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21 set 2020

Tante nuove rastrelliere portabici nel comune di Milano

di mobilita

Da alcuni anni il Comune di Milano, in linea con la tendenza delle altre grandi città europee, sta lavorando per rendere la città più verde. Sono stati portati a termine diversi progetti di svilupposostenibile e sembra che quest’anno la pandemia di Covid-19 abbia dato un’ulteriore spinta ai progetti urbanistici per rendere Milano una città sempre più green. Molte proposte sono volte a promuovere una mobilità sostenibile, e hanno lo scopo di spingere i cittadini ad abbandonare le auto e preferire gli spostamenti in bicicletta oppure utilizzare altri mezzi meno inquinanti. Per farlo, il Comune ha predisposto un piano per realizzare oltre 35 chilometri di nuove piste ciclabili entro la fine dell’anno e ha lanciato un progetto di arredo urbano che consente ai privati di installare rastrelliere per biciclette sul suolo pubblico.   Il Progetto Strade Aperte   Milano è una delle città più inquinate d’Europa, e la necessità di distanziamento sociale rischia di peggiorare ulteriormente la situazione. I posti sui trasporti pubblici sono stati limitati per garantire le distanze necessarie a evitare la diffusione del virus. Inoltre molte persone preferiscono evitare di trascorrere molto tempo in uno spazio chiuso e affollato come un autobus. Per questo motivo, si prevede che molte inizieranno a preferire gli spostamenti in automobile. Un aumento delle auto in circolazione sulle strade di Milano potrebbe causare due principali effetti negativi: l'aumento del traffico con conseguenti ingorghi stradali e un aumento delle emissioni di Co2. Per indurre gli abitanti a scegliere di spostarsi per la città in modo più ecosostenibile, il Comune di Milano ha avviato un progetto per ampliare la rete ciclabile della città, aggiungendo 35 chilometri di tratti riservati alle biciclette ai 220 chilometri preesistenti. I lavori sono iniziati a maggio e si prevede che l’ampliamento della rete ciclabile sarà terminato entro la fine del 2020. Il progetto Strade Aperte prevede interventi a basso costo e punta a modificare tratti stradali già esistenti per mezzo della segnaletica stradale oltre a istituire nuove Zone 30 e zone prioritarie per pedoni e biciclette. Il progetto Strade Aperte darà un’ulteriore spinta al processo di rigenerazione urbana, incentivando gli spostamenti sostenibili, contenendo il numero di auto in circolazione e limitando il rischio di un aumento dell’inquinamento atmosferico. Tuttavia creare nuovi percorsi ciclabili non è sufficiente per spingere i cittadini a preferire la bicicletta all’auto. È necessario assicurarsi anche che chi sceglie la bicicletta abbia a disposizione tutti i servizi di cui potrebbe avere bisogno, come ad esempio i parcheggi. La mancanza di un numero sufficiente di infrastrutture stradali e rastrelliere per biciclette vengono spesso citati tra i principali ostacoli all’utilizzo delle biciclette nelle aree urbane.   Nuove rastrelliere per bicicletta a Milano: una partnership tra pubblico e privati   Per incentivare una mobilità più sostenibile a Milano è stata data la possibilità ai privati di fare richiesta per poter installare sul suolo comunale rastrelliere per biciclette a uso pubblico. Le nuove rastrelliere dovranno essere a uso pubblico e gratuito, in questo modo ci si aspetta che i cittadini siano incentivati a scegliere la bicicletta al posto dell’auto. Le nuove rastrelliere potranno essere installate su:   Aree demaniali Aree appartenenti al patrimonio indisponibile del Comune Aree private soggette a servitù di pubblico passaggio   Ovviamente, prima di procedere all’installazione di nuovi porta biciclette è necessario richiedere (e ottenere) una concessione di occupazione del suolo pubblico a carattere permanente. Il rinnovo della concessione avverrà poi in modo automatico ogni anno. Sono stati inoltre individuati alcuni obblighi per i privati che decideranno di sfruttare questa possibilità. In particolare il richiedente che abbia ricevuto la concessione dovrà farsi carico di: Manutenzione ordinaria e straordinaria dei porta biciclette e della loro segnaletica durante l’intera durata della concessione Eventuale sostituzione di elementi danneggiati o usurati Eventuale rimozione dei porta bicicletta e apposita segnaletica per ragioni di interesse pubblico Per fare richiesta di concessione il privato dovrà prevedere alcuni costi, tra cui due marche da bollo del valore di 16,00 € (una per la presentazione della domanda e una per il ritiro della concessione), 25,00 € per le spese istruttorie e un eventuale deposito cauzionale (quando richiesto) il cui importo minimo ammonta a 500,00 €. Ulteriori dettagli riguardo all’iniziativa possono essere trovati sul sito ufficiale del Comune di Milano. Tra i primi ad accogliere con entusiasmo questa iniziativa è stata la catena di parrucchieri L’Italiano che ha da poco inaugurato quattro rastrelliere per biciclette tra piazza Cincinnato, via Felice Casati e viale Campania, fornendo 20 nuovi parcheggi in corrispondenza dei propri negozi.   Abbiamo bisogno di città più bike friendly   Un documento del Parlamento Europeo riguardo alla promozione dell’uso della bicicletta nei paesi dell’Unione considera che nonostante la mobilità svolga un ruolo molto importante nella crescita socioeconomica delle aree urbane, essa deve essere considerata alla luce degli impatti negativi che ha generato negli ultimi vent’anni. È risaputo che le emissioni di Co2 delle automobili e altri veicoli contribuiscono in grande misura a rendere l’aria delle città più inquinata, peggiorando di conseguenza la situazione climatica già preoccupante. Le amministrazioni comunali sono oggi chiamate a lavorare per rendere le proprie città adatte ad una mobilità più sostenibile. Promuovere una mobilità più sostenibile è importante non solo per diminuire le emissioni ma anche per migliorare la qualità della vita e la salute degli abitanti delle città. La diminuzione del traffico contribuisce a diminuire lo stress quotidiano e pedalare per andare al lavoro o a scuola aiuta a mantenersi in forma e essere più freschi e concentrati nelle ore successive. Insomma, rendere le città bike friendly realizzando nuovi tratti di piste ciclabili e installando nuove rastrelliere per bicicletta può solo giovare alla qualità della vita in città. Iniziative come Strade Aperte e la possibilità di installare nuove rastrelliere sul suolo pubblico sono in grado di accontentare tutti: i cittadini, che possono facilmente trovare un parcheggio per la propria bicicletta, il Comune, che fa un ulteriore passo avanti verso la diminuzione delle emissioni, e i privati, che in questo modo sono in grado di offrire un ulteriore servizio ai propri clienti.  

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16 set 2020

Emissioni e consumi: diminuire gli spostamenti grazie alla digitalizzazione

di mobilita

Uno dei temi più attuali e particolarmente sentiti dall'opinione pubblica è senza dubbio la questione ambientale. In ambito urbano la salute delle città è stata recentemente riconosciuta come una delle priorità da attenzionare da parte delle pubbliche amministrazioni, sia in termini strutturali che di investimenti economici per il futuro. Il segmento di interventi che sta destando probabilmente maggiori sforzi è quello dei trasporti e della mobilità in generale. Le recenti restrizioni sul parco mezzi circolante sta coinvolgendo i principali centri urbani italiani, che dovranno necessariamente adottare e incrementare misure atte a garantire una qualità dell'aria entro gli standard consentiti. Le vetture a diesel sono le principali indiziate ad essere penalizzate, dato che è stato preannunciato un blocco progressivo sino al 1 Ottobre 2022, quando anche i diesel categoria Euro 5 non potranno più accedere nei centri urbani con popolazione superiore ai 30.000 abitanti, almeno al nord. Non solo auto. Il dibattito sui consumi è oramai esteso da alcuni anni anche alle navi da crociera, che soprattutto nelle città portuali causano un innalzamento considerevole dei valori di CO2 e altei polveri sottili. Secondo uno studio recente effettuato da Transport&Environment sull’inquinamento atmosferico, è emerso un dato drastico e allarmante: 200 navi da crociera causano più emissioni di 260 milioni di veicoli. Spagna e Italia sono le nazioni europee maggiormente colpite da questo problema e la "sola" città di Venezia ospita navi per quasi 8.000 ore in stallo a motore acceso, con oltre 27 mila kg di ossidi di zolfo emessi nell'aria. Per fare un paragone tangibile, le automobili nell'intera area metropolitana del capoluogo veneto producono una quantità di ossidi venti volte più piccola. Tuttavia questi dati non devono deresponsabilizzare i cittadini. Secondo quanto riportato da un'analisi della Commissione Europea, per gli italiani sono pressochè quattro le tematiche ambientali considerate più importanti: l'incremento della produzione dei rifiuti e la qualità dell’aria sono citate dal 43% degli italiani, mentre lo sono per il 40% i cambiamenti climatici e l’inquinamento del mare (Fonte: Commissione Europea (2017) – Special EUROBAROMETER 468 “Attitudes of European citizens towards the environment). Ma gli italiani, nel concreto, in che modo possono contribuire a contrastare l'evoluzione del problema? Già da alcuni anni diversi enti pubblici e aziende, su incentivo dei governi locali, hanno avviato comportamenti virtuosi favorendo la diffusione di servizi online. L'obiettivo dichiarato è fornire all'utente finale tutti gli strumenti necessari a gestire le proprie pratiche direttamente da casa, dalla richiesta di un documento all'acquisto di un qualsiasi prodotto sul mercato. Per fare un esempio, basti pensare che per realizzare i propri biglietti da visita non è più necessario recarsi più volte presso una tipografia come avveniva sino a qualche tempo fa. Il grado di personalizzazione a disposizione del cliente è aumentato esponenzialmente grazie alla straordinaria usabilità del web e il prodotto lo si riceve comodamente a casa. Gran parte di ciò che in passato richiedeva la presenza fisica dell'utente finale sarà gestito dal nostro pc o smartphone, scongiurando spostamenti non strettamente necessari. Sulla digitalizzazione sta puntando forte anche la pubblica amministrazione, che sta procedendo a trasformare larga parte dei suoi sportelli in servizi digitali. L'efficienza in questo caso non ha raggiunto livelli di soddisfazione alla pari degli operatori privati, ma la strada è tracciata. Sempre secondo la Commissione Europea, l'Italia ricopre gli ultimi posti della classifica in quanto alla digitalizzazione, ma si spera che con i recenti decreti nazionali e grazie ai fondi europei dedicati, il gap possa essere ridotto nel giro di un quinquiennio.

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09 set 2020

VENETO | Quasi ottomila chilometri di percorsi ciclabili censiti

di mobilita

Quasi ottomila chilometri di percorsi ciclabili censiti in Veneto, classificati a seconda di competenza istituzionale, fondo del tracciato e tipologia – a uso promiscuo veicolare, promiscuo pedonale, corsia riservata, sede propria. Tutti mappati dal Tavolo della mobilità ciclabile al quale partecipa anche Trenitalia e ora disponibili sul Geoportale della Regione Veneto. Al Tavolo, istituito dalla giunta regionale nel 2017, hanno partecipato anche le Province del Veneto, l'ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni italiani), l'ARPAV (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto), Veneto Strade, la FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta), la Soprintendenza e diversi enti e associazioni regionali competenti in materia di pianificazione territoriale, prevenzione e turismo. Il Veneto gioca un ruolo di primo piano nel cicloturismo con ben cinque delle dieci ciclovie nazionali che attraversano il territorio regionale: Venezia-Torino, Venezia-Trieste, Verona-Firenze, Ciclovia del Garda e Ciclovia Adriatica. Per permettere a questo fenomeno di crescere è importante anche favorire una mobilità integrata che in Veneto si traduce nei servizi treno+bici e bici+bus offerti dal Gruppo FS Italiane. Grazie al Trenobus delle Dolomiti di Trenitalia, infatti, è possibile percorrere alcune fra le più belle piste ciclabili delle Dolomiti, tra cui quella che si snoda tra Cortina e Calalzo. Il servizio, attivo il sabato e nei giorni festivi da giugno a settembre, garantisce un collegamento diretto da Vicenza a Calalzo con un convoglio Minuetto attrezzato con 14 posti bici. Il prezzo del biglietto del treno e del supplemento bici prevede anche il servizio bus in coincidenza da Calalzo a Cortina, e viceversa, con un pullman attrezzato con un carrello porta bici. Quanti preferissero, invece, visitare una città d’arte come Padova, possono utilizzare il servizio integrato bus+tram+bici offerto da Busitalia Veneto e Goodbike Padova: 28 stazioni bike sharing attive 24 ore al giorno, posizionate in punti strategici nelle immediate vicinanze delle fermate di bus e tram di Busitalia Veneto.

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26 ago 2020

FIRENZE | Pronta la nuova corsia ciclabile in viale Redi nell’ambito del Piano Bartali

di mobilita

Pronta la nuova corsia ciclabile in viale Redi da vi Maragliano verso piazza Puccini realizzata nell'ambito del Piano Bartali che prevede, entro l’anno,  12 chilometri di nuove piste che si aggiungeranno ai 95 già a disposizione. Ecco cosa prevede il Piano Bartali che intensificherà il collegamento alla bicipolitana della città di Firenze: ‪3,7 km di piste entro la fine dell’anno‬ 8,4 km di piste nel 2021‬ 17 km di corsie entro autunno (San Jacopino-piazza Puccini, Gavinana-viale Europa, quadrante Porta Romana-piazza Gaddi-piazza Vittorio Veneto-piazza Paolo Uccello e viale Volta) e 4 km già realizzati (viale Nenni).  

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26 ago 2020

MILANO | In arrivo anche i monopattini elettrici in condivisione di Lime technology

di mobilita

Il Comune di Milano ha portato il numero dei monopattini in sharing a 6mila, autorizzando anche l’ultima società possibile, Lime Technology. L’autorizzazione è arrivata a valle della rinuncia della società Ride Hive Operations, per la quale è stata dichiarata la decadenza a fine luglio, che ha reso dunque possibile la posa di 750 nuovi monopattini elettrici, e del ritiro del ricorso che Lime aveva presentato per essere rimasta esclusa da uno degli avvisi pubblici aperti dall’Amministrazione. Negli scorsi giorni è inoltre arrivata comunicazione di rinuncia da parte di Govolt, che aveva ottenuto l’autorizzazione per 500 mezzi in condivisione: con la presa d’atto di questa comunicazione il numero si assesterà quindi a 6mila mezzi. “Sono lieto che oggi si sia fatto un altro significativo passo avanti per garantire un servizio sempre più capillare di monopattini in sharing a Milano - dichiara l’assessore alla Mobilità Marco Granelli -, chiudendo anche un contenzioso giuridico. Il nostro obiettivo è mettere a disposizione della città, in tempo per la ripresa autunnale, il massimo delle opportunità di mobilità sostenibile, a partire dal trasporto pubblico, che abbiamo chiesto di poter utilizzare al massimo, perché vogliamo che tutti possano muoversi in sicurezza, senza che la città venga bloccata dal traffico. Immaginiamo solo per un attimo che il 50% di chi utilizzava i mezzi - 700.000 persone - decida di utilizzare l’auto privata: sarebbe un danno per tutti, cittadini, imprese e ambiente. E anche il potenziamento dei mezzi in condivisione va nella stessa direzione”. Ad oggi i noleggi di monopattini sono il 400% in più rispetto a quelli di febbraio 2020: circa 7.600 noleggi al giorno, per 1,4 chilometri medi a noleggio e 10 minuti medi di utilizzo. In città sono operativi i servizi di micromobilità elettrica in sharing di EM transit (Dott), LMTS Italy (Circ), Bird rides Italy (Bird), Voi technology Italia (Voi), Wind mobility (Wind), Bit mobility (Bit), Helbiz Italia (Helbiz) e, dalle prossime settimane, Lime technology. Seguendo la normativa nazionale in vigore, i monopattini elettrici possono circolare su tutto il territorio comunale nelle strade con limite a 50 km/h, sulle strade extraurbane, sulle piste ciclabili sempre mantenendo una velocità massima di 25 km/h in carreggiata e di 6 km/h nelle aree pedonali, non sui marciapiedi. “Per garantire una mobilità sicura a chi sceglie mezzi di mobilità dolce - conclude Granelli - stiamo realizzando molti nuovi chilometri di percorsi protetti e itinerari per biciclette e monopattini: in questi mesi abbiamo concluso sei nuove ciclabili, altri sei cantieri sono attivi e altri otto si stanno aprendo proprio in questi giorni, tra cui la ciclabile della Cerchia dei navigli e quella di viale Monza. Proprio su viale Monza, negli ultimi 9 anni, sono stati oltre 1.400 i feriti in incidente stradale, di cui il 69% tra pedoni, ciclisti e motociclisti. Due sono dunque gli appelli che voglio fare per la ripartenza: il primo di utilizzare il meno possibile l’auto privata e il più possibile i mezzi pubblici e le due ruote, di proprietà o in condivisione; il secondo di rispettare tutti e sempre il Codice della strada, qualsiasi sia il mezzo che si sia scelto”.

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26 ago 2020

MILANO | Al via i lavori della ciclabile sulla Cerchia dei navigli

di mobilita

Oggi partiranno i lavori per la realizzazione della pista ciclabile lungo la Cerchia dei navigli. La nuova “bike lane” riguarda il tratto di strada della circonvallazione interna tra via Francesco Sforza (altezza di via San Barnaba), via Visconti di Modrone, via San Damiano, via Senato e quindi via Pontaccio fino all’incrocio con via Mercato e corso Garibaldi, per un totale di 2,6 chilometri. Per i ciclisti è possibile percorrere la Cerchia dei navigli solo in senso antiorario e in maniera discontinua. Con questo progetto, richiesto da più parti, la Cerchia sarà percorribile in sicurezza dai ciclisti in entrambi i sensi di marcia e in continuità. I lavori riguardano però solamente il tratto nord, quello non interessato dai lavori della M4, i cui cantieri occupano tutta la parte sud. Nello specifico in senso antiorario vengono connessi tutti i tratti esistenti. In senso orario verrà eliminato il cordolo della corsia preferenziale così da allargarla di un metro e inserirvi la corsia ciclabile, in sola segnaletica. I lavori prendono il via all’altezza di via Visconti di Modrone, per arrivare in via Pontaccio in tre settimane. La viabilità non sarà interrotta, infatti è previsto un cantiere ‘leggero’. Sono partiti anche i lavori di tracciatura del tratto di ciclabile che lungo viale Monza collegherà entro la fine di settembre, corso Venezia con Sesto Marelli. Già realizzato il percorso da piazza San Babila a corso Buenos Aires fino a piazza Loreto, il punto interessato dai lavori in questi giorni riguarda la tratta Loreto-Sesto Marelli e la tracciatura è partita da via Valtorta a Turro in direzione Nord-Sesto Marelli. È il tratto più lungo - quattro chilometri - di un’asse che misura complessivamente quasi sette chilometri. La ciclabile è disegnata sulla destra della carreggiata con una linea tratteggiata e valicabile dalle macchine che devono posteggiare. Nei tratti larghi dieci metri, ci saranno le auto in sosta in linea - 2,5 metri -, 50 centimetri di sicurezza per chi scende o apre lo sportello, due metri di corsia per le bici e cinque metri per i motori. Uno spazio che consente a due auto di procedere affiancate. Nei tratti del viale larghi 7,5 metri si restringe a 3,5 metri, per poter permettere la sosta in linea a bordo marciapiede anche in questi tratti dove oggi è vietata. “Abbiamo visto che la ciclabile lungo corso Venezia e corso Buenos Aires è percorsa ogni giorno da una media di 7mila ciclisti e solo il 55% dei veicoli transitanti sono auto. Siamo soddisfatti del risultato – dichiara Marco Granelli, assessore alla Mobilità –. Questo è uno sprone a proseguire nella direzione presa sia con il Piano per la mobilità sostenibile sia con il progetto Strade aperte varato per l’emergenza Coronavirus. Siamo certi che rendere percorribile nei due sensi di marcia la Cerchia dei navigli darà un ulteriore impulso alla mobilità sostenibile. La rete di ciclabilità a Milano si espande e risponde a una sempre più diffusa domanda di trasporto agile, leggero e integrato al trasporto pubblico”.

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20 ago 2020

Milano è la Smart City per eccellenza secondo l’ICity Rank

di ospite

Le Smart Cities sono entità “vive”, in costante progresso ed evoluzione. I passi avanti che riescono a mettere in gioco per il benessere dei cittadini sono conseguenza dell’irrefrenabile sviluppo tecnologico in cui tutti siamo immersi. Anche nel nostro paese le città si stanno dando da fare per diventare Smart Cities, secondo l’ICity Rank dello scorso anno è Milano, per il sesto anno di fila, a confermarsi la “città intelligente” per eccellenza del nostro paese. Per calcolare l’indice sono state presi in considerazioni cento indicatori divisi in sei dimensioni urbane che coinvolgono diversi processi di innovazione, essi sono: trasformazione digitale, tutela ambientale, solidità economica, qualità sociale, capacità di governo e ovviamente mobilità sostenibile. L’analisi ha coinvolto i 107 capoluoghi italiani per capire quali comuni fossero più vivibili e in grado di venire incontro ai bisogni dei loro cittadini. Milano è in cima alla classifica dimostrandosi capace di offrire ai milanesi solidità economica e una mobilità sostenibile molto sviluppata rispetto al resto d’Italia, raggiunge buoni risultati anche per quanto riguarda trasformazione digitale e qualità sociale mentre ha ancora ampio margine di miglioramento sulla tutela ambientale, posizionadosi al 54º posto. Firenze e Bologna salgono sul podio insieme a Milano guadagnando il secondo e terzo posto e la classifica continua con capoluoghi di medie dimensioni come Bergamo, Trento, Parma e Modena. Come potrebbero essere le Smart Cities nei prossimi anni? Il futuro delle “città intelligenti” è strettamente legato a nuovi concetti di mobilità per i cittadini e già ora è possibile notare come i mezzi di trasporto elettrici stiano prendendo piede in città come Milano, appunto. Non solo le macchine private ma anche i mezzi pubblici stanno passando ad essere sempre più spesso elettrici. Inoltre, si prevede che il settore dei veicoli senza autista possa guadagnare sempre più quota di mercato; nonostante sia una tecnologia ancora in fase di studio le macchine autonome rivoluzioneranno il traffico delle Smart Cities riducendo ingorghi, incidenti stradali e inquinamento. Anche la tecnologia 5G comporterà un cambiamento importante nell’ambito delle comunicazioni nelle Smart Cities, grazie a essa sarà possibile navigare fino a 10 volte più velocemente di quanto facciamo attualmente e verrà applicata soprattutto in ambito Internet of Things rendendo più facile la comunicazione tra oggetti, cosa che renderà la nostra vita più semplice sia sul piano urbano che nelle nostre case (lavatrici, frigoriferi, assistenti virtuali saranno in grado di operare in completa autonomia). Navigare su internet sarà sempre più rapido e immediato, qualcosa che apprezzeranno i tanti utenti del web che passano molte ore a contatto con il mondo digitale, dai freelance in smart working agli impiegati, dai giovani maestri dei videogiochi agli appassionati di giochi di carte online. Bisogna inoltre pensare che i dati sono i pilastri delle città intelligenti; infatti, per un funzionamento ottimale dei sistemi è conveniente che tali dati siano facilmente accessibili, riutilizzabili e interoperativi. In altre parole che sia possibile accedere ad essi indipendentemente dalla tecnologia che si stia utilizzando. Ciò potrebbe significare che in futuro i dati saranno “aperti” per migliorare aspetti della società sia per i cittadini che per le aziende, istituzioni e organismi.

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20 ago 2020

VERONA | Ciclabilità: in arrivo il primo display contabiciclette

di Fabio Nicolosi

La mobilità sostenibile cittadina ha un nuovo alleato. E' il display contabiciclette che a breve sarà installato in adiacenza alla pista ciclabile su Corso Porta Nuova, all'altezza dell'incrocio con via Locatelli. Sarà il primo sul territorio comunale, una novità frutto della collaborazione tra Comune e Fiab Verona, impegnate per sensibilizzare la cittadinanza sull'uso della bicicletta e sui benefici per la comunità. Una volta posizionato, il display entrerà in funzione con i sensori che riconosceranno il passaggio di ogni singola bicicletta; ogni unità sarà immediatamente visibile nella colonnina-totem di cui sarà dotato il display, per un numero complessivo in continuo aggiornamento e disponibile in tempo reale. Ciò permette di visualizzare il totale dei ciclisti che ogni giorno transitano sulla pista ciclabile, fornendo dati utili agli addetti ai lavori. A cominciare dall'Amministrazione che può monitorare tendenze e abitudini nell'utilizzo della bicicletta, consentendo una verifica dell'efficacia delle azioni messe in atto e una migliore programmazione di nuovi interventi. Il nuovo dispositivo, oltre a fornire dati utili al Comune, influirà inoltre sulla percezione dei ciclisti e sul senso di identità legato alla percorrenza delle vie cittadine. In altre parole, vedere che il display registra un alto numero di ciclisti invita a riflettere sul fenomeno e può invogliare anche altre persone a usare la bicicletta, creando un meccanismo virtuoso basato sulla buona pratica. Oltre a Fiab, il progetto coinvolge due settori del Comune, la Mobilità e Traffico e l'Ambiente. Già diverse le iniziative realizzate insieme in questo ambito, dal concorso Muoversi al campionato scolastico di ciclabilità rivolto alle scuole superiori. Un'attenzione, verso i giovani e gli studenti, ancora maggiore nella fase post Covid. La realizzazione in queste settimane di una nuova rete di corsie ciclabilli in prossimità dei più importanti istituti scolastici, è l'ultimo esempio in ordine temporale. "Stiamo procedendo con le ultime autorizzazioni e disposizioni tecniche, dopodiché il display contabiciclette potrà essere installato - spiega l'assessore alla Mobiltià e Traffico-. Partiamo con questo su Corso Porta Nuova, ma non è detto che altri possano trovare presto collocazione sulle piste ciclabili già realizzate o in attuazione. Siamo molto impegnati su questo fronte, lo dimostrano i numerosi interventi realizzati di recente, una risposta agli effetti del lockdown oltre che un forte input per un cambio di tendenza. Ringrazio Fiab per la collaborazione proficua e costruttiva, questo progetto utilizza lo strumento amministrativo del patto di sussidiarietà proprio per il bene collettivo che persegue". "Ogni strumento è utile se contribuisce al cambio di mentalità per il quale ci si sposta solo con la propria auto - aggiunge l'assessore all'Ambiente -. I numeri fotografano la realtà, e quelli del contabiciclette ci aiuteranno a capire meglio come e quanto i cittadini usano la bici, dati che useremo per intervenire di conseguenza. Sono certa che ai cittadini farà piacere 'contarsi' sul display, li farà sentire parte di una comunità che, in sella alla propria bici, contribuisce al bene di tutti. Non dimentichiamo i vantaggi della mobilità sostenibile sulla qualità dell'aria e sull'ambiente".

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29 lug 2020

RFI introduce il sistema di controllo e gestione del traffico ERSAT su una linea regionale

di mobilita

Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane), per la prima volta in Europa, introduce il nuovo sistema di controllo e gestione del traffico ferroviario che utilizza tecnologie satellitari (ERSAT) su una linea regionale. L'accordo sottoscritto con Hitachi Rail permetterà di realizzare, validare e certificare le tecnologie satellitari per il sistema ERTMS (European Rail Traffic Management System), accelerando così l'iter per la messa in esercizio. RFI darà il via a una linea pilota da realizzare nel Corridoio Europeo Mediterraneo fra Novara e Rho, dove è in corso di installazione l'ERTMS di Livello 2, l'evoluto sistema di segnalamento che controlla la velocità massima ammessa e la distanza dei treni, istante per istante, intervenendo automaticamente in caso di superamento di tali limiti. Per determinare la posizione del treno verranno impiegati sistemi di navigazione satellitare inizialmente basati su GPS e successivamente sul sistema europeo GALILEO. La decisione arriva dopo un'ampia campagna di test e sperimentazioni delle tecnologie satellitari avviate in stretto coordinamento con l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI), il supporto della Agenzia Spaziale Europea (ESA) e il contributo della Agenzia GNSS Europea (GSA). Concepito da RFI nel corso del 2012, ERSAT nasce dall'integrazione della tecnologia ERTMS con i sistemi di navigazione satellitare e le reti di telecomunicazione pubbliche, con l'intento di realizzare sistemi e linee più efficienti. Grazie alle nuove tecnologie satellitari sarà possibile aumentare gli standard di regolarità, puntualità e sicurezza del traffico ferroviario, diminuendo allo stesso tempo i costi di installazione e gestione, rendendo quindi economicamente sostenibili le linee regionali. Per le sue caratteristiche ERSAT potrà trovare applicazione principalmente sulle reti secondarie e a minor traffico, andando incontro in maniera efficace ad una esigenza di innovazione proprio di quelle linee. Inoltre, le nuove tecnologie contribuiscono a rendere ancora più green il sistema ferroviario grazie alle minori emissioni di CO₂. RFI, già designato Game Changer in Europa per l'integrazione delle tecnologie satellitari nel piano di evoluzione del sistema ERTMS, conferma il suo ruolo di leader nei sistemi di segnalamento a standard europei, valorizzando il contributo delle tecnologie satellitari per rendere il sistema ERTMS più efficiente, ridurre gli impianti lungo la linea e favorire la sua introduzione anche nelle linee locali e regionali.

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23 lug 2020

NAPOLI | Installato il primo eco-compattatore per il riciclo delle bottiglie di plastica promossa da EAV

di mobilita

Stamattina 23 luglio, alla presenza del Vice Presidente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola, si è svolta l'inaugurazione del primo eco-compattatore installato nel Comune di Napoli. Parte cosi la campagna di sensibilizzazione per la raccolta e il riciclo delle bottiglie di plastica promossa dell'azienda di trasporti EAV in collaborazione con Retake Napoli e Impresa Simeone & Figli. Lasciando bottiglie di plastica nel compattatore incentivante, installato nella stazione EAV di Montesanto - terminal delle due linee che collegano il centro di Napoli con i Comuni del litorale Flegreo - si otterranno dei buoni sconto utili all'acquisto dei biglietti o per l'acquisto di generi alimentari presso Flor do Cafe', che è il primo esercente che ha aderito all'iniziativa. "L'installazione del nuovo eco-compattatore - spiega Umberto De Gregorio, Presidente di EAV - è un'azione messa in campo dall'azienda sul tema dei rifiuti e della corretta raccolta differenziata, che si aggiunge ad altre precedenti iniziative promosse per la difesa dell'ambiente e del territorio. Obiettivo? Raccogliere 100mila bottiglie di plastica in un mese". Il Vice Presidente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola, ha sottolineato come "quella di questa mattina non è un'iniziativa estemporanea, ma si inserisce nell'ambito degli interventi e delle azioni messe in campo dalla Regione Campania per la salvaguardia dell'ambiente e del territorio".  

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