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17 nov 2020

Ripristino della linea ferroviaria Palermo-Trapani via Milo: RFI presenta le integrazioni richiesti dal MATTM

di Fabio Nicolosi

La Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale VIA/VAS, con nota acquisita al prot. MATTM-77651 del 05/10/2020, ha trasmesso la richiesta formulata dal Gruppo Istruttore di integrazioni documentali e di analisi, alla luce delle mancanze significative emerse nella documentazione presentata e nella trattazione di diversi temi ai sensi dell'Allegato V del D.L.vo 152/2006, come modificato dall'art. 22 del D.Lgs. 104/2017, "Criteri per la Verifica di assoggettabilità di cui all'articolo 19", che non consentono al valutatore di esprimere un parere informato e oggettivo in merito alla non assoggettabilità dell'opera a procedura di VIA. In risposta all’ istanza di Verifica di Assoggettabilità a VIA, presentata da RFI per il Progetto delle opere civili ed armamento per il ripristino della linea Palermo – Trapani via Milo, tratta Alcamo – Trapani in data 28.10.2019, con nota UA 05.10.2020, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM – ID_VIP4959), chiede: al punto 1: Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA) “richiede di censire i siti Natura 2000, SIC e ZPS e le IBA siti nell’intorno della infrastruttura di progetto, considerando il buffer convenzionale di 5 km, e di svolgere la relativa VIncA, secondo quanto riportato nelle Linee Guida pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie generale – n.303, del 28.12.2019, e relativa modulistica, evidenziando i potenziali impatti, sia negativi sia positivi, anche per la fase di cantiere.”; al punto 2: Impatti cumulativi “di integrare la documentazione con l’indicazione delle caratteristiche del progetto definitivo degli impianti di trazione elettrica ferroviaria, sottostazioni elettriche e luce e forza motrice in galleria delle tratte e stazioni comprese tra la stazione di Cinisi e la stazione di Trapani, compresa la cabina TE di Piraineto (ID 5113) e la valutazione del presente progetto (Opere Civili) alla luce di potenziali impatti, negativi e positivi, che derivino dal cumulo dei due progetti sul medesimo sedime. Resta inteso che, nella eventuale impossibilità di definire con precisione i tempi di cantierizzazione dei due interventi, dovranno essere presentate diverse ipotesi alternative orientate alla minimizzazione degli impatti.”; al punto 3: Rumore “Integrare la documentazione presentata con l’indicazione della situazione dei ricettori più impattati dall’attuale assetto della linea in ripristino, anche allo scopo di evidenziare eventuali situazioni critiche che necessitano di particolare tutela e attenzione, sia per la fase di cantiere, che di esercizio. Risulta inoltre necessario chiarire se il progetto di risanamento acustico sarà sviluppato e attuato in fase di realizzazione del ripristino.”. RFI ha presentato il 16/11/2020 tutte le integrazioni richieste in un documento di 367 pagine che si spera possa aver chiarito tutti i dubbi e possa permettere a questo appalto di poter completare il suo iter verso la realizzazione Il cronoprogramma dei lavori prevede un totale di 1096 giorni naturali e consecutivi. Il completamento dei lavori in questo tempo è fattibile prevedendo la contemporaneità di lavoro su almeno 4 tratte (considerando la linea divisa in 8 tratte separate dalle stazioni intermedie) con più fronti di lavoro ed una presenza media di circa 120‐140 uomini, con picchi di 170. La costruzione della linea risale agli inizi del secolo scorso, l'apertura all'esercizio è infatti del 1937. La linea ha profilo longitudinale con pendenza massima del 1.7%, e curve con raggio maggiore o uguale a 500 m, come desumibile dal profilo del progetto originario fornito da RFI, di cui si riporta un estratto nella figura seguente. La tratta Alcamo Dir. – Trapani via Milo ha velocità massima di linea in Rango A di 100 km/h e in Rango B di 105 km/h. Il progetto definitivo prevede il mantenimento di tali velocità, il progetto dell'armamento prevede comunque la possibilità di introdurre il Rango C con velocità 110 km/h. Per la realizzazione dell'intera opera si prevede l'istallazione di un cantiere logistico base in zona baricentrica, in località Ummari alla progressiva Km. 95+147, e 7 cantieri operativi: Km. 81+360 Km. 88+024 Km. 90+687 Km. 95+147 in prossimita' della stazione di Ummari Km. 102+279 in prossimità della stazione di Fulgatore Km. 106+858 in prossimità della stazione di Erice Napula Km. 114+151 in prossimità della stazione di Milo L'importo complessivo dei lavori è stato stimato in circa 92 milioni, di cui circa 3,165 milioni di oneri per la sicurezza. A questo importo si sommano le forniture dei materiali a catalogo RFI pari a circa 6 milioni. Il costo totale dell'intervento (lavori + somme a disposizione) si attesta al di sotto dei 118 milioni di euro.

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01 feb 2020

Raddoppio Giampileri-Fiumefreddo, parere favorevole del MATTM alla compatibilità ambientale

di Roberto Lentini

La Commissione Tecnica per la verifica dell'impatto ambientale VIA e VAS, in data 8 novembre 2019, ha espresso parere favorevole riguardo alla compatibilità ambientale per il Progetto definitivo della tratta Giampileri-Fiumefreddo alla condizione che si ottemperi a ben 16 prescrizioni obbligatorie. Quella che sta facendo discutere è la prescrizione n 6 che prevede il Recupero della Linea Storica Alcantara-Randazzo. Come si ricorderà la linea ferroviaria fu dismessa nel 2011 con Decreto Ministeriale n.389 e successivamente nell'agosto 2017 , con la legge 128/2017 venne inserita nel primo elenco di ferrovie da classificare come turistiche, ponendo così una tutela sul tracciato, impedendone l'alienazione a favore di terzi per un uso diverso da quello ferroviario, nell'attesa dell'individuazione delle somme necessarie al suo ripristino funzionale. Il MATTM prescrive che dovrà essere definito e presentato il progetto di recupero dell'infrastruttura e del ripristino delle aeree interessate dagli interventi di realizzazione. Quindi il proseguimento della tratta Giampileri-Fiumefreddo non dipende dal recupero della linea storica Alcantara-Randazzo ma semplicemente dalla redazione di un progetto. Un'altra prescrizione riguarda la stazione di Taormina in cui si dovrà definire e presentare il Progetto Esecutivo della stazione, comprensivo del ripristino delle aree interessate dagli interventi di realizzazione, con soluzioni alternative per gli scavi, di finiture dell'ìmpalcato e cromie dell'opera. Sono state inoltre poste altre prescrizioni che riguardano  la dismissione della Linea storica, le componenti ambientali acque sotterranee, rumore, vegetazione, Zone Natura 2000, cantiere, ripascimento dell’arenile di S. Alessio. Il raddoppio in variante della tratta Giampilieri-Fiumefreddo è di circa 42 Km e si sviluppa, a monte della linea storica, per l’85% in galleria; il progetto prevede anche la realizzazione di due nuove stazioni, Fiumefreddo e Sant’Alessio Siculo-Santa Teresa Riva e di quattro nuove fermate (Alcantara, Taormina, Nizza-Alì Terme, Itala-Scaletta) e prevede due lotti funzionali. Il primo lotto funzionale della lunghezza di circa 13,9 km, prevede la realizzazione del1a nuova linea nel tratto compreso tra gli impianti di Fiumefreddo e l'allaccio dell'interconnessione di Letojanni sulla linea storica, passando per la Stazione di Taormina, che in questa fase assume la funzione di Stazione di passaggio doppio semplice da cui si dirama un'interconnessione a semplice binario di lunghezza pari a circa 1,5 km; Il Secondo Lotto Funzione, che dal km 13+900 circa giunge a fine tracciato km 42+181, per una lunghezza di circa 28,3 km, prevede il completamente della nuova. linea in variante fino a Giampilieri. L'impianto di Taormina assume in questa seconda fase la funzione di stazione di diramazione e l'interconnessione per Letojanni verrà mantenuta in esercizio, assumendo la funzione di linea diramata; la stazione di Letojanni assumerà la connotazione di stazione di testa. La nuova fermata di Taormina si svilupperà in sotterraneo con due marciapiedi laterali di lunghezza 300 m. Gli elementi emergenti della fermata sono le tre uscite. La fermata  interrata si svilupperà su più livelli: il piano banchine, a quota circa 23.00 m slm, sarà costituito da un camerone con due banchine laterali. Ogni banchina sarà dotata' di tre cunicoli trasversali che condurranno ai rispettivi blocchi di scale costituiti ognuno da due scale mobili ed una scala fissa. Altri due cunicoli trasversali condurranno a due coppie di ascensori per le persone con mobilità ridotta. I collegamenti verticali saranno ripartiti in funzione dell'uscita da raggiungere. Due blocchi di scale ed una coppia di ascensori (per banchina), condurranno al piano mezzanino lato Catania (CT) superando un dislivello di circa 15.00 m, per proseguire verso le uscite all'area Drop off"Madonnina" e al Parcheggio "Lumbi", Un blocco scale ed una coppia di ascensori (per banchina), condurranno al piano mezzanino lato Messina (ME), superando un dislivello di circa 15.00 m, per guadagnare l'uscita lato Mare, mediante un collegamento pedonale interrato di lunghezza di circa 100 m.                         ' ll piano mezzanino, a quota circa 38.30 m slm, sarà costituito da due cunicoli trasversali di sezione più ampia: il primo lato Catania (CT), che conduce alle uscite Dropp off "Madonnina e all'uscita Città di Taormina (Parcheggio Lumbi). Da questo piano si accede al primo gruppo di quattro ascensori che, superando un dislivello di circa 60.00 m, sbarcheranno ad un collegamento pedonale interrato in piano a quota 98 m slm, che condurrà al secondo gruppo di ascensori diretti all'uscita Parcheggio Lumbi o, superando un dislivello di 74.00 m, sbarcheranno a quota 112.20 m slm, al Drop off Madonnina. Il secondo lato Messina (ME), che condurrà all'uscita lato mare (Giardini Naxos). Da questo piano si accede a un collegamento pedonale interrato di lunghezza di circa 100 m per uscire nel parcheggio lato mare. Il piano campagna, è articolato con tre uscite a quote differenti: Uscita Città di Taormina (Parcheggio Lumbi), a quota circa 154 m slm, costituita da un piccolo fabbricato fuori terra e una pensilina che caratterizza architettonicamente il piazzale e segnala l'ingresso in stazione; uscita in area "Drop off Madonnina" a quota 1.12.20 m slm; uscita Jato mare (Giardini.Naxos) a quota circa 42.50 m slm. I tempi di realizzazione saranno abbastanza lunghi. Per il lotto n 1 si prevede una durata complessiva di circa 102 mesi (ovvero 8 anni e mezzo) mentre per il lotto n 2 il programma dei lavori prevede una durata complessiva di 115 mesi (9 anni e mezzo). Con l’intervento si otterrà una variazione della velocità massima di tracciato da 160 a 200 km/h, che consentirà una diminuzione dei tempi di percorrenza di circa 25 minuti; inoltre, la realizzazione del raddoppio consentirà l’aumento della capacità potenziale della linea, da ottanta a duecento treni al giorno.      

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13 ott 2018

MILANO | Approvata la proposta di deliberazione per l’adozione del Piano di governo del territorio

di mobilita

La Giunta ha approvato la proposta di deliberazione per l’adozione del Piano di governo del territorio comprendente il nuovo Documento di Piano, la variante del Piano dei servizi, comprensivo del Piano per le attrezzature religiose e la variante del Piano delle regole. La proposta tiene conto dei 188 contributi e osservazioni presentati da cittadini, associazioni ed Enti nell’ambito della procedura per la Valutazione ambientale strategica (VAS). Tutti i contributi sono stati esaminati ed articolati in due categorie: la prima comprende quelli riguardanti il Rapporto ambientale ed i suoi allegati o quelli che hanno carattere ambientale, benché riferiti alla documentazione del Piano, la seconda riguardante esclusivamente aspetti urbanistici, quindi non considerabili in fase di procedura di VAS. I contributi di carattere ambientale valutati positivamente hanno contribuito all’aggiornamento di alcuni elaborati della proposta di Piano come ad esempio l’Elaborato tecnico Aziende a rischio di incidente rilevante o l’integrazione, all’interno della disciplina del paesaggio nel Documento di Piano, di un paragrafo sulla percezione del paesaggio da parte dei cittadini, esito del percorso di partecipazione dei laboratori Milano 2030. Sono stati inoltre valutati positivamente anche alcuni pareri dei nove municipi, come ad esempio l’inserimento nella lista degli edifici abbandonati e degradati di proprietà privata di alcuni immobili non ancora mappati e la segnalazione di alcuni nuovi tratti di ambiti a vocazione pedonale. In tema di individuazione di nuovi nuclei storici esterni, è stata inoltre accolta la richiesta di inserimento dei nuclei di Cagnola e Lampugnano. "Questa prima fase di contributi è stata preziosa e ci consente di iniziare la discussione con il Consiglio comunale sulla Milano del 2030 – sottolinea l’assessore all’Urbanistica, Verde e Agricoltura Pierfrancesco Maran -. È un piano che renderà la città più attrattiva, vivibile, inclusiva e sostenibile con incentivi per chi investe nelle periferie, misure importanti per la lotta agli edifici abbandonati e interventi di rigenerazione urbana per aumentare il verde". L’adozione conferma i 5 obiettivi e le strategie per raggiungerli presentati alla città lo scorso maggio. 1. Una città connessa, metropolitana e globale La pianificazione urbanistica sarà fortemente connessa allo sviluppo delle infrastrutture di mobilità, che nei prossimi anni vedrà la realizzazione della M4, il prolungamento della metropolitana verso Monza e Settimo Milanese, l’adeguamento della cintura ferroviaria in funzione della Circle Line e il potenziamento del Servizio Ferroviario Regionale e dell’alta velocità. Secondo una logica di crescita urbana che vuole il numero maggiore possibile di persone vivere e lavorare a breve distanza da una fermata del treno o della metro anche per ridurre la dipendenza dalla mobilità privata, il Piano incentiva interventi di rigenerazione in prossimità di 12 nodi di interscambio – Comasina, Bovisa, Stephenson, Cascina Gobba, Centrale, Garibaldi, San Donato, Rogoredo, Famagosta, Bisceglie, Lampugnano, Molino Dorino – determinando in corrispondenza di essi la possibilità di superamento dell’indice di edificabilità massimo di 1 mq/mq previsto negli ambiti della città ad elevata accessibilità (l’indice massimo nelle aree meno accessibili è invece fissato a 0,7 mq/mq) anche attraverso la realizzazione di Edilizia Residenziale Sociale. 2. Una città di opportunità, attrattiva e inclusiva Il Piano individua 6 aree - San Siro, Goccia, Piazza D’Armi, Ronchetto, Porto di Mare e Rubattino – il cui sviluppo sarà legato all’insediamento di “Grandi Funzioni Urbane”, come ospedali, impianti sportivi, parchi urbani, sedi amministrative, progetti di ampio respiro che portino nuovi servizi sull’area metropolitana. Si prevede inoltre di assimilare il cambio di destinazione d’uso tra le categorie produttivo, terziario, ricettivo e servizi privati, in modo da incentivare la nascita di opportunità di lavoro per i giovani, in particolare legate all’economia 4.0. Per quanto riguarda il tema casa, a fronte della crescente domanda della popolazione giovane il Piano incentiva la realizzazione di case in affitto, consentendo ai privati di superare l’indice di edificabilità massima negli ambiti della città accessibili mediante la realizzazione di edilizia sociale in locazione, in vendita di tipo agevolato e co-abitazioni e riducendo la richiesta di dotazione per servizi per gli interventi di edilizia libera, a patto che si preveda una quota di affitto, con l’obiettivo di aumentare l’offerta e calmierare quindi i prezzi. 3. Una città green, vivibile e resiliente Il nuovo Piano prevede la riduzione del consumo di suolo del 4% rispetto al Piano vigente, da ottenere attraverso il vincolo ad uso agricolo di oltre 3 milioni di mq di aree, l’ampliamento del parco sud per circa 1,5 milioni di mq, la realizzazione del grande Parco Metropolitano attraverso la connessione ecologica tra il parco Nord e il parco Sud, la nascita di almeno 20 nuovi parchi tra cui i 7 previsti all’interno degli scali ferroviari e un piano di forestazione in fase di studio che prevede un incremento notevole del numero degli alberi nell'area metropolitana. Per quanto riguarda l’edificato, si prevede l’innalzamento degli standard richiesti, con il miglioramento delle prestazioni energetiche, la realizzazione di nuove aree permeabili, anche attraverso “tetti verdi”, e la certificazione della riduzione di CO2. 4. Una città, 88 quartieri da chiamare per nome Il piano vuole valorizzare i suoi 88 quartieri ponendo al centro le sue piazze, migliorando lo spazio pubblico e i servizi per i cittadini e andando a superare il divario territoriale e sociale tra centro e periferia. Cuore di questa strategia sono i progetti per la riapertura dei Navigli, la riqualificazione degli scali ferroviari e la rigenerazione di 6 piazze caratterizzate da elevata accessibilità poste sull’asse della 90/91; Loreto, Maciachini, Lotto, Romolo, Trento e Corvetto potranno essere rigenerati con interventi che ne migliorino la qualità progettuale, la fruibilità pedonale e l’attrattività. Anche in questi ambiti caratterizzati da ampia accessibilità sarà possibile superare l’indice di edificabilità massimo (1 mq/mq anziché 0,7 mq/mq) attraverso la realizzazione di Edilizia Residenziale Sociale. 5. Una città che si rigenera Riqualificare l’esistente per non consumare ulteriore suolo pubblico. Il Piano individua alcuni “Ambiti di Rigenerazione Urbana”, aree ai margini del territorio che dovranno essere valorizzate con interventi mirati al recupero del patrimonio edilizio degradato. Si prevede inoltre il recupero di 3mila alloggi di edilizia residenziale pubblica, la realizzazione nell’ambito dell’Accordo di Programma sugli Scali Ferroviari di alcuni alloggi a canone sociale, la sperimentazione in 10 aree pubbliche di edilizia popolare e servizi abitativi all’interno di contesti sociali misti. Si prevedono infine misure severe sul fronte degli edifici abbandonati, prevedendo la perdita dei diritti volumetrici esistenti e l’assegnazione solo dell’indice di edificabilità unico per chi lascia stabili in stato di degrado. La proposta di revisione del PGT comprende il Piano per le Attrezzature Religiose (PAR) come richiesto dalla Legge Regionale 12/2015. Il PAR prevede l’individuazione di 16 nuovi luoghi di culto di cui 4 nuove chiese cattoliche, 9 di altre confessioni religiose e 3 possibili nuovi luoghi in aree comunali che saranno assegnate tramite bando aperto a tutti le confessioni religiose (via Marignano, via Esterle e un’area all’interno dell’ambito del Parcheggio Trenno di via Novara). La discussione passerà ora al Consiglio comunale per l'adozione del Piano che successivamente tornerà a disposizione della città per la fase di osservazioni, per poi essere definitivamente approvato dal Consiglio comunale. Ti potrebbero Interessare: MILANO | Incontro in Bovisa per parlare del nuovo Piano di Governo del Territorio

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07 ago 2017

Valle d’Aosta, al via le procedure per un piano dei trasporti regionale

di mobilita

Il Governo regionale della Valle d'Aosta, su proposta dell’Assessorato del turismo, sport, commercio e trasporti, ha avviato le procedure per l’acquisizione del servizio di elaborazione della bozza del Piano regionale dei trasporti e dei documenti di Valutazione Ambientale Strategica (VAS). La Regione esercita la programmazione e il coordinamento dei trasporti pubblici mediante il Piano regionale dei trasporti (PRT) previsto dalla L.r. n. 29/1997 (Norme in materia di servizi di trasporto pubblico di linea). La successiva legge regionale 25 novembre 2016, n. 22 (Disposizioni per una ferrovia moderna e un efficiente sistema pubblico integrato dei trasporti) ha inoltre previsto la redazione di un Programma strategico degli interventi, che a sua volta fornisce gli indirizzi per il sistema dei trasporti pubblici valdostano. L'espansione urbanistica è sempre più caratterizzata da fenomeni di dispersione insediativa, che producono diseconomie per la mobilità. La rarefazione dell’insediamento residenziale, produttivo e commerciale aumenta gli oneri legati agli spostamenti di persone e merci e rende più difficile fornire adeguate soluzioni di mobilità, pubblica e privata. Uno strumento che affronti il problema in maniera trasversale, complessiva e strategica è quindi necessario per la Valle d’Aosta e permetterà di analizzare le esigenze di mobilità, coordinando i diversi attori che concorrono a costituirne l’offerta, per ottenere risultati che diano risposte efficaci ai bisogni di oggi, senza compromettere le necessità delle generazioni future e tenendo conto delle risorse economiche disponibili. Per l’Assessore Claudio Restano "con questa deliberazione, il Governo regionale prepara un importante strumento di programmazione del sistema dei trasporti, pubblici e privati. Il Piano regionale dei trasporti potrà fornire alla collettività valdostana risposte per garantire l’accessibilità ai cittadini e ai turisti, per migliorare la qualità della vita e ridurre gli impatti sulla salute, incentivando l’attrattività del nostro territorio anche a favore del paesaggio e dell’ambiente".

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