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11 gen 2018

AEROPORTO AOSTA | Pronto entro il 2020

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I lavori per l'aerostazione dell'aeroporto Corrado Gex di Aosta inizieranno nel 2019 e saranno completati nel 2020. Lo ha riferito l'assessore regionale al turismo e trasporti, Aurelio Marquerettaz, rispondendo in aula ad un'interrogazione di Alberto Bertin (Misto). "E' stata confermata la destinazione della struttura - ha aggiunto Marquerettaz- ed è iniziata la revisione del progetto. "Dal 2004 - ha replicato Bertin - è un bagno di sangue, un'emorragia di denaro pubblico, è necessaria una exit strategy da questa follia. Ci sono pochi passeggeri e costi elevati, vengono spesi per l'aeroporto 3,5 milioni di euro all'anno".  Nel 2017 i passeggeri sono stati 1.673 per il volo commerciale e 2.265 per il volo locale.

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10 gen 2018

Convocazione delle Regioni Adriatiche per realizzare “L’Adriatica”, ciclovia urbana e turistica da 1300 km

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Venerdì 12 gennaio Martinsicuro (TE) ospiterà l’incontro tra le Regioni Adriatiche per l’utilizzo dei fondi ministeriali destinati alla realizzazione dell’Adriatica: la Ciclovia turistica e urbana che correrà, ininterrotta, da Trieste a Santa Maria di Leuca per 1300 km. L’incontro è organizzato da FIAB ONLUS (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) assieme alle regioni Abruzzo e Marche, con la collaborazione del Comune di Martinsicuro. Avrà luogo presso la Torre Carlo V che, per secoli, rappresentò il confine di stato tra Regno delle due Sicilie e Stato della Chiesa, e che venerdì vedrà un passaggio fondamentale per questa grande opera di unificazione sostenibile delle Regioni Adriatiche. Abruzzo e Marche stanno già collaborando per la realizzazione del il ponte ciclopedonale sul Tronto che le unirà attraverso il collegamento dei rispettivi tratti di ciclovia. Grazie a questo clima di collaborazione, le stesse si proporranno congiuntamente come capofila della cordata delle regioni adriatiche per rappresentarle presso il ministero e coordinare la cabina di regia per la realizzazione della ciclovia assieme alla FIAB, con la quale quasi tutte le regioni adriatiche, incluse le Marche, hanno soscritto un protocollo di collaborazione. La FIAB, principale associazione cicloambientalista italiana con oltre 150 articolazioni presenti in tutte le regioni italiane e oltre 17 mila attivisti, è stata la prima a ideare, nel 2001, la rete di ciclovie nazionali Bicitalia, di cui l’Adriatica costituisce il ramo “numero 6”. All’incontro di Martinsicuro saranno presenti anche i rappresentanti delle Province di Ascoli e Teramo e dei comuni costieri dei due territori, direttamente interessati dall’infrastruttura, che rappresenta la spina dorsale della nuova mobilità. Molti hanno già aderito all’iniziativa nazionale FIAB ComuniCiclabili, come Pineto, Grottammare, Tortoreto e Giulianova, ai quali se ne aggiungeranno altri, a cominciare proprio da Martinsicuro, in un’ottica di ampio comprensorio a misura di bici e di persona. L’appuntamento è alle ore 11.30 presso il Torrione Carlo V (Statale Adriatica 16).

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10 gen 2018

Terza corsia Firenze-Pistoia, via libera dalla Regione

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Parere positivo dalla Regione Toscana sulla localizzazione dei lavori per la realizzazione della terza corsia lungo l'autostrada A11 nel tratto Firenze–Pistoia. La Giunta regionale ha dato il suo via libera all'opera, visti i pareri dei Comuni interessati e della Conferenza dei servizi, con una delibera approvata lunedì 8 gennaio. Con lo stesso atto la Regione ha invitato le amministrazioni comunali di Firenze, Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino, Prato, Agliana, Pistoia, Pieve a Nievole e Monsummano Terme a vigilare sui lavori per controllarne la conformità. Soddisfatto l'assessorato regionale alle infrastrutture, che ha avuto un ruolo importante di coordinamento e di raccordo con Autostrade e con il Ministero per favorire l'intesa fra le parti. La realizzazione della terza corsia nel tratto tra Firenze e Pistoia, che comprende il nodo di Peretola, rappresenterà un grande passo in avanti per l'ammodernamento infrastrutturale della Toscana ed inoltre la realizzazione delle opere accessorie e compensative richieste dagli enti locali permetterà la risoluzione di significative criticità.

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10 gen 2018

Ponte sullo stretto, il punto di vista del presidente Nello Musumeci

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Ieri durante l'audizione all’Assemblea Regionale Siciliana il Presidente della Regione Siciliana replicando in aula al vicepresidente Ars Giancarlo Cancelleri ha affermato di essere favorevole al Ponte di Messina. Lo considera un'opera importante ma non è l'opera più importante. Musumeci ha poi annunciato la creazione di una "unita' di crisi" per monitorare e fare ripartire  le opere infrastrutturali incompiute o gia' cantierabili. Le incompiute, secondo Musumeci, avrebbero un valore di tre miliardi e 836 milioni di euro, con una ricaduta sul piano occupazionale ed economico di vaste proporzioni.    

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10 gen 2018

FIRENZE | Riaperta la passerella dell’Isolotto

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Ieri è stata riaperta al pubblico la rinnovata passerella dell’Isolotto. Dopo il collaudo di ieri mattina, condizione necessaria per la valutazione della nuova campata centrale della struttura, è stato dato il via libera per il transito di pedoni e biciclette. Questo non sarà l’ultimo intervento sulla struttura, sono previsti infatti un miglioramento dell’impianto d'illuminazione e la realizzazione di nuovi accessi che facilitino l’ingresso ai disabili impedendo comunque il passaggio dei motorini. Anche la passerella dell’Argingrosso sarà riprogettata e sostituita con una nuova, l’intervento è previsto entro il 2018

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10 gen 2018

VENEZIA | Sicurezza della navigazione, approvato accordo per il monitoraggio delle bricole

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La Giunta Comunale di Venezia ha approvato lo schema di “Accordo tra la Prefettura di Venezia, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale Porti di Venezia e Chioggia, il Provveditorato Opere Pubbliche del Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia e il Comune di Venezia per il monitoraggio dei segnalamenti lignei della laguna di Venezia ai fini del miglioramento della sicurezza della navigazione. Un accordo che, in via sperimentale e per la durata di un anno dalla sottoscrizione, ha come obiettivo primario quello di prevenire gli incidenti dovuti al galleggiamento di parti distaccate di bricole e alla presenza di briccole spezzate sotto la superficie dell’acqua a seguito del distaccamento, chiamate in gergo “coccodrilli”. Questa azione coordinata di monitoraggio del loro stato in ambito lagunare ha la finalità di prevenire onerose azioni di intervento in emergenza. Proprio in quest’ottica, i tre enti competenti sulle bricole hanno concordato di affidare il servizio di monitoraggio ad un unico soggetto, che coprirà tutto l’ambito lagunare: 60 km di canali e 817 briccole di competenza dell’Autorità di Sistema Portuale e 450 km di canali e 6117 briccole di competenza del Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche.     “Lo stato manutentivo delle bricole – commenta l'assessore De Martin – è di assoluta emergenza a causa degli insufficienti finanziamenti statali degli ultimi anni. L’Amministrazione comunale, al fine di garantire la sicurezza dei canali di navigazione e di tutte la imbarcazioni che transitano in Laguna, e di recuperare e smaltire correttamente le bricole galleggianti, ha voluto farsi promotrice, assieme alla Prefettura e agli altri Enti preposti di un accordo che finalmente sancisca una fattiva collaborazione allo scopo di prevenire situazioni che potrebbero mettere a rischio la sicurezza della navigazione e l’incolumità pubblica. Una decisione responsabile – conclude l'assessore – nella speranza che in breve tempo lo Stato centrale assegni alla Città le risorse necessarie a garantire la manutenzione delle 7000 bricole”.  Nello specifico l’accordo si comporrà di due azioni. La prima riguarderà l’avvio di un servizio di monitoraggio dello stato delle bricole lungo i canali, con una programmazione periodica in grado di garantire la verifica dello stato di ognuna delle 6934 bricole almeno 6 volte all'anno. Ad ogni monitoraggio seguirà uno specifico verbale inviato alle parti, le quali, in caso di segnalata emergenza, interverranno in via d’urgenza ciascuna per le aree di propria competenza. Se verranno individuate punte di palo sommerse, si provvederà all’immediata messa in sicurezza dei luoghi, mediante posizionamento di apposito gavitello, allo scopo di segnalare il pericolo. In seconda istanza, l'incaricato del monitoraggio provvederà nell’immediatezza anche alla rimozione delle bricole in galleggiamento o comunque in stato tale da essere pericolose per la navigazione. Tali bricole verranno depositate presso un’area messa a disposizione dall’Amministrazione Comunale, tramite la società Veritas S.p.A., individuata nell’isola di Sacca Fisola, area baricentrica rispetto alle zone da monitorare, nonché dotata di gru per il sollevamento dei pali. Il costo totale dell’intera procedura per tutto il periodo sperimentale sarà di 88 mila euro dei quali 70 mila per il servizio di monitoraggio e 18 mila per quello di deposito e smaltimento dei pali. La somma sarà equamente ripartita tra l’Autorità di Sistema Portuale e il Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche.     "C’è una legge dello Stato, la n. 114 dell'11 agosto 2014 art. 18 comma 3 - commenta de Martin - che prevede che le competenze dell’ex Magistrato alle Acque, abolito nel 2014, debbano andare alla Città metropolitana. Un impegno che la Presidenza del Consiglio dei Ministri nel novembre del 2016 aveva garantito voler onorare sottoscrivendo il Patto per la Città di Venezia e che lo stesso Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio si era impegnato a portare avanti. Ad oggi, invece, nulla di tutto questo è stato rispettato. Siamo fortemente preoccupati dell'ingente numero di bricole che devono essere sostituite perchè periocolose per la navigazione. Oggi - conclude De Martin - con questo accordo stiamo affrontando un'emergenza ma serve a tutti i costi una soluzione organica e definitiva che preveda, come promesso, l'accentramento di tutte le competenze dell'ex Magistrato alle Acque alla Città metropolitana".

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09 gen 2018

REGIONE SICILIANA | Il presidente Musumeci insoddisfatto del servizio ferroviario offerto in Sicilia

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Il neo presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, esponendo il  programma del suo governo all'Assemblea Regionale Siciliana,  ha affermato di aver avuto un incontro con i vertici di Trenitalia esprimendo la propria insoddisfazione del servizio ferroviario offerto in Sicilia. "Vogliamo clausole a esclusiva tutela dei passeggeri. Ci confronteremo con consumatori, pendolari e docenti universitari trasportisti per accogliere i loro consigli". ha affermato Musumeci.

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09 gen 2018

FIRENZE | Una pista ciclabile sul Lungarno Vespucci

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La giunta comunale di Firenze ha approvato il progetto esecutivo del percorso in sede propria su tutto il lungarno Vespucci, da piazza Vittorio Veneto a piazza Goldoni, in continuità con la pista di lungarno Corsini. Costo previsto quasi 294mila euro.  Farà eccezione il tratto prospiciente il consolato Usa dove non è previsto un intervento specifico dato che in quel punto il lungarno è pedonalizzato. La pista ciclabile disporrà di sede propria sulla carreggiata stradale, separata dalla parte carrabile da un cordolo mentre il marciapiede lato fiume tornerà ad essere dedicato esclusivamente ai pedoni. La realizzazione della pista sulla carreggiata comporterà una riorganizzazione della viabilità veicolare. Prima di tutto il tratto del lungarno Vespucci tra piazza Ognissanti e piazza Goldoni diventerà a senso unico verso Ponte alla Carraia. La viabilità inversa sarà comunque garantita dal lungarno Soderini, già a senso unico verso Ponte Vespucci. Il tratto successivo del lungarno, ovvero quello tra piazza Ognissanti e Ponte Vespucci, rimarrà invece a doppio senso di circolazione. Il mantenimento del doppio senso è previsto anche nel tratto tra via Magenta e il consolato Usa; nessuna variazione neanche per il tratto piazza Vittorio Veneto-via Magenta che rimarrà a senso unico in direzione centro. Per quanto riguarda i materiali, per la pavimentazione sarà utilizzato conglomerato bituminoso in continuità con la sede stradale destinata ai veicoli a motore. Nell’occasione sarà anche rifatta la pavimentazione dei marciapiedi per eliminare sia i tratti deteriorati sia i residui di colore rosso della ciclabile in promiscuo. Per il cordolo sarà utilizzata la stessa tipologia di materiale usato per la delimitazione del marciapiede, ovvero granito, affiancando due liste parallele delle stesse dimensioni in modo da avere una larghezza di 50 centimetri e un’altezza di 15. In questo modo sarà garantita un’immagine omogenea su ambo i lati della ciclabile e unitaria con gli stessi elementi utilizzati storicamente nella zona. Per quanto riguarda i tempi, la gara di appalto sarà bandita a breve in modo da aggiudicare i lavori a marzo e poter così avviare l'opera in estate e portarla a termine entro il 2018.

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09 gen 2018

Metropolitana di Napoli, linea 6 | Problemi per immettere i nuovi treni sulla linea

di Roberto Lentini

A dicembre del 2018 dovrebbero aprire  le nuove stazioni San Pasquale e Arco Mirelli della Linea 6 della metropolitana di Napoli, chiusa dal 2013 per i lavori di estensione della tratta. Il condizionale è d'obbligo visto che ancora manca il deposito treni dove si dovrebbero immettere i nuovi treni, non ancora ordinati, lunghi 39 metri, sui binari. Al momento esiste solo il progetto del deposito che è previsto nell'area Campegna-Arsenale, verso Bagnoli, ma ci vorranno almeno cinque anni per realizzarlo una volta bandita la gara. L'unica apertura attualmente utilizzabile per far scendere i treni sulle rotaie si trova a piazzale Tecchio, dove attualmente si trova un deposito-officina temporaneo, ma il foro ha un'ampiezza massima di 27 metri che non permette il passaggio dei nuovi treni. Per evitare la chiusura, in attesa del nuovo deposito, si utilizzeranno i sei vecchi treni a due casse che furono comprati in vista dei mondiali di calcio di Italia 90. I convogli sono le vetture T67 di Firema, con caratteristiche tipiche di una vettura tranviaria dal momento che al tempo furono ordinate per essere adoperate sulla rete tranviaria, tanto che hanno anche gli indicatori di direzione, ed erano inizialmente provvisti anche di dispositivi di captazione ad asta e rotella. Mezzi che però sono già vecchi e necessitano di manutenzione straordinaria e i cui pezzi di ricambio si trovano con estrema difficoltà e a costi elevati.  

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09 gen 2018

AEROPORTO DI CROTONE | Il comunicato dell’amministratore Unico Sacal GH S.p.A.

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In merito alla vicenda dell’aeroporto di Crotone vi riportiamo integralmente il comunicato dell'ing. Manlio Guadagnuolo, Consigliere di Amministrazione S.A.Cal. S.p.A. e Amministratore Unico Sacal GH S.p.A. La vicenda dell’aeroporto di Crotone, che è stata nei giorni scorsi stigmatizzata sui media regionali e nazionali, è sintomatica di una gestione inappropriata della S.A.Cal. S.p.A., che si sta operando da circa otto mesi. Fin dall’insediamento del nuovo Consiglio di Amministrazione, avvenuto l’11 maggio scorso, sono emerse, in forma chiara ed evidente, due scuole di pensiero e due “modi operandi” totalmente diversi: da un lato, chi, come me, ha promosso azioni volte ad una gestione esclusivamente manageriale e mirata al raggiungimento di obiettivi di sviluppo, di traffico aereo e di bilancio, a breve, medio e lungo termine; dall’altro, chi ha avuto il timone in mano, ed ha effettuato una navigazione a vista, senza alcuna preventiva programmazione e organizzazione. Fin da subito, ho evidenziato che “in una gestione manageriale i sentimenti e i desideri devono trovare conforto nei numeri” e che sarebbe stato necessario predisporre, senza indugio, piani industriali aggiornati e attendibili per gli aeroporti di Reggio Calabria e Crotone, nonché il nuovo piano industriale della S.A.Cal., riguardante le prospettive della gestione integrata dei tre scali calabresi, mantenendo quale fulcro l’aeroporto internazionale di Lamezia Terme, non a caso collocato tra gli scali strategici nel Piano Nazionale degli Aeroporti. Tutto ciò sarebbe stato indispensabile per fare una seria previsione e programmazione della gestione unitaria dei tre scali calabresi, con dati attendibili, prospettive concrete e lungimiranti, e obiettivi raggiungibili. Tali considerazioni sono state da me effettuate nell’ambito delle riunioni dei C.d.A. della S.A.Cal., nonché dettagliatamente evidenziate nella relazione da me presentata nella seduta del Consiglio Comunale di Lamezia Terme dello scorso 19 settembre – per la quale ho ricevuto gli apprezzamenti unanimi di tutti i Consiglieri Comunali (sia di maggioranza che di opposizione) – e poi depositata e allegata al verbale del C.d.A. tenutosi nel pomeriggio dello stesso giorno, nel quale ho evidenziato anche le priorità deliberate nello stesso Consiglio Comunale, tra cui, in primis, la realizzazione della nuova aerostazione nello scalo di Lamezia Terme, la redazione dei piani industriali e la salvaguardia dei livelli occupazionali. Proprio per questo, ritengo siano non peregrine le preoccupazioni del Sindaco di Crotone sul futuro dello scalo pitagorico, avendo evidenziato “lentezza”, “improvvisazione”, “leggerezza”, “assenza di un reale piano di rilancio”, e che “la S.A.Cal. non ha il management necessario per affrontare la sfida della gestione unitaria dei tre scali calabresi”. Ma se è stata operata una gestione improvvisata e raffazzonata da parte della S.A.Cal., nonché priva di alcuna visione strategica, non si può non evidenziare che il management della S.A.Cal., fin dal nostro insediamento, è stato ed è attualmente rappresentato solo ed esclusivamente dal Presidente e Amministratore Delegato Dott. Arturo De Felice, che assomma in sé tutte le deleghe e, quindi, tutte le responsabilità sui risultati presenti e futuri. Al riguardo, nel Consiglio di Amministrazione abbiamo fin dal principio offerto disponibilità e aiuto al Dott. De Felice, con proposte e azioni concrete, non avendo certo l’intenzione di ledere maestà, ma il Presidente ha fortemente voluto operare in forma di “uomo solo al comando”, senza condividere e accettare idee e suggerimenti. Pertanto, pur in assenza dei piani industriali e di una seria e concreta programmazione, l’azione della S.A.Cal. è stata improntata, dapprima, sull’acquisizione della gestione dello scalo di Reggio Calabria, e, immediatamente a seguire, sulla riapertura e gestione dello scalo di Crotone, affidandosi incautamente ad un intermediario commerciale di una compagnia aerea, con i risultati che ben conosciamo. In molti si stanno chiedendo quali saranno gli effetti sul bilancio 2017, ma soprattutto su quello del 2018, della S.A.Cal. S.p.A., per via degli investimenti infruttuosi effettuati finora su Crotone e di quelli effettuati su Reggio Calabria (comprese le spese per le attrezzature e per il personale). Ma di ciò, ad oggi, nessuno è a conoscenza, come non si è a conoscenza delle previsioni di “break even point” per ciascuna delle due nuove gestioni. Ma vi è di più. Pur rappresentando lo scalo lametino il “core business” della S.A.Cal. S.p.A., tale discutibile opera gestionale ha, peraltro, finora, penalizzato lo scalo “strategico” internazionale di Lamezia Terme, per il quale in questi mesi nulla è stato fatto, nonostante le mie sollecitazioni in C.d.A. a potenziare, a brevissimo termine, l’attuale aerostazione (anche implementando nuove aree check-in ed efficienti e moderne infrastrutture informatiche), nonché ad accelerare la realizzazione della nuova aerostazione, indispensabili per scongiurare gli attuali pericoli di sicurezza per i passeggeri nei casi di “troppo pieno” dell’aerostazione, migliorare sensibilmente la qualità dei servizi ai passeggeri ed attrarre nuove aliquote di traffico passeggeri sulle rotte nazionali e internazionali. Infine, nell’ultimo C.d.A. di S.A.Cal. dello scorso mese di dicembre – ancora una volta senza aver prodotto alcun preventivo studio di fattibilità sulla migliore soluzione tecnico-economica da adottare – su proposta del Presidente e A.D. Dott. De Felice, è stato deliberato, con il mio voto contrario, di affidare a terzi la gestione dei servizi di handling negli scali di Reggio Calabria e Crotone, senza valutare se potesse essere più conveniente gestirli attraverso la controllata Sacal GH, godendo in tali scali del monopolio sulla gestione di tali servizi, essendo al di sotto della soglia dei 2 milioni di passeggeri. Diversamente dalla gestione S.A.Cal. sono andate le cose in Sacal GH S.p.A., società controllata da S.A.Cal. S.p.A., che si occupa della gestione dei servizi a terra, ai passeggeri e agli aeromobili, nello scalo lametino, nella quale Sacal GH, dallo scorso 11 maggio, rivesto il ruolo di Amministratore Unico, su nomina del C.d.A. di S.A.Cal. e su proposta del Presidente De Felice “in considerazione della esperienza e professionalità”, come si rileva dal mio curriculum e dal verbale del C.d.A.. Difatti, sulla mia gestione altamente manageriale della Sacal GH, i Consiglieri di Amministrazione della S.A.Cal., tra cui il Presidente De Felice, nella seduta dello scorso 14 settembre “apprezzano l’operato svolto nell’interesse della società controllata”, mentre nell’Assemblea dei Soci della S.A.Cal. dello scorso 9 ottobre e nell’Assemblea del Socio Unico (S.A.Cal.) della Sacal GH dello scorso 14 novembre, sono state evidenziate le risultanze positive dei primi mesi della mia gestione e le previsioni incoraggianti dei risultati di fine anno 2017. Inoltre, nel corso dell’incontro della Sacal GH con le Organizzazioni Sindacali, dello scorso 18 ottobre, su mia proposta, è stato approvato il “Regolamento di valutazione e valorizzazione del personale”, e le OO.SS. hanno dichiarato che si è trattato di un accordo che rappresenta una “svolta epocale” in quanto i lavoratori “non saranno più valutati sulla base di simpatie o raccomandazioni politiche ma sul merito e sul valore di ciascun dipendente”. È chiaro ed evidente, pertanto, che la mia esperienza e opera manageriale rappresenta, in S.A.Cal., elemento di disturbo per “il manovratore” o “i manovratori” del momento. Ma è altrettanto evidente che io sia stato nominato nel C.d.A. della S.A.Cal. non dal Comune di Lamezia Terme ma dall’Assemblea dei Soci della S.A.Cal., e che io sia stato nominato Amministratore Unico della Sacal GH non dal Comune di Lamezia Terme bensì dal C.d.A. della S.A.Cal.. Resta il fatto che la preoccupante vicenda di Crotone è soltanto la punta dell’iceberg dell’attuale discutibile gestione degli aeroporti calabresi. La Calabria, per volare alto, non ha bisogno di presunti manager docili e plaudenti, ma di manager e tecnici autorevoli, seri e competenti, per incentivare (e non spaventare) gli investimenti, soprattutto quelli privati, assolutamente indispensabili per ricreare lo sviluppo e l’occupazione di questa regione. ing. Manlio Guadagnuolo

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