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03 mar 2021

ROMA | Anello Verde, proposte e idee per la città del futuro

di mobilita

Si è concluso il processo di partecipazione sul Programma Anello Verde, la rete naturalistica e ambientale che ha l’obiettivo di riconnettere la città con il paesaggio e i suoi spazi pubblici attraverso i nodi dell’anello ferroviario, per uno sviluppo sostenibile del territorio. Cittadini, associazioni, realtà territoriali, esperti di settore hanno lavorato per due mesi, riflettendo sul futuro della città raccogliendo un totale di 41 proposte. Diverse le modalità di partecipazione: dai webinar dedicati ad approfondimenti tematici tra cui la forestazione urbana, il valore della rete culturale, l’accessibilità del nuovo scenario urbano - per discutere a partire dai cinque pilastri dell’Anello Verde: ambiente, mobilità intelligente e alternativa, qualità e integrazione, sviluppo sostenibile, ascolto e partecipazione - agli urban games, ovvero passeggiate alla scoperta di alcune delle aree interessate dal programma per trovare insieme nuove proposte, percorsi, itinerari e visioni.  Inoltre, durante tutto il percorso partecipativo i cittadini hanno inviato nuove proposte che sono andate ad arricchire la mappa partecipativa, divenuta un racconto vivo di idee ed esperienze presenti sul territorio: dalla valorizzazione dell’area archeologica del Parco Tiburtino all’istituzione di un parco agricolo urbano alla creazione del parco lineare integrato delle Mura, dalla ricucitura degli ambiti Tuscolana, Casilino e Quadraro attraverso le "porte del Mandrione" alle connessioni e ai collegamenti tra le diverse funzioni urbane, incrementando gli accessi alle aree verdi.  Tante le proposte dei cittadini che puntano in particolare alla valorizzazione di alcuni luoghi e alla creazione di percorsi che colleghino sia spazi oggi definiti, sia ambiti ancora informali ma ormai entrati a far parte della quotidianità di chi vive il territorio.  L’Anello Verde punta a offrire una piattaforma di condivisione, una mappa degli usi e una visione generale di rigenerazione urbana, da attuare attraverso la valorizzazione dell’ambito strategico dell’Anello Ferroviario, delle polarità esistenti da sviluppare e della rete naturalistica da mantenere.  Il “Documento della Partecipazione” che raccoglie tutte le proposte, gli spunti e le riflessioni - insieme alla mappa partecipativa che definisce con esattezza come cittadini e realtà territoriali vivono i luoghi - sono consultabili a questo link.  “Siamo molto soddisfatti della grande partecipazione e del forte interesse dimostrato dai cittadini su questo programma. L’obiettivo dell’Anello Verde è integrare lo sviluppo delle infrastrutture e lo sviluppo urbano, creando una connessione con i grandi sistemi naturalistici della città. Puntiamo sulla mobilità sostenibile e sulla rigenerazione urbana, valorizzando il patrimonio culturale, archeologico e paesaggistico già esistente nella nostra città. Lo facciamo coinvolgendo cittadini, associazioni ed esperti di settore, ascoltando i loro consigli e accogliendo le loro proposte”, dichiara la sindaca Virginia Raggi.  “L’Anello Verde da una parte ci permette di sintetizzare una serie di progetti già in corso e dall’altra di guardare alla città del futuro, interrogandoci su come integrare il sistema ambientale che corre lungo l'anello ferroviario, all’interno della struttura di un quadro urbano che vede la città come un grande schema di relazioni aperte con il mondo esterno. Un programma che, per essere attuato e diventare la nuova mappa della città, deve necessariamente parlare ai cittadini e avere con loro, come con le realtà territoriali, una stretta interazione. Ringrazio quindi tutti coloro che hanno partecipato, hanno raccontato e rappresentato i luoghi e gli spazi vivi e ringrazio gli esperti che hanno partecipato contribuendo e inserendo nuovi elementi di riflessione”, sottolinea l’assessore all’Urbanistica Luca Montuori.  “Valorizzare le migliori potenzialità di sviluppo urbano e preservare lo straordinario patrimonio ambientale della città sono i due obiettivi integrati con cui abbiamo portato avanti questo programma, che Roma attendeva da decenni. Ora si è concluso un percorso partecipativo importante per proseguire con i relativi progetti, che riguardano una vasta area della Capitale nel quadrante est, in cui è compresa la rimodulazione e realizzazione del Piano di Assetto della stazione Tiburtina, l'ambito caratterizzato dalla maggiore mobilità su ferro. Roma torna così a dare priorità di crescita nei contesti urbani in cui la priorità va data prima che in ogni altro luogo, recuperando i rimanenti spazi dell'Anello Verde in funzione delle esigenze di chi li abita”, dichiara il vicesindaco con delega alla Città in Movimento, Pietro Calabrese.

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20 feb 2021

MILANO | Aumentano le polveri sottili, da mercoledì 24 febbraio riattivata l’Area C

di mobilita

A seguito delle comuni analisi e considerazioni effettuate con la Prefettura, il Comune di Milano ha deciso di riattivare Area C da mercoledì 24 febbraio, con una rimodulazione degli orari a partire dalle ore 10 e fino alle ore 19.30, per evitare il sovraccarico di passeggeri sulle linee di trasporto pubblico nella fascia oraria 8-9, ad oggi quella maggiormente sollecitata e a rischio di saturazione. Il costante aumento del traffico veicolare registrato nelle ultime settimane, + 19% di ingressi di auto in città rispetto al periodo pre Covid, ha determinato un innalzamento delle polveri sottili e per questo si ritiene necessario adottare provvedimenti di contenimento della congestione causata dai veicoli privati. Inoltre, per evitare il superamento dei livelli di Pm10 e NO2 nocivi per la salute dei cittadini, viste anche le previsioni di innalzamento delle temperature esterne, a partire da lunedì 22 febbraio è fortemente raccomandato ai cittadini e alle attività lavorative e commerciali di abbassare di un grado la temperatura in abitazioni, luoghi di lavoro, esercizi commerciali. In considerazione della situazione pandemica e dello scenario instabile sulla Lombardia, la riattivazione in questa forma di Area C è fissata fino al 31 marzo 2021, data di conclusione delle misure ambientali dell'accordo tra le Regioni del bacino padano. "E' nostra priorità – dichiara l’assessore alla Mobilità Marco Granelli - mantenere sicuro il trasporto pubblico e consentire la scuola in presenza, tenere attive le attività economiche e di lavoro, prevenendo gli affollamenti e i rischi di contagio. Ma l’attenzione per la salute ci chiede di diminuire le emissioni inquinanti. Una doppia sfida che richiede misure urgenti che vadano subito in questo senso e che la gran parte delle città italiane sta già adottando. Abbiamo bisogno della condivisione e dell'alleanza di tutti, con scelte responsabili da parte delle istituzioni e comportamenti virtuosi da parte dei cittadini".

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19 feb 2021

ROMA | Riaperti, dopo 8 anni, i giardini di via Sannio, rinnovati e riqualificati

di mobilita

Riaperto oggi al pubblico il nuovo giardino di via Sannio, uno spazio completamente rinnovato e riqualificato a due passi dalla Basilica e dalla stazione della metro C di San Giovanni. La sindaca di Roma Virginia Raggi ha visitato questa mattina l'area dove, durante gli scavi della metro C, sono stati anche rinvenuti importanti ritrovamenti archeologici. Il progetto di riqualificazione del giardino è frutto del lavoro sinergico fra Roma Capitale, Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma, Metro C e Roma Metropolitane. Presenti all'apertura del nuovo giardino anche il vicesindaco con delega alla Città in Movimento, Pietro Calabrese e l’assessora al Verde, Laura Fiorini, i vertici di Roma Metropolitane e Metro C. “Oggi restituiamo alla città e al quartiere uno spazio storico valorizzato grazie a un bel progetto realizzato in stretta collaborazione con la Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma e con il contributo della Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali. Uno spazio di 9.500 metri quadrati che offre a cittadini e residenti un luogo di ritrovo ricco di verde e un’area giochi per i più piccoli, dando un nuovo volto a tutta la zona a ridosso delle Mura Aureliane e di Porta Asinaria”, dichiara la sindaca Virginia Raggi. “La Soprintendenza ha voluto che fosse riproposta in superficie nel nuovo giardino di via Sannio, la traccia dell’imponente portico, costruito sotto l’imperatore Claudio, rinvenuto nello scavo della Metro C - dichiara il Soprintendente Speciale di Roma, Daniela Porro -. Un lavoro prezioso, frutto della collaborazione virtuosa con il Comune di Roma, che ha visto non solo la ricollocazione dei blocchi di travertino originali nella stessa posizione dove erano stati trovati, ma anche la piantumazione di sottili cipressi in corrispondenza dei blocchi del portico, a suggerire il colonnato un tempo esistente. Un’opera di valorizzazione dell’inesauribile patrimonio del sottosuolo di Roma, affinché non vada disperso e possa diventare sempre di più parte organica del tessuto urbano”. “Desidero ringraziare tutti coloro che hanno lavorato a questo progetto che ha trasformato l’area in un bellissimo giardino. Uno spazio verde e accogliente per grandi e piccini, realizzato anche con il contributo progettuale dei tecnici del Dipartimento Tutela Ambientale, che hanno curato la scelta delle specie messe a dimora e la loro disposizione”, spiega l’assessora alle Politiche del Verde, Laura Fiorini. “La sistemazione di quest'area ha previsto anche la piantumazione di arbusti e cipressi lungo il viale centrale che valorizzerà ulteriormente il giardino e il suo percorso storico. Ricordo inoltre che nell'ambito dei lavori della metro C, nel pozzo di via Sannio, situato tra la futura fermata di Amba Aradam/Ipponio e San Giovanni, è stato predisposto uno scambio ferroviario 'a croce' grazie al quale sarà possibile gestire meglio i flussi nel terminale provvisorio di San Giovanni”, aggiunge il vicesindaco con delega alla Città in Movimento, Pietro Calabrese.

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17 feb 2021

Ottimizzare le rotte marittime sulla scia della “transizione ecologica” voluta dall’Italia

di mobilita

Quando si parla di emissioni e inquinamento, la nostra mente si rivogle quasi sempre al trasporto stradale e ai mezzi pesanti. Un comportamento riflesso dettato dalle nostre abitudini di abitanti delle città. In realtà la vicenda abbraccia vari settori, tali per cui su questo segmento si susseguono ogni anno svariati provvedimenti e iniziative a livello mondiale, volte a sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema dell'ambiente e sulla mitigazione dei fenomeni di maggiore inquinamento. Le recenti evoluzioni politiche non fanno che confermare questa direzione a livello generale. In Italia è stato di recente istituito il Ministero della Transizione Ecologica che, a differenza del pensiero comune, non è frutto di una semplice ristrutturazione politica ma di una scelta più profonda, di indirizzo. Le problematiche legate all'ambiente non possono più essere considerate slegate tra di loro. Nel campo della mobilità e dei trasporti si sono attivati già da tempo categorie apparentemente meno responsabili, al fine di  concorrere ad un risultato virtuoso e contribuire ad un miglioramento della salute, nostra e del pianeta. Tra queste c'è quella dei trasporti marittimi, che si è prefissata l'efficientamento energetico e la riduzione delle emissione dell'intero settore come obiettivo primario del prossimo decennio. Tra le azioni che dovranno essere adottate a breve termine per perseguire questo traguardo si sta prendendo in considerazione, tra le altre, l'ottimizzazione delle rotte nel trasporto marittimo a raggio corto. Grazie a modelli di calcolo come "VISIR (discoVerIng Safe and effIcient Routes), si è proceduto a calcolare la rotta più efficiente per l'emissione della minor quantità di CO2 per i traghetti, considerando il moto ondoso e le correnti marine. Attraverso questo strumento è stato possibile simulare la performance dei traghetti che muovevano da un punto A a un punto B in diverse condizione del mare. A fronte di questo studio è stato calcolato dunque che l'impatto di questo preciso segmento del trasporto marittimo è responsabile del 10% delle emissioni di tutte le navi, sebbene rappresenti soltanto il 2,95% delle imbarcazioni che approdano nei porti dell'Europa. In Italia il modello VISIR è stato sperimentato sul mare Adriatico, ricco di rotte tra le sponde di Italia, Croazia, Montenegro e Albania. Tale studio ha confermato che l'applicazione potrà performare maggiormente sulle tratte a raggio corto, ottimizzandone i percorsi e le traiettorie secondo le variabili. Secondo quanto asserito da Gianandrea Mannarini, primo autore dello studio, si può arrivare a risparmire sino all'11% di carbonio e in tal senso, gli approfondimenti e i test continueranno senza sosta per raffinare le stime. In questi ultimi anni la riflessione ecologista sta spingendo affinchè si faccia massa critica sul tema, affinchè si affermi un retropensiero più sostenibile sia nei consumatori (che potranno decidere di premiare vettori più virtuosi per le prenotazioni traghetti per la sicilia, Sardegna, Malta e isole minori) che nei grandi player del mare. L'Italia è da sempre un paese molto fragile dal punto di vista ambientale e non è un caso che certe sperimentazioni trovino nello stivale una palestra sempre aperta. Chissà se questa "transizione ecologica" auspicata anche dalla classe politica possa timidamente compensare gli effetti sul territorio che ebbe il miracolo economico italiano.

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14 feb 2021

MILANO | Al via i lavori per il completamento del Parco Alfa Romeo

di mobilita

 Circa 10mila metri quadrati di nuovo verde in arrivo al Portello. Sono partiti questa settimana i lavori per il completamento del parco Alfa Romeo, nel quarto e ultimo lotto compreso tra Viale Serra e Viale De Gasperi.  L’intervento rientra nel Piano Integrato di Intervento Portello, cui fa capo Iper Montebello Spa che ha realizzato anche gli altri lotti del parco. Il progetto ideato da Charles Jencks e Andreas Kipar e sviluppato da LAND Italia, completerà così il polmone verde che si estende lungo viale Serra, tra via Traiano e viale Scarampo, intervenendo in continuità sia da un punto di vista paesaggistico che percettivo e portando così il parco a un’estensione complessiva di circa 73mila metri quadrati. Verrà quindi creato un nuovo accesso al parco che garantisca la connessione con la restante esistente, integrandosi nel disegno complessivo per quanto riguarda la scelta dei materiali e delle essenze vegetali. “Questo intervento porterà finalmente a compimento un parco di elevata qualità paesaggistica, andando a riqualificare uno spazio inutilizzato– dichiara l’assessore all’Urbanistica e Verde Pierfrancesco Maran-. Siamo in un’area della città che si è sviluppata molto negli ultimi anni, e il parco Alfa Romeo è diventato il cuore del quartiere. È la logica di tutti gli interventi urbanistici dei prossimi anni che vedranno la nascita di almeno 20 nuovi grandi parchi in città: il verde deve essere il motore dello sviluppo”.    La forma del parco è stata ispirata dal diagramma delle “Fasi della Luna” di Athanasius Kircher, dove il ciclo lunare è rappresentato come una doppia spirale, per entrambi gli emisferi terrestri. Verrà quindi creato un percorso a spirale in salita con piazzole di sosta ombreggiate con panchine. Cinquanta alberi tra aceri, liriodendri, tigli, gelsi e sofore si alterneranno a 1.500 metri quadrati di aiuole colorate con piante erbacee e arbustive e gruppi di rododendri,  andando a integrare le essenze esistenti. I percorsi principali verranno realizzati in calcestruzzo mentre la piazza centrale è stata pensata con pavimentazione in calcestre. Il progetto prevede la realizzazione di un muro di contenimento realizzato ad angolo retto a partire dalla fine dell’esistente che affaccia su Viale De Gasperi e incastonato di elementi decorativi. Lungo il controviale di Viale De Gasperi, sul lato destro della carreggiata, verranno infine tracciati i parcheggi auto, in modo da rendere ordinata la sosta.  I lavori si concluderanno in autunno, quando anche l’ultima parte del parco sarà fruibile ai cittadini.

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11 feb 2021

VERONA | Nuovo percorso ciclopedonale Saval e San Zeno. Dal 22 febbraio via ai lavori

di mobilita

E' lunga quattro chilometri la nuova ciclopedonale tra il Saval e San Zeno, che collegherà con un tracciato in sicurezza per ciclisti e pedoni, uno dei quartieri più popolosi con il centro storico. Un nuovo tratto dedicato alla mobilità sostenibile che, partendo dal Saval, si diramerà tra le via Faliero, via Emo, via Da Mosto, viale Colombo, via Da Vico, via Pontida e, giungendo a San Zeno, piazza Bacanal e via Vittime Civili di Guerra. Studiati in sicurezza anche tutti gli attraversamenti ai semafori. Un tracciato che, oltre al centro cittadino, diverrà via di collegamento verso l’ospedale e il quartiere di Borgo Trento, passando da viale Colombo e ponte Catena; la stazione, passando da viale Colombo, circonvallazione interna e da porta Palio, allacciandosi ai collegamenti ciclopedonali che da lì diramano. Un grande rete interconnessa per una viabilità più sostenibile e differenziata. Il progetto, che ha un costo complessivo di 1.400.000 euro, è sostenuto dal Comune in cofinanziamento con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che ne ha riconosciuto il sostegno economico nell’ambito del programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro. Lavori e tempi di realizzazione. Il cantiere, che prenderà il via il prossimo 22 febbraio, con i primi interventi al Saval, avrà una durata di circa otto mesi. La nuova pista, di 4 chilometri di lunghezza e 4 metri di ampiezza, di cui 2,50 metri dedicati alla ciclabile e 1,50 metri al percorso pedonale, sarà posta all’interno del centro abitato e parallela a strade esistenti. Si svilupperà prevalentemente mediante l’allargamento di percorsi pedonali già presenti lungo il percorso, che saranno raddoppiati rispetto alla loro attuale dimensione, e con tratti di nuova realizzazione nei punti che ne necessiteranno. Tracciato in sicurezza. La ciclabile sarà a doppio senso di marcia ed affiancherà il nuovo spazio dedicato ai pedoni, anch’esso ampliato lungo tutti 4 chilometri del percorso. Per garantire la massima sicurezza sia a piedi che in bicicletta, il percorso sarà separato dal traffico veicolare a motore attraverso spartitraffico longitudinali invalicabili, formati dalle aiuole alberate già esistenti lungo il tracciato. La ciclopedonale sarà completa di segnaletica stradale e di un nuovo impianto di illuminazione pubblica a led, che ne consentirà l’utilizzo anche nelle ore notturne. Verranno modificati gli impianti semaforici in corrispondenza dell’intersezione di via Da Mosto, viale Colombo, via Pancaldo e dell’intersezione di Corso Milano, Colonnello Galliano e via Vittime Civili di Guerra a S.Zeno. Il tutto per garantire un collegamento in sicurezza tra i quartieri e con le piste ciclabili esistenti. Gli spazzi a verde presenti lungo il percorso saranno riqualificati, con nuove piantumazioni e, dove necessario alla realizzazione dei lavori, con la ricollocazione delle piante interferenti con il tracciato. L’area presente nella parte terminate di via Da Mosto, attualmente abbandonata, sarà recuperata e destinata a giardino, per permettere il collegamento del nuovo percorso con la pista esistente del Canale Camuzzoni. Il progetto e le tempistiche per la sua realizzazione sono state illustrate questa mattina dall’assessore alla Viabilità e traffico Luca Zanotto. Presente il geom. Nicola Guerra competente per il Comune nell’ambito del R.U.P. “E’ una nuova pista ciclopedonale di 4 chilometri, architettonicamente bella e funzionale – spiega l’assessore Zanotto –, che ridisegnerà i collegamenti fra i quartieri Saval e Navigatori e il centro cittadino, l’ospedale di Borgo Trento e la stazione. Un percorso che, oltre a migliorare il collegamento con l’area più esterne della città, dà spazio alla mobilità in sicurezza di pedoni e biciclette. L’opera rientra nel piano comunale della mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro, che promuove lo sviluppo di un sistema organico di percorsi e piste ciclabili secondo una specifica rete di colleganti da realizzarsi a livello urbano ed extraurbano. La pista ciclopedonale Saval-San Zeno è infatti la prima di una serie di nuove realizzazioni che puntano ad accrescere i servizi dedicati alla mobilità sostenibile e, con essi, l’uso di mezzi alternativi all’auto da parte dei cittadini. Una volta ultimato, il percorso diverrà un valido strumento per la mobilità quotidiana, lavorativa e scolastica, quale sistema alternativo di trasporto per la risoluzione, anche se parziale, dei problemi di congestione del traffico urbano locale. Anche per questo è stata riservata una particolare attenzione in prossimità degli attraversamenti pedonali e delle intersezioni semaforizzate, dov’è garantita l’eliminazione delle barriere architettoniche, il potenziamento dell’illuminazione e l’installazione di nuovi semafori. Il tutto per assicurare la massima accessibilità e sicurezza a tutti i cittadini”.

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01 feb 2021

Stress da città: la progettazione sostenibile come unica terapia

di Giulio Di Chiara

Vivere in una città può apparire una grande comodità. Disporre di un lavoro a distanza ridotta, trasporti pubblici e più veloci, negozi e servizi sempre aperti. É evidentemente il pensiero più comune nella popolazione mondiale, dato che entro il 2050 gli studi prevedono che due persone su tre vivrà proprio in città. Tuttavia lo stress da città non è un problema di poco conto  dato che, secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, sintomi depressivi e disturbi da stress affligge circa 300 milioni di persone nel mondo. É facilmente intuitivo immaginare come il controllo dell'esponenziale crescita degli agglomerati urbani, in cui i ritmi frenetici la fanno da padrona, è e sarà un fattore determinante nel controllo di questa patologia. A suffragare questa tendenza vi sono diversi studi scientifici, come quello di un gruppo di ricercatori dell'Istituto di Salute Psichica dell'Università di Mannheim che ha approfondito lo stretto legame tra l'aumento dello stress e la vita "in città" su un campione di 50 volontari provenienti da zone extra urbane e pressochè rurali. L'osservatorio di progetto ha registrato in tutti i partecipanti le più comuni reazioni "da stress" come aumento del battito cardiaco, della salivazione e della pressione. La reazione più indicativa è legata alla corteccia anteriore, quella responsabile delle emozioni negative, sollecitata maggiormente da rumori, sovraffollamento, inquinamento e più in generale dalle relazioni sociali. Un riscontro generale sul problema che negli ultimi anni si può riscontrare anche nel ricorso sempre crescente a rimedi come la terapia virtuale, lo yoga, la pet therapy, etc. Un'altra fonte come il Guardian cita altri studi, che tra le misure anestetiche del problema annoverano la densità abitativa di una città e lo status economico. La disponibilità economica di un individuo infatti può garantire quartieri e spazi abitativi migliori. Più in generale tale informazione fornisce un'indicazione molto rilevante sull'importanza della progettazione urbanistica degli spazi urbani e sul rispetto degli standard urbanistici. In Italia, lo ricordiamo, il decreto 1444/1968 ha individuato le quantità minime di spazi pubblici o di uso pubblico espresse in metri quadrati per abitanti, che devono essere riservate nei piani, sia generali che attuativi. Per le attrezzature d’interesse locale (scuole, verde, parchi,  etc.) accessibili dagli utenti con percorsi pedonali o comunque superabili in archi di tempo brevi), o di quartiere, il decreto stabilisce che ogni cittadino ha diritto ad un minimo di 18 mq di spazio pubblico. Per le attrezzature di livello territoriale il decreto stabilisce la necessità di un’ulteriore dotazione di 15 mq di parchi territoriali, 1,5 mq per attrezzature ospedaliere e 1 mq per l’istruzione di livello superiore. La crescita incontrollata  di gran parte dei centri urbani italiani a partire dagli anni 70 ha diffusamente vanificato le previsioni di tale disposizione. Tuttavia, una lenta riscoperta del tema ambientale e della sostenibilità nella vita della città sta determinando un cambio di rotta che lascia intravedere una piccola luce in fonda al tunnel. Ne sono esempio alcune recenti progettazioni, come il nuovo quartiere SeiMilano, che trasformerà un'intera area dell'area metropolitana milanese in un luogo unico, caratterizzato da elevati standard di sostenibilità ambientale e tecnologica. Oltre 300.000 mq in cui economia circolare, innovazione, edilizia 4.0, infrastrutture smart e connettività concorreranno a soddisfare i 17 Obiettivi Globali per lo Sviluppo Sostenibile (The Global Goals). Le previsioni indicano il 2022 come anno del taglio del nastro. La soluzione allo stress? Probabilmente sembrerebbe immediato ricorrere alla fuga in campagna come panacea di tutti i problemi. Ma non è sempre così: in primis non tutti possono permetterselo, per lo stile di vita avviato, il lavoro e gli affetti. Poi, diciamolo chiaramente, una larga frangia di popolazione non riesce a fare a meno della vita metropolitana. Quindi occorre sperare in una maggiore diffusione della progettazione virtuosa, oggi ancora troppo episodica, affinchè gli agglomerati urbani divengano sempre più a misura d'uomo. Photo: Seimilano.com        

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29 gen 2021

ROMA | Approvato progetto riforestazione di Villa Ada

di mobilita

La Giunta di Roma Capitale, attraverso una recente delibera, ha destinato 435mila euro per la riforestazione del Parco di Villa Ada. Un programma d’intervento che riguarda tre diverse aree: Monte Antenne, la sughereta e il declivio verso il lago superiore (alle pendici del colle Cavalle Madri). Il progetto rientra tra quelli approvati nel Bilancio Partecipativo 2019 di Roma Capitale. Una rosa di azioni, decise insieme ai cittadini, da realizzare su tutto il territorio comunale attraverso l’utilizzo di 20 milioni di euro. Nell’ambito di questa iniziativa, per il Municipio II, in risposta alla forte richiesta delle associazioni e dei comitati, si è scelto di intervenire sugli alberi di villa Ada che, nel corso degli ultimi anni, avevano subito un processo di impoverimento. Fenomeno dovuto sia alla vetustà delle precedenti piantagioni che ad eventi meteorologici molto intensi come, ad esempio, la nevicata del 2012. Nelle aree individuate, pertanto, saranno ripristinate le stesse specie arboree attualmente presenti, che sono principalmente: Pinus pinea, Quercus suber e Quercus ilex. In aggiunta, saranno messi a dimora alcuni esemplari di Cupressus sempervirens (Cipresso), Cedrus deodara, Cedrus libani, e alcuni arbusti della macchia mediterranea come Genistae (Ginestre), Arbutus unedo (Corbezzoli) e Juniperus communis (Ginepri). “Gli alberi di Villa Ada, così come quelli delle altre ville storiche di Roma, rappresentano un tesoro collettivo inestimabile. Valorizzarli, piantare nuovi esemplari, non significa soltanto prenderci cura di un parco ma, bensì, puntare sul futuro dell’intera città. Vuol dire investire sul benessere dei nostri figli, creando spazi belli e sicuri dove farli giocare. Quello di oggi è un ulteriore, importante, tassello del più ampio progetto di riqualificazione degli spazi verdi che stiamo portando avanti insieme a cittadini e associazioni, in tutti i Municipi della Capitale” ha spiegato la Sindaca di Roma Virginia Raggi. “Rigenerare il patrimonio arboreo della nostra città è fondamentale sia punto di vista naturalistico che da quello paesaggistico. Con questo provvedimento vogliamo valorizzare Villa Ada puntando sulle sue risorse verdi, investendo sul loro benessere. Attivando un processo di nuove piantumazioni, infatti, innalziamo i livelli di sicurezza per i tantissimi cittadini che, ogni giorno, frequentano il parco e, contemporaneamente, diamo un contributo importante al nostro ecosistema. Nel rispetto dei cicli biologici delle piante e delle specie caratteristiche della Capitale”, ha aggiunto l’assessora alle Politiche del Verde Laura Fiorini.

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23 gen 2021

VERONA | Entro il 2021 l’intera illuminazione pubblica sarà a LED

di mobilita

Arrivano i led in tutti i quartieri. Luce bianca, accensione immediata, illuminazione più intensa e un risparmio energetico annuale pari a quello di 5.584 famiglie. Sono in corso le operazioni di sostituzione di tutte le 38 mila luci dei lampioni veronesi, migliaia di lampadine che, per la prima volta, verranno cambiate tutte insieme. Nell’arco di 10 mesi Verona avrà una nuova illuminazione pubblica. In Borgo Roma e alla Palazzina il cambio è già avvenuto. All’imbrunire già 9 mila led si accendono in via Roveggia, via Legnago, via Mantovana, così come nelle traverse più piccole. E a breve arriveranno anche allo Stadio, in Borgo Milano, poi in Borgo Trento e Borgo Venezia, in senso orario per non dimenticare nessun punto luce. L’intervento, del valore di circa 10 milioni di euro, è l'attuazione del project financing del Comune realizzato da Agsm Lighting, che si è aggiudicata la gestione e la manutenzione della pubblica illuminazione per 18 anni, oltre alla fornitura dell’energia elettrica e all’efficientemento di tutti gli impianti. Entro settembre, quindi, Verona sarà 100% led. Ma anche sempre più smart. Attraverso l’app Verona Smart App è possibile vedere l’avanzamento dei lavori di sostituzione delle luci, così come segnalare in futuro eventuali guasti o disguidi alla voce ‘Verona risplende’. Ogni lampione già ammodernato sarà controllato da remoto. Inoltre, su ogni palo verrà appesa una targhetta con il qrcode per l’accesso veloce all’applicazione e il numero verde da contattare per le emergenze e le segnalazioni. Per corso Porta Nuova è previsto, invece, un restyiling complessivo, studiato assieme alla Soprintendenza. Le sorgenti luminose raddoppieranno su ogni lampione, in modo da illuminare sia la strada che il marciapiede e valorizzare la principale strada di accesso alla Bra. Questa mattina, il sindaco Federico Sboarina, l’assessore all’Economato Luca Zanotto, il presidente di Agsm Lighting Filippo Rigo, insieme ai consiglieri di amministrazione, e il presidente della Quinta Circoscrizione Raimondo Dilara erano presenti in via Romagna alla Palazzina, dove i tecnici stavano lavorando e dove è stato possibile vedere la differenza fra le vecchie e le nuove luci. “Un cambio epocale, per la prima volta avviene la sostituzione completa di tutti i punti luce cittadini, un’operazione mai fatta prima – ha detto il sindaco -. Dopo l’estate avremo un’illuminazione completamente diversa da quella di 6 mesi fa. Un impianto all’avanguardia, più efficiente e, soprattutto, di grande risparmio energetico, in tutti i quartieri e frazioni. Il consumo verrà ridotto di due terzi, questo significa minori costi ma anche meno inquinamento ambientale. Un altro cantiere cittadino che va ad aggiungersi a tutti quelli che stanno partendo in questi giorni o che verranno aperti nei prossimi mesi. Verona sta crescendo su tutti i fronti, dopo decenni di immobilismo, il cambiamento ha preso il via, lo vedremo con i nostri occhi”. “Siamo partiti da Verona sud sostituendo la vecchia tecnologia e, in senso orario, arriveremo a cambiare l’illuminazione in tutte le strade cittadine – ha spiegato Zanotto -. Si tratta di 38 mila punti luce, un quarto di questi già sostituiti con i led. Un’operazione importante per garantire l’efficienza del nostro impianto di illuminazione, maggior sicurezza grazie all’efficacia delle nuove luci e sorgenti luminose più confortevoli per la vista. Un obiettivo importante che tra qualche mese sarà raggiunto grazie all’impegno di Agsm Lighting”. “Un intervento atteso da anni in città e un investimento importante per l’azienda – ha concluso Rigo -. Verona così sarà all’avanguardia dal punto di vista tecnologico e vanterà un assoluto risparmio energetico. I lavori stanno procedendo spediti e ogni lampione sarà telecontrollato da remoto. Questo significa che anche la manutenzione o l’intervento in caso di disguidi saranno molto più celeri. I cittadini potranno segnalare direttamente dall’app e i tecnici intervenire dalla centrale. Un salto in avanti importante”.

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13 gen 2021

VERONA | Il servizio bike sharing si espande con 150 nuove biciclette elettriche

di Fabio Nicolosi

Di colore rosso acceso, che ne evidenzia un design completamente rinnovato, e con sistema di pedalata assistita, che ne agevola l’utilizzo e gli spostamenti. Si presentano così le nuove 150 biciclette elettriche, di cui 50 dotate di seggiolino per bambini, entrate a far parte della flotta del servizio di bike sharing attivo a Verona. Il modello in dotazione, tecnologicamente avanzato, performante e adatto alle esigenze degli utenti, è una novità in Italia, proposta per la prima volta nella città scaligera. Nuova e-bike. Il telaio rosso fuoco e il design completamente rinnovato rispetto al modello di bici tradizionale le rendono immediatamente riconoscibili. Leggere e maneggevoli grazie ad un peso complessivo inferiore ai 25 kg, sono dotate di un innovativo sistema di connessione che gestisce la potenza del motore e comunica in tempo reale il livello di carica della batteria, la posizione e le eventuali anomalie. Il sellino è sostenuto da un tubo triangolare graduato che ne impedisce la rotazione e rende più agevole la guida. Le nuove e-bike sono dotate di un cambio a tre rapporti e di un motore centrale a cardano che accompagna e ottimizza la pedalata offrendo così agli utenti l’opportunità di provare una nuova esperienza di viaggio. Costo servizio. Le biciclette a pedalata assistita possono essere utilizzate con le attuali formule di abbonamento e prevedono un costo di utilizzo pari a 0,25 euro per la prima mezz’ora. Le tariffe d’uso sono consultabili sul sito bikeverona.it e sull’app ufficiale di Verona Bike. La batteria elettrica, monitorata con sistema GPS, è sempre garantita a piena carica. La novità, che va ad arricchire il servizio di bike sharing cittadino e l’ampia dotazione mezzi, già composta da 420 bici a pedalata tradizionale, è stata presentata questa mattina in piazza Bra dal’assessore alla Viabilità Luca Zanotto insieme ad Alberto Dinoi di Clear Channel Italia. “Cresce e si rafforza l’offerta di un servizio di trasporto sempre più importante per la mobilità di Verona – sottolinea l’assessore Zanotto –. L’ingresso delle e-bike, l’introduzione a giugno 2020 del nuovo software e l’ampliamento costante delle ciclo stazioni disponibili sul territorio, rappresentano i tre punti di azione principali di un ampio piano di potenziamento. L’obiettivo è quello di garantire il miglioramento di un servizio ogni giorno più apprezzato, esteso oggi in maniera capillare su tutti i quartieri cittadini, con stazioni situate anche al di fuori del centro storico” Piano di potenziamento 2020-2021. La rete di bike sharing, presente in città dal 2012 con 22 stazioni e 250 biciclette, è stata aumentata a partire da giugno dello scorso anno con 18 nuove stazioni in tutti i quartieri cittadini e 170 nuove bici tradizionali. Oggi quindi ci sono 40 punti ritiro, per un totale di 420 bici a pedalata tradizionale e 150 elettriche. Servizio rinnovato anche tecnologicamente, con interfaccia più dinamico e funzionale. Touch screen, sito web e app sono gli strumenti attraverso cui utilizzare il servizio in modo semplice e veloce, ma diventano anche un canale di comunicazione diretto per reperire tutte le informazioni e ricevere supporto e assistenza da parte del Customer Care dedicato.

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