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03 mag 2019

VENEZIA | Ecco il progetto per proteggere San Marco dalle maree

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Il Provveditorato alle Opere Pubbliche del Triveneto ha realizzato un sistema per diminuire drasticamente le invasioni mareali nell’atrio della Basilica di San Marco a Venezia. I lavori del progetto, che si basa su un’idea concepita dalla Procuratoria di S.Marco, sono terminati e la prima prova è avvenuta, con esito positivo, il 13 aprile. Il sistema, che è stato realizzato grazie ai fondi per la Salvaguardia di Venezia, ha previsto il restauro degli antichi condotti, al fine di evitare dispersioni indesiderate e la possibilità di interruzione della connessione idraulica con il Bacino per mezzo di alcune valvole e pompe. La Basilica di S. Marco si trova nella zona altimetricamente più bassa della città di Venezia che, negli ultimi decenni, è stata oggetto di aggressioni sempre maggiori da parte della marea, in particolare con l’invasione del pavimento dell’atrio (nartece) e della parte immediatamente prospiciente la Piazza, che avviene oltre 200 volte all’anno. Ciò significa che le murature perimetrali lato Piazza S. Marco, in questi ultimi 50 anni, sono praticamente sempre state con le basi a contatto dell’acqua salata e la salsedine è risalita per osmosi nei mattoni. L’acqua salata entrava anche nel nartece della Basilica, bagnandone il pavimento in marmo mosaicato del XII secolo e intaccando colonne e marmi. Ciò era dovuto all’esistenza di un sistema di tubazioni collegate ai condotti esterni per lo scolo dell’acqua piovana, che a loro volta sfociano in bacino. A motivo della bassa quota altimetrica della pavimentazione, l’acqua era libera di risalire lungo i condotti di scarico, allagando il nartece e l’area circostante la Basilica. Sulla base di questa positiva esperienza e seguendo lo stesso principio, il Provveditorato alle Opere Pubbliche ha avviato la revisione del progetto di impermeabilizzazione dell’intera Piazza S. Marco, fermo dal 1998, con la prospettiva di un sensibile contenimento dei costi e l’attivazione di un cantiere compatibile con le esigenze turistiche e funzionali della piazza. Il progetto di difesa della Piazza intende mantenerla asciutta sino a una quota di 110 cm sopra il livello del mare, oltre la quale è previsto l’intervento del Mose.

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26 apr 2019

MILANO | Piazza Gasparri si rifà il look

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Il modello è quello usato per Dergano lo scorso settembre, la logica quella applicata anche per Angilberto II e, appena un mese fa, per Porta Genova. Piazza Gasparri, quartiere Comasina, è pronta a rifarsi il look con un progetto di riattivazione dello spazio pubblico ‘vicini in piazza’ realizzato in collaborazione con Bloomberg Associates. L’intervento nasce da un confronto dell’Amministrazione con il Municipio 9 e il comitato di quartiere Comasina con l’obiettivo di migliorare la qualità dello spazio pubblico e trasformare la piazza, che ospita una scuola e una chiesa, in un nuovo presidio sociale. Nei prossimi giorni partiranno quindi i lavori di riqualificazione che prevedono la chiusura al transito della piazza, eccetto ai veicoli autorizzati e di soccorso, con l'obiettivo di risolvere le problematiche della sosta abusiva e disordinata dei veicoli attraverso la posa di dissuasori e di una barriera provvisoria che verrà successivamente sostituita da un pilomat. Al di fuori dell’area pedonale, la sosta pubblica è già stata regolamentata con strisce blu. Nelle aree rese pedonali e vivibili saranno realizzati un campo da petanque su erba sintetica e posati panchine e due tavoli da ping pong. In un’aiuola esistente saranno inoltre piantati tre alberi. Nel weekend del 4 e 5 maggio si procederà infine al disegno sulla pavimentazione di alcuni giochi per bambini. L’inaugurazione della piazza è prevista per sabato 11 maggio. Verrà inaugurata invece il 9 maggio la nuova piazza Santa Rita da Cascia, in corso di riqualificazione con un intervento di urbanistica tattica concordato con il Municipio 6 e in collaborazione con la provincia ligure dell’ordine di Sant’Agostino che prevede la pedonalizzazione dell’area di fronte al santuario.

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25 apr 2019

ROMA | Domenica 28 aprile torna #ViaLibera, un anello stradale chiuso al traffico

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Domenica 28 aprile torna #ViaLibera, un anello stradale di circa 15 km rimarrà per l’intera giornata chiuso al traffico e dedicato a pedoni e ciclisti. Tra le strade interessate: via Cola di Rienzo, via Tiburtina (San Lorenzo), via dei Fori Imperiali e largo Corrado Ricci, via XX Settembre, piazza Venezia, viale Manzoni, via Labicana, via Veneto.  Lungo l’anello, una serie di iniziative, eventi, attività e feste di quartiere arricchiranno gli itinerari, per rafforzare un nuovo approccio culturale alla mobilità e un nuovo uso della strada, a misura d’uomo e a salvaguardia delle utenze più deboli. Il progetto è promosso da Roma Capitale, coordinato dall’Assessorato alla “Città in Movimento”, con gli Assessorati “Sport, Politiche Giovanili e Grandi Eventi”, “Crescita Culturale”, “Sostenibilità ambientale”, “Sviluppo economico, Turismo e Lavoro”, “Persona, Scuola e Comunità solidale”, ed è curato da Roma Servizi per la Mobilità con la collaborazione dei Municipi, della Polizia Locale e di Zètema Progetto Cultura. Le varie attività commerciali (negozi, bar, ristoranti, palestre, ecc.) e i punti di interesse (musei, biblioteche, scuole palazzi storici, spazi espositivi, istituti di cultura, ecc.) che si localizzano lungo o nei pressi del percorso entrano a pieno titolo nell’iniziativa, con attività mirate o già programmate per le date in questione. In coerenza con le esperienze di altri Paesi, #VIALIBERA attua finalità ed obiettivi del Piano Generale del Traffico Urbano (Del. A.C. n. 21 del 16 aprile 2015) con iniziative volte ad aumentare la “vivibilità” degli ambiti urbani e la qualità di vita dei cittadini; ridurre i livelli di inquinamento, congestione ed incidentalità stradale; incentivare la “mobilità attiva” a piedi e in bicicletta; offrire spazi per iniziative sociali e momenti di aggregazione. #VIALIBERA si collega, inoltre, con quanto indicato nelle Linee Programmatiche dell’Amministrazione (Del. A.C n. 9 del 3 agosto 2016) per incrementare a Roma, e in tutti i Municipi, gli spazi dedicati alla pedonalità, consentendo al contempo di verificare pedonalizzazioni transitorie e definitive già allo studio da parte dell’Amministrazione negli stessi Municipi e di promuoverne di nuove.

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24 apr 2019

Approvato nuovo Protocollo d’intesa per la Ciclovia del Garda

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Ciclovia del Garda, nuovo capitolo del percorso che porterà alla realizzazione di questa spettacolare infrastruttura attorno al più grande lago d'Italia, una dorsale cicloturistica interregionale di circa 140 chilometri, distribuiti fra Trentino, Veneto e Lombardia. Oggi la Giunta autonoma di Trento ha approvato il testo del nuovo Protocollo d’intesa fra la Provincia autonoma di Trento, soggetto capofila, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, la Regione Veneto e la Regione Lombardia, che sostituisce l’analogo Protocollo dell'agosto 2017. Il nuovo Protocollo recepisce il contenuto del decreto ministeriale del 29 novembre 2018 relativo ad una prima ripartizione delle risorse finanziarie statali per la realizzazione dell’intervento. Successivamente alla firma il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti erogherà quindi la prima tranche del finanziamento per la realizzazione del Progetto di Fattibilità tecnica ed economica dell’intero tracciato, circa 1,6 milioni di euro, che saranno ripartiti tra le Regioni interessate secondo accordi successivi tra le parti e secondo le rispettive esigenze. Il Protocollo stabilisce inoltre che ad approvazione, da parte del Ministero, del Progetto di Fattibilità, sarà erogata la seconda tranche di finanziamento per ulteriori 15, milioni circa, anche questi da ripartire fra Trentino, Veneto e Lombardia. Le risorse contribuiranno a finanziare i lotti funzionali prioritari, fermo restando che lo Stato provvederà con successivi decreti a ripartire le ulteriori risorse alle annualità 2020-2024. La Ciclovia del Garda, percorso interregionale di circa 140 chilometri, attorno al lago di Garda, si collegherà con l’itinerario n. 7 “Percorso del Sole” della rete europea ciclabile EuroVelo, rappresentando uno degli elementi maggiormente caratterizzanti lo sviluppo turistico dell’area del lago.  La realizzazione della ciclovia avverrà sia con risorse della Provincia autonoma e delle Regioni interessate, oltre che degli enti territoriali locali, sia con finanziamenti statali fissati da Decreti Ministeriali e da Protocolli d’Intesa attuativi Stato e Regioni interessate dalla ciclovia. Ad oggi, in territorio trentino, della Ciclovia del Garda risultano finanziati con risorse del Bilancio provinciale e della Comunità dell’Alto Garda e Ledro 9 milioni di euro, che concorrono a coprire i costi necessari alla realizzazione della prima unità funzionale che va da Riva del Garda alla Spiaggia dello Sperone, in parte in fase d’appalto e in parte in progettazione. La quota parte dello stanziamento ministeriale di 1,6 milioni, previsto dal Protocollo, servirà a finanziare il progetto di fattibilità tecnico-economica complessivo del tracciato, mentre la quota parte dei successivi 15 milioni  servirà a finanziare un’altra unità funzionale, sponda Ovest, che la Giunta provinciale, d’intesa con i territori, riterrà prioritaria alla luce degli esiti della progettazione di fattibilità. Ti potrebbe interessare: Domani apre la pista ciclopedonale più spettacolare del mondo sul lago di Garda

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20 apr 2019

VENEZIA | Da mercoledì 24 aprile il mercato bisettimanale di Mestre si sposta

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Iniziano martedì 23 aprile i lavori propedeutici al rifacimento complessivo del nuovo mercato di Mestre con lo spostamento, dal giorno successivo, del mercato bisettimanale da piazzetta Coin a via San Pio X, con la conseguente cancellazione delle strisce blu, la modifica della viabilità automobilistica e delle linee Actv. Nello specifico ogni mercoledì e venerdì, a partire appunto dal prossimo 24 aprile e fino a completamento dei lavori di riqualificazione del mercato giornaliero di via Fapanni, saranno vietati il transito e la sosta, dalle ore 6 alle ore 15, in via San Pio X. Le deviazioni degli autobus Actv Alcune linee del trasporto pubblico AVM/Actv subiranno modifiche di percorso e fermate e non transiteranno per via San Pio X, in particolare: le linee 20, 21, 80, 31H, 32H e 9H provenendo da via Castellana/via Terraglio transiteranno per via Circonvallazione, via Carducci, via Olivi e piazza XXVII Ottobre, da dove riprenderanno il regolare percorso. In sostituzione delle fermate di via San Pio X, le linee interessate transiteranno per le fermate Circonvallazione-Olimpia, Carducci-Pascoli e Olivi-Mestrina; le linee 13, 48H ed extraurbane 5E, 6E, 8E e 8AE provenendo da via Terraglio/via Circonvallazione/via Castellana transiteranno per via Torre Belfredo, viale Garibaldi e via Colombo. In sostituzione delle fermate di via San Pio X, le linee interessate transiteranno per la fermata Garibaldi-Municipio. Sempre a partire da mercoledì prossimo, gli operatori giornalieri di vendita di fiori e piante, che attualmente si posizionavano in via Lazzari, opereranno provvisoriamente in via Allegri, mentre il farmer's market del giovedì e il mercatino del biologico del sabato saranno allestiti, dalla prossima settimana, in riviera XX Settembre. Nuova sede stabile del mercato Grazie a questo primo spostamento, sarà possibile procedere con la conseguente realizzazione della struttura provvisoria che ospiterà gli operatori del mercato coperto di via Fapanni durante i lavori di ammodernamento e che occuperà piazzetta Coin e una porzione di via Poerio. Si tratta di lavori che permetteranno di creare una soluzione temporanea in modo tale da non interrompere l’attività del mercato stesso durante la realizzazione della nuova sede stabile che avverrà durante il periodo estivo. Si tratta di un intervento complesso di riqualificazione del mercato che vede impegnati insieme il Comune, che ha stanziato un finanziamento complessivo di quasi 3,4 milioni di euro, Insula spa, che progetta e realizzerà i lavori, e Veritas spa.

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20 apr 2019

GENOVA | Nuovo parcheggio di interscambio a Quinto

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Un nuovo parcheggio di interscambio è stato realizzato a Quinto in via Francesco Maria Ruzza, nei pressi della stazione ferroviaria. Sono stati tracciati 68 stalli per le auto, di cui 2 riservati ai disabili, e 25 per moto e scooter. All’ingresso del piazzale a giorni verrà posizionato un limitatore di sagoma per impedire l’accesso a veicoli con un ingombro in altezza superiore a 1.90 metri. Così come quello di via Opisso a Pegli, di recente inaugurazione, anche questo park è stato realizzato in un’ampia area di proprietà di FS Sistemi Urbani (Gruppo FS Italiane) concessa in uso gratuito al Comune di Genova sino a dicembre 2019. Prosegue quindi la stretta collaborazione tra Comune e Ferrovie per favorire la mobilità collettiva da e per la città di Genova, incentivando lo scambio tra diverse modalità di trasporto e l’integrazione tra il mezzo privato, la rete ferroviaria e i sistemi di mobilità urbana. «Da adesso anche il Levante ha un importante parcheggio di interscambio che è stato possibile realizzare grazie alla preziosa collaborazione che l’amministrazione comunale ha avviato con il Gruppo FS – sottolinea con particolare soddisfazione l’assessore alla Mobilità -. Mi auguro che anche questo park venga utilizzato per lo scopo con cui è stato realizzato e con le modalità illustrate nella segnaletica verticale che è stata installata».

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17 apr 2019

Presentato il rapporto “MobilitAria 2019″

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Lieve miglioramento della qualità dell’aria, ma nelle città continuano gli sforamenti dei limiti normativi. Aumento degli spostamenti della mobilità attiva a piedi e in bicicletta, tiene il trasporto pubblico, ma cresce ancora il numero di auto e moto nelle città ed aree metropolitane. Complessivamente la mobilità sostenibile urbana delle grandi città non registra grossi miglioramenti in questi due anni 2017/2018. Sono questi i principali dati che emergono dal secondo rapporto “MobilitAria 2019” di Kyoto Club e Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IIA) in collaborazione con OPMUS ISFORT, presentato oggi a Roma presso la sede centrale del Gruppo FS Italiane. Lo studio analizza la qualità dell'aria di 14 città metropolitane (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino, Venezia), registrando un miglioramento, che tuttavia non certifica per tutte le città il rispetto dei limiti normativi previsti dalla Direttiva europea. Nella valutazione della qualità dell’aria, il rapporto considera i tre inquinanti particolato (PM10 e PM2,5) e biossido di azoto (NO2). Nello specifico, viene rilevata una riduzione dei livelli medi di NO2, con alcune città in decremento come Messina (-23%), Cagliari (-21%), Roma (-12%), Torino (-12%) e Bologna (-11%). Al contrario Reggio Calabria e Catania segnalano un superamento dei valori.  Tra le città che nel 2018 hanno superato i limiti ci sono Milano, Roma e Torino. Per le concentrazioni medie di PM10, in genere al di sotto dei limiti, per diverse città è avvenuto il superamento dei limiti giornalieri, che ricordiamo non dovrebbero superare i 35 sforamenti l’anno. Tra queste la peggiore del 2018 è Torino (89 giorni) seguita da Milano (79 giorni), Venezia (63 giorni), Napoli (40 giorni) Cagliari (49 giorni). L’Italia, per il continuo superamento dei limiti normativi di PM10, è stata deferita alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea per non aver preso misure adeguate nel contrastare l’inquinamento dell’aria. Sotto il punto di vista della mobilità urbana, il report analizza cosa è avvenuto in questi due anni a livello urbano, regionale e nazionale, con i diversi provvedimenti e investimenti. Per le Zone a Traffico Limitato si consolida la ZTL di Palermo, novità da Firenze con la ZTL estiva e poi arrivata Area B a Milano: due terzi della città dove progressivamente saranno eliminate le auto più inquinamenti. Stabili nel biennio aree pedonali e piste ciclabili.  Ad ottobre 2018 sono entrati in funzione i blocchi del traffico nelle città del bacino padano sulla base dell’accordo sottoscritto tra Regioni e Ministero Ambiente. Per l’uso del Trasporto Pubblico Urbano (TPL) aumentano gli utenti a Bologna (+18%) e Torino (+12%), Cagliari (+9%) maglia nera per Catania (-10%).  La sharing mobility cresce a Milano, Torino, Firenze, Roma, Palermo e Cagliari, sbarca a Bologna per la prima volta, ma nelle altre città non decolla. Ed ecco il dato negativo: dopo anni in costante diminuzione, nel biennio 2017-2018 torna a salire l’indice di motorizzazione di automobili sia nelle città che aree metropolitane: Torino è la peggiore (+5%, 674 veicoli/1000 abitanti), seguita da Bologna (+3%, 531 veicoli/1000 abitanti). “In questi due anni abbiamo registrato un lieve miglioramento della qualità dell’aria ma le città e le Regioni italiane sono troppo lente nelle azioni da intraprendere rispetto ai problemi di traffico e congestione.  Da un lato migliora la mobilità attiva ed il trasporto pubblico nelle aree centrali ma nelle aree metropolitane l’auto continua ad essere il mezzo più utilizzato”, hanno dichiarato Anna Donati, coordinatrice del gruppo di lavoro sulla mobilità sostenibile di Kyoto Club e Francesco Petracchini, ricercatore del CNR-IIA. “Ed è qui che bisogna investire di più con misure e risorse a livello nazionale verso la mobilità sostenibile.”  “Il treno, mezzo ecologico per eccellenza, permette di ridurre in modo significativo l’inquinamento”, dichiara Orazio Iacono, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Trenitalia. “Nel 2018 le persone che hanno scelto il treno al posto dell’auto, hanno contribuito a ridurre le emissioni di CO2 nell’atmosfera di oltre due milioni di tonnellate. La nostra flotta attuale conferma l’attenzione verso l’ambiente. Il Frecciarossa 1000 è il primo treno alta velocità ad aver ottenuto la certificazione di impatto ambientale ed è costruito con materiali la cui percentuale di riciclabilità è vicina al 100%. Per acquistare i nuovi treni regionali Rock e Pop, riciclabili fino al 97% con una riduzione del 30% dei consumi energetici rispetto ai convogli precedenti, utilizziamo i green bond, strumenti di finanza sostenibile”. Il rapporto contiene dati inediti dell’Osservatorio OPMUS-ISFORT sulle caratteristiche della mobilità 2016/2017 nelle 14 aree metropolitane confrontati con gli anni 2012/13. Emergono il balzo della mobilità a piedi ed in bicicletta, la tenuta del trasporto pubblico e il calo dell’uso dell’auto, che tuttavia resta ampiamente il mezzo preferito dai cittadini metropolitani con oltre il 50% di spostamenti. OPMUS ISFORT introduce il tasso di mobilità sostenibile, costruito sommando gli spostamenti a basso impatto (piedi, bici e TPL) nelle aree urbane. Tale tasso è inferiore al 40%, sia nella media delle Città metropolitane, sia in quella nazionale. Nel 2016-2017 rispetto al 2012-2013 l’indice è cresciuto di quasi 8 punti a livello nazionale e di circa 5,5 punti nelle aree metropolitane. E l’area metropolitana di Milano, città che conferma la sua capacità innovativa, ad aprire la classifica con un tasso di mobilità sostenibile di poco inferiore al 50% (48,3%), seguita da Genova (46,7%), Venezia (46,4%) e Bari (44,1%). In fondo alla classifica Catania, Reggio Calabria, che pure migliorano, e Messina.  “L’analisi dei dati mostra che esistono differenze rilevanti nei modelli di mobilità espressi tra le singole aree metropolitane sia per intensità e caratteristiche della domanda, sia soprattutto nell’uso dei mezzi di trasporto. Le Città metropolitane del Nord (+ Firenze), pur con eccezioni e specificità particolari, si stanno complessivamente muovendo verso un’organizzazione più sostenibile del trasporto, mentre quelle del Sud (+ Roma) appaiono in ritardo, anche se non mancano situazioni interessanti di forte recupero” è il commento del Direttore della ricerca di ISFORT, Carlo Carminucci. “L’altro dato generale significativo che emerge, peraltro non così scontato, è l’omogeneità degli indicatori delle Città metropolitane con le medie nazionali, come se non esistesse una specificità dell’area metropolitana rispetto alla domanda di mobilità e alla scelta dei mezzi di trasporto. Ciò significa che queste aree così rilevanti per lo sviluppo del Paese devono accelerare la transizione verso un modello di mobilità più sostenibile, positivamente avviato negli ultimi anni ma ancora troppo debole e a macchia di leopardo”. Nell’ultima parte del report, Kyoto club e CNR-IIA lanciano diverse proposte per migliorare la qualità dell’aria e la mobilità sostenibile: l’aumento del numero di centraline per controllare meglio la qualità dell’aria, l’approvazione di un nuovo codice della strada, linee guida per i Piani regionali sulla Qualità dell’Aria, il monitoraggio dei PUMS che tutte le città metropolitane devono approvare a breve. Inoltre sono definiti target precisi al 2025 per l’aumento del trasporto collettivo, della mobilità pedonale e ciclistica, della sharing mobility, contestuale alla riduzione dell’auso dell’auto privata. Per il veicolo elettrico si propone che dopo il 2030 non vengano vendute In Italia più veicoli “fossili” ma su punti sul tutto elettrico per auto, moto e trasporto pubblico. “Il Piano Nazionale Energia e Clima presentato dal Governo, è troppo timido e insufficiente anche nella parte trasporti” ha dichiarato Francesco Ferrante, Vicepresidente Kyoto Club. “Per il raggiungimento degli obiettivi previsti di riduzione dei gas serra del 33% al 2030 e la decarbonizzazione al 2050. Per tener fede agli obiettivi nel settore trasporti dobbiamo ridurre le emissioni del settore di 23,8 milioni di tonnellate nella prossima decade e di 76,8 milioni al 2050. Una sfida immensa che nel PNEC è invece davvero insufficiente e ci auguriamo che dal confronto in corso venga modificata.”

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17 apr 2019

REGGIO CALABRIA | Affidati alla ditta aggiudicatrice i lavori di riqualificazione del Parco Baden Powell

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Questa mattina sono stati affidati alla ditta aggiudicatrice i lavori di riqualificazione del Parco Baden Powell. Il cantiere durerà 200 giorni e consentirà di far rivivere un’area di oltre 14 mila metri quadri nel cuore della città, al centro dei quartieri di Sant’anna, Reggio Campi e Spirito Santo. Sarà anche realizzato un percorso ciclo pedonale, una palestra all’aperto, aree play ground, giostre per bambini, tre chioschi bar, un caffè letterario, un’area per i mercatini di Natale, un’area animal friendly, una stazione per il bike sharing, uno spazio per i campi tenda degli scout e gli spogliatoi per l’anfiteatro.

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17 apr 2019

ROMA | Arriva il progetto preliminare per la riqualificazione dell’area di Centocelle

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Arriva il progetto preliminare per la riqualificazione dell'area di Centocelle e in particolare di via dei Castani che prevede, da un lato il marciapiede che verrà allargato il marciapiede e dall'altro si manterrà una circolazione stradale in sede più ristretta. "E' un percorso difficile, un cambiamento Copernicano - ha affermato il presidente della commissione Mobilità Enrico Stefàno - Oggi infatti siamo abituati ad usare l'auto (magari lasciandola a caso) anche per "andare ad acquistare le sigarette", siamo colti dal panico quando dobbiamo fare più di 100 mt a piedi per rientrare nelle nostre abitazioni, diamo per scontato insomma che la strada debba essere in larghissima parte occupata (in maniera legale o meno) dalle automobili private. Pensiamo che il "postoautosottocasa" sia una diritto tutelato dalla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo. Per lo stesso motivo infatti c'è chi mi scrive scandalizzato dalla via Tuscolana dove le pedane per i bus che abbiamo appena realizzato nel progetto della ciclabile "costringono" le auto a dover attendere che gli utenti del TPL salgano e scendano dal mezzo (ma costoro non hanno lo stesso diritto di utilizzare uno spazio che è di tutti?). Questo progetto è importante anche perchè porta un intervento di riqualificazione non più solo al Colosseo, a Monti o a via del Corso, ma in periferia. Quella periferia che rivendichiamo tanto spesso e per la cui dimenticanza da parte delle Amministrazioni costantemente ci lamentiamo. Va considerato poi che in zona c'è tutto il trasporto pubblico necessario per provare, magari solo una volta a settimana, a rinunciare al mezzo privato: metropolitana, tram, una serie infinita di linee di autobus (oggi poco efficienti anche e soprattutto perchè bloccate dalla sosta selvaggia). Personalmente lo faccio tutti i giorni e sono ancora sopravvissuto. Un ultimo focus sul progetto: come vedete dalle immagini nessuno sarà segregato in casa, chiunque potrà continuare ad accedere, anche con la propria auto, alla propria abitazione, box, garage, negozio. Da un lato sarà mantenuta viabilità e sosta in linea, dall'altro la pedonalizzazione, dove saranno comunque garantiti tramite appositi percorsi protetti gli accessi ai passi carrabili. Comprendo perfettamente che il cambio di abitudini spesso ci spaventa, ma se vogliamo far fare un salto di qualità a questa città è necessario un po' di coraggio da parte di tutti. La politica ce lo sta mettendo".

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16 apr 2019

MILANO | Tra via Albricci e via Larga cantieri per riqualificazione armamenti e fermate

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Partono i lavori per la riqualificazione dell'asse tranviario tra via Larga e via Albricci dove saranno sostituite le rotaie del tram, saranno rifatte la pavimentazione stradale e le fermate del tram tra largo Augusto e via Sforza. I lavori comportano temporanei disagi e il cambio di percorso delle linee che attraversano il tratto cantierizzato (tram 12, 19, 24, 27, bus 54, 60, 73 e N27, NM1, NM3). Per i dettagli sulle variazioni che riguardano i mezzi pubblici vi invitiamo a consultare il sito di Atm che sarà puntualmente aggiornato lungo tutta la durata dei lavori divisi in due tratte: dal 17 aprile all’8 maggio il cantiere riguarderà in particolare il tratto di via Larga e dal 15 maggio al 14 giugno sarà in via Albricci. I lavori tra via Albricci e via Larga rientrano nel più ampio piano di manutenzione continua di strade e linee di trasporto pubblico attuato da Comune e Atm.

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