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10 feb 2020

Nuovi treni Pop per la Sicilia È la prima regione del Sud con i nuovi Regionali

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La Sicilia è la prima regione nel sud Italia dove si può viaggiare sui Pop, i nuovi convogli di Trenitalia. Mantenendo l’impegno con i pendolari, l’azienda di trasporto ha completato la consegna dei primi cinque treni dei 43 previsti per il rinnovo della flotta dell’Isola, che permetterà la riduzione dell’età media dei convogli dai 24,5 anni del 2017 ai 7,6 del 2021. Un’operazione che conferma in modo tangibile la grande attenzione dedicata al Sud nel Piano industriale 2019-2023 del Gruppo FS Italiane. Dopo Palermo, è stata la stazione di Catania Centrale ad accogliere il quarto e il quinto dei Pop previsti nel cronoprogramma del Contratto di Servizio decennale, sottoscritto nel maggio 2018 da Regione Siciliana e Trenitalia. Il piano di investimenti per oltre 426 milioni ne ha destinati 325 all’acquisto dei nuovi treni, per potenziare la mobilità regionale e metropolitana. I cinque treni sono già in circolazione sui principali collegamenti dell’Isola e sono stati particolarmente apprezzati dai pendolari per il maggiore comfort di viaggio, grazie anche alla loro capacità di trasporto fino a 530 persone, con oltre 300 posti a sedere. Con il Pop, treno riciclabile fino al 97% e con una riduzione del 30% dei consumi energetici, la Sicilia fa un passo in avanti verso una mobilità sostenibile: a bordo anche otto postazioni per le biciclette, che sui Regionali siciliani viaggiano gratis.

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03 dic 2019

Nuovo Contratto di Servizio 2019-2033 firmato da Regione Campania e Trenitalia

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Nuovo Contratto di Servizio 2019-2033 firmato da Regione Campania e Trenitalia (Gruppo FS Italiane). Con circa 680 milioni di euro di investimenti, 37 nuovi treni e il rinnovo della flotta regionale entro il 2025 (con consegna del primo nuovo convoglio nel 2020), Ferrovie dello Stato si impegna a migliorare l’offerta di servizi per i pendolari campani. La maggior parte dell’investimento - 208,9 milioni di euro da parte di Trenitalia e 180 milioni da parte della Regione Campania, per un totale di 388,9 milioni - riguarderà infatti l’acquisto e la messa in servizio di nuovi treni made in Italy, fra cui i nuovissimi Rock e i convogli di Media Capacità, eccellenze della flotta regionale. I punti dell’intesa sono stati illustrati da Vincenzo De Luca, Presidente della Regione Campania, Gianfranco Battisti, Amministratore Delegato Gruppo FS Italiane e Orazio Iacono, AD di Trenitalia. La scelta della Regione di affidare a Trenitalia il servizio regionale per quindici anni è confermata anche dal notevole miglioramento del servizio negli ultimi cinque anni, oltre che dal rafforzamento del trasporto pubblico su ferro in grado di garantire significativi benefici per la sostenibilità ambientale. Gli investimenti sono parte del Piano industriale 2019-2023 che mantiene l’impegno del Gruppo FS per il Sud Italia, sia per le infrastrutture, con circa 16 miliardi di euro (8,2 mld RFI, 7,8 mld ANAS), sia la mobilità regionale e metropolitana su ferro e gomma, con Trenitalia e Busitalia. Senza dimenticare l’ulteriore partecipazione allo sviluppo del turismo con i treni storici e le iniziative della Fondazione FS Italiane.

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27 nov 2019

Trenitalia si aggiudica i servizi AV in Spagna

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Trenitalia (Gruppo FS Italiane) in Spagna per i servizi alta velocità Madrid - Barcellona, Madrid - Valencia/Alicante e Madrid - Malaga/Siviglia. Il consorzio ILSA, composto da Trenitalia e Air Nostrum, è stato selezionato da ADIF, il Gestore dell’infrastruttura ferroviaria spagnola, come primo operatore privato ad accedere nel mercato iberico. L’inizio del servizio commerciale è previsto per gennaio 2022 e avrà una durata decennale. «Questo progetto segna l'ingresso del Gruppo FS nel mercato ferroviario alta velocità iberico» ha sottolineato Gianfranco Battisti, Amministratore Delegato e Direttore Generale di FS Italiane. «Siamo orgogliosi di mettere a disposizione anche in Spagna il know-how sviluppato in 10 anni di alta velocità con 350 milioni di passeggeri trasportati in Italia, unici in Europa in un mercato competitivo», ha continuato Battisti. «Il Gruppo FS Italiane è un player internazionale primario, pronto ad affrontare le sfide per le gare nel mercato americano dopo l’aggiudicazione sia dei servizi ferroviari fra Londra ed Edimburgo, operativi dal 9 dicembre in Gran Bretagna, sia del progetto per l'alta velocità in Thailandia». Il consorzio ILSA offrirà 32 collegamenti giornalieri sulla rotta Madrid - Barcellona (16 in ciascuna direzione). La rotta Madrid - Valencia avrà otto collegamenti al giorno, sette saranno quelli sia fra Madrid e Malaga sia fra Madrid e Siviglia. Da Madrid ad Alicante, invece, ci saranno quattro collegamenti giornalieri, incrementabili durante le settimane estive di punta. Il treno scelto da ILSA è il Frecciarossa 1000 fabbricato con tecnologie ecosostenibili e dotato di design aerodinamico. Le cinque rotte aggiudicate saranno servite grazie a una flotta di 23 treni. Il Frecciarossa 1000, treno di punta della flotta di Trenitalia e più veloce d’Europa, è stato progettato e costruito secondo le Specifiche Tecniche di Interoperabilità (STI) internazionali che consentono al treno di poter circolare su più reti europee. Il Frecciarossa 1000 è il primo treno alta velocità ad aver ottenuto la certificazione di impatto ambientale (EPD) ed è costruito con materiali riciclabili e riutilizzabili per quasi il 100%, oltre ad avere ridotti consumi idrici ed elettrici. Trenitalia è presente con società controllate in Gran Bretagna con Trenitalia c2c (trasporto pendolare) e Trenitalia UK che dal 9 dicembre 2019 gestirà i servizi InterCity da Londra a Glasgow/Edimburgo (West Coast Partnership); in Germania con Netinera (passeggeri); in Francia con Thello (collegamenti internazionali Italia – Francia) e in Grecia con TrainOSE (servizi passeggeri).

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11 nov 2019

L’architettura della nuova mobilità, evento organizzato da Legambiente in collaborazione col Gruppo FS Italiane

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Milano, Helsinki (Finlandia), Delft (Paesi Bassi), Firenze, ma anche Napoli e Potenza, solo per citarne alcune, ma cosa hanno in comune queste città così diverse tra di loro per storia e geografia? Il fatto di ripensare e ridisegnare le proprie città partendo dagli spazi pubblici legati alla mobilità. Una sfida sempre più importante per rendere i centri urbani non solo aree più sostenibili e smart, ma anche luoghi più accoglienti, vivibili, più sicuri e belli e per Legambiente ciò rappresenta uno step importante anche per fronteggiare i cambiamenti climatici che proprio sulle aree urbane hanno forti impatti. In questa partita legata alla sostenibilità e al ripensare le città, l’architettura può dare un importante contributo accompagnando questi processi in forme originali e articolate, attraverso progetti che trasformano in primis le stazioni superando il concetto di semplici luoghi di transito, ma anche quartieri, strade, piazze e che contribuiscono a un cambio diffuso degli stili di vita e di spostamento delle persone. A dimostrarlo sono già diverse città sparse per il mondo che hanno raccolto questa sfida che unisce ambiente, mobilità e architettura: da Milano dove si stanno, ad esempio, ripensando interi quartieri intorno a nodi strategici della mobilità urbana scelti attraverso concorsi  e dove la mobilità è sempre più sharing e sostenibile a Delft, città dei Paesi Bassi, dove nel 2015 è stata inaugurata la nuova stazione ferroviaria firmata Mecanoo Architecten che unisce passato, presente e futuro regalando ai viaggiatori un “piccolo viaggio nella storia”. Tra le sue peculiarità c’è il soffitto della stazione composto da una fitta sequenza di strisce ondulate su cui è riportata un’enorme mappa antica della città, risalente al 1877, nei colori del bianco e del celebre ‘azzurro di Delft’. Per passare in Filandia, a Helsinki, dove il quartiere Pasila è pronto ad assumere un nuovo importante ruolo nella nuova dimensione territoriale della città. Il progetto presentato nel 2009 da Cino Zucchi Architetti è un piano dettagliato dell’area, della stazione ferroviaria di Pasila (che si trova a pochi chilometri dal centro della città, in un punto accessibile sia al trasporto ferroviario che a quello stradale) che mette al centro della progettazione il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale e che può essere considerato come il più importante per la trasformazione della capitale finlandese. Dall’Italia arriva l’esperienza di Firenze dove il sistema dei tram, in particolare quello tramvia (Linea T1 e T2), sta cambiando il modo di vivere la città, con un successo crescente di passeggeri e attraverso spazi sottratti alle auto. Lo descrivono anche stazioni e piazze che si riempiono di persone, perché accoglienti, belle e quindi sicure come Napoli con il successo internazionale della sua metropolitana per la capacità di coinvolgere artisti e architetti nei progetti di inserimento urbano, e con la stazione di Toledo premiata come la più bella d’Europa. Come in Trentino, dove la rete di piste ciclabili realizzata in questi anni sta diventando uno straordinario volano per il turismo, che ha permesso di rilanciare l’accessibilità. E poi ci sono le tante stazioni e spazi urbani dove, grazie a nuovi progetti di stazioni scelti attraverso concorsi internazionali e interventi di street art, si sta realizzando una rigenerazione diffusa di edifici e quartieri. Tra le nuove stazioni quella di Napoli Afragola disegnata da Zaha Hadid. Storie internazionali ed europee che Legambiente ha raccontato oggi da Milano nel corso del convegno internazionale “L’architettura della nuova mobilità” organizzato insieme a Ferrovie dello Stato Italiane, main sponsor dell’evento, e che ha visto confrontarsi esperti del settore, del mondo politico e istituzionale, architetti e progettisti. Tra le persone che, oltre al Presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani, a Carlo De Vito Presidente di FS Sistemi Urbani (Gruppo FS Italiane) e a Roberto Morassut Sottosegretario Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sono intervenute nella prima sessione coordinata da Leopoldo Freyrie Presidente Fondazione Riuso: anche Carlo Ratti MIT, Director Senseable city lab, Fedele Canosa Mecanoo architecten, Cino Zucchi Architetto Politecnico di Milano. Nella seconda sessione della giornata, coordinata da Edoardo Zanchini vicepresidente nazionale di Legambiente, sono intervenuti: Nicola Russi OMA Laboratorio permanente, Sara Venturoni Direttore Stazioni di RFI, Stefano Giorgetti Assessore mobilità Comune di Firenze, Roberta De Risi e Alessia De Michele, architetti, autrici della guida Napoli metro per metro. Sergio Deromedis della Provincia di Trento, Paola Bafile Nuova Acropoli CosiMIpiace.it la Street art, Marco Caffi Direttore GBC Italia e Marco De Biasi ScamBioLoGiCo. Legambiente ricorda che oggi le città stanno vedendo cambiamenti enormi e sempre più ne vedranno in un Pianeta impegnato per fermare i cambiamenti climatici. Per questo le aree urbane devono diventare le protagoniste di un cambiamento che le veda sempre più protagoniste trasformandosi in veri e propri laboratori innovativi mettendo al centro l’architettura, la rigenerazione urbana, la mobilità sostenibile creando un nuovo sistema di spazi pubblici ma anche reti ciclabili in grado di garantire una quota crescente di spostamenti pedonali e in bici fortemente integrati con il trasporto pubblico e con le diverse forme della sharing mobility. L’architettura della nuova mobilità, la rigenerazione urbana, gli ecoquartieri, la riqualificazione energetica degli edifici, soni gli ingredienti indispensabili per avviare una trasformazione sostenibile delle città. Città e stili di mobilità – In molte capitali europee l’automobile non è il mezzo preferito per andare al lavoro. In 17 delle 31 città riportate nella tabella ricavata dai dati Eurostat pubblicata su Ecosistema Urbano 2019  (PAG.67), ad esempio, meno della metà degli abitanti si serve della macchina come veicolo principale degli spostamenti quotidiani casa-lavoro. Si guida pochissimo a Copenaghen, Parigi, Budapest, Amsterdam, Vienna, Helsinki, Stoccolma e Oslo. Quasi ovunque è molto diffuso l’uso del trasporto pubblico: è la modalità prescelta da 16 città su 31 e si muove così oltre la metà dei residenti a Berlino, Madrid, Parigi, Vienna. Si pedala moltissimo com’è noto a Copenaghen e Amsterdam. Pochissimo a Sofia, Tallin, Atene, Bucarest e Roma. In Italia, invece, l’auto rimane il mezzo prediletto per gli spostamenti. Nel nostro Paese ci sono ancora 38 milioni di auto private (corrispondenti al 17% dell’intero parco circolante continentale) che soddisfano complessivamente il 65,3% degli spostamenti. Eppure il 75% degli spostamenti sono inferiori a dieci chilometri e il 25% è addirittura più breve di due chilometri. Moltissimi abitanti dei centri urbani, in pratica, potrebbero rinunciare all’automobile per i loro tragitti di tutti i giorni come avviene in molte città europee dove si guida pochissimo. L’Italia è, quindi, uno dei Paesi europei con il più alto tasso di motorizzazione (con una media di circa 65 auto ogni 100 abitanti). Una delle sfide da mettere in campo è quella di rendere l’auto privata l’ultima delle soluzioni possibili per gli spostamenti dei cittadini, per far ciò per Legambiente è indispensabile che in Italia vi sia un cambio di passo veloce e decisivo che sappia guardare anche a quelle buone pratiche già in atto nel Paese ma anche nelle altre città del mondo in termini di mobilità sostenibile, architettura ecosostenibile, efficienza energetica e verde urbano. “Il nostro Paese – dichiara Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente – con il suo patrimonio di città storiche può diventare protagonista di una rivoluzione diffusa e di un rinascimento urbano sempre più moderno, sostenibile e all’avanguardia. Una rivoluzione in parte già in atto e che sta consentendo di raggiungere risultati fino ad oggi impensabili. La rigenerazione urbana e l’architettura sono due strumenti importanti attraverso le quali le città, dove si concentra gran parte della popolazione, possono migliorare e riqualificarsi contrastando allo stesso tempo lo smog. Per questo oggi abbiamo voluto raccontare storie ed esperienze internazionali che indicano la strada da percorrere”. “Le nuove stazioni ferroviarie sono e saranno uno dei fulcri dello sviluppo urbanistico delle città”, ha sottolineato Carlo De Vito Presidente di FS Sistemi Urbani (Gruppo FS Italiane). “Cuore delle smart city, le stazioni favoriscono sempre più accessibilità e multi-modalità. Sono hub intermodali per le persone, non più luoghi solo di transito, di arrivo e di partenza, ma piazze urbane, con le diverse attività, centri di aggregazione che esprimono valore culturale, sociale ed economico a basso impatto ambientale. In questo contesto le stazioni dell’alta velocità hanno segnato il ritorno, dopo 50 anni, della grande architettura ferroviaria. Progettate da importanti architetti vincitori di Concorsi internazionali indetti da FS Italiane sono tornate a essere un elemento trainante per la riqualificazione architettonica del tessuto urbano circostante. Dalla stazione Roma Tiburtina progettata da ABDR Architetti Associati e Paolo Desideri, a quelle di Napoli Afragola disegnata da Zaha Hadid, Reggio Emila AV Mediopadana di Santiago Calatrava, Torino Porta Susa ideata dal Gruppo francese Arep (di Jean-Marie Duthilleul e Etienne Tricaud) con Silvio D’Ascia e Agostino Magnaghi, Bologna Centrale AV di Arata Isozaky. Al Sud, in attesa di realizzazione, la stazione di Striano progettata da Philippe Samyn”. Tra le altre storie presentate oggi c’è quella del progetto COSIMIPIACE, patrocinato negli anni dal Comune di Milano, è frutto di una collaborazione storica di Nuova Acropoli con Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) iniziata nel 2011 con la finalità di trasformare spazi urbani anonimi e grigi, in spazi colorati nei quali l’arte pittorica possa essere veicolo di valori e spunto di riflessione, trasformandoli in vere gallerie d’arte e rendendoli così luoghi di bellezza e di incontro nel contesto cittadino. E poi c’è il progetto per il recupero e la riqualificazione degli scali ferroviari di Milano Farini (468.301 m²) e San Cristoforo (140.199 m²). Nell’ottobre del 2018 è stato lanciato il “Concorso Farini” che si inserisce nell’Accordo di Programma sottoscritto nel 2017 dal Comune di Milano, Regione Lombardia, Ferrovie dello Stato Italiane (con Rete Ferroviaria Italiana e FS Sistemi Urbani) e COIMA SGR. Il concorso è stato vinto da OMA e Laboratorio Permanente. Verde e sostenibilità sono il cuore del progetto. Da Potenza, infine, l’esperienza di Scambiologico, la prima green station italiana nata grazie all’intesa sottoscritta da Legambiente, Ferrovie dello Stato Italiane e Rete Ferroviaria Italiana per il recupero delle stazioni impresenziate in diversi territori in Italia. LoGiCo sta per “locale”, “giusto” e “condiviso”: i tre pilastri che costituiscono la così detta sharing economy e che ben sintetizzano i principi su cui è stato trasformato questo “non luogo” in luogo.

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12 set 2019

FIRENZE | Altri 12 nuovi autobus ibridi nella flotta Ataf

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Altri dodici nuovi autobus ibridi nella flotta Ataf Gestioni (Busitalia, Gruppo FS Italiane) per una mobilità sempre più sostenibile nella Città Metropolitana di Firenze. Presentati oggi in Piazza Santissima Annunziata presenti Dario Nardella Sindaco di Firenze, Vincenzo Ceccarelli Assessore ai Trasporti della Regione Toscana, Stefano Rossi Amministratore Delegato di Busitalia e Presidente di Ataf Gestioni, e Stefano Bonora Amministratore Delegato di Ataf Gestioni. I 12 nuovi autobus sono stati acquistati da Ataf Gestioni in applicazione del contratto ponte stipulato con Regione Toscana. L’investimento è di circa 3 milioni di euro, di cui circa il 54% finanziati dalla Regione. “Nell’arco degli ultimi cinque anni i passeggeri del sistema di trasporto pubblico urbano di Firenze sono aumentati raggiungendo i 95 milioni. Oltre 10 milioni di viaggi in più all’anno sono effettuati sui mezzi pubblici”, ha evidenziato Stefano Rossi AD di Busitalia e Presidente di Ataf Gestioni. “Oltre al rinnovo della flotta autobus, in questi anni Ataf Gestioni ha concorso, con investimenti di oltre 50 milioni di euro, alla trasformazione e alla crescita della mobilità pubblica fiorentina mettendo in campo iniziative e progetti che rappresentano le tappe di un viaggio. La giornata di oggi segna un’altra importante tappa del viaggio intrapreso da Ataf Gestioni con l’acquisizione di ATAF nel dicembre 2012”. “L’entrata in servizio di 12 nuovi autobus ibridi rappresenta un’ulteriore tappa dell’ammodernamento della flotta di Ataf Gestioni, per una mobilità sempre più sostenibile”, ha dichiarato Stefano Bonora, Amministratore Delegato di Ataf Gestioni. “Il parco mezzi è stato rinnovato del 60% e oggi Ataf Gestioni ha in Europa una flotta tra le più giovani (età media di sette anni) ed ecosostenibili (oltre 80% della flotta Elettrica, Euro 5/6 o CNG). Salgono a 209 gli autobus che Ataf Gestioni, azienda diretta e controllata dal Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, ha messo in servizio negli ultimi cinque anni per il trasporto pubblico a Firenze.” I nuovi autobus Mercedes CitaroC2 CHY, 12 metri ibridi, coniugano gli elevati standard prestazionali di confort e sicurezza del viaggio con le esigenze di una mobilità ecosostenibile, consentendo un ulteriore abbattimento dei consumi e delle emissioni inquinanti. Grazie all’utilizzo di un motore elettrico e di supercapacitori in abbinamento al tradizionale motore endotermico, sono in grado di accumulare energia durante il viaggio e di rilasciarla nel momento di massimo sforzo del motore, con conseguente riduzione dei consumi e delle emissioni inquinanti. Inoltre, gli autobus sono dotati di un sistema di videosorveglianza a bordo a tutela della sicurezza dei viaggiatori e del personale e di monitor che forniscono informazioni e notizie sul servizio di trasporto e sull’esperienza di viaggio. Negli anni, la rete di trasporto di Ataf Gestioni è stata completamente riorganizzata in funzione della progressiva messa in esercizio della rete tranviaria di Firenze con l’obiettivo di facilitare l’integrazione ferro/gomma e potenziare e migliorare il servizio pubblico in tutta l’area metropolitana di Firenze. I passeggeri trasportati sono passati da 85 milioni nel 2013 a oltre 95 milioni nel 2018: un trend in continua crescita a cui corrisponde anche un miglioramento del livello di soddisfazione della clientela. Gli interventi realizzati da Ataf Gestioni hanno portato a Firenze anche consistenti benefici a livello ambientale sia per effetto del rinnovo della flotta – con una riduzione stimata delle emissioni inquinanti di CO2 nell’atmosfera corrispondente a quelle prodotte da 2mila automobili - sia per effetto del maggior utilizzo delle persone dei mezzi pubblici per i propri spostamenti (oltre 10 milioni di viaggi in più all’anno sono stati effettuati con i servizi di trasporto pubblico). Al successo delle iniziative, oltre agli ingenti investimenti, che hanno superato i 50 milioni di euro di cui una parte stanziati dalla Regione, ha contribuito tutto il personale di Ataf Gestioni. Solo negli ultimi tre anni sono state fatte 250 nuove assunzioni. Nell’ambito dell’integrazione modale, gli interventi hanno spaziato dall’adozione di una nuova livrea coordinata con quella dei servizi extraurbani e ferroviari regionali Trenitalia alla smart card Unica Toscana, passando per l’integrazione dell’informazione alle fermate in tempo reale con quella dei servizi extraurbani. Una quota di investimenti importanti è stata destinata all’innovazione tecnologica per migliorare l’acquisto e l’uso dei titoli di viaggio: dall’aprile 2018 sono state emesse 70mila smart card Unica Toscana e circa 40mila Tessere Studente per l’Università degli Studi di Firenze con abbonamento ai servizi di trasporto. Inoltre, è stata aumentata la capillarità della rete di vendita con l’introduzione dell’acquisto online e la recente iniziativa Florence Cashless Experience, che consente di acquistare a bordo dei bus Ataf Gestioni con la carta di pagamento il biglietto Ataf&Linea a 1,50 euro (senza maggiorazione di prezzo). Le iniziative realizzate dal 2012 a oggi sono state indirizzate al miglioramento dell’efficienza dell’azienda e della qualità dell’esperienza di viaggio (prima, durante e dopo) con l’obiettivo di incentivare le persone a scegliere i servizi di trasporto pubblico collettivo per i propri spostamenti, condizione necessaria per una crescita sostenibile sotto il profilo economico e ambientale. Tra i primi progetti, “Salita Anteriore” che dal 2013, con l’arrivo dei primi autobus a due porte, ha modificato radicalmente le abitudini di utilizzo dei mezzi pubblici a Firenze. Infine, sono state attivate nuove partnership con importanti realtà territoriali che consentono agli abbonati di accedere a sconti e appuntamenti esclusi in occasione di eventi e mostre. Condividi

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09 set 2019

Sostenibilità, lavoro, PIL e turismo: il trasporto ferroviario regionale per far crescere il Paese

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A Cernobbio, al Forum Ambrosetti, chiusosi domenica 8 settembre a Villa d’Este, si è discusso di strategie competitive e dei possibili futuri scenari economici e politici, nazionali e internazionali. Il Gruppo FS Italiane, presente con il suo amministratore delegato Gianfranco Battisti e il suo presidente, Gianluigi Castelli,  e con gli amministratori delegati di RFI, Maurizio Gentile, e di Trenitalia, Orazio Iacono, ha le carte in regola per svolgere un ruolo determinante, grazie a un Piano Industriale che punta a potenziare infrastrutture e servizi di mobilità in una logica di efficace integrazione fra vettori terrestri, marittimi e aerei. E che pone la persona, con le sue esigenze, al centro di un impegno industriale che ruota intorno ai principi di sviluppo sostenibile e all’insegna dell’innovazione. Nella giornata di chiusura un focus è stato dedicato agli enormi margini di sviluppo del nostro trasporto ferroviario regionale, in termini di qualità e quantità del servizio offerto, e delle positive ricadute che gli investimenti nel settore avranno sulla competitività del sistema Paese, iniziando dalle aree urbane e metropolitane e toccando i cosiddetti “centri minori”, che minori non sono sotto l’aspetto turistico, culturale e di rinascita del territorio. Secondo uno studio condotto da Ambrosetti, gli investimenti previsti nel Piano Industriale del Gruppo FS Italiane produrranno effetti anche sulla crescita del PIL, sull’occupazione (540mila nuovi occupati nel quinquennio 2019-2023) e sul turismo. Meno emissioni di anidride carbonica in atmosfera e nuovi posti di lavoro. Benefici per l’economia, l’ambiente e il turismo. E una roadmap in cinque punti per creare un nuovo modello di sviluppo che metta al centro le persone, e le loro esigenze. Investire nel trasporto ferroviario regionale fa crescere il Paese, e può trasformare l’Italia in una Nazione più moderna, connessa e inclusiva. Una sfida che ha però bisogno di una vision diversa e innovativa. Una strategia che il Gruppo FS Italiane sta già portando avanti con il Piano industriale 2019-2023. A sostenerlo è lo studio condotto da The European House – Ambrosetti in collaborazione con FS Italiane, presentato a Cernobbio (Como) in occasione della 45esima edizione dell’annuale Forum organizzato da The European House - Ambrosetti. Secondo lo studio, gli investimenti del Gruppo FS Italiane nel trasporto ferroviario regionale produrranno un contributo cumulato in cinque anni del 2,1% alla crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL) italiano, 540mila nuovi occupati nel periodo 2019-2023 (135mila nell’anno 2023) e un incremento della spesa turistica di 1,2 miliardi di euro nell’anno 2023. Investire sui treni regionali, inoltre, favorisce anche lo shift modale dall’auto privata al treno, mezzo ecologico per eccellenza. In cinque anni diminuiranno di 1,2 miliardi di euro i costi esterni (calerà ad esempio il tasso di incidentalità e di congestione stradale con conseguente risparmio di tempo) e nell’anno 2023 non saranno emessi in atmosfera 188 milioni di chilogrammi di CO2. Il trasporto ferroviario regionale gioca un ruolo cruciale per lo sviluppo del Sistema Paese. Ogni anno sui treni regionali italiani viaggiano infatti 800 milioni di persone, il 90% dei passeggeri del sistema ferroviario. Il nuovo modello di sviluppo proposto dallo studio si fonda su cinque pilastri: centralità della persona e personalizzazione del servizio offerto, integrazione modale, connettività territoriale e inclusività sociale, digitalizzazione e nuove tecnologie, promozione dello sviluppo turistico. Per rendere concreta questa strategia l’analisi condotta da The European House – Ambrosetti in collaborazione con FS Italiane propone una roadmap con cinque linee d’intervento. La prima azione necessaria, secondo la roadmap, è garantire la stabilità delle risorse finanziarie pubbliche. L’erogazione stabile di fondi è infatti uno degli elementi chiave per rendere il trasporto regionale più efficiente e di qualità. I finanziamenti pubblici per i servizi ferroviari regionali sono stanziati sia dallo Stato sia dalle Regioni. La quota fissa che lo Stato destina a queste ultime è diminuita del 21,4% (da 6 a 4,8 miliardi di euro) dal 2010 al 2019. Il contributo delle Regioni, inoltre, non è equamente distribuito fra i territori: nel 2017 solo in tre casi su 21 è stato destinato più dell’1% del bilancio regionale per compensare i tagli dei finanziamenti statali. In Italia, inoltre, il costo dei biglietti del trasporto regionale è fra i più bassi d’Europa sia sulla breve sia sulla media percorrenza. Anche i corrispettivi da Contratto di servizio per passeggero-km trasportato, erogati dallo Stato alle Regioni per garantire il trasporto pendolari, sono significativamente inferiori a quelli degli altri Paesi europei: 9,1 centesimi di euro in Italia rispetto ai 13,1 in Germania e 11,3 in Svizzera nel 2018. Per rendere il finanziamento del trasporto ferroviario regionale più stabile occorre intervenire su due fronti: aumentare gli investimenti statali e personalizzare offerte e sistemi tariffari anche in base al motivo del viaggio e alle fasce orarie. Indispensabile, inoltre, lo sviluppo di sistemi tariffari integrati multimodaliper i servizi di trasporto ferro/gomma su tratte urbane ed extra-urbane che consentano l’utilizzo combinato di differenti mezzi di trasporto. In Italia ci sono già alcuni esempi positivi: le smart card Unica Veneto e Unica-Emilia Romagna, la tessera personale Unica Toscana e la carta Umbria Go. La roadmap prevede altre quattro linee d’intervento. È necessario, ad esempio, che gli Enti locali, le Città Metropolitane e i Comuni adottino i Piani Urbani della Mobilità Sostenibile (PUMS), uno strumento di pianificazione strategica di medio-lungo termine (10 anni) incentrato sulle persone. I PUMS favoriscono l’intermodalità mettendo in connessione stazioni ferroviarie, stazioni metropolitane, scali aeroportuali e portuali, parcheggi di interscambio e sharing mobility. Ad oggi in Italia ne sono attivi 33. La roadmap prevede anche l’adozione di misure che favoriscano lo shift modale dall’auto privata al treno e altri sistemi di trasporto collettivi e sostenibili. Un impegno che richiede politiche di trasporto incentrate sulla mobilità sostenibile. Nelle linee guida le stazioni ferroviarie hanno un ruolo chiave. La loro evoluzione porterà a un nuovo Rinascimento urbano. Gli scali ferroviari dovranno tornare a essere il fulcro sociale delle città. Veri e propri hub dell’intermodalità. Proprio le stazioni, infatti, svolgono un ruolo fondamentale nella trasformazione del tessuto urbano circostante, nella valorizzazione degli immobili, e nello sviluppo dei quartieri. Il Piano industriale 2019-2023 di FS Italiane prevede di riqualificare 350 stazioni, intervenendo sul miglioramento degli spazi fisici, sull’informazione ai viaggiatori e su un maggior ricorso alle nuove tecnologie digitali. Il trasporto regionale, infine, è un driver fondamentale di sviluppo per il sistema turistico nazionale. Il treno può offrire l’opportunità ai turisti di raggiungere comodamente territori dal grande patrimonio artistico e naturalistico ma meno noti, perché fuori dagli itinerari turistici per mancanza di infrastrutture aeroportuali o autostradali. La redistribuzione dei flussi, oggi troppo accentrati sulle mete del turismo tradizionale, permetterebbe di decongestionare le città d’arte a maggiore afflusso. Per esaminare l’impatto degli investimenti previsti dal 2019 al 2023 sull’economia regionale e sul Sistema Paese lo studio presentato al Forum di The European House - Ambrosetti a Villa d’Este di Cernobbio prende in considerazione sei regioni che rappresentano il 42% del PIL italiano, il 41% della rete ferroviaria nazionale e il 45% dei passeggeri trasportati sui treni regionali: Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Lazio, Campania e Puglia, tutte con Contratti di servizio attivi con Trenitalia. Il Gruppo FS italiane, nel Piano industriale 2019-2023, ha stanziato 6 miliardi di euro per l’acquisto di 600 nuovi treni per i pendolari, riciclabili oltre il 97%. Il rinnovo della flotta di regionali - la consegna di 239 convogli è stata già anticipata rispetto alla precedente programmazione - permetterà di ridurre significativamente l’età media, già diminuita fra il 2015 e il 2018. L’obiettivo è fornire la migliore esperienza di viaggio alle persone che scelgono il treno nei loro spostamenti per lavoro, studio, svago e turismo e produrre, allo stesso tempo, benefici economici, sociali e ambientali per il Paese.

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10 lug 2019

FS Italiane | Al via l’iter per il “Central Park” di Verona

di Fabio Nicolosi

Firmato un Protocollo d’intesa fra Regione del Veneto, Comune di Verona e Gruppo FS Italiane per la riconversione dell’ex scalo merci di Verona Porta Nuova Al via l’iter tecnico e amministrativo per la creazione del “Central Park” di Verona. È stato firmato oggi il Protocollo d’intesa per la riconversione a parco urbano delle aree dell’ex scalo merci di Verona Porta Nuova. A siglare l’intesa Elisa De Berti Assessore regionale ai lavori pubblici, infrastrutture e trasporti, Federico Sboarina Sindaco di Verona e Umberto Lebruto, Amministratore Delegato FS Sistemi Urbani (Gruppo FS Italiane). L’obiettivo è la trasformazione delle aree dello scalo – circa 45 ettari che si sviluppano a sud della stazione, lungo la direttrice che connette la stazione Verona Porta Nuova con la zona della Fiera – in un parco pubblico sicuro, accessibile e funzionale per i quartieri limitrofi e per la città tutta, e la creazione di una nuova polarità urbana. Un tavolo tecnico composto da Regione del Veneto, Comune di Verona e le Società del Gruppo FS Italiane (Rete Ferroviaria Italiana, FS Sistemi Urbani e Mercitalia Logistics), elaborerà il masterplan e l’analisi di sostenibilità economica con l’obiettivo di condividere e approvare, entro 15 mesi, i nuovi assetti dell’area ferroviaria e avviare il successivo iter urbanistico. Questo consentirà di realizzare un nuovo fronte di accesso, da Sud, alla stazione Verona Porta Nuova, aumentandone la vocazione intermodale, rendendola accessibile in modo rapido ed efficace – tramite il trasporto pubblico e i mezzi privati – anche da chi proviene dalla zona Fiera e, in generale, dai quartieri meridionali della città.

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10 mag 2019

Gruppo FS Italiane: presentazione del Piano Industriale 2019 – 2023

di mobilita

Sono 58 miliardi di euro gli investimenti previsti nel nuovo Piano Industriale 2019-2023 del Gruppo FS Italiane. Un impegno record, un valore mai così alto, che conferma il Gruppo quale primo investitore in Italia, con punte fino a 13 miliardi all’anno (+75% vs i 7,5 miliardi del 2018). Uno sforzo, sostenuto per il 24% con risorse di Gruppo, che potrà contribuire alla crescita dell’Italia con la creazione di un indotto per 120mila posti di lavoroall’anno, 15mila assunzioni dirette in cinque anni e un contributo annuo all’aumento del PIL fra lo 0,7 e lo 0,9%. I ricavi raggiungeranno nel 2023 i 16,9 miliardi, l’EBITDA 3,3 miliardi e l’utile netto arriverà a 800 milioni. La strategia di FS Italiane mette al centro i bisogni delle persone, viaggiatori e dipendenti, dopo un decennio in cui il Gruppo si è dapprima concentrato sul lancio dei nuovi servizi AV e poi sull’integrazione delle diverse modalità di trasporto. L’obiettivo è trasformare la mobilità collettiva in Italia, migliorando significativamente il livello di servizio alle persone, con un forte salto di qualità e la personalizzazione dell’offerta. La crescita stimata all’anno è di 90 milioni di passeggeri in più e, di conseguenza, meno 600 milioni di chilogrammi di CO2 e 400mila auto sulle strade. Il Piano Industriale 2019-2023 del Gruppo FS Italiane è stato presentato oggi da Gianfranco Battisti, Amministratore Delegato e Direttore Generale, e Gianluigi Castelli, Presidente. Presenti il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giovanni Tria e il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli. IL PRIMO GRUPPO IN ITALIA PER INVESTIMENTI Gli investimenti del Piano industriale 2019-2023 sono dedicati principalmente alle infrastrutture: 42 miliardi di euro, di cui 28 per le opere ferroviarie e 14 per le strade; 12 miliardi (di cui l’88% con risorse di Gruppo) per nuovi treni e bus, 2 miliardi per le metropolitane, 2 miliardi per i servizi Information Technology. In totale, trasversali a tutti i settori, oltre 6 miliardi di euro per tecnologie e digitalizzazione. ACCELERAZIONE DEGLI INVESTIMENTI AL SUD Il primo risultato concreto di quest’iniezione massiccia di investimenti sarà l’accelerazione di 1.600 cantieri RFI e Anas in tutta Italia. Analoga attenzione è riservata ai processi di manutenzione sia per le infrastrutture sia per le società di trasporto del Gruppo. Gli investimenti per lo sviluppo del trasporto merci beneficeranno, per la prima volta in Europa, dell’emissione di green bond. Fondamentali sono le opere strategiche con un impatto considerevole sull’avanzamento dei progetti ferroviari quali Terzo Valico, Brennero, Brescia – Verona – Padova, Napoli – Bari e Palermo – Catania – Messina. Proprio al Sud, per le infrastrutture sono destinati 16 miliardi di euro nell’arco di Piano. Di questi, il focus sui progetti stradali riguarda l’A2 Autostrada del Mediterraneo, la Strada Statale Jonica e l’A19 Palermo-Catania. NUOVI SERVIZI PERSONALIZZATI Oltre duemila nuovi mezzi: treni, bus, locomotori e carri merci, per avere la flotta più giovane d’Europa e migliorare sia gli spostamenti (lavoro, studio, svago e turismo) sia la logistica. Nella previsione di una maggiore concentrazione della popolazione nelle aree metropolitane, una parte consistente di nuovi mezzi sarà dedicata al trasporto locale con 600 nuovi treni regionali, anticipando al 2023 la consegna di 239 convogli, e 1.421 bus di cui oltre 500 a zero emissioni (elettrici/ibridi/a metano). Saranno 14 i nuovi Frecciarossa 1000 per consolidare i collegamenti alta velocità; 714 carri e 100 locomotori di nuova generazione concorreranno ad aumentare la quota modale nel trasporto merci. Il trasporto urbano su ferro sarà ridisegnato con cinque nuove tipologie di servizio, caratterizzate da specifiche frequenze che nelle ore di punta arriveranno a 8 minuti per i servizi urbani, 30’ per suburbani e interregionali, 60’ per regionali e 15’ per fly connect. La security e l’assistenza clienti saranno potenziati saranno potenziate con 800 addetti in più. Il servizio di customer care regionale, primo in Europa, sarà affiancato da servizi digitali alle persone, call center gratuito, chatbot per informazioni e assistenza e un sistema di rimborsi semplificato e immediato. Venti milioni di turisti stranieri in più saranno intercettati grazie a servizi dedicati e a un’ampia combinazione di mobilità integrata: biglietti unici, una migliore distribuzione multicanale e una customer experience personalizzata. Sarà così incrementata l’accessibilità ai luoghi ad alta vocazione turistica, ridistribuendo i flussi non solo nelle grandi città. PIÙ CRESCITA PER LA QUALITÀ Una struttura coordinata e integrata faciliterà le connessioni fra le tre porte di accesso del Paese: stazioni, porti e aeroporti. Da dicembre 2018 Roma Fiumicino è collegata alle altre città italiane con 6 Frecce al giorno; entro l’arco di Piano anche Milano Malpensa sarà connessa a Verona, Padova, Venezia, Bologna e Roma con nuovi collegamenti AV. Previsto poi il potenziamento delle connessioni con aeroporti (Bologna, Catania, Genova, Venezia) e porti (ad esempio Civitavecchia). La crescita in Europa, con il presidio del mercato domestico, e fuori Europa, con l’esportazione del know-how di eccellenza del Gruppo, permetterà di aumentare i ricavi al 2023 fino a 2,3 miliardi. La valorizzazione delle conoscenze nella gestione di progetti infrastrutturali e di trasporto nei mercati extra europei si articolerà offrendo servizi di sviluppo, gestione e manutenzione di linee ferroviarie sia alta velocità sia convenzionali, sistemi metropolitani di mobilità integrata, infrastruttura, merci e logistica, consulenza specialistica e formazione del personale. Obiettivi che saranno raggiunti grazie a una newco dedicata alle attività extra UE e un centro di competenza per quelle in Europa. Il Piano Industriale 2019-2023 prevede, infine, un nuovo ruolo di FS Italiane per la riqualificazione delle città con il potenziamento dei nodi ferroviari, la rigenerazione degli spazi e interventi per migliorare la mobilità in ambito urbano. Per raggiungere questo obiettivo il Gruppo investirà 5,3 miliardi di euro con una valorizzazione del patrimonio pari a 1,9 miliardi di euro. FOCUS SULLA QUALITÀ Altro fondamentale obiettivo del Piano Industriale 2019-2023 di FS Italiane è un forte incremento degli indici di puntualità, cui sono dedicati 5,5 miliardi di euro di investimenti. Gli interventi, sia per l’infrastruttura sia per il settore trasporto, hanno l’obiettivo di aumentare la puntualità di cinque punti percentuali nel trasporto regionale e dieci in quelli a mercato. Fondamentale importanza riveste il sistema tecnologico ERTMS (European Rail Traffic Management System): già installato sulle linee AV/AC, sarà progressivamente esteso anche alla rete convenzionale, con il conseguente aumento della capacità dei binari e la riduzione della congestione sulle linee. Gli investimenti nelle nuove tecnologie saranno dedicati anche a robotica e droni, Internet of Things (IoT), intelligenza artificiale, blockchain. La digitalizzazione investirà anche i processi industriali delle società operative del Gruppo, in particolar modo le attività di diagnostica predittiva sia per l’infrastruttura sia per i treni, attività che ridurranno l’incidenza dei guasti, migliorando l’esperienza di viaggio. Nascono infine tre nuovi Centri di eccellenza: FS Technology, FS International e FS Security.

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08 mag 2019

GENOVA | Accordo tra Comune e Gruppo FS Italiane per il prolungamento della metropolitana

di mobilita

Firmati oggi da Comune di Genova e Gruppo FS Italiane (Ferrovie dello Stato Italiane, Rete Ferroviaria Italiana, Trenitalia e FS Sistemi Urbani) i Protocolli di Intesa per l'utilizzo delle aree ferroviarie interessate dai prolungamenti della metropolitana verso Martinez e verso Canepari.  Si realizza così un'importante tappa nel percorso che, da anni, impegna l'Amministrazione comunale per la realizzazione dell'estensione della linea Metro verso i quartieri di San Fruttuoso e di Rivarolo, un'opera importante e strategica per la città. Il cammino verso la realizzazione dell'opera prosegue con la necessaria acquisizione delle aree funzionali ai prolungamenti, che interessano aree ferroviarie: questa fase è oggi resa possibile dall'accordo raggiunto con il Gruppo FS, che ha portato alla firma di questi Protocolli di intesa, propedeutici all'acquisto delle aree. Infatti, mentre da un lato si procederà alla progettazione delle tratte, dall'altro saranno compiute le valutazioni e predisposti gli atti necessari alla loro acquisizione. Inoltre sarà studiato un nuovo assetto urbanistico per la valorizzazione delle aree di Terralba interessate dall'ulteriore prosecuzione in direzione dell'ospedale San Martino. L'Amministrazione comunale negli ultimi anni ha ottenuto finanziamenti, per complessivi 152 milioni di euro, per gli sviluppi della Metropolitana verso Terralba (con la tratta Brignole - Martinez) e verso Rivarolo (con la tratta Brin - Canepari) oltre che per un'ulteriore flotta di 14 treni. Sono stati diversi, nel corso degli anni, i protocolli firmati e riguardanti la Metropolitana genovese: già dal 1987 esiste una Convenzione per i cosiddetti "Progetti Mirati", per regolare la progettazione di un sistema di trasporti integrato per la città, perfezionata nel 1999 con un primo Protocollo d’Intesa con le Ferrovie dove si individuano nella zona ferroviaria di Canepari e nell'area di Terralba i due corridoi idonei per le prosecuzioni della metropolitana. Un ulteriore accordo era stato firmato, nel 2003, per consentire la realizzazione del progetto della prosecuzione verso lo stadio, parzialmente (60%) finanziato allora dallo Stato, con un finanziamento poi revocato.

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23 feb 2019

FIRENZE | Trenta nuovi autobus ibridi per una mobilità sempre più sostenibile

di mobilita

Sono stati presentati oggi, Sabato 23 Febbraio 2019 nella stupenda cornice di Piazza Santa Croce, trenta nuovi autobus per una mobilità sempre più sostenibile nella Città Metropolitana di Firenze. Coniugando gli elevati standard prestazionali, il comfort e la sicurezza con l’ecosostenibilità i nuovi mezzi ibridi contribuiscono ad un ulteriore abbattimento dei consumi e delle emissioni inquinanti.    Gli autobus sono la versione ibrida* del bus di 12 metri CitaroC2 realizzato dalla Mercedes, già in uso a Firenze nella versione alimentata a gasolio Euro6. All’evento hanno partecipato il Sindaco di Firenze Dario Nardella, l’Assessore ai Trasporti della Regione Toscana Vincenzo Ceccarelli, l’Amministratore Delegato di Ferrovie dello Stato Italiane Gianfranco Battisti, l’Amministratore Delegato di Busitalia e Presidente di ATAF Gestioni Stefano Rossi e l’Amministratore Delegato di ATAF Gestioni Stefano Bonora.    La livrea, caratterizzata dal colore verde e dalla scritta Hybrid, sottolinea le caratteristiche di sostenibilità ambientale e rimarca l’attenzione del Gruppo FS Italiane per l’integrazione modale mantenendo l’identità visiva dei bus extraurbani di Busitalia e dei treni regionali di Trenitalia.  Acquistati da ATAF Gestioni, in applicazione del contratto ponte stipulato con la Regione Toscana, con un investimento di circa 7 milioni di euro, di cui circa il 60% finanziati dalla Regione, gli autobus sono dotati di un sistema di video sorveglianza a bordo a tutela della sicurezza dei viaggiatori e del personale e di monitor che forniscono informazioni e notizie legate al servizio di trasporto e all’esperienza di viaggio.  Diventano quindi 197 i nuovi autobus che l’Azienda di trasporto fiorentina, diretta e controllata dal Gruppo FS Italiane, ha messo in servizio per il trasporto pubblico a Firenze negli ultimi 5 anni con un rinnovo della flotta del 55%. Per fare un esempio, nell’orario di punta il servizio è erogato per oltre il 73% con veicoli di ultima generazione.  Questa tranche rappresenta un’ulteriore tappa del processo di rinnovamento che, grazie agli ingenti investimenti degli ultimi anni, ha portato l’ATAF Gestioni ad avere una flotta tra le più giovani (età media di 7 anni) ed ecosostenibili (circa l’80% della flotta elettrica, Euro 5/6 o metano) in Europa. L’attenzione ed una quota di investimenti, infatti, si sono spostati verso tecnologie a trazione alternative e più sostenibili. Questo si traduce nella progressiva introduzione di autobus ibridi ed elettrici. *Grazie all’utilizzo di un motore elettrico e di supercapacitori in abbinamento al tradizionale motore endotermico, il veicolo è in grado di accumulare energia durante il suo funzionamento per poi rilasciarla in combinazione con il motore endotermico, con conseguente riduzione dei consumi e delle emissioni inquinanti

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