Articolo
14 ott 2017

Parco nazionale Stelvio: idee e progetti di valorizzazione della strada dello Stelvio

di mobilita

Sul progetto della strada panoramica dello Stelvio e sul masterplan per l’area sommitale di Passo Stelvio si è incentrato lo scambio di informazioni tenutosi l'11 ottobre, tra rappresentanti della Provincia di Bolzano, del Ministero dell’ambiente e della Regione Lombardia. “Si tratta della sistemazione e della valorizzazione della storica strada del passo, da un lato, e di una concezione complessiva per l’allestimento dell’areale del passo con molteplici novità, in particolare per quanto attiene la mobilità, dall’altro”, spiega l’assessore provinciale all’ambiente Richard Theiner che ha partecipato all’incontro sottolineando che i progetti vedono la stretta collaborazione di Alto Adige e Lombardia. L’obiettivo è rendere il Parco nazionale dello Stelvio un territorio modello per uno stile di vita e un’economia sostenibili nell’arco alpino. Il sottosegretario di Stato Ugo Paroloha ribadito la volontà di operare in questa direzione, mentre i rappresentanti della Regione Lombardia hanno presentato le novità riferite al versante lombardo della strada di Passo Stelvio. Le idee e le iniziative in via di progettazione sono state presentate al direttore generale della direzione di protezione della natura e del mare presso il Ministero per l’ambiente,Maria Carmela Giarratano, che ha commentato “queste iniziative congiunte e coordinate per la valorizzazione del Parco nazionale dello Stelvio evidenziano che il percorso avviato con l'intesa rappresenta il valore aggiunto che scaturisce dalla collaborazione sinergica di condivisione degli obiettivi istituzionali del parco nell'attuazione sui territori, e richiama il buon lavoro che si sta svolgendo con il Comitato di coordinamento e di indirizzo". Soddisfatto da parte sua l’assessore Theiner per l’incontro, “che è la dimostrazione di come la valorizzazione del Parco nazionale e della strada panoramica del Passo vengano prese con serietà e attenzione dalle parti coinvolte”. Ora i singoli interventi dovranno essere concretizzati per step, cosa che potrà avvenire solo grazie alla buona collaborazione con la Regione Lombardia.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
25 set 2017

TRENTO | Il Piano provinciale per la mobilità elettrica diventa realtà

di mobilita

La Provincia investe oltre 20 milioni di euro in cinque anni E’ stato definitivamente approvato – durante la "Settimana europea della mobilità sostenibile"- il Piano provinciale per la mobilità elettrica. La Giunta provinciale, sempre su proposta dell’assessore all’ambiente Mauro Gilmozzi, lo aveva adottato preliminarmente in giugno. Sul documento preliminare è stata fatta una campagna di informazione e i portatori di interesse, come gli enti locali e le categorie economiche, hanno manifestato interesse nei confronti del piano, che oggi quindi è stato sottoposto all’esecutivo per l’approvazione definitiva. Si confermano gli obiettivi della riduzione delle emissioni di gas serra e delle emissioni atmosferiche riferibili al settore dei trasporti (CO2, PM10, PM2.5, NO2, ecc.), della prevenzione e contenimento dell’inquinamento acustico, del miglioramento della qualità dell’ambiente a beneficio dei cittadini, dell’economia e della società. «Il piano – sottolinea l’assessore Gilmozzi – guarda ad un arco temporale di medio e lungo periodo, per accompagnare il Trentino, attraverso una pluralità di misure, a diventare un territorio ancora più attrattivo grazie ad una tendenziale riduzione delle emissioni, a vantaggio di tutti”. Le direzioni fondamentali che il documento indica sono: l’agevolazione della realizzazione delle infrastrutture di ricarica che, data la limitata autonomia dei veicoli elettrici, rappresenta attualmente il maggior ostacolo alla diffusione della mobilità elettrica; l’incentivazione economica dell’acquisto di veicoli elettrici e possibilmente anche dell’energia elettrica utilizzata per la mobilità (dalle bici fino al trasporto merci); la definizione di strumenti regolatori e di disposizioni tecnico-normative specifiche; l’incentivazione del rooming delle ricariche promuovendo il “contatore virtuale” in modo che il singolo utente possa assorbire da diversi sistemi di ricarica sul territorio provinciale, vedendosi addebitare il relativo costo sul proprio conto contrattuale, privato od aziendale; l’incremento del servizio di bike sharing pubblico con biciclette a pedalata assistita, come estensione ed integrazione del TPL (Trasporto Pubblico Locale), negli ambiti più densamente popolati o maggiormente frequentati dai turisti; l’incentivazione dell’acquisto di cargo bike a pedalata assistita per la consegna delle merci in ambito urbano. La situazione attuale vede la presenza in Trentino di oltre 70 colonnine di ricarica installate e di circa 1.000 veicoli elettrici immatricolati. Per lo sviluppo della mobilità elettrica sono stati ipotizzati, per i prossimi 5 anni questi investimenti: installazione di colonnine di ricarica elettrica pubbliche o private (per circa 1,6 milioni di euro); contributi per l’acquisto di veicoli elettrici (per circa 14 milioni di euro, oltre ad uno sconto da concordare con i rivenditori di auto); l’acquisto di biciclette e di cargo bike a pedalata assistita, nell’ambito di progetti aziendali, in particolare a sostegno degli spostamenti casa-lavoro; fornitura a prezzo agevolato dell’energia elettrica per la ricarica dei veicoli, per un importo massimo di circa 315 euro/anno per veicolo (per circa 4,5 milioni di euro). Il piano provinciale per la mobilità elettrica rientra nel più generale piano della mobilità sostenibile e vuole accompagnare il cambiamento degli stili di vita e di modalità abituali di spostamento attraverso interventi concreti e realizzabili in tempi certi. Saranno a breve adottate le deliberazioni attuative del piano, con l'uscita di specifici bandi che definiranno in modo preciso le modalità di accesso agli incentivi previsti nel documento approvato.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
21 set 2017

VICENZA | Erogato dal ministero 1 milione di euro per il progetto Mobilitate-Vi

di mobilita

Questa mattina l'assessore alla progettazione e sostenibilità urbana Antonio Marco Dalla Pozza ha annunciato il via libera da parte della Commissione Ambiente del Senato dell'erogazione del finanziamento di 1 milione di euro al progetto sperimentale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro “Mobilitate-VI” redatto dal Comune di Vicenza, in qualità di soggetto capofila, con i Comuni di Dueville, Grisignano di Zocco, Quinto Vicentino, Torri di Quartesolo. Erano presenti anche i sindaci di Dueville, Giusy Armiletti, di Grisignano di Zocco, Renzo Lotto, di Quinto Vicentino, Renzo Segato, e l'assessore di Torri di Quartesolo, Federico Casarotto. Nella graduatoria predisposta dalla commissione tecnica ministeriale il progetto - di cui il Comune di Vicenza è capofila - si è classificato all'8° posto su 114 partecipanti, con 52,14 punti. I comuni del Veneto hanno ricevuto in termini assoluti il più alto valore di co-finanziamento, per un valore di 5.913.962 euro, circa il 20 per cento del totale finanziato. Precede il capoluogo berico il Comune di Padova, al 2° posto con 64 punti. Sono stati premiati anche i Comuni di Verona (10°), Desenzano del Garda (23°), Mira (30°), Venezia (34°). Punteggi superiori sono stati assegnati ai Comuni che hanno lavorato meglio su fattibilità tecnica, livello di progettualità, qualità per la disabilità, integrazione con altri percorsi di rete e benefici ambientali attesi. A fine 2016 le cinque amministrazioni comunali coinvolte (Vicenza, Dueville, Grisignano di Zocco, Quinto Vicentino, Torri di Quartesolo) hanno, infatti, sottoscritto un protocollo di intesa per partecipare al bando emanato dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare “Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro" individuando una serie di azioni coordinate, di natura infrastrutturale e non, volte a un progressivo incremento degli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro attraverso modalità sostenibili e con minore utilizzo del mezzo privato. Il progetto “Mobilitate-VI”, che è stato redatto dal settore mobilità e trasporti del Comune di Vicenza e dall'architetto Paola Masuelli, ha un importo complessivo di 2.847.500 euro: prevede una quota di cofinanziamento del Comune di Vicenza pari a 1.567.500 euro, del Comune di Dueville pari a 250 mila euro e del Comune di Grisignano di Zocco pari a 30 mila euro. Il finanziamento assegnato dal Ministero è pari a 1 milione di euro. Ha l'obiettivo principale di incentivare iniziative strutturali di mobilità sostenibile per favorire gli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro con mezzi di trasporto sostenibili, in linea con gli obiettivi nazionali e comunitari di riduzione delle emissioni di gas serra derivanti dal settore dei trasporti, e riguarda un bacino complessivo di quasi 150 mila abitanti. Prevede, in particolare, azioni da adottare in sede locale che abbiano come finalità la riduzione del numero di autoveicoli privati in circolazione, favorendone la sostituzione con mobilità ciclistica o pedonale, trasporto pubblico locale e uso condiviso e multiplo dell'automobile, allo scopo di ridurre il traffico e l’inquinamento. Al progetto partecipano, in qualità di partner pubblici, la Provincia di Vicenza, l'ex Ulss 6 Vicenza, la Società Vicentina Trasporti srl, gli istituti scolastici della Cittadella degli Studi (Boscardin, Canova, Da Schio, Montagna, San Gaetano e Centro Edile Palladio) e l'ufficio scolastico provinciale. I partners privati selezionati a seguito di un avviso pubblico di manifestazione di interesse sono COOP Alleanza 3.0 società cooperativa, Associazione Euromobility, Mventicinque società cooperativa sociale, associazione di promozione sociale Cicletica, associazione Fiab Vicenza Tuttinbici, start up “Lock Around”. Sono quattro i temi principali su cui il progetto prevede specifici interventi: il pendolarismo su Vicenza, per motivi di studio o di lavoro, dai territori periferici dell’area urbana vicentina; gli spostamenti casa-lavoro sia nel settore pubblico, con sperimentazioni che riguardano i dipendenti del Comune di Vicenza, dell'ex Ulss 6, della Provincia di Vicenza e di alcuni istituti scolastici, che nel settore privato, con il coinvolgimento di alcune aziende situate nell’area industriale della città; gli spostamenti casa-scuola nelle scuole secondarie di secondo grado, in particolare con interventi nell’area della “Cittadella degli Studi”; infine, gli spostamenti casa-scuola con la previsione di una serie di azioni diffuse negli istituti primari e secondari di primo grado. La durata prevista per il completamento delle azioni del progetto è di 36 mesi.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
31 ago 2017

Bird Street, Londra: la strada che produce energia

di Alessandra Santoni

Non c'è niente di più naturale del camminare, e forse non ci rendiamo nemmeno conto di quanti passi facciamo al giorno, sia chi i piedi li usa per spostarsi da un luogo all'altro ma anche i più sedentari, per fare il tragitto casa-bar all'angolo-casa. E se tutti questi passi non andassero sprecati? L'esperimento che si sta svolgendo a Londra si muove proprio in questa direzione: su un tratto di Bird Street (mel West End) è stata infatti installata (a cura dell'azienda specializzata Pavegen), una pavimentazione intelligente: si tratta infatti di lastre che, ondeggiando sotto il peso dei passi, riescono a convertire il movimento nella corrente utilizzata per alimentare il sistema di illuminazione e l'impianto dei suoni della passerella. Inoltre chi cammina può verificare tramite un'app quanta energia sta producendo e soprattutto che risparmio comporta, e addirittura con il proprio punteggio può anche usufruire di sconti e promozioni nei negozi che si affacciano sulla strada. Si tratta perciò di un sistema che, come spiega anche Laurence Kemball-Cook, CEO di Pavegen, che dà slancio all'economia del posto: Le nostre tecnologie fanno diventare le strade più trafficate. Immaginatevi quindi cosa potrebbe fare un'intera città fatta di strade del genere, dove tutti diventano utili e necessari a produrre energia: ma proprio tutti, anche chi arriva solo fino al bar all'angolo. Foto: Pavegen

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
23 ago 2017

Viale Platani…un pezzo della storia di Avellino a rischio estinzione: parte la petizione

di avellino

Una petizione per rilanciare Viale Italia ad Avellino è stata lanciata da Antonio Dello Iaco, un cittadino avellinese di 14 anni. Viale Italia, conosciuto dagli avellinesi come viale Platani, rappresenta uno dei simboli storico-naturalistici più belli ed importanti dell'intera città. I platani presenti in questa via vengono continuamente tagliati dall'amministrazione comunale perchè attaccati dal cancro blu e non ripiantati. Questo magnifico Viale fu il soggetto di varie opere e rappresentazioni di artisti a livello nazionale come Pacichelli, Orlando, Carafa, Troisi, Montella. (foto by IrpiniaNews) L’aspetto ultimo dato al Viale, si deve al Sindaco Catello Solimene che, a partire dai suoi primi anni di amministrazione, uniformò il grande viale con un sapiente intervento botanico creando dei duplici filari di giganteschi platani cresciuti nel corso degli anni, tali da rappresentare un vero monumento vegetale che ha caratterizzato Avellino in tutta Italia. La petizione cerca di promuove la riqualificazione del Viale settecentesco, patrimonio dell'intero meridione, attraverso il reimpianto dei platani magari con essenze geneticamente modificate immuni al cancro colorato. La petizione è raggiungibile a questo indirizzo. Viale platani è un viale settecentesco avellinese, che negli ultimi anni sta in un vero e proprio degrado. I platani stanno morendo a causa del cancro colorato e non vengono più ripiantati. Non averli più sarebbe un peccato per le generazioni future.    

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
24 lug 2017

Metropolitana di Roma, operazioni di “decoro” scale ingresso delle Metro A e B

di mobilita

Sono terminati gli interventi di pulizia delle scale di accesso delle stazioni della Metro A di Cinecittà, Ottaviano e della Linea B Circo Massimo.  Atac ha realizzato un ciclo di pulizie approfondite per migliorare il decoro delle scale esterne delle stazioni metropolitane. Le attività vanno dal lavaggio, all'igienizzazione e sono proseguite con la rimozione dei graffiti. Ancora in corso i lavori a Repubblica e a Lepanto e si sta intervenendo anche all’ingresso della stazione di Piramide, dal parcheggio lato Piazzale dei Partigiani.  “Le metropolitane sono un biglietto da visita importante della nostra città e vogliamo che i tanti cittadini e turisti che utilizzano quotidianamente le stazioni possano viaggiare nel modo più confortevole possibile. Gli operatori si stanno impegnando effettuando lavaggi accurati di pavimenti e pareti delle scale di ingresso e rimuovendo i graffiti che deturpavano gli ingressi. Migliorare il trasporto pubblico è il principale obiettivo del nostro lavoro”. Lo ha dichiarato in una nota l’Assessora alla Città in Movimento di Roma Capitale, Linda Meleo.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
18 lug 2017

Dopo Milano, il “bosco verticale” approderà in Europa: ecco come funziona

di Giulio Di Chiara

Il cosiddetto "Bosco Verticale" di Stefano Boeri sta diventando oramai un'icona dell'architettura moderna tanto da essere richiesto anche in altre parti del mondo. Ricordiamo che il più famoso bosco verticale è il complesso di due palazzi progettati e realizzati nel centro direzionale di Milano. La caratteristica unica di queste costruzioni è la presenza di svariate essenze arboree distribuite sui prospetti, in un progetto più ampio di riforestazione dei centri urbani. L'obiettivo è ricreare  dunque dei microclimi urbani in verticale e favorire la biodiversità animale e vegetale. Su questa scia, altre città del mondo hanno guardato con favore a questa nuova concezione di architettura. In tal senso l'architetto italiano si è aggiudicata la progettazione della Torre dei Biancospini, che sorgerà a Utrecht, in Olanda. Circa 10.000 piante (360 alberi, 9.640 tra arbusti e fiori) contribuiranno ad assorbire più di 5 tonnellate di CO2 nell'area di Jaarbeursboulevard. Il progetto prevede, così come a Milano, la realizzazione di due torri. L'inizio dei lavori è previsto per il 2019 per una durata del cantiere pari a 3 anni.   Vi proponiamo di seguito uno schema sui benefici apportati dalla struttura architettonica:

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
17 lug 2017

“Cammini e percorsi”: il 24 luglio sarà pubblicato il primo dei bandi nazionali

di mobilita

Sarà pubblicato il prossimo 24 luglio il primo dei due bandi nazionali “Cammini e percorsi”, per 46 immobili pubblici da assegnare gratuitamente agli under 40. Il progetto di Touring Club Italiano, Agenzia del Demanio e ministeri delle Infrastrutture e dei Beni Culturali che assegnerà, in concessione gratuita per nove anni a 'under 40', 46 beni pubblici che si trovano su percorsi turistici e itinerari storico-religiosi italiani, allo scopo di riqualificarli.  “Cammini e percorsi” è un progetto a rete dell'Agenzia del Demanio, promosso dal Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti insieme al MIBACT, che punta alla riqualificazione e riuso di immobili pubblici situati lungo percorsi ciclopedonali e itinerari storico-religiosi. Non si tratta solamente un progetto turistico, in quanto l'obiettivo è quello di riutilizzare i beni come contenitori di servizi e di esperienze autentiche, fortemente radicate sul territorio, per camminatori, pellegrini e ciclisti, in linea con la filosofia dello slow travel. L'operazione vuole agevolare i giovani imprenditori under 40, le cooperative e le associazioni per avviare le proprie attività all'interno di una rete di infrastrutture e servizi destinati a crescere e diventare un punto di riferimento per lo sviluppo di un turismo più consapevole, rispettoso del territorio e dell’ambiente. I bandi pubblicati saranno due: il primo prevede la concessione gratuita di nove anni; il secondo, dedicato agli immobili di maggior pregio (che sarà pubblicato dopo l'estate), prevede una concessione di valorizzazione fino a 50 anni ed è rivolta a tutti gli operatori, senza limiti di età, che possano sviluppare un progetto turistico dall’elevato potenziale per i territori, in una logica di partenariato pubblico-privato, a beneficio di tutta la collettività. I beni coinvolti e dati in concessione sono 103 in totale, di diverso tipo: cascine, masserie, casali, case cantoniere, caselli idraulici ma anche dimore storiche, castelli e ville di pregio, diffusi su tutto il territorio nazionale. Alla consultazione pubblica, conclusa il 26 giugno, hanno partecipato circa 25 mila 'amatori' del turismo lento dei quali il 78% risulta essere under 40 mentre 6mila questionari provengono dall'estero. Per ulteriori informazioni: http://www.agenziademanio.it/opencms/it/ValorePaese/camminiepercorsi/ Ti potrebbe interessare: “Cammini e percorsi”, il progetto dell’Agenzia del Demanio per percorsi ciclopedonali e storico-religiosi

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
11 lug 2017

Street art come strumento di riqualificazione urbana del quartiere Savena a Bologna

di mobilita

Il colore e la forma, affiancati alla disciplina del writing, sono il soggetto di Un ponte a colori, l’intervento di aerosol art per la riqualificazione del famoso Pontevecchio a Bologna. L’inaugurazione è avvenuta stamattina, con la partecipazione di Marzia Benassi Presidente del Quartiere Savena, Giovanni Gualario Responsabile stazioni Emilia Romagna di Rete Ferroviaria Italiana e Rusty dell’Associazione Tinte Forti. Il Pontevecchio, che scavalca le vie Emilia Levante e Mazzini, ospita i binari della linea Bologna-Prato e, da giugno 2013, anche la fermata metropolitana Bologna Mazzini. Per sottrarre le arcate del ponte al degrado, RFI e Comune di Bologna – Quartiere Savena sono ricorsi a una collaborazione storica, quella con l’associazione bolognese Tinte Forti, che riunisce alcuni fra i writer più famosi, impegnata nel promuovere la disciplina dell’aerosol art come strumento per rendere più belli e vivibili gli spazi urbani. Le arcate del Pontevecchio sono state prima preparate da RFI con l’applicazione di un colore di fondo, una sorta di tela su cui si è espressa la creatività dei bolognesi Rusty (ideatore del progetto), Moe  insieme a Tanes (arrivato per l’occasione dalla Svezia),  Stand (in trasferta da Roma),  Tomoz (direttamente da Rimini) e Francis (di Bologna). Due settimane di lavoro e 320 bombolette spray hanno riconsegnato alla città uno spazio più allegro, pulito, sicuro. Grande la collaborazione delle attività commerciali limitrofe, in particolare FDM Automobili e Pub Old Bridge, che hanno messo a disposizione i propri spazi per la gestione del materiale durante i lavori. Questa è solo la prima fase di un progetto più ampio che, a regime, comprenderà anche le pareti della struttura del ponte non ancora riqualificate e per il quale RFI, Quartiere e Associazione si sono già dati appuntamento per l’autunno. “Il progetto Pontevecchio: un ponte a colori nasce da una collaborazione tra Rete Ferroviaria Italiana, l'Associazione Tinte Forti e il Quartiere Savena", ha spiegato Marzia Benassi. "Obiettivo del Quartiere era restituire ai cittadini uno spazio urbano rigenerato. Il recupero ambientale delle pareti della stazione SFM Mazzini, ora decorate con murales, ha  contribuito a trasformare questo spazio in un luogo più allegro, decoroso e gradevole. La speranza è che la bellezza e l'armonia dei luoghi inducano chi ne usufruisce a uno stato d'animo più positivo e gioioso. I graffiti e i murales hanno l'obiettivo non solo di abbellire pareti spoglie, ma di educare alla bellezza del territorio, quasi fosse  una "lezione vivente"  di educazione civica, di legalità e tutela dei beni comuni urbani” “Con l’intervento sul Pontevecchio", ha ricordato Giovanni Gualario, salgono a 19 (*) le stazioni dell’Emilia Romagna in cui RFI, in collaborazione con le amministrazioni locali e gli artisti del territorio, ha utilizzato l’arte murale per la riqualificazione di spazi a rischio di degrado. Le stazioni ferroviarie sono fra i protagonisti del Piano Industriale 2017–2026 del Gruppo Ferrovie dello Stato.  L'obiettivo è rafforzarne la centralità e la naturale vocazione di snodo intermodale. Interventi come questo, che ne migliorano gradevolezza e senso di sicurezza per chi le utilizza, ci aiutano nel raggiungimento di questo fine”.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
06 lug 2017

Milano e la Guerrilla Bike Lane: le piste ciclabili ce le facciamo da soli

di Alessandra Santoni

Siamo in tanti a richiedere più piste ciclabili nelle nostre città, ma quanti di noi avrebbero il coraggio di armarsi di pennello e tintura e di "disegnarsele" da soli? E' quello che è successo in questi giorni a Milano, sul cavalcavia Bussa (che unisce il quartiere Isola con via Farini), tratto di strada che tutti i giorni è percorso a piedi da moltissime persone, primi fra tutti molti genitori con figli al seguito diretti all'asilo sottostante. Una pista ciclo-pedonale, nella parte in salita, effettivamente c'è, ma prima di iniziare il tratto in discesa la pista scompare, con tanto di cartello di divieto a proseguire. Già da tempo si erano sollevate parecchie lamentele, soprattutto da parte di associazioni e scuole del quartiere, sull'irrazionalità per non dire assurdità della viabilità di questa strada, potenzialmente mortale. In mancanza di risposte e interventi adeguati, nella notte del 1 luglio, qualche giustiziere della mobilità sostenibile il resto della pista ciclabile se l'è tracciato da solo, e l'impresa è già è stata ribattezzata Guerrilla Bike Lane. Da una città come Milano, che comunque sulla mobilità ha investito e sta investendo, non ci saremmo aspettati una simile inerzia di fronte ad un problema così sentito; perché, insomma, qualcosa si poteva fare, e senza nemmeno troppo impegno, dal momento che qualcuno il problema l'ha risolto: con delle righe un po' storte, è vero, ma sicuramente fatte con amore. Foto: Bikeitalia.it

Leggi tutto    Commenti 0