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01 giu 2017

Napoli: da ex mattatoio a Centro ricerche tartarughe marine

di Alessandro Graziano

A Portici l'ex mattatoio  è stato restaurato e trasformato in un centro per la cura degli animali marini A Portici, famoso comune alla porte di Napoli, è stato restaurato, rifunzionalizzato e recuperato l'ex mattatoio comunale. L'utilizzo? Un centro di ricerche, cura e salvaguardia per le tartarughe marine , in particolare le caretta caretta, nostra specie autoctona, che vive nell'aerale del mar Mediterraneo. Il centro che è stato inaugurato questo inverno,  rappresenta , dopo quello di Lampedusa, un importante luogo di analisi e cura del nostro mare. Il progetto del Centro, che è anche Osservatorio del Golfo di Napoli, ha la regìa della Stazione Zoologica Anton Dohrn, con la Regione Campania e il Comune di Portici.  Molte delle tartarughe arrivano qui dopo aver ingerito plastica, scambiandola per meduse, o lunghe lenze, che siamo costretti ad asportare.  Si tratta di  un polo d’eccellenza inaugurato venerdì nei locali dell’ex macello comunale, a due passi dal porto del Granatello, davanti a una folta platea. Il centro si compone di 600 metri quadri coperti, 7000 scoperti: all’interno laboratori avanzati per le analisi ambientali, un ambulatorio con sala chirurgica e radiologica per i rettili marini e una consistente esposizione didattica.  Gli obiettivi? Curare le tartarughe e seguirne, grazie ad avanzati sensori, le migrazioni e il comportamento, una volta rilasciate. Il centro offre ai visitatori l’opportunità di conoscere i problemi ambientali che affliggono il Mar Mediterraneo e seguire le migrazioni ed il comportamento delle tartarughe marine rilasciate dopo la riabilitazione. Il tutto attraverso un percorso espositivo in cui sono presenti modelli in dimensioni reali di grandi vertebrati marini del Mediterraneo e i nuovi acquari tematici dedicati ai descrittori di qualità ambientale degli ecosistemi marini definiti dalla Strategia Marina della Comunità Europea. Il Centro si avvale anche di una avanzata tecnologia interattiva multimediale per offrire occasioni di conoscenza, approfondimento scientifico e divertimento a visitatori e scolaresche.

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11 apr 2017

L’inquinamento degli aerei è un problema: Boeing investe in propulsione elettrica e ibrida

di Amedeo Paladino

Negli ultimi decenni il traffico aereo è cresciuto vertiginosamente e le proiezioni per i prossimi anni prevedono un ulteriore incremento: secondo il Rapporto ambientale sull'aviazione europea tra il 1990 e il 2014 il numero di voli è aumentato dell’80% e si prevede che crescerà di un ulteriore 45% tra il 2014 e il 2035 Lo sviluppo del settore dell'aeronautica civile ha causato l'aumento delle emissioni di inquinanti e del rumore nei pressi degli scali. I costruttori di aerei stanno lavorando alacremente e stanno investendo risorse con l’obiettivo di rendere i loro velivoli più efficienti dal punto di vista dei consumi, in particolare riducendo il peso e migliorando la resistenza aerodinamica. L'elemento determinante per migliorare l'efficienza energetica dell'aviazione civile è però la propulsione degli aerei: è sintomatico del crescente interesse per questa sfida tecnologica la recente nascita di Boeing HorizonX, il nome evocativo della nuova divisione di uno dei più grandi costruttori mondiali, creata con l'obiettivo di sviluppare nuove tecnologie aerospaziali. Recentemente è stata annunciata la collaborazione di Boeing HorizonX con JetBlue Technology Ventures nell'investimento in Zunum Aero: un progetto nato con l'obiettivo di sviluppare un aereo a propulsione alternativa. Boeing vuole scompaginare il settore dell'aeronautica civile, sviluppando prima degli altri costruttori una flotta di aerei a propulsione alternativa ibridi o elettrici. Si parla già di aerei di piccole dimensioni in grado di trasportare fino a 50 passeggeri  per i voli regionali a corto raggio, coprendo una distanza massima di 1.100 km inizialmente, per arrivare entro il 2030 a 1.600 km.

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16 feb 2017

Italia: il paese più inquinato dell’Europa occidentale

di Alessandra Santoni

Che in Italia si respiri l'aria peggiore di tutta l'Europa occidentale sarebbe una notizia che proprio la stampa italiana dovrebbe riportare a caratteri cubitali. E invece no: laddove i giornali di tutto il mondo hanno diffuso i preoccupanti dati dello studio della Oms, considerato il più dettagliato finora mai condotto sull'argomento (qui potete leggerlo per intero), ponendo addirittura un particolare accento sul proprio stato di salute locale, l'Italia si è per lo più limitata a dare la notizia più "generale" diffusa dall'organizzazione sanitaria mondiale: il 92% delle persone sulla terra (più di 9 persone su 10) respira aria troppo inquinata, con la conseguenza di milioni di morti, soprattutto tra anziani, bambini e donne in stato di gravidanza. Come si può vedere dalla mappa il Bel paese è proprio messo malissimo: il colore verde, corrispondente alle zone pulite, non tocca nessun luogo d'Italia, a differenza di paesi come Francia, Spagna (sebbene non in dosi massicce, anche se il colore prevalente è almeno il giallo, che in Italia è presente in minima parte al sud e in Sardegna) e soprattutto Gran Bretagna e Paesi Scandinavi, i quali infatti portano avanti da molti anni politiche coraggiose in fatto di ambiente. Il territorio italiano è avvolto prevalentemente nel colore arancione, che è l'ultimo step prima del colore rosso, quello delle zone fortemente inquinate e che caratterizza paesi come Cina e India, e che in Italia fa da padrone sull'intera area della Pianura Padana, la quale raggiunge l'infame primato di essere una delle aree più inquinate dell'intero continente europeo. Giusto per ribadire il concetto, riportiamo le parole di Maria Neira, direttore del dipartimento Salute pubblica e fattori ambientali e sociali della salute della Oms: L'inquinamento dell'aria è oggi il peggiore rischio ambientale per la salute, responsabile della morte di una persona su 9, e sta continuando a crescere, compromettendo le economie e la nostra qualità di vita: si tratta di un'emergenza sanitaria. Quindi, per concludere, è difficile smuovere l'opinione e lo sdegno pubblico su un problema così grave, se la sola informazione data è quella di un grosso problema che riguarda tutti, mica solo noi: però, la notizia che questo mondo è inquinato non ci dice niente di particolarmente nuovo, ma uno zoom, spietato ma necessario, sulla nostra situazione ci dovrebbe far aprire gli occhi e far venire voglia di riflettere (o forse di scappare a gambe levate). I morti di PM10 e PM2.5 in Europa si concentrano in Italia: già nel 2012 sono stati 85mila gli italiani che hanno perso la vita per questo motivo.

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09 feb 2017

Muschio contro l’inquinamento: Cracovia lo sperimenta!

di Alessandro Graziano

La città polacca, sperimenterà su larga scala delle pareti in muschio per purificare l'aria Il "city tree" disegnato dalla società Green City Solutions è stato il vincitore dello Smogathon 2016, la maratone contro lo smog. Le pareti in muschio alte 4 metri, lunghe 3 metri e spesse un metro oltre la piantumazione a muschio comprendono al loro interno un sistema di irrigazione e dei sensori per la misurazione dell'inquinamento dell'aria. Un sorta di mega spugna vegetale, che fa da filtro ai veleni che respiriamo e li trasforma in nutrimento! Il prezzo di tale prototipo è di circa 25.000 € e permetterà, secondo i calcoli biochimici, di sortire l'effetto di 275 alberi in un ambiente naturale, che non troverebbero spazio nelle nostre dense e costruite città.  Quindi come si costruiscono grattacieli per allocare appartamenti e uffici l'idea delle pareti di muschio verticali ricalca il risparmio di spazio e la massima resa del suolo. Nel futuro potremmo quindi veder nascere foreste di muschio tra automobili parcheggiate e grattacieli!

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21 set 2015

SHARE’NGO: il car sharing elettrico a Milano

di Alessandro Graziano

  Inaugurati la settimana scorsa i primi cinque SHARE’NGO POINTS all’interno delle Isole Digitali di Via Larga, Cadorna, Stazione Centrale, Sant’Agostino e Porta Venezia nei limiti della ZTL  di Milano chiamata zona C. SHARE'NGO è una piattaforma nazionale per lo sviluppo della mobilità elettrica e sostenibile ideata e gestita da CS GROUP che offre servizi di car sharing free floating a tariffe profilate nelle più grandi città italiane, car sharing dislocato nelle città italiane di medie dimensioni (SHARE ‘NGO POINT) e courtesy car per il settore turistico-alberghiero con la propria divisione SHARE’NGO RENTAL oppure in noleggio a lungo termine, in partnership con ELETTRONLT. Cosa sono le isole digitali? Sono dei parcheggi di quartiere da cui è possibile accedere al servizio di car sharing elettrico a chi arriva in città in treno e ai milanesi che non hanno un’auto propria o hanno meno dimestichezza con smartphone, app e prenotazioni via web. In queste cinque Isole Digitali (e da fine ottobre in tutte le 28 isole Digitali presenti nei quartieri della città) sarà possibile prelevare un’ Equomobile (crasi tra equità e automobile) anche senza prenotazione e con il solo utilizzo di una Card Apriporta che SHARE’NGO invia gratuitamente a tutti i propri iscritti.         L’Equomobile è di tutti, è amica dell’ambiente perché è elettrica, ma a ricaricarla, ci pensiamo sempre noi! Guidarla è facile come qualsiasi auto col cambio automatico. Il servizio è garantito 7 giorni su 7, tra le 8 e le 21, alle Isole ci sarà una disponibilità costante di almeno due macchine immediatamente utilizzabili, un progetto integrativo della modalità principale in free-floating con cui sono già disponibili le 300 auto del nuovo car sharing elettrico avviato lo scorso giugno in città Le colonnine sono utilizzabili anche per le proprie vetture private in modo da far diffondere ancor di più i veicoli elettrici e ibridi soprattutto nella zona a traffico limitano. info: https://www.equomobili.it/ http://www.sharengo.it/  

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