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28 nov 2020

VENETO | Sopralluogo per la redazione del primo lotto funzionale della “Ciclovia del Sole”

di mobilita

Si è svolto nei giorni scorsi tra Verona e Sommacampagna un sopralluogo dei tecnici della Regione, di Veneto Strade e di quelli incaricati alla redazione del progetto definitivo del primo lotto funzionale della “Ciclovia del Sole” nel territorio veneto, relativo a due tratti lungo il percorso Verona-Salionze.  Nel primo, è prevista la realizzazione di un nuovo tratto di pista ciclabile in affiancamento alla strada esistente lungo via Cason, in Comune di Verona, la messa in sicurezza dell’attraversamento di una viabilità di grande scorrimento (in uscita dal centro di Verona) e la costruzione di una nuova passerella in affiancamento al cavalcavia esistente per il superamento della SS12. Il secondo riguarda un nuovo tratto di pista ciclabile in Comune di Sommacampagna lungo l’argine del fiume Alto Agro Veronese, compreso l’adeguamento del sottopasso all’autostrada A22 e l’intervento di messa in sicurezza dell’attraversamento di una viabilità di grande scorrimento quale la SP26 che porta al casello autostradale di Sommacampagna. “Nel lotto funzionale – spiega la vicepresidente a assessore alle infrastrutture della Regione del Veneto, Elisa De Berti – è stato scelto di dare priorità agli interventi che risolvono i punti maggiormente critici per la sicurezza, in modo da massimizzare nel più breve tempo possibile la percorribilità dell’itinerario, in attesa del completamento e adeguamento dell’intero percorso veneto”. Il progetto definitivo del lotto funzionale, la cui predisposizione è prevista per l’aprile del prossimo anno, dovrà essere approvato in Conferenza dei Servizi, alla presenza di tutti gli enti interessati dall’intervento, al fine di acquisirne i pareri di competenza e quindi inviato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che provvederà all’erogazione della quota di finanziamento. A seguire potranno essere affidati i lavori di esecuzione del lotto funzionale. Il costo complessivo del 1° lotto funzionale, in base al progetto di fattibilità tecnico ed economica, è di poco superiore al milione e mezzo di euro, di cui 350 mila euro di risorse regionali e il rimanente di risorse ministeriali. La “Ciclovia del Sole” attraverserà Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e Toscana,  collegando Verona a Firenze attraverso un tracciato lungo circa 392 km. Nel territorio veneto la ciclovia interessa due tratti: da Verona a Salionze, di circa 28,5 km, parte dei quali nel suggestivo ambiente delle “Terre del Custoza”, e da Peschiera a Valeggio sul Mincio, circa 13,5 km. Il loro costo totale previsto per entrambi è di oltre 5,8 milioni di euro (il costo dell’intera ciclovia è superiore ai 38 milioni di euro).

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26 nov 2020

ROMA | Sospesi monopattini operatori di monopattini in sharing inadempienti

di Fabio Nicolosi

EDIT: L'operatore LINK ha precisato che il loro servizio è regolarmente attivo Il dipartimento Mobilità e Trasporti ha sospeso per 15 giorni il servizio di alcuni operatori di monopattini in sharing per il mancato rispetto delle regole contrattualizzate sui livelli di efficienza della flotta. Lo rende noto il Campidoglio. Le misure sono state oggetto di condivisione con gli operatori prima dell'avvio dei servizi, sono pertanto note e chiare a tutti. Il monitoraggio svolto in questi mesi, nonostante il continuo confronto al tavolo con gli operatori, ha inevitabilmente portato Roma Capitale ad adottare le sanzioni previste. "Ribadisco che il rispetto delle regole è fondamentale, affinché la micromobilità sia un'opportunità per tutti - afferma l'assessore alla Città in movimento Pietro Calabrese - Con queste misure si deve garantire il rispetto dei servizi e degli utenti, come quelle adottate sul divieto di parcheggio nelle piazze più importanti, e a ridosso dei monumenti di Roma. Non abbiamo fatto sconti a nessuno. Come Capitale abbiamo la flotta più grande in Italia, ci aspettiamo quindi il massimo impegno da parte di tutti gli attori coinvolti. Il percorso a fianco degli operatori non è messo in discussione, l'obiettivo rimane l'offerta alla città di un servizio efficace, nel rispetto del decoro e della sicurezza".

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22 nov 2020

MILANO | Parte l’obbligo per tutti i punti di vendita di carburante di dotarsi di infrastrutture di ricarica elettrica

di mobilita

Il Consiglio comunale ha approvato il "Regolamento per la qualità dell'aria" che definisce priorità e scadenze di una serie di azioni tese a migliorare la qualità ambientale in città. Fra le principali novità, l'obbligo per tutti i punti di vendita di carburante di dotarsi di infrastrutture di ricarica elettrica. I distributori esistenti devono presentare il progetto entro il 1° gennaio 2022 e l'installazione delle colonnine deve avvenire entro 12 mesi successivi alla presentazione dello stesso. In caso di impossibilità tecnica la colonnina dovrà essere realizzata in un'area pubblica diversa dal sedime dell’impianto di distribuzione carburanti entro il 1° gennaio 2023. Dal primo gennaio 2021 Milano bandisce il fumo di sigaretta all'aperto tranne che in luoghi isolati: dalle fermate dei mezzi pubblici ai parchi, fino ai cimiteri e alle strutture sportive, come gli stadi, sarà proibito fumare nel raggio di 10 metri da altre persone. Dal 1° gennaio 2025 il divieto di fumo sarà esteso a tutte le aree pubbliche all'aperto. Si tratta di provvedimenti che hanno un duplice obiettivo: aiutano a ridurre il PM10, ossia le particelle inquinanti nocive per i polmoni e tutelano la salute dei cittadini dal fumo attivo e passivo nei luoghi pubblici e frequentati anche dai minori. Altri obblighi riguardano il divieto di utilizzare macchine mobili non stradali obsolete e divieti progressivi sulle motorizzazioni più vecchie in analogia con la ZTL Area B (al 1° ottobre 2022, Fase I, dal 1° ottobre 2023, Fase II, dal 1° ottobre 2028, Fase IIIA, dal 1° ottobre 2030, Fase IIIB, dal 1° ottobre 2039, Fase IV). Sono previste deroghe fino al 2030 in caso di installazione di dispositivi antiparticolato e fino al 2039 in caso di installazione aggiuntiva di dispositivi DeNOx.

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19 nov 2020

BOLOGNA | Con Bike to work incentivi a chi va a lavorare in bici

di mobilita

Tutti al lavoro in bici con il progetto “Bike to work”. La pandemia del coronavirus ha spinto il Comune di Bologna a programmare nuove iniziative in tema di mobilità, anche nella direzione di incentivare l’uso della bicicletta. La mobilità sostenibile è al centro del nuovo PUMS metropolitano e del nuovo PGTU (Piano Generale del Traffico Urbano), approvato dal Consiglio comunale nel dicembre 2019. Il Comune ha deciso il finanziamento di un programma di interventi a favore dei dipendenti di aziende o enti che abbiano un accordo di mobility management, tramite una manifestazione di interesse per l’attuazione del progetto “Bike to work”. Le aziende e gli enti che aderiranno al progetto potranno ricevere incentivi per un totale di quasi 380.000 euro: per la maggior parte si tratta di risorse della Regione Emilia-Romagna, mentre 50.000 euro provengono del Ministero dell'Ambiente. Diverse le iniziative a favore dei dipendenti delle aziende e degli enti che aderiranno, in linea con quanto deliberato dalla Regione-Emilia-Romagna: incentivi economici per gli spostamenti nel tragitto casa-lavoro in bicicletta, con la misura massima di 20 centesimi al chilometro e comunque non più di 50 euro mensili; incentivi per ridurre il costo dell’utilizzo del bike sharing che prevedono pass Movi by Mobike, abbonamento annuale alla bicicletta tradizionale a spinta muscolare con l’aggiunta di 30 noleggi di e-bike per 30 minuti; incentivi per la riduzione del costo di deposito delle biciclette presso la velostazione Dynamo. Per le aziende e gli enti interessati a partecipare all’iniziativa, il termine entro il quale presentare la manifestazione di interesse è il 30 novembre 2020.

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09 nov 2020

MILANO | Monopattini in condivisione, revocate tre società per irregolarità

di mobilita

Nei giorni scorsi l’Amministrazione ha notificato a tre operatori di monopattini elettrici in condivisione la revoca dell’autorizzazione a effettuare attività sul territorio di Milano. Dall’inizio della sperimentazione dello sharing di monopattini, il Comune ha avviato un costante monitoraggio dei veicoli messi a disposizione dei cittadini e del rispetto delle regole definite nell’avviso pubblico: verifiche che si aggiungono alla regolare attività sanzionatoria effettuata dalla Polizia locale per il rispetto delle regole del Codice della strada. A fronte di diverse rilevazioni di irregolarità a carico degli operatori e di reiterazione di comportamenti non conformi alle regole definite negli avvisi pubblici si è reso necessario arrivare a questo provvedimento che impone ai tre operatori la cessazione delle attività e il ritiro dei veicoli entro metà novembre. In particolare sono state riscontrate anomalie sul sistema di moderazione della velocità e della sosta. La condivisione dei monopattini è stata accolta dai cittadini con molto favore e si è inserita rapidamente ed efficacemente nella ‘sharing mobility’ urbana. I monopattini consentono spostamenti agili e capillari, si integrano con la rete del trasporto pubblico e rappresentano un sistema innovativo e sostenibile, ma gli elementi a favore della sperimentazione attuata dal Comune di Milano non prescindono dalla sicurezza del mezzo e dall’utilizzo regolare del veicolo.

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21 set 2020

Tante nuove rastrelliere portabici nel comune di Milano

di mobilita

Da alcuni anni il Comune di Milano, in linea con la tendenza delle altre grandi città europee, sta lavorando per rendere la città più verde. Sono stati portati a termine diversi progetti di svilupposostenibile e sembra che quest’anno la pandemia di Covid-19 abbia dato un’ulteriore spinta ai progetti urbanistici per rendere Milano una città sempre più green. Molte proposte sono volte a promuovere una mobilità sostenibile, e hanno lo scopo di spingere i cittadini ad abbandonare le auto e preferire gli spostamenti in bicicletta oppure utilizzare altri mezzi meno inquinanti. Per farlo, il Comune ha predisposto un piano per realizzare oltre 35 chilometri di nuove piste ciclabili entro la fine dell’anno e ha lanciato un progetto di arredo urbano che consente ai privati di installare rastrelliere per biciclette sul suolo pubblico.   Il Progetto Strade Aperte   Milano è una delle città più inquinate d’Europa, e la necessità di distanziamento sociale rischia di peggiorare ulteriormente la situazione. I posti sui trasporti pubblici sono stati limitati per garantire le distanze necessarie a evitare la diffusione del virus. Inoltre molte persone preferiscono evitare di trascorrere molto tempo in uno spazio chiuso e affollato come un autobus. Per questo motivo, si prevede che molte inizieranno a preferire gli spostamenti in automobile. Un aumento delle auto in circolazione sulle strade di Milano potrebbe causare due principali effetti negativi: l'aumento del traffico con conseguenti ingorghi stradali e un aumento delle emissioni di Co2. Per indurre gli abitanti a scegliere di spostarsi per la città in modo più ecosostenibile, il Comune di Milano ha avviato un progetto per ampliare la rete ciclabile della città, aggiungendo 35 chilometri di tratti riservati alle biciclette ai 220 chilometri preesistenti. I lavori sono iniziati a maggio e si prevede che l’ampliamento della rete ciclabile sarà terminato entro la fine del 2020. Il progetto Strade Aperte prevede interventi a basso costo e punta a modificare tratti stradali già esistenti per mezzo della segnaletica stradale oltre a istituire nuove Zone 30 e zone prioritarie per pedoni e biciclette. Il progetto Strade Aperte darà un’ulteriore spinta al processo di rigenerazione urbana, incentivando gli spostamenti sostenibili, contenendo il numero di auto in circolazione e limitando il rischio di un aumento dell’inquinamento atmosferico. Tuttavia creare nuovi percorsi ciclabili non è sufficiente per spingere i cittadini a preferire la bicicletta all’auto. È necessario assicurarsi anche che chi sceglie la bicicletta abbia a disposizione tutti i servizi di cui potrebbe avere bisogno, come ad esempio i parcheggi. La mancanza di un numero sufficiente di infrastrutture stradali e rastrelliere per biciclette vengono spesso citati tra i principali ostacoli all’utilizzo delle biciclette nelle aree urbane.   Nuove rastrelliere per bicicletta a Milano: una partnership tra pubblico e privati   Per incentivare una mobilità più sostenibile a Milano è stata data la possibilità ai privati di fare richiesta per poter installare sul suolo comunale rastrelliere per biciclette a uso pubblico. Le nuove rastrelliere dovranno essere a uso pubblico e gratuito, in questo modo ci si aspetta che i cittadini siano incentivati a scegliere la bicicletta al posto dell’auto. Le nuove rastrelliere potranno essere installate su:   Aree demaniali Aree appartenenti al patrimonio indisponibile del Comune Aree private soggette a servitù di pubblico passaggio   Ovviamente, prima di procedere all’installazione di nuovi porta biciclette è necessario richiedere (e ottenere) una concessione di occupazione del suolo pubblico a carattere permanente. Il rinnovo della concessione avverrà poi in modo automatico ogni anno. Sono stati inoltre individuati alcuni obblighi per i privati che decideranno di sfruttare questa possibilità. In particolare il richiedente che abbia ricevuto la concessione dovrà farsi carico di: Manutenzione ordinaria e straordinaria dei porta biciclette e della loro segnaletica durante l’intera durata della concessione Eventuale sostituzione di elementi danneggiati o usurati Eventuale rimozione dei porta bicicletta e apposita segnaletica per ragioni di interesse pubblico Per fare richiesta di concessione il privato dovrà prevedere alcuni costi, tra cui due marche da bollo del valore di 16,00 € (una per la presentazione della domanda e una per il ritiro della concessione), 25,00 € per le spese istruttorie e un eventuale deposito cauzionale (quando richiesto) il cui importo minimo ammonta a 500,00 €. Ulteriori dettagli riguardo all’iniziativa possono essere trovati sul sito ufficiale del Comune di Milano. Tra i primi ad accogliere con entusiasmo questa iniziativa è stata la catena di parrucchieri L’Italiano che ha da poco inaugurato quattro rastrelliere per biciclette tra piazza Cincinnato, via Felice Casati e viale Campania, fornendo 20 nuovi parcheggi in corrispondenza dei propri negozi.   Abbiamo bisogno di città più bike friendly   Un documento del Parlamento Europeo riguardo alla promozione dell’uso della bicicletta nei paesi dell’Unione considera che nonostante la mobilità svolga un ruolo molto importante nella crescita socioeconomica delle aree urbane, essa deve essere considerata alla luce degli impatti negativi che ha generato negli ultimi vent’anni. È risaputo che le emissioni di Co2 delle automobili e altri veicoli contribuiscono in grande misura a rendere l’aria delle città più inquinata, peggiorando di conseguenza la situazione climatica già preoccupante. Le amministrazioni comunali sono oggi chiamate a lavorare per rendere le proprie città adatte ad una mobilità più sostenibile. Promuovere una mobilità più sostenibile è importante non solo per diminuire le emissioni ma anche per migliorare la qualità della vita e la salute degli abitanti delle città. La diminuzione del traffico contribuisce a diminuire lo stress quotidiano e pedalare per andare al lavoro o a scuola aiuta a mantenersi in forma e essere più freschi e concentrati nelle ore successive. Insomma, rendere le città bike friendly realizzando nuovi tratti di piste ciclabili e installando nuove rastrelliere per bicicletta può solo giovare alla qualità della vita in città. Iniziative come Strade Aperte e la possibilità di installare nuove rastrelliere sul suolo pubblico sono in grado di accontentare tutti: i cittadini, che possono facilmente trovare un parcheggio per la propria bicicletta, il Comune, che fa un ulteriore passo avanti verso la diminuzione delle emissioni, e i privati, che in questo modo sono in grado di offrire un ulteriore servizio ai propri clienti.  

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16 set 2020

Emissioni e consumi: diminuire gli spostamenti grazie alla digitalizzazione

di mobilita

Uno dei temi più attuali e particolarmente sentiti dall'opinione pubblica è senza dubbio la questione ambientale. In ambito urbano la salute delle città è stata recentemente riconosciuta come una delle priorità da attenzionare da parte delle pubbliche amministrazioni, sia in termini strutturali che di investimenti economici per il futuro. Il segmento di interventi che sta destando probabilmente maggiori sforzi è quello dei trasporti e della mobilità in generale. Le recenti restrizioni sul parco mezzi circolante sta coinvolgendo i principali centri urbani italiani, che dovranno necessariamente adottare e incrementare misure atte a garantire una qualità dell'aria entro gli standard consentiti. Le vetture a diesel sono le principali indiziate ad essere penalizzate, dato che è stato preannunciato un blocco progressivo sino al 1 Ottobre 2022, quando anche i diesel categoria Euro 5 non potranno più accedere nei centri urbani con popolazione superiore ai 30.000 abitanti, almeno al nord. Non solo auto. Il dibattito sui consumi è oramai esteso da alcuni anni anche alle navi da crociera, che soprattutto nelle città portuali causano un innalzamento considerevole dei valori di CO2 e altei polveri sottili. Secondo uno studio recente effettuato da Transport&Environment sull’inquinamento atmosferico, è emerso un dato drastico e allarmante: 200 navi da crociera causano più emissioni di 260 milioni di veicoli. Spagna e Italia sono le nazioni europee maggiormente colpite da questo problema e la "sola" città di Venezia ospita navi per quasi 8.000 ore in stallo a motore acceso, con oltre 27 mila kg di ossidi di zolfo emessi nell'aria. Per fare un paragone tangibile, le automobili nell'intera area metropolitana del capoluogo veneto producono una quantità di ossidi venti volte più piccola. Tuttavia questi dati non devono deresponsabilizzare i cittadini. Secondo quanto riportato da un'analisi della Commissione Europea, per gli italiani sono pressochè quattro le tematiche ambientali considerate più importanti: l'incremento della produzione dei rifiuti e la qualità dell’aria sono citate dal 43% degli italiani, mentre lo sono per il 40% i cambiamenti climatici e l’inquinamento del mare (Fonte: Commissione Europea (2017) – Special EUROBAROMETER 468 “Attitudes of European citizens towards the environment). Ma gli italiani, nel concreto, in che modo possono contribuire a contrastare l'evoluzione del problema? Già da alcuni anni diversi enti pubblici e aziende, su incentivo dei governi locali, hanno avviato comportamenti virtuosi favorendo la diffusione di servizi online. L'obiettivo dichiarato è fornire all'utente finale tutti gli strumenti necessari a gestire le proprie pratiche direttamente da casa, dalla richiesta di un documento all'acquisto di un qualsiasi prodotto sul mercato. Per fare un esempio, basti pensare che per realizzare i propri biglietti da visita non è più necessario recarsi più volte presso una tipografia come avveniva sino a qualche tempo fa. Il grado di personalizzazione a disposizione del cliente è aumentato esponenzialmente grazie alla straordinaria usabilità del web e il prodotto lo si riceve comodamente a casa. Gran parte di ciò che in passato richiedeva la presenza fisica dell'utente finale sarà gestito dal nostro pc o smartphone, scongiurando spostamenti non strettamente necessari. Sulla digitalizzazione sta puntando forte anche la pubblica amministrazione, che sta procedendo a trasformare larga parte dei suoi sportelli in servizi digitali. L'efficienza in questo caso non ha raggiunto livelli di soddisfazione alla pari degli operatori privati, ma la strada è tracciata. Sempre secondo la Commissione Europea, l'Italia ricopre gli ultimi posti della classifica in quanto alla digitalizzazione, ma si spera che con i recenti decreti nazionali e grazie ai fondi europei dedicati, il gap possa essere ridotto nel giro di un quinquiennio.

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09 set 2020

VENETO | Quasi ottomila chilometri di percorsi ciclabili censiti

di mobilita

Quasi ottomila chilometri di percorsi ciclabili censiti in Veneto, classificati a seconda di competenza istituzionale, fondo del tracciato e tipologia – a uso promiscuo veicolare, promiscuo pedonale, corsia riservata, sede propria. Tutti mappati dal Tavolo della mobilità ciclabile al quale partecipa anche Trenitalia e ora disponibili sul Geoportale della Regione Veneto. Al Tavolo, istituito dalla giunta regionale nel 2017, hanno partecipato anche le Province del Veneto, l'ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni italiani), l'ARPAV (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto), Veneto Strade, la FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta), la Soprintendenza e diversi enti e associazioni regionali competenti in materia di pianificazione territoriale, prevenzione e turismo. Il Veneto gioca un ruolo di primo piano nel cicloturismo con ben cinque delle dieci ciclovie nazionali che attraversano il territorio regionale: Venezia-Torino, Venezia-Trieste, Verona-Firenze, Ciclovia del Garda e Ciclovia Adriatica. Per permettere a questo fenomeno di crescere è importante anche favorire una mobilità integrata che in Veneto si traduce nei servizi treno+bici e bici+bus offerti dal Gruppo FS Italiane. Grazie al Trenobus delle Dolomiti di Trenitalia, infatti, è possibile percorrere alcune fra le più belle piste ciclabili delle Dolomiti, tra cui quella che si snoda tra Cortina e Calalzo. Il servizio, attivo il sabato e nei giorni festivi da giugno a settembre, garantisce un collegamento diretto da Vicenza a Calalzo con un convoglio Minuetto attrezzato con 14 posti bici. Il prezzo del biglietto del treno e del supplemento bici prevede anche il servizio bus in coincidenza da Calalzo a Cortina, e viceversa, con un pullman attrezzato con un carrello porta bici. Quanti preferissero, invece, visitare una città d’arte come Padova, possono utilizzare il servizio integrato bus+tram+bici offerto da Busitalia Veneto e Goodbike Padova: 28 stazioni bike sharing attive 24 ore al giorno, posizionate in punti strategici nelle immediate vicinanze delle fermate di bus e tram di Busitalia Veneto.

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26 ago 2020

FIRENZE | Pronta la nuova corsia ciclabile in viale Redi nell’ambito del Piano Bartali

di mobilita

Pronta la nuova corsia ciclabile in viale Redi da vi Maragliano verso piazza Puccini realizzata nell'ambito del Piano Bartali che prevede, entro l’anno,  12 chilometri di nuove piste che si aggiungeranno ai 95 già a disposizione. Ecco cosa prevede il Piano Bartali che intensificherà il collegamento alla bicipolitana della città di Firenze: ‪3,7 km di piste entro la fine dell’anno‬ 8,4 km di piste nel 2021‬ 17 km di corsie entro autunno (San Jacopino-piazza Puccini, Gavinana-viale Europa, quadrante Porta Romana-piazza Gaddi-piazza Vittorio Veneto-piazza Paolo Uccello e viale Volta) e 4 km già realizzati (viale Nenni).  

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26 ago 2020

MILANO | In arrivo anche i monopattini elettrici in condivisione di Lime technology

di mobilita

Il Comune di Milano ha portato il numero dei monopattini in sharing a 6mila, autorizzando anche l’ultima società possibile, Lime Technology. L’autorizzazione è arrivata a valle della rinuncia della società Ride Hive Operations, per la quale è stata dichiarata la decadenza a fine luglio, che ha reso dunque possibile la posa di 750 nuovi monopattini elettrici, e del ritiro del ricorso che Lime aveva presentato per essere rimasta esclusa da uno degli avvisi pubblici aperti dall’Amministrazione. Negli scorsi giorni è inoltre arrivata comunicazione di rinuncia da parte di Govolt, che aveva ottenuto l’autorizzazione per 500 mezzi in condivisione: con la presa d’atto di questa comunicazione il numero si assesterà quindi a 6mila mezzi. “Sono lieto che oggi si sia fatto un altro significativo passo avanti per garantire un servizio sempre più capillare di monopattini in sharing a Milano - dichiara l’assessore alla Mobilità Marco Granelli -, chiudendo anche un contenzioso giuridico. Il nostro obiettivo è mettere a disposizione della città, in tempo per la ripresa autunnale, il massimo delle opportunità di mobilità sostenibile, a partire dal trasporto pubblico, che abbiamo chiesto di poter utilizzare al massimo, perché vogliamo che tutti possano muoversi in sicurezza, senza che la città venga bloccata dal traffico. Immaginiamo solo per un attimo che il 50% di chi utilizzava i mezzi - 700.000 persone - decida di utilizzare l’auto privata: sarebbe un danno per tutti, cittadini, imprese e ambiente. E anche il potenziamento dei mezzi in condivisione va nella stessa direzione”. Ad oggi i noleggi di monopattini sono il 400% in più rispetto a quelli di febbraio 2020: circa 7.600 noleggi al giorno, per 1,4 chilometri medi a noleggio e 10 minuti medi di utilizzo. In città sono operativi i servizi di micromobilità elettrica in sharing di EM transit (Dott), LMTS Italy (Circ), Bird rides Italy (Bird), Voi technology Italia (Voi), Wind mobility (Wind), Bit mobility (Bit), Helbiz Italia (Helbiz) e, dalle prossime settimane, Lime technology. Seguendo la normativa nazionale in vigore, i monopattini elettrici possono circolare su tutto il territorio comunale nelle strade con limite a 50 km/h, sulle strade extraurbane, sulle piste ciclabili sempre mantenendo una velocità massima di 25 km/h in carreggiata e di 6 km/h nelle aree pedonali, non sui marciapiedi. “Per garantire una mobilità sicura a chi sceglie mezzi di mobilità dolce - conclude Granelli - stiamo realizzando molti nuovi chilometri di percorsi protetti e itinerari per biciclette e monopattini: in questi mesi abbiamo concluso sei nuove ciclabili, altri sei cantieri sono attivi e altri otto si stanno aprendo proprio in questi giorni, tra cui la ciclabile della Cerchia dei navigli e quella di viale Monza. Proprio su viale Monza, negli ultimi 9 anni, sono stati oltre 1.400 i feriti in incidente stradale, di cui il 69% tra pedoni, ciclisti e motociclisti. Due sono dunque gli appelli che voglio fare per la ripartenza: il primo di utilizzare il meno possibile l’auto privata e il più possibile i mezzi pubblici e le due ruote, di proprietà o in condivisione; il secondo di rispettare tutti e sempre il Codice della strada, qualsiasi sia il mezzo che si sia scelto”.

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