, ma gestisce senza alcun problema il traffico aeroportuale di quattro. La Commissione Europea ha finanziato il progetto, ma nessuna pista circolare è stata mai costruita. Di seguito, un video che spiega bene l'idea. Per maggiori informazioni, vi rimandiamo al rapporto della Commissione Europea

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07 gen 2016

Mazzata sui trasporti: ecco tutti i rincari del 2016

di Andrea Baio

Il nuovo anno sotto l'insegna del pendolarismo inizia decisamente male. Col 2016 infatti, arriverà l'ennesima stangata sui trasporti, che rischia di creare non pochi problemi a chi viaggia spesso per motivi di studio o lavoro. I rincari riguardano soprattutto pedaggi autostradali e treni, con una levitazione dei costi da 1,4 a 2,4 miliardi di euro in più, per un totale di circa 104 euro a famiglia. Le associazioni dei consumatori protestano, e il Ministero dei Trasporti avanza richiesta di protrarre gli sconti per i pendolari almeno per tutto il 2016. Le "Frecce" Trenitalia subiranno rincari che variano dal 2,3% per un diretto Napoli-Roma, sino ad un 3,5% per singolo biglietto Roma-Milano. Nessun cambiamento per quanto riguarda gli abbonamenti Alta Velocità invece. Come se non bastasse, a gravare sulla situazione arrivano gli aumenti delle tasse aeroportuali per le compagnie aeree, facendo levitare i costi a 9 -10 euro a passeggero a causa dei diritti di imbarco a vantaggio dei comuni. Ci chiediamo se a fronte di questa mazzata, ci si premurerà quanto meno di offrire un servizio accettabile ai passeggeri.  

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