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24 apr 2020

Mobilità post COVID-19: “Congestione rischio serio!” analisi e best practices di Matteo Dondè

di mobilita

L'emergenza da Coronavirus sta cambiando le nostre abitudini e percezioni, e anche la mobilità subirà inevitabilmente delle rivoluzioni. Ma esattamente cosa sta cambiando e cosa cambierà nella vita di tutti i giorni? Cosa stanno facendo le altre città nel mondo e come possiamo cogliere le opportunità del caso? Ne abbiamo parlato in una diretta Facebook con l'architetto Matteo Dondè, architetto e esperto pianificatore della mobilità sostenibile, ponendogli alcune domande sul tema e immaginando gli scenari futuri che si prospettano nelle nostre città, negli spostamenti quotidiani e quali strategie adottare.   Vi lasciamo alla trasposizione testuale dell'intervista:   Mobilita.org: Hanno avuto grande diffusione le foto dei canali di Venezia limpidi, dell'Himalaya, delle Alpi e persino dello skyline di Los Angeles visibili a distanza di centinaia di chilometri. Forse il Coronavirus ci sta aprendo gli occhi sotto certi aspetti. Pensi che questa emergenza servirà a sensibilizzare l'opinione pubblica e i governi su clima, inquinamento atmosferico e acustico o ben presto si tornerà a ignorare questi problemi? Matteo Dondé: Le immagini che abbiamo visto dimostrano quanto questo modello di mobilità impatta sull'ambiente e sull'inquinamento. Come le nostre città sono più silenziose, e la natura si è quasi ripresa parte delle nostre città. E' un'occasione che le amministrazioni dovranno saper prendere per cambiare la mobilità, le nostre città e rimettere le persone al centro e non più i veicoli. Mobilita.org: L'emergenza da Coronavirus ha determinato repentinamente dei cambiamenti nelle nostre vite: a causa del distanziamento sociale al quale saremo costretti per evitare nuovi contagi anche le nostre città probabilmente non saranno più le stesse almeno per un pò di tempo, così come gli spostamenti delle persone. Pensiamo ai trasporti pubblici e privati e in generale alla mobilità. In tal senso quali scenari, problemi e comportamenti inevitabili prevedi già nella fase 2 di questa emergenza? Un esempio pratico da cui partire: il pendolarismo di lavoratori e studenti. Matteo Dondé: Il distanziamento sociale per quanto riguarda il TPL sarà importante e inciderà sulla capacità dei mezzi. Il rischio serio è la congestione. Basti pensare che la città di Milano, attuando tutte le restrizioni a bordo dei mezzi pubblici, potrà assicurare solo il 30% del servizio complessivo con la conseguente congestione. Bisogna rivedere l'uso irrazionale che ad oggi viene fatto con l'auto per le distanze entro 5km. Mobilita.org: La pandemia e anche la gestione "fase 2" farà emergere rischi, ma anche opportunità. In queste settimane di lockdown forzato, di centri urbani vuoti, di ripensamento dei nostri stili di vita, si sta presentando una rara occasione di progettazione in itinere. In giro per il mondo diverse città hanno colto la palla al balzo per attivare alcuni interventi sulla mobilità locale. Ci fai qualche esempio? Quali sono gli obiettivi e i benefici che si vogliono perseguire? Matteo Dondé: La bicicletta diventerà un mezzo concorrenziale rispetto all'auto privata e al mezzo pubblico: elevati tempi di attesa alle fermate che si allungheranno, e i tempi di percorrenza in auto a causa del volume veicolare che di conseguenza aumenterà. Abbiamo un'occasione per affrontare in maniera incisiva il tema della sicurezza stradale e inquinamento atmosferico riducendo la velocità delle auto e disincentivandone l'uso. Pensiamo all'istituzione di Zone 30, sottraiamo ulteriore spazio alle auto a favore di nuovi percorsi ciclo-pedonali in virtù del rispetto delle distanze di sicurezza che verranno imposte. Da rivedere inoltre i percorsi ciclabili sui marciapiedi in quanto non potranno garantire il distanziamento coi pedoni. Mobilita.org: Torniamo in Italia, introducendo il tema delle possibili soluzioni da adottare, quali provvedimenti consiglieresti nell'immediato alle amministrazioni delle città italiane per contenere le problematiche? Matteo Dondé: Assieme ad altri professionisti abbiamo redatto un Piano di azione per una mobilità urbana d'emergenza con delle linee guida dedicate ai possibili provvedimenti da attuare subito, coerentemente al distanziamento che ci verrà imposto. Ma anche un occhio alla sicurezza stradale in città e l'inquinamento. Tante soluzioni a basso costo per abbassare la velocità delle auto implementando al tempo stesso la ciclabilità. Non basta di certo piazzare un cartello con scritto 30km/h per ridurre la velocità ma servono elementi fisici, e nel nostro manuale proponiamo soluzioni a basso costo. Notevole sarà anche il lavoro nel campo della comunicazione, perché bisognerà far capire all'automobilista che ogni ciclista che incontra per strada sono un vantaggio per lui e per il traffico in quanto rappresentano auto in meno. Mobilita.org: Parliamo di spazi pubblici: camminare, stare seduto in una panchina, assistere all'esibizione di un'artista di strada, sorseggiare un caffè nelle sedute esterne di un bar: ciò che prima era normale potrebbe non esserlo alla ripartenza e per diverso tempo. Credi che dovremo ripensare funzioni e spazi di aggregazione, apportando degli accorgimenti dettati dagli strascichi che questa pandemia ci lascerà in eredità? Matteo Dondé: Costruiamo nuovi quartieri, ma con una considerazione diversa degli spazi pubblici: urbanistica basata sulle persone piuttosto che sulle auto con più verde. Mobilita.org: Lasciamoci con l'attualità: c'è qualche amministratore in Italia che si è attivato o sta mostrando apertura verso interventi di emergenza sul tema della mobilità? Quali sono i temi più attenzionati? Qual è il ruolo dei cittadini e delle associazioni?  Matteo Dondé: Tutte le associazioni che da anni si occupano di questi temi, stanno spingendo su questa direzione. Ma anche i cittadini possono portare il proprio contributo sul tema delle sperimentazioni provando una nuova nuova mobilità differente, sperimentando nuovi spostamenti quotidiani, provando ad accompagnare i propri figli a scuola piuttosto che in auto. Proviamo quindi a cambiare le nostre abitudini, proviamoci perché la congestione ci riguarda tutti. Raccontiamo le buone esperienze e mettiamole in pratica. La congestione riguarda tutti, le associazioni stanno portando un grande contributo ma anche i cittadini devono capire che possono essere determinanti. Trovate l'intervista completa sul nostro canale YouTube:  

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26 feb 2016

Milano & Torino : ecco il bici incentivo

di Alessandro Graziano

E' notizia di metà Febbraio che il Comune di Torino assieme quello di Milano stanno mettendo a punto il progetto di un incentivo green basato sul modello già in uso in Francia, dove i cittadini che fanno la scelta di andar a lavoro in sella alle due ruote ( quelle a pedale non gli amati scooter) vengono premiati con un'indennità di 25 centesimi al chilometro. L'obiettivo del progetto è incrementare la percentuale di spostamenti con le bici. Per raggiungerlo l'assessore Enzo Lavolta (Assessore Sviluppo,Innovazione, Ambiente e Verde) e il suo omologo milanese, Pierfrancesco Maran, stanno lavorando a un piano da presentare al Ministero dell'Ambiente per concorrere al bando nazionale sugli incentivi antismog: 35 milioni di euro che il ministro Galletti ha deciso di stanziare con l'obbiettivo di promuovere su tutto il territorio nazionale iniziative di promozione della mobilità sostenibile. Milano e Torino  puntano ad utilizzare il finanziamento per il bici-incentivo. Come potrebbe funzionare? Innanzitutto si stanno contattando i mobility manager delle principali aziende nazionali e locali presenti sul  territorio in modo da mettere a punto un sistema per calcolare e validare il tragitto percorso dai dipendenti da casa a lavoro e ritorno. Una volta certificato il totale dei chilometri percorsi, attraverso una app sul telefonino collegata direttamente al sistema aziendale, si potrà accreditare l'incentivo a ciascun dipendente che farà uso della mobilità dolce e sostenibile.   Un dipendete comunale ad esempio che percorra mediamente 10 chilometri al giorno potrebbe arrivare ad accumulare un incentivo di 535 euro all'anno ( dati calcolando le ore lavorative da contratto e un incentivo di 0,35 eurocent a chilometro). Un benefit evidente sia per l'ambiente sia per i guadagni. Un modo intelligente di spostarsi facendo sport e accumulando crediti. Prima che il sistema possa entrare in funzione ci saranno alcuni passi da compiere. Innanzitutto, chiarisce Lavolta, si sta costruendo l'infrastruttura, in un progetto che vede coinvolti, oltre alle aziende interessate, anche il Politecnico, l'Università e 5T. Sarà creato infatti un software aperto e una applicazione per smartphone che consentiranno di calcolare e validare il percorso casa-lavoro in bici: per fare questo sarà bandito un concorso pubblico. Il passo successivo poi alla creazione del sistema, la partecipazione al bando nazionale per ottenere una parte dei 35 milioni di euro per promuovere la mobilità sostenibile.   Torino e Milano potrebbero essere quindi le prime due città  ad ottenere di sperimentare per la prima volta in Italia il bici-incentivo. Progetto che in futuro potrebbe coinvolgere tutti i dipendenti di grandi aziende in tutta Italia da Trieste a Ragusa!  

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