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10 feb 2017

“Reggia Express”: è on line il programma dei viaggi per tutto il 2017

di Roberto Lentini

Appuntamento domenica 12 febbraio, nella stazione di Napoli Centrale, con il Reggia Express, il treno storico della Fondazione FS che, dopo il grande successo registrato all’esordio, ripropone il suggestivo viaggio su vagoni d’epoca per condurre i partecipanti alla Reggia vanvitelliana. Sarà, quella di domenica prossima, la prima delle nuove otto corse, programmate nel 2017 sull’itinerario Napoli - Caserta, che consentirà ai passeggeri non solo di vivere  l’emozione di un viaggio d’altri tempi, ma di poter visitare uno degli edifici più affascinanti del mondo. L’iniziativa, realizzata anche grazie al contributo della Regione Campania, si ripeterà nel corso dell’anno con cadenza mensile, con la sola esclusione dei mesi di luglio, agosto e dicembre. Come già per il  Pietrarsa Express, l’altro convoglio storico che in oltre un anno di attività ha trasportato tremila visitatori  al Museo Ferroviario di Pietrarsa, anche per questo itinerario  la Fondazione FS Italiane prevede un alto numero di adesioni. I biglietti, che includono visita alla Reggia con ingresso prioritario, sono acquistabili su tutti i canali di vendita Trenitalia. La Campania, dunque, si appresta a diventare la regione più gettonata sotto il profilo del turismo ferroviario, formula che trova un crescente apprezzamento nel nostro Paese dopo essersi affermata in Inghilterra, dove è nata. La composizione del Reggia Express Il Reggia Express, trainato dalla locomotiva elettrica E626.428, è formato da carrozze tipo “Centoporte” , così chiamate per la presenza di una porta di accesso in corrispondenza di ogni scompartimento, e da vetture “Corbellini” che prendono il nome dal suo ideatore. La Locomotiva E626 Le locomotive a 3000V c.c. del gruppo E626, progettate nel 1926 e prodotte in 448 esemplari su tre differenti serie dal 1927 al 1939, risulteranno essere dei veri e propri “muli della rotaia”. Nacquero come locomotive destinate a diversi ruoli, ma con l’entrata in servizio delle E428, molto più veloci e potenti, saranno adibite principalmente al traino dei treni merci, di quelli viaggiatori locali ed alle “spinte” in coda ai convogli pesanti sui tratti acclivi. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, alcune di queste macchine si ritroveranno disseminate in varie parti d’Europa, cosicché diciassette resteranno in Jugoslavia e saranno acquisite da quelle ferrovie, mentre altre quattro andranno a incrementare il parco rotabili cecoslovacco. Dismesse dall’esercizio nel 1999, ad oggi diciotto esemplari (alcuni di proprietà FS, altri invece di reti concessionarie) risultano tuttora in piena efficienza e trovano utilizzo alla testa dei treni storici o in coda agli stessi, in sussidio alla trazione a vapore. Nella cinematografia italiana le locomotive di questo gruppo appaiono in molte pellicole. Ad esempio, questa tipologia di locomotiva fu protagonista nel film “Il rapido delle 13.30” di Ruggero Deodato (1972) dove la macchina è ripresa anche al suo interno durante la corsa. In “Accadde tra le sbarre” di Giorgio Cristallini poi, un’ altra E626 è catturata alla testa di un treno che corre sulla Roma-Pescara, in una delle scene più lunghe del film. Per finire, un’altra E626 è inquadrata nel film “La stazione”, pellicola di Sergio Rubini del 1990. Carrozza “Centoporte” Le carrozze del tipo “Centoporte”, progettate nel 1928 e costruite a partire dal 1931 e fino al 1951 (con una pausa fra il 1940 e il 1947), furono le prime vetture italiane realizzate in cassa metallica, anziché in legno. Con una capacità di settantotto posti a sedere, dotate di impianto di riscaldamento a vapore o elettrico, erano concepite per soddisfare l’elevata domanda di mobilità su tratte particolarmente frequentate. Proprio per agevolare le operazioni di salita e discesa dei viaggiatori, erano dotate di porte distribuite per tutta la lunghezza delle fiancate, che potevano arrivare fino a dieci per ciascun lato. Questa tipologia di carrozze fu riclassificata con la denominazione attuale nel 1956, in occasione dell’abolizione della terza classe dai treni italiani. La colorazione originale delle prime vetture Centoporte era il “verde vagone”, abbandonato in favore del “castano Isabella” nel 1935 e del “castano semplice” nel 1963. Gli anni Settanta vedranno queste vetture nella loro ultima tonalità prima della dismissione, quella “grigio ardesia”. Ad oggi sopravvivono ancora cinquantadue esemplari delle diverse serie prodotte e tutti sono utilizzati nelle composizioni dei numerosi treni d’epoca, che la Fondazione delle Ferrovie dello Stato Italiane organizza ogni anno lungo itinerari di grande valenza storica e paesaggistica. Queste vetture sono, in assoluto, le più filmate nella storia della cinematografia nazionale. Carrozza Corbellini Costruita tra tra il 1948 e il 1963 fu utilizzata fino agli anni ottanta. Il nome deriva da quello del ministro dei Trasporti nel periodo della ricostruzione post-bellica , Guido Corbellini che le progettò e ne ordinò la costruzione. Inizialmente concepite come vetture di terza classe, furono riclassificate come vetture di seconda (o miste prima/seconda) a seguito dell'abolizione della terza classe in tutta Europa avvenuta nel 1956. Erano caratterizzate da una doppia porta di accesso ad un vestibolo centrale  e i sedili interni, in legno come sulle  Centoporte, erano ricoperti da una imbottitura sul poggiatesta e, successivamente, in alcuni esemplari anche sul piano di seduta. Le carrozze Corbellini  offrivano da 59 a 92 posti, il riscaldamento era a vapore o elettrico.

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10 feb 2017

Mandorlo in Fiore Express: il treno storico di Fondazione FS per la tradizionale festa primaverile

di Roberto Lentini

Appuntamento sabato 11 e domenica 12 marzo con il Mandorlo in Fiore Express, il treno storico della Fondazione FS Italiane che, in occasione della settantaduesima edizione della tradizionale festa primaverile, torna a percorrere i binari da Agrigento Centrale a Porto Empedocle. Durante le giornate conclusive dell’evento, dunque, automotrici d’epoca perfettamente restaurate partiranno da Agrigento Centrale e fermeranno sia nel parco archeologico, in prossimità del Tempio di Vulcano, sia nelle due stazioni di Porto Empedocle, aperte all’esercizio ferroviario per scopi turistici. Il biglietto comprende il viaggio di andata e ritorno ed già possibile acquistarlo, al prezzo di 6 euro, su tutti i canali di vendita Trenitalia, inclusi quelli telematici, le agenzie di viaggio e gli esercizi commerciali convenzionati. Tutte le informazioni sui viaggi con i treni storici sono disponibili presso il Presidio della Fondazione FS Italiane, al piano binari della stazione di Agrigento Centrale, oppure contattando il numero telefonico 313.871.9696 o consultando il sito fondazionefs.it.

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08 feb 2017

Boom di presenze sui treni storici, 60mila viaggiatori nel 2016

di Roberto Lentini

Cresce, in Italia, l’interesse per i treni storici e la cultura ferroviaria. Nel 2016 sono stati 60mila i viaggiatori a bordo dei convogli d’epoca (+47% rispetto al 2015) della Fondazione FS Italiane e 230 gli eventi turistici (+39%) organizzati su vecchie linee ferroviarie d’interesse storico o paesaggistico. L’Abruzzo è la meta più gettonata grazie alla spettacolare linea Sulmona-Carpinone, la cosiddetta “Transiberiana d’Italia”. Seguono le regioni dove sono presenti tracciati storici di particolare interesse, resi di nuovo agibili dalla Fondazione FS per il turismo ferroviario con il progetto “Binari senza tempo”: la ferrovia del Lago in Lombardia, della Val d’Orcia in Toscana, dei Templi in Sicilia, della Valsesia e del Tanaro in Piemonte, la ferrovia dell’Irpinia in Campania. I rotabili d’epoca, restaurati ed utilizzati dalla Fondazione FS per i viaggi in treno storico, sono suddivisi tra locomotive a vapore dei Gruppi 625, 640, 685, 728, 740, 741, 880, automotrici ALn668, ALn772, ALn663, locomotive diesel D345 e D445, locomotive elettriche E428, E626, E636, E646, E656. Le carrozze d’epoca utilizzate sono principalmente le tipo 1928 “Centoporte”, tipo 1947 “Corbellini”, tipo 1933 “Terrazzini”, prima classe Az10062, tipo 1931, tipo 1959 serie 45000, serie UIC-X, tipo 1969 Gran Confort. Record di visite anche per il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, restaurato e gestito dalla Fondazione FS Italiane, che chiude il 2016 con un forte incremento di visitatori : 65mila persone, il 63% in più rispetto al 2015. Grazie alla bellezza degli spazi interni ed esterni, con le imponenti architetture ottocentesche ora perfettamente restaurate, il nuovo giardino e le terrazze sul mare con la vista del Golfo di Napoli, il Museo di Pietrarsa continua ad attrarre sempre più l’attenzione di grandi aziende e istituzioni, scelto come location per meeting e congressi che, nel 2016, hanno richiamato oltre 6800 partecipanti.

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31 mag 2016

11° Congresso Mondiale sulla ricerca ferroviaria a Milano fino al 2 giugno 2016

di Roberto Lentini

Si sta svolgendo, presso il Centro Congressi Stella Polare di Fiera Milano, il World Congress on Railway Research WCRR 2016, il più importante evento mondiale sulla ricerca ferroviaria. L’undicesima edizione, dal titolo Research and Innovation from Today Towards 2050, è organizzata dal Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane con Trenitalia e si svolgerà dal 29 maggio al 2 giugno 2016. Nel corso del congresso, alcune tra le maggiori imprese di trasporto ferroviario nazionali e internazionali e gestori dell’infrastruttura, istituti di ricerca scientifica, università ed industrie avranno modo di promuovere ed esporre i progetti più innovativi sullo sviluppo del settore. Lo scopo del WCRR è promuovere la ricerca ferroviaria, l’innovazione e lo sviluppo tecnologico, dando impulso alla cooperazione e condivisione a livello mondiale del patrimonio di conoscenze maturate nei vari rami del settore (materiale rotabile, infrastrutture, tecnologie, logistica, sostenibilità ambientale, aspetti commerciali del servizio di trasporto). Saranno 936 gli abstract scientifici presentati a questa undicesima edizione, riguardanti progetti e risultati dei programmi di ricerca e di innovazione di processo sviluppati in ambito ferroviario da imprese, gestori dell’infrastruttura, università e aziende da tutto il mondo, con una sensibile crescita rispetto all’edizione di maggior successo del congresso organizzata dalle Ferrovie francesi a Lille nel 2011. Ricercatori e addetti ai lavori arriveranno da tutto il mondo per partecipare alla presentazione dei risultati provenienti da ben 38 Paesi diversi, tra cui spiccano per numero di proposte presentate Italia, Giappone, Francia, Cina e Regno Unito. Oltre alle sessioni del Congresso sono previste visite tecniche ad impianti di eccellenza del Gruppo FS e di aziende dell’industria ferroviaria. All'interno di WCRR è previsto un evento che permetterà di diventare "Railway Talent Ambassador", ovvero professionisti, accademici ed “entusiasti” del settore ferroviario, di qualunque età, appassionati di promuovere a vari tipi di pubblico la carriera ferroviaria, la ricerca, l'istruzione e la formazione. Per potersi iscrivere è sufficiente accedere al sito web dedicato al congresso ed utilizzare il codice: UNIV2_WCRR. Per maggiori informazioni e per registrarsi a WCRR 2016 è possibile visitare il sito internet  www.wcrr2016.org

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20 giu 2015

Prima Conferenza sulla Mobilità Sostenibile. La Carta di Catania

di Roberto Lentini

Catania è stata scelta come sede  della 1° Conferenza sulla Mobilità Sostenibile. La conferenza è stata l'occasione per presentare l'indagine sulla percezione della Mobilità sostenibile realizzata per Anci dall''istituto Piepoli in dieci grandi città italiane: Roma, Milano, Napoli, Torino, Bari, Bologna, Genova, Venezia, Reggio Calabria e Catania. Secondo l’indagine, al primo posto, nella lista dei desideri degli italiani intervistati c’è il miglioramento del trasporto pubblico urbano (67%), seguito da più piste ciclabili (36) e piu parcheggi scambiatori (28). Solo il 41% utilizza la tecnologia per informarsi sulla mobilita (app viabilita e parcheggi) dal proprio smartphone, anche se l’82% degli intervistati ritiene il servizio utile. Consultati sul carsharing (noleggio auto a tempo in citta) il 76% dice di conoscere il servizio, il 64% lo ritiene utile. Durante questi due giorni di incontri, i sindaci partecipanti hanno sottosottoscritto un documento, detto Carta di Catania in cui sono stati indicati gli impegni assunti in tema di mobilità sostenibile. L’obiettivo è che questa carta venga firmata da tutti i sindaci dei comuni italiani e che quello che viene riportato non rimanga solo una carta ma punto di partenza per un reale cambiamento di direzione Ecco la carta in 15 punti: 1)      Condividere un Piano Strategico Nazionale sulla Mobilità Urbana Sostenibile. Il piano, in accordo con gli altri livelli di governo, dovrà fornire uno schema di riferimento flessibile e non cogente in particolare per le misure di contenimento e disincentivo del traffico veicolare; 2)     Semplificare le norme, integrare i processi. E’ necessario assicurare la piena armonizzazione delle politiche per la mobilità semplificando l’attuale ridondanza degli strumenti pianificatori, al fine di assicurare la migliore efficienza degli interventi e la rapidità ed efficacia degli investimenti; 3)     Programmare i Piani Urbani della Mobilità Sostenibile. Strumento indispensabile per le città con popolazione superiore ai 100 mila abitanti e per le Città metropolitane. Per tutte le altre Città, si impegnano a concordare modalità per la definizione e distribuzione di incentivi alla realizzazione di PUMS. In futuro il Governo si impegni a finanziare i Piani Urbani della Mobilità Sostenibile anziché opere; 4)     Porre al centro le persone. Reimpostare la pianificazione e gestione dei processi mettendo al centro le persone e i luoghi e non le auto e il traffico, affinchè si passi dall’offerta di mobilità alla domanda di mobilità che deve essere soddisfatta con modalità diverse privilegiando la pedonalità, il trasporto collettivo/pubblico, la mobilità ciclistica; 5)     Integrare i sistemi di trasporto. Raggiungere una progressiva integrazione modale e vettoriale dei sistemi di trasporto: bus, tram, biciclette, pedonalità, soste; 6)     Ampliare gli spazi per la mobilità dolce. Prevedere e individuare, all’interno del piano urbano della mobilità, zone a velocità limitata, isole ambientali, aree pedonali, ciclabilità diffusa; 7)     Condividere l’esperienza. Promuovere la condivisone degli spazi pubblici e dei veicoli incentivando in particolare le nuove soluzioni di trasporto condiviso (shared mobility); 8)     Incoraggiare la mobilità elettrica 9)     Pianificare la distribuzione urbana delle merci. L’organizzazione dei flussi delle merci nelle aree urbane rappresenta uno degli elementi chiave per uno sviluppo sostenibile delle città ed è possibile migliorarla attraverso i modelli avanzati di city logistics basati su meccanismi premiali piuttosto che di divieto: 10)  Abbattere ogni barriera. Ridurre progressivamente ogni barriera materiale e immateriale, allo spostamento per gli utenti a ridotta mobilitàè e garantire che ogni scelta di trasporto favorisca il più possibile anche le persone con svantaggi di mobilità; 11)   Investire nella mobilità. Riutilizzare gli introiti dei pedaggi per investimenti nella mobilità sostenibile; 12)  Promuovere un fisco equo. Studiare ed estendere le applicazioni di tariffe a carico dei veicoli per un uso equo e corretto degli spazi pubblici; 13)  Favorire lo sviluppo di politiche di mobility management a tutti i livelli. Promuovere la revisione e attualizzazione della figura del mobility manager. Promuovere l’introduzione del mobility manager d’istituto, per coinvolgere da subito le nuove generazioni. Misurazione dei benefici economici e sociali generati ai colleghi, all’azienda e al territorio 14)  Promuovere le nuove tecnologie. Incoraggiare la diffusione di sistemi di comunicazione digitale per sviluppare servizi di info mobilità, misurare i benefici sostenibili ottenuti, velocizzare la divulgazione delle buone pratiche anche attraverso i social network per gli utenti del trasporto pubblico, per gli automobilisti, gli operatori commerciali e la mobilità dolce; 15)  Sensibilizzare l’opinione pubblica. Sollecitare il Governo a promuovere campagne di sensibilizzazione per favorire presso la collettività – iniziando dalle nuove generazioni – una corretta recezione di misure inevitabilmente “impopolari” ma indifferibili per la tutela delal salute dei cittadini, per la vivibilità dei centri urbani e per lo sviluppo economico

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25 mag 2015

Nasce in Sicilia #iovotopendata: si propaga nello stivale l’impegno per i candidati sindaco

di Giulio Di Chiara

In vista delle prossime amministrative, nasce in Sicilia #iovotopendata, un'iniziativa promossa dalla comunità OpenDataSicilia, costantemente attiva e monitorante sul tema dei dati aperti. Ma cos'è "iovotopendata" ? E' un modo interattivo e dal basso per chiedere ai candidati sindaco delle prossime amministrative di impegnarsi  pubblicamente sul tema degli opendata, inserendo alcuni obiettivi condivisi nel proprio programma elettorale. Ma è anche una modalità alternativa di disseminazione dal basso di tematiche che si stanno affermando negli ultimi anni in concomitanza con le recenti disposizioni sulla trasparenza delle amministrazioni pubbliche. A partire da un database (anch'esso costruito dal basso) che raccoglie gran parte di nominativi dei candidati siciliani (a proposito, è davvero difficile reperirli tutti), il team di OpenDataSicilia ha spedito ad ognuno di essi un comunicato che li invita a condividere il contenuto del documento di impegno attraverso una adesione pubblica sul sito iovotopendata.opendatasicilia.it Qualsiasi cittadino inoltre potrà farsi carico dell'iniziativa promuovendola autonomamente tra eventuali candidati di propria conoscenza. Tutte le modalità di sostegno alla campagna sono elencate in questa pagina. Nemmeno il tempo di nascere, che #iovotopendata è stata presa subito a modello da due comunità sorelle, in Basilicata e Puglia, che hanno realizzato la loro versione regionale. Altre regioni si stanno muovendo, nel segno del software libero e condiviso. Sono gia' arrivate le prime adesioni, consultabili nei rispettivi siti. Mobilita.org ha deciso di sostenere questa iniziativa, che sposa appieno la mission di questo sito.  

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13 mag 2015

European cycling challenge: la tua città parteciperà nel 2016?

di Andrea Baio

Torniamo a parlare di "European cycling challenge" , il campionato europeo virtuale dei pedalatori amatoriali. Come funziona? Semplicisissimo. 1) i comuni europei possono iscriversi pagando una quota di 1000€ 2) i cittadini scaricano l'app e tracciano i loro chilometri in bici 3) inizia il campionato e i comuni che pedalano di più, si contenderanno la classifica! Un'iniziativa semplice, virtuosa e divertente, che ha il duplice effetto di promuovere l'utilizzo della bicicletta attraverso la gratificazione dei partecipanti, e premiare in termini di immagine i comuni più sensibili e attivi sul profilo della mobilità ciclabile. Non è nuovo che la competizione virtuosa possa stimolare l'adozione di buone abitudini da parte dei singoli cittadini, e il gioco è un potente persuasore, oltre che un aggregatore sociale che aiuta a vivere meglio la quotidianità. La sfida 2015 è già in corso, e la città attualmente in testa è la Danzica (Polonia), con oltre 125.000 km percorsi in bici, da oltre  1800 partecipanti. Le italiane non se la cavano male, con Roma in terza posizione. Auspichiamo tuttavia che sempre più comuni italiani aderiscano all'iniziativa, già a partire dal prossimo anno. E' importante dare un segnale forte, e darlo adesso che la cittadinanza è più ricettiva e sensibile a istanze come la sostenibilità urbana. La tecnologia ormai può darci una mano e rendere semplice tutto, ma adesso è la volontà politica a dover fare la differenza. Nel frattempo, noi cittadini possiamo cominciare chiedere a gran voce la partecipazione dei nostri comuni all'edizione 2016! E che vinca il migliore!

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