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27 gen 2018

Elezioni politiche: l’urbanista e ciclista Gandolfi escluso dalle candidature. Critiche le associazioni

di Amedeo Paladino

Paolo Gandolfi, parlamentare relatore della recente Legge sulla mobilità ciclistica, sarebbe stato escluso dalle liste elettorali del Pd per le prossime elezioni di marzo. L'urbanista di Reggio Emilia durante la Legislatura appena conclusa ha portato avanti le istanze di cittadini e associazioni sulla mobilità ciclistica, lavorando inoltre al nuovo Codice della Strada e collaborando col Ministero delle Infrastrutture e Trasporti sui temi della ciclabilità. La notizia dell'esclusione di Paolo Gandolfi dalle liste del PD ha suscitato biasimo da parte delle associazioni con cui l'onorevole ha collaborato anche prima dell'attività in Parlamento: la presidente Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta) Giulietta Pagliaccio si è rivolta a Renzi, sottolineando l'impegno e la competenza di Gandolfi sui temi della ciclabilità. A questo proposito accogliamo l'appello della presidente del circolo di Legambiente Catania, Viola Sorbello. A volte le ragioni della politica sono imperscrutabili. Ancora di più le dinamiche interne ai partiti soprattutto se legate alle candidature alla luce della attuale e molto particolare (per non dire altro) legge elettorale. Rimane il fatto però che i cittadini, e ancora di più quelli che investono tempo ed energie nell'impegno civile, rimangono attoniti di fronte a certe scelte come quella, che ho appena appreso, della non ricandidatura al Parlamento Italiano del senatore Paolo Gandolfi da parte del suo partito. Un partito, il Pd, al quale senza dubbio, Gandolfi grazie al suo impegno ed alla sua azione politica ha portato solo lustro. Da ambientalista impegnata anche nella promozione della mobilità sostenibile non posso che esprimere il mio rammatico e la mia preoccupazione. Chi come me in questi anni ha lottato per far prevalere le ragioni della salute pubblica, della sicurezza nelle strade e, soprattutto dell'ambiente, ha trovato nel deputato Gandolfi un referente illuminato ed un rappresentate ideale in parlamento. Non cito le importanti riforme in tema di mobilità - e nello specifico di ciclabilita'- che sono il risultato della battaglie condotte fuori e dentro il parlamento da Gandolfi ( si possono reperire con una facile ricerca). Dico solo che grazie a lui è finalmente iniziato il cammino che può consentire all'Italia di uscire dall'arretratezza culturale che la caratterizza in tema di mobilità. È per tale motivo che oggi più che mai esprimo la mia preoccupazione che le ragioni dell'ambiente in questa nostra societa' degradata, di cui forse la politica e la pessima campagna elettorale cui stiamo assistendo, è solo lo specchio, siano, insieme ai buoni politici, di cui Paolo Gandolfi è certamente un degnissimo rappresentante escluse, dimenticate, schiacciate.

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15 nov 2017

La ciclabilità diventa prioritaria per il Paese: approvata dalla Camera la legge sulla Mobilità Ciclistica

di mobilita

La Camera ha approvato con 347 voti a favore il ddl per lo sviluppo della mobilità ciclistica e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica; ora il testo passa al Senato. “Oggi si celebra soprattutto un fatto culturale: lo Stato assume pienamente la pianificazione della mobilità ciclistica, insieme alle Regioni. Esattamente come il sistema autostradale o il sistema ferroviario, con questa legge la ciclabilità fa parte di una strategia di mobilità che diventa prioritaria nei centri urbani e per lo sviluppo del turismo nel nostro Paese”. Lo ha detto il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, a Montecitorio dai banchi di governo durante il voto della legge sulla ciclabilità, prima dell’approvazione all’unanimità della legge. “Questo cambiamento culturale, oggi viene sancito in maniera molto solenne, molto seria, e spero che il mio Ministero sarà in grado, nei prossimi mesi, di andare rapidamente alla definizione del Piano della mobilità ciclistica, su cui peraltro stiamo lavorando da anni, quindi spero di poter smentire il pessimismo che alcuni colleghi hanno messo in campo”. “Abbiamo provato a mettere in campo, come Governo, - ha continuato Delrio - per la prima volta una rete di ciclovie turistiche di oltre 6000 km con un finanziamento di oltre 424 milioni”. Risorse che sono impegnabili, ha detto il Ministro, seconda della maturazione dei progetti e il cui pieno finanziamento può essere completato. E “il Ministero ha tutte le facoltà di indirizzare i suoi dirigenti a lavorare sulla ciclabilità, anche se non c'è un ufficio specifico, è quello che abbiamo già fatto”. “Abbiamo chiuso i protocolli di Intesa con le principali Regioni, avremo ciclovie turistiche bellissime dalla ciclovia dell'Acquedotto Pugliese alla ciclovia del Garda, alla Venezia-Torino, in gran parte progettazioni nate dal basso, dal protagonismo delle associazioni di ciclisti, degli enti locali con cui abbiamo lavorato”. Delrio ha sottolineato la rilevanza economica della ciclabilità e quella per la salute e l’aria: “Se si riesce a stimolare l'uso della bicicletta nei primi 5 km, si possono ottenere riduzione del traffico cittadino del 40%: cose che non nessuna tecnologia può fare”. “Con i cammini, le ferrovie dismesse, le ferrovie turistiche, le ciclovie turistiche e Sistema ciclabile nazionale, lo stimolo ai Piani Urbani della Mobilità Sostenibile, c’è un quadro complessivo che viene presentato qui per dare una cornice legislativa a iniziative che erano già in campo e che rivendichiamo con forza come scelte di presente per il nostro Paese, di economia nuova e di possibilità nuove per i nostri cittadini di godere sempre di più le​ nostre città​”. “Laddove le città fanno la scelta della ciclabilità - e chi è sindaco dimostri con i fatti di credere alla ciclabilità - anche la mobilità per le persone a ridotta mobilità è più facile, perché la città diventa più amica dei cittadini, diventa più luogo di relazione e diventa più luogo vivibile”. “Quindi oggi è un grande risultato quello che è il Parlamento ottiene – ha concluso Delrio - perché porterà notevoli benefici a tutta la nostra comunità e parlerà di un Paese che attraverso i programmi di mobilità turistica, di ferrovie dismesse, di cammini e ciclabilità si incammina su una strada differente”.

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20 giu 2017

youBike F2, la nuova scommessa del bike sharing “free floating”

di tmrtech

Si chiama youBike® il sistema di bike sharing cloud sviluppato interamente da TMR e già dal 2012 installato nelle piccole e grandi realtà̀ nazionali. Negli ultimi tempi, si parla sempre più di un nuovo concetto di condivisione delle biciclette che ha avuto la sua nascita in Cina. Il bike sharing free floating, a flusso libero, supera il concetto di punto di raccolta delle bici, consentendo all’utente di utilizzare il servizio in massima libertà, senza dover riconsegnare la bici in un punto preciso. Nel paese d’Oriente il servizio è un fiume in piena, perché basta una App sul proprio smartphone per trovare la bici, sbloccarla e utilizzarla senza una stazione di ricovero dei mezzi. La condivisione non ha bisogno di infrastrutture. La TMR è pronta a raccogliere la sfida avendone in scuderia tecnologia già sperimentata in youBike®, il sistema di bike sharing cloud interamente sviluppato dal suo comparto di ricerca e sviluppo. Ora la TMR lancia la sfida con youBike® F2, con cui entra nel mercato del free floating. youBike® F2 si configura come un modulo aggiuntivo al sistema esistente, integrando tutto con intelligenza e la massima usabilità, gestibile interamente tramite l’App ufficiale, scaricabile gratuitamente dagli store. Una nuova era della mobilità sostenibile dunque è già nata a beneficio dei fruitori che sono sempre più attratti da questi sistemi di mobilità, senza dovere necessariamente scegliere. Il sistema youBike® già adesso è proiettato nel futuro: infatti, esso permette da app funzionalità di iscrizione al servizio, ricarica, pagamenti e utilizzo della bici, grazie alla infrastruttura cloud, già collaudata da tempo. A spingere in questa direzione è Tindaro Terranova, amministratore di TMR che ha già le idee molto chiare sullo sviluppo del futuro: “Noi siamo sempre attenti. Continuiamo ad investire in quello che crediamo, implementando tecnologia e affidabilità ad un sistema evoluto. L’ingresso nel mercato del bike sharing free-floating ci permette di allargare i nostri orizzonti e proporci con umiltà, ma con determinazione verso una nuova sfida.” Segue “a ruota” Pietro Terranova, Head of Software di TMR che afferma: “Siamo molto contenti su quanto abbiamo pensato, progettato e realizzato. Sempre con grande passione Il sistema youBike®, ancora una volta, si conferma leader tecnologico per innovazione, stabilità e sicurezza. Non vediamo l’ora di vederlo all’opera!” [post sponsorizzato]

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13 mag 2015

European cycling challenge: la tua città parteciperà nel 2016?

di Andrea Baio

Torniamo a parlare di "European cycling challenge" , il campionato europeo virtuale dei pedalatori amatoriali. Come funziona? Semplicisissimo. 1) i comuni europei possono iscriversi pagando una quota di 1000€ 2) i cittadini scaricano l'app e tracciano i loro chilometri in bici 3) inizia il campionato e i comuni che pedalano di più, si contenderanno la classifica! Un'iniziativa semplice, virtuosa e divertente, che ha il duplice effetto di promuovere l'utilizzo della bicicletta attraverso la gratificazione dei partecipanti, e premiare in termini di immagine i comuni più sensibili e attivi sul profilo della mobilità ciclabile. Non è nuovo che la competizione virtuosa possa stimolare l'adozione di buone abitudini da parte dei singoli cittadini, e il gioco è un potente persuasore, oltre che un aggregatore sociale che aiuta a vivere meglio la quotidianità. La sfida 2015 è già in corso, e la città attualmente in testa è la Danzica (Polonia), con oltre 125.000 km percorsi in bici, da oltre  1800 partecipanti. Le italiane non se la cavano male, con Roma in terza posizione. Auspichiamo tuttavia che sempre più comuni italiani aderiscano all'iniziativa, già a partire dal prossimo anno. E' importante dare un segnale forte, e darlo adesso che la cittadinanza è più ricettiva e sensibile a istanze come la sostenibilità urbana. La tecnologia ormai può darci una mano e rendere semplice tutto, ma adesso è la volontà politica a dover fare la differenza. Nel frattempo, noi cittadini possiamo cominciare chiedere a gran voce la partecipazione dei nostri comuni all'edizione 2016! E che vinca il migliore!

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