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02 nov 2017

ICity Rate 2017: Milano la città più “smart” d’Italia, Bologna e Firenze sul podio

di mobilita

Per il quarto anno consecutivo Milano si conferma la Smart City più avanzata d’Italia. É quanto emerge dal rapporto Icity Rate 2017, realizzato da Fpa, società del gruppo Digital360, che fotografa la situazione delle città italiane nel percorso per diventare smart, cioè più vicine ai bisogni dei cittadini, più inclusive e più vivibili. Fpa ha preso in analisi 15 dimensioni urbane (povertà, istruzione, aria e acqua, energia, crescita economica, occupazione, turismo e cultura, ricerca e innovazione, trasformazione digitale e trasparenza, mobilità sostenibile, rifiuti, verde pubblico, suolo e territorio, legalità e sicurezza, governance) declinate a loro volta complessivamente in 113 indicatori. Il primato di Milano è sostenuto soprattutto dalla 1° posto in crescita economica, occupazione, mobilità sostenibile, ricerca e innovazione, trasformazione digitale.  Ottimi risultati anche nella partecipazione dei cittadini e nella gestione dei beni comuni, mentre risente dell’introduzione delle variabili ambientali, fattori che riducono il vantaggio a soli due punti (599 a 597) dalla seconda classificata, Bologna. A trainare la scalata di Bergamo il 3° posto per crescita economica e ricerca e l’innovazione, ma anche il 5° posto per la mobilità sostenibile. Al terzo posto della top ten Firenze e a seguire Venezia, Trento, Bergamo, Torino, Ravenna, Parma e Modena. Per la mobilità sostenibile l’impegno del paese al 2030 è: garantire a tutti l’accesso a un sistema di trasporti sicuro, conveniente, accessibile e sostenibile, migliorando la sicurezza delle strade, in particolar modo potenziando i trasporti pubblici, con particolare attenzione ai bisogni di coloro che sono più vulnerabili, donne, bambini, persone con invalidità e anziani. Il rating “mobilità sostenibile” 2017 prende a riferimento, oltre al tema del parco veicolare e dell’obiettivo di riduzione dell’incidentalità nelle aree urbane, anche i diversi aspetti legati alla pianificazione, all’infomobilità, al trasporto pubblico, alla ciclabilità e allo sharing. Il risultato è un indice sintetico che va a valorizzare, non tanto l’efficienza dei sistemi di mobilità, quanto lo sforzo delle città nella definizione di modelli alternativi e sostenibili di mobilità urbana e di accessibilità territoriale. Troviamo compatte le città dell’asse padano in alto nel rating e buona parte dei capoluoghi delle isole e della Calabria lontane dai traguardi della sostenibilità in termini di mobilità e logistica. Ai primi 5 posti della classifica delle città per il 2017 nella dimensione della mobilità sostenibile: 1° Milano, 2° Torino, 3° Venezia, 4° Firenze e 5° Bergamo. Scendendo nel rating le altre città della Lombardia e del Veneto e in continuità con quanto emerso nel rating 2016 il blocco delle città dell’Emilia-Romagna che rappresentano un insieme unitario di città con alti valori nella classifica di settore. Bari (21°) e Cagliari (24°) sono le due città del sud più alte nel rating mobilità. Per entrambe le città il ripensamento del sistema della mobilità è infatti una priorità centrale nell’azione dei governi locali.

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08 set 2017

Aeromobile, dalla Regione Lazio oltre 3 milioni per sostenere lavoro e investimenti

di mobilita

Presentato oggi all’aeroporto di Fiumicino il bando regionale a sostegno del settore aeromobile. L’obiettivo fondamentale è proprio quello di creare sviluppo e lavoro intorno al maggior polo aeroportuale italiano. Il tutto è stato possibile grazie al lavoro di collaborazione tra assessorato al lavoro e assessorato allo sviluppo e al contributo fondamentale delle organizzazioni sindacali, di Adr e delle tante imprese del settore che in questi mesi si sono confrontate con la Regione Lazio.Una grande novità rispetto ad interventi fatti in passato. Cosa prevede il progetto? Finanziamenti a fondo perduto per tutte le imprese che operano negli aeroporti di Fiumicino e Ciampino e per tutte le imprese dell’indotto del settore aeromobile. Un’azienda che opera nel settore potrà ricevere fino a 200.000 euro, 20.000 euro per ogni lavoratore stabilizzato o assunto ex novo, a patto che vi siano altrettanti investimenti in sviluppo.Più certezze ai lavoratori, ma anche un impulso alla competitività delle imprese nel rafforzare un asset che sappia stare con forza sul mercato.Per la prima volta il sostegno all’occupazione è legato agli investimenti, proprio perché il finanziamento regionale dei progetti di investimento è condizionato alla trasformazione di contratti precari in contratti a tempo indeterminato, o a nuove assunzioni con contratto a tempo indeterminato. L’intervento si integra con le iniziative già lanciate con i bandi su aerospazio e sostenibilità, a cui hanno aderito anche diverse imprese del settore aeromobile, e si inquadra nella rivoluzione sulle politiche attive per il lavoro che si stanno attuando.Per tutte le info sul bando vai qui. “È un'iniziativa nata dalla voglia di reagire e di creare nuovo lavoro stabile. Mettiamo 3,3 milioni di euro a fondo perduto per quelle aziende che vogliono investire nell'industria dell'aeromobile tra Roma e Fiumicino, con il patto però che chi investe deve anche assumere lavoratori a tempo indeterminato- parole del presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto:credo sia un atteggiamento di grande serietà e di volontà di reagire - ha proseguito – su quello che è un grande settore in trasformazione, segnato dalla crisi di questi anni, crisi che ora deve finire. Bisogna tornare a rendere questo territorio utile e competitivo - ha concluso Zingaretti - La delocalizzazione non si combatte con pacche sulle spalle ma con le politiche, e la Regione Lazio anche in questo è presente”. “Noi abbiamo seguito importanti vertenze su questo settore, vertenze in cui tanti hanno perso il posto di lavoro, e abbiamo voluto garantire una preferenza: noi vi aiutiamo se migliorate le performance, ma voi in cambio aiutate i lavoratori e i precari – così Lucia Valente,  assessore al lavoro, che ha aggiunto:questo avviso parte da lontano.  Grazie al Consiglio regionale abbiamo ammodernato la legge e allargato lo spettro delle aziende a cui potevamo garantire il finanziamento. Abbiamo varato un piano che è un'ulteriore misura di politiche attive. Questo è un settore tra i più colpiti dalla globalizzazione: vogliamo dare risposte e abbiamo inteso così garantire sviluppo e occupazione".

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02 set 2017

Attivato controllo velocità Tutor in A10

di Fabio Nicolosi

La Polizia Stradale annuncia che venerdì 1° settembre 2017 è entrato in funzione il sistema che rileva la velocità media degli autoveicoli anche sull'autostrada tra Genova e Ventimiglia. Chi viaggia in direzione ovest, ossia verso Savona, trova il primo portale (che sancisce l'inizio del tratto controllato) su un pannello a messaggio variabile posto al chilometro 31,600, ossia poco prima dello svincolo di Celle Ligure, in provincia di Savona. Questo tratto è lungo 4.409 metri e termina in corrispondenza del secondo portale, installato in prossimità del chilometro 36, ossia poco prima dello svincolo di Albisola. In direzione opposta, verso Genova il primo portale si trova su un pannello a messaggio variabile posto al chilometro 38,700, tra la galleria Ranco e la galleria Termine. In questo caso, il tratto controllato è lungo 4.886 metri e termina in corrispondenza del secondo portale, installato al chilometro 33,900, all'uscita della galleria Terizza. Ricordiamo che in entrambe le direzioni il limite di velocità per le autovetture è di 110 km/h, mentre per i veicoli con massa superiore a 12 tonnellate è di 70 km/h. La Polstrada ribadisce che il sistema controlla la velocità media tra i due portali (quindi non serve frenare sotto le telecamere, anzi si rischia il tamponamento) e che può funzionare anche di notte, con la pioggia o con qualsiasi altra condizione meteorologica. Dello sviluppo e della notifica delle violazioni rilevate con il sistema Tutor in questo tratto sarà competente la Sezione Polizia Stradale di Savona.

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11 ago 2017

Roma | L’antitrast ha comminato una multa da 3,6 milioni di euro ad ATAC

di Fabio Nicolosi

Per cancellazioni corse e mancata informazione ai consumatori nelle ferrovie suburbane, sanzione da 3,6 mln di euro ad atac L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso l’istruttoria avviata d’ufficio nei confronti di ATAC S.p.A. lo scorso mese di novembre, accertando una pratica commerciale scorretta nell’offerta del servizio pubblico di trasporto ferroviario nell’area metropolitana di Roma consistente nella falsa prospettazione, attraverso l’Orario Ufficiale diffuso presso le stazioni e nel sito Internet www.atac.roma.it, di un’offerta di servizi di trasporto frequente e cospicua, a fronte della sistematica e persistente soppressione di molte corse programmate, nonché nella omessa informazione preventiva ai consumatori in merito alle soppressioni previste. Tale servizio - offerto da ATAC in regime di esclusiva lungo le direttrici Roma - Lido di Ostia, Roma — Civita Castellana - Viterbo (le due più importanti tratte pendolari italiane) e Roma — Giardinetti - Pantano - interessa complessivamente un’area di circa 140 km, trasportando quotidianamente oltre 200.000 utenti. Nel corso del procedimento sono emerse la persistenza e la significatività del fenomeno relativo alla mancata effettuazione di molte corse programmate, dal 2010 ad oggi, che nella maggior parte del periodo ha raggiunto un’incidenza ben superiore a quella considerata fisiologica. Le evidenze dimostrano che tali soppressioni sono dipese in larga misura da motivi riconducibili a dirette responsabilità di ATAC che, in tal modo, ha falsato le aspettative degli utenti/consumatori e le loro decisioni relative alla mobilità quotidiana, in particolare di tipo pendolare, basate sugli orari e le frequenze del servizio atteso da ATAC secondo appunto quanto indicato nell’Orario Ufficiale. L’istruttoria ha altresì messo in luce la mancata - o non adeguata - informazione preventiva all’utenza circa l’impossibilità di effettuare determinate corse programmate, anche nei casi in cui ATAC aveva avuto in anticipo conoscenza delle ragioni interne che avrebbero potuto causarne la soppressione, evidenziando quindi il mancato rispetto dello standard di diligenza professionale richiesto ad un concessionario di un servizio pubblico nella gestione di linee essenziali di trasporto e per la mobilità cittadina. Tali condotte, responsabili di notevoli disagi ai consumatori per un rilevante arco temporale (dal 2010 ad oggi), sono state sanzionate in quanto ingannevoli ed omissive, in violazione degli articoli 20, 21 e 22 del Codice del Consumo, applicando una sanzione di 3 milioni e 600 mila euro, misura ridotta tenuto conto della situazione economica disagiata dell’azienda. L’Autorità si è avvalsa della preziosa collaborazione del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza e ha tenuto conto del parere reso dall’ART (Autorità Regolazione Trasporti) oltre a quello di AGCOM sul mezzo di diffusione.

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03 ago 2017

Trenitalia multata con 5 milioni di euro per pratica commerciale scorretta

di mobilita

Antitrust ha sanzionato oggi con la multa massima prevista di 5 milioni di euro, Trenitalia per pratica commerciale scorretta nei confronti dei consumatori. Agli utenti che si collegano al sito internet o attreverso le emettitrici self-service di stazione o anche tramite app per acquistare un biglietto, trenitalia propone in via prioritaria Frecce o Intercity decisamente molto più cari dei treni regionali. Nella sua motivazione l'Antitrust spiega che "La soluzione di viaggio che prevede un cambio e l'utilizzo di treni regionali non è mai inclusa nei risultati di ricerca e non è altrimenti rintracciabile (se non attraverso la specifica ricerca con l'opzione 'Regionalì sul sito internet), laddove la partenza sia in prossimità di una soluzione che utilizza Frecce e Intercity (l'unica invece sempre mostrata) anche solo di pochi minuti più veloce. Trenitalia, non ha in alcun modo informato i consumatori in merito a tale importante limitazione, ma ha anzi utilizzato, sul sito aziendale, la denominazione ingannevole 'tutti i trenì". Una vittoria su tutti i fronti dei consumatori e del Codacons, associazione che aveva presentato diversi esposti all’Antitrust segnalando anomalie nella fase di prenotazione dei biglietti ferroviari online e tramite biglietterie automatiche.

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03 ago 2017

Intercity: presentato il bilancio dei primi 6 mesi del nuovo contratto di servizio

di mobilita

Presentato il bilancio dei primi mesi del nuovo contratto di servizio, già operativo dal gennaio scorso, che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Ministero dell’Economia e delle Finanze hanno firmato con Trenitalia il 31 luglio 2017. All’incontro erano presenti il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, e l’amministratrice delegata di Trenitalia, Barbara Morgante. “I risultati dei primi sei mesi di attività del nuovo contratto di servizio per i treni Intercity dimostrano che bisogna andare avanti con la cura del ferro per garantire a tutti il diritto alla mobilità", ha detto il Ministro Delrio. Ad oggi, il network dei treni Intercity  tocca infatti oltre 200 città del territorio nazionale, “località rimaste escluse dai collegamenti dell’alta velocità”, ha precisato il Ministro, con 108 collegamenti giornalieri utilizzati da oltre 12 milioni di viaggiatori. Nel corso della conferenza stampa è avvenuto il taglio del nastro e il viaggio inaugurale della prima semipilota, che è entrata nell’asset dei rotabili dedicati ai servizi Intercity; altre quattro semipilota saranno in composizione tra settembre ed ottobre sulle rotte Grosseto/Milano e Livorno/Milano. Sono previsti inoltre altri upgrading tecnologici tra cui l’installazione di sofisticati sistemi di videosorveglianza a bordo, per aumentare security e senso di sicurezza nei passeggeri. Tra le principali novità della “nuova era” va segnalato anche un incremento di posti del 16% per gli Intercity Giorno (+6000 in giornata e oltre 2 milioni l’anno); maggiore puntualità e affidabilità grazie all’introduzione di materiale rotabile più performante e innovato tecnologicamente; nuovi servizi come il pulitore viaggiante e il minibar sulle tratte più lunghe, il tutto finalizzato a un miglioramento della customer experience. “Abbiamo messo 100 milioni in più all'anno a disposizione di Trenitalia per aumentare l'offerta e migliorare la qualità dei servizi Intercity con l’arrivo di nuovi  treni, più confortevoli, puliti e puntuali”, ha commentato Delrio, aggiungendo che “nei prossimi anni dieci anni si continuerà ad investire per potenziare un servizio che, assieme al trasporto regionale, era una 'Cenerentola' che continuava a perdere passeggeri. Nel corso del suo intervento l'Ad di Trenitalia Barbara Morgante ha spiegato come “La firma suggella un percorso avviato ormai da alcuni mesi e che per i prossimi dieci anni, dal 2017 al 2026, prevede investimenti  per oltre 300 milioni di euro da destinare al sistematico upgrading del materiale rotabile, con la conclusione, entro il 2018, del piano di revamping delle carrozze degli Intercity Giorno, e l’introduzione, sempre con la medesima scadenza, della nuova livrea su tutti gli Intercity Giorno e Notte.”

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28 lug 2017

Bari, la giunta approva il PUMS – Piano della Mobilità Urbana Sostenibile

di mobilita

La giunta comunale di Bari ha approvato ieri il PUMS - Piano Urbano della Mobilità Sostenibile della città di Bari, un documento strategico che prevede l’integrazione dei programmi e dei progetti per la mobilità sostenibile già approvati, in procinto di essere approvati o in fase di avanzata elaborazione, con l’obiettivo di dotare la città di una visione unitaria e integrata delle politiche e delle azioni in tema di mobilità sostenibile che a loro volta siano connesse con un sistema metropolitano. “La nostra idea è semplice - spiega Decaro-: vogliamo far scoprire ai baresi quanto è bella Bari se si ha la possibilità di attraversarla a piedi o con un mezzo che non sia l’automobile e di vivere di più gli spazi pubblici. Questo è il principio guida che ispira il PUMS, disegnare spazi urbani a misura di pedoni e ciclisti, migliorando però tutte le forme e gli strumenti di mobilità sostenibile e alternativa che permettono ai cittadini di spostarsi in ambito urbano, ai tanti pendolari di arrivare a Bari in maniera sicura e veloce con i mezzi di trasporto pubblico o, in caso di utilizzo dell’auto privata, scegliendo uno dei tanti parcheggi di scambio alle porte della città. Vogliamo migliorare la qualità della vita dei cittadini che trascorrono il loro tempo a Bari, per lavoro o per studio. Per farlo dobbiamo ridurre il numero dei mezzi che ogni giorno entrano in città, che rappresentano un fattore determinante per l’inquinamento atmosferico e che occupano fisicamente lo spazio urbano che invece deve essere dei cittadini. Tanti sono gli interventi previsti nel PUMS, dalla riorganizzazione del trasporto pubblico urbano alla realizzazione di nuove infrastrutture di trasporto su ferro, dallo sviluppo della rete ciclabile prevista dal biciplan, con annesse zone 30, all’estensione della ZSR in tutto il quartiere Libertà, dall’aumento delle aree adibite a parcheggio di scambio su tutti gli assi di scorrimento per l’ingresso in città (14 complessivamente), alla creazione di percorsi casa-scuola e casa-lavoro, passando dall’attuazione di sistemi di mobilità condivisa, fino ad un piano di infomobilità e di logistica urbana che preveda una gestione più efficiente del trasporto di merci e persone in ingresso e in uscita da Bari. Questa pianificazione dovrà essere necessariamente integrata con lo sviluppo dei piani della mobilità metropolitana e regionale”. I piani e programmi che compongono il PUMS sono sostanzialmente il Biciplan, il piano di efficientamento del trasporto pubblico urbano e il progetto per la realizzazione di un sistema di logistica delle merci in ambito urbano - cui si aggiungono una serie di documenti della procedura di VAS - Valutazione ambientale strategica che approfondiscono gli impatti ambientali e le analisi circa la capacità del Piano di ridurre la mobilità privata motorizzata e le relative esternalità. Un elemento essenziale nel processo di approvazione sarà l’attività di partecipazione, già avviata nella fase di impostazione del PUMS, che sarà svolta congiuntamente al processo di VAS al fine di recepire, nel documento da sottoporre al Consiglio comunale, tutti i suggerimenti pervenuti dalla cittadinanza. Il PUMS mira a creare un sistema urbano dei trasporti con i seguenti obiettivi: garantire a tutti i cittadini opzioni di trasporto che permettano loro di accedere alle destinazioni e ai servizi chiave; migliorare le condizioni di sicurezza; ridurre l’inquinamento atmosferico e acustico, le emissioni di gas serra e i consumi energetici; migliorare l’efficienza e l’economicità dei trasporti di persone e merci; contribuire a migliorare l’attrattività del territorio e la qualità dell’ambiente urbano e della città in generale a beneficio dei cittadini, dell’economia e della società nel suo insieme. Nell’ambito della pianificazione del PUMS si è proceduto a un’analisi approfondita della popolazione cittadina e metropolitana con una proiezione sui trend di modalità di spostamento. Da questa è emerso che, all’interno della città di Bari, ogni veicolo circolante effettua mediamente 4,28 spostamenti/giorno per una percorrenza media di 21,1 km/giorno. Tenuto conto che la velocità media è di 22,9 km/h, ne deriva che, mediamente, le auto restano in marcia per circa un’ora al giorno. La ripartizione della domanda per studio e lavoro interna al Comune di Bari evidenzia come il 34% dei cittadini si serve dell’auto come conducente e il 15% come passeggero, poco più dell’11% utilizza i mezzi pubblici, il 28% si muove a piedi, e solo l’1.9% in bicicletta. Per gli spostamenti di scambio con altri Comuni, l’auto è utilizzata, come conducente o trasportato, nel 48% dei casi da quelli in arrivo a Bari e nell’84% dei casi da quelli in uscita. Il bus invece è utilizzato nel 19% dei casi dagli spostamenti in ingresso e nel 6% dei casi da quelli in uscita da Bari. A fronte di questo scenario, nel PUMS sono stati individuati sette ambiti di intervento che corrispondono a una linea d’azione misurabile per intervento e indice di realizzabilità: servizio ferroviario metropolitano, trasporto pubblico urbano, mobilità condivisa, mobilità ciclopedonale, ITS, logistica e mobility management. Per quanto riguarda il servizio ferroviario metropolitano, si lavorerà sia sul fronte dell’accessibilità pedonale alle stazioni, con la riqualificazione e messa in sicurezza dei percorsi pedonali nel raggio di 500 metri dalle stazioni, sia sulla creazione di percorsi ciclabili nel raggio di 1500 metri dalle stazioni. A servizio del trasporto su ferro saranno realizzate delle aree di fermata per autobus e dei parcheggi di interscambio. Nella città di Bari sono stati inseriti 14 parcheggi di scambio di cui 5 già esistenti e 7 da realizzare in prossimità delle principali arterie di scorrimento e di ingresso in città: Lamasinata, Policlinico San Paolo, Bari Zona Industriale, Bari Stadio-Carbonara, Mungivacca, Torre a Mare (stazione), Fiera del Levante (via Verdi), Vittorio Veneto (lato mare e terra), Policlinico - Polipark, Mitolo, Parco 2 Giugno, Pane e Pomodoro, Asse Nord Sud (Ponte Adriatico), Japigia sud - Polivalente. Sul versante trasporto pubblico si procederà con la realizzazione dei nodi di scambio ai capolinea, fermate attrezzate lungo il percorso, corredate da sistema infomobilità - paline intelligenti, la realizzazione degli interventi di preferenziazione sulla rete e il rinnovo del parco autobus su cui si sta già lavorando. Tra i sistemi di mobilità condivisa c’è il servizio di car sharing, mentre per la mobilità ciclopedonale si farà riferimento alla programmazione inserita nel Biciplan ,che prevede anche il servizio di bike sharing ora in fase di aggiudicazione e l’attuazione di interventi di calmierazione del traffico (zone 30) e di mobilità alternativa lungo i percorsi scuola-casa (Piedibus in corrispondenza delle scuole dell’infanzia e primaria). L'ITS prevede sistemi di Infomobilità sulla viabilità principale del nodo stradale di Bari e l'indirizzamento ai parcheggi di scambio, mentre il programma della Logistica contempla l’attuazione di un servizio sperimentale di Cargo Bike e un progetto di logistica distributiva nell’area centrale basato su Centri di consolidamento urbani e Terminal di prossimità. L’ultimo ambito di intervento attiene alle politiche di Mobility management, con l’attuazione dei Piani casa-lavoro presso i più importanti plessi di servizi pubblici quali il Comune di Bari, la Regione Puglia, ASL e Università di Bari. 

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24 lug 2017

Ferrovie siciliane, accordo quadro Regione-RFI: Catania-Palermo in 1h 45min entro il 2024

di mobilita

Oggi in occasione dell'inaugurazione del raddoppio ferroviario Catania Centrale-Catania Ognina, Luigi Bosco, Assessore delle Infrastrutture e della Mobilità della Regione Siciliana e Maurizio Gentile, amministratore delegato di RFI hanno firmato l'accordo quadro fra Regione Siciliana e Rete Ferroviaria Italiana. Il documento ha l'obiettivo di programmare la capacità di traffico ferroviario sulle linee della Sicilia per un periodo di cinque anni (prorogabile per altri cinque): a regime la produzione sarà di 11 milioni treni chilometro all'anno. Inoltre sarà elaborato un sistema integrato di servizi tra le diverse modalità di trasporto della Sicilia, attraversamento cadenzamento orario e coincidenze. Sono stati individuati, inoltre, uno scenario di medio termine al 2020 e uno di lungo termine al 2025, strettamente collegati agli interventi in corso o programmati per il potenziamento infrastrutturale e tecnologico della rete siciliana. In particolare, grazie all'Accordo Quadro, sarà possibile migliorare gli standard di regolarità e puntualità del traffico ferroviario, con le seguenti azioni: programmare una nuova offerta commerciale fra Palermo e l'Aeroporto Internazione Falcone Borsellino di Punta Raisi grazie al completamento del raddoppio del Passante ferroviario di Palermo; incrementare i collegamenti nel nodo ferroviario di Catania, in relazione allo sviluppo della nuova fermata Fontanarossa e dei relativi collegamenti intermodali da/per l'aeroporto; attivare un collegamento veloce Palermo-Catania, in un'ora e 45 minuti, con la costruzione di un nuovo binario, in affiancamento a quello esistente ma con una velocità di tracciato di 200 km/h entro il 2024, con fermate a Termini Imerese, Caltanissetta Xirbi, Enna, e alla futura fermata di Fontanarossa; implementare l'offerta dei collegamenti veloci fra Palermo e Messina, nello scenario di lungo termine, sia sull'itinerario Siracusa-Catania-Messina, già nello scenario di medio termine, sovrapposto a collegamenti di tipo metropolitano/regionale. Il raddoppi previsto consentirà di collegare Catania a Messina in circa 45 minuti. realizzare un orario cadenzato, con contestuale velocizzazione, anche per i collegamenti fra i restanti capoluoghi di provincia

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20 lug 2017

Patente sospesa a chi usa il cellulare mentre guida

di Roberto Lentini

Ieri è stato presentato, dal presidente della Commissione Trasporti della Camera Michele Meta, l'emendamento alle modifiche dell'articolo 173 del codice della strada per l'utilizzo di dispositivi elettronici durante la guida prevedendo, già alla prima infrazione, l'immediata sospensione della patente fino a tre mesi, che potranno diventare sei in caso di recidiva.  “L'emendamento – ha affermato Meta – è stato appena presentato in un clima di piena condivisione, per affrontare e risolvere l’odiosa e pericolosa abitudine degli italiani di usare il telefono cellulare alla guida. Il nuovo testo segnerà un cambio di rotta decisivo, rispetto alle blande e inefficaci disposizioni attualmente in vigore, a cominciare dalla sospensione della patente fino a tre mesi prevista già alla prima infrazione e dal raddoppio in caso di recidiva. Aumentano anche le sanzioni pecuniarie e la decurtazione di punti sulla patente, a corredo di una norma che ha l’intenzione di incidere in modo positivo sulle abitudini alla guida degli italiani”. L’innovazione tecnologica, secondo Meta, deve essere sempre uno strumento per migliorare la sicurezza in automobile, come dimostrano le norme, anch’esse contenute nella legge in esame, sull’obbligo di dispositivi antiabbandono dei bambini. Quando invece le tecnologie diventano un fattore di distrazione, come testimoniano gli studi recenti sulle cause degli incidenti stradali, bisogna avere il coraggio di rispondere con una norma choc come questa.  

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17 lug 2017

“Cammini e percorsi”: il 24 luglio sarà pubblicato il primo dei bandi nazionali

di mobilita

Sarà pubblicato il prossimo 24 luglio il primo dei due bandi nazionali “Cammini e percorsi”, per 46 immobili pubblici da assegnare gratuitamente agli under 40. Il progetto di Touring Club Italiano, Agenzia del Demanio e ministeri delle Infrastrutture e dei Beni Culturali che assegnerà, in concessione gratuita per nove anni a 'under 40', 46 beni pubblici che si trovano su percorsi turistici e itinerari storico-religiosi italiani, allo scopo di riqualificarli.  “Cammini e percorsi” è un progetto a rete dell'Agenzia del Demanio, promosso dal Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti insieme al MIBACT, che punta alla riqualificazione e riuso di immobili pubblici situati lungo percorsi ciclopedonali e itinerari storico-religiosi. Non si tratta solamente un progetto turistico, in quanto l'obiettivo è quello di riutilizzare i beni come contenitori di servizi e di esperienze autentiche, fortemente radicate sul territorio, per camminatori, pellegrini e ciclisti, in linea con la filosofia dello slow travel. L'operazione vuole agevolare i giovani imprenditori under 40, le cooperative e le associazioni per avviare le proprie attività all'interno di una rete di infrastrutture e servizi destinati a crescere e diventare un punto di riferimento per lo sviluppo di un turismo più consapevole, rispettoso del territorio e dell’ambiente. I bandi pubblicati saranno due: il primo prevede la concessione gratuita di nove anni; il secondo, dedicato agli immobili di maggior pregio (che sarà pubblicato dopo l'estate), prevede una concessione di valorizzazione fino a 50 anni ed è rivolta a tutti gli operatori, senza limiti di età, che possano sviluppare un progetto turistico dall’elevato potenziale per i territori, in una logica di partenariato pubblico-privato, a beneficio di tutta la collettività. I beni coinvolti e dati in concessione sono 103 in totale, di diverso tipo: cascine, masserie, casali, case cantoniere, caselli idraulici ma anche dimore storiche, castelli e ville di pregio, diffusi su tutto il territorio nazionale. Alla consultazione pubblica, conclusa il 26 giugno, hanno partecipato circa 25 mila 'amatori' del turismo lento dei quali il 78% risulta essere under 40 mentre 6mila questionari provengono dall'estero. Per ulteriori informazioni: http://www.agenziademanio.it/opencms/it/ValorePaese/camminiepercorsi/ Ti potrebbe interessare: “Cammini e percorsi”, il progetto dell’Agenzia del Demanio per percorsi ciclopedonali e storico-religiosi

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