Articolo
13 mag 2021

FS: mille assunzioni nel 2021 in RFI

di mobilita

Si è chiuso stamani il confronto con le organizzazioni sindacali che ha portato, tra i vari risultati, alla definizione di un Piano di assunzioni nel corso del 2021 di 1000 persone in Rete Ferroviaria Italiana, società del Gruppo Ferrovie dello Stato. L'esito del confronto è stato salutato con soddisfazione da entrambe le parti, dai sindacati e dalla stessa amministratrice delegata di RFI, Vera Fiorani, presente nelle fasi finali della trattativa. È un’ulteriore conferma del ruolo che il Gruppo FS Italiane sta giocando nella delicata congiuntura sociale, economica e produttiva che sta vivendo l’intero Paese dopo 14 mesi di emergenza sanitari. Quanto pattuito al termine del confronto il 13 maggio - si legge infatti nella nota inviata da RFI alle sei organizzazioni sindacali firmatarie -  è in linea con il Piano d’Impresa della società del Gruppo FS, “anche in considerazione di quanto previsto in materia di sviluppo, ammodernamento, potenziamento e manutenzione della rete ferroviaria italiana dai piani recentemente messi in campo dal Governo". Il Piano assunzioni prevede l’effettuazione di un numero complessivo di 1000 ingressi sull’intero territorio nazionale con procedure di selezione e ripartizione per ciascun territorio della rete che saranno oggetto di una successiva informativa di RFI ai sindacati. Il confronto tra le parti ha creato le premesse per gestire nel modo più efficace ed efficiente la mole di attività che RFI e le altre società del Gruppo FS Italiane dovranno gestire nei prossimi mesi.    

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
01 mag 2021

Alitalia – ITA in stallo e le compagnie low cost ne approfittano

di Roberto Lentini

L'amministratore delegato di ITA, Fabio Lazzerini, nel corso di un'audizione alla Camera, ha ribadito la necessità di proteggere la stagione estiva di ITA e prendere il controllo commerciale dell’azienda per potere dare sicurezza al mercato. Vista la mancanza di liquidità da parte di Alitalia e il via libera per ITA da parte dell'Ue al piano industriale, il vettore di bandiera si trova in una situazione di stallo. Ad approfittarne sono soprattutto le compagnie Low cost che hanno già "assaltato" aeroporti  appetibili come quello di Milano Linate e i luoghi di villeggiatura soprattutto il sud e le isole. “Bisogna partire, altrimenti l'estate sarà compromessa. E se si perdono quote di mercato non si recuperano facilmente” ha sottilineato Fabio Lazzerini Da Bruxelles arriva la nota della commissaria Ue Margarethe Vestager: “Continuo a credere che possiamo trovare una soluzione, spetta all’Italia presentare una proposta rivista che ci consenta di soddisfare i nostri diversi criteri. I ritardi sono comunque imputabili a Roma. Il mio team sta aspettando da tempo una proposta per poter riprendere le trattative. Sul lancio di Ita condivido il senso di urgenza espresso dalle autorità italiane e dai rappresentanti di Ita per essere pronti alla stagione estiva, ma l'importante è che Ita sia un'azienda economicamente diversa e nuova rispetto ad Alitalia",  Le condizioni poste dalla commissaria appaiono comunque abbastanza dure per la compagnia di bandiera che chiede: la cessione delle divisioni manutenzione e servizi di terra, la cessione di metà degli slot su Linate, la proibizione di usare il marchio e il logo Alitalia per due anni. una flotta ridotta a 47 aerei oltre 6mila licenziamenti Fabio Lazzerini ha ventilato la possibilità che ci sia un nuovo rinvio, per l'inizo delle operazioni di volo, al primo agosto: "Indipendentemente da quando cominceremo a volare, che sia il primo luglio, il primo agosto è importante quando prenderemo il controllo commerciale dell'azienda" Intanto per il 5 maggio è stato convocato un tavolo di confronto tra sindacati, commissari dell'azienda in As e vertici di Ita "sui temi della crisi Alitalia e della partenza della Newco, coerentemente con il Decreto Rilancio, onde rendere esigibile il finanziamento di 3 miliardi già stanziato per il progetto del vettore Nazionale.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
26 apr 2021

Il Governo ha trasmesso al Parlamento il testo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)

di mobilita

Il Governo ha trasmesso al Parlamento il testo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Il Piano si inserisce all’interno del programma Next Generation EU (NGEU), il pacchetto da 750 miliardi di euro concordato dall’Unione Europea in risposta alla crisi pandemica. Il Piano italiano prevede investimenti pari a 191,5 miliardi di euro, finanziati attraverso il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza, lo strumento chiave del NGEU. Ulteriori 30,6 miliardi sono parte di un Fondo complementare, finanziato attraverso lo scostamento pluriennale di bilancio approvato nel Consiglio dei ministri del 15 aprile. Il totale degli investimenti previsti è pertanto di 222,1 miliardi di euro. Il Piano si organizza lungo sei missioni. La prima missione, “Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura”, stanzia complessivamente 49,2 miliardi – di cui 40,7 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 8,5 miliardi dal Fondo. I suoi obiettivi sono promuovere la trasformazione digitale del Paese, sostenere l’innovazione del sistema produttivo, e investire in due settori chiave per l’Italia, turismo e cultura. Gli investimenti previsti nel piano assicurano la fornitura di banda ultra-larga e connessioni veloci in tutto il Paese.  In particolare, portano la connettività a 1 Gbps in rete fissa a circa 8,5 milioni di famiglie e a 9.000 edifici scolastici che ancora ne sono privi, e assicurano connettività adeguata ai 12.000 punti di erogazione del Servizio Sanitario Nazionale.   Viene avviato anche un Piano Italia 5G per il potenziamento della connettività mobile in aree a fallimento di mercato. Il Piano prevede incentivi per l’adozione di tecnologie innovative e competenze digitali nel settore privato, e rafforza le infrastrutture digitali della pubblica amministrazione, ad esempio facilitando la migrazione al cloud.  Per turismo e cultura, sono previsti interventi di valorizzazione dei siti storici e di miglioramento delle strutture turistico-ricettive. La seconda missione, “Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica”, stanzia complessivamente 68,6 miliardi – di cui 59,3 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 9,3 miliardi dal Fondo. I suoi obiettivi sono migliorare la sostenibilità e la resilienza del sistema economico e assicurare una transizione ambientale equa e inclusiva.  Il Piano prevede investimenti e riforme per l’economia circolare e la gestione dei rifiuti, per raggiungere target ambiziosi come il 65 per cento di riciclo dei rifiuti plastici e il 100 per cento di recupero nel settore tessile. Il Piano stanzia risorse per il rinnovo del trasporto pubblico locale, con l’acquisto di bus a bassa emissione, e per il rinnovo di parte della flotta di treni per il trasporto regionale con mezzi a propulsione alternativa. Sono previsti corposi incentivi fiscali per incrementare l’efficienza energetica di edifici privati e pubblici. Le misure consentono la ristrutturazione di circa 50.000 edifici l’anno.  Il Governo prevede importanti investimenti nelle fonti di energia rinnovabile e semplifica le procedure di autorizzazione nel settore.  Si sostiene la filiera dell’idrogeno, e in particolare la ricerca di frontiera, la sua produzione e l’uso locale nell’industria e nel trasporto. Il Piano investe nelle infrastrutture idriche, con l’obiettivo di ridurre le perdite nelle reti per l’acqua potabile del 15 per cento, e nella riduzione del dissesto idrogeologico. La terza missione, “Infrastrutture per una Mobilità Sostenibile”, stanzia complessivamente 31,4 miliardi – di cui 25,1 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 6,3 miliardi dal Fondo. Il suo obiettivo primario è lo sviluppo razionale di un’infrastruttura di trasporto moderna, sostenibile e estesa a tutte le aree del Paese.  Il Piano prevede un importante investimento nei trasporti ferroviari ad alta velocità. A regime, vengono consentiti significativi miglioramenti nei tempi di percorrenza, soprattutto nel centro-sud.  Ad esempio, si risparmierà 1 ora e 30 minuti sulla tratta Napoli-Bari, 1 ora e 20 minuti sulla tratta Roma-Pescara, e 1 ora sulla tratta Palermo-Catania.  Il Governo investe inoltre nella modernizzazione e il potenziamento delle linee ferroviarie regionali, sul sistema portuale e nella digitalizzazione della catena logistica. Il PNRR avrà un impatto significativo sulla crescita economica e della produttività. Il Governo prevede che nel 2026 il Pil sarà di 3,6 punti percentuali più alto rispetto allo scenario di base. Nell’ultimo triennio dell’orizzonte temporale (2024-2026), l’occupazione sarà più alta di 3,2 punti percentuali. Il Piano destina 82 miliardi al Mezzogiorno su 206 miliardi ripartibili secondo il criterio del territorio, per una quota dunque del 40 per cento. In particolare, gli investimenti nelle infrastrutture e nella mobilità sostenibile al sud sono pari 14,5 miliardi, il 53 per cento del totale, e intervengono sull’alta velocità, sul sistema portuale e sulla viabilità nell’Italia interna. Sono stanziati 8,8 miliardi per interventi di inclusione e coesione al sud, pari al 39 per cento del totale, e 14,6 miliardi per misure nell’istruzione e la ricerca, pari al 46 per cento. Questi includono la creazione di nuovi asili, un incremento delle infrastrutture sociali, e politiche per il lavoro. Il PNRR contribuisce a ridurre il divario tra il Mezzogiorno e il resto del Paese. L’impatto complessivo del PNRR sul Pil nazionale fino al 2026 è stimato in circa 16 punti percentuali. Per il sud, l’impatto previsto è di circa 24 punti percentuali.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
23 mar 2021

CAMPANIA | Al via l’iter per azienda unica dei trasporti su ferro e su gomma

di mobilita

In Campania un nuovo modello di gestione dei trasporti regionali. Con l'approvazione oggi della delibera sulla riorganizzazione delle aziende di trasporto pubblico locale parte il progetto di un'azienda unica per la conduzione dei sevizi su gomma e ferro, per la gestione dei contratti del "Tpl" e del patrimonio infrastrutturale. Un modello di governance volto a una gestione unitaria efficiente su tutto il territorio regionale per offrire a tutti i cittadini un servizio di trasporto pubblico locale di pari qualità. Con la delibera approvata oggi si dà mandato agli amministratori di Ente Autonomo Volturno e AIR di valutare, attraverso l'avvio di un processo unitario e articolato per fasi, la fusione tra le due aziende per dar luogo a un'unica società, definendone gli aspetti tecnici e finanziari.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
15 mar 2021

EMILIA ROMAGNA | Parte il piano che potenzia i servizi e il ruolo delle stazioni ferroviarie

di mobilita

Stazioni ferroviarie che si aprono alle città e diventano sempre più luoghi accessibili e attrattivi grazie a una più efficace integrazione tra treno e trasporto pubblico su gomma, collegamenti con la rete ciclabile e sviluppo di reti di ricarica per la mobilità elettrica. Una sorta di ‘hub’ di trasporto pubblico locale per far diventare ancora più competitivo muoversi con i mezzi collettivi e condivisi, migliorando così la vivibilità e la qualità dell’aria delle nostre città. Dopo il rinnovo del parco treni, parte in Emilia-Romagna il piano che potenzia i servizi e il ruolo delle stazioni ferroviarie. È stato firmato oggi da Regione Emilia-Romagna e Rete ferroviaria italiana (Gruppo Fs italiane), il ‘Protocollo d’intesa per lo sviluppo dell’intermodalità nelle stazioni ferroviarie’ con l’obiettivo, appunto, da qui al 2024, di definire e attuare una serie di azioni per rendere le stazioni ferroviarie veri e propri centri di mobilità sostenibile attraverso lo sviluppo di servizi intermodali – ferro-gomma-ciclabili-pedonali – e migliorando al tempo stesso la loro accessibilità per tutti i cittadini. Premessa al nuovo programma è il ruolo delle stazioni quali snodi fondamentali del sistema di trasporto regionale integrato come previsto nel Prit 2025, il Piano regionale integrato dei trasporti. “Il miglioramento dell’accessibilità e attrattività delle stazioni è parte fondamentale della strategia di RFI, in coerenza con quella del Gruppo FS- sottolinea la responsabile della Direzione Stazioni di RFI, Sara Venturoni- infatti il nuovo concetto di stazione che stiamo proponendo punta a svilupparne a pieno il potenziale di nodo trasportistico e di polo di servizi, in osmosi con i territori serviti dalla rete ferroviaria, contribuendo al loro sviluppo sostenibile. Per vincere una sfida così impegnativa occorre mettere a sistema le scelte, le azioni e le risorse, intensificando la collaborazione tra RFI e gli Enti Locali. E il Protocollo d’Intesa sull’intermodalità serve esattamente a questo”. Gli ambiti di programmazione e le attività del Protocollo Sono in pratica tre gli ambiti di azione del protocollo.Il primo riguarda il trasporto pubblico locale dove si svilupperanno azioni per migliorare la domanda di mobilità ferro-gomma, i percorsi di interscambio, gli spazi con l’obiettivo di ridurre anche i tempi complessivi di viaggio. Il secondo ambito interessa la mobilità ciclabile con l’obiettivo di migliorare il raccordo delle stazioni ferroviarie con i percorsi ciclabili esistenti, con particolare attenzione alle ciclovie nazionali, alla ciclabilità regionale e locale, ai collegamenti ciclabili tra le stazioni e i grandi attrattori di traffico, oltre alle infrastrutture al servizio della ciclabilità (rastrelliere, velostazioni, ciclofficine) e alla valutazione di nuovi servizi e micromobilità con stalli dedicati alla presa-rilascio dei mezzi in stazione. Infine, il terzo ambito riguarda la mobilità elettrica e condivisa con misure dedicate alla definizione della tipologia di colonnine e dimensionamento delle stazioni di ricarica dedicate a taxi-Ncc, car sharing e privata. Oltre a queste aree tematiche potranno essere trattati ulteriori argomenti quali la mobilità pedonale per definire percorsi di qualità tra le stazioni e i poli attrattori di primo livello - scuole, ospedali e servizi sanitari, grandi poli del turismo, aggregatori di attività lavorative, ecc. -, con particolare attenzione alle persone con disabilità e a mobilità ridotta.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
12 mar 2021

ONLIT, “Ricollocare i piloti Alitalia in esubero dagli aerei ai treni”

di mobilita

Mentre le più quotate ed efficienti Swissair e Lufthansa stanno cercando di ricollocare una parte dei loro piloti in esubero nelle ferrovie dei rispettivi Paesi, il Ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, ha nominato per Alitalia due nuovi commissari, da aggiungere all'attuale Giuseppe Leogrande. Ha aggiunto così due posti a tavola, visto che tra i nove membri del CdA di ITA (la società incaricata di gestire la nuova Alitalia) la Lega non è rappresentata. Anziché difendere le alte professionalità di molti piloti perennemente inattivi che si disperderebbero dall'inevitabile piano di esuberi derivanti dal ridimensionamento di ITA, prendendo esempio dall'estero e pensando a una loro ricollocazione nelle ferrovie italiane che si dice di voler rilanciare assieme alla sostenibilità dei trasporti, il Governo sta pensando ad un piano fatto di sola CIG ed esuberi. Piano che si aggiungerebbe a quelli del passato decennio, caratterizzato da cassa integrazione e prepensionamenti d'oro. In situazioni analoghe a quella italiana - pochi macchinisti da una parte, e troppi piloti d'aereo dall'altra - i sindacati e i piloti svizzeri e tedeschi non si stanno opponendo alla prospettiva di un trasferimento, ma anzi stanno stringendo accordi. Con il Covid, la crisi del trasporto aereo ha messo in ginocchio vettori ben più robusti di Alitalia, i quali però non aspettano di uscirne solo con aiuti di Stato e ammortizzatori sociali. Perché non provarci anche in Italia? Anche perché ci sono lavoratori più deboli da tutelare, in altri settori che la politica ha spesso dimenticato.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
10 mar 2021

Una nuova auto elettrica per l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale

di mobilita

Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, Zeno D’Agostino ha inaugurato la prima auto elettrica della società in house, Porto di Trieste Servizi. Il nuovo veicolo elettrico si aggiunge alle due auto ibride che ad oggi fanno parte del parco macchine dell’Autorità di Sistema Portuale. Una svolta green, possibile grazie a finanziamenti UE e regionali, con iniziative che vanno dall’acquisto di auto elettriche e istallazione di colonnine di ricarica, alla progettazione del cold ironing per i moli e le banchine. Nel biennio 2021-2022, la quota di investimenti in progetti UE previsti dall’Authority giuliana nel settore green corrisponde a 6,7 milioni di euro. “Siamo molto orgogliosi di questa nuova politica sostenibile grazie alla quale associamo alla classica attività portuale, servizi svolti con mezzi green e sostenibili – commenta Zeno D’Agostino – una svolta totalmente in linea con la sensibilità del nuovo ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini. Avevamo già iniziato a investire sul settore con i nostri veicoli ibridi e ora, attraverso la nostra società di servizi, passiamo totalmente all’elettrico. Ci riempie di soddisfazione annunciare che nei prossimi mesi metteremo in atto ulteriori azioni green, grazie a finanziamenti europei e regionali, per sostituire tutti i nostri veicoli tradizionali con mezzi elettrici e relative colonnine di ricarica”. Nei prossimi due anni, infatti, i progetti CLEAN BERTH (Interreg Italia-Slovenia) e SUSPORT (Interreg Italia-Croazia) permetteranno rispettivamente l’installazione di una colonnina di ricarica per veicoli elettrici e l’acquisto di una o più auto elettriche, oltre alla sostituzione dell’illuminazione delle aree pubbliche con tecnologia a LED e la progettazione del sistema di cold ironing al Molo VII. Grazie al progetto NOEMIX (Horizon2020), guidato dalla Regione FVG, l’Autorità di Sistema sostituirà anche l’intero parco auto con veicoli elettrici e installerà ulteriori sette colonnine di ricarica. Con i progetti TalkNET (Interreg Central Europe), METRO (Interreg Italia-Croazia) e EALING (CEF) sarà invece possibile progettare il sistema di cold ironing rispettivamente per il Molo VI, il Molo Bersaglieri (crociere), il Molo V, la Piattaforma Logistica e la banchina del porto di Monfalcone.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
05 mar 2021

Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci nominato commissario per la realizzazione della superstrada Ragusa-Catania

di mobilita

Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci è stato nominato commissario per la realizzazione della superstrada Ragusa-Catania, come previsto dal verbale della seduta Cipe dello scorso anno e secondo le intese politiche raggiunte con il governo  Conte-bis.  Lo ha anticipato il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile Enrico Giovannini. "Non appena la nomina sarà formalizzata, chiederò al ministro un incontro per concordare un cronoprogramma e metterci subito al lavoro affinché questa importante infrastruttura, inseguita da decenni fra promesse non mantenute e chiacchiere a vuoto, possa finalmente tradursi in azione concreta. La Regione, come sanno a Roma,  pronta a fare la propria parte con un importante impegno" ha affermato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
27 feb 2021

Il MIT cambia nome e diventa Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili

di mobilita

Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti diventa “Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili”: questo è il nuovo nome approvato oggi dal Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro Enrico Giovannini con il decreto-legge sulla riorganizzazione dei ministeri. “Il cambio di nome corrisponde ad una visione di sviluppo che ci allinea alle attuali politiche europee e ai principi del Next Generation Eu. L’obiettivo è promuovere una forte ripresa economica del Paese che sia sostenibile anche sul piano sociale e ambientale, come indicato dal Presidente Draghi, che ringrazio per aver sostenuto la proposta di modifica del nome del Ministero. Investimenti rapidi e consistenti, come quelli che stiamo programmando, in particolare con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, devono produrre un rilevante effetto sul piano della competitività del sistema economico e di stimolo occupazionale nell'attuale congiuntura economica e in prospettiva. Il rafforzamento e l'ammodernamento delle reti infrastrutturali e del settore della logistica, l'investimento in infrastrutture sociali e nelle diverse aree del sistema dei trasporti devono accompagnare e accelerare le trasformazioni in atto nel mondo delle imprese e dei consumatori nella direzione della sostenibilità", afferma il Ministro Giovannini. “Il Ministero – aggiunge Giovannini – aprirà un dialogo intenso con gli operatori economici e sociali per identificare le azioni più idonee per accelerare questo percorso, tenendo conto anche delle nuove opportunità derivanti dai recenti orientamenti del mondo finanziario e delle politiche europee in materia".

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
23 feb 2021

SARDEGNA | Le Fiamme Gialle sequestrano 30 mezzi soggetti a vincoli di interesse storico

di mobilita

All'esito di attività di intelligence per il controllo economico-finanziario del territorio, operata dalle Fiamme Gialle, in queste ore la Guardia di Finanza e l'Arma dei Carabinieri di Cagliari hanno dato esecuzione al decreto di sequestro emesso dalla locale Procura della Repubblica di oltre 30 mezzi rotabili storici databili tra i primi del '900 e il 1932 (locomotive, carrozze e vecchie "littorine" sullo stile del razionalismo funzionale), attualmente depositati nelle stazioni ferroviarie di Monserrato, Mandas, Sassari e Macomer. La suddetta attività info-investigativa della Guardia di Finanza, adeguatamente rapportata alla locale A.G., si è conseguentemente sviluppata attraverso una proficua sinergia tra le due Forze di Polizia, al fine di poter utilmente impiegare le specifiche competenze specialistiche del locale Nucleo Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale. Pertanto, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari, sono state svolte verifiche congiunte, nelle predette stazioni ferroviarie, dalle quali è stato possibile constatare lo stato di abbandono e di pessima conservazione in cui versano numerosi mezzi rotabili, assoggettati, in virtù dell'epoca di fabbricazione, al vigente codice dei beni culturali e del paesaggio, secondo cui i beni di interesse storico/artistico debbono essere adeguatamente conservati da parte dell'ente proprietario e, indi, destinati ad un uso compatibile con il loro carattere storico. La complessa attività di indagine è stata sviluppata anche a mezzo di rilevazioni aeree eseguite dal Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza. Tali mezzi e la rete ferroviaria a scartamento ridotto della Sardegna, che si estende per circa 609 km sui 1.035 km totali di ferrovia esistenti nell'Isola, ne fanno un caso unico nel panorama non solo italiano, ma addirittura europeo delle ferrovie storico-turistiche per estensione, paesaggi ambientali attraversati, rarità tecniche ormai scomparse sulle ferrovie in esercizio ordinario. La costruzione delle linee, avviata nella seconda metà dell'Ottocento e proseguita fino al 1932, aveva la funzione di complementarietà rispetto alla rete a scartamento ordinario gestita dalle Ferrovie dello Stato. Si tratta dell'unico caso nazionale di regione in cui lo sviluppo delle ferrovie "complementari" a scartamento ridotto supera, per estensione, quello delle linee principali delle FS. Il sequestro si è reso necessario al fine di assicurare il corpo di reato in attesa di accertare, anche a mezzo di successive attività ispettive da espletare con l'ausilio di personale qualificato della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Cagliari, l'effettivo interesse culturale del parco rotabile, nonché la consistenza, lo stato di conservazione e manutenzione dello stesso. Sono al vaglio degli inquirenti alcune ipotesi di reato quali danneggiamento del patrimonio storico culturale nazionale, uso illecito di beni culturali, pregiudizievole per la loro stessa conservazione e abuso d'ufficio. L'attività odierna, frutto della sinergia operativa tra le Forze di Polizia interessate, si è inoltre caratterizzata per la collaborazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Cagliari e le Province di Oristano e Sud Sardegna.

Leggi tutto    Commenti 0