Articolo
22 giu 2017

G7 Trasporti: adottata Dichiarazione congiunta

di mobilita

L’incontro dei Ministri dei Trasporti dei Paesi del G7 che si è svolto a Cagliari il 21 e 22 giugno si è concluso con l’adozione della Dichiarazione congiunta sul valore sociale delle infrastrutture da parte  dai Paesi del G7 e dalla Commissaria Europea per i Trasporti. Il documento sottolinea il valore strategico degli investimenti in progetti infrastrutturali di alta qualità ed innovazione come strumento per il sostegno alla crescita economica, riconoscendone il valore sociale per garantire la crescita del benessere collettivo e facilitare l’accesso ai servizi per la salute e l’educazione, agevolando l’integrazione delle persone e riducendo il rischio di esclusione sociale. Particolare attenzione viene riservata alla selezione basata su una corretta analisi costi benefici dei progetti che garantiscano maggiori benefici in termini di valore aggiunto, agevolando la partecipazione ed il coinvolgimento nelle differenti fasi decisionali di stakeholder e comunità locali. Nel rispetto delle rispettive esperienze, il documento prevede, inoltre, l’avvio di un gruppo di lavoro sullo sviluppo delle infrastrutture per lo scambio di best practice sulla pianificazione, il finanziamento e l’implementazione di progetti infrastrutturali. Viene inoltre, riaffermato l’impegno ad identificare e rimuovere potenziali barriere all’introduzione delle tecnologie per la guida automatica e connessa nei sistemi di regolazioni esistenti, a livello internazionale e di singoli Paesi. Questo riconoscendo il valore strategico dell’investimento tecnologico in termini di sicurezza, riduzione delle emissioni ed ottimizzazione dell’utilizzo delle nostre reti stradali. Alla Ministeriale hanno partecipato il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio per l’Italia, il Ministro dei Trasporti Marc Garneau per il Canada, il Ministro Federale dei Trasporti e delle Infrastrutture Digitali Alexander Dobrindt per la Germania, il Ministro per il Territorio, le Infrastrutture, i Trasporti ed il  Turismo Keiichi Ishii per il Giappone, il Segretario di Stato per i Trasporti Chris Grayling per il Regno Unito, il Segretario di Stato per i Trasporti Elaine Chao per gli Stati Uniti, il Commissario per i Trasporti Violeta Bulc per la Commissione Europea, il Direttore Generale per le Infrastrutture, i Trasporti e il Mare, François Poupard per la Francia.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
15 giu 2017

Dibattito pubblico per le opere pubbliche, pronto lo schema del decreto

di Roberto Lentini

Lo schema di decreto per il Dibattito pubblico sulle Grandi Opere, previsto dal Codice dei Contratti pubblici è pronto. Ne ha dato notizia il Ministro Delrio durante il convegno  “Connettere l’Italia”.  Ora il testo passerà agli altri Ministeri per le osservazioni, alle Camere per parere e al Consiglio di Stato. “Sembrava impossibile in Italia, oggi è realtà. Le opere devono essere utili e condivise dai territori, perché sono a servizio delle comunità – ha dichiarato il Ministro Delrio a margine del convegno “Connettere l’Italia" -  I territori debbono comprendere che attraverso le connessioni si sviluppano l’economia e opportunità di lavoro. Quindi infrastrutturare un aeroporto, portare una linea ferroviaria significa creare sviluppo. Ovviamente queste opere vanno discusse con i territori, vanno accettate dalle comunità, perché sono al servizio delle comunità. Regolare il dibattito pubblico in Italia sembrava impossibile oggi è realtà perché il decreto è stato firmato. E’ la dimostrazione che non abbiamo paura delle nostre comunità, dei nostri cittadini. Loro hanno una intelligenza che ci può aiutare a migliorare le opere. Lo abbiamo fatto sbloccando il passante di Bologna, lo faremo in tutte le opere che hanno una rilevanza strategica”. Questi in sintesi i contenuti del testo QUANDO SI APRE IL DIBATTITO PUBBLICO: Il decreto prevede che il dibattito pubblico si apra nella fase di elaborazione del progetto di fattibilità quando le alternative progettuali sono ancora aperte e il proponente può ancora modificare il progetto.  In particolare si apre sul Documento delle alternative progettuali e i risultati del Dibattito pubblico concorrono all’elaborazione del Progetti di fattibilità. SU QUALI OPERE: il dibattito pubblico è obbligatorio per opere di una certa consistenza, tra i 200 e 500 milioni di euro a secondo della tipologia di intervento. Il dibattito pubblico è obbligatorio anche su richiesta delle amministrazioni centrali (Presidenza del Consiglio e Ministeri), degli enti locali (un consiglio regionale, una provincia, una città metropolitana, un numero di consigli comunali rappresentativi di almeno 100.000 abitanti) o dei cittadini (almeno 50.000 elettori). Il proponente è sempre libero di aprire un dibattito pubblico quando lo ritiene necessario. QUANTO DURA: 4 mesi (prorogabili di ulteriori due mesi nel caso di comprovata necessità). Il dibattito pubblico è preceduto da una fase dedicata alla progettazione del processo decisionale della durata massima di 3 mesi. COME SI SVOLGE: il dibattito pubblico, organizzato e gestito in relazione alle caratteristiche dell’intervento e alle peculiarità del contesto sociale e territoriale di riferimento, consiste in incontri di informazione, approfondimento, discussione e gestione dei conflitti, in particolare nei territori direttamente interessati dall’opera e nella raccolta di proposte e posizioni da parte di cittadini, associazioni, istituzioni. CHI LO GESTISCE: il dibattito pubblico è gestito da una figura indipendente che svolge il proprio compito in autonomia e coordina le proprie attività con il proponente dell’opera e il Comitato di monitoraggio (formato dagli enti locali su cui insiste l’opera). COME VIENE SELEZIONATO IL RESPONSABILE DEL DIBATTITO PUBBLICO: il responsabile è selezionato dal proponente dell’opera attraverso procedure di evidenza pubblica che invita alla gara i soggetti idonei ricompresi nell’elenco dei fornitori elaborato dalla  Commissione nazionale per il dibattito pubblico (soggetti di comprovata esperienza e competenza nella gestione di processi partecipativi, ovvero di gestione ed esecuzione di attività di progettazione e pianificazione in materia infrastrutturale, urbanistica e territoriale). COME SI CONCLUDE: il proponente, terminato il dibattito pubblico, ha tre mesi di tempo per presentare un proprio dossier conclusivo in cui evidenzia: la volontà o meno di realizzare  l’intervento, le eventuali modifiche apportate al progetto e le ragioni che hanno condotto a non accogliere eventuali proposte. IL COMITATO DI MONITORAGGIO: il proponente non è lasciato solo durante il dibattito ma è assistito da un comitato di monitoraggio (composto dagli enti locali direttamente coinvolti dall’intervento) che ha il compito di: a) contribuire alla definizione delle modalità di svolgimento del dibattito pubblico; b) collaborare alla realizzazione e alla supervisione del dibattito;  c) concorrere alla soluzione dei problemi e delle criticità che eventualmente si manifestino durante il dibattito; d) contribuire alla discussione e alla valutazione delle proposte emerse nel corso del dibattito pubblico. LA COMMISSIONE NAZIONALE PER IL DIBATTITO PUBBLICO: la Commissione è istituita presso il Ministero delle infrastrutture ed è formata da 13 componenti (2 per il Ministero delle Infrastrutture; 1 rappresentante per i Ministeri dell’Ambiente, Beni culturali, Sviluppo economico, Salute, Giustizia; 1 rappresentante per la Conferenza Stato Regioni, 1 per l’Unione delle Province Italiane e 1 per l’ANCI) + 3 esperti (nominati dal Ministro delle Infrastrutture su proposta della Commissione). La Commissione ha il compito di: monitorare il corretto svolgimento dei dibattiti pubblici; esprimere raccomandazioni e elaborare linee guida; gestire un proprio sito internet con tutta la documentazione relativa ai vari dibattiti; presentare alle camere, ogni 2 anni, una relazione sull’andamento dei dibattiti e proporre correttivi. MODALITÀ DI APPROVAZIONE DEL DECRETO: raccolte le osservazioni del Ministero dei Beni culturali e del Ministero dell’Ambiente il decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti viene inviato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che una volta valutato, viene inviato alle Camere per la raccolta delle osservazioni. Il decreto è inviato anche al Consiglio di Stato.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
15 giu 2017

Al 7° Convegno Nazionale Sistema Tram il ministro Delrio rilancia il TPL

di mobilita

Nel  7° Convegno Nazionale Sistema Tram" dal titolo, “I sistemi a via guidata per il TPL: tra tradizione e innovazione".  promosso e coordinato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, insieme alle tre associazioni AIIT, ASSTRA, CIFI, si è parlato di Trasporto Pubblico nelle aree metropolitane, con un focus sul ruolo locale delle ferrovie.  Ad introdurre i lavori, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio: “L'Italia ha vinto ormai la sfida dell'Alta velocità, ma abbiamo ancora un enorme problema che riguarda milioni e milioni di persone, cioè l'efficienza del sistema del trasporto locale, che è ancora molto bassa. Per questo è importante questo convegno organizzato da ASSTRA, focalizzato soprattutto sull'innovazione e sui nuovi sistemi di mobilità". Il ministro spiega che nel trasporto pubblico locale, TPL, l'offerta è molto più bassa della domanda. “Esempi positivi di aumento intelligente dell'offerta (Bolzano, Bari, la Puglia) hanno infatti mostrato che la gente è pronta a convertirsi al trasporto pubblico, ci sono stati aumenti del 50, finanche del 100 per cento”. In questo scenario il trasporto pubblico locale, ed in particolare quello su ferro, risolverebbe anche il problema dell'utilizzo dell'auto privata, che in Italia è addirittura 3 volte superiore alla media europea. “La congestione assedia ed io da ministro- aggiunge Delrio -  ho contribuito a far nascere le nuove città metropolitane, che devono risolvere soprattutto i problemi del trasporto locale. Perché  la competitività dell'intero Paese si gioca sviluppando il ruolo delle nostre città, oggi centrali per qualsiasi prospettiva di crescita nei settori innovativi". Le risorse non mancano. Una sfida diretta anche su una nuova visione di mobilità. "Abbiamo stanziato 4 miliardi e 3 per rinnovare uno dei parchi autobus più vecchi d'Europa, sostituiremo tutti i 10.000 autobus ancora a euro 0 - continua Delrio -  ma il piano non finisce. Sul lungo periodo gli investimenti superano i 7 miliardi di euro; cui vanno aggiunti gli oltre 4 miliardi della gara indetta da Trenitalia per rinnovare il parco dei treni regionali e gli 1,3 miliardi stanziati per i sistemi di sicurezza delle ferrovie metropolitane". Il convegno, rivolto ai Rappresentanti degli Enti Locali, Province, Regioni, Aziende di Trasporto collettivo, Università ed ai Professionisti del settore, amplia e consolida le tematiche già trattate nelle precedenti edizioni, con  ulteriore approfondimento sul  ruolo delle nuove  categorie di vettori a via guidata utilizzati per il Trasporto Pubblico Locale (metropolitane, treni, sistemi innovativi), Questo perché la contiguità tra diversi mezzi è sempre più evidente, si pensi ad esempio alle metrotramvie e ai  tram–treno. Ti potrebbe interessare: Graziano Delrio: nel 2017 4,5 miliardi per rinnovo bus

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
14 giu 2017

Anas presenta la campagna di comunicazione istituzionale per la valorizzazione turistica della nuova A2 “Autostrada del Mediterraneo”

di mobilita

“Tra Campania, Basilicata e Calabria, c'è una strada dove ogni viaggio è una scoperta: è l’Autostrada del Mediterraneo. Buon viaggio”. È il claim della campagna di comunicazione istituzionale sulla nuova A2 Autostrada del Mediterraneo: un invito a rivedere l’dea di autostrada e di infrastruttura. Anas vuole proporre una visione della A2 diversa rispetto al passato: non solo un luogo di passaggio, ma anche un’opera attraverso la quale accedere, apprezzare e riscoprire i territori del Sud Italia attraversati dal tracciato. Sarà la prima autostrada ad avere un piano di valorizzazione che promuove l’offerta turistica, declinandola sotto ogni aspetto: culturale, spirituale, artistico ed enogastronomico. La campagna, realizzata da Anas e dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività culturali, è stata presentata questa mattina dal ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, dal ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Dario Franceschini e dal presidente di Anas, Gianni Vittorio Armani. Alla conferenza hanno partecipato, in rappresentanza delle regioni attraversate dalla A2, anche Marcello Pittella, Presidente della Regione Basilicata e Roberto Musmanno, Assessore alle Infrastrutture della Regione Calabria. Il progetto è l’evoluzione di un lavoro cominciato due anni fa e che ha portato alla ridenominazione dell’ex Salerno-Reggio Calabria, lo scorso 22 dicembre 2016, in A2 ‘Autostrada del Mediterraneo’, sottolineando così l’importanza di questa infrastruttura come naturale prosecuzione dell’itinerario che collega il Nord e il Sud Italia e che nasce a Milano con la A1. Il nuovo tracciato – che ora si estende per 432 km – inizia da Fisciano, sede dell’Università di Salerno, per poi terminare a Villa San Giovanni, porta d’accesso verso la Sicilia e il Mediterraneo. La nuova A2 ha permesso di ridurre i tempi di percorrenza: è adesso possibile viaggiare da Fisciano fino a Villa San Giovanni impiegando un’ora in meno rispetto al passato. L’obiettivo dell’Azienda è di proporre un nuovo, dinamico e moderno modello di sviluppo, trainato dalla sinergia tra tutte le realtà locali interessate: Campania, Basilicata, Calabria. Mettere in campo iniziative concrete di sviluppo, di conoscenza e di fruizione del territorio in grado di definire, nel loro insieme, la forza e il valore del Meridione. Un percorso teso a trasformare l’immenso patrimonio di beni culturali, di risorse paesaggistiche, di tradizioni culturali, enogastronomiche e artigianali in economia moderna e globale. A supportare Anas nel piano di valorizzazione dell’Autostrada del Mediterraneo c’è un testimonial d’eccezione, Giancarlo Giannini. Attraverso la sua forza narrante, la campagna lancia a tutti il messaggio di come, viaggiando lungo la A2, si possano scoprire e riscoprire continuamente angoli d’Italia pieni di bellezza, natura, paesaggi mozzafiato, spiritualità, cultura e arte. Senza dimenticare anche i prodotti della terra unici e l’eccezionale offerta enogastronomica per cui il Sud è famoso in tutto il mondo. Anas è convinta che l’Autostrada del Mediterraneo sia un’infrastruttura fondamentale per la mobilità del Paese, ma allo stesso tempo crede che possa essere più di una grande opera materiale fatta di acciaio, cemento e asfalto. La A2 ha le potenzialità per diventare un’autostrada-itinerario che, attraversando il cuore meridionale dell’Italia, sia anche un generatore di opportunità e di sviluppo per il territorio. Un obiettivo che Anas si prefigge di raggiungere grazie anche al coinvolgimento, in fase di ideazione del piano di valorizzazione, di enti e istituzioni locali, luoghi di interesse artistico e culturale nonché di realtà imprenditoriali locali. Per far conoscere alcune delle enormi potenzialità che la A2 può esprimere, sono state individuate con istituzioni e ed enti locali, attraverso i 52 svincoli dell’autostrada, dieci ‘Vie’ che lambiscono l’Autostrada del Mediterraneo e si snodano attraverso terre piene di storia, memoria e bellezza. Dieci percorsi che saranno richiamati dalla cartellonistica autostradale, invitando gli automobilisti a concedersi magari una deviazione dal proprio tragitto per scoprire mito, arte, profumi e sapori del Meridione. Le ‘Vie’ saranno inoltre promosse con appositi totem all’interno delle aree di servizio lungo la A2, proponendo agli automobilisti questi itinerari religiosi, culturali, naturalistici ed enogastronomici per scoprire i territori di Campania, Basilicata e Calabria raggiunti dal tracciato autostradale. Le dieci vie sono: La Via dei castelli È una via di singolare interesse storico e culturale. Lungo l’Autostrada del Mediterraneo è possibile ammirare in particolare: il Castello Medievale di Arechi Salerno, il Castello Svevo di Cosenza, il Castello di Pizzo Calabro, il Castello di Scilla, il Castello Aragonese di Reggio Calabria. La via dell’archeologia L’itinerario prende in considerazione, tra gli altri: il Museo Archeologico provinciale di Salerno, il Museo archeologico nazionale della Sibaritide, il Museo Archeologico Statale Vito Capialbi di Vibo Valentia, il Museo Archeologico di Medma, il Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria. La Via del mito La nuova Autostrada racconta anche i miti dei luoghi lambiti dal tracciato. Si tratta di un itinerario affascinante che conduce alla scoperta dei luoghi cari alle Sirene Partenope, Licosia e Ligea protagoniste di stupende e fiabesche storie, che incidono fortemente sulle locali tradizioni. La via del mare L’Autostrada del Mediterraneo è la principale via di accesso alle più rinomate costiere e spiagge della Campania, della Basilicata e della Calabria, come ad esempio, la costiera Amalfitana, le località del Cilento, Maratea, Tropea, Scalea, Pizzo Calabro e la costa Viola. La via dei parchi Meravigliosi paesaggi immersi nel verde e piante rare fanno da sfondo a parchi incontaminati famosi in tutto il mondo come, tra gli altri, il Parco Nazionale del Cilento, la Valle di Diano e degli Alburni e il Parco Nazionale del Pollino. Quest’ultimo, in particolare, è il parco naturale più grande d’Italia con una superficie di oltre 190mila ettari, dichiarato Patrimonio dell’Unesco nel 2015. E poi ancora il Parco Old Calabria, omaggio allo scrittore Norman Douglas autore, appunto, di Old Calabria, e il Parco Nazionale dell’Aspromonte, luogo della fiaba e dell’incanto. La via della storia L’itinerario permette di raggiungere luoghi ricchi di storia del nostro Paese, oggi raccontati in percorsi culturali museali: il museo della Memoria e della Pace Giovanni Palatucci a Campagna, il museo dello sbarco a Salerno, il campo di internamento di Ferramonti di Tarsia, il museo dei Brettii e degli Enotri a Cosenza, il podere delle Carrozze e il museo del Risorgimento a Catanzaro e tanto altro ancora. La via della fede È un itinerario religioso di particolare valore. Esistono nel territorio tesori di fede e devozione che narrano la storia di forti spiritualità. Vengono ricordati i luoghi più significativi come la Certosa di Padula, il Santuario di San Francesco da Paola, la Certosa di Serra San Bruno, il Santuario alla Madonna di Paravati, il Santuario di San Gaetano Catanoso, il Santuario Maria SS Consolazione di Reggio Calabria. La via del caffè Lungo il percorso della A2 si incontrano ben sei torrefazioni che danno vita ad un itinerario speciale alla riscoperta del caffè italiano, attraverso una varietà di proposte e miscele. Tra queste: caffè Castorino (Salerno), caffè Trucillo (Salerno), caffè Aiello (Cosenza), caffè Guglielmo (Catanzaro), caffè Cannizzaro (Cittanova), caffè Mauro (Campo Calabro). La via dello sport Lungo il percorso dell’Autostrada si incontrano luoghi suggestivi perfetti per praticare le più variegate discipline sportive. Dal Kitesurf del Cilento e dell’area salernitana, al rafting sulle cascate del Fiume Lao, al trekking nelle zone montuose, insieme allo sci sul Pollino, Sila ed Aspromonte. Sulle Orme di Bacco e Cerere – La via enogastronomica Un suggestivo percorso che porta alla scoperta dei sapori e dei profumi del Sud: sulle Orme di Bacco e Cerere è la via enogastronomica che introduce a vini, oli e prodotti tipici di straordinaria qualità Un nuovo viaggio attraverso il Sud Italia proposto anche tramite un sito web (www.autostradadelmediterraneo.it) e un’app dedicati. Al loro interno sono presenti la storia, il tracciato e gli svincoli dell’A2, informazioni e notizie sulla viabilità. Nonché suggerimenti e suggestioni sui luoghi delle dieci ‘Vie’ che è possibile raggiungere con l’Autostrada del Mediterraneo. Anas sta provvedendo alla progressiva installazione della nuova cartellonistica stradale, per rendere gli utenti maggiormente consapevoli del cambiamento in atto. Sarà quindi aggiornata la segnaletica autostradale e installata quella inerente gli itinerari turistici proposti. Gli automobilisti che decideranno di percorrere l’Autostrada del Mediterraneo si troveranno quindi a poter scegliere quale itinerario seguire tra quelli proposti a ogni svincolo. Scegliendo magari consapevolmente di deviare dal proprio percorso originario per concedersi un momento di scoperta di questa parte del territorio italiano e delle enormi ricchezze che custodisce. L’Autostrada del Mediterraneo riserva, tuttavia, altre novità da svelare e che miglioreranno sempre più l’esperienza di guida degli automobilisti. La A2 sarà la prima smart road italiana, grazie all’implementazione delle tecnologie di ultima generazione applicate alla mobilità e alla sicurezza di chi viaggia. L’autostrada verrà interamente cablata e dotata di hot spot Wi-Fi ogni 300 metri per dare e ricevere informazioni e creare una connessione unica. Così gli utenti potranno usufruire di info-viabilità, condizioni meteo, segnalazione congestione, percorsi alternativi e sistemi di sicurezza innovativi come l’SOS On Board. L’Azienda potrà invece contare su un flusso continuo di dati che consentiranno la gestione intelligente degli accessi in autostrada e l’osservazione dei flussi di traffico. L’utilizzo dell’Internet of things permetterà di incrementare il controllo delle condizioni di tutta l’infrastruttura, che sarà provvista di green island ogni 30 km: delle ‘isole’ autostradali utili per fornire energia rinnovabile e dotate di droni per monitoraggio e soccorso. Infine, grazie all’utilizzo di  sistemi che consentono il dialogo tra i veicoli e l’infrastruttura, in futuro l’Autostrada del Mediterraneo sarà la prima ad essere predisposta per accogliere le auto a guida autonoma. Anas invita tutti a scoprire la nuova A2, un'autostrada rinnovata che guarda al futuro della mobilità. Da percorrere ma anche da visitare, scoprire, assaporare. Buon viaggio!

Leggi tutto    Commenti 1
Articolo
12 giu 2017

Trenitalia, Sciopero nazionale il 15 e 16 giugno 2017

di mobilita

Ferrovie dello Stato Italiane comunica che alcune sigle sindacali autonome, in adesione ad uno sciopero generale, hanno proclamato uno sciopero nazionale del personale addetto al trasporto ferroviario del Gruppo FS, ad esclusione di Piemonte e Valle D’Aosta, dalle 21.00 di giovedì 15 giugno alle 21.00 di venerdì 16 giugno 2017. Per i treni regionali saranno garantiti i servizi essenziali previsti in caso di sciopero nei giorni feriali dalle ore 6:00 alle ore 9:00 e dalle ore 18:00 alle ore 21:00. Le Frecce circoleranno regolarmente.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
06 giu 2017

Agrigento | Al via la ZTL in Via Atenea

di Mauro Indelicato

Cambiano ancora gli orari della ZTL in via Atenea: il corso principale di Agrigento, cuore di molte attività sociali e culturali della città dei templi, è spesso stato oggetto di esperimenti volti ad espandere la pedonalizzazione e la limitazione dell’ingresso di mezzi in una strada la cui pavimentazione ha spesso accusato problemi per via delle tante auto che soprattutto in passato hanno percorso questa arteria centrale. “A partire da lunedì 5 giugno – si legge in una nota del comune - la via Atenea sarà chiusa al traffico dalle ore 17:00 alle 24:00 e sarà così per tutte le domeniche ed i giorni festivi. A deciderlo il neo Assessore alla Polizia Municipale del Comune siciliano che ha ritenuto opportuno adottare provvedimenti più efficaci per ragioni di sicurezza stradale ed incolumità pubblica. Rispetto al precedente provvedimento, l’unico elemento invariato riguarda la proroga per il sabato sera fino alle 2 di notte, con lo scopo di evitare il passaggio di numerose auto in un momento della settimana dove sono previsti maggiori assembramenti di persone grazie alle attività di molti locali; per il resto, è da notare lo stop alla ZTL negli orari diurni e questo probabilmente è stato attuato dopo le richieste di numerosi commercianti ma va in controtendenza sia con le precedenti decisioni dell’attuale giunta e delle passate amministrazioni, le quali hanno invece sempre più aumentato gli orari di chiusura, che con il percorso intrapreso nelle principali città siciliane dove le vie principali sono oggetto di interventi di pedonalizzazione e di limitata apertura al traffico. Il dibattito sulle pedonalizzazioni ad Agrigento è sempre stato molto sentito, anche se in città al momento l’atteggiamento di molti operatori è quello di guardare con favore all’apertura al traffico anche delle vie centrali per il timore di una riduzione del volume di affari; nonostante i tanti positivi esempi, come in primis a Palermo, dati da virtuosi processi di pedonalizzazioni del centro storico, Agrigento rimane maggiormente legata alla logica della presunta convenienza derivante dal traffico aperto alle auto. Il nodo è probabilmente da ricercare nella mancanza di parcheggi e mezzi pubblici; i commercianti, in particolar modo, temono che i pochi parcheggi attorno al perimetro del centro storico facciano sì che i potenziali acquirenti siano scoraggiati dal passeggiare in via Atenea. Inoltre, ad Agrigento i mezzi pubblici hanno una copertura limitata e questo non favorisce l’incentivo all’uso del bus od anche dei treni che partono da Agrigento Bassa per far affluire gente nel cuore del centro storico. La via da intraprendere, a grandi linee, dovrebbe essere quella di creare veri e propri hub di interscambio tra mezzo pubblico e privato nei piazzali limitrofi al centro, in modo da poter facilitare il parcheggio lì dove transitano e partono gli autobus di linea od i treni verso Agrigento Centrale; al momento però, nessuna amministrazione ha mai programmato in maniera seria ed a lungo termine tematiche così vitali ed importanti per una città di chiara vocazione turistica.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
23 mag 2017

Il PON Infrastrutture e Reti al forum PA 2017

di Roberto Lentini

Tra le iniziative dedicate alla comunicazione e all’informazione del Programma Operativo Nazionale (PON Infrastrutture e Reti 2014-2020) gestito dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, rientra anche quest’anno la partecipazione al FORUM PA, la rassegna dedicata all’innovazione nelle pubbliche amministrazioni. Il PON IR, dal 23 al 25 maggio, sarà presente al Nuovo Centro Congressi di Roma “La Nuvola” con uno spazio espositivo dove saranno disponibili pubblicazioni e materiali informativi sulle principali tematiche del Programma Operativo Nazionale. Nella stessa area dedicata il Mit sarà presente con "Connettere l'Italia" e "Sicurezza Stradale". Nella giornata di mercoledì 24 maggio, presso la Sala 1, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nell'ambito delle attività di comunicazione del PON Infrastrutture e Reti, con il supporto di Rete Autostrade Mediterranee, organizza il convegno: “La sfida del coordinamento interistituzionale per una buona programmazione. L'esperienza delle Aree Logistiche Integrate - ALI". Le ALI sono uno strumento innovativo, messo in campo dal PON IR nella nuova pianificazione nazionale, che si pone l’obiettivo di superare la frammentazione tra i vari enti nell'ambito della programmazione del settore, attraverso il coordinamento e la collaborazione fra istituzioni e partenariato economico. I soggetti che insieme al Ministero hanno sottoscritto gli accordi per la creazione di Tavoli Tecnici Locali di confronto per una migliore programmazione sono Regioni, porti, RFI, Agenzia della Coesione Territoriale e le Amministrazioni territoriali. I lavori del convegno inizieranno dagli obiettivi strategici del PON 2014-2020, illustrati dall’Autorità di Gestione del PON, al fine di motivare la necessità dell’istituzione dei tavoli ALI ed il lavoro finora svolto all’interno degli stessi. L’evento sarà l’occasione per gli enti locali, le regioni, la società civile e gli altri interlocutori per discutere dell’esperienza delle ALI come opportunità per il sistema logistico nazionale e motore di sviluppo per una progettualità integrata sul territorio. A tracciare le conclusioni dei lavori del convegno sarà Maria Margherita Migliaccio, D.G. Sviluppo del Territorio, Programmazione e Progetti Internazionali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il programma completo del convegno e le modalità di accesso sono consultabili sul sito FORUMPA

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
23 mag 2017

FORUM PA 2017 “Una nuova PA per lo sviluppo sostenibile”

di Roberto Lentini

La 28^ edizione della manifestazione, che vedrà riuniti tutti gli innovatori del mondo pubblico e privato, si terrà oggi nel nuovo Roma Convention Center “La Nuvola” . Apertura oggi con il Ministro della PA e della semplificazione Marianna Madia che presenterà la riforma della Pubblica Amministrazione, chiusura giovedì 25 maggio con il Commissario Straordinario per l’Attuazione dell’Agenda Digitale Diego Piacentini, passando dalla lectio magistralis di Jeffrey Sachs, Director of The Earth Institute della Columbia University, leader mondiale nello sviluppo sostenibile. Saranno tre giorni di grandi eventi di scenario, convegni tematici sulle politiche d’innovazione, tavoli di lavoro per i vertici delle amministrazioni e delle aziende, seminari di formazione gratuita quelli del FORUM PA 2017, la manifestazione sull’innovazione della Pubblica Amministrazione in programma dal 23 al 25 maggio al Roma Convention Center “La Nuvola”. Organizzata da FPA, società del gruppo Digital 360, la 28esima edizione sarà dedicata alla PA sostenibile: quale amministrazione serve per permettere all’Italia di raggiungere entro il 2030 i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile approvati dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite? Tra i tanti ospiti nell’agenda di FORUM PA 2017, ci saranno il Ministro dell’Economia e delle Finanze Piercarlo Padoan, il Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli,  il Ministro degli Affari regionali e della famiglia Enrico Costa, il Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti, il Ministro dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare Gian Luca Galletti, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Sandro Gozi, ma anche il Presidente ANAC Raffaele Cantone, il Sindaco di Roma Capitale Virginia Raggi e il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. “Il tema di FORUM PA 2017 sarà la PA sostenibile – spiega Carlo Mochi Sismondi, Presidente di FPA – o meglio il ruolo che una PA davvero innovativa, cioè efficiente, digitale, aperta, collaborativa, può svolgere per rispondere a grandi questioni aperte, come il lavoro che non c’è, la sicurezza percepita come precaria, la tutela della salute, la qualità dell’ambiente, le disuguaglianze in crescita. Perché nessuno degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile SDGs può essere realizzato senza il contributo della Pubblica Amministrazione”. Il programma completo su www.forumpa2017.it

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
10 mag 2017

Il futuro della mobilità sono gli hoverboard? Siete al corrente di rischiare una multa salata?

di Fabio Nicolosi

Il 2015, complici le feste di Natale, ha visto il moltiplicarsi, sulle strade e nei negozi, dei cosiddetti hoverboard: gli strani mezzi a due ruote, spinti da motore elettrico che si muovono seguendo i comandi impartiti col corpo da chi è a "bordo". L'equilibrio sarebbe garantito da un giroscopio, ma comunque non sono facili da usare quanto sembra Divieto di utilizzare gli overboard su strada: rischio multa che, nel caso di minorenne, deve essere pagata dai genitori. C’era da aspettarselo: gli overboard stanno sostituendo i vecchi monopattini. Meno pericolosi degli skateboard e dei rollerblade, ma sicuramente più lenti, gli overboard sono diventati il mezzo di trasporto più utilizzato dai giovani anche per la facilità di utilizzo, che ne consente l’impiego non solo su strada, ma anche all’interno di centri commerciali, gallerie, parcheggi, piazzette e zone interdette al traffico. Gli overboard hanno però un unico inconveniente: sono illegali. O almeno, lo sono quando utilizzati sui marciapiedi o sulle strade. E di tanto, ovviamente, il venditore non fa menzione all’acquirente. Non viene neanche detto alla mamma e al papà che, se un poliziotto vede un ragazzo circolare su un overboard laddove il codice della strada lo vieta, eleva la multa non già al giovane, ma ai suoi genitori, che quindi dovranno pagarla e, in caso contrario, riceveranno la famigerata cartella esattoriale con tutti i conseguenti pignoramenti che ne derivano. Tutto questo per un overboard? Sì: inutile schermirsi dietro il fatto che ci sono cose più gravi da punire; questa è la legge e va rispettata. Ma procediamo con ordine e vediamo, in merito agli overboard, dove scatta la multa e cosa prevede il codice della strada. Una norma che poco si conosce [1], volta a regolare il comportamento dei pedoni, stabilisce che «la circolazione mediante tavole, pattini od altri acceleratori di andatura è vietata sulla carreggiata delle strade». La stessa norma, più avanti, dispone che «sugli spazi riservati ai pedoni è vietato usare tavole, pattini od altri acceleratori di andatura che possano creare situazioni di pericolo per gli altri utenti». È chiaro dunque che, su strade e marciapiedi è vietato andare con gli overboard. Certo, la legge parla di tavole, pattini o altri acceleratori di andatura perché, quando fu emanata, gli overboard non erano ancora stati inventati. Ma non vi è dubbio che un’applicazione corretta del codice della strada consente di estendere il divieto anche a tali strumenti. E la pratica ce ne dà già una conferma: sono già in molti i vigili che contestano le multe, ai genitori, per i figli che vanno in overboard sui luoghi destinati alle auto o ai pedoni. Perché solo ora ci si accorge di questo divieto contenuto nel codice della strada? La norma poteva già essere applicata agli skaters o a quelli che usano i rollerblade. È vero: sarà però che oggi i nostri Comuni sono più assetati e hanno necessità di fare casa, sarà anche perché è più facile raggiungere un ragazzino in overboard che uno sui rollerblade, le multe vengono più spesso comminate ai primi che non ai secondi. Quali sono le multe per chi circola con gli overboard? Anche questo è stabilito in modo molto chiaro dal codice della strada. La sanzione va da 25 a 100 euro a seconda della pericolosità della condotta. Se il soggetto è minore, come abbiamo anticipato, la sanzione viene elevata in capo ai genitori: tesi quest’ultima condivisa sia dalla Cassazione [2] che dal ministero dell’Interno [3]. Quindi, se un ragazzo con meno di 18 anni viene pescato a circolare con l’hoverboard su una strada, la polizia municipale può multare la madre e il padre. Del resto anche la legge [4] stabilisce che della violazione risponde chi era tenuto alla sorveglianza dell’incapace; il soggetto che assume la qualità di “trasgressore” risulta dunque l’esercente la potestà sul minore o il suo tutore al quale destinare la multa. Dove si può usare l’overboard? Non possiamo che stabilirlo per esclusione. Se è vietato su marciapiedi e strade, può essere usato sulle piste ciclabili, nelle aree ludiche come cortili, ville, parchi, giardini, nonché – sembrerebbe – nei parcheggi. Dubbi potrebbero sorgere sull’utilizzo all’interno della banchina, ossia la parte di strada compresa tra il margine della carreggiata e il più vicino dei seguenti elementi longitudinali: marciapiede, spartitraffico, arginello, ciglio interno della cunetta, ciglio superiore della scarpata nei rilevati. Infatti, il codice della strada, nel vietare l’uso degli acceleratori di velocità, tra cui appunto l’overboard, non fa riferimento espresso alle banchine. [1] Art. 190, co. 8 e 9, cod. str. [2] Cass. sent. n. 7268/2000. “Non può essere a sanzione amministrativa chi, al momento in cui ha commesso il fatto, non aveva compiuto i 18 anni o non aveva la capacità di intendere e volere” (…). “Della violazione risponde chi era tenuto alla sorveglianza dell’incapace, salvo provi di non aver potuto impedire il fatto”. [3] Min. Interno nota del 26.05.2005 e circolare del 10.11.2005. [4] Art. 2 L. 689/1981.

Leggi tutto    Commenti 1