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24 nov 2020

TRAM FIRENZE |Cambia la viabilità in vista dell’inizio lavori

di Luca Ricci

Questo mese ripartono i lavori preliminari del progetto della nuova Linea 2 Lavagnini – Libertà – San Marco (cosiddetta V.A.C.S.), estensione della linea T1, Leonardo. Insieme a questo annuncio, giungono anche i dettagli e tempi sulle prossime attività preliminari. Le prime attività sulla tabella di marcia sono i saggi archeologici da parte della soprintendenza: prima nel viale Lavagnini, poi in piazza Libertà. Questi verranno effettuati già nei prossimi giorni. Sempre quest'anno, tra il 15 e il 20 dicembre, vi sarà un'importante modifica sul traffico. Si assisterà alla riduzione delle corsie di marcia in via Lorenzo il Magnifico e in Viale Lavagnini. A gennaio cambierà infine l’assetto di piazza Libertà. Queste modifiche sono propedeutiche alla realizzazione del braccio Fortezza-Libertà-San Marco, due chilometri e mezzo di ferro tra la Fortezza e San Marco passando da viale Lavagnini, piazza Libertà e via Cavour. Il prolungamente rappresenta un avvicinamento notevole al centro storico, con un fine binari previsto all'altezza di Palazzo Medici Riccardi. Una maggiore raggiungibilità del Centro Storico sarà tuttavia solo possibile, quando anche le due altre linee in progetto (Per Bagno a Ripoli e quella per Coverciano/Rovezzano) saranno compiute. Riguardo ai Tempi stimati per la messa in esercizio si parla di 2 anni di cantieri a partire da gennaio 2021 (dunque fine a inizio 2023). Primo step sarò lo spostaamento di un importante tubatura passante sotto Viale Lavagnili, in primavera i lavori veri e propri di costruzione della tramvia. Ricordo che la linea sarà in parte senza catenaria, dunque senza pali, da Lavagnini verso Libertà, poi Cavour e San Marco.

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22 nov 2020

MILANO | Parte l’obbligo per tutti i punti di vendita di carburante di dotarsi di infrastrutture di ricarica elettrica

di mobilita

Il Consiglio comunale ha approvato il "Regolamento per la qualità dell'aria" che definisce priorità e scadenze di una serie di azioni tese a migliorare la qualità ambientale in città. Fra le principali novità, l'obbligo per tutti i punti di vendita di carburante di dotarsi di infrastrutture di ricarica elettrica. I distributori esistenti devono presentare il progetto entro il 1° gennaio 2022 e l'installazione delle colonnine deve avvenire entro 12 mesi successivi alla presentazione dello stesso. In caso di impossibilità tecnica la colonnina dovrà essere realizzata in un'area pubblica diversa dal sedime dell’impianto di distribuzione carburanti entro il 1° gennaio 2023. Dal primo gennaio 2021 Milano bandisce il fumo di sigaretta all'aperto tranne che in luoghi isolati: dalle fermate dei mezzi pubblici ai parchi, fino ai cimiteri e alle strutture sportive, come gli stadi, sarà proibito fumare nel raggio di 10 metri da altre persone. Dal 1° gennaio 2025 il divieto di fumo sarà esteso a tutte le aree pubbliche all'aperto. Si tratta di provvedimenti che hanno un duplice obiettivo: aiutano a ridurre il PM10, ossia le particelle inquinanti nocive per i polmoni e tutelano la salute dei cittadini dal fumo attivo e passivo nei luoghi pubblici e frequentati anche dai minori. Altri obblighi riguardano il divieto di utilizzare macchine mobili non stradali obsolete e divieti progressivi sulle motorizzazioni più vecchie in analogia con la ZTL Area B (al 1° ottobre 2022, Fase I, dal 1° ottobre 2023, Fase II, dal 1° ottobre 2028, Fase IIIA, dal 1° ottobre 2030, Fase IIIB, dal 1° ottobre 2039, Fase IV). Sono previste deroghe fino al 2030 in caso di installazione di dispositivi antiparticolato e fino al 2039 in caso di installazione aggiuntiva di dispositivi DeNOx.

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07 nov 2020

SICILIA | Nasce il primo impianto solare termodinamico integrato con fotovoltaico d’Italia

di Fabio Nicolosi

Il futuro del solare termodinamico in Italia parte dalla Sicilia, là dove è “idealmente” nato con gli specchi ustori del siracusano Archimede. Grazie all’alleanza tra ENEA e l’industria italiana, infatti, a breve sarà inaugurato a Partanna (Trapani) il primo impianto realizzato in Italia che integra solare a concentrazione con il fotovoltaico ed è già in cantiere un altro da realizzarsi a Trapani nella Piana di Misiliscemi. Nei due progetti ENEA ha il ruolo di supervisore tecnico, le aziende italiane SOL.IN.PAR. srl e Stromboli Solar srl sono i committenti e FATA spa del gruppo Danieli costruisce gli impianti. “Questi due progetti dimostrano che in Italia esiste una realtà industriale che sta investendo sulla tecnologia del solare termodinamico con iniziative concrete nonostante i vincoli burocratici e normativi”, sottolinea Giorgio Graditi, direttore del Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili di ENEA. “In questi due impianti ENEA è stata coinvolta per svolgere diverse attività, dalla supervisione della progettazione, della realizzazione e dell’avviamento, alla verifica delle performance, fino all’integrazione dell’impianto solare a concentrazione con la tecnologia fotovoltaica”, prosegue Graditi. L’impianto di Partanna ha una potenza installata di 4,26 MWe ed è in grado di produrre energia elettrica per oltre 1.400 famiglie (circa il 30% della popolazione del territorio comunale, con utenze domestiche da 3 kW). “Prevediamo di raggiungere una capacità di accumulo di energia termica pari a 180MWht, che equivalgono a circa 15 ore di funzionamento dell’impianto a pieno carico, anche in assenza della radiazione solare”, spiega Graditi. L’integrazione di sistemi di accumulo di energia termica rappresenta un aspetto rilevante, poiché consente di poter disporre di energia termica convertibile in elettrica e, quindi, di programmare la produzione per soddisfare la domanda di energia. In questo modo è possibile disaccoppiare la raccolta dell’energia solare - che dipende dal ciclo giorno-notte e dalle condizioni meteo - dalla produzione di elettricità, legata invece alla richiesta da parte degli utilizzatori. A Partanna l’area complessiva del campo solare è di 83 mila m2 (circa 10 campi da calcio), dove sono installati 126 collettori solari lineari tipo Fresnel disposti in 9 loop[1], in grado di focalizzare i raggi solari su di un tubo ricevitore; al suo interno scorre una miscela di sali fusi (principalmente nitrati di potassio e di sodio) a basso costo, non infiammabili, innocui per l’ambiente (in caso di perdite del circuito, di facile rimozione perché solidificano rapidamente), che viene utilizzata sia come fluido termovettore, sia come mezzo di accumulo di energia termica a una temperatura stabile di circa 550° C. Il fluido riscaldato nel ricevitore solare si accumula nel serbatoio[2] caldo, quindi entra nel generatore di vapore dove cede la sua energia e si scarica nel serbatoio freddo e da qui ritorna al ricevitore solare. Il vapore così prodotto viene inviato a un gruppo di generazione, turbina a vapore/alternatore, di potenza pari a 4,26 MWe. L’impianto è completato da una caldaia di primo avviamento alimentata con GNL - circa 47 t stoccate in un serbatoio criogenico - per garantire il mantenimento della temperatura dei sali fusi al di sopra di quella di congelamento, soprattutto nei periodi invernali e nella fase di riempimento iniziale dei serbatoi. Oltre ai due impianti in Sicilia, in Italia ci sono altre iniziative nel campo del solare termodinamico: a partire dal 2019, questa tecnologia è tra le tematiche strategiche della Ricerca di Sistema Elettrico, il programma triennale di ricerca sulle nuove tecnologie energetiche finanziato del Ministero dello Sviluppo Economico. In questo contesto ENEA ha presentato un piano triennale di ricerca sui principali componenti degli impianti solari a concentrazione, che prevede lo studio di nuovi fluidi termovettori, lo sviluppo di innovativi materiali di rivestimento superficiale per tubi ricevitori e la realizzazione di sistemi di accumulo termico avanzati. Inoltre, entro il 2021 sarà realizzata presso il Centro Ricerche ENEA Casaccia (Roma) una piattaforma sperimentale per la caratterizzazione di componenti per la fornitura di calore industriale a media e alta temperatura. “Il mercato del calore di processo può rivelarsi un efficace strumento di promozione del solare termodinamico: in questo settore la competizione con le altre tecnologie energetiche rinnovabili è meno forte e vengono ampliate significativamente le applicazioni che permetterebbero di innescare il circuito virtuoso dell’economia di scala, anche nel breve-medio periodo”, sottolinea Giorgio Graditi. Il calore a media/alta temperatura prodotto da un impianto solare a concentrazione potrebbe essere utilizzato per alimentare, ad esempio, alcuni processi nell’industria farmaceutica, alimentare e tessile, ma anche per produrre combustibili ‘green’ e idrogeno da biomasse e acqua (elettrolisi). “Il consumo energetico dell’industria rappresenta circa il 32% di tutta l’energia globalmente richiesta e, di questa quota, solo il 26% è attribuibile ai consumi elettrici, mentre il restante 74% è riferibile a consumi di energia termica, che potrebbero essere soddisfatti da impianti solari a concentrazione integrati nel processo industriale”, conclude Graditi. Nei prossimi decenni l’International Energy Agency prevede un sostanziale incremento della quota di energia prodotta da solare termodinamico, che dovrebbe coprire oltre il 10% del fabbisogno globale di energia primaria al 2050. Puntare al miglioramento delle capacità di accumulo dell’energia termica dei sistemi sarà fondamentale per attirare ulteriori investimenti. Mentre in Italia gli impianti di grande taglia (superiori a 20-50 MW) sono di difficile realizzazione a causa di condizioni geografiche specifiche e di vincoli autorizzativi, a livello mondiale i Paesi in cui questa tecnologia ha trovato maggiore sviluppo applicativo sono la Spagna e gli Stati Uniti, che guidano la classifica con la maggiore potenza installata e in esercizio, rispettivamente con 2,3 GW e 1,8 GW; seguono Cina, Marocco e Sud Africa. Un’ulteriore spinta allo sviluppo di questa tecnologia viene anche da Emirati Arabi Uniti e India, Paesi in prima linea con nuovi impianti in costruzione da 700 MW e 290 MW.

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30 ott 2020

BIT Mobility, l’azienda di monopattino sharing tra sostenibilità ambientale e del business

di mobilita

La scorsa primavera Mobilita.org attraverso una serie di appuntamenti in diretta sulla fanpage Facebook ha approfondito i temi legati alla mobilità post-Covid, facendo intervenire l'architetto Matteo Dondè a proposito della gestione degli spazi pubblici in città, Andrea Gibelli, presidente di ASSTRA, l'associazione datoriale delle aziende di trasporto pubblico in Italia, settore fortemente colpito dalla pandemia, e infine i principali rappresentati delle associazioni locali che si occupano di ciclabilità nelle maggiori città italiane. L'impegno di Mobilita.org per offrire dei punti di vista approfonditi sulla mobilità, uno dei temi centrali connessi al contenimento e alla convivenza con il virus, si è questa volta esplicitato attraverso l'intervista promossa e realizzata insieme allo Starting Finance Club Uniba a Gianmaria Crivellente, co-fondatore e CEO di Bit-Mobility, una delle aziende italiane del settore della sharing mobility. I focus dell'intervista sono stati gli aspetti economici e finanziari dell'azienda e i temi legati più strettamente alla mobilità: vi offriamo di seguito gli spunti emersi dalle domande rivolte al dottor Crivellente.   “L’Italia è un paese di startupper”. Così Forbes Italia definisce il nostro stivale, da Nord a Sud. Bit Mobility ne è un esempio concreto. Bit nasce a Verona nel marzo del 2019 e risulta essere una diretta conseguenza di un'attenta analisi del mercato e delle sue potenzialità. La prima città italiana in cui approda è Cattolica nell’estate dello stesso anno; successivamente si espande a Verona, Torino, Milano. Durante e dopo il lockdown la rete di Bit comincia ad espandersi anche verso le città del Sud Italia, attraverso operazioni che si pongono l’obiettivo di ridurre il gap tra il Nord e il Sud, con un numero di città totali pari a 17 dislocate uniformemente su tutto il territorio. La costituzione di una startup prevede – oltre all’analisi di cui sopra – anche la fondamentale fase della raccolta di capitali, attraverso il crowdfunding, microcredito o classico finanziamento bancario (mutui). Nella fattispecie, Bit nasce dall’intuizione e dalle disponibilità finanziarie proprie di una famiglia veronese. Nell’ottica innovativa dell’azienda, però, si renderanno necessari degli investimenti importanti, ovvero capitali da parte di terzi. L’innovazione come elemento di disruption rappresenta uno strumento di acquisizione di vantaggi competitivi sul mercato nei confronti dei concorrenti. Innovazione che potrebbe manifestarsi in semplici migliorie del prodotto o addirittura in modifiche strutturali alla complessità del servizio. In questo momento l’innovazione non è l’obiettivo primario dell’azienda, trovandosi (il prodotto – monopattino) in una fase di “introduzione-crescita” all’interno del mercato. Chiaramente si arriverà a raggiungere un punto di “maturazione-declino” del prodotto e lì si renderà necessaria l’innovazione di cui sopra al fine di tornare alla prima fase, quella di “introduzione”. La semplice ottimizzazione dei processi organizzativi interni (es. personale che si occupa della sostituzione delle batterie in ogni città) permetterebbe di mantenere il prodotto competitivo in una fase continua di “crescita”. Quanto all’aspetto tecnico delle startup, esse difficilmente nei primi anni di esercizio riescono a conseguire degli utili in grado di remunerare l’imprenditore per il classico rischio di impresa. È il caso di Bit che, avendo presentato soltanto un bilancio nel corso della sua giovane vita, vede chiudersi l’anno con una perdita (fisiologica). Tuttavia, come lo stesso co-fondatore e CEO dell’azienda, il dott. Gianmaria Crivellente, ci confida “Bit potenzialmente potrebbe conseguire degli utili già del secondo anno di vita, pandemia permettendo”. Questo dimostra grande attenzione alla sostenibilità del business, cioè all’attenta analisi dei costi-benefici città per città, oltre ad una meticolosa diligenza nel raggiungimento di un determinato livello di redditività. Ma sostenibilità nella società di oggi è soprattutto quella ambientale, per questo motivo Gianmaria Crivellente ha riassunto i valori della sua azienda, affermando che "la sostenibilità non è un qualcosa in più ma un qualcosa di necessario". Il focus delle domande è stato anche quello più strettamente connesso alla mobilità: in merito agli aspetti più prettamente operativi Gianmaria Crivellente ha spiegato come il numero di mezzi a disposizione degli utenti e i prezzi del servizio siano dettati dalle Amministrazioni locali in condivisione con gli operatori dei servizi di sharing in relazione a fattori legati alle presenze turistiche della città e all'estensione dell'area operativa. Gli utenti dei servizi di sharing generano una mole di dati sulla localizzazione e sugli spostamenti quotidiani molto preziosi, Crivellente ci confessa che alcune Amministrazioni più virtuose richiedono queste informazioni con lo scopo di integrare in una mappa a disposizione dei cittadini tutti i mezzi messi a disposizione dagli operatori; le informazioni raccolte sono utili anche per le stesse aziende di sharing per la gestione e il miglioramento dei servizi offerti agli utenti. Il CEO di Bit-Mobility ha infine tracciato i piani di sviluppo dell'azienda veronese: l'obiettivo primario è rafforzare la presenza nelle città italiane, e in futuro anche estere, mettendo a disposizione delle persone un’alternativa all'auto che sia sicura, economica e rispettosa dell’ambiente. In alcuni Comuni l'azienda offrirà anche un servizio di sharing di scooter elettrici, è il caso di Firenze dove l'implementazione avverrà a breve. L'intervista integrale è disponibile sul canale YouTube di Mobilita.org.  

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21 ott 2020

FS e Snam insieme per lo sviluppo del trasporto a idrogeno

di mobilita

L’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Gianfranco Battisti, e quello di Snam, Marco Alverà hanno sottoscritto nella tarda serata di ieri, 20 ottobre, a Roma, nella sede di FS, un Memorandum of Understanding tra le due società per lo sviluppo del trasporto ferroviario a idrogeno. Obiettivo valutare la fattibilità tecnico-economica e i possibili modelli di business legati a questa nuova frontiera e incentivare così una mobilità sempre più sostenibile e pulita, in piena coerenza con gli indirizzi europei del Green New Deal. L’intesa prevede la realizzazione di analisi e progetti congiunti su linee ferroviarie convertibili all’idrogeno, costituendo a tale fine un gruppo di lavoro congiunto. Saranno sperimentate soluzioni tecnologiche innovative legate alla produzione, al trasporto, alla compressione, allo stoccaggio, alla fornitura e all’utilizzo dell’idrogeno per trasporto. Il memorandum ipotizza anche la partecipazione congiunta a iniziative che saranno oggetto di potenziale finanziamento o di gara d’appalto pubblica, in una collaborazione i cui successivi sviluppi troveranno definizione in appositi accordi. “Continuiamo a innovare e sviluppare soluzioni di mobilità sicure ed ecologiche che consentiranno alle nuove generazioni di vivere in un Paese più sostenibile e competitivo, secondo un modello che pone sempre di più le persone al centro”, ha sottolineato l’AD di FS Italiane Gianfranco Battisti. “I trasporti ferroviari a idrogeno rappresentano in questo senso una fondamentale innovazione in grado di rendere più ecologici i viaggi di passeggeri e merci sulle residue tratte ferroviarie non ancora elettrificate”. Con questo accordo - ha dichiarato l’AD di Snam, Marco Alverà - compiamo un passo importante nella promozione di una filiera dell’idrogeno in Italia partendo da settori cruciali per la decarbonizzazione come il trasporto di persone e merci. Grazie alla collaborazione tra FS Italiane e Snam, puntiamo a realizzare infrastrutture per convertire rapidamente a idrogeno treni attualmente alimentati a diesel in Italia e così acquisire una leadership tecnologica da capitalizzare anche a livello internazionale”.

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20 ott 2020

La lotta al cambiamento climatico comincia dalle città

di Annamaria Pace

La nostra società sta diventando più resiliente ai cambiamenti climatici? Il 75% della popolazione europea vive nelle aree urbane e nei prossimi anni è prevista una costante crescita delle città. Tuttavia le nostre città continuano ad essere pianificate e costruite in modo insostenibile per rispondere ai sempre più frequenti fenomeni causati dai cambiamenti climatici. Il costante e continuo consumo di suolo, la  di aree periferiche, la ridotta quantità di spazi verdi e gli spazi urbani utilizzati prevalentemente per la mobilità dei veicoli privati, stanno mettendo in serio pericolo la vita degli abitanti delle città che sono oggettivamente vulnerabili e fragili nel resistere ad eventi climatici sempre più estremi. L'Agenzia europea per l'ambiente (EEA) ha recentemente pubblicato due rapporti che rilevano proprio l'urgente necessità di accelerare e migliorare le strategie a livello locale per ridurre l'impatto dei cambiamenti climatici. Nel rapporto “Adattamento urbano in Europa: come le città e i paesi rispondono ai cambiamenti climatici" si analizza lo stato attuale della pianificazione delle città europee nell'adattamento ai cambiamenti in corso, mettendo in evidenza che il processo attuato dalle città, consapevoli della necessità di agire con azioni per aumentare la resilienza, è ancora troppo lento ed inefficace. Inoltre le misure attualmente messe in atto si concentrano principalmente sullo sviluppo della conoscenza, sulla sensibilizzazione o su azioni politiche. La pianificazione di progetti per l'adattamento, come per esempio lo sviluppo di maggiori spazi verdi per ridurre gli impatti delle ondate di calore o l'adeguamento dei sistemi fognari per far fronte alle inondazioni improvvise, non è stata ancora implementata allo stesso modo in tutta Europa. Nel secondo rapporto "Monitoraggio e valutazione delle politiche nazionali di adattamento durante il ciclo politico" si esaminano alcuni esempi di attuazione di strategie per l'adattamento ai cambiamenti climatici. Una mappa interattiva consente di visualizzare e confrontare l'adattamento dei paesi europei sottoposti ai diversi effetti causati dai cambiamenti climatici quali: ondate di calore, straripamento dei fiumi, innalzamento del livello del mare, alluvioni, scarsità d'acqua e malattie trasmesse da vettori associati alla crescente presenza di specie esotiche che migrano verso nord a causa dei cambiamenti climatici. Un aspetto non meno importante è la vulnerabilità sociale che è rappresentata dalle fasce di popolazioni più deboli quali anziani e bambini. Inoltre nella mappa interattiva sono localizzate le città che partecipano a progetti europei sull'adattamento climatico e le schede informative di tutte le città in cui sono riassunti dati, rischi e vulnerabilità. Nonostante siano state avviate alcun azioni per mantenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2 °C, come stabilito nell'accordo di Parigi, il dibattito è incentrato non solo sulla necessità che sia importante l'adattamento delle città, ma principalmente su quali sono le soluzioni di adattamento più pertinenti per aumentare la resilienza ed evitare o ridurre l'impatto negativo del clima sia attuale che futuro. Le opinioni degli stakeholders locali e delle comunità, in particolare dei gruppi vulnerabili, possono contribuire a trovare soluzioni più precise e puntuali secondo le caratteristiche specifiche delle aree geografiche europee.

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28 set 2020

BOLOGNA | Ritornano le domeniche ecologiche e il biglietto urbano diventa giornaliero

di mobilita

Con l'autunno tornano le misure per la tutela e il risanamento della qualità dell’aria. Dal 1° ottobre 2020 al 10 gennaio 2021 il Comune di Bologna, nell'ambito del PAIR "Piano Area Integrato Regionale 2020", mette in campo una serie di provvedimenti contro l’inquinamento atmosferico. Limitazioni alla circolazione  Dal 1° ottobre al 10 gennaio 2021, dalle 8.30 alle 18.30, dal lunedì al venerdì e nelle domeniche ecologiche non possono circolare i veicoli a motore: benzina Pre-Euro e Euro 1 diesel categorie M1, M2, M3, N1, N2, N3 Pre-Euro e Euro 1-2-3 ciclomotori, motocicli e minicar Pre-Euro Possono sempre circolare: gli autoveicoli con almeno 3 persone a bordo (car-pooling) se omologati a quatto o più posti gli autoveicoli con almeno 2 persone a bordo (car-pooling) se omologati a 2/3 posti veicoli elettrici o ibridi con motore elettrico veicoli alimentati a metano o GPL veicoli a servizio del trasporto pubblico veicoli di emergenza e soccorso elencati nell'ordinanza. Le limitazioni alla circolazione non comprendono alcune delle principali vie di collegamento con l’area metropolitana, come ad esempio la tangenziale e il raccordo tangenziale/Borgo Panigale, le vie che dagli svincoli della tangenziale e dell’autostrada portano ai parcheggi scambiatori della città, all'ingresso "Kiss and Ride” della Stazione Alta Velocità, all'Aeroporto Marconi, e altri elencati nel dettaglio nell'ordinanza. Il provvedimento non si attua nelle giornate festive dell'8 e 25 dicembre 2020, 1 gennaio e 6 gennaio 2021. Domeniche ecologiche Gli stessi provvedimenti di limitazione della circolazione in vigore dal lunedì al venerdì sono previsti anche per le sette domeniche ecologiche in programma a Bologna e nei Comuni dell'agglomerato urbano (a Imola sarà domenica ecologica solo la prima di ogni mese da ottobre a marzo, la seconda nel mese di gennaio): 4 e 18 ottobre 2020 1 e 15 novembre 2020  6 e 20 dicembre 2020 10 gennaio 2021 In queste domeniche possono sempre circolare: gli autoveicoli con almeno 3 persone a bordo (car-pooling) se omologati a quatto o più posti gli autoveicoli con almeno 2 persone a bordo (car-pooling) se omologati a 2/3 posti i veicoli elettrici o ibridi dotati di motore elettrico i veicoli alimentati a metano o GPL i veicoli a servizio del trasporto pubblico i veicoli di emergenza e soccorso indicati nell'ordinanza Un biglietto del bus vale tutto il giorno Per le domeniche ecologiche il biglietto urbano del bus ha valenza giornaliera: con una sola convalida del biglietto urbano a tempo o del citypass, effettuata a qualsiasi ora, con un biglietto acquistato all’emettitrice automatica a bordo o con l’app Roger, si può viaggiare sui mezzi Tper nell’area urbana di Bologna per tutta la giornata, fino al termine del servizio. La misura è proposta dal Comune di Bologna, grazie al finanziamento europeo del progetto Life Prepair e ricorrendo a propri fondi, di concerto con SRM e Tper. Tariffe scontate sui taxi Nelle domeniche ecologiche anche i taxi sono eco: a tutti gli utenti è riconosciuto uno sconto del 10%, nelle domeniche e negli orari in cui è in vigore l’ordinanza (dalle 8.30 alle 18.30).

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27 set 2020

MILANO | Piazze aperte, tre nuovi interventi tattici e pedonalizzazioni vicino alle scuole

di mobilita

Nuovi interventi di urbanistica tattica per migliorare la qualità degli spazi, la vivibilità e la sicurezza nei quartieri,  in particolare in aree di forte interesse residenziale e nelle aree prospicienti le scuole, luoghi segnalati da cittadini e Municipi perché di interesse collettivo. Fra gli interventi più recenti e in fase di avvio vi sono quelli di piazza Sicilia, di viale Molise e di via Toce per i quali la Giunta ha deciso la delimitazione di nuove aree pedonali sperimentali e domani partiranno i lavori di realizzazione. “Una città sempre più vivibile, con strade sicure, nuove aree di interesse collettivo nei quartieri soprattutto in presenza di edifici come le scuole - dichiarano gli assessori alla Mobilità Marco Granelli e all'Urbanistica Pierfrancesco Maran -, questi i criteri che adottiamo per ricamare in tutta la città le "Piazze Aperte", luoghi dove pedoni e mobilità leggera si connettono strettamente alla vita di quartiere. Il progetto sta funzionando e lo dimostra la risposta e la grande collaborazione proprio delle scuole che ci chiedono di intervenire per rallentare la velocità dei veicoli o addirittura creare nuove aree pedonali". Le aree con traffico regolamentato e pedonali davanti alle scuole sono i primi esempi di "Zone scolastiche", una delle novità introdotte dalla riforma del codice stradale approvato dal Parlamento e che l'amministrazione sta attuando, un modo per migliorare la sicurezza stradale e la qualità ambientale davanti alle scuole. Piazza Sicilia  Parte l'intervento davanti all’ingresso della scuola in piazza Sicilia dove verrà creata una nuova area pedonale di circa mille metri quadri che sarà poi attrezzata con tavoli da ping pong e da pic-nic, panchine, rastrelliere per biciclette e alberi in vaso.  In via Sacco sarà allargato il marciapiede dal lato della scuola lungo tutto l’edificio. L’incrocio tra via Sacco e via Seprio verrà messo in sicurezza, sarà accorciata la lunghezza degli attraversamenti pedonali per renderli più facili e sarà incrementato lo spazio pedonale a disposizione dei genitori in corrispondenza dell’ingresso della scuola. L’intero intervento non ridurrà i posti auto, anzi la sosta verrà riordinata per proteggere le alberature e dissuadere la possibilità di lasciare l’auto in modo irregolare. Connessa a queste opere la realizzazione di un itinerario ciclabile in via Sardegna realizzato tramite due corsie ciclabili a una direzione connesso all'itinerario Bisceglie-Castello. Il progetto di piazza Sicilia verrà realizzato in collaborazione con l'associazione dei Genitori di Novaro Ferrucci, l'Associazione dei Genitori Monteverdi, l'Associazione Sportiva spazio Desequilibrio, l'Associazione Teatro Quattro, l'Associazione Walter Vinci onlus, Residenti in zona, Veolia, Muba, Music Think Tank e Istituto Comprensivo Umberto Eco. Viale Molise L’intervento di viale Molise interessa la parte di controviale adiacente all’Istituto Comprensivo ‘Tommaso Grossi’ e via Monte Velino (tra viale Molise e via Maspero). Verrà creata una nuova area pedonale di circa 600 mq, a disposizione dei bambini all’ingresso e all’uscita della scuola. Lo spazio sarà attrezzato con alberi in vaso, panchine, rastrelliere e tavoli da ping pong. Su via Monte Velino verrà creata una corsia ciclabile protetta in direzione opposta al senso di marcia veicolare. Il progetto verrà realizzato in collaborazione con Cooperativa Sociale Comunità Progetto, Istituto Comprensivo Tommaso Grossi, Fondazione Snam, Associazione Ingrossiamoci, Associazione Luisa Berardi. Via Toce Sempre domani partono i lavori per la colorazione della pavimentazione di via Toce, a completamento dell'intervento che ha già visto la pedonizzazione del tratto tra via Cusio e il parchetto intitolato a Bruno Munari e la posa di panchine, tavoli da pic nic e tavoli da ping pong. All'intervento si aggiungerà a breve l'itinerario ciclabile progettato in via Alserio con pista ciclabile in contromano protetta da sosta. Attraverso il progetto promosso dal Comune, Comitato Isola e Repubblica del Desing in collaborazione con Ghigos, IDES Bit Factory e Comieco, verrà realizzato un dipinto urbano sul tema del valore del gioco come strumento didattico e di aggregazione. L’asfalto diverrà un libro illustrato, i lampioni isole da gioco ed il cielo una filastrocca. Un fitto programma di workshop coordinato da Comitato Isola e Repubblica del Design accompagnerà l’intervento permettendo ai bambini di diventare parte integrante del racconto. L'inaugurazione è prevista per il 4 ottobre. Intanto oggi il colore è arrivato in altre due "piazze aperte" della città: nell'ambito del palinsesto "VerdeMilano", vengono inaugurate Largo Balestra e piazza Ferrara, dove, dopo l'arrivo nei giorni scorsi di panchine, fioriere, tavoli da ping pong è arrivata la vernice grazie ai “Patti di collaborazione” promossi dall'assessore alla Partecipazione Lorenzo Lipparini.

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17 ago 2020

MILANO | Nuovi interventi in via Toce, piazzale Tripoli e in piazzetta Capuana

di mobilita

Cantieri di urbanistica tattica in corso. Conclusi da poco gli interventi in via Pacini e piazza Ferrara, che hanno visto la realizzazione di nuovi marciapiedi e attraversamenti e la posa di panchine, fioriere, rastrelliere e tavoli da pic-nic, il progetto Piazze aperte fa tappa all'Isola, a Bande Nere e a Quarto Oggiaro per realizzare tre nuovi interventi. “Il progetto Piazze aperte si lega fortemente a Strade aperte, con l'obiettivo di creare sempre più spazi pubblici vivibili e sicuri per i cittadini – dichiarano gli assessori Pierfrancesco Maran (Urbanistica) e Marco Granelli (Mobilità) -. Tutti gli interventi che stiamo facendo, e che realizzeremo in autunno, derivano da proposte di cittadini, associazioni e scuole, che hanno aderito con entusiasmo alla nostra proposta di ridisegnare pezzi di quartiere insieme. Da piazza Dergano a via Venini, gli interventi già realizzati negli anni scorsi sono stati provvidenziali in un'estate in cui gli spazi all'aperto sono diventati fondamentali per la città”. Sono partiti i lavori in via Toce, nel tratto compreso tra il parco Bruno Munari e il parco dell'asilo, che diventerà pedonale, accogliendo 12 panchine, 4 tavoli da pic-nic e 2 tavoli da ping-pong. Lungo via Cusio verrà tracciata una pista ciclabile fino a piazzale Sportorno, mentre all'angolo tra via Boltraffio e via Alserio verrà messo in sicurezza l'attraversamento grazie all'allargamento del marciapiede. Nuovi arredi sono arrivati nei giorni scorsi anche in piazzetta Capuana, a Quarto Oggiaro, in particolare alcuni alberi in vaso e un tavolo da ping-pong. A settembre, proprio lì vicino, un altro intervento migliorerà la vivibilità di via Val Lagarina, dove di fronte alla scuola nascerà una nuova piazza con cassoni per gli orti e fioriere. Novità anche in piazzale Tripoli, dove all'ingresso con via Zanzur, nell'area sotto gli alberi sono stati posati alcuni tavoli da pic-nic e da ping-pong. Qui l'intervento verrà completato con la posa di ulteriori arredi in autunno. A settembre, quando le temperature si abbasseranno e consentiranno la presa della vernice, si procederà poi con gli interventi di colorazione sulla pavimentazione di tutte le aree, comprese via Pacini e piazza Ferrara.

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23 lug 2020

NAPOLI | Installato il primo eco-compattatore per il riciclo delle bottiglie di plastica promossa da EAV

di mobilita

Stamattina 23 luglio, alla presenza del Vice Presidente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola, si è svolta l'inaugurazione del primo eco-compattatore installato nel Comune di Napoli. Parte cosi la campagna di sensibilizzazione per la raccolta e il riciclo delle bottiglie di plastica promossa dell'azienda di trasporti EAV in collaborazione con Retake Napoli e Impresa Simeone & Figli. Lasciando bottiglie di plastica nel compattatore incentivante, installato nella stazione EAV di Montesanto - terminal delle due linee che collegano il centro di Napoli con i Comuni del litorale Flegreo - si otterranno dei buoni sconto utili all'acquisto dei biglietti o per l'acquisto di generi alimentari presso Flor do Cafe', che è il primo esercente che ha aderito all'iniziativa. "L'installazione del nuovo eco-compattatore - spiega Umberto De Gregorio, Presidente di EAV - è un'azione messa in campo dall'azienda sul tema dei rifiuti e della corretta raccolta differenziata, che si aggiunge ad altre precedenti iniziative promosse per la difesa dell'ambiente e del territorio. Obiettivo? Raccogliere 100mila bottiglie di plastica in un mese". Il Vice Presidente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola, ha sottolineato come "quella di questa mattina non è un'iniziativa estemporanea, ma si inserisce nell'ambito degli interventi e delle azioni messe in campo dalla Regione Campania per la salvaguardia dell'ambiente e del territorio".  

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