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28 ott 2018

FS Italiane, più regolarità sicurezza e capacità con sistema ERTMS

di mobilita

Maggiore affidabilità, regolarità e aumento della sicurezza e capacità sulle linee ferroviarie. Sono i vantaggi derivati dalla tecnologia European Rail Traffic Management System (ERTMS), l’evoluto sistema di sicurezza per il distanziamento dei treni che permette di gestire e controllare la circolazione ferroviaria e che è operativo in Italia da oltre dieci anni sulle linee Alta Velocità/Alta Capacità. Nel corso del forum internazionale tenutosi al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, il Gruppo FS Italiane ha illustrato lo stato di avanzamento del programma ERTMS, considerato fra le più significative innovazioni introdotte negli ultimi anni nel panorama del segnalamento ferroviario. Oltre a garantire prestazioni più elevate, il sistema ERTMS permette anche un risparmio sui costi di gestione e manutenzione rispetto ai tradizionali sistemi di segnalamento. Per questo motivo ne è prevista l’installazione anche lungo la rete convenzionale e sulle linee regionali. L’ERTMS favorisce l’interoperabilità tra operatori ferroviari provenienti da diverse nazioni, sulla base di informazioni scambiate fra il sottosistema di terra e di bordo. I dati e le informazioni trasmessi permettono di seguire, istante per istante, la marcia del treno fornendo al macchinista tutte le indicazioni necessarie alla guida in sicurezza, con l’attivazione della frenatura d’emergenza nel caso in cui non siano rispettati tutti i parametri e la velocità del treno superi quella consentita. Nella configurazione “Livello 2”, lo scambio di informazioni tra il sottosistema di terra e di bordo avviene grazie al canale radio Global System Mobile-Railway(GSM-R), mentre le boe fisse presenti lungo i binari svolgono principalmente funzione di riferimenti di posizione. Attraverso il canale radio, il Sottosistema di Bordo apprende dal Radio Block Center (RBC) le autorizzazioni al movimento per il treno. Scelto dall’Unione Europea come standard unico per la supervisione e il controllo del distanziamento dei treni, garantisce con un “linguaggio” comune l’interoperabilità del traffico e la circolazione in sicurezza di treni di diversa nazionalità sulle linee continentali. La strumentazione di bordo è stata progettata proprio allo scopo di sostituire i molteplici, e tra loro incompatibili, sistemi di circolazione e sicurezza delle varie ferrovie europee. Infatti, grazie all’installazione dell’ERTMS, i vincoli per la circolazione internazionale derivanti dalla diversità fra i sistemi di segnalamento attualmente in uso nei diversi Paesi vengono sostanzialmente rimossi. In Italia sono 738 i chilometri di linea oggi attrezzati con la tecnologia ERTMS lungo l’asse verticale Torino - Milano - Bologna - Firenze - Roma - Napoli - Salerno e il sistema sarà esteso sulle nuove sezioni della rete AV/AC. Il sistema è inoltre in fase di realizzazione sui principali corridoi interoperabili della rete di RFI ed è stato attivato in questi giorni anche sulla Iselle - Domodossola, al confine con la Svizzera, primo tratto di linea convenzionale con sistema ERTMS; è in fase di installazione anche nei nodi urbani di Milano, Firenze e Roma, per rendere più fluida la circolazione e aumentare la capacità di traffico, eliminando i cosiddetti “colli di bottiglia”. L’obiettivo stabilito dall’Unione Europea è attrezzare circa 10.750 chilometri di linea sulla rete TEN-T di RFI entro il 2050. Il nuovo indirizzo strategico di RFI è quello di accelerare tale implementazione di ERTMS su tutta la propria rete (16.800km) entro il 2035, in armonia con gli investimenti tecnologici di rinnovo degli apparati di stazione digitali già in corso, andando progressivamente a sostituire i sistemi di segnalamento preesistenti con tecnologia tutta digitale ed interoperabile. A installazione conclusa, la rete nazionale conterà circa 16.800 chilometri di linea attrezzati con la più avanzata tecnologia per il traffico ferroviario rinnovando tutto il sistema di Comando e Controllo e Segnalamento di cui ERTMS è parte integrante. Investimento analogo e propedeutico a quello sull’infrastruttura, sarà quello sul materiale rotabile circolante che dovrà essere adeguato all’ERTMS, attraverso anche opportune forme di compensazione economica e sostegno finanziario per le imprese ferroviarie.

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28 ott 2018

Linea ferroviaria Roma – Formia – Napoli: cantieri al lavoro per un nuovo ponte

di mobilita

Cantieri aperti, giorno e notte, dalle 22.30 di mercoledì 31 ottobre alle 20.30 di domenica 4 novembre, per la realizzazione di un nuovo ponte ferroviario sul canale Portella, in prossimità di Monte San Biagio, sulla linea Roma - Formia - Napoli. Si tratta di una nuova e moderna travata a doppio binario con luce netta di 3.000 metri. Imponenti e complesse anche le opere murarie, con spalle fondate su maglie di micropali.  Il varo sarà effettuato per fasi e avverrà con traslazione laterale, utilizzando moderni carrelloni gommati. Saranno oltre 100 le maestranze impegnate nei lavori. L’ investimento economico di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) è di sette milioni di euro. Per consentire l’operatività dei cantieri, sarà modificato il programma di circolazione dei treni della linea FL7 Roma -Formia -Napoli. I treni regionali faranno capolinea a Priverno e a Formia. Da Priverno a Minturno la mobilità sarà garantita da Trenitalia con un servizio di autobus sostitutivi. I treni della lunga percorrenza viaggeranno sul percorso alternativo via Cassino. Le modifiche alla circolazione e gli orari dei bus sostitutivi, che potranno variare in funzione delle condizioni del traffico stradale, sono già consultabili su trenitalia.com. Gli autobus faranno le fermate nei piazzali antistanti le stazioni ad eccezione di Itri (fermata Cotral su Piazzale Padre Pio) e Formia- Gaeta (fermata Cotral su Molo Vespucci). Il nuovo ponte sul canale Portella è l’ultimo di una serie di altri ponti già realizzati negli ultimi due anni, sulla tratta Roma – Formia, per un totale di 19 travate metalliche sostituite. Il programma di ammodernamento, ultimato in anticipo rispetto ai tempi previsti, oltre ad innalzare la regolarità e l’affidabilità del servizio, riclassifica la linea in categoria D4, la massima possibile. Con l’innalzamento alla categoria superiore, fra Roma e Formia potranno transitare anche treni con carichi pesanti senza limitazioni di velocità e quelli per il trasporto di merci eccezionali.

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27 ott 2018

AEROPORTO MALPENSA | Il Terminal 1 compie 20 anni

di mobilita

Grande festa domenica 28 ottobre dalle 10.00 alle 20.00 all’Aeroporto di Milano Malpensa per i 20 anni del Terminal 1. Tutto il piano arrivi si animerà di luci, suoni e colori che daranno vita ad un grande evento. Musica, intrattenimento, comici, mostra mercato con prodotti di artigianato e gastronomici, stand delle compagnie aeree, area ristoro con street food e risottata da guiness con show-cooking. Intrattenimenti particolari saranno dedicati a ragazzi e bambini; laboratori sul mondo del volo, sulla flora e fauna del Ticino, pet-therapy ed esibizioni di maghi. I più piccoli inoltre potranno vedere da vicino il detective da loro più amato, Geronimo Stilton. Si potrà visitare gratuitamente l’area esterna dedicata ai “grandi aerei” di Volandia, il Museo del Volo più grande d’Europa, dove sarà ci sarà anche la possibilità di fare un’esperienza con i cavalli ed assistere a fantastiche esibizioni equestri. Il palco centrale e l’area blues/jazz offriranno al pubblico di tutte le età un ricco e variegato programma per l’intera giornata: apertura alle 10.00 con la Fanfara dell’Aeronautica Militare e le esibizioni delle Unità di Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza. A seguire:       Concerto dell’Orchestra e Coro del Conservatorio G. Puccini di Gallarate       Aperitivo in Lirica con il duo Teste dure, Barbara Somogyiova, soprano e Orietta Cassini, pianista       i comici di Zelig Leonardo Manera, Gianluca Impastato e Giovanni Cacioppo       i ROS, direttamente da X Factor       la versatilità e l’estro di Paolo Jannacci       la simpatia e la comicità dei Legnanesi       il concerto finale con il genio artistico di Raphael Gualazzi       Fabrizio Vendramin, il pittore-performer che dipinge al contrario vincitore di Italia's got talent Per gli appassionati di jazz e blues, a partire dalle 14.30, alcuni nomi di primissimo piano; Midnight Festival Jazz Superband con Marco Brioschi, tromba; Rudy Migliardi, trombone; Alfredo Ferrario, clarinetto; Giorgio Deleo, pianoforte; Claudio Nisi, basso tuba e Massimo Caracca alla batteria; Paolo Bonfanti Civil Right Band,Gennaro Porcelli & Band. Ingresso gratuito Parcheggio gratuito (P2 Terminal 1)

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27 ott 2018

PORTI DI LIVORNO E PIOMBINO | Oltre sei milioni di euro per finanziare due importanti interventi

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L’Autorità di Sistema del Mar Tirreno Settentrionale fa il pieno di finanziamenti RFI. I suoi scali portuali si sono infatti intestati una quota parte rilevante delle risorse che la legge di stabilità del 2015 aveva previsto di destinare alle imprese ferroviarie ma che ad oggi non sono ancora state interamente attribuite. A sbloccare i fondi residuali rimasti nel cassetto la legge n.96 del 2017 (art.47 bis, comma 6) che ha consentito a Rete Ferroviaria Italiana di investire 48 milioni di euro per il miglioramento delle connessioni dell’infrastruttura ferroviaria nazionale in corrispondenza dei poli di generazione e attrazione del traffico. Livorno ha ottenuto 1,4 milioni di euro per creare un nuovo raccordo alla Stazione Livorno-Calambrone, mentre altri 5,2 milioni di euro sono stati impegnati per potenziare la stazione Fiorentina di Piombino per la ricezione di merce pericolosa. Porti, interporti, scali merci e piattaforme logistiche: sono in tanti ad aver partecipato al progetto “Ultimo/Penultimo miglio” di RFI. Su 116 interventi, ne sono stati accolti 28 e un altro è stato messo in stand by in attesa di maggiori approfondimenti. In totale, sono stati impegnati 39 milioni dei 48 disponibili. Oltre al sistema portuale dell’Alto Tirreno, hanno beneficiato dei finanziamenti sia l’Autorità di Sistema del Mar Adriatico Occidentale (Trieste) che l’Autorità di Sistema del Mar Ligure Orientale (La Spezia-Marina di Carrara), cui sono stati destinati rispettivamente 5,8 e 5,7 milioni di euro per una serie di progetti cantierabili. Infine, 1,2 milioni di euro verranno investiti da Rete Ferroviaria Italiana per il ripristino delle piene funzionalità di Savona Parco Doria, sulla base di un intervento richiesto dall’Autorità di Sistema del Mar Ligure Occidentale.

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27 ott 2018

PORTO GENOVA | Progetto E-BRIDGE per migliorare l’interconnessione fra il porto e le reti di trasporto

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Con il progetto E-BRIDGE, Autorità di Sistema Portuale, Uirnet e RFI puntano sull’innovazione per migliorare l’interconnessione fra il porto e le reti di trasporto.  L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale partecipa, insieme a Uirnet SpA e al partner tecnologico Circle SpA, al progetto “E-BRIDGE. Emergency and BRoad Information Development for the ports of GEnoa”, presentato dal Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti al bando Connecting Europe Facility 2018 dell’Unione Europea (DG MOVE) e supportato da RFI. La proposta ha un valore complessivo di circa 20 milioni di euro e rientra in un programma di rilevanza nazionale, presentato alla UE per il finanziamento di interventi sull’area di Genova, che include diverse iniziative che saranno progettate e sviluppate in maniera integrata e complementare, tra cui: una proposta di RFI per l’adeguamento del nodo ferroviario del Campasso e delle connessioni retroportuali (valore complessivo 1.800.000 euro) una proposta del MIT per la costruzione di una banca dati sullo stato delle infrastrutture (valore complessivo 3.200.000 euro) Il progetto E-BRIDGE punta a studiare ed implementare una serie di azioni pilota innovative dal punto di vista tecnologico e di processo, per migliorare l’efficienza dei flussi di merce in/out dai porti di Genova, in risposta ai nuovi fabbisogni del porto.  Tra le linee d’azione previste: il ridisegno organizzativo ed informativo del sistema di ultimo miglio ferroviario il completo adeguamento dei varchi portuali e dei gate terminalistici anche in relazione alle esigenze di connessione informativa con gli ambiti logistici esterni al perimetro portuale la realizzazione di aree di sosta intelligenti all’interno delle aree portuali la progettazione e l’implementazione di un progetto pilota per realizzare aree buffer esterne all’ambito portuale. La proposta è impostata sulla collaborazione con UIRNet ed RFI, partner di AdSP per lo sviluppo della componente infostrutturale del porto e delle connessioni stradali e ferroviarie con il sistema logistico nazionale e la rete europea, sotto il coordinamento del MIT. Il progetto, che si snoda nel biennio 2019/2020, propone l’accelerazione e l’ulteriore sviluppo di iniziative già avviate, rilette in una chiave evoluta e di sistema, per fronteggiare il deficit infrastrutturale che il sistema portuale di Genova dovrà affrontare in attesa del completamento del riassetto del nodo.

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27 ott 2018

ROMA METRO LINEA C | Le gallerie TBM da Fori Imperiali a piazzale Appio

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La tratta attualmente in costruzione denominata Tratta T3 si sviluppa per una lunghezza complessiva di circa 2.8 km a partire da Via dei Fori Imperiali, in corrispondenza del Foro di Cesare, fino a Piazzale Appio, dove le gallerie di linea sotto-attraversano l’esistente stazione San Giovanni LineaA. Partendo circa 100 m prima di piazza Venezia, le galleria di linea seguono l’asse di via dei Fori Imperiali, transitano in adiacenza al Foro di Cesare, sotto-attraversano la Cloaca Massima e proseguono al di sotto di via dei Fori Imperiali, dove, nel tratto compreso tra la Basilica di Massenzio e la piazza del Colosseo, in corrispondenza degli sterri della Collina Velia, è collocata la stazione Fori Imperiali. Il tracciato successivamente supera il Colosseo e si dirige verso l’Ospedale militare del Celio, in piazza Celimontana, dove è prevista la realizzazione di un pozzo di ventilazione di grande diametro, all’interno del quale si inserisce una comunicazione ferroviaria pari/dispari. In questo tratto le gallerie di linea raggiungono la massima profondità mai raggiunta nell’ambito della Linea C, inserendosi per circa 15 m nello strato delle argille plioceniche, ad una quota posta a 55 m da piano campagna con un battente idraulico, valutato sulla calotta della galleria, che supera i 40 m. La linea successivamente continua in direzione sud-est lambendo la chiesa di Santo Stefano Rotondo e transitando fra quest’ultima e la chiesa di Santa Maria in Domnica. Superate le pendici del Celio, la linea sottoattraversa le Mura Aureliane a Porta Metronia per continuare parallelamente alle mura fino a raggiungere Piazzale Appio. In quest’ultimo tratto si inseriscono la stazione Amba Aradam/Ipponio e il Pozzo Multifunzionale 3.3, rispettivamente ubicati nel giardino di viale Ipponio la prima e all’interno dei giardini di via Sannio il secondo. Le gallerie sono realizzate con scavo meccanizzato in TBM (Tunnel Boring Machine) di tipo EPB (Earth Pressure Balance) uguali fra loro e di fabbricazione HERRENKNECHT. Le macchine sono dotate di una fresa di diametro 6.70 m mentre il rivestimento definitivo della galleria è costituito da conci prefabbricati di spessore 30 cm per formare un anello di diametro interno 5.80 m. Ogni anello prefabbricato è lungo 1,40 m ed è costituito da nº 6 conci principali + nº 1 concio di chiave. Gli anelli sono del tipo “universale” e si adattano a 19 possibili diverse posizioni in funzione del raggio di curvatura da ottenere. I conci vengono realizzati in uno stabilimento di prefabbricazione mediante un impianto fisso con maturazione forzata a vapore. La scelta di eseguire lo scavo meccanizzato con TBM di diametro 6.70 m, anziché 10.10 m, come previsto nel progetto preliminare posto a base di gara, è stata maturata a seguito degli stringenti vincoli progettuali dettati dalla Soprintendenza Archeologica al termine delle indagini archeologiche di prima fase. Il Progetto Preliminare prevedeva l’ubicazione delle stazioni in contesti in cui risultava impossibile eseguire manufatti scavati interamente a cielo aperto, quali la stazione Colosseo, posizionata sotto l’esistente manufatto della Linea B, e la stazione Amba Aradam/Ipponio ubicata in parte sotto le Mura Aureliane a Porta Metronia. La sezione interna netta della galleria scavata con TBM di diametro 6.70 m non permetteva l’alloggiamento contemporaneo del convoglio ferroviario e della relativa banchina di stazione e pertanto l’utilizzo della TBM di grande diametro evitava di fatto la necessità di eseguire, in corrispondenza di ogni stazione, lunghe gallerie con scavo in tradizionale a foro cieco in contesti idro-geologici piuttosto complessi interagendo anche con il patrimonio monumentale. A seguito dei vincoli posti dalla Soprintendenza al termine delle indagini archeologiche di prima fase, che imponevano scavi con modalità archeologica fino a circa 15-20 m da piano campagna per l’intero banco dei terreni di riporto e vietavano l’utilizzo di qualsiasi tecnica di consolidamento ed impermeabilizzazione del terreno in assenza di scavo archeologico preventivo, le stazioni sono state necessariamente ricollocate in contesti più ampi e trasformate nella tipologia definita a “scatola”. Tale tipologia permetteva lo scavo a cielo aperto inglobando le banchine direttamente nel manufatto senza la necessità di eseguire gallerie con scavo in tradizionale. Superato quindi tale vincolo è risultato preferibile utilizzare gallerie di piccolo diametro con evidenti benefici anche in termini di subsidenze che lo scavo delle gallerie di linea potrebbe indurre sul patrimonio monumentale. Il particolare contesto urbano nel quale si inseriscono i cantieri della Tratta T3 ha imposto di ridurre al minimo il loro ingombro con conseguenti ripercussioni sulle scelte progettuali ed operative, con particolare riguardo a quelle legate alle macchine da scavo. Il pozzo di aerazione 3.3 ubicato nei giardini di via Sannio è stato scelto come manufatto di introduzione delle due TBM e successiva alimentazione dello scavo della prima tratta compresa tra il pozzo e la stazione Amba Aradam/Ipponio, per una lunghezza di circa 380 m per ogni galleria. Il pozzo 3.3 ha una lunghezza di circa 62 m ed una larghezza di 22 m e, nella fase finale, è destinato ad ospitare al suo interno alcuni locali tecnologici funzionali all’esercizio della Linea. Le dimensioni del pozzo risultano piuttosto ridotte rispetto a quanto generalmente necessario a consentire l’operatività di due macchine quali quelle utilizzate nell’ambito della Linea C, caratterizzate da una lunghezza complessiva di circa 100 m. Inoltre, contemporaneamente all’alimentazione delle 2 TBM, dall’interno del pozzo progredivano anche le attività di consolidamento del terreno per la realizzazione delle gallerie con scavo in tradizionale fino alla stazione di San Giovanni. Questi vincoli logistici hanno imposto una serie di scelte operative atte a ridurre gli ingombri delle attrezzature da impiegare unitamente alla necessità di scavare le due gallerie separatamente. Le due TBM sono state assemblate in superficie e varate sotto copertura – in questa configurazione il peso era di circa 450 tonnellate cadauna – attraverso un’asola presente al centro del pozzo, utilizzando una gru tralicciata Liebherr LG1750. Una volta adagiate le due macchine sulle selle metalliche predisposte a fondo pozzo sono state traslate sino ad essere alloggiate su culle in cemento armato in corrispondenza della testata di partenza. Successivamente è stato completato il montaggio delle strutture di contrasto necessarie a bilanciare la spinta della macchina nella fase di partenza. Lo scavo della tratta compresa tra il pozzo 3.3 e la stazione Amba Aradam/Ipponio è iniziato con la partenza della TBM per lo scavo della galleria del binario dispari nella metà del mese di marzo 2018 ed è stato completato con l’ingresso delle due macchine all’interno del manufatto della stazione rispettivamente a metà del mese di giugno, la prima, e nei primi giorni del mese di agosto 2018, la seconda. La produzione giornaliera media è stata di circa 10 anelli al giorno con punte di 14 anelli, lavorando su 3 turni giornalieri, per 5 giorni a settimana. Il monitoraggio geotecnico e strutturale installato a piano campagna e sugli edifici ricadenti nel potenziale bacino di subsidenza dello scavo ha evidenziato un comportamento del terreno e delle preesistenze in linea con le previsioni progettuali. Lo scavo della tratta compresa tra la stazione Amba Aradam/Ipponio e l’attuale fine tratta, posizionato lungo via dei Fori Imperiali in corrispondenza del Foro di Cesare, per una lunghezza di circa 2.6 km, avrà inizio a partire dal prossimo mese di novembre con il cantiere di alimentazione delle due macchine posto all’interno del manufatto della stazione Amba Aradam – Ipponio. La scelta progettuale di traslare il cantiere di alimentazione dello scavo meccanizzato deriva dalla necessità di completare la realizzazione del pozzo 3.3 e delle gallerie comprese tra il pozzo e la stazione San Giovanni, eseguite con scavo in tradizionale, con circa un anno di anticipo rispetto alla consegna dell’intera Tratta T3, al fine di migliorare il cadenzamento della tratta in esercizio portandolo a circa 240 secondi tra la stazione San Giovanni e la stazione Alessandrino. Ing. Eliano Romani Responsabile progettazione Metro C ScpA Ing. Valerio Foti, Construction Manager TBM e Impianti Tratta T3 FONTE: Metro C SPA

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27 ott 2018

VENEZIA | Nuova pista ciclabile di via Altinia

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Un altro importante tassello nei lavori di realizzazione della nuova pista ciclabile di via Altinia, che metterà in sicurezza i ciclisti in transito da Favaro a Dese. Alla presenza degli assessori comunali alla Mobilità, Renato Boraso, e ai Lavori pubblici, Francesca Zaccariotto, è stata infatti posata la nuova passerella ciclopedonale di scavalco del canale scolmatore Dosa, un manufatto in legno lamellare lungo 14 metri e largo 3. La pista ciclabile, che sarà completata entro novembre, partirà dal parcheggio scambiatore all'ingresso Nord di Favaro per arrivare, lungo via Altinia, sino all'asilo parrocchiale di Dese, sarà lunga poco più di 2 km, con una larghezza variabile tra i 2,5 e i 3 metri. Il costo dell'opera, affidata alla ditta Ecis, è di 1.580.000 euro, ripartito tra Comune di Venezia (800.000), Città Metropolitana (600.000) e Regione Veneto.

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27 ott 2018

MILANO | Inaugurato oggi il parco Biblioteca degli alberi

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Il parco, disegnato dallo studio Inside Outside|Petra Blaisse di Amsterdam, è stato realizzato da COIMA che, a giugno 2015, è subentrata al Comune di Milano nell’attuazione dei lavori come intervento da realizzare a scomputo del grande progetto urbanistico di Porta Nuova.  All’inaugurazione erano presenti il Sindaco di Milano Giuseppe Sala, l’assessore all’Urbanistica, Verde e Agricoltura Pierfrancesco Maran, il Fondatore e CEO di COIMA Manfredi Catella e la progettista Petra Blaisse. "Con il completamento della Biblioteca degli alberi - dichiara il Sindaco di Milano Giuseppe Sala - la vecchia area delle Varesine lascia definitivamente spazio a Porta Nuova divenuto, grazie ad un progetto ambizioso e vincente, un modello di trasformazione urbanistica a livello internazionale. Qui il centro direzionale si è ingrandito con avveniristici grattacieli che hanno ridisegnato il volto e lo skyline della città. Qui sono state realizzate nuove residenze e il parco, che oggi inauguriamo, è prova di una Milano che diventa sempre più verde. A Porta Nuova è stato fatto tutto all’insegna del bello, coinvolgendo architetti, paesaggisti e designer, italiani e stranieri, di livello mondiale. La Biblioteca degli alberi, con la sua varietà, sorprenderà i milanesi e li accompagnerà in una esperienza del verde davvero straordinaria, come nelle più belle città del mondo. Succede a Milano e di questo siamo molto orgogliosi". "Apre oggi un parco pubblico molto atteso non solo dai residenti di Porta Nuova, che vedono completare l'intervento urbanistico sul quartiere, ma dai tantissimi milanesi che frequentano e amano questa parte nuova di città - dichiara l'assessore all'Urbanistica, Verde e Agricoltura Pierfrancesco Maran -. È un parco innovativo, con caratteristiche riconducibili alle aree verdi progettate nel nord Europa per quanto riguarda la varietà e ricchezza della vegetazione. Biblioteca degli alberi rappresenterà una novità anche dal punto di vista della gestione, per cui il Comune ha indetto un bando pubblico con l'obiettivo di garantire elevati livello di manutenzione e sicurezza a costo zero per la collettività. È un nuovo modello di collaborazione pubblico-privato che contiamo di replicare ancora nei prossimi anni, che vedranno la nascita di almeno 20 nuovi parchi in città".  Manfredi Catella ha commentato: “Biblioteca degli alberi rappresenta il completamento della rigenerazione di uno dei più ampi scali ferroviari trasformati dal dopoguerra ad oggi. Ci sono voluti molti anni dall’avvio - nel 2005 - e il lavoro di decine di migliaia di persone ed aziende, in un impegno comune pubblico e privato. Il parco racchiude in sé valori che devono essere propri dei progetti urbani: sviluppi che portino valore al territorio ricucendone frammenti, che siano espressione della vocazione italiana del saper fare città attraverso architetture di eccellenza, luoghi di socialità e di scambio quotidiani”. Biblioteca degli alberi presenta caratteristiche che lo differenziano dagli altri parchi cittadini. L’assenza di recinzioni consente una continuità degli spazi pedonali fra la sede della Regione Lombardia, Piazza della Repubblica e Piazza XXV Aprile e crea in questo modo l’area pedonale più grande di Milano con i suoi 170.000 mq e 5 km di piste ciclabili. Il parco presenta una grande varietà di essenze delicate distribuite in giardini dal design contemporaneo: una biblioteca botanica urbana con uno straordinario patrimonio vegetale composto da 500 alberi, oltre 135.000 piante di 100 specie diverse e 22 foreste circolari, disegni creati non solo dalla vegetazione ma anche dai sentieri arricchiti da frasi botaniche e poetiche che attraversano il parco, creando una scacchiera di stanze verdi. Il risultato è una distesa di campi irregolari, campi fioriti, prati, piccole piazze e foreste circolari, un labirinto e aree attrezzate con arredi progettati su misura. Un parco caratterizzato da elevata complessità progettuale, per l’innovazione dei materiali e per la flessibilità che caratterizza l’uso degli spazi, pensati per favorire e accogliere molteplici attività. I due elementi, combinati, rendono Biblioteca degli alberi un caso sperimentale, e un modello innovativo di parco di ultima generazione. Il primo lotto del parco era stato inaugurato a marzo 2017: un’area verde di 7.500 metri quadrati in via de Castillia intorno alla Fondazione Riccardo Catella e all’Incubatore per l’Arte, con 3 tipologie di alberature, 44 alberi, due campi da bocce, giochi d’acqua e un parco giochi accessibile anche a bambini con disabilità. Il progetto ha previsto in quest’area anche orti didattici (circa 260 mq), che ospitano sempre un programma di laboratori di orticoltura urbana aperti alla cittadinanza gestiti dalla Fondazione Riccardo Catella. Durante le fasi di cantiere, nell’ambito del programma Porta Nuova Smart Community, l’iniziativa MiColtivo nel Parco ha coinvolto oltre 2.700 cittadini nella semina collettiva dei prati, piantumazione delle aiuole fiorite e degli alberi e nel programma culturale do concerti, laboratori negli orti e laboratori creativi. Il Comune di Milano pochi giorni fa ha aperto un bando per individuare un soggetto privato che si occupi della gestione, manutenzione e sicurezza del parco. In questo modo sarà garantito un elevato standard manutentivo, specifico e adeguato al suo concept, le cui spese gestionali sarebbero superiori al costo medio di gestione delle aree verdi cittadine. Al bando, che sarà aperto fino al 19 novembre, ha partecipato Fondazione Riccardo Catella – diretta da Kelly Russell Catella - insieme a COIMA SGR. Biblioteca degli alberi, il polmone verde di Porta Nuova, è da oggi un nuovo spazio pubblico per la città: elemento centrale in tutto lo sviluppo dell’area, anello di congiunzione fra gli spazi pubblici del progetto – come Piazza Gae Aulenti, ormai vera e propria agorà per cittadini e turisti - le infrastrutture, le architetture verticali e orizzontali dei quartieri circostanti. Con la realizzazione del parco è così sostanzialmente ultimata Porta Nuova. E il verde continua a crescere in città. Tra meno di un mese, sabato 24 novembre, verrà inaugurata una nuova porzione di 70mila mq del parco di Cascina Merlata, che si somma agli 82mila mq già realizzati nel 2015. Proprio a ridosso della nuova area verde verrà realizzato anche un grande plesso scolastico pubblico con scuola d’infanzia, primaria e secondaria di primo grado. Ti potrebbero interessare: MILANO | Sabato 27 apre ufficialmente la Biblioteca degli Alberi MILANO | Biblioteca degli Alberi, un parco pubblico senza recinzioni a gestione privata

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26 ott 2018

Roma Capitale e Gruppo FS Italiane insieme per sviluppo del sistema metro-ferroviario

di mobilita

“Cura del ferro” e rigenerazione urbana delle aree ferroviarie dismesse della Capitale. Con questi obiettivi Roma Capitale (Assessorato alla Città in Movimento e Assessorato all'Urbanistica) e il Gruppo FS italiane – attraverso le società Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e FS Sistemi Urbani (FSSU) -hanno istituito la cabina di regia per l’attuazione del verbale d’intesa siglato a luglio scorso al fine di sviluppare il sistema metro-ferroviario della città e riqualificare aree ferroviarie dismesse. Gli interventi programmati vanno dal completamento dell’Anello ferroviario Nord al nodo di scambio del Pigneto, dal nuovo piano urbanistico della stazione Tiburtina alla riqualificazione delle aree vicine alle stazioni di Tuscolana, Trastevere, Quattro Venti e Ostiense. La Cabina di regia ha disposto l'istituzione di tavoli tecnici operativi che seguiranno gli interventi e gli investimenti in programma e saranno formati da rappresentanti di Roma Capitale e del Gruppo FS Italiane formalmente incaricati dagli enti di appartenenza. La Cabina di regia redigerà inoltre report trimestrali sullo stato di avanzamento delle attività. Secondo la Sindaca di Roma Virginia Raggi coniugare sviluppo urbano e sistema di trasporto su ferro è l’obiettivo della Cabina di regia per rendere Roma una Capitale sempre più competitiva a livello europeo. Un’unica strategia per l’attuazione di interventi strutturati e complessi e che impegni tutti gli attori al rispetto di una precisa tabella di marcia su opere e infrastrutture indispensabili per la città. Il Presidente di FS Sistemi Urbani Carlo De Vito ha spiegato che l’avvio dei tavoli tecnici tra Roma Capitale e Gruppo FS Italiane rappresenta un passo decisivo per i processi di rigenerazione urbana da realizzare sui principali nodi di interscambio modale della Città, affiancando il potenziamento del trasporto pubblico alla riqualificazione degli ex-scali ferroviari. L’Amministratore Delegato di Rete Ferroviaria Italiana, Maurizio Gentile, ha invece sottolineato che la sinergia con Roma Capitale permette di ribadire la strategicità degli interventi in programma sul nodo di Roma. Rete Ferroviaria Italiana è impegnata su più fronti per dare nuovo impulso al trasporto collettivo su ferro, a tutto vantaggio delle persone che ogni giorno si spostano per lavoro e studio. Per l’Assessora alla Città in Movimento, Linda Meleo è in atto una strategia a lungo termine che migliorerà e potenzierà i collegamenti della Capitale, realizzando opere fortemente volute dai cittadini e da chi ogni giorno raggiunge Roma dai Comuni vicini. Gli interventi previsti vanno dal nodo di scambio del Pigneto al completamento dell’Anello ferroviario Nord, fino al piano di assetto della Stazione Tiburtina. Per l'assessore all'Urbanistica Luca Montuori la definizione delle strategie a lungo termine per la crescita della città passano necessariamente dal coniugare lo sviluppo urbano con il sistema di trasporto su ferro. Secondo Montuori oggi Roma ha una visione che la pone all'interno di un sistema sempre più importante per immaginare futuri possibili, collaborazioni, politiche comuni, sviluppando polarità urbane a partire dalla rete del ferro con stazioni e nodi intorno a cui organizzare lo spazio pubblico locale, una visione che guarda anche alle trasformazioni in corso a livello di modalità di vivere lo spazio della città tra nuove relazioni tra abitare e lavorare. Per l'assessore capitolino all'Urbanistica questa intesa permette di rigenerare parti di città con la possibilità di riflettere su funzioni da insediare, spazi per i cittadini e attirare investimenti importanti. Una visione che diviene parte di un dibattito comune anche attraverso concorsi di architettura che ci permettano di acquisire i migliori progetti per la nostra città.

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