Articolo
28 giu 2020

Partita la car-carrier Siem Confucius prima nave alimentata a GNL per la rotta atlantica

di mobilita

E' partita dal porto tedesco di Emden, per il viaggio inaugurale, la car-carrier Siem Confucius, alimentata a gas naturale liquefatto diretta in Messico. E' il primo mercantile automobilistico al mondo, insieme al suo gemello Siem Aristotle, ad essere alimentato da gas naturale liquefatto a combustione pulita GNL che riduce le emissioni di anidride carbonica fino al 25 percento e le emissioni di ossido di zolfo fino al 100 percento per nave. Commissionati in esclusiva per Volkswagen, i due nercantili segnano una svolta fondamentale nel modo in cui i principali attori del settore stanno lavorando insieme verso un futuro di trasporto marittimo sostenibile destinate a ostituire due delle nove navi a propulsione tradizionale usate attualmente dalla Volkswagen sulla rotta atlantica tra Europa e Nord America. Durante i suoi viaggi di andata e ritorno tra la Germania e gli Stati Uniti, i due vettori di automobili saranno alimentati con GNL a Jacksonville, negli Stati Uniti, ed Emden, in Germania, dove sono disponibili due punti di bunkeraggio. Le specifiche tecniche di entrambe le navi sono a dir poco impressionanti. Entrambi misurano fino a 200 metri per 38 metri e dispongono di 13 ponti auto con una capacità di 7.500 CEU (unità equivalenti per auto), che consentiranno loro di trasportare circa 4.700 veicoli del modello Volkswagen in un unico viaggio e avranno una "eco-velocità" media di 16,5 nodi e una velocità di servizio completa di 19 nodi, alimentata da un motore da 12.600 kW sviluppato da MAN Energy Solutions. Ciò li rende quasi sei metri più larghi dei portabagagli attualmente in uso, in gran parte a causa dello spazio aggiuntivo necessario per due serbatoi di gas liquido da 1.800 metri cubi. Per mantenere la stessa capacità di trasporto delle navi convenzionali, le navi sono state costruite in modo significativamente più ampio.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
10 giu 2020

ANAS | Consegnati sei nuovi veicoli per le operazioni di sgombero neve di strade e autostrade

di Fabio Nicolosi

Consegnati ad ANAS 6 veicoli Scania P 360 B6X4*4HA, allestiti con innovative attrezzature invernali prodotte da Bucher Municipal Italia, presso le officine Giletta. Grande manovrabilità e visibilità: due caratteristiche vincenti per garantire i massimi livelli di sicurezza nelle operazioni di sgombero neve di strade e autostrade. La carovana di veicoli è partita dalla sede di Italscania di Trento per raggiungere i siti ANAS di L’Aquila e Cosenza. Scania si è aggiudicata il primo lotto del bando di gara indetto da Anas per la fornitura di 6 autocarri pesanti a trazione semplice 3 assi, allestiti per operazioni e viabilità invernale. La carovana di veicoli, scortata dal team di Italscania, è partita dalla sede dell’azienda ed ha attraversato lo stivale per raggiungere i siti ANAS di L’Aquila e Cosenza. Un mezzo ha fatto il proprio ingresso trionfale a Roma, raggiungendo la sede ANAS nel centro città per essere visionato e testato da tutta la squadra ANAS prima di prendere il proprio posto nel cantiere di Cosenza. I mezzi sono dotati dei nuovi motori Scania Euro 6 da 9 litri, 5 cilindri in linea, nella versione da 360 CV. Sono allestiti con innovative attrezzature invernali prodotte da Bucher Municipal Italia, presso le officine Giletta. In particolare sono dotati di spargisale “serie UniQa”, che lavorano in modo completamente automatizzato, e lame sgombraneve autostradali equipaggiate con l’innovativo “sistema brevettato MBS”, migliorando così la qualità dello sgombero neve e la sicurezza delle strade. MOTORE 9 LITRI, 5 CILINDRI DA 360 CV: AFFIDABILITA’ COLLAUDATA La gamma di motori Scania Euro 6 da 9 litri, estremamente affidabile e collaudata, è stata aggiornata con una serie di migliorie per rimanere all’avanguardia sia in termini di consumo di carburante che di guidabilità. La nuova gamma di motori Euro 6 da 9 litri presenta turbocompressori a geometria fissa (FGT) e controllo di emissioni dei gas di scarico che si affidano esclusivamente alla riduzione catalitica selettiva (motori puri SCR). La versione da 360 CV eroga una coppia massima di 1.700 Nm già a 1.050 giri/min con un rapido aumento della coppia a partire fin dal minimo. Rispetto ai motori 13 litri, garantiscono una considerevole riduzione del peso, consentendo così di aumentare il carico utile senza compromettere le prestazioni. I mezzi sono equipaggiati inoltre con Scania Opticruise di V generazione con Clutch on Demand, che garantisce una cambiata molto fluida e rapida, continuità nell’erogazione della potenza assicurando i massimi livelli di comfort. CONFIGURAZIONE SU MISURA PER ANAS La configurazione a 3 assi, B 6X4*4 rappresenta la soluzione ideale per la viabilità invernale, che richiede trazione anteriore, ottima manovrabilità e al tempo stesso elevato carico utile. Nei veicoli consegnati ad ANAS l’assale di supporto, posizionato dietro il secondo assale, è sollevabile e sterzante, con controllo elettronico e azionamento elettro-idraulico. Le sospensioni pneumatiche posteriori (sul secondo e terzo assale), consentono inoltre di regolare l’altezza del telaio e mantenere costante il livello al variare del carico, agevolando così il montaggio delle catene da neve grazie all’aumento dello spazio tra pneumatico e parafango, quando le sospensioni sono sollevate. Al tempo stesso, la configurazione del veicolo garantisce elevati livelli di manovrabilità e comfort, una minore usura dei pneumatici e una maggior efficienza dal punto di vista dei consumi di carburante. L’assale di supporto a controllo elettronico comandato idraulicamente (EST) presenta notevoli vantaggi dal punto di vista dell’allestimento: il telaio è infatti libero da tubi idraulici che renderebbero più complesse le operazioni di allestimento del mezzo. La cabina P, equipaggiata con 3 posti, garantisce ottima visibilità nella postazione di guida, pulsanti e controlli sono ad immediata portata del guidatore che potrà così porre massima attenzione alla guida. Gli ampi gradini di accesso, antisdrucciolevoli, garantiscono i massimi livelli di sicurezza in salita e discesa dalla cabina. “Anas – ha dichiarato Roberto Mastrangelo, Responsabile Gestione Rete di Anas – prosegue con il piano di potenziamento della flotta dedicata allo sgombero neve e trattamento antighiaccio. Il nostro obiettivo è di aumentare la sicurezza della circolazione e la qualità del servizio reso all’utenza in condizioni meteo avverse. Riteniamo che i nuovi autocarri Scania, uniti alle attrezzature Bucher, rispondono pienamente a questi obiettivi, oltre a garantire elevati standard di sicurezza per il nostro personale.” “Grazie ad un lavoro di squadra tra il team tecnico e commerciale di Italscania, la casa madre e l’allestitore e sfruttando a pieno le potenzialità offerte dal sistema modulare Scania, abbiamo potuto confezionare un veicolo che risponde al meglio alle esigenze operative di ANAS”, ha evidenziato Sabrina Loner, Head of Sales & Development Construction, Distribution, Public & Special di Italscania. “Siamo convinti che la componente tecnologica, i massimi livelli di visibilità e guidabilità offerti e gli elevati standard di qualità della nuova generazione Scania consentiranno agli operatori ANAS di svolgere il proprio lavoro in tutta sicurezza, senza rinunciare ad un elevato livello di comfort a bordo”. L’ALLESTIMENTO: UN LAVORO DI SQUADRA CON GILETTA I veicoli sono stati allestiti con le innovative attrezzature invernali prodotte da Bucher Municipal Italia, presso le officine della Giletta S.p.A. Gli spargisale “serie UniQa” sono equipaggiati per lavorare in modo completamente automatizzato, garantendo la massima sicurezza per l’operatore che si può quindi concentrare solamente sulla guida del veicolo. Le già performanti e moderne lame sgombraneve autostradali sono state equipaggiate con l’innovativo “sistema brevettato MBS”, migliorando così la qualità dello sgombero neve e la sicurezza delle strade. Questo sistema di iniezione di soluzione salina, totalmente integrato nella lama, garantisce ampi benefici tra cui la possibilità di snellire le procedure operative, aumentare l’efficacia nei cicli di abbattimento neve ed un conseguente risparmio del materiale di spargimento.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
07 giu 2020

Gruppo Veronesi: parte il quinto digestore anaerobico da 2,5 milioni di euro per la produzione di biogas

di Fabio Nicolosi

Il 5 Giugno è entrato in funzione il quinto digestore anaerobico da 2,5 milioni di euro del Gruppo Veronesi che, insieme agli altri già operativi, permette di produrre biogas, energia elettrica e termica da fonti rinnovabili. Gli impianti dell’azienda infatti consentono di trattare tutti i fanghi prodotti dalla depurazione del 100% delle acque reflue degli stabilimenti di produzione avicola AIA. Tutti gli impianti di biogas del Gruppo, realizzati grazie ad un investimento complessivo di oltre 20 milioni di euro, sono altamente tecnologici e gestiti da personale specializzato, secondo modalità operative e rigidi protocolli. Oltre alla generazione di energia, il processo di trattamento dei reflui organici prevede la restituzione di acqua perfettamente depurata nell’ambiente. Il biogas firmato Veronesi è il frutto dalla gestione virtuosa delle acque reflue derivante dal processo di lavorazione delle carni. Attraverso un ciclo di trattamento interno agli stabilimenti, l’acqua utilizzata per la lavorazione dell’avicolo viene recuperata e depurata, restituendo all’ambiente una risorsa idrica completamente ripulita, che può essere re-immessa in natura nel pieno rispetto dell’ecosistema locale. I fanghi, la componente organica residua, sono trasformati in biogas e l’energia termica prodotta compensa parte dei bisogni energetici dell’azienda. I fanghi residuali sono ulteriormente essiccati e potrebbero essere utilizzabili come fertilizzanti. Per garantire l’assenza di sostanze estranee o non ammesse e gestire gli impianti di depurazione nel rispetto delle normative vigenti, il laboratorio centrale di Chimica di proprietà del Gruppo, ultimato nel 2018, effettua circa 2.000 analisi annue dell’acqua. Ciò permette di tutelare la variabilità di tutti gli organismi viventi inclusi negli ecosistemi acquatici, terrestri e marini e nei complessi ecologici di cui essi sono parte. La sostenibilità aziendale diventa così una buona pratica quotidianamente seguita dal Gruppo Veronesi, in grado oggi di generare dai reflui una risorsa energetica preziosa e pulita. Complessivamente, gli impianti di produzione di energia alternativa (biogas, fotovoltaico e solare termico) del Gruppo producono energia pari al consumo medio annuo di più di 7.800 famiglie e permettono di evitare l’emissione nell’aria di circa 6.600 tonnellate di CO2, equivalenti ai consumi di circolazione di oltre 5.000 auto in un anno*. L’impianto di biogas è solo uno degli ultimi esempi di sostenibilità che il Gruppo continua a perseguire coniugando salvaguardia dell’ambiente, crescita economica e sviluppo sociale. *Il calcolo è stato effettuato considerando che un’auto produce in media 0,116 kg/km con una percorrenza media è di 11.200 km all’anno.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
06 giu 2020

ROMA | Il Consiglio di Stato boccia l’isola ambientale al Rione Monti

di mobilita

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso di residenti e commercianti e boccia il progetto di isola Ambientale al Rione Monti. La bocciatura è motivata dal fatto che mancano le analisi sul traffico e si riscontrano violazioni del Codice della strada. Nel 2019 il Tar aveva invece dato ragione al Comune. "C'è poco da esultare, è una sconfitta per tutti" ha affermato il presidente della commissione Trasporti Enrico Stéfano. Il progetto di Isola Ambientale prevedeva l'eliminazione del pesante traffico di attraversamento con un sistema di varchi e, secondo Enrico Stéfano, avrebbe portato qualità, decoro, sicurezza al Rione con nuove zone pedonali e a velocità ridotta e una disciplina di traffico a misura di pedoni e biciclette. "Avrebbe portato maggiore vivibilità a via dei Serpenti.- ha scritto sulla propria pagina Facebook Enrico Stéfano - Oggi se io voglio andare con mio figlio con il passeggino a via dei Serpenti devo camminare in mezzo alla strada, poiché il marciapiede è inesistente. E quindi potrei evitare di farlo e andare altrove. Al contrario eliminare un po' di sosta (soprattutto quella illegale riducendo lo spazio fisico per poter commettere una infrazione) per allargare il marciapiede e consentire a chiunque (anche e soprattutto romani e famiglie) di fare una sana passeggiata ammirando uno spazio unico, avrebbe aiutato a ridurre quella "turistificazione" e "movidizzazione" che i residenti pensano invece di "combattere" mantenendo le auto ovunque. E' esattamente il contrario. Ancora erano stati riorganizzati gli spazi di sosta e di carico e scarico merci, contemperando le esigenze di tutti e riservando anche numerosi stalli per i residenti su via Cavour e via Milano. Infine, c'erano le pedonalizzazioni tanto avversate di via Madonna dei Monti e via Urbana, ma come descritto, all'interno di una visione ampia e omogenea. Sugli effetti positivi, anche dal punto di vista economico, che la riduzione della congestione e le pedonalizzazioni portano ho sempre elencato una serie infinita di esempi e studi che evito di ripetere. È facile intuire quindi anche qui cosa avrebbe significato per i valori immobiliari o il commercio e artigianato di qualità questo progetto. Un peccato davvero, l'ennesima occasione sprecata per la nostra città", conclude Stéfano. TI POTREBBE INTERESSARE:; ROMA | Isola ambientale Monti, nel 2019 la prima fase dei lavori  

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
28 mag 2020

‘BARI OPEN SPACE’: 30 nuovi interventi per RIABITARE la città

di Roberta Gentile

'Bari Open Space' è il piano per la mobilità sostenibile e la vivibilità dello spazio pubblico che il Comune ha proposto per ridisegnare la città, rispondere alle nuove esigenze di distanziamento sociale dopo l’emergenza sanitaria e migliorare l’ecologia urbana. Quella che questo piano adotta può essere definita una scelta di urbanistica tattica,che consente di attuare trasformazioni urbane temporanee e partecipate per migliorare le condizioni di vita nei quartieri attraverso interventi flessibili, economici, rapidi e condivisi. Le due aree programmatiche del progetto vengono battezzate con modi di dire prettamente baresi: “a muoversi” per i trasporti, “a stare” per gli spazi pubblici. Le norme sul distanziamento sociale hanno portato profondi cambiamenti nella visione della vita, mettendo in evidenza quanto sia diffusa l’esigenza di spazio aggiuntivo per muoversi, sostare e vivere la quotidianità. L’emergenza sanitaria rappresenta perciò anche l’opportunità di riorientare positivamente alcuni obiettivi verso il futuro, per validare l’idea di città portata avanti dall’amministrazione comunale, modificando o accelerando alcuni processi in corso. In una nota del Comune lo spazio pubblico viene definito come “il vero bene comune delle nostre città”: da ciò nasce l’idea di ripensare la città in un’ottica più sostenibile e resiliente. La proposta lanciata dal sindaco Antonio Decaro prevede la realizzazione di arene per spettacoli all’aperto, piste ciclabili e aree pedonali attraverso la sola segnaletica orizzontale e verticale, per un totale di 57 km aggiuntivi, triplicando la lunghezza dei percorsi ciclabili già esistenti. Per quanto riguarda il sistema dei trasporti, saranno ampliate le Zone a Sosta Regolamentata (ZSR) per disincentivare l’uso dell’auto privata, sarà attivato lo sharing di micromobilità elettrica, sarà ridefinito il piano delle Zone 30, 20, 10 per moderare il traffico. Il primo cittadino porta l’esempio di un nuovo corso Vittorio Emanuele con piste ciclabili create tra le due carreggiate centrali e i nuovi spazi di sosta. I 30 interventi previsti sono finalizzati ad aumentare la dotazione di spazi pubblici e riqualificare quelli già esistenti, in particolare nei contesti carenti di piazze e aree verdi, per renderli spazi in cui condividere momenti di cultura e spettacolo, offrire occasioni di relazione sociale e fare attività sportiva all’aperto, nel rispetto delle misure di distanziamento sociale previsto dalla norma. Un esempio potrebbe essere Piazza Umberto a Carbonara che potrebbe ospitare un’arena per spettacoli all’aperto, l’area nelle immediate vicinanze del faro potrebbe essere utilizzata dai runner e dagli sportivi, l’intersezione tra via Putignani e via Manzoni, pedonalizzata, potrebbe essere allestita con arredi urbani. In un momento in cui i tempi contingenti e il rispetto delle norme sul distanziamento sociale prevalgono su tutto, ecco che il nuovo piano sulla mobilità light e sull’urbanistica tattica presentato il 26 Maggio a Palazzo di Città si delinea su poche ma essenziali direttrici: si fa di necessità virtù.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
23 mag 2020

MILANO | Piazza Schiavone, con la riqualificazione più alberi e sicurezza

di mobilita

Più alberi, spazi fruibili per adulti e bambini e maggior sicurezza. E' pronto il progetto di riqualificazioneper piazza Schiavone, quartiere Bovisa, promosso dal Verde e già presentato al Municipio 9. L’intervento, frutto delle richieste dei comitati di quartiere e del Municipio, prevede il ridisegno e l’armonizzazione della piazza, oggi divisa in due parti, una alberata e l’altra pavimentata. Si prevede quindi la demolizione delle scalinate e dei setti murari esistenti, che oggi creano anfratti di difficile sorveglianza soprattutto in orario notturno. Saranno ampliate le aiuole, portando la superficie a verde dagli attuali 983 mq a 1.525 mq, e salvaguardati i 24 alberi esistenti, con la messa in sicurezza dell'apparato radicale di una paulownia che sta sollevando una porzione di pavimentazione. Nella parte oggi totalmente pavimentata verranno messi a dimora 16 nuovi esemplari ad alto fusto di prima e seconda grandezza, che garantiranno l’incremento delle aree ombreggiate e fruibili contrastando l'isola di calore. In arrivo anche una nuova pavimentazione ad elevato potere drenante, con la realizzazione di percorsi pedonali che miglioreranno la fruibilità all'interno dell'area verde. Verrà infine ampliata l’area dedicata ai bambini con l’inserimento di nuovi giochi inclusivi. "L'intervento si inserisce nella strategia di rigenerazione dei quartieri a partire dalle piazze - dichiara l'assessore all'Urbanistica e Verde Pierfrancesco Maran -. Mai come in questo periodo stiamo riscoprendo l'importanza di spazi pubblici di qualità in prossimità della propria abitazione, luoghi in cui incontrarsi, passare del tempo all'aria aperta, far giocare i bambini. Anche piazza Schiavone, oggi penalizzata dalla sua conformazione, con questo ridisegno potrà diventare un nuovo punto di riferimento per il quartiere". Il restyling verrà realizzato durante l’estate per un costo complessivo di circa 200mila euro.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
21 mag 2020

La città che lotta contro il cambiamento climatico saprà reagire alle crisi future

di Annamaria Pace

In passato le catastrofi naturali, le crisi economiche e le epidemie hanno avuto un grande impatto sulle città. Oggi in tutto il mondo stiamo assistendo alla crisi sanitaria ed economica derivante dall’epidemia da COVID-19: il rifornimento alimentare, gli alloggi, i mezzi di sussistenza, i trasporti pubblici e la vita sociale sono i settori maggiormente colpiti. Allo stesso tempo abbiamo rilevato una rilevante riduzione dell’inquinamento nelle città che ha mostrato effetti positivi e vantaggi per l’ambiente urbano. Questa correlazione di causa ed effetto è affascinante, ma pericolosa; infatti il lockdown ha mostrato che sono possibili miglioramenti ambientali su larga scala, ma a caro prezzo. Il Covid-19 ha messo in luce le disuguaglianza sociali ed i profondi difetti nella nostra economia, danneggiando maggiormente le categorie di persone più vulnerabili: anziani, bambini, persone con malattie croniche, persone senza fissa dimora e quelle con accesso limitato ai trasporti sicuri e servizi pubblici. Associare i benefici della riduzione dell’inquinamento al danno economico a cui stiamo assistendo, infatti, può comunicare un’idea errata riguardo ai i vantaggi che si possono ottenere nell’attuare le strategie necessarie per contrastare al cambiamento climatico. La risposta ai cambiamenti climatici si può ottenere tramite interventi duraturi, dando la priorità all’equità e all’inclusione così come dimostrato dalla rete internazionale C40. Il network C40 Cities connette più di 80 grandi città impegnate nella lotta ai cambiamenti climatici e sta portando avanti azioni coraggiose e ambiziose in diversi ambiti: energia e architettura, trasporti e pianificazione urbana, cibo, rifiuti, acqua, qualità dell’aria, raccolta dati e attuazione dell’adattamento. La città di Bogotà offre un ottimo esempio di come gli spazi pubblici urbani si adattano alle nuove esigenze. Infatti la capitale della Colombia, già famosa per i suoi spazi e le sue infrastrutture dedicate alla bicicletta, dopo che l’epidemia Covid ha interrotto i servizi di trasporto pubblico e ridotto al minimo il traffico, ha potenziato la sua rete ciclabile. I percorsi ciclabili rappresentano l’unico modo per le persone di muoversi mentre praticano l’allontanamento fisico in modo salutare. Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) l’inattività fisica, la scarsa pedonabilità e la mancanza di accesso alle aree ricreative rappresentano il 3,3% delle morti globali oltre a creare gravi danni per la salute mentale della popolazione. Berlino sta attuando una strategia per migliorare la sicurezza alimentare urbana attraverso la creazione di orti urbani. In Germania, il 20% dell’agricoltura dovrà essere coltivata biologicamente entro il 2030, oggi oltre 80.000 famiglie hanno un orto e coltivano frutta e verdura biologica di alta qualità nei parchi e su terreni liberi. Uno di questi è Allmende Kontor realizzato sulla superficie dell’ex aeroporto di Tempelhof: sviluppato nel 2011 come progetto sociale di agricoltura urbana, riutilizza le terre incolte della città. Oggi ospita 900 giardinieri su 5.000 metri quadrati di terreno. Il risultato è una maggiore biodiversità, minori emissioni di CO2, una riduzione dell’effetto isola di calore, un microclima migliorato e prodotti locali freschi. L’implementazione dei servizi digitali e delle infrastrutture sostenibili stanno creando uno sviluppo inclusivo e una migliore qualità della vita della città, ma serve ancora una corretta pianificazione di questi interventi di contrasto al cambiamento climatico da realizzare con urgenza in modo da preparare le città a reagire con efficacia alle prossime sfide.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
21 mag 2020

MILANO | Piazza San Babila – largo Augusto: una grande area pedonale collega Duomo e Università Statale

di mobilita

La creazione di un'area continua che dal Duomo, attraverso corso Vittorio Emanuele e piazza San Babila, porta a largo Augusto e, attraverso la riqualificazione di piazza Santo Stefano, fino all’area pedonale dell’Università Statale tra via Festa del Perdono e largo Richini, riqualificando un ambito storico a forte vocazione pedonale, è l'obiettivo del progetto di risistemazione delle aree oggi occupate dai cantieri della M4 che caratterizza piazza San Babila e largo Augusto e concede più spazio ai pedoni, al verde e alle biciclette oltre che alla connessione con il trasporto pubblico e i taxi. Con la realizzazione della linea blu che che proviene dai quartieri a est della città e da Linate in direzione ovest - San Cristoforo e viceversa, piazza San Babila diventa uno dei nodi di interscambio del trasporto pubblico più importanti e per questo le risistemazioni tengono fortemente conto delle connessioni con la metropolitana, i mezzi di superficie e le fermate dei taxi. Il progetto di risistemazione di piazza San Babila e Largo Augusto è stato presentato oggi da Marco Granelli, assessore alla Mobilità e Lavori pubblici, dal Presidente di M4 S.p.aA., Fabio Terragni e dai rappresentanti dell'assessorato all'Urbanistica al Presidente Fabio Arrigoni e ai consiglieri del Municipio 1 e alle associazioni dei commercianti e dei cittadini. “La risistemazione dell'area, al termine della costruzione della nuova linea della metropolitana, – dichiara Marco Granelli assessore alla Mobilità – rappresenta una grande occasione per ridare coerenza a tutto l'ambito Duomo - San Babila - largo Augusto e valorizzarne la forte vocazione pedonale riprendendo anche il progetto del 1996 di Caccia Dominioni. Con la realizzazione di questo progetto miglioreremo la mobilità in città agevolando le connessioni fra linee di superficie e sotterranee oltre che con i taxi e daremo più vivibilità a una delle zone più centrali e conosciute di Milano”. L’ampliamento dell’area pedonale di piazza San Babila consente di collegare i due lati della piazza e di estendere l'area pedonale fino a largo Toscanini creando un percorso per pedoni lungo corso Europa che mediante la creazione di una ZTL sarà reso accessibile solo al trasporto pubblico, ai taxi e ai mezzi del carico/scarico negli orari consentiti, integrandolo con una nuova pista ciclabile. Corso Europa è pensato a senso unico di marcia nel tratto tra via Borgogna e il parcheggio di largo Corsia dei servi e tra via Cavallotti e largo Bersaglieri. Di conseguenza, in via Borgogna si ipotizza la manovra torna indietro riservata ai soli taxi e ai veicoli privati. Per largo Augusto, la proposta è di chiudere al traffico i due corselli laterali, garantendo ai veicoli la continuità dell’itinerario via Cesare Battisti - via Cavallotti - corso Europa - via Larga, mantenendo anche la svolta a sinistra da largo Bersaglieri a via Verziere. Per quanto riguarda la risistemazione dell'area i progetti presentati prevedono una nuova pavimentazione in cubetti di granito nazionale posati in file parallele in continuità con largo Toscanini, corso Europa e largo Bersaglieri, Verziere e largo Augusto; una grande ricucitura urbana fatta di piccoli dettagli monocromatici su cui emergono i monumenti, le fontane e nuove aree verdi. Largo Toscanini, per esempio, è ridisegnato con pavimentazione a raso con nuove alberature e con accesso consentito al solo servizio di trasporto pubblico e ai taxi. Anche il tratto da largo Bersaglieri a largo Augusto iprevede nuove alberature che ricordino gli ombrelloni tondi del vecchio mercato.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
19 mag 2020

L’uomo è un virus del pianeta: come coniugare sfera ecologica e sfera economica

di mobilita

Come coniugare sfera ecologica e sfera economica attraverso una nuova narrazione del presente: con la forza che soltanto certe immagini possono avere, i cervi che entrano nelle città deserte, le pecore che pascolano al centro del paese, le anatre che si spingono a curiosare dove un tempo solo l’uomo poteva, in questi giorni di lockdown abbiamo visto scene che scuotono e interrogano il presente. E se l’uomo fosse davvero un virus della Terra? Se fosse il parassita più insidioso di Gaia, il pianeta vivente? Quei video apparsi sui social che raccontano di una natura spaventata dall'uomo, manifesta un grido silenzioso e inaudibile dall'essere umano che, preso dalla sua frenesia iperconsumista, non ha tempo né orecchie per capire che il pianeta è malato a causa sua ma che, allo stesso tempo, se l’uomo si ferma la natura si riprende i suoi spazi. Perché non ci curiamo della vita degli orsi polari, della morìa delle api e delle specie che popolano le nostre foreste? Della riduzione della biodiversità a causa dell’agricoltura e degli allevamenti intesivi? Delle aziende che inquinano estraendo e bruciando gas, petrolio e carbone? Per una narrazione efficace del pericolo. L’uomo si mobilita solo quando ha percezione che il rischio per la sua incolumità è reale, concreto e definibile. L’esempio dello stato d’emergenza di questi mesi è lampante in quanto ha concesso ai governi di tutto il mondo di sospendere libertà costituzionali fondamentali e bloccare le economie dei rispettivi paesi, con conseguenze di cui ancora non intravediamo neanche gli esiti. La stessa mobilitazione non si registra per lottare contro i cambiamenti climatici, contro l’inquinamento atmosferico o delle falde acquifere, contro il consumo di suolo. I rischi ambientali sono percepiti come distanti da noi e si demanda la soluzione ad altri. Il mutualismo con la sua antinomia con il parassitismo offre una nuova prospettiva narrativa e di comunicazione che aiuta infatti a spiegare perché l'uomo può essere considerato il virus del pianeta. Prendere consapevolezza di questa premessa consente di adeguare il linguaggio, le idee e le azioni, le quali diventano inevitabilmente azioni di lotta politica tra umani e subumani. Tra quelli che lavorano per la sostenibilità e un mondo più equo e quelli che impestano il pianeta e il nostro vivere con il loro Ego, portatore troppo spesso di semi di rabbia e di odio (vedasi i casi recenti contro la cooperante Silvia Romano). Bisogna ammettere che il problema sono gli stessi uomini. Sono gli uomini che non hanno alcuna coscienza ambientale, che antepongono il loro profitto a politiche di equità e tutela della collettività, che oppongono il proprio EGO al più generale e incommensurabile ECO. Siamo noi l’ultima generazione che può vincere la sfida dei cambiamenti climatici e gettare così le basi per costruire un mondo di pace, dove persone e animali possano vivere in armonia Non possiamo delegare questa missione soltanto a una minoranza di persone che hanno una maggiore consapevolezza ambientale. E non serve soltanto attivarsi per mettere in campo comportamenti virtuosi. Occorre ingaggiare una lotta politica dialettica chiara. Sarà dunque necessario dividere gli uomini in umani e subumani? Servirà contrapporsi a certi uomini, a certe politiche, a certe attività economiche che sono un virus per il pianeta? Ingaggiare una reale lotta dialettica e politica contro i “subumani”? Una simile retorica che ha caratteristiche propagandistiche, interventiste e rivoluzionarie innate – non lo neghiamo - potrebbe avere anche svolte brusche e ricevere efferate resistenze. Sarà forse questo il prezzo da pagare per non rischiare l’estinzione di tante specie animali e vegetali a rischio? Probabilmente sì, perché l'obiettivo di senso resta ed è quello rivelato dalle immagini degli animali che girovagano per le città deserte, che sembrano chiedersi straniti se la dittatura dell’uomo - parassita si è conclusa. Comportamenti animali, segnali della natura che caricano anche di significati teleologici la necessità di innovare la comunicazione politica e far evolvere l'uomo: dal parassitismo al mutualismo, ovvero ad un organismo in grado di creare benefici per la sua Madre Terra. Urge dunque proporre con forza e a gran voce un nuovo orizzonte di senso, un nuovo obiettivo evolutivo, che può essere ben rappresentato dal simbolo del Terzo Paradiso intuito dal maestro Pistoletto, e rendere questa utopia possibile tramite la metafora ideologica del mutualismo. Ci troviamo in un momento della storia in cui siamo ad un bivio: o continuiamo con le nostra attività umane, economiche e industriali disastrose e disumanizzanti oppure scegliamo la strada della sostenibilità, della cura del Noi, dell’evoluzione mutualista. Questo articolo è un contributo di Gaetano Russo Truglio, coordinatore Campagna SERR riduzione dei rifiuti, Regione Siciliana. La foto di copertina mostra il simbolo oOo “Il Terzo Paradiso” del maestro Michelangelo Pistoletto, scatto di Fondazione Oelle. Ti potrebbe interessare: Una nuova filosofia si fa strada per innovare il sistema capitalistico: Eco-Mutualismo

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
17 mag 2020

MILANO | La nuova ciclabile di Corso Venezia fa cambiare le abitudini ai milanesi

di mobilita

Grazie ai nuovi itinerari ciclabili di emergenza, i milanesi cominciano a cambiare abitudini. E' il caso della ciclabile di Corso Venezia, attiva già da una settimana.  Su 100 veicoli che sono transitati nei giorni feriali tra le 6 e le 22, in corso Venezia incrocio con via Palestro, 50 sono auto, 32 sono bici, 18 moto. In un minuto sono passati mediamente 7 auto, 5 bici, 3 moto. In direzione periferia le bici equivalgono quasi le auto: su 100 sono 43 le auto, 39 le bici, 18 le moto. Al sabato le bici sono la maggioranza: su 100 veicoli le bici sono 54, le auto 35, le moto 11, sempre di più in direzione periferia dove diventano 61 su 100. "Come abbiamo proposto nel documento Milano 2020 strategia di adattamento, stiamo cercando un nuovo equilibrio di utilizzo delle nostre strade, insieme auto, moto, bici, monopattini e pedoni, uno spazio di tutti, uno spazio sicuro per tutti. Noi ci stiamo provando grazie a una scelta politica precisa, grazie a dirigenti, funzionari, progettisti del Comune e imprese che con la segnaletica e i lavori stradali stanno cambiando il volto delle nostre strade. I milanesi stanno cambiando con i loro comportamenti. Insieme aiuteremo questa città a uscire dal COVID-19 e a combattere la crisi economica, con più spazio sui marciapiedi per le attività commerciali e i pedoni", ha affermato l'assessore Marco Granelli sulla propria pagina Facebook Con queste finalità, l’obiettivo è di estendere sensibilmente e meglio connettere la rete ciclabile esistente attraverso la realizzazione, tra maggio e dicembre 2020, di circa 35 Km di nuovi percorsi ciclabili, di cui oltre 22 Km già entro l’estate.

Leggi tutto    Commenti 0