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22 mag 2021

Gli interventi ferroviari del PNRR illustrati dal Ministro Giovannini alla Camera

di mobilita

Il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, ha svolto una audizione nelle Commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera per illustrare la strategia e i progetti inseriti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza di competenza del Dicastero. Il Ministro Giovannini ha depositato nelle Commissioni le slide illustrative degli interventi su infrastrutture, mobilità, logistica, abitazioni di qualità che sono finanziati con le risorse europee del Next generation Eu e del React Eu e con risorse nazionali. Il programma che il Ministro ha definito “Dieci anni per trasformare l’Italia – per il benessere delle persone e delle imprese, nel rispetto dell’ambiente”. Nuovi fondi sono stati aggiunti rispetto alla previsione di gennaio e precisamente: Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria, e attraversamento Vicenza+10.350 mln€ Rinnovo dei treni Intercity al Sud+200 mln€ Sperimentazione dell’uso dell’idrogeno per il trasporto ferroviario (con Mite)+300 mln€ Potenziamento del programma di sviluppo del trasporto rapido di massa+380 mln € Piattaforme digitali a supporto del trasporto pubblico locale (con Mid)+40 mln€ Mobilità sostenibile nelle isole minori (con Mite)+40 mln€ Percorsi ferrovie storiche (con Mic)+40 mln€ • Infrastrutture per le Zone Economiche Speciali - ZES (con Coesione Territoriale)+630 mln€ Rinnovo della flotta navale e nello Stretto di Messina per ridurre le emissioni +100 mln€ Colonnine di ricarica elettriche (con Mite)+750 mln€ Interventi di ammodernamento delle reti di distribuzione idrica+313 mln€ Strade per il collegamento delle aree interne (con Min. Sud)+300 mln€ Riqualificazione dell’edilizia penitenziaria (con Min. Giustizia)+84 mln€ Miglioramento degli spazi nelle strutture di riabilitazione minorile (con Min. Giustizia) +49 mln€ Gli investimenti proposti nella rete ad Alta Velocità permetteranno lo sviluppo dei servizi ferroviari passeggeri e merci a lunga percorrenza, coerentemente con la struttura del territorio italiano e con le esigenze di connettività delle Regioni meridionali. Gli interventi proposti saranno integrati con i sistemi di trasporto regionali, che svolgono un ruolo primario nel sostenere la domanda di mobilità locale alimentando il sistema dei collegamenti ad Alta Velocità a livello nazionale. In particolare, gli interventi sulla rete ad Alta Velocità previsti nel Sud permetteranno di ridurre i tempi di percorrenza e di aumentare la capacità, come illustrato di seguito: Napoli-Bari: al completamento del progetto la tratta sarà percorribile in 2 ore, rispetto alle attuali 3 ore e 30 minuti; ci sarà un aumento della capacità da 4 a 10 treni/ora sulle sezioni a doppio binario, e un adeguamento delle prestazioni per consentire il transito dei treni merci di lunghezza fino a 750 m, senza limitazioni di peso assiale Palermo-Catania-Messina: saranno realizzate le tratte intermedie del progetto, al completamento del quale si otterrà una riduzione del tempo di percorrenza di oltre 60 minuti sulla tratta Palermo-Catania rispetto alle attuali 3 ore, e un aumento della capacità da 4 a 10 treni/ora sulle tratte in raddoppio Salerno-Reggio Calabria: al completamento dell'intero progetto, il tempo di percorrenza sarà ridotto di 80 minuti; inoltre, ci sarà un miglioramento delle prestazioni per consentire il transito dei treni merci, in particolare per il porto di Gioia Tauro ulteriori significative risorse sono previste da subito a valere su risorse nazionali Linee ad alta velocità nel Nord che collegano all'Europa Gli interventi proposti per la rete ad Alta Velocità nel Nord consentiranno di potenziare i servizi di trasporto su ferro, secondo una logica intermodale e stabilendo per le merci connessioni efficaci con il sistema dei porti esistenti. In particolare, per aumentare il traffico su rotaia e garantire il trasferimento modale, in caso di interferenze, dalla strada alla ferrovia, anche nel commercio transfrontaliero, è necessario potenziare la capacità dei collegamenti ferroviari nel Nord Italia e con il resto d'Europa, attraverso i seguenti interventi: Brescia-Verona-Vicenza: gli interventi si riferiscono alla tratta Brescia-Verona e alla tratta VeronaBivio Vicenza. I principali benefici saranno un aumento della capacità e della regolarità del traffico grazie alla separazione dei nuovi servizi AV rispetto a quelli preesistenti, un significativo miglioramento del sistema di trasporto regionale, dovuto alla maggiore capacità della linea tradizionale e una migliore accessibilità della nuova stazione di Vicenza Fiera (il cui attraversamento sarà finanziato con risorse nazionali) Liguria-Alpi: al completamento dell'intero progetto i tempi di percorrenza saranno quasi dimezzati sia sulla tratta Genova-Milano che sulla tratta Genova-Torino. Inoltre, la capacità sarà aumentata da 10 a 24 treni/ora sulle tratte soggette a quadruplicamento in prossimità del nodo di Milano (Rho-Parabiago e Pavia-Milano-Rogoredo). L'intervento infine permetterà il transito di treni merci con lunghezza fino a 750 metri Verona-Brennero: verrà realizzata la tangenziale ferroviaria di Trento, che fa parte del progetto di potenziamento e sviluppo della direttrice Verona-Brennero, al completamento del quale ci sarà un significativo aumento della capacità della linea fino a 400 treni/giorno. Connessioni diagonali Nel Centro-Sud del Paese è anche essenziale migliorare la connettività trasversale attraverso linee diagonali ad alta velocità. L'obiettivo degli interventi proposti è quello di ridurre i tempi di percorrenza per i passeggeri e di trasporto delle merci dall'Adriatico e dallo Ionio al Tirreno, attraverso il miglioramento della velocità, della frequenza e della capacità delle linee ferroviarie diagonali esistenti. Gli interventi riguardano le seguenti tratte: Roma-Pescara: si realizzeranno le prime tratte del progetto, al completamento del quale ci sarà un risparmio di tempo di 80 minuti sulla linea Roma-Pescara e un aumento della capacità da 4 a 10 treni/ora sulle tratte raddoppiate (con la possibilità di istituire servizi metropolitani tra Chieti e Pescara); inoltre, le prestazioni della linea saranno adeguate a consentire lo sviluppo del traffico merci Rafforzamento della Orte-Falconara: verranno realizzate diverse tratte del progetto, al completamento del quale ci sarà una riduzione dei tempi di percorrenza di almeno 15 minuti sulla tratta Roma-Ancona e di almeno 10 minuti sulla tratta Roma-Perugia, un aumento della capacità da 4 a 10 treni/ora sulle tratte soggette a raddoppio dei binari e un adeguamento delle prestazioni per consentire il transito dei treni merci Taranto-Metaponto-Potenza-Battipaglia: saranno realizzate alcune tratte intermedie del progetto, al completamento del quale i tempi di percorrenza saranno ridotti di 30 minuti sulla tratta Napoli-Taranto (via Battipaglia) rispetto all'attuale tempo richiesto di 4 ore, la capacità sarà aumentata da 4 a 10 treni all'ora sulle sezioni in fase di aggiornamento e la linea ferroviaria sarà adattata per consentire il passaggio dei treni merci. Sviluppo del sistema europeo di gestione del trasporto ferroviario (ERTMS) La copertura del sistema europeo di gestione del trasporto ferroviario, che permette l'interoperabilità tra le reti ferroviarie europee e un miglioramento delle prestazioni dei sistemi ferroviari in termini di sicurezza, capacità e manutenzione, è attualmente limitata a poche sezioni ferroviarie. L’investimento si pone l’obiettivo di aggiornare i sistemi di sicurezza e segnalazione esistenti, garantendo così, con anticipo rispetto alle scadenze fissate dall’UE, la piena interoperabilità con le reti ferroviarie europee e l’ottimizzazione della capacità e delle prestazioni della rete. Potenziamento dei nodi ferroviari metropolitani e dei collegamenti nazionali chiave Come previsto nella strategia nazionale "Italia Veloce", gli interventi sui nodi mirano a potenziare i collegamenti "metropolitani" o "suburbani", al fine di garantire servizi capillari con alte frequenze, sostenendo così la domanda di mobilità espressa dalle grandi città metropolitane e dalle aree urbane di medie dimensioni. Inoltre, tali interventi garantiranno servizi di viaggio a medio raggio, sostenendo la domanda di mobilità espressa dalle grandi aree urbane diffuse, con livelli di velocità e comfort competitivi rispetto all'uso dell'auto privata, anche grazie alla creazione di collegamenti "regionali veloci". Essi consentiranno infine il miglioramento dell'accessibilità e l'interscambio tra le stazioni ferroviarie e altri sistemi di mobilità del trasporto rapido di massa. Gli interventi di potenziamento dei collegamenti nazionale chiave riguarderanno diverse zone del Paese, soprattutto le aree di confine (ad esempio, il rafforzamento dei collegamenti con i valichi svizzeri sulla Liguria-Alpi), le dorsali centrali e l’accesso ai porti, in particolare nelle Regioni del Sud. Potenziamento delle linee regionali Questi interventi mirano a potenziare e rafforzare le linee ferroviarie regionali (siano esse interconnesse o meno alla rete infrastrutturale ferroviaria nazionale), sostenendone anche il collegamento e l’integrazione con la rete nazionale ad Alta Velocità, in particolare nelle Regioni del Mezzogiorno. Per questa linea di investimento sono previsti interventi utili a migliorare il sistema di trasporto in termini di numero di passeggeri trasportati, aumento della velocità di percorrenza, interconnessione tra centri urbani e le altre infrastrutture, sia agendo sia sull'infrastruttura che acquistando nuovi treni. Saranno inoltre realizzati interventi necessari per migliorare le condizioni di sicurezza del traffico ferroviario, attraverso l’installazione di sistemi tecnologici e adattamenti dell’infrastruttura esistente. Potenziamento, elettrificazione e aumento della resilienza delle ferrovie nel Sud Diverse linee ferroviarie nel Sud Italia presentano colli di bottiglia nel loro collegamento con il resto della rete ferroviaria e nei nodi chiave del traffico e conseguentemente hanno bisogno di essere elettrificate e modernizzate in termini di qualità del servizio. In tal senso, si prevedono interventi specifici per potenziare la rete ferroviaria in diversi punti critici del Sud Italia (ad esempio in Molise, Basilicata ecc.), per realizzare gli interventi di ultimo miglio ferroviario per la connessione di porti (Taranto e Augusta) e aeroporti (Salerno, Olbia, Alghero, Trapani e Brindisi), per aumentare la competitività e la connettività del sistema logistico intermodale e per migliorare l’accessibilità ferroviaria di diverse aree urbane del Mezzogiorno. Miglioramento delle stazioni ferroviarie nel Sud Le criticità relative al sistema di trasporto ferroviario esistente al Sud non riguardano soltanto la rete, ma anche le stazioni ferroviarie: in numerosi casi esse presentano infatti problemi in termini di accessibilità e integrazione con il territorio. Sono quindi necessari investimenti per riqualificare le stazioni, migliorare la funzionalità dei loro edifici, la qualità dei servizi forniti agli utenti, i livelli di efficienza energetica e lo sviluppo dell'intermodalità ferro-gomma. Il programma di investimento proposto include i seguenti interventi: Hub urbani e linee metropolitane per lo sviluppo della mobilità sostenibile: gli investimenti riguardano 9 progetti che mirano allo sviluppo, alla riqualificazione, all'accessibilità e all'efficientamento energetico di stazioni e nodi ferroviari, che fungono da hub di mobilità, e di fermate di linee metropolitane (tra cui Villa S. Giovanni, Messina Centrale e Messina Marittima, Benevento, Caserta, Bari, Taranto, Lecce, Crotone, le stazioni della linea L2 della metropolitana di Napoli e la nuova fermata di S. Maria di Settimo - Montalto Uffugo) Riqualificazione funzionale, miglioramento dell'accessibilità e intermodalità di stazioni di dimensioni medio-grandi e con alti volumi di traffico: si tratta di interventi relativi a 30 stazioni di importanza strategica dal punto di vista trasportistico e/o turistico, descritte come stazioni del circuito Easy&Smart (tra cui Pescara, Potenza, Barletta, Lamezia Terme, Cosenza, Reggio Calabria Lido, Sapri, Oristano e Palermo Notarbartolo, Milazzo, Marsala e Siracusa)  

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22 mag 2021

VENEZIA | Mose: 538 mln di risparmi utilizzabili per completare sistema e per opere paesaggistiche

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I risparmi, pari a 538 milioni di euro, derivanti da minori oneri finanziari sui mutui contratti per la realizzazione del sistema Mose, potranno essere utilizzati per il completamento dell’opera e la sua messa in esercizio, per gli interventi paesaggistici e ambientali e per le attività di manutenzione, in attuazione di quanto stabilito dal decreto legge dello scorso agosto (dl n.104 del 2020 recante misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia). Il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili ha chiesto l’iscrizione all’ordine del giorno della prossima seduta del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (Cipess) della proposta di riprogrammazione delle risorse, ferma restando l’entità dello stanziamento complessivo già previsto.

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19 mag 2021

Dal Mims 115 milioni per la progettazione di opere prioritarie

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Il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili mette a disposizione di Comuni, Città Metropolitane e Autorità di sistema portuale una cifra pari a 107 milioni per la progettazione di opere, di contenuto strategico e rispettose dei criteri di sostenibilità ambientale, eligibili al finanziamento. Il Ministro Enrico Giovannini ha firmato il decreto che stabilisce per il triennio 2021-2023 la destinazione delle risorse e la loro ripartizione. Ai 107 milioni si aggiungono ulteriori 8 milioni provenienti da residui degli anni 2019 e 2020: fondi che non sono stati utilizzati e che ora vengono messi a disposizione delle amministrazioni in grado di progettare. Le risorse, nel complesso 115 milioni, sono destinate alla progettazione di fattibilità delle infrastrutture e degli insediamenti prioritari, alla project review delle infrastrutture già finanziate, alla redazione di progetti di fattibilità di piani urbani per la mobilità sostenibile, di piani strategici metropolitani e di progetti pilota relativi alla piattaforma nazionale a supporto delle funzioni dei mobility manager scolastici. Gli Enti beneficiari dei fondi sono 14 Città Metropolitane, 14 Comuni capoluogo di Città Metropolitane, 37 Comuni capoluogo di Regione o Provincia autonoma e Comuni con popolazione superiore ai 100.000 abitanti, i Comuni di Milano, Roma, Palermo, Piacenza, Livorno e Matera. Dal 15 giugno 2021 queste amministrazioni potranno accreditarsi sulla piattaforma informatica predisposta da Cassa Depositi e Prestiti Spa e accessibile dal sito web del Ministero per presentare la proposta di ammissione al finanziamento statale dei piani o dei progetti. Per le Autorità Portuali, anch’esse beneficiarie dei fondi per la progettazione, sarà emanato uno specifico provvedimento per il riparto delle risorse, sentita la conferenza di coordinamento delle Autorità portuali.

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07 mag 2021

Ecco le possibili soluzioni tecnologiche per l’attraversamento dello Stretto di Messina trasmessi dal MIMS alle Camere

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Il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, ha tramesso ai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati la relazione finale del Gruppo di lavoro tecnico avviato dal precedente esecutivo per valutare gli eventuali sviluppi del progetto del sistema di attraversamento stabile dello Stretto di Messina. Il documento analizza il contesto socio-economico e trasportistico, il contesto fisico e ambientale, il processo decisionale per la scelta delle infrastrutture di trasporto, le alternative progettuali e il sistema dei collegamenti alle reti stradali e ferroviarie, le valutazioni preliminari ed approfondimenti necessari per i sistemi di attraversamento stabile dello Stretto di Messina. Le possibili soluzioni tecnologiche per l’attraversamento dello Stretto. Le analisi socio-economiche e trasportistiche condotte confermano l’utilità di verificare la fattibilità tecnica ed economica di un collegamento stabile dello Stretto di Messina. L’evoluzione delle tecnologie e delle normative rende necessario rivedere il risultato del processo di scelta degli anni ’90 che ha portato a scartare alcune soluzioni. In particolare, l’avanzamento delle tecnologie e delle esperienze e competenze acquisite in campo nazionale e internazionale, relative alle piattaforme petrolifere in mare, ai tunnel sub alveo, alle fondazioni sottomarine su cassoni affondati suggeriscono di considerare, per l’opera di collegamento stabile, le seguenti soluzioni tecnologiche: tipologia aerea di ponte sospeso ad unica campata; tipologia aerea di ponte sospeso a più campate; tipologia in alveo di tunnel immerso (flottante, anche noto come “tunnel di Archimede”); tipologia subalvea;io dello Stretto di Messina. La localizzazione dell’opera di attraversamento, i raccordi alle reti multimodali di trasporto e i tempi di viaggio dello Stretto di Messina. Dagli studi condotti nel corso degli anni, nonché dalle considerazioni emerse durante le audizioni ai testimoni privilegiati, è emerso che le plausibili localizzazioni per un collegamento stabile dello Stretto di Messina ricadono prevalentemente all’interno di due macroaree: area di localizzazione 1, ovvero in quella zona prossima al tratto più stretto di separazione tra Sicilia ed il continente, tra Punta Pezzo (RC) e Ganzirri (ME; area di localizzazione 2, ovvero in quella zona più prossima ad un accesso diretto al centro di Messina, tra Concessa (RC) e Falcata (ME). La scelta della soluzione tecnologica e quindi della sua localizzazione è strettamente legata anche ai raccordi con le reti multimodali di trasporto a terra che a loro volta incidono sul tempo medio di attraversamento dello stretto e sull’accessibilità ai territori che ospitano l’opera. Tale elemento è particolarmente delicato soprattutto con riferimento all’infrastruttura ferroviaria in ragione dei vincoli di pendenza massima che sono richiesti dagli standard progettuali. La necessità di conservare la navigabilità dello Stretto comporta per tutte le soluzioni progettuali un dislivello tra il livello del mare e la quota del collegamento, dislivello che appare comunque significativamente maggiore per la soluzione sub-alveo in relazione alla profondità del fondale marino. Di seguito si riporta una possibile localizzazione ed i conseguenti raccordi stradali e ferroviari che ne deriverebbero per le quattro alternative progettuali descritte in precedenza. Per fare questo si è esplicitamente tenuto in conto della compatibilità con i vincoli per i tracciati ferroviari e stradali (es. pendenze e raggi e di curvatura) nonché del contenimento dei tempi di viaggio e dei costi (anche per le tracce ferroviarie). Il risultato di tale valutazione è descritto nelle successive immagini e va inteso come un primo esercizio qualitativo finalizzato solo a meglio comprendere le difficoltà di interconnessione delle diverse ipotesi di attraversamento stabile con le reti multimodali a terra, rinviando alle successive fasi progettuali il loro approfondimento tecnico. Inoltre, le ipotesi individuate non tengono conto degli aspetti tecnici, geologici, marini e di interferenza con il territorio e il paesaggio naturale che dovranno essere considerati nei successivi sviluppi progettuali, come vincoli o come elementi abilitanti e del paesaggio e che potranno influire nel confronto delle alternative progettuali. In base alle analisi preliminari condotte risulterebbe che il sistema di attraversamento stabile dello Stretto di Messina necessiti di una infrastruttura ferroviaria (stradale) di lunghezza compresa tra i 18 ed i 39 km (18 ed i 23 km) a seconda della soluzione tecnologica considerata (Figura1, Figura 2). La soluzione in alveo, pur avendo uno sviluppo complessivo più contenuto necessiterebbe di un tunnel senza interruzioni di lunghezza complessiva di oltre 15 km per entrambe le modalità di trasporto (ferroviaria/stradale), a fronte, ad esempio di un tunnel senza interruzioni di lunghezza complessiva di 3-12 km (stradale/ferroviaria) per la soluzione del ponte a più campate (Tabella 38) che, per contro, avrebbe uno sviluppo complessivo dell’infrastruttura di 18-26 km a seconda della modalità di trasporto. È da notare che per la soluzione del tunnel sub-alveo occorrerebbe realizzare l’infrastruttura complessiva più lunga (23-39 km a seconda della modalità di trasporto), ma anche le due gallerie modali senza interruzioni tra le più lunghe al mondo con i 21 km del tunnel stradale ed i 45 km del tunnel ferroviario (ad oggi il tunnel stradale di Lærdal in Norvegia lungo circa 25 km e la galleria ferroviaria di base del San Gottardo lunga 57 km sono i due tunnel modali più lunghi mai realizzati).   ee A partire delle ipotesi di localizzazione e di raccordo alle reti multimodali descritte sono stati stimati i tempi medi di viaggio per le differenti alternative progettuali confrontandoli con quelli minimi oggi disponibili per le relazioni Messina-Villa S. Giovanni e Messina Reggio Calabria. Con riferimento agli spostamenti ferroviari (stazione-stazione), si stima si possano ridurre i tempi di viaggio complessivi di oltre il 50% a vantaggio degli spostamenti ferroviari di TPL locali e di quelli di media e lunga percorrenza. Con riferimento agli spostamenti stradali di persone (da centro città a centro città), si stima si possano ridurre di circa il 70% sia i tempi che i costi di viaggio complessivi con benefici per l’economia del territorio. Nelle more dell’approvazione del decreto attuativo riguardante i contenuti del Progetto di Fattibilità tecnica ed economica, anche al fine di approfondire tutte le questioni tecnico-funzionali evidenziate e discusse circa le diverse alternative progettuali per un collegamento stabile dello Stretto di Messina, il GdL ha ritenuto di definire i contenuti e le analisi che andranno previste nella prima fase del Progetto di Fattibilità, anche in coerenza con quanto previsto nel regolamento sullo svolgimento del dibattito pubblico (DPCM n. 76/2018), e che dovrebbero comprendere l’analisi: a) del quadro normativo di riferimento nazionale e comunitario in materia di pianificazione, programmazione e progettazione di opere pubbliche (es. appalti pubblici, programmazione nazionale e comunitaria; progettazione di tunnel, gallerie, ponti e viadotti; dibattito pubblico); b) di esperienze e buone pratiche internazionali; c) del contesto socio-economico attuale e tendenziale per l’area di interesse; d) dei documenti, studi, indagini e progetti disponibili per l’area di interesse; e) dello stato attuale e delle criticità trasportistiche dell'attraversamento dello Stretto di Messina (scenario attuale e di riferimento); f) delle preferenze rivelate e dichiarate dei futuri utenti di breve lunga percorrenza relative alle modalità di attraversamento (statico e dinamico) e della relativa disponibilità a pagare per le diverse componenti della domanda potenziale di trasporto; g) di scenari di sviluppo, tendenziale e non, della domanda di mobilità multimodale passeggeri e merci in diverse ipotesi di crescita economica dell’Italia e delle regioni del Mezzogiorno, nonché dell’area euro mediterranea; h) delle proposte progettuali sviluppate nel tempo; i) delle soluzioni progettuali tecnicamente plausibili (previa esecuzione delle indagini e dei rilievi necessari) per le due tipologie di ponte (campata unica e campata multipla) per l’attraversamento stabile dello Stretto di Messina e dei relativi raccordi con le reti terrestri di lunga percorrenza (es. autostrade e ferrovie) e delle due città metropolitane di Messina e Reggio Calabria; j) delle tipologie di traffico da soddisfare con il collegamento stabile e dimensionamento di massima della soluzione tipologica; k) degli indicatori di prestazioni per il confronto delle soluzioni progettuali negli scenari significativi, tra cui resilienza e rischio sismico; l) Della risposta dell’impalcato al vento turbolento, mediante studi aerodinamici e aeroelastici; l) dell’incertezza e del rischio relativi ai tempi e ai costi di costruzione e gestione; m) della plausibilità tecnica e dell’agibilità continua del collegamento, della flessibilità della localizzazione dell’opera di collegamento, dell’estensione totale delle opere all’aperto e in galleria; n) degli impatti ambientali e di sicurezza, sia in fase di costruzione che di esercizio dell’opera, degli impatti trasportistici (risparmi di tempi e costi) per viaggiatori e merci e modalità di trasporto, degli impatti sociali (es. welfare; equità) e degli altri impatti rilevanti (es. geotecnici, idraulici a terra e mare); o) degli impatti sullo sviluppo economico delle regioni interessate e del Paese; p) dei tempi di progettazione, realizzazione, apertura all’esercizio, vita utile; q) dei costi di realizzazione e dei costi di gestione dell’opera e delle possibili modalità di copertura; r) delle ipotesi sulla gestione complessiva del sistema di attraversamento, della struttura tariffaria e della previsione dei ricavi da traffico; s) dei costi-benefici e dell’analisi multicriteriale per il confronto delle soluzioni alternative secondo le Linee Guida previste per la valutazione degli investimenti in opere pubbliche (DM 13 giugno 2017, n. 300). 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06 mag 2021

G7 Trasporti: rilanciare i collegamenti internazionali in piena sicurezza per operatori e utenti

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Il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini intervenendo alla Ministeriale G7 Trasporti questo pomeriggio ha auspicato un rilancio progressivo degli spostamenti internazionali e sottolineato l’importanza delle campagne vaccinali, delle connessioni covid tested e la condivisione delle buone pratiche a livello multilaterale per garantire la sicurezza dei passeggeri e del personale di bordo su ogni mezzo di trasporto. “I voli covid tested fino ad ora sperimentati – ha detto il Ministro – hanno aumentato la sicurezza e la fiducia dei viaggiatori. Ora questo modello va esteso anche ad altri mezzi di trasporto, come abbiamo fatto in Italia inaugurando di recente il primo treno ad alta velocità covid tested nella tratta Roma-Milano. Occorre inoltre lavorare sulle certificazioni digitali per facilitare gli spostamenti. Il lavoro in Europa sul Digital Green Certificate sarà basato su evidenze scientifiche e assicurerà misure di sicurezza standard e condivise, nel rispetto della privacy”.  Il Ministro ha ricordato il ruolo essenziale dei lavoratori e delle aziende dei trasporti e della logistica al fine di assicurare la resilienza e la ripresa del sistema economico internazionale. “L’importanza della vaccinazione per gli equipaggi e per gli operatori così come una comunicazione efficace verso gli utenti è fondamentale”, ha rimarcato il Ministro. “L’inclusione e la solidarietà sono principi che dovranno caratterizzare l’approccio del G7. Nessun Paese o area geografica – ha concluso Giovannini – dovrà essere lasciata indietro nella lotta contro la pandemia che deve continuare a richiedere uno sforzo comune a livello globale”. I Ministri del G7 hanno condiviso l’opportunità di conservare uno stretto coordinamento al fine di sostenere la ripresa in sicurezza dei viaggi e dei collegamenti internazionali anche in vista della stagione estiva e dell’avanzamento delle campagne vaccinali. In tale ottica si impegnano a lavorare in modo costruttivo per facilitare soluzioni condivise e coerenti nei principali fori internazionali di riferimento, tra cui l’Organizzazione Internazionale Marittima (IMO), l’Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile (ICAO) e l’OCSE. Infine, ricordando come la crisi pandemica stia cambiando le abitudini di viaggio, il Ministro ha suggerito di avviare un monitoraggio sul cambiamento delle preferenze degli utenti e dell’impatto del settore trasporti nel perseguimento degli obiettivi di abbattimento delle emissioni di CO2.​

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30 apr 2021

Pnrr: al Mims 62 miliardi di euro per mobilità, infrastrutture e logistica sostenibili, il 56% al Sud

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Ammontano a complessivi 62 miliardi di euro gli interventi sulle infrastrutture, sulla mobilità e sulla logistica sostenibili contenuti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) approvato dal Consiglio dei Ministri.  Una cifra che fa emergere il ruolo centrale del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (Mims) nell’attuazione di progetti determinanti per il rilancio del Paese, basato sulla sostenibilità economica, sociale e ambientale. Rispetto alle risorse previste a legislazione vigente per gli investimenti di competenza del Mims, il Pnrr aggiunge 47 miliardi di euro. Inoltre, nella versione definitiva del Piano le risorse per infrastrutture, mobilità e logistica sono aumentate di 14 miliardi rispetto alla bozza approvata dal precedente esecutivo il 12 gennaio scorso. I progetti del Ministero si finanziano per 41 miliardi con le risorse europee del programma Next Generation Eu (40,7 miliardi) e con quelle del React Eu (313 milioni), cui si aggiungono risorse nazionali per quasi 21 miliardi di euro, di cui 10,6 miliardi dal Fondo complementare e 10,3 miliardi dallo scostamento di bilancio. I fondi nazionali perseguono i medesimi obiettivi di quelli europei, ma in alcuni casi finanziano progetti relativi a un orizzonte temporale più lungo rispetto al termine del 2026 imposto dal Pnrr, come il completamento dell’Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria. Il 56% delle risorse (34,7 miliardi di euro) è destinata a interventi nel Mezzogiorno, segno della volontà del Governo di avviare concretamente politiche per il superamento dei divari tra le diverse aree del Paese. I progetti di competenza del Ministero riguardano: l’estensione dell’alta velocità ferroviaria e il potenziamento delle reti regionali; il rinnovo dei treni, degli autobus e delle navi per la riduzione delle emissioni; gli investimenti per lo sviluppo dei porti, della logistica e dei trasporti marittimi; gli interventi di digitalizzazione per la sicurezza di strade e autostrade; la transizione ecologica della logistica; lo sviluppo della mobilità ciclistica e delle strade provinciali per migliorare la viabilità delle aree interne; la qualità dell’abitare e le infrastrutture sociali; la tutela e la valorizzazione delle risorse idriche. Alcuni progetti verranno realizzati in collaborazione con altri Ministeri (Transizione ecologica, Transizione digitale, Cultura, Giustizia, Dipartimento per il Sud e la Coesione territoriale). Infatti, quattro delle sei ‘missioni’ che compongono il Pnrr prevedono interventi di competenza del Mims: digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura (493 milioni di euro); rivoluzione verde e transizione ecologica (15,8 miliardi); infrastrutture per una mobilità sostenibile (41,8 miliardi); inclusione e coesione sociale (3,9 miliardi). Accanto agli investimenti, sono previste importanti riforme di carattere ordinamentale, necessarie per accelerare la realizzazione delle opere del Pnrr e di altri interventi infrastrutturali, a migliorare la concorrenza e l’efficienza del sistema economico. “Si tratta di un piano di proporzioni storiche per il nostro Paese, ma anche fortemente innovativo dal punto di vista qualitativo, che mette il benessere delle persone, la competitività delle imprese e il rispetto dell’ambiente al centro di un nuovo modo di concepire le infrastrutture e i sistemi di mobilità, nel segno della riduzione delle disuguaglianze tra Nord e Sud e della sostenibilità”, ha dichiarato il Ministro Enrico Giovannini, esprimendo la propria soddisfazione sia per la struttura complessiva del Pnrr, sia per il fatto che il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili si trova al centro di questo programma di riforma con la gestione di una parte molto consistente degli investimenti previsti. “Gli oltre 60 miliardi di investimenti che il Mims dovrà realizzare rappresentano una sfida e un’opportunità senza precedenti che cambierà il funzionamento del nostro Paese. L’alta velocità nel Mezzogiorno, il potenziamento e la trasformazione in senso ecologico dei trasporti pubblici regionali e locali, la mobilità sostenibile urbana ed extraurbana, il miglioramento della qualità delle abitazioni e la riqualificazione delle città, l’ammodernamento dei porti e delle flotte sono parte di una visione sistemica del futuro dell’Italia in linea con gli indirizzi europei, con i principi dell’Agenda 2030 dell’Onu e del Green Deal. Agli investimenti si affiancano poi riforme per l’accelerazione dei tempi di esecuzione delle infrastrutture e per migliorare l’efficienza del nostro sistema economico, condizioni queste indispensabili per rilanciare il Paese e renderlo più resiliente a futuri shock”. Per assicurare una tempestiva attuazione del Piano, il Ministro Giovannini ha istituito all’interno del Dicastero un Comitato Pnrr incaricato di seguire ogni fase di realizzazione dei progetti e di valutarne gli effetti in termini occupazionali (in particolare per giovani e donne), di riduzione delle disuguaglianze socioeconomiche e di impatto sull’ambiente, in linea con le indicazioni europee. Nello spirito del partenariato sociale, è stata poi istituita la “Consulta per le politiche delle infrastrutture e della mobilità sostenibili”, composta da numerose organizzazioni sindacali e imprenditoriali, associazioni ambientaliste e reti della società civile, con il compito di accompagnare l’attuazione del Piano fornendo indicazioni, suggerimenti e proposte. “Grazie all’adozione del decreto-legge relativo al fondo complementare”, sottolinea Giovannini, “sarà possibile cominciare ad impiegare le risorse nazionali già nei prossimi mesi, stimolando così la ripresa economica e occupazionale, che nei settori delle costruzioni e dei trasporti è già in atto, come mostrano gli ultimi dati Istat. Peraltro, questi interventi si affiancheranno a quelli derivanti dal commissariamento delle opere bloccate da anni deciso due settimane fa e dall’assegnazione agli enti territoriali dei fondi per la manutenzione delle strade provinciali e il potenziamento del trasporto pubblico locale, a conferma dell’impegno del Governo in questi primi due mesi di lavoro per la ripartenza dell’Italia”. I principali interventi Essenziale per favorire la transizione ecologica è la “cura del ferro” per agevolare lo shift modale: si stima un abbattimento di 2,3 milioni di tonnellate annue di emissioni di CO2. In particolare, saranno realizzati 700 chilometri di ferrovia tra sviluppo dell’alta velocità e linee regionali, 216 chilometri di nuove linee tranviarie, metropolitane e di filobus, oltre all’acquisto di nuovi treni. Per migliorare la sostenibilità ambientale, inoltre, saranno acquistati 3.200 autobus elettrici e a idrogeno per le aree urbane e 2.000 autobus a metano per il trasporto extraurbano, sarà potenziata la sperimentazione dell’idrogeno per le ferrovie non elettrificate (in Val Camonica e al Sud) e saranno realizzati 1.800 chilometri di ciclovie turistiche e urbane. Estensione dell’alta velocità ferroviaria e potenziamento delle reti regionali - Per lo sviluppo delle linee ferroviarie ad alta velocità/alta capacità sono previsti investimenti per 25 miliardi, mentre 5,45 miliardi sono destinati al potenziamento delle reti regionali e l’elettrificazione, con una particolare attenzione al Mezzogiorno, e al miglioramento dei collegamenti ferroviari con porti e aeroporti. Per il programma di potenziamento dei nodi ferroviari nelle aree urbane sono previsti circa 3 miliardi, mentre 700 milioni serviranno per la riqualificazione di 30 stazioni strategiche dal punto di vista trasportistico e turistico. Nell’alta velocità/alta capacità ferroviaria gli interventi di maggior rilievo riguardano la realizzazione dei principali lotti funzionali della linea Salerno-Reggio Calabria (11,2 miliardi),  il completamento della Napoli-Bari (1,4 mld), ulteriori lotti funzionali della Palermo-Catania-Messina (1,4 mld). Per la Brescia-Padova sono previsti l’attraversamento di Vicenza e la progettazione definitiva del lotto da Vicenza a Padova (4,6 mld). Sulla linea Liguria-Alpi gli interventi riguardano il completamento del Terzo Valico dei Giovi (4,0 mld) e sulla Verona-Brennero è previsto in particolare l’attraversamento di Trento (0,9 mld). Le opere permetteranno di ridurre i tempi di percorrenza, soprattutto nelle tratte del Sud, di aumentare il traffico merci su rotaia e migliorare le connessioni con i porti, agevolare il collegamento delle linee del Nord con il resto dell’Europa. Una volta completata la linea ad alta velocità, il tempo di percorrenza tra Roma e Reggio-Calabria si ridurrà di circa un’ora, da 5 a 4 ore, adeguandosi al tempo necessario per spostarsi in treno da Roma a Torino, tratta di pari lunghezza. Interventi di velocizzazione ed efficientamento interesseranno le cosiddette ‘connessioni diagonali’, come la Roma-Pescara (0,6 mld), la Orte-Falconara (0,5 mld), la Taranto-Metaponto-Potenza-Battipaglia (0,4 mld). Tra gli interventi di potenziamento delle ferrovie regionali figurano investimenti sulle linee Roma-Venafro-Campobasso-Termoli e Sibari-Catanzaro lido-Reggio Calabria (Ionica). Saranno poi effettuati interventi sul nodo di Catania, sarà elettrificata la Barletta-Canosa. La linea Codogno-Cremona-Mantova sarà raddoppiata, così come la Albairate-Abbiategrasso. Ulteriori investimenti riguarderanno il collegamento con il porto di Augusta e per i collegamenti ferroviari con gli aeroporti di Olbia e Brindisi. Gli investimenti previsti nella mobilità su ferro prevedono anche la realizzazione del programma ‘Percorsi nella storia’, con interventi nelle ferrovie storiche nazionali e il treno verde della Sardegna. Rinnovo dei treni, degli autobus, delle navi per riduzione delle emissioni - Risorse pari a 8,4 miliardi sono destinate al trasporto locale ‘green’ e al trasporto rapido di massa. Rientrano in questo ambito il rinnovo del parco autobus (con l’acquisto di mezzi per rendere full electric le città di Milano, Roma, Napoli) e dei treni per il trasporto pubblico locale e degli Intercity al Sud, il rinnovo di materiale rotabile per il trasporto delle merci e l’acquisto di nuove navi ‘ecologiche’ anche da destinare ad un collegamento più veloce e sostenibile nello Stretto di Messina. Investimenti per lo sviluppo dei porti, della logistica e dei trasporti marittimi – Sono previsti oltre 3,8 miliardi per interventi per l’ammodernamento e il potenziamento dei porti, la realizzazione del Piano nazionale del Cold ironing, che permette alle navi di sostare al porto eliminando le emissioni inquinanti, le infrastrutture per le Zone Economiche Speciali  (Zes) e per agevolare l’intermodalità con la realizzazione dell’ultimo miglio ferroviario nei porti di Venezia, Ancona, Civitavecchia, Napoli, Salerno. Interventi di digitalizzazione – Gli investimenti ammontano a 4,8 miliardi in diversi settori, tra cui quello della logistica e del trasporto pubblico locale per favorire lo sviluppo del modello Mobility as a service e l’uso integrato delle diverse modalità. Sono previsti interventi per la messa in sicurezza e il monitoraggio delle autostrade A24 e A25 e di ponti e viadotti e gallerie stradali e autostradali attraverso l’impiego di tecnologie di ultima generazione. Un importante investimento è quello relativo allo sviluppo del sistema europeo di gestione del trasporto ferroviario (Ertms), con l’introduzione di tecnologia per l’aumento della sicurezza, della velocità e della capacità delle infrastrutture. Importanti innovazioni riguarderanno anche i sistemi di controllo del traffico aereo per ottimizzare l’uso delle piste evitando ulteriore consumo di suolo. Transizione ecologica della logistica – Gli interventi per circa 1,4 miliardi riguardano, tra l’altro, le colonnine per le ricariche elettriche, la sperimentazione del trasporto ferroviario a idrogeno in Val Camonica, nel Salento e in altre reti, lo sviluppo della smart mobility. Sviluppo della mobilità ciclistica - Per questo insieme di interventi sono previste risorse per quasi 1 miliardo di euro, in particolare per la realizzazione delle piste ciclabili urbane e turistiche e per connettere le strade provinciali con le principali direttrici di trasporto. Qualità dell’abitare e le infrastrutture sociali – Gli interventi di competenza del Mims sono pari a oltre 5,2 miliardi. Si tratta di risorse indirizzate a progetti per la rigenerazione urbana e l’housing sociale. In particolare, sono previsti investimenti per il programma innovativo “Qualità dell’abitare” (2,8 miliardi) per l’efficientamento delle cittadelle giudiziarie, per la riqualificazione dell’edilizia penitenziaria e il miglioramento degli spazi nelle strutture minorili di riabilitazione. Tutela e valorizzazione delle risorse idriche - Sono previsti investimenti per complessivi 3,2 miliardi. Si tratta di interventi sulle infrastrutture idriche primarie (2 miliardi per dighe, invasi e acquedotti) e sulle reti di distribuzione (1,2 miliardi per eliminare dispersioni e sprechi). QUI trovi i dettagli degli interventi 

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23 apr 2021

Alle Regioni oltre 169 milioni di euro per i treni del trasporto pubblico locale

di mobilita

Oltre 169,4 milioni di euro alle Regioni per l’acquisto di materiale rotabile da destinare al trasporto pubblico locale o per l’acquisto di ricambi o attrezzature di riqualificazione dei treni già in dotazione. Le risorse, previste in precedenti leggi di bilancio(1), sono state ripartite con un decreto firmato dal Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, e riguardano le annualità dal 2021 al 2033. Nella ripartizione dei fondi si è tenuto conto sia di indicatori di natura demografica che dell’offerta di servizi di trasporto (ad esempio, quantità di passeggeri trasportati, quantità annuale di treno/km). Complessivamente, alle Regioni del Sud è stata assicurata la quota del 34% prevista per legge per gli investimenti pubblici. Di seguito il prospetto di riparto delle risorse tra le regioni: ABRUZZO 2,314% €           3.922.402,98 BASILICATA 1,252%   €           2.121.707,82 CALABRIA 2,862% €           4.850.967,18 CAMPANIA 12,770%   €         21.642.043,77 EMILIA R. 5,938% €         10.063.719,66 FRIULI V.G. 1,534%   €           2.598.941,50 LAZIO 11,342% €         19.222.584,62 LIGURIA 4,670%   €           7.914.072,45 LOMBARDIA 17,834% €         30.224.421,25 MARCHE 1,952%   €           3.308.271,67 MOLISE 0,923% €           1.564.919,10 PIEMONTE 6,405%   €         10.854.844,10 PUGLIA 7,295% €         12.362.836,43 SARDEGNA 2,067%   €           3.502.640,06 SICILIA 4,483% €           7.597.834,78 TOSCANA 7,738%   €         13.113.401,19 UMBRIA 1,783% €           3.021.910,53 V. AOSTA 0,770%   €           1.305.646,64 VENETO 6,067% €         10.281.183,27 100,000% €          169.474.349,00 Quanto al trasporto pubblico locale marittimo e lagunare, sono state avviate le attività per l’attuazione della Convenzione tra il Ministero e la Regione Veneto del 6 novembre 2020, finalizzata all’ammodernamento dei mezzi, anche per renderli ambientalmente sostenibili e in linea con i limiti per le emissioni previsti dalle disposizioni europee. La Convenzione prevede un finanziamento di oltre 131,3 milioni per un periodo di 10 anni destinato all’acquisto di 62 unità navali di diversa tipologia, alla ristrutturazione (refitting) di 37 navi traghetto e motobattelli, all’acquisto e/o ristrutturazione di pontoni mobili galleggianti. (1) Le risorse riguardano le annualità dal 2021 al 2033 e sono state così ripartite: per € 80 Mln, sulle annualità dal 2021 al 2030, sul Fondo istituito dall’ art. 1, comma 866 della Legge 28 dicembre 2015 e rifinanziato con Legge 30 dicembre 2020, n. 178; per € 89,47 Mln , sulle annualità dal 2026 al 2033, sul Fondo Investimenti 2019 finanziato con Legge 30 dicembre 2018, n. 145, articolo 1, comma 95.

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16 apr 2021

Nominati i Commissari per lo sblocco di 57 opere pubbliche per un investimento stimato di circa 83 mld

di mobilita

Ventinove Commissari straordinari sono stati nominati per gestire 57 opere pubbliche da tempo bloccate a causa di ritardi legati alle fasi progettuali ed esecutive e alla complessità delle procedure amministrative. Si tratta di 16 infrastrutture ferroviarie, 14 stradali, 12 caserme per la pubblica sicurezza, 11 opere idriche, 3 infrastrutture portuali e una metropolitana, per un valore complessivo di 82,7 miliardi di euro (21,6 miliardi al Nord, 24,8 miliardi al Centro e 36,3 miliardi al Sud) finanziate, a legislazione vigente, per circa 33 miliardi di euro. Il finanziamento sarà completato con ulteriori risorse nazionali ed europee, compreso il Next Generation EU[1]. Con i Dpcm firmati dal Presidente del Consiglio dei Ministri, a seguito del parere positivo espresso dalle commissioni competenti di Camera e Senato, parte ufficialmente l’iter previsto dal decreto-legge n.76 di luglio 2020, anche se diversi Commissari hanno già avviato le attività. In questo modo sarà possibile accorciare i tempi di realizzazione di importanti interventi infrastrutturali attesi da anni in diverse aree del Paese, soprattutto nel Mezzogiorno. I Commissari sono figure di alta professionalità tecnico-amministrativa, immediatamente operative, scelte per assicurare la migliore interlocuzione con le stazioni appaltanti di ANAS e RFI e con le varie amministrazioni pubbliche coinvolte. Solo in un caso, come previsto da una delibera Cipe, è stato nominato commissario straordinario il Presidente della Regione Siciliana. “E’ un passo importante per il rilancio delle opere pubbliche in Italia. Si tratta di infrastrutture attese da tempo da cittadini e imprese, in gran parte già finanziate”, commenta il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini. “L’attuazione delle opere commissariate determinerà anche importanti ricadute economiche e occupazionali. Considerato che una parte significativa delle opere è localizzata al Sud, ci aspettiamo impatti positivi in termini di riduzione del gap infrastrutturale tra i territori del nostro Paese. In due mesi abbiamo completato un processo che era fermo da tempo, ma ora occorre procedere velocemente all’attuazione dei cronoprogrammi e a tal fine intendo incontrare al più presto i commissari. Il Ministero monitorerà trimestralmente la realizzazione delle diverse fasi, così da rimuovere tempestivamente eventuali ostacoli”. Per quanto riguarda le tipologie di interventi soggetti a commissariamento, le infrastrutture ferroviarie hanno un valore di 60,8 miliardi, quelle stradali 10,9 miliardi, i presidi di pubblica sicurezza 528 milioni, le opere idriche 2,8 miliardi, le infrastrutture portuali 1,7 miliardi, la metropolitana 5,9 miliardi. Per accelerare la realizzazione di tali interventi, a dicembre 2020 è stato firmato con le organizzazioni sindacali un Protocollo d’intesa che prevede l’ottimizzazione dei turni di lavoro su 24 ore. Diverso è lo stato di attuazione delle infrastrutture. Per alcune opere il commissariamento consentirà di avviare la progettazione, per altre l’avvio in tempi rapidi dei cantieri. Sulla base dei cronoprogrammi disponibili, nel corso del 2021 si prevede l’apertura di 20 cantieri, cui se ne aggiungeranno 50 nel 2022 e ulteriori 37 nel 2023. La realizzazione delle opere commissariate avrà una ricaduta significativa sui livelli occupazionali: secondo una valutazione condotta da RFI e Anas, l’impatto occupazionale delle sole opere ferroviarie e stradali è valutabile in oltre 68.000 unità di lavoro medie annue nei prossimi dieci anni, con un profilo crescente fino al 2025, anno in cui si stima un impatto diretto sull’occupazione di oltre 100.000 unità di lavoro. Quelle che vengono “sbloccate” sono opere caratterizzate da un elevato grado di complessità progettuale, da una particolare difficoltà esecutiva o attuativa, da complessità delle procedure tecnico-amministrative ovvero che comportano un rilevante impatto sul tessuto socioeconomico a livello nazionale, regionale o locale. Alcune delle opere erano in parte già pianificate nel documento “Italia veloce”, allegato al Documento di Economia e Finanza 2020 e trovano corrispondenza anche nella proposta del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Tra le opere ferroviarie principali oggetto del commissariamento si segnalano: le linee AV/AC Brescia-Verona-Padova, Napoli-Bari, Palermo-Catania-Messina; il potenziamento delle linee Orte-Falconara e Roma-Pescara; la chiusura dell’anello ferroviario di Roma; il potenziamento con caratteristiche di AV della direttrice Taranto-Metaponto-Potenza-Battipaglia. Tra le opere stradali principali rientrano: la SS Ionica 106; la E 78 Grosseto-Fano; la SS 4 Salaria e la SS 20 del Colle di Tenda; la SS 16 Adriatica; la SS 89 Garganica. I presidi di pubblica sicurezza verranno realizzati a Palermo, Catania, Reggio Calabria, Crotone, Napoli, Bologna, Genova e Milano. Gli altri interventi riguardano l’Acquedotto del Peschiera e numerose dighe in Sardegna, i porti di Genova, Livorno e Palermo. “Come annunciato in Parlamento – aggiunge il Ministro Giovannini – proporrò nelle prossime settimane una nuova lista di opere da commissariare, ma bisogna ricordare che il commissariamento è un atto straordinario. Per questo, abbiamo elaborato una serie di interventi normativi e procedurali volti a ridefinire le regole esistenti per la realizzazione delle infrastrutture, a partire da quelle previste nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. La Commissione che abbiamo istituito alcune settimane fa con Il Ministro Brunetta ha completato i suoi lavori e le numerose proposte formulate per rendere più veloci i percorsi di tutte le opere pubbliche sono ora al vaglio dei competenti uffici”. I Commissari straordinari, cui spetta ogni decisione per l'avvio o per la prosecuzione dei lavori, provvedono all'eventuale rielaborazione e approvazione dei progetti non ancora appaltati, insieme ai Provveditorati interregionali alle opere pubbliche e mediante specifici protocolli per l'applicazione delle migliori pratiche. È previsto che l'approvazione dei progetti da parte dei Commissari, d'intesa con i Presidenti delle regioni territorialmente competenti, sostituisca a effetto di legge ogni autorizzazione, parere, visto e nulla osta occorrenti per l'avvio o la prosecuzione dei lavori, salvo che per quelli relativi alla tutela ambientale e dei beni culturali e paesaggistici, per i quali è definita una specifica disciplina. Per l'esecuzione degli interventi, i Commissari straordinari possono assumere direttamente le funzioni di stazione appaltante e operano in deroga alle disposizioni di legge in materia di contratti pubblici, fatto salvo il rispetto di una serie di principi e di disposizioni, tra cui quelli relativi all’aggiudicazione e l’esecuzione di appalti e concessioni, alla sostenibilità energetica e ambientale, al conflitto di interesse. Inoltre, un ulteriore limite è quello relativo alle disposizioni del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione e del subappalto. Per le e opere ferroviarie sono previsti investimenti di 60,8 €Mld, al sud di 28,6 €Mld Linea AV/AC Brescia-Verona-Padova Potenziamento linea Venezia-Trieste Raddoppio Genova-Ventimiglia Potenziamento Orte-Falconara Linea Roma-Pescara Potenziamento linea Fortezza-Verona Linea Ferrandina-Matera La Martella • Potenziamento tecnologico e interventi infrastrutturali linea Salerno-Reggio Calabria Chiusura anello ferroviario di Roma Potenziamento con caratteristiche di AV della direttrice TarantoMetaponto-Potenza-Battipaglia Raddoppio Codogno-Cremona-Mantova Completamento raddoppio Pontremolese Realizzazione delle opere relative alla tratta AV/AC Napoli-Bari Completamento raddoppio Pescara-Bari Realizzazione asse AV/AC Palermo-Catania-Messina Linea Trapani via Milo Qui troverete la lista completa delle opere commissariate

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02 apr 2021

Av/Ac Salerno-Reggio Calabria: il progetto inviato alle Commissioni parlamentari

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Come annunciato nel corso delle recenti audizioni svoltesi presso la Commissione Lavori Pubblici del Senato e la Commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei deputati, il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, ha inviato oggi ai Presidenti della Commissioni il progetto di fattibilità tecnico-economica per il potenziamento con caratteristiche di alta velocità/alta capacità (AV/AC) della direttrice ferroviaria Salerno-Reggio Calabria realizzato da Rete Ferroviaria Italiana Spa. Come sottolineato dal Ministro nella lettera di trasmissione, “si tratta di un intervento di importanza strategica per il Governo, già previsto nell’Allegato al DEF 2020 ‘Italia Veloce’, approvato dal Consiglio dei Ministri il 6 luglio 2020, e inserito come opera prioritaria per il Mezzogiorno e l’intero Paese nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”. “I primi risultati della progettazione – scrive il Ministro - assumono un evidente significato storico per un’opera che contribuirà sensibilmente a ridurre il gap infrastrutturale del Mezzogiorno, promuovendo una nuova stagione di sviluppo omogeneo del Paese”. Il Ministro Giovannini segnala anche l’intenzione di “sottoporre il progetto al dibattito pubblico, con le modalità previste dalle vigenti disposizioni, al fine di garantire un ampio coinvolgimento dei cittadini e delle rappresentanze dei territori interessati.  Al tempo stesso, proporrò al Governo e al Parlamento di individuare tempestivamente le risorse necessarie, oltre a quelle già proposte nell’ambito del PNRR”. Ti potrebbe interessare: CALABRIA | Presentato il nuovo progetto dell’ AV di rete della Salerno-Reggio Calabria

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12 mar 2021

Mims: dal Parlamento via libera al commissariamento di 58 opere per un valore di 66 miliardi di euro

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Il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, accoglie "con soddisfazione" i pareri della Commissione Lavori Pubblici del Senato, delle Commissioni Ambiente e Trasporti della Camera sullo schema di decreto del Presidente del Consiglio (Dpcm) relativo agli interventi infrastrutturali sottoposti a commissariamento. La settimana scorsa, durante un’audizione difronte alle medesime Commissioni, il Ministro aveva ricordato alle Commissioni la necessità di procedere rapidamente all’adozione dei decreti. "Ora è possibile accelerare la realizzazione di 58 opere importanti per lo sviluppo del nostro Paese, attese da molto tempo da cittadini e imprese”, commenta il Ministro Giovannini. “Procederemo subito con il perfezionamento dell’iter del Dpcm affinché i commissari possano avviare il proprio lavoro. Ne beneficerà tutto il Paese - afferma il Ministro – e in particolare il Mezzogiorno, dove è prevista la quota maggiore di investimento. L’avvio delle attività fornirà anche uno stimolo all’occupazione e alla ripresa economica, consentendo uno spostamento del traffico a favore del trasporto ferroviario, in linea con l’obiettivo di uno sviluppo più sostenibile sul piano ambientale, una migliore tutela delle risorse idriche, minacciate dalla crisi climatica, il rafforzamento dei nostri porti e il miglioramento dei servizi di pubblica sicurezza. Sarà richiesto un impegno straordinario dei commissari, delle imprese e, in particolare, di chi lavorerà nei cantieri”. A questo proposito, il Ministro richiama il protocollo sottoscritto con le parti sociali a dicembre 2020 che, in conformità con le norme del contratto nazionale, ottimizza i turni di lavoro, anche in squadre operanti sulle 24 ore e 7 giorni su 7, per rendere più veloci i cantieri delle infrastrutture commissariate e per favorire l’aumento di occupazione in condizioni di piena sicurezza. Nel complesso le opere soggette al commissariamento sono: 14 infrastrutture stradali, 16 infrastrutture ferroviarie, una metropolitana (la metro linea C di Roma), 12 infrastrutture idriche, 3 infrastrutture portuali, 12 infrastrutture per presidi di pubblica sicurezza. Le 58 opere hanno finanziamenti già disponibili pari a circa 40 miliardi di euro, a fronte di un costo complessivo di 66,1 miliardi. Di questi, 26,9 miliardi sono destinati a infrastrutture localizzate al Sud, 21,6 miliardi per interventi situati al Nord e 17,6 miliardi sono indirizzati a opere nel Centro Italia.  46 miliardi di euro sono destinati alla realizzazione di opere ferroviarie, 10,8 a infrastrutture stradali, 5,8 miliardi per il trasporto rapido di massa, 1,7 miliardi per le infrastrutture portuali, 1,2 miliardi per le opere idriche e 538 milioni per presidi di pubblica sicurezza. I criteri utilizzati per l'individuazione delle opere da realizzare con il commissariamento tengono conto della complessità progettuale o esecutiva, ma anche del loro impatto sul tessuto socioeconomico a livello nazionale, regionale e locale. Le infrastrutture da commissariare, previste nel Dpcm, sono in gran parte contenute nel documento di pianificazione strategica 'Italia Veloce', allegato al Documento di Economia e Finanza 2020, che ha definito un quadro di interventi strategici e prioritari per lo sviluppo del Paese.  Alcune di queste opere sono anche inserite nella proposta del Piano nazionale di ripresa e resilienza. “Si tratta solo di un primo passo”, aggiunge il Ministro. “In tempi brevi, dopo che avremo definito con il Parlamento e la Conferenza dei Presidenti delle Regioni i criteri generali per individuare le opere tenendo conto anche di quanto osservato nelle valutazioni espresse oggi dal Parlamento e dalla Conferenza, presenteremo una seconda lista di interventi per cui nominare dei commissari. Ma va ricordato che il ricorso al commissariamento non deve essere la prassi. È necessario, quindi, procedere in parallelo per semplificare procedure e adempimenti ordinari e rafforzare la Pubblica amministrazione inserendo personale con specifiche competenze tecniche e nei settori dell'innovazione e della digitalizzazione". Tra le opere ferroviarie, inserite nel Dpcm che ha ricevuto il parere favorevole delle Commissioni parlamentari, sono incluse: la tratta ad alta velocità/alta capacità Brescia-Verona-Padova, il potenziamento della linea Venezia-Trieste, il potenziamento con caratteristiche di alta velocità della direttrice Salerno-Reggio Calabria e della direttrice Taranto-Metaponto-Potenza-Battipaglia, la realizzazione dell'asse ad alta velocità/alta capacità Palermo-Catania-Messina, il ripristino della linea Palermo-Trapani (via Milo), la chiusura dell'anello ferroviario di Roma, il completamento del raddoppio dell'asse ferroviario pontremolese, la realizzazione di opere sulla tratta ferroviaria Napoli-Bari, mentre l’intervento per il trasporto rapido di massa riguarda la Metro C di Roma. Tra le infrastrutture stradali, interventi sono previsti per il potenziamento della statale 106 Ionica, della strada statale Salaria, della statale 17 dell'Appennino abruzzese e appulo-sannitico, della statale garganica e della E 78 Grosseto-Fano. Le opere portuali riguardano la darsena Europa nel porto di Livorno, la nuova diga nel porto di Genova e il rilancio della cantieristica nel porto di Palermo. Per le infrastrutture idriche sono previsti interventi per la messa in sicurezza dell’Acquedotto del Peschiera (che serve l’Italia centrale e Roma) e di 10 dighe in Sardegna e Sicilia. Infine, sono previsti interventi in caserme e centri polifunzionali di pubblica sicurezza a Bologna, Catania, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria e Roma.​

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