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17 nov 2018

VENEZIA | Sostenibilità dei servizi pubblici e della mobilità urbana

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Venezia Sostenibile con il PON Città Metropolitane e l'Unione Europea sta realizzando nuovi progetti per la mobilità urbana prevedendo l’ottimizzazione dei flussi di traffico (terra, acqua) attraverso una loro gestione intelligente.   Le linee di intervento e i progetti Infomobilità e sistemi di trasporto intelligenti Monitoraggio, controllo e gestione del traffico e dei flussi, per sviluppare sistemi di monitoraggio e sicurezza stradale e acquea Smart control room - sistema integrato per il controllo e la gestione della mobilità e della sicurezza stradale Gestione integrata della mobilità - gestione dei parcheggi, creazione di percorsi intelligenti, sistema di pagamento via cellulare, controllo della sosta, delle ZTL e verifica delle targhe Monitoraggio flussi pedonali - per realizzare un modello predittivo a supporto alla mobilità terrestre e acquea Mobilità lenta Completamento del Biciplan Pista ciclabile per Venezia - realizzazione di opere complementari alla rete esistente Collegamenti casa-scuola più sicuri e accessibili - opere infrastrutturali per rendere più sicuri e accessibili gli ambiti di accesso alle scuole primarie e secondarie di primo grado Completamento rete ciclabile tra riviera Marco Polo e via Poerio Pista ciclabile Via Altina da Favaro a Dese Pista ciclabile su ex linea ferroviaria Venezia-Trento Corsie protette per il TPL e nodi di interscambio modale Infrastrutture di interscambio Moduli di “stallo intelligente” nei punti di interscambio - stalli per cicli, parcheggi, bike sharing, charging hub, accoglienza, servizi vari e videosorveglianza per migliorare la fruizione dei trasporti pubblici

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08 nov 2018

ROMA | Accordo Atac e Movit per offrire agli utenti un ampio ventaglio d’informazioni

di mobilita

Da oggi cittadini e turisti possono avere informazioni più rapide ed efficienti sulle linee del trasporto pubblico nella Capitale. Grazie al nuovo accordo siglato da Atac con Moovit, si è reso disponibile un nuovo servizio semplice e veloce, anche in lingua straniera, per reperire informazioni su orari di arrivo di bus e tram, eventuali deviazioni e altri eventi che possono accadere durante la giornata. Il meccanismo è semplice: tramite l’app gratuita di Moovit chiunque lo desideri potrà ricevere dettagli sul percorso delle linee del trasporto pubblico gestite da Atac. L’integrazione tra i due sistemi migliora il servizio offrendo agli utenti un ampio ventaglio d’informazioni: dagli aggiornamenti sulle corse, alla biglietteria più vicina, fino ai titoli di viaggio più convenienti in base alle necessità del singolo viaggiatore. Quest’accordo s’inserisce nel quadro più ampio d’iniziative messe in campo da Atac per agevolare l’utilizzo dei mezzi in città, come la dematerializzazione del biglietto, l’acquisto del titolo di viaggio tramite smartphone e il pagamento della sosta con carta di credito attraverso nuovi parcometri. Roma concorre con le altre grandi capitali europee nel campo dell’innovazione e della tecnologia, Atac fa un altro passo in avanti in questa direzione.

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07 nov 2018

Arriva la sorveglianza 5G per le stazioni ferroviarie

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In occasione dell’evento “Vodafone 5G Experience Day” dedicato a partner, start up e imprese coinvolte nella sperimentazione 5G a Milano, Vodafone ha presentato una soluzione innovativa di video sorveglianza con video analisi per le stazioni ferroviarie su tecnologia 5G, sviluppata con IBM e Ferrovie dello Stato Italiane in sperimentazione presso la Stazione Centrale di Milano. La soluzione consiste in un sistema di videocamere ad altissima risoluzione collegate tramite rete 5G a un sistema di elaborazione e video analisi delle immagini gestito sull’architettura di Multi-Access Edge Computing (MEC) della rete Vodafone. Il sistema di video analisi consente di identificare in maniera automatica una serie di situazioni anomale o di pericolo mentre l’acquisizione dei video e l’applicazione degli algoritmi di analisi intelligente su piattaforma 5G fornisce allarmi in tempo reale, consentendo di reagire in maniera tempestiva. L’operatore della centrale di controllo della stazione ferroviaria viene allertato in tempo reale nel caso di intrusioni in aree non consentite, rimozione e danneggiamento di oggetti, assembramenti anomali e può visualizzare i particolari tramite video e immagini, nel pieno rispetto delle norme relative alla privacy, per decidere prontamente la modalità di intervento più appropriata. “L’introduzione del 5G consente di dislocare le telecamere all’interno della stazione ferroviaria con la massima flessibilità, senza dover eseguire cablaggi di rete" – afferma Sabrina Baggioni, Direttore Programma 5G di Vodafone Italia. "Questo consente di ridurre drasticamente i tempi e i costi di implementazione degli impianti senza rinunciare alla qualità delle immagini acquisite, che grazie al 5G possono essere trasmesse ad altissima risoluzione. Inoltre, la collocazione e gestione dei sistemi di video analisi nell’infrastruttura di edge cloud all’interno della rete Vodafone fornisce le informazioni in tempo reale e garantisce la massima sicurezza ed affidabilità”. “Le infrastrutture ferroviarie sono presenti in tutto il territorio nazionale, per questo motivo abbiamo partecipato con grande interesse, insieme a Vodafone Italia e IBM, alla sperimentazione della tecnologia 5G nella Stazione Centrale di Milano” – ha dichiarato Alessandro La Rocca, Direttore Innovazione e Sistemi informativi di FS Italiane. “Il lavoro fatto ci permetterà di allargare il campo d’azione e di sviluppo di questa nuova tecnologia non solo all’ambito della security, ma anche al più ampio scenario dell’Internet of Things. Continueremo quindi a sostenere con interesse le iniziative di sviluppo della tecnologia 5G”. Vodafone è capofila della sperimentazione 5G a Milano e area metropolitana, con l'obiettivo di coprire l’80% della popolazione entro dicembre 2018 per trasformarla nella capitale europea del 5G.  Sta lavorando con 38 partner industriali e istituzionali per realizzare 41 progetti negli ambiti sanità e benessere, sicurezza e sorveglianza, smart energy e smart city, mobilità e trasporti, manifattura e industria 4.0, education e entertainment, digital divide.

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01 nov 2018

ROMA | Nuove aeree di sosta per il bike sharing

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Incentivare il bike sharing garantendo standard minimi di servizio, nuove aree dedicate alla sosta delle bici e aprendo il mercato a nuovi operatori pubblici o privati.  Con questi obiettivi la Giunta capitolina ha approvato le linee guida per lo svolgimento del servizio sul territorio di Roma Capitale, attraverso una sperimentazione di tre anni. Il Dipartimento Mobilità e trasporti dovrà quindi individuare, mediante avviso pubblico, le aziende interessate. Viene inoltre avviata un’attività di “ricognizione delle aree pubbliche” da destinare alla sosta delle biciclette. Il tutto in collaborazione con le strutture municipali. Le nuove linee guida sul bike sharing a flusso libero prevedono standard minimi di servizio che tutti gli operatori interessati saranno tenuti a rispettare, sia per quanto riguarda le aree di sosta da utilizzare, sia per il ritiro delle bici non più utilizzabili o soggette a eventuali atti vandalici. I mezzi dovranno essere geolocalizzati attraverso un’applicazione o sito web e i gestori dovranno svolgere indagini periodiche sul gradimento del servizio. “Vogliamo che il bike sharing diventi uno dei pilastri della mobilità sostenibile della nostra città. Abbiamo fissato regole certe con l’obiettivo di garantire ordine e incentivare gli operatori a investire su Roma. Promuovere modelli di mobilità integrata e sostenibile rimane nostro obiettivo primario”, dichiara la sindaca Virginia Raggi. “Abbiamo già avviato un confronto con il territorio per individuare le aree da dedicare al posteggio delle biciclette. La manifestazione d’interesse chiarirà in che direzione sta andando il mercato, così come l’individuazione delle aree di sosta rappresenta una spinta in più allo sviluppo del bike sharing”, spiega l’assessora alla Città in movimento, Linda Meleo.

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29 ott 2018

Ecosistema Urbano 2018, il rapporto di Legambiente sulle performance ambientali delle città capoluogo

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Ecco l’Italia che fa, che fa bene e spende bene: Mantova, Parma, Bolzano, Trento e Cosenza guidano la classifica del rapporto di Legambiente sulle performance ambientali delle città. Traballa il cliché del centro urbano ricco, medio-piccolo e settentrionale come luogo predestinato alla qualità ambientale: il vero divario è tra città formica, laboriose, e città cicala, che assecondano la crisi ambientale urbana.  Smog, trasporti e gestione idrica: andamento troppo lento nelle performance ambientali delle città italiane. Tra le metropoli male Torino. Malissimo Roma, Napoli, Palermo e Catania. L’Italia del buon ecosistema urbano è principalmente l’Italia che fa, che fa bene e spende bene le sue risorse, che si evolve e pianifica le trasformazioni future, che non s’accontenta dello scenario contemporaneo, che in uno o più ambiti produce ottime performance o raggiunge l’eccellenza. È l’Italia dei capoluoghi in testa alla graduatoria di Ecosistema Urbano di quest’anno: Mantova, Parma, Bolzano, Trento e Cosenza. Ed è anche l’Italia dell’AreaC e della mobilità condivisa di Milano, della gestione dei rifiuti di Oristano, Parma, Trento, Mantova, Treviso e Pordenone, della tramvia di Firenze (e magari in prospettiva quella dell’ambiziosa rete su binari di Palermo), che contiene lo spreco di acqua come Macerata e Monza, che investe sul solare come Padova, che teleriscalda 6mila studenti delle superiori come ha fatto Udine esattamente un anno fa. O ancora è quella parte di Paese che amplia gli spazi a disposizione dei pedoni come ha fatto Firenze, che allarga come Bergamo la Ztl fino a farla diventare la più estesa d’Italia o diventa bike friendly come Ferrara, Reggio Emilia, Bolzano con la sua ciclopolitana e Pesaro con la bicipolitana. Attenzione a non leggere queste esperienze come casi isolati, best practice solitarie. Se è vero che persiste, ben salda, l’altra faccia della medaglia (i capoluoghi a tutt’oggi in allarme ora per smog e congestione, ora per i rifiuti o l’acqua) è altrettanto evidente una dinamicità, un cambiamento, uno sforzo di uscire dal passato che ha contaminato diverse città, che è ben strutturato e ha bisogno di essere sostenuto e agevolato. È in sintesi la fotografia scattata da Ecosistema Urbano, l’annuale rapporto di Legambiente, giunto alla sua venticinquesima edizione, presentato oggi a Milano e realizzato con il contributo scientifico di Ambiente Italia, la collaborazione editoriale de Il Sole 24 ore e con un contributo di Ispra sui corpi idrici. Quella urbana è grande questione nazionale. E non si può lasciare solo alla capacità e alla buona volontà di questo o quel sindaco la scelta se affrontare o meno - e con efficacia - criticità, inefficienze, emergenze. Dalle amministrazioni locali si deve certamente pretendere molto più coraggio, molta più discontinuità e capacità di innovazione, ma nello stesso tempo è il Paese che deve fare un investimento politico ed economico e mettere tra le priorità di governo un piano per traghettare le città, tutte insieme e non una alla volta, al di là delle secche. «Serve un governo delle città a livello nazionale – sottolinea Stefano Ciafani, presidente di Legambiente -Non bisogna rispolverare il ministero delle Aree urbane di 30 anni fa, quanto piuttosto una politica governativa trasversale sulla riconversione ecologica delle città che guidi in modo sinergico le azioni dei vari dicasteri a vario titolo coinvolti, dall’Ambiente alle Infrastrutture, dalla Salute ai Trasporti, fino ad arrivare allo Sviluppo economico. Su alcuni fronti le politiche ambientali nelle nostre città migliorano anche in modo inaspettato, come nel caso dei rifiuti e dell’economia circolare, su altri, ancora troppi, c’è molto da lavorare. Spesso è stata l’Europa a costringerci a darci da fare e a spingerci verso buone politiche ambientali. Se Milano ha inaugurato il suo primo depuratore 15 anni fa è grazie alla condanna europea. Se Roma 5 anni fa ha chiuso finalmente la discarica di Malagrotta, lo dobbiamo alle multe comunitarie. Il nostro auspicio però è che nel futuro non ci sia più bisogno di condanne alla Corte di giustizia europea ma che si possa contare su una strategia nazionale all’avanguardia, come fatto ad esempio sulle leggi italiane per la lotta all’inquinamento da plastica, più volte copiate nella UE. Speriamo che questo possa avvenire non solo per le politiche urbane ma per tutte quelle ambientali del nostro Paese”. «Ci sono evidenti comportamenti dinamici di una parte dei centri urbani – aggiunge Alberto Fiorillo, responsabile aree urbane di Legambiente e curatore insieme a Mirko Laurenti e Lorenzo Bono del report – e una stasi altrettanto chiara in altri che ci porta a distinguere due specie distinte, due categorie opposte, diverse da quelle solite nord-sud, grandi-piccoli, ricchi-poveri. Da una parte città formica, laboriose, che non s’accontentano, dall’altra città cicala, che cantano future trasformazioni e in realtà assecondano la crisi ambientale urbana anziché cercare di correggerla. Insomma il cliché, valido in passato, del centro urbano medio-piccolo del nord come luogo predestinato alla qualità ambientale non è più universalmente valido Lo dimostrano i balzi avanti della metropoli Milano e della meridionale Cosenza. Non più liquidabili come singole eccezioni, dal momento che Ecosistema Urbano registra prestazioni positive anche a Oristano, Macerata, Pesaro». E sono proprio queste città cicala a fare da zavorra a una rapida e positiva evoluzione della qualità ambientale urbana. Infatti la sfida per migliorare lo stato di salute delle città italiane procede troppo a rilento e per di più è ancora affidata alla lungimiranza e alla buona volontà del sindaco di turno. Più in generale di fronte alle difficili sfide della lotta ai cambiamenti climatici, della riduzione di tutti gli impatti ambientali, della tutela della salute e della maggiore vivibilità delle città italiane, ancora non ci siamo. Quest’anno in coda alla classifica di Ecosistema Urbano si piazzano Catania, Agrigento e Massa. Mentre uno sguardo alle grandi città mostra situazioni altalenanti. Nella prima edizione del report, nel ’94 Milano occupava la penultima posizione, peggio faceva solo Napoli, all’ultimo posto. Lo scorso anno Milano era 31esima, oggi è 23esima. Napoli è rimasta negli anni stabilmente nella parte bassa della graduatoria, Roma è ripiombata in basso a partire dal 2010 dopo un’ascesa che l’aveva portata nel gruppo delle prime trenta, Torino addirittura quarta nel ‘98 e nona l’anno successivo e poi, da oltre dieci anni, sempre abbondantemente sotto la sufficienza. Novità di quest’anno è l’analisi della capacità dei Comuni di smaltire i propri rifiuti nel proprio territorio che sarà oggetto di un approfondimento completo il prossimo anno. Per ora pubblichiamo un’anticipazione dello spazzatour – il viaggio dei rifiuti verso luoghi lontani da quello dove sono stati prodotti. Ebbene la Capitale fa fare ai propri rifiuti un vero e proprio giro turistico in Italia e all’estero: ad esempio i resti di un’insalata consumata vicino al Colosseo possono arrivare a centinaia di km di distanza e complessivamente decine di migliaia di Tir e convogli ferroviari nel 2017 disperdono scarti romani verso la Lombardia, l’Emilia Romagna, la Puglia, il Veneto o addirittura oltre confine. Elaborando i dati Ama stimiamo che su 100 sacchetti di spazzatura gettati dai romani ben 44 vengano portati a spasso verso altre province e regioni. Anche Milano è protagonista di un eccessivo e negativo ricorso all’export, percentualmente analogo a quello capitolino. Unica differenza ma rilevante: il raggio dello spazzatour meneghino è decisamente più contenuto. Una selezione di singole buone pratiche legate a Ecosistema Urbano saranno premiate da Legambiente a Rimini nel corso di Ecomondo (8 novembre): un’occasione per segnalare esperienze che hanno il pregio di introdurre significativi cambiamenti in ambiti specifici e che potrebbero essere riprodotte in altre realtà locali. Un’ultima notazione riguarda l’ampliamento dei temi affrontati. Con questa edizione del report abbiamo raccolto dati statistici sull’accessibilità dei capoluoghi in collaborazione con la Fondazione Serono.  Una prima analisi, la prima anche per l’Italia, sarà pronta nei primi mesi del 2019 e speriamo diventi la base per stimolare la costruzione di città universalmente fruibili. Nella convinzione che una città attenta alle esigenze delle persone con esigenze speciali è una città migliore. Per tutti.

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27 ott 2018

BOLOGNA | Debutta “Corrente” il Car Sharing di TPER con vetture esclusivamente elettriche

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È partito questa mattina a Bologna il nuovo servizio di Car Sharing di TPER con vetture esclusivamente elettriche, per viaggiare dentro e fuori Bologna senza pagare il parcheggio. Per usare Corrente bisogna iscriversi al servizio attraverso l’applicazione disponibile sugli store Apple e Android o direttamente da questo sito, nell’apposita sezione. Per l'iscrizione bisogna essere maggiorenne, avere una patente di guida valida, inserire un documento di identità e gli estremi di una carta di credito, anche prepagata.  Una volta completato il processo di iscrizione si potrà utilizzare le auto corrente, attraverso l’apposita APP. Le auto di Corrente possono entrare nella ztl, viaggiare sulle corsie preferenziali. Possono essere parcheggiate gratuitamente anche sulle strisce blu e su quelle bianche per residenti. Escluse le zone pedonali (comprese quelle più ampie dei TDays) e le aree riservate a taxi e mezzi pubblici. Non ci sono costi di registrazione e la tariffa lancio è di 0,20 € al minuto tutto incluso (0,25 € dal 1° gennaio)

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26 ott 2018

ROMA | Presentata in piazza del Campidoglio Emilia 4 l’auto solare a quattro posti

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Oggi a Roma, presenti il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, il vicepresidente del Parlamento Europeo Fabio Massimo Castaldo e il sindaco di Roma Virgina Raggi è stata presentata l’auto solare Emilia4, sviluppata dall'università di Bologna e dal team Ondasolare. Emilia 4 è un’auto solare a quattro posti che sfrutta esclusivamente l’energia solare, senza mai collegarsi alla rete elettrica per ricaricare le batterie Ha vinto l'American Solar Challenge 2018, dopo 2700 chilometri attraverso la regione delle Montagne Rocciose battendo i team più importanti delle università americane. Nata da un progetto di ricerca industriale finanziato dalla Regione Emilia-Romagna grazie ai Fondi europei - Por Fesr 2014-2020, Emilia 4 è stata sviluppata e costruita interamente in Emilia-Romagna dall’Università di Bologna e dal team di Onda Solare, con il coinvolgimento del CIRI Meccanica Avanzata e Materiali e il CIRI Aeronautica e il sostegno di diverse aziende e centri di ricerca, tra cui il Centro di super calcolo del Cineca e Scm Group. 

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20 ott 2018

Eurowings e Deutsche Telekom consentono la navigazione gratuita a bordo

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Navigare in internet fra le nuvole gratuitamente con Eurowings e Deutsche Telekom, internet provider di Eurowings, che offre i primi dieci minuti di navigazione ad alta velocità. Già dallo scorso febbraio i passeggeri di Eurowings possono navigare in internet durante il volo grazie a “WINGS Connect”, comunicare e usufruire di servizi streaming. Unitamente al provider satellitare britannico Inmarsat, Deutsche Telekom e Eurowings offrono ai passeggeri la banda larga a bordo utilizzando la nuova tecnologia satellitare. La compagnia ha equipaggiato 72 aeromobili A319 e A320 con il nuovo sistema, permettendo ai passeggeri una comoda navigazione e un volo rilassante. Scelta fra tre pacchetti diversi I passeggeri possono scegliere fra tre diversi pacchetti che più si addicono alle loro necessità e che possono essere acquistati comodamente sul portale “WINGS Connect”. Con Connect S si può inviare messaggi e e-mail al costo di € 3,90 per volo. Connect M permette di navigare e di accedere a film e serie scelti all’interno dell’offerta “WINGS Entertainment” al costo di € 6,90 per volo. Connect L offre inoltre l’accesso streaming a video e musica al costo di € 11,90 a volo. Tramite il portale “WINGS Connect” i passeggeri accedono a informazioni relative al volo, alla loro destinazione e alle offerte dei partner. Collegamento WLAN a bordo Per navigare a bordo di Eurowings, i passeggeri utilizzano i propri dispositivi, tablet, smartphone o laptop, collegandosi con un Hotspot WLAN al portale “WINGS Connect” tramite il proprio browser. L’utilizzo è semplice: la pagina di login è a disposizione di tutti i passeggeri tramite la piattaforma WIFI di Deutsche Telekom. Inoltre, attivando il WIFI Roaming è possibile attivare il servizio anche tramite altri provider di telecomunicazioni utilizzando i dati di accesso personali. Il collegamento internet è un elemento decisivo nella scelta del volo Sondaggi correnti, condotti a livello internazionale, dimostrano che circa il 60% dei viaggiatori considerano una connessione veloce a bordo non un lusso ma una necessità, come dimostrano per esempio gli studi del 2018 di Inmarsat. L’80% delle 9500 persone coinvolte nel sondaggio affermano che vorrebbero usare internet a bordo del loro prossimo volo, tra questi la fascia compresa tra i 18 e i 30 anni supera circa il 91%. Secondo le ricerche del consulente aziendale Roland Berger, la disponibilità dell’in-flight Internet rimane ancora il terzo fattore più importante sulla scelta del volo. Così, con questa offerta, Eurowings sta rispondendo nello specifico ai bisogni dei suoi clienti su tutto l’intero viaggio.

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18 ott 2018

Venezia “Città smart” con il Progetto europeo “Smarter Together”

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Un autobus per raccogliere idee, critiche, suggerimenti da parte dei cittadini del quartiere della Gazzera per pensare, e contribuire a realizzare, assieme all'Amministrazione comunale la città “smart”del futuro. Si è conclusa con la visita al "BusLab", da parte dei delegati delle città europee presenti, la “due giorni” di approfondimento tecnico sui temi della Smart City, promossa nell'ambito del progetto europeo “Smarter together”.  “Venezia vi partecipa – ha ricordato questa mattina, nel corso della tavola rotonda tenutasi al Municipio di Mestre, il delegato del sindaco alla Smart city, Luca Battistella - supportata dalle sue aziende pubbliche (Avm, Venis, Veritas e Ive), con l'obiettivo di ricercare soluzioni innovative nell'ambito della mobilità urbana, dell'efficienza energetica, delle energie rinnovabili e della ristrutturazione di edifici eco-compatibili. Il progetto 'Smarter together', in particolare, prevede che tre 'città faro' (Lione, Vienna e Monaco) realizzino soluzioni 'smart' integrate per soddisfare le nuove esigenze dei cittadini, migliorare i servizi pubblici e favorire la nascita di città intelligenti, e che tre città follower (Venezia, Sofia e Santiago de Compostela) seguano l'implementazione del progetto, con l’obiettivo di verificare a livello locale l’effettiva replicabilità delle soluzioni 'smart' scelte dalle città faro.” La giornata odierna è stata dedicata, in particolare, proprio alla discussione pubblica delle strategie “Smart” individuate nell'ambito del progetto europeo, potenzialmente replicabili nel territorio veneziano. Dopo la presentazione del progetto predisposto dal Comune di Venezia, da parte della dirigente del Settore Ricerca fonti di finanziamento e Politiche comunitarie, Paola Ravenna, sono state illustrate dai delegati delle città di Vienna e Monaco le esperienze fatte in queste città, a cui è seguito un momento di confronto generale, a cui hanno preso parte, tra gli altri, anche gli assessori comunali alla Mobilità, Renato Boraso, e ai Lavori Pubblici, Francesca Zaccariotto.  “Questo progetto europeo – ha sottolineato Boraso, nel portare ai partecipanti, assieme all'assessore Zaccariotto, il saluto della città – è molto importante per Venezia, che vuole restare al passo con le principali città europee anche nel campo dell'innovazione. Alla Gazzera abbiamo avviato un significativo percorso di condivisione con i cittadini, per pensare la nostra città del futuro, ma stiamo compiendo anche azioni concrete nel presente. Nel quartiere di Lido-Pellestrina abbiamo ad esempio avviato il progetto di trasformare l'intera rete di trasporto pubblica automobilistica, utilizzando solo mezzi elettrici. Una prima tranche, per una spesa di 6 milioni di euro, è già stata compiuta, e presto avvieremo la restante per un investimento di altri 14 milioni di euro.”

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17 ott 2018

Milano città più smart d’Italia per il quinto anno consecutivo

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Per il quinto anno consecutivo la città di Milano è eletta città più smart d’Italia. A decretarlo la classifica ICityRate 2018, realizzata da ForumPa e presentata oggi durante ICityLab, la manifestazione che mette a confronto le amministrazioni locali in corso al Palazzo degli Affari di Firenze. Il rapporto ICityRate ha analizzato 107 città italiane e il loro percorso per diventare più intelligenti,  cioè più vicine ai bisogni dei cittadini, più vivibili e inclusive e capaci di promuovere sviluppo adattandosi ai cambiamenti in atto. Sono stati analizzati 15 ambiti della vita urbana, che racchiudono al loro interno 107 indicatori, dalla trasformazione digitale alla mobilità sostenibile, dall’energia al lavoro, dal verde urbano all’istruzione, dalla sicurezza alla gestione dei rifiuti. Milano si è classificata prima nel ranking totale, seguita da Firenze, Bologna, Trento, Bergamo, Torino, Venezia, Parma, Pisa e Reggio Emilia. Mobilità sostenibile, innovazione e solidità economica gli ambiti in cui Milano primeggia anche nelle classifiche settoriali. Domani, giovedì 18 ottobre, in occasione della giornata conclusiva dei lavori, si parlerà anche del ruolo del Comune di Milano nel corso di due incontri: alle 9.30 nella Sala 3  Roberta Cocco (assessore alla Trasformazione digitale e Servizi Civici) parteciperà all’incontro “Sviluppo sostenibile e opportunità per i giovani: un confronto tra le città”, mentre alle 11.45 Lorenzo Lipparini (assessore alla Partecipazione, cittadinanza attiva e Open Data) prenderà parte alla sessione 1 “La Governance istituzionale delle città come metodo” all’interno del convegno “Orientare le scelte nelle città dei dati: una governance condivisa”.

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