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21 giu 2017

Siamo o non siamo un paese Green?

di Fabio Nicolosi

L’Italia si scopre sempre più “green”. Solo nel 2016 nel nostro Paese sono stati installati 396 MW di fotovoltaico, 282 MW di eolico, 140 di geotermico, 513 di bioenergie e 346 di mini idroelettrico. Le fonti rinnovabili hanno contributo a soddisfare il 34,3% dei consumi elettrici complessivi. I numeri parlano chiaro: anche se negli ultimi tempi vi è stata una leggera flessione, in dieci anni la produzione da energie pulite è passata da 51,9 a 106 TWh. Sono questi alcuni degli elementi più interessanti che emergono dal “Rapporto Comuni Rinnovabili 2017” di Legambiente, realizzato con il contributo di Enel Green Power e in collaborazione con GSE, che racconta il successo delle fonti pulite e il cambiamento che sta avvenendo nel territorio italiano con numeri, storie e buone pratiche (sono 200 quelle raccolte sul sito). Nel Rapporto è significativo anche il dato relativo alle installazioni: sempre contando gli ultimi dieci anni, gli impianti da fonti rinnovabili sono passati da qualche centinaio a oltre un milione tra elettrici e termici. È cresciuto il contributo apportato dalle nuovi fonti rinnovabili (biomassa, fotovoltaico, eolico, geotermia, mini idroelettrico) alla produzione elettrica dal 2,6% (2006) al 22,7% (2016) rispetto ai consumi complessivi. Dati positivi arrivano anche dal territorio: crescono i comuni rinnovabili, passando da 356 (2005) a 7.978 (2016), oggi quindi in tutti i municipi italiani è installato almeno un impianto. Su 7.978 comuni, ben 3.021 producono più energia elettrica di quanta ne consumano le famiglie residenti, grazie a una o più fonti rinnovabili. Salgono invece a 40 i Comuni 100% rinnovabili. Sorprendente poi la crescita del solare, avvenuta anche senza incentivi: negli ultimi due anni sono stati realizzati 180 mila impianti solari fotovoltaici, pari al 25% di tutti quelli installati in Italia – per un totale di 1.310 MW installati. Analizzando i dati del rapporto di Legambiente, si può notare come siano in aumento i comuni che optano per l’eolico che arrivano a quota a 904. La potenza installata è in crescita, pari a 9.257 MW, con 282 MW in più rispetto al 2015. Questi impianti, secondo i dati di Terna, hanno permesso di produrre 17,5 TWh di energia, pari al fabbisogno elettrico di oltre 6,5 milioni di famiglie. Ottimi risultati anche per il solare, con ben 7.978 Comuni che si affidano a tale energia. Tra questi, il miglior risultato in termina di potenza installata su tetti e in relazione al numero di abitanti, arriva dal comune di Macra (CN), con una media di 165 MW/1.000 abitanti, seguito dal Comune di Fascia in provincia di Genova con una media di 76 MW/1.000 abitanti e 81 MW complessivi e dal Comune di Monterone (LC) con 63 MW ogni 1.000 abitanti. Per quanto riguarda invece il mini idroelettrico, siamo a quota 1.489 realtà territoriali che l’hanno adottato, per una potenza totale installata di 1.568 MW, in grado di produrre ogni anno oltre 6,2 TWh, pari al fabbisogno di energia elettrica di 2,3 milioni di famiglie. Crescono anche i municipi delle bioenergie che arrivano a quota 4.114 per una potenza installata complessiva di 5.490 MW elettrici, 1.534 MW termici e 415 kW frigoriferi. Infine, capitolo geotermia: sono 590 i Comuni per una potenza totale di 993 MW elettrici, 228,5 MW termici e 5,4 MW frigoriferi. Le buone pratiche Il convegno per la presentazione del Rapporto di Legambiente è stata anche l’occasione per consegnare una serie di premi legati alle buone pratiche proprio in ambito energetico. Il riconoscimento “Comune 100% rinnovabile” è stato assegnato al Comune di Cavalese. Qui sono almeno 102 gli impianti solari fotovoltaici per complessivi 1,1 MW di potenza installata su tetti e coperture che contribuiscono al raggiungimento del risultato di autosufficienza energetica. A questi si aggiunge un impianto mini idroelettrico da 706 kW, un impianto a biogas da 1 MW e un impianto a biomassa in cogenerazione da 1 MW elettrico e 23,5 MW termici connesso alla nuova centrale di teleriscaldamento, inaugurata a novembre 2016. Il Premio “Buona Pratica” è andato, invece, al Comune di Castellamare di Stabia (Na) dove l’Amministrazione, grazie ai fondi FESR, ha finanziato un’opera di efficientamento dell’Istituto Comprensivo “Luigi Denza” realizzando un impianto solare fotovoltaico da 9 kW, un impianto solare termico da 50 mq, e migliorando le prestazioni energetiche e di sicurezza dell’involucro edilizio. Gli importanti investimenti fatti sull’edifico esistente, oltre a portare benefici ambientali, permettono al Comune di poter risparmiare tra i 15 e i 20 mila euro in un anno. Premio “Rinnovabili e cibo di qualità” a tre aziende: la Società Agricola Arte, il Birrificio artigianale Lesster e la Nuova Sarda Industria Casearia. La Società Agricola Arte si trova in Puglia, tra Manfredonia e Cerignola in provincia di Foggia. Da giugno 2015 produce e commercializza prodotti biologici certificati avvalendosi di tecnologie agronomiche sostenibili e coltivando materie prime di altissima qualità e locali come ad esempio il grano duro Senatore Cappelli Bio, grano antico tipico e autoctono, il farro monococcum, utilizzando solo semina su sodo, una tecnica agronomica che permette di diminuire le lavorazioni sul terreno, ridurre il consumo di carburante, e allo stesso tempo le emissioni in atmosfera. In particolare, la produzione di energia elettrica supera abbondantemente i fabbisogni elettrici aziendali, il 90% dell’energia elettrica prodotta viene infatti immessa in rete. La componente termica viene totalmente utilizzata per soddisfare i diversi fabbisogni legati a: gestione biologica dei digestori (30%); uffici e spazi del personale (10%) e processo di essiccazione del digestato (60%), che avviene all’interno dell’azienda stessa. Il Birrificio artigianale Lesster, a Lugo di Grezzana (VR), nel territorio delle Lessinia, rifermenta tutte le birre in bottiglia, una pratica che dona una gasatura naturale e genuina. Il laboratorio Lesster è costituito da un impianto all’avanguardia con capacità produttiva di 5 hl e una batteria di fermentazione da 60 hl. Lesster, da marzo 2017, ha scelto di avere una fornitura di energia garantita 100% rinnovabile, contribuendo così a mantenere lo stato di salubrità del territorio. Premio anche per la Nuova Sarda Industria Casearia, azienda del Medio Campidano e Oristanese a conduzione familiare che ogni anno lavora 4 milioni di litri di latte ovi-caprino. L’azienda è una realtà fortemente innovativa e ha investito nel potenziale strategico liberato dalle tecnologie energetiche da fonte rinnovabile e pulita. Nel 2010 ha installato un impianto fotovoltaico e nel 2015 un impianto termodinamico. L’installazione dell’impianto fotovoltaico ha reso quasi autosufficiente lo stabilimento sul fronte dei consumi di energia elettrica. Con una potenza termica di picco di circa 460 kWt, l’impianto solare termodinamico è in grado di produrre fino a 600 kg/h di vapore, corrispondenti a 675 t/ anno. La struttura dell’impianto è posta ad un’altezza tale da consentire al gregge di pascolarvi al di sotto, trovando nutrimento e refrigerio. Tra i benefici conseguiti: risparmio dei costi dell’energia in bolletta (che sbloccano risorse per investimenti produttivi aziendali); risparmio di energia primaria (43 tonnellate/anno); meno inquinamento locale; ridotto impatto ambientale; contribuzione alla lotta ai cambiamenti climatici con 150 t/anno di CO2 non emesse in atmosfera.

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01 giu 2017

Napoli: da ex mattatoio a Centro ricerche tartarughe marine

di Alessandro Graziano

A Portici l'ex mattatoio  è stato restaurato e trasformato in un centro per la cura degli animali marini A Portici, famoso comune alla porte di Napoli, è stato restaurato, rifunzionalizzato e recuperato l'ex mattatoio comunale. L'utilizzo? Un centro di ricerche, cura e salvaguardia per le tartarughe marine , in particolare le caretta caretta, nostra specie autoctona, che vive nell'aerale del mar Mediterraneo. Il centro che è stato inaugurato questo inverno,  rappresenta , dopo quello di Lampedusa, un importante luogo di analisi e cura del nostro mare. Il progetto del Centro, che è anche Osservatorio del Golfo di Napoli, ha la regìa della Stazione Zoologica Anton Dohrn, con la Regione Campania e il Comune di Portici.  Molte delle tartarughe arrivano qui dopo aver ingerito plastica, scambiandola per meduse, o lunghe lenze, che siamo costretti ad asportare.  Si tratta di  un polo d’eccellenza inaugurato venerdì nei locali dell’ex macello comunale, a due passi dal porto del Granatello, davanti a una folta platea. Il centro si compone di 600 metri quadri coperti, 7000 scoperti: all’interno laboratori avanzati per le analisi ambientali, un ambulatorio con sala chirurgica e radiologica per i rettili marini e una consistente esposizione didattica.  Gli obiettivi? Curare le tartarughe e seguirne, grazie ad avanzati sensori, le migrazioni e il comportamento, una volta rilasciate. Il centro offre ai visitatori l’opportunità di conoscere i problemi ambientali che affliggono il Mar Mediterraneo e seguire le migrazioni ed il comportamento delle tartarughe marine rilasciate dopo la riabilitazione. Il tutto attraverso un percorso espositivo in cui sono presenti modelli in dimensioni reali di grandi vertebrati marini del Mediterraneo e i nuovi acquari tematici dedicati ai descrittori di qualità ambientale degli ecosistemi marini definiti dalla Strategia Marina della Comunità Europea. Il Centro si avvale anche di una avanzata tecnologia interattiva multimediale per offrire occasioni di conoscenza, approfondimento scientifico e divertimento a visitatori e scolaresche.

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30 mag 2017

VIDEO | Perché Copenaghen è la capitale della bicicletta

di Amedeo Paladino

Copenaghen è la capitale e la città più popolosa della Danimarca con 569. 557 abitanti nel Comune e 1 167 569  nell'area urbana. Negli anni '70 del 1900 era invasa dalle automobili, come la maggior parte delle città industrializzate: l'inefficienza della mobilità, l'inquinamento e il tasso di incidentalità stradale spinsero le amministrazioni e i cittadini a un decisivo cambio di rotta. Da allora lo sviluppo di una rete di infrastrutture ciclabili connesse è stato inarrestabile: i percorsi ciclabili si sviluppano per 360 chilometri, e negli ultimi 10 anni sono stati investiti 300 milioni di euro in ciclabilità e sicurezza stradale. Per gli spostamenti più lunghi i cittadini danesi possono contare anche su un efficiente sistema di trasporti e sulla possibilità di utilizzare in maniera combinata la bici e i mezzi pubblici. Copenaghen si può considerare la capitale della bicicletta!

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25 mag 2017

Ups testa i furgoni ad idrogeno

di Alessandra Santoni

Proprio così: entro la fine del 2018 la UPS, società statunitense di spedizioni internazionali, metterà su strada 17 furgoni espressi giganti a cella a combustibile d'idrogeno. Il primo di questi gioiellini, presentato in occasione della mostra 2017 Advanced Clear Transportation Expo, tenutasi in California, sarà tuttavia già operativo a partire dalla fine di quest'anno ed effettuando le consegne proprio qui, in California, nella città di Sacramento. La California infatti ha una rigorosa regolamentazione riguardo alla qualità dell'aria, ed ha perciò finanziato il programma di sviluppo di questo nuovo furgone. L'obiettivo del progetto è quello di creare un veicolo commerciale a zero emissioni che soddisfi totalmente, in termini di percorrenza e di autonomia, i requisiti dei veicoli a combustibile convenzionale. La differenza sta nel fatto che le celle a combustibile di idrogeno emettono solo acqua; inoltre i serbatoi di idrogeno possono essere riempiti in quasi lo stesso lasso di tempo dei serbatoi di carburante, eliminando così la lentezza dei tempi di ricarica delle batterie dei veicoli elettrici. L'autonomia di questi veicoli, secondo i tecnici, può arrivare fino ad una percorrenza di 200 chilometri. Simili veicoli, essendo per altro molto silenziosi, sarebbero perfetti per effettuare consegne in città, e il quadretto dipinto da Charles Freese, direttore esecutivo delle attività globali delle celle a combustibile della General Motors, ce ne dà un'idea molto efficace: Sarebbe grandioso se l'unico segnale che è arrivato un corriere espresso fossero il suono del campanello della tua porta e un pacchetto lasciato sotto la veranda.

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11 mag 2017

L’A BI CI: come la bicicletta ci fa diventare più ricchi

di Alessandra Santoni

Legambiente ha presentato la settimana scorsa a Roma, in occasione del Bike Summit 2017, L'A BI CI: 1° rapporto sull'economia della bici in Italia e sulla ciclabilità nelle città. Obiettivo del rapporto è quello di fare il punto sulla situazione delle due ruote in Italia, analizzando in particolar modo il valore economico della bicicletta nel nostro paese. E qui arriva il bello: scegliere la bici al posto della macchina genera un fatturato (somma che tiene conto della produzione di bici e accessori, delle ciclo-vacanze e di tutti quei benefici dati dall'uso della bicicletta, come il risparmio di carburante, i benefit sanitari e la riduzione delle emissioni nocive) pari a 6.206.587.766 euro. Leggiamo poi nel rapporto: Per dare un'idea della consistenza di questo capitale, si pensi ad esempio che i 6, 2 miliardi di ciclo-proventi superano nettamente i ricavi dell'export del vino, uno dei prodotti made in Italy maggiormente apprezzati all'estero, o che doppiano il fatturato Ferrari. Non staremo qui a elencare i benefici che la bici porta alla salute e all'ambiente: sono ben noti e sono sicuramente il tasto su cui si batte maggiormente. E in Italia c'è già una buona dozzina di città bike-friendly che l'hanno capito e ne hanno fatto una filosofia di vita: parliamo di città come Pesaro e Bolzano, dove 1 abitante su 3 usa la bici per i suoi spostamenti, ma anche di Ravenna, Reggio Emilia, Treviso e Ferrara, dove gli amanti della bici oscillano tra il 22 e il 27% della popolazione, e di Cremona, Rimini, Padova, Pisa, Novara e Forlì, dove sono almeno il 15%. Ma guardiamo un po' al resto di Italia, dove la mentalità è ancora arretrata: pensare che te, che la mattina ti alzi e inforchi la tua bici per andare a lavoro, a scuola, all'università o dovunque tu voglia, sfidando le intemperie di inverno e sudando sette camicie d'estate, sfilando accanto ad auto e Suv i cui proprietari, per quanto magari bloccati nel traffico, ti guardano con quel misto di pietà e scherno; pensare che te, il più "sfigato" dei frequentatori della strada, generi un patrimonio da più di 6 miliardi di euro, ecco questo fa molto riflettere. Le auto succhiano soldi, le bici li producono: e questo, per chi ancora fosse scettico, è un dato di fatto; ma se proprio aveste ancora dei dubbi, andate a leggervi il rapporto di Legambiente. E poi, se ancora non la avete, andate a comprarvi una bici: va bene anche un mezzo catorcio: è comunque un investimento. Foto: rapporto L'A BI CI

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10 mag 2017

Un tetto con i pannelli solari per la Toyota Prius

di Fabio Nicolosi

I tetti di auto solari sono stati spesso oggetto di esperimenti dei costruttori di nicchia. Toyota è stata la prima casa automobilistica a offrire l'opzione sul suo modello ibrido plug-in Prius nel 2012. Panasonic ha sviluppato un tetto dell'auto solare fotovoltaico per l'ultima Prius PHEV, aumentando la potenza da 50W a 180W. Chiamato HIT Modulo fotovoltaico Automobile, il tetto 180W è il primo progettato con la possibilità di ricaricare la batteria agli ioni di litio, insieme con la batteria al piombo standard a 12V. I tetti solari di Panasonic sono stati progettati con una resistenza agli ambienti caldi, che normalmente portano a un calo della produzione quando le temperature salgono. Il precedente tetto solare Prius generava solo energia elettrica nominale: sufficiente ad alimentare i ventilatori quando in sosta e per l'uso come fonte di carica ausiliaria per la batteria 12V. Mentre con 180W viene offerta molto più grinta, Toyota dice che sarebbe in grado di aumentare l'efficienza della vettura fino al 10 per cento, aggiungendo fino a 3,5 km di utilizzo in più al giorno, in condizioni ideali. Le celle solari sono laminate in una resina situato sulla cima di un vetro curvo del tetto. Purtroppo, questo speciale vetro rinforzato non ha superato il crash test di ribaltamento svoltosi negli Stati Uniti. L'opzione tetto solare è attualmente disponibile solo sulla Prius in Giappone e in Europa. Tuttavia, la società sta continuando a lavorare ad una soluzione per offrirlo su modelli americani. Gli acquirenti dovranno giudicare se l'add-on ne vale la pena. Mentre la piccola estensione giornaliera nella gamma può aggiungere fino nel corso della vita del veicolo, il prezzo dell'opzione tetto solare costa circa 1500-1800 € in più per i consumatori. L'installazione richiede anche l'asportazione di alcuni componenti della vettura. Panasonic è diventato un attore importante nel mercato delle batterie, la partnership con Tesla sulla Gigafactory della società, che inizierà presto a sfornare un numero record di batterie per auto agli ioni di litio. Il CEO di Tesla, Elon Musk, ha dichiarato che la prossima Tesla Model 3 avrà probabilmente il tetto solare. E ora che Panasonic ha introdotto il suo nuovo tetto solare, è possibile che le due aziende possono collaborare per l'opzione tetto solare.

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09 mag 2017

Mitigare gli sfregi urbani con la natura: l’esempio di “Oasi in Città” nel sorrentino

di Giulio Di Chiara

Le nostre città purtroppo contano molto spesso le cicatrici che l'uomo gli ha lasciato in eredità. Sfregi figli di cattiva progettazione, infrastrutture inutili, sovradimensionate o semplicemente fuori posto. Alle volte, l'occasione di un finanziamento a pioggia induce i nostri governatori a spendere il denaro entro i termini imposti pur di ottenere la paternità di "qualcosa",  a prescindere dalle esigenze del territorio. Per fortuna l'uomo stesso ogni tanto prova a metterci una pezza, mitigando i propri errori con attività compensative. E' successo nel comune di Sant'Agnello, nella costiera sorrentina. Il WWF in sinergia con l'amministrazione comunale ha infatti lavorato per due anni alla realizzazione di "Oasi in città", un'area urbana restituita alla collettività al di sopra di un mega parcheggio molto contestato. "quattromila metri quadrati con quasi 6.000 piante, di 70 specie arboree diverse, quasi tutte autoctone, che coprono un parcheggio interrato. Un rigoglioso angolo di macchia mediterranea dove la vegetazione e un lago hanno contribuito a creare un habitat subito "colonizzato" da upupe, occhiocotti e cinciarelle, che hanno già nidificato.L'Oasi in città è stata ideata e progettata dal WWF Terre del Tirreno." L'inaugurazione è avvenuta lo scorso 30 aprile e nei primi due giorni si sono registrati quasi 4.000 visitatori. Tra le attrattive dell'Oasi ci sono più aree tematiche: il prato selvatico, il giardino delle farfalle, la siepe,il bio-lago, la pinetina, il viale dei fruttiferi, il bosco ombroso, le piante officinali, la macchia mediterranea. Cittadini e turisti possono così immergersi in un parco che è anche aula didattica all’aperto, impreziosita da una ricca fauna presentata da una serie di cartelli illustrativi (fonte). Un esempio da seguire.

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03 mag 2017

Solo il 7,9% sono le auto ibride circolanti in Italia

di Fabio Nicolosi

Su un totale di 43,2 milioni di autoveicoli circolanti nel nostro Paese, quelli alimentati a carburante alternativo (e cioè ibridi, elettrici, a metano e a gpl) sono 3,4 milioni, che corrispondono al 7,9% del parco circolante. Gli autoveicoli alimentati con carburante tradizionale, ovvero a benzina e a gasolio, sono invece 39,8 milioni, e cioè il 92,1% del parco circolante. Questi dati, di fonte Aci e riferiti alla composizione del parco autoveicoli in circolazione al 1° gennaio 2017, emergono da un’elaborazione congiunta condotta dall’Osservatorio Autopromotec (che è la struttura di ricerca di Autopromotec, la rassegna internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico) e dall’Osservatorio Federmetano (struttura di ricerca sul metano per autotrazione). Le Marche sono la regione in cui vi è la percentuale maggiore di autoveicoli ad alimentazione alternativa (16,6%), seguite da Emilia Romagna (16,5%) e Umbria (11,6%). Ultima la Valle d’Aosta (dove solo il 2,2% degli autoveicoli circolanti è ad alimentazione alternativa), la Sardegna (2,4%) e il Friuli Venezia Giulia (3%). Per quanto riguarda il tipo di alimentazione alternativa, gli autoveicoli alimentati a gpl in Italia sono 2.259.773 (il 5,2% del parco circolante), quelli a metano 1.004.982 (il 2,3%) e quelli ibridi ed elettrici 131.732 (lo 0,3%). Sono dati preoccupanti, che dimostrano come poco o nulla si è fatto per incentivare l'utilizzo di auto ibride o con carburanti alternativi. Risultano però in crescita i dati secondo cui il parco di autoveicoli “verdi” è passato dalle 2,5 milioni di unità del 2010 alle 3,4 milioni di unità del 2016 (con un aumento percentuale del 35,1%). Gli autoveicoli a metano, in particolare, sono quelli che hanno fatto registrare la crescita maggiore (+38,9% dal 2010).

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28 apr 2017

Carburanti fossili esauriti: la fine di un’epoca e cosa cambierà

di Andrea Baio

Un rapporto Bloomberg New Energy Finance prevede che entro il 2025 le risorse mondiali di carburanti fossili coleranno a picco. La buona notizia è che già a partire dal 2027 le energie rinnovabili saranno più economiche dell'energia ad oggi prodotta tramite carbone, gas e petrolio. Dal rapporto risulta inoltre che - entro il 2040 - i veicoli elettrici costituiranno all'incirca il 25% del parco mondiale, e che le sorgenti di energia a zero emissioni costituiranno circa il 60% del totale. Il rapporto Bloomberg è stato stilato attraverso la collaborazione di 65 paesi e la consultazione di esperti di tecnologie provenienti da 11 diversi paesi. Nel rapporto si cerca di prevedere l'andamento del mercato futuro nel settore energetico. Il solare e l'eolico costituiranno il 64% degli 8,6 TW di nuove fonti energetiche dei prossimi 25 anni, e circa il 60% degli 11 miliardi di dollari investiti. La cattiva notizia è che questi investimenti sulle rinnovabili arriveranno in ritardo di diversi anni sulla tabella di marcia e non riusciranno a contenere l'innalzamento della temperatura globale al di sotto dei 2 gradi Celsius, come auspicato alla conferenza sul clima tenutasi a Parigi nel 2015. Inoltre, continua a non essere affrontato il grave problema emerso dal rapporto delle Nazioni Unite, secondo cui il 52% delle emissioni di gas serra è correlato agli allevamenti intensivi (specialmente quelli di bovini da latte). Il capo-ricercatore Seb Henbest ha dichiarato che "circa 7,8 miliardi di dollari saranno investiti nelle rinnovabili dal 2016 al 2040, ma servirebbero miliardi in più per rendere l'investimento compatibile con gli obiettivi prefissati dalla conferenza di Parigi".

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20 apr 2017

Greenway del Veneto: la bici arriva al mare

di Alessandro Graziano

Da poco inaugurato un altro tratto della Greenway del Sile, la pista ciclabile che va da Portegrandi a Caposile e che collega Treviso a Jesolo seguendo il percorso del  fiume Sile. Chi ama la  bicicletta e la natura conosce sicuramente  il percorso della GiraSile, la Greenway del Sile, 52 km che attraversano le province di Treviso e Venezia collegando le città al mare. Dopo il tratto di Casier-Casale, inaugurato lo scorso anno, questo nuovo tratto che costeggia la laguna e arriva fino al litorale marino risulta essere una pista ciclabile pianeggiante e ideale per coloro che vogliono immergersi nella natura. Un percorso facile, da fare anche con i bambini, partendo proprio da via Alzaia e costeggiando il Sile, uno dei fiumi più importanti della zona. Finalmente dopo anni di lavori, è adesso possibile raggiungere il mare in bicicletta. La strada verde del Parco Naturale Regionale del Fiume Sile è un corridoio ecologico che attraversa tutto il Parco dalle sorgenti a Portegrandi, destinato alla mobilità dolce. La ciclabile segue la sponda sinistra del fiume Sila e prosegue fino alla chiusa di Silea, si passa poi nel cimitero dei burci,portando le bici a mano, e il Casier. Ancora a Musestre, frazione di Roncade, la pista incrocia la torre di Everardo, l’unico resto del castello di epoca longobarda. Da qui, le anse del Sile conducono fino Portegrandi, foce del fiume. Attraversata la chiusa, la ciclabile entra sulla gronda lagunare, che percorre per ben 11 km fino a quando il Sile confluisce nella Piave vecchia a Caposile. ulteriori info : http://www.parcosile.it/pagina.php?id=18

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