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21 nov 2017

Il MIT presenta il “Position Paper”, azioni per il rilancio del cargo aereo

di mobilita

Lunedì 27 novembre, alle ore 10, presso l’Hangar SEA Prime del Terminal 1 dell’aeroporto di Milano Malpensa, alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti presenta, in un apposito evento organizzato in collaborazione con SEA Aeroporti di Milano e ADR Aeroporti di Roma, il Position Paper “Azioni per il Rilancio del Cargo Aereo”. Il documento si inserisce nel quadro strategico e programmatico del MIT “Connettere l’Italia” ed è stato sottoscritto da: AGENZIA DELLE DOGANE, AICAI, ANAMA, ASSAEREO, ASSAEROPORTI, ASSOHANDLER, CONFINDUSTRIA, ENAC, FEDERTRASPORTO, IBAR e UIR. Il position paper, risultato di un ampio lavoro collegiale di raccolta e analisi documentale svoltosi con il coordinamento scientifico della Struttura Tecnica di Missione del MIT, rappresenta lo stato dell’arte del trasporto aereo cargo nel nostro Paese e, sintetizzandone gli elementi di forza e di criticità, individua alcune importanti linee d’azione. La stesura del documento ha potuto infatti beneficiare dell’impegno di tutti gli stakeholders di settore sia facenti parte della filiera a vario titolo, sia di riferimento istituzionale. La tematica del trasporto merci per via aerea è per la prima volta affrontata in maniera sistemica grazie all’importante ruolo di raccordo e di sintesi del MIT. Essa è, infatti, sempre più rilevante in un mondo globalizzato che vede crescere a due cifre i dati cargo sia sul piano nazionale sia su quello internazionale. Si ricorda che solo nei primi 9 mesi del 2017, le merci trasportate per via aera in Italia sono state pari a 846.616,8 tonnellate, con un incremento dell’11,2% rispetto allo stesso periodo del 2016. A livello internazionale l’incremento registrato da gennaio a settembre 2017 è stato del 10,1% (Fonte IATA). I lavori dell’incontro saranno aperti da Giulio De Metrio, Chief Operating Officer SEA, Ugo de Carolis, Amministratore Delegato di Aeroporti di Roma e Fabrizio Palenzona, Presidente Assaeroporti. Seguirà la presentazione del documento “Connettere l’Italia: strategie della logistica e del trasporto merci” a cura di Ennio Cascetta, Amministratore Unico di RAM e del position paper “Azioni per il rilancio del cargo aereo” a cura di Stefano Paleari, Responsabile Trasporto Aereo della Struttura Tecnica di Missione del MIT. Prenderanno poi parte alla tavola rotonda: Teresa Alvaro, Direttore Centrale Tecnologie per l’Innovazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Alberto Brandani, Presidente Federtrasporto, Marco Carenini, Presidente AICAI, Marina Marzani, Cluster Cargo Aereo, Guido Ottolenghi, Presidente del Gruppo Tecnico Logistica, Trasporti ed Economia del Mare di Confindustria e Alessio Quaranta, Direttore Generale dell’ENAC. Chiuderà i lavori del convegno il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio

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26 ott 2017

Meno trasporti di merci su gomma, più su binari. Proseguono gli incentivi dall’Europa

di mobilita

La Commissione europea ha approvato il prolungamento del regime italiano che incoraggia lo spostamento del trasporto merci dalla gomma alla ferrovia, in linea con le norme comunitarie in materia di aiuti di Stato. La misura promuove una modalità di trasporto più favorevole all'ambiente per il raggiungimento di obiettivi di sostenibilità individuati dall'UE. L'aiuto consiste in una sovvenzione alle imprese ferroviarie che effettuano servizi di trasporto merci. La sovvenzione compenserà le spese per le infrastrutture ferroviarie a cui le operazioni di trasporto stradale non sono soggette. Il regime iniziale è stato approvato nel dicembre 2016 e ha consentito il sostegno pubblico fino al 31 dicembre 2017. La decisione di oggi approva la proroga del regime per un ulteriore periodo di due anni, dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2019, senza aumentare il bilancio originario di 200 milioni di euro. La Commissione ha concluso che il regime è compatibile con le norme comunitarie in materia di aiuti di Stato ai sensi delle linee guida ferroviarie.

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20 lug 2017

Interporto Bologna: accordo per potenziamento dell’impianto ferroviario e il nuovo ruolo dell’hub di Bologna

di mobilita

Accogliere treni con una lunghezza di oltre 750 m e supportare così la naturale vocazione dell’Interporto di Bologna quale “gateway ferroviario” di collegamento sia tra il nord Europa ed il centro – sud Italia, sia con i porti di prossimità del Tirreno e dell’Adriatico. Questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato oggi dal presidente di Interporto Bologna, Marco Spinedi, e dall’amministratore delegato e direttore generale di Rete Ferroviaria Italiana, Maurizio Gentile. L’accordo si inserisce nel più ampio quadro di investimenti dedicati al trasporto merci che Rete Ferroviaria Italiana sta portando avanti e che puntano ad adeguare le linee che fanno parte dei quattro Core Corridor della Rete Europea TEN-T, con particolare attenzione ai nodi della rete e quindi anche ai terminal di Bologna Interporto. Nello specifico, gli interventi puntano a dotare le infrastrutture dell’interporto degli standard necessari per il trasporto delle merci, ossia lunghezza dei convogli fino a 750 m, sagoma idonea al transito dei semirimorchi e dell’autostrada viaggiante e massa assiale fino a 22,5 tonnellate/asse. Sarà così possibile realizzare una vera integrazione ferro-mare con i servizi di cabotaggio nazionali e intra-mediterranei, attraverso operazioni snelle di sgancio, ricovero e aggancio di gruppi di carri e un adeguato servizio di parcheggio dei carri ferroviari merci. Grazie a tali interventi, per l’hub bolognese sarà più semplice accogliere nuovi traffici merci, in termini sia quantitativi sia qualitativi, rafforzando la sua posizione strategica di collegamento che lo vede all’incrocio dei Corridoi Baltico-Adriatico, Mediterraneo e Scandinavo-Mediterraneo. I contenuti del Protocollo sono in linea con gli obiettivi del Libro Bianco sui trasporti dell’Unione Europea, che prevedono di trasferire il 30% del traffico merci dalla strada al ferro entro il 2030 ed il 50% entro il 2050, e riflettono la nuova strategia di Interporto Bologna, focalizzata a superare “l’Intermodal Divide” del nostro paese e a posizionare Bologna come hub di nuova generazione. “Il protocollo d’intesa con Interporto Bologna– ha evidenziato Maurizio Gentile, ad e dg RFI – fa parte del più vasto piano di Rete Ferroviaria Italiana per supportare e incrementare il traffico merci su ferro, che ha come obiettivo al 2026 l’adeguamento ai nuovi standard di oltre il 75% delle linee dei Corridoi core della rete TEN-T. L’accordo di oggi assume un’importanza ancora maggiore se si considera la posizione strategica dell’Interporto, che lo rende in maniera naturale punto di connessione di diverse direttrici di traffico”. Marco Spinedi, Presidente di Interporto Bologna, sottolinea che “la firma del Protocollo di oggi rappresenta per Interporto Bologna il primo step in una più ampia strategia che mira al rilancio dell’Interporto di Bologna come un hub ferroviario di primaria importanza a livello europeo nel mercato intermodale. I Binari lunghi 750 m, il definito ammodernamento a P400 della linea Adriatica e di quella Milano Bologna, permetteranno infatti ai terminal di Interporto di adeguarsi agli standard europei e di creare le condizioni per una moderna offerta intermodale rivolta alle 114 imprese di logistica attive all'interno dell'interporto”.

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01 lug 2017

Trasporto Merci, prende corpo il progetto Alta Capacità

di mobilita

Il progetto del corridoio mediterraneo per il trasporto merci prende corpo. Tra non molti anni, al massimo un quinquennio, i treni in partenza dall'Interporto di Nola potranno arrivare direttamente oltre il confine svizzero, creando una sorta di rete di "Alta Capacità" per le merci europea. E' quanto emerso nel corso del convegno organizzato da FerCargo su "I primi effetti della cura del ferro". Il progetto di trasporto ferroviario delle merci sulla linea Alta Velocità di Interporto Servizi Cargo (ISC), illustrato da una relazione del direttore Francesco Pagni, viene indicato come una delle "best practice" a livello internazionale. Il progetto detta anche il calendario della futura operatività dei treni, derivante anche da un contratto quadro di RFI: nel 2019 circoleranno 18 treni - ripartiti sulle tratte Pomezia-Verona, Melzo-Pomezia e Novara-Pomezia - destinati a diventare 24 nel 2021 e 36 nel 2023. La velocità di esercizio non sarà superiore ai 120 km/h, perché l'obiettivo non è quello di fare concorrenza al Frecciarossa, ma sfruttare carri che trasportano i mega trailer in circolazione in Europa. Naturalmente, questo progetto richiede investimenti importanti ed una lunga fase di "preparazione" (macchinisti, convogli, omologazione locomotori ecc.).

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07 mar 2017

Un tunnel per lo Stretto: il progetto dell’Università di Messina

di Andrea Baio

Dall'Accademia Peloritana dei Pericolanti dell'Università di Messina arriva un progetto che almeno sulla carta sembra decisamente più interessante ed efficiente del Ponte sullo Stretto. E' stata infatti presentata dall'ingegnere Giovanni Saccà un'ipotesi alternativa che terrebbe in considerazione la costruzione di un tunnel sottomarino al posto del più problematico Ponte, già oggetto di numerose polemiche legate sia ai tempi di realizzazione, che ai costi e le difficoltà tecniche. Il progetto prevede un tunnel lungo 16 km, di cui 3 km situati sotto l'alveo a 200 metri di profondità, che unirebbe le sponde di Sicilia e Calabria. I punti congiunti vengono individuati nella frazione messinese di Ganzirri e Punta Pezzo, per quanto riguarda la sponda calabrese. Il tunnel verrebbe realizzato su modello di Eurasia, la galleria del Bosforo inaugurata pochi mesi fa ad Istanbul. Da un punto di vista dell'impatto ambientale, un tunnel sarebbe sicuramente meno invasivo nei confronti dell'ecosistema marino, ma soprattutto garantirebbe maggiori margini di sicurezza, potendo resistere anche a terremoti molto forti - con magnitudo superiori a 7 - cosa che il Ponte invece non assicurerebbe affatto. Il costo previsto è di 1,5 miliardi di euro, con un completamento previsto entro i 5 anni. Saccà ipotizza anche un tunnel ferroviario lungo il doppio, che collegherebbe direttamente il centro di Messina con quello di Reggio Calabria, garantendo velocità di percorrenza attorno ai 200 km/h. Costi di realizzazione previsti attorno ai 3 miliardi di euro, incluse le opere di adeguamento delle stazioni ferroviarie. Questa soluzione viene incontro all'invito del ministro Graziano Delrio, il quale ha rimarcato come "il ponte sia una delle ipotesi, che non può essere esclusa a priori e non può nemmeno, però, diventare la principale". L'Europa si attende che il corridoio scandinavo-mediterraneo venga completato entro il 2030. Collegare le sponde di Calabria e Sicilia avrebbe un significativo impatto anche e soprattutto sul trasporto merci, riducendo del 25% i costi di esportazione verso l'estero.

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23 gen 2017

Il trasporto merci in Italia viaggia soprattutto su gomma

di Roberto Lentini

In questi giorni l'Anas ha diffuso i dati relativi all’Indice di Mobilità Rilevata (IMR) dell’Osservatorio del Traffico, analizzato lungo le principali infrastrutture italiane. Proprio in Sicilia il segmento dei mezzi pesanti, ha registrato un incremento del 18% a giugno è del 17,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, mentre invece il trasporto merci su ferro sta precipitando ai minimi storici. Eppure, secondo le direttive europee entro il 2030  il 30% delle merci dovrà viaggiare su rotaia. L’Italia è in netto ritardo, fanalino di coda d’Europa, con appena il 6% delle merci che transitano su rotaia. E negli ultimi 10 anni, il trasporto su rotaia ha perso il 40% di mercato. Colpa soprattutto degli ampi sussidi che gode  il trasporto su gomma. Come sappiamo i trasporti su gomma hanno anche un impatto negativo sull’ambiente e sulla qualità della vita dei cittadini dell’UE, poiché sono causa di circa un terzo del consumo energetico e delle emissioni totali di CO2 nell’UE . La promozione di modalità di trasporto efficienti e sostenibili, come il trasporto su rotaia piuttosto che su strada, permetterebbe di ridurre la dipendenza dell’Europa dall’importazione di petrolio e di ridurre l’inquinamento. Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, le emissioni di CO2 provenienti dal trasporto ferroviario sono 3,5 volte inferiori, per tonnellata-chilometro, a quelle prodotte dal trasporto su strada Modalità di trasporto più sostenibili favorirebbero, invece, non solo la diminuzione dei costi associati alla congestione stradale, destinati ad aumentare, secondo le stime attuali, di circa il 50 % nel 2050, raggiungendo i circa 200 miliardi di euro all’anno , ma anche la riduzione del numero di vittime (nel 2012, sono state 28 126 le vittime di incidenti stradali nell’UE, rispetto alle 36 vittime causate da incidenti ferroviari) Nel corso degli ultimi 15 anni, il trasporto merci su rotaia in Italia non è riuscito a rispondere in modo efficace alla competitività del trasporto su strada. Questo perchè gli spedizionieri mostrano una chiara preferenza per la rete stradale piuttosto che per quella ferroviaria dettata soprattutto da criteri economici e non in base alle priorità strategiche dell’UE. Per poter trasferire il trasporto delle merci dalle infrastrutture stradali a quelle ferroviarie, è dunque necessario far sì che il trasporto delle merci su rotaia nell’UE sia il più possibile competitivo. Diventa importante quindi migliorare e potenziare le infrastrutture soprattutto nelle aree urbane per garantire servizi superiori in quantità e qualità, evitando che queste diventino “colli di bottiglia”; potenziare le strutture terminali “core” delle infrastrutture ferroviarie per rilancio del traffico merci intermodale così come era stato enunciato dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio con la "Cura del Ferro". Ti potrebbe interessare: Mit e FS Italiane: la “cura del ferro” inizia con la nuova strategia di investimenti sulla rete ferroviaria

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