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03 lug 2017

Riqualificazione urbana della ferrovia dismessa Cancello-Torre Annunziata

di mobilita

Il presidente Vincenzo De Luca ha firmato questa mattina insieme al sindaco Vincenzo Catapano il protocollo d’intesa tra Regione Campania e Comune di San Giuseppe Vesuviano, capofila del progetto che vede coinvolti i Comuni di Terzigno, Boscoreale e Torre Annunziata, per la realizzazione della pista ciclabile e della riqualificazione urbana della tratta dismessa della linea ferroviaria RFI di Cancello-Torre Annunziata. Alla firma hanno partecipato i sindaci interessati (Francesco Ranieri -Terzigno; Giuseppe Balzano - Boscoreale; Vincenzo Ascione - Torre Annunziata) e il consigliere regionale Antonio Marciano. Il protocollo è finalizzato alla realizzazione - il progetto è già in fase avanzata - della riqualificazione della linea ferroviaria dismessa, con una pista ciclabile lunga 12 chilometri con annesse opere di arredo urbano per un impegno finanziario di 9 milioni di euro. “Si tratta - ha dichiarato il presidente De Luca - di un importante progetto di riqualificazione urbana che la Regione Campania realizza insieme ai Comuni e alle Ferrovie, finalizzato alla valorizzazione turistica e alla promozione del sistema di mobilità ecosostenibile. La pista ciclabile lungo il percorso dismesso della rete ferroviaria, nel segno della qualità del progetto, può diventare un vero e proprio modello di recupero”. Ti potrebbero interessare Polo Mercitalia, cambiano trasporto merci e logistica Il trasporto merci in Italia viaggia soprattutto su gomma Corridoio merci Mediterraneo: firmata una lettera di intenti per rafforzare la cooperazione tra reti

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03 lug 2017

Gli investimenti per lo sviluppo degli scali italiani, Genova

di mobilita

In quest’articolo vi diamo conto del volume realizzato dall’ENAC sugli investimenti infrastrutturali operati sugli aeroporti nazionali dal 2000 con proiezioni future a medio e lungo termine. Vengono riportate tabelle riepilogative degli investimenti complessivi e degli investimenti ENAV 2000-2015 sugli scali aeroportuali e sugli impianti di assistenza al volo. Aeroporto di Genova Società di gestione: AEROPORTO DI GENOVA SpA L’aeroporto di Genova è lo scalo di riferimento della Liguria e del basso Piemonte ed è situato su una penisola artificiale la cui realizzazione ha richiesto otto anni di lavori e lo sbancamento della vicina collina di Monte Croce. Riveste un ruolo importante per il supporto fornito alle strutture del porto mercantile insieme alle industrie degli eventi fieristici. Nato come pista alternativa del Nord Italia e cresciuto come aeroporto d’affari per le industrie che dovevano viaggiare in tutto il mondo, si è sviluppato negli ultimi anni come aeroporto sempre più leisure e di incoming.

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03 lug 2017

Rfi | Manutenzione straordinaria della galleria San Gerlando, treni sospesi tra Agrigento Bassa e Agrigento Centrale

di Fabio Nicolosi

Importanti interventi di manutenzione straordinaria saranno realizzati da Rete Ferroviaria Italiana, tra Agrigento Bassa e Agrigento Centrale, da lunedì 3 luglio a mercoledì 16 agosto 2017. I lavori interesseranno la Galleria San Gerlando e consisteranno nel consolidamento della volta e degli elementi portanti della struttura, realizzazione di una paratia costituita da pali e contestuale sostituzione di rotaie e scambi. Investimento economico circa 2,7 milioni di euro. Per l’intera durata dei lavori, fra Agrigento Bassa e Agrigento Centrale sarà sospesa la circolazione dei treni. Per garantire la mobilità saranno attivati servizi sostitutivi con autobus. Le informazioni di dettaglio sui provvedimenti, con l’elenco completo dei treni interessati, orari e punti di fermata, saranno disponibili nelle stazioni, uffici assistenza clienti e su tutti i canali informativi del Gruppo FS Italiane.

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01 lug 2017

Trasporto Merci, prende corpo il progetto Alta Capacità

di mobilita

Il progetto del corridoio mediterraneo per il trasporto merci prende corpo. Tra non molti anni, al massimo un quinquennio, i treni in partenza dall'Interporto di Nola potranno arrivare direttamente oltre il confine svizzero, creando una sorta di rete di "Alta Capacità" per le merci europea. E' quanto emerso nel corso del convegno organizzato da FerCargo su "I primi effetti della cura del ferro". Il progetto di trasporto ferroviario delle merci sulla linea Alta Velocità di Interporto Servizi Cargo (ISC), illustrato da una relazione del direttore Francesco Pagni, viene indicato come una delle "best practice" a livello internazionale. Il progetto detta anche il calendario della futura operatività dei treni, derivante anche da un contratto quadro di RFI: nel 2019 circoleranno 18 treni - ripartiti sulle tratte Pomezia-Verona, Melzo-Pomezia e Novara-Pomezia - destinati a diventare 24 nel 2021 e 36 nel 2023. La velocità di esercizio non sarà superiore ai 120 km/h, perché l'obiettivo non è quello di fare concorrenza al Frecciarossa, ma sfruttare carri che trasportano i mega trailer in circolazione in Europa. Naturalmente, questo progetto richiede investimenti importanti ed una lunga fase di "preparazione" (macchinisti, convogli, omologazione locomotori ecc.).

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01 lug 2017

Metropolitana di Bari, il 3 luglio apre la stazione Cecilia

di mobilita

Martedì 4 luglio 2017 entrerà in esercizio la fermata Cecilia del servizio ferroviario metropolitano di Bari. La linea FM1 avrà quindi 10 stazioni e la fermata Cecilia diventerà il nuovo capolinea, dopo la fermata Ospedale. I treni in servizio sulla FM1 partono dalla stazione di Bari Centrale della Ferrotramviaria, attigua all'omonima stazione FS, e percorrono il primo tratto della linea per Barletta, toccando le fermate urbane di Quintino Sella, Brigata Bari e Francesco Crispi; tale tratto è a binario unico. Alla stazione di Fesca-San Girolamo ha inizio la tratta di nuova costruzione, in viadotto e a doppio binario; dopo la fermata di Tesoro, posta sul viadotto, la linea scende al piano di campagna e si interra, toccando le fermate sotterranee di Cittadella della Polizia e San Gabriele, fino alla stazione di Ospedale San Paolo, I lavori del prolungamento della tratta sono iniziati nel 2013 mediante la costruzione di un tratto di galleria artificiale lungo circa 600m, che si sviluppa nel territorio comunale di Modugno.  L’architettura proposta per il fabbricato della Stazione Cecilia nasce da due elementi fondamentali di studio: Il primo, tutto Ambientale, è relativo al recepimento delle indicazioni di massima riduzione dell’impatto volumetrico del progetto sul territorio, richiesto dagli Enti territoriali nel corso delle approvazioni di competenza e alla definizione del progetto valutato alla luce delle strategie suggerite nelle linee guida Regionali in merito al miglioramento del microclima e confort, individuando i temi e le soluzioni applicabili come il controllo delle radiazioni solari e il contributo della vegetazione per la qualità degli spazi aperti ed interni; sono stati approfonditi gli aspetti della progettazione finalizzata a migliorare le prestazioni energetiche , tecnologiche e manutentive dell’edificio. Pertanto rispetto all’area di valutazione CONSUMO RISORSE sono stati proposti materiali idonei, e previsti sistemi per il contenimento dei consumi di energia elettrica e di acqua (uso di fotovoltaico e sistemi di raccolta delle acque); rispetto all’area di valutazione QUALITA’ DEL SITO si sono utilizzate soluzioni per ridurre l’Isola del calore; rispetto all’area di valutazione QUALITA’ ENERGETICA sono state utilizzate soluzioni di ombreggiamenti e ventilazione incrociata e di facciata. Il secondo, tutto architettonico, è relativo al mantenimento della “immagine architettonica” congruente con le altre fermate sia pure con piccole variazioni che ne determinano la dovuta riconoscibilità dell’opera architettonica e della stazione in particolare; inoltre sono stati ottimizzati i volumi dei due corpi scala, riducendone la parte ininfluente ai fini funzionali e recuperando tale volumetria ampliando la superficie di piano terra ( hall) migliorando così la funzionalità degli spazi di distribuzione. L'opera è stata commissionata da Ferrotramviaria ed è costata circa 25 milioni di euro (fondi ministeriali ed europei) e consentirà ai 4mila residenti della zona Cecilia di raggiungere il centro di Bari.  

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30 giu 2017

Gli investimenti per lo sviluppo degli scali italiani, Foggia

di mobilita

In quest’articolo vi diamo conto del volume realizzato dall’ENAC sugli investimenti infrastrutturali operati sugli aeroporti nazionali dal 2000 con proiezioni future a medio e lungo termine. Vengono riportate tabelle riepilogative degli investimenti complessivi e degli investimenti ENAV 2000-2015 sugli scali aeroportuali e sugli impianti di assistenza al volo e su previsioni di sviluppo futuro da Contratto di Programma 2015-2018. Aeroporto di Foggia. Società di gestione: AEROPORTI DI PUGLIA SpA L’aeroporto di Foggia è inserito nell’articolato sistema viario e ferroviario della Capitanata. Il completamento degli interventi di potenziamento infrastrutturale contribuirà al rilancio dello scalo a beneficio del traffico commerciale, sia di linea che charter, funzionale alle esigenze dell’industria delle vacanze che ha nel Gargano uno dei più importanti poli attrattivi della Puglia.

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27 giu 2017

Gli investimenti per lo sviluppo degli scali italiani, Firenze

di mobilita

In quest’articolo vi diamo conto del volume realizzato dall’ENAC sugli investimenti infrastrutturali operati sugli aeroporti nazionali dal 2000 con proiezioni future a medio e lungo termine. Vengono riportate tabelle riepilogative degli investimenti complessivi e degli investimenti ENAV 2000-2015 sugli scali aeroportuali e sugli impianti di assistenza al volo. Aeroporto di Firenze. Società di gestione: TOSCANA AEROPORTI SpA L’aeroporto di Firenze ha vissuto fortune alterne fino al 1986, anno a partire dal quale ha iniziato un progressivo sviluppo sia infrastrutturale che commerciale, che oggi si attua su due fronti: l’integrazione con lo scalo di Pisa e la realizzazione di una nuova pista. Questi obiettivi consentiranno al sistema toscano di accogliere la crescita di passeggeri prevista nei prossimi anni, anche alla luce dell’incremento delle frequenze giornaliere programmate dalle compagnie aeree sulle principali destinazioni esistenti.

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23 giu 2017

Gli investimenti per lo sviluppo degli scali italiani, Cuneo

di mobilita

In quest’articolo vi diamo conto del volume realizzato dall’ENAC sugli investimenti infrastrutturali operati sugli aeroporti nazionali dal 2000 con proiezioni future a medio e lungo termine. Vengono riportate tabelle riepilogative degli investimenti complessivi e degli investimenti ENAV 2000-2015 sugli scali aeroportuali e sugli impianti di assistenza al volo. Aeroporto di Cuneo. Società di gestione: GEAC SpA Comoda porta d'accesso a un'area ricca di esclusive eccellenze, l'aeroporto di Cuneo, strategicamente situato nel cuore della Regione Piemonte a soli 50 km da Torino, rappresenta un tassello importante per lo sviluppo del territorio sia in termini di incremento di accessi turistici, grazie alla prossimità alla zona UNESCO di Langhe e Roero, sia in relazione alla peculiare caratteristica dello scalo di avere nella sua catchment area aziende leader a livello mondiale.

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23 giu 2017

Atterraggi da brivido: gli aeroporti più pericolosi al mondo – PARTE I

di Andrea Baio

La necessità di essere collegati al resto del mondo in alcuni casi ha costretto l'uomo a costruire laddove non si dovrebbe: ponti, edifici, cavalcavia, etc. Non fanno eccezione gli aeroporti. In questa prima parte di classifica vi presentiamo gli aeroporti più pericolosi al mondo - dalla decima alla sesta posizione - e i conseguenti atterraggi da brivido: roba da piloti esperti e coi nervi saldi! 10) Alla decima posizione troviamo l'aeroporto Congonhas di San Paolo, in Brasile. Questo aeroporto ha la caratteristica di essere letteralmente incastrato all'interno della città, rendendo complesse le manovre di atterraggio e decollo a causa degli spazi estremamente ristretti. Come se non bastasse, le due piste sono estremamente corte - rispettivamente 1,940 metri e 1435 metri - e terminano a strapiombo una strada molto trafficata. Proprio questi fattori furono determinanti nel gravissimo incidente verificatosi a luglio del 2007, quando un errore del pilota fece schizzare fuori pista l'aeroplano, precipitando sulla strada e schiantandosi su una pompa di benzina, causando centinaia di morti. 9) Subito sopra c'è l'aeroporto internazionale di Toncontin, in Honduras. Questo aeroporto è situato in una valle a 1000 metri d'altezza, completamente circondato da montagne. Lo spazio è estremamente ridotto, e gli aerei in fase di decollo sono costretti ad una rapidissima ascesa per evitare di schiantarsi contro le montagne. Stessa cosa per quanto riguarda l'atterraggio: i piloti devono affrontare curve strettissime durante una discesa al cardiopalma, dove la coda del velivolo sfiora il terreno prima di toccare pista. 8) La classifica continua con l'aeroporto di Madeira, Portogallo. Situato sull'omonima isola nell'Atlantico, questo aeroporto è stato per lungo tempo molto pericoloso, a causa di una pista cortissima (originariamente appena 1600 metri), circondato dall'oceano da un lato e da alte montagne dall'altro. Gli atterraggi sono da brivido anche a causa dei forti venti laterali. A causa di incidenti verificatisi, e con la volontà di incrementare la sicurezza, nel 2000 la pista fu allungata sino a 2781 metri. Poiché lo spazio non era sufficiente, si decise di prolungarla facendo poggiare l'estensione su 180 pilastri di cemento armato alti circa 70 metri. 7) Alla settima posizione troviamo il singolarissimo aeroporto di Barra, in Scozia. La particolarità sta nel fatto di non avere una pista: gli aerei atterrano direttamente su una corta spiaggia situata di fronte all'aerostazione. E' l'unico aeroporto ad utilizzare una spiaggia come pista di atterraggio e decollo per i voli di linea. Possiede tre piste delimitate da pali di legno, che vengono sommersi dall'acqua durante l'alta marea, motivo per il quale l'aeroporto non può essere utilizzato di notte. Tuttavia, durante situazioni di emergenza, può capitare che gli aerei siano costretti ad eseguire atterraggi da brivido la sera. 6) Saliamo ai piani alti (in tutti i sensi) con l'aeroporto di Courchevel, in Francia. Questo aeroporto è roba per cuori e stomachi forti. E' il più alto d'Europa, essendo situato a oltre 2000 metri d'altezza presso l'omonima località sciistica. E' anche uno degli aeroporti con la pista più corta al mondo, misurando poco più di 500 metri. Ad aumentare l'esperienza adrenalinica e la pericolosità di decolli e atterraggi è il fatto che l'aeroporto non possiede procedure per l'approccio strumentale: si vola a vista, e solo in condizioni meteo ottimali. Non è omologato per i voli notturni ed è fuori discussione atterrare o decollare con la nebbia.

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22 giu 2017

Scali Milano: firmato l’accordo di programma per riqualificare le aree dismesse

di mobilita

Oltre 675mila m² di verde, pari al 65% della superficie territoriale, 97 milioni di euro per interventi sulla Circle Line, almeno il 32% delle volumetrie complessive destinate a funzioni non residenziali, almeno il 30% delle volumetrie complessive destinate a residenza sociale e convenzionata, ridistribuzione delle volumetrie verso gli scali di maggior dimensione. Sono i punti chiave dell’Accordo di Programma sottoscritto oggi presso lo Scalo Farini da Comune di Milano, Regione Lombardia, Ferrovie dello Stato Italiane con Rete Ferroviaria Italiana e FS Sistemi Urbani, e Savills Investment Management Sgr (proprietaria di una porzione di area all’interno dello scalo Farini) per la riqualificazione dei 7 scali ferroviari dismessi, che insieme occupano una superficie di 1.250mila m², di cui circa 200mila rimarranno a funzione ferroviaria. Si tratta del più grande piano di rigenerazione urbana che riguarderà Milano nei prossimi 20 anni, uno dei più grandi progetti di ricucitura e valorizzazione territoriale in Italia e in Europa. L’Accordo recepisce le richieste indicate lo scorso novembre dal Consiglio Comunale e le istanze emerse durante il lungo percorso di partecipazione e dibattito pubblico che ha visto il coinvolgimento di oltre 60mila persone. Verde e spazio pubblico L’Accordo prevede di destinare almeno il 65% della superficie territoriale totale, pari a oltre 675mila m², ad aree verdi e spazi pubblici. Si tratta di un incremento di circa 130mila m² rispetto alla precedente ipotesi di accordo. Oltre ai 675mila m² saranno realizzati circa 200mila m² di connessioni ecologiche lungo i binari ferroviari, compreso il progetto Rotaie Verdi sulla cintura sud della città e il percorso ciclopedonale lungo i binari in direzione Chiaravalle. Tutti gli scali dovranno avere almeno il 50% delle aree a verde. In particolare, verranno realizzati un grande parco unitario di oltre 300mila m² allo Scalo Farini, che diventerà così il terzo più esteso della città insieme a Parco Montestella dopo Lambro e Sempione, un parco di 90mila m² a Porta Romana e un’oasi naturalistica di 140mila m² (pari al 100% della superficie totale dello scalo) a San Cristoforo. Circle Line La realizzazione della Circle Line è un elemento centrale per lo sviluppo sostenibile della Città Metropolitana. Nel prossimo decennio Ferrovie dello Stato Italiane investirà circa 1 miliardo di euro sul sistema ferroviario del nodo milanese. Legati all’Accordo di Programma vi sono 97 milioni di euro di investimenti finalizzati alla costruzione e all'ammodernamento delle stazioni lungo la Circle Line. Oltre ai 50 milioni generati dalle plusvalenze che si avranno a seguito dell’alienazione delle aree, infatti, 22 milioni andranno a finanziare le nuove stazioni di Tibaldi e Romana, 5 milioni integreranno gli investimenti per migliorare l’accessibilità della stazione di Greco Pirelli, 20 milioni saranno destinati alla nuova stazione di Dergano (previo studio di fattibilità) o in alternativa ad un altro intervento sulla linea. I 50 milioni, garantiti da FS anche qualora le plusvalenze risultassero inferiori, consentiranno di finanziare lo studio di fattibilità per lo sviluppo della cintura nord della Circle Line che confermerà l'esatta collocazione delle nuove stazioni, costruire la nuova stazione di Stephenson e realizzare i necessari adeguamenti per le stazioni di San Cristoforo, Greco-Pirelli e Romolo. Il 50% delle plusvalenze che potranno aversi oltre i 50 milioni già citati, inoltre, andranno a finanziare ulteriori interventi sul nodo ferroviario milanese. Oneri ed extraoneri Saranno 214 milioni di euro gli investimenti legati all’urbanizzazione delle aree. Oltre ai 133 milioni di euro di oneri di urbanizzazione che, secondo le stime, gli operatori dovranno versare all’Amministrazione, sono previsti extraoneri pari a 81 milioni di euro (80 milioni da parte di FS Italiane e 1 milione da parte di Savills Investment Managment Sgr) - suddivisi in 46 milioni per la trasformazione di Farini, 30 milioni per Romana e 5 milioni per  Genova - destinati alla realizzazione di opere di accessibilità e riconnessione delle aree. Volumetrie L’Accordo prevede un indice di edificabilità medio dello 0,65 (pari all’Adp 2015), con la ridistribuzione delle volumetrie previste nel precedente Accordo al fine di garantire un migliore mix abitativo negli scali di maggior dimensione e la concentrazione degli alloggi nelle aree con maggior disponibilità di servizi e trasporti. In particolare, si costruirà meno a Lambrate (-10mila m² pari a una riduzione del 30%), a Greco (-4mila m² pari a una riduzione del 14%) e a Rogoredo (-4mila m² pari a una riduzione del 20%). L’incremento volumetrico si realizzerà invece allo Scalo Romana (+ 14mila m² pari a un aumento del 9%) e a Porta Genova (+4mila m² di edilizia sociale pari a un aumento del 10%). Oltre il 32% delle volumetrie complessive saranno destinate a funzioni non residenziali (uffici, commercio, manifattura, artigianato, logistica, servizi privati…). Nel precedente Accordo il vincolo riguardava solo il 6% delle volumetrie. L’incremento più significativo riguarda gli scali di Farini e Romana, mentre viene confermato il vincolo del 70% di non residenziale a Porta Genova.  Confermato inoltre il divieto di costruire centri commerciali e grandi strutture di vendita. Tutte le previsioni sulle trasformazioni della popolazione milanese degli ultimi 5 anni e le stime sui cambiamenti futuri concordano in un incremento dei cittadini concentrato in particolare nella fascia 20-40 anni. Per rispondere al fabbisogno delle fasce sociali più deboli, almeno il 30% del costruito (di cui 40% in locazione, pari a circa 1.360 alloggi) sarà destinato ad housing sociale (23%) ed edilizia convenzionata ordinaria (7%). Per quanto riguarda l’housing sociale, saranno realizzati circa 2.600 alloggi per una superficie di 155mila m², di cui 2/3 (100mila m²) realizzati negli scali centrali di Farini, Romana e Genova. Tra questi, saranno realizzati 370 alloggi a canone sociale di cui 305 a Farini e Romana.  L’edilizia convenzionata ordinaria rappresenta un’ulteriore novità rispetto alla precedente ipotesi di Accordo: si tratta di circa 800 alloggi destinati al ceto medio, in vendita, in affitto o in affitto a riscatto, concentrati a Farini e Romana. Negli scali di Lambrate e Greco l’housing potrà essere destinato a residenze universitarie. Esclusa quindi la parte non residenziale,  il 44% degli alloggi da realizzare rientrerà nelle categorie di edilizia sociale o convenzionata. La quota massima prevista per la realizzazione di edilizia residenziale libera è limitata al 38% dell’edificabile. Funzioni L’Accordo delinea le vocazioni funzionali per i singoli scali previsti nella mozione di iniziativa consiliare e indicate dai Municipi. In particolare, si prevede la realizzazione di un’oasi naturalistica a San Cristoforo, funzioni legate alla moda e al design a Porta Genova, un grande parco unitario a Farini, che potrà ospitare anche funzioni pubbliche, attività connesse al mondo universitario a Lambrate e Greco, attività di natura culturale e connesse al distretto dell’agricoltura innovativa a Porta Romana. L’Accordo di Programma è accompagnato dal Documento di Visione Strategica redatto dagli uffici comunali con il supporto del Politecnico di Milano e approfondisce i temi posti dalla delibera e dalla mozione di iniziativa consiliare e i temi toccati nel corso del dibattito nei Municipi. Il documento sarà alla base delle linee guida per la definizione dei bandi di concorso per i masterplan e per le fasi attuative. L’Accordo definisce l’obbligo per gli operatori di sviluppare concorsi aperti in due gradi per i masterplan di Farini, Romana e Genova, oltre che per i parchi, gli spazi pubblici e gli edifici pubblici più rilevanti su tutte le aree. L’accordo fissa inoltre l’obiettivo di avviare le procedure concorsuali per il masterplan dello scalo Farini nei primi sei mesi dall’approvazione dell’Accordo. Si prevede infine il ricorso a bandi per gli usi temporanei degli scali, preferibilmente per funzioni ed attività legate ai giovani. La regia pubblica del processo di trasformazione urbanistica delle 7 aree sarà garantita anche attraverso la prosecuzione dell'importante percorso partecipativo finora realizzato. L’Accordo sottoscritto oggi dovrà essere ratificato dal Consiglio Comunale entro 30 giorni. I sette scali ferroviari Le aree dei sette scali ferroviari dismessi – Farini (618.733 m²) Greco (73.526m²), Lambrate (70.187 m²), Porta Romana (216.614 m²), Rogoredo (21.132 m²), Porta Genova (89.137 m²)  e San Cristoforo (158.276 m²) – rientrano tra i beni immobili trasferiti all'ente “Ferrovie dello Stato” (istituito con Legge n.210 del 17/05/1985), parte del patrimonio su cui l'ente ha piena disponibilità secondo il regime civilistico della proprietà privata. Nel perimetro delle stesse sono ricomprese sia aree ormai dismesse sia aree ancora strumentali all'esercizio ferroviario. La società FS Sistemi Urbani, controllata al 100% da Ferrovie dello Stato Italiane, ha il mandato di valorizzare le proprietà del gruppo non strumentali alle attività di trasporto in tutta Italia. Un tempo elementi fondamentali del funzionamento economico, sociale e infrastrutturale della città, oggi questa aree rappresentano elementi di discontinuità per il suo sviluppo, essendo per buona parte degradate e in stato di abbandono. A partire dal 2005 il Comune di Milano, Ferrovie dello Stato Italiane e Regione Lombardia hanno iniziato a definire gli obiettivi e il percorso per la trasformazione urbanistica degli scali dismessi connessa al potenziamento del sistema ferroviario milanese. La rigenerazione degli scali ricucirà i vuoti urbani tra centro e periferia, creando nuovi quartieri caratterizzati da un mix funzionale e abitativo, un’infrastruttura verde diffusa e un sistema di mobilità sostenibile capillare.

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