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23 mag 2017

L’Italia, una nazione con poche città virtuose sulle due ruote, tutte al centro nord…

di Giulio Di Chiara

Una nazione a due velocità anche sulle due ruote non motorizzate. Se alcuni centri medio piccoli riescono ad affermare la propria virtuosità in tema di ciclabilità, il resto d'Italia ancora arranca e non riesce nel complesso ad incrementare il numero di utenti che si muove pedalando. In particolare, il top italiano è rappresentato da Pesaro e Bolzano, dove un cittadino su tre utilizza giornalmente la bicicletta per i propri spostamenti. "Il comune altoatesino ha collegato tra loro, formando una sorta di grande anello ciclabile, tutte le zone scolastiche, sportive e ricreative cittadine. La città di Pesaro ha realizzato la Bicipolitana, una metropolitana di superficie che alla fine del 2016 conta ben 85 chilometri di percorsi ciclabili e la rete, visto il successo, continua a estendersi. " Occorre specificare che questi comuni non hanno soltanto investito sulle infrastrutture, ma hanno parallelamente attivato politiche di pedonalizzazioni e riduzione degli spazi destinati alle auto. Tornando in Italia, Cremona, Rimini, Pisa, Padova, Novara, Forlì, Ravenna, Reggio Emilia, Treviso e Ferrara seguono alle prime della classe, con una media del 15% di utilizzo delle biciclette. E le grandi città? Milano si attesta al 6%, mentre Roma rimane ancora molto indietro, con cinque utenti su mille in sella per le strade della capitale. A livello nazionale un dato salta all'occhio: nel 2008 soltanto il 3,6% degli abitanti utilizzava le due ruote. 7 anni dopo la percentuale rimane immutata. I dati riportati sono tratti da A Bi Ci - 1° Rapporto sull’economia della bici in Italia e sulla ciclabilità nelle città - realizzato da Legambiente in collaborazione con VeloLove e GRAB+ .

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22 mag 2017

nCycle, la bici che dialoga con i nostri dispositivi elettronici

di Cristina Betti

Il 14 maggio è stata la giornata nazionale della bicicletta: dopo quasi duecento anni di vita, in che cosa si evolverà il mezzo a due ruote più diffuso del mondo? La bicicletta sta diventando un mezzo sempre più futuristico e tecnologico, e l'azienda New Cast Service di Carpi ce lo dimostra con la sua nCycle: una bici "digital oriented" che è già arrivata anche in Italia. Ideata dall'architetto albanese Marin Myftiu, e prodotta dall’italianissima New Cast Service di Carpi, promette una rivoluzione nel mondo delle e-bike: è elettrica, facile da trasportare e in grado di comunicare con i nostri dispositivi.  Ls "bici del futuro" è stata studiata per avere un design di grande impatto, ma non per essere soltanto bella. All'interno del suo telaio, fatto in carbonio leggerissimo, è stata integrata una batteria in grado di gestire l’elettronica del mezzo e con un’autonomia di circa 90 km. Inoltre un display olografico è stato posizionato sulla canna, permettendo così ad nCycle di comunicare con il nostro smartphone e tablet, che potremo portare con noi, e quindi ricaricare, durante le nostre pedalate. Anche la sicurezza non è stata tralasciata: il manubrio, dotato di luci al led e altoparlanti bluetooth, può trasformarsi in un lucchetto, permettendoci quindi di lasciare a casa le catene. In alternativa, la bici può essere piegata in due, per poter essere trasportata e riposta in luoghi più sicuri. “Quello che vogliamo veramente raggiungere con nCycle – afferma il team di nCycle – è creare una nuova icona sociale” E considerando il successo ottenuto all'Eurobike, forse questo mezzo, la primi bici elettrica pieghevole e digital-oriented prodotta in Italia, potrebbe riuscirci.    

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12 mag 2017

I droni come pali della luce “volanti”

di Andrea Baio

In un futuro non troppo lontano i droni potrebbero essere impiegati come illuminazione stradale mobile disponibile praticamente ovunque, e su richiesta. Queste "luci con le ali" sono state progettate per servire aree scarsamente illuminate e sopperire a diverse necessità. Uno degli impieghi più intelligenti sarà quello di reclutare una squadra di droni tramite app per illuminare la propria via durante la guida lungo strade al buio. Inviando una richiesta da smartphone ad esempio, sarà possibile essere geo-localizzati dal drone, che in tal modo raggiungerà la postazione richiesta e si organizzerà autonomamente. Direct Line ha sperimentato una prima squadra di droni in una città del Regno Unito scarsamente illuminata: Petworth. Oltre all'illuminazione stradale, i droni sono progettati per accompagnare le persone di ritorno a casa a piedi - ed evitare in tal modo situazioni di potenziale pericolo - o coadiuvare le operazioni di soccorso e recupero superstiti in luoghi dove avvengono incidenti ad esempio. Un'invenzione che potrebbe rendere le città del futuro ancora più smart.

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09 mag 2017

Mitigare gli sfregi urbani con la natura: l’esempio di “Oasi in Città” nel sorrentino

di Giulio Di Chiara

Le nostre città purtroppo contano molto spesso le cicatrici che l'uomo gli ha lasciato in eredità. Sfregi figli di cattiva progettazione, infrastrutture inutili, sovradimensionate o semplicemente fuori posto. Alle volte, l'occasione di un finanziamento a pioggia induce i nostri governatori a spendere il denaro entro i termini imposti pur di ottenere la paternità di "qualcosa",  a prescindere dalle esigenze del territorio. Per fortuna l'uomo stesso ogni tanto prova a metterci una pezza, mitigando i propri errori con attività compensative. E' successo nel comune di Sant'Agnello, nella costiera sorrentina. Il WWF in sinergia con l'amministrazione comunale ha infatti lavorato per due anni alla realizzazione di "Oasi in città", un'area urbana restituita alla collettività al di sopra di un mega parcheggio molto contestato. "quattromila metri quadrati con quasi 6.000 piante, di 70 specie arboree diverse, quasi tutte autoctone, che coprono un parcheggio interrato. Un rigoglioso angolo di macchia mediterranea dove la vegetazione e un lago hanno contribuito a creare un habitat subito "colonizzato" da upupe, occhiocotti e cinciarelle, che hanno già nidificato.L'Oasi in città è stata ideata e progettata dal WWF Terre del Tirreno." L'inaugurazione è avvenuta lo scorso 30 aprile e nei primi due giorni si sono registrati quasi 4.000 visitatori. Tra le attrattive dell'Oasi ci sono più aree tematiche: il prato selvatico, il giardino delle farfalle, la siepe,il bio-lago, la pinetina, il viale dei fruttiferi, il bosco ombroso, le piante officinali, la macchia mediterranea. Cittadini e turisti possono così immergersi in un parco che è anche aula didattica all’aperto, impreziosita da una ricca fauna presentata da una serie di cartelli illustrativi (fonte). Un esempio da seguire.

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05 mag 2017

Navigare in autostrada? Si può. Ecco tutte le aree di servizio con il wi-fi gratuito

di Fabio Nicolosi

Come connnettersi con il Free Wi-Fi in Area di Servizio: Basta accendere il proprio dispositivo dotato di connettività Wi-Fi Scegliere la rete "Autostrade per l'Italia Free Wi-Fi" Avviare il browser Cliccare NAVIGA sulla pagina di benvenuto e iniziare a navigare liberamente. Si arricchisce quindi ulteriormente la gamma di servizi gratuiti offerti da Autostrade per l'Italia ai propri clienti in viaggio. All'interno delle aree di servizio è infatti possibile: restare aggiornati sulle informazioni di traffico in tempo reale, le previsioni meteo, i prezzi carburante più convenienti, gli itinerari di viaggio proposti da "Sei in un Paese meraviglioso"; scaricare la app MY WAY gratuita e geolocalizzata che ti accompagna in viaggio e al lavoro con informazioni real time sul traffico, il tutor e i servizi in autostrada; consultare le postazioni multimediali Hi point e le tv Infomoving per consultare le ultime notizie di viabilità e tanto altro. Ecco l'elenco delle aree di servizio in cui è disponibile la connessione wi-fi gratuita

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24 apr 2017

#greenlight Anas: al via accordo quadro per l’efficienza energetica nelle gallerie

di Roberto Lentini

Anas ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 46 del 21 aprile 2017 l’accordo quadro triennale, del valore complessivo di 45 milioni di euro, per l'esecuzione di lavori di manutenzione degli impianti in galleria, riguardante la fornitura e posa in opera di LED di ultima generazione con regolazione e monitoraggio dei consumi, in sostituzione dei corpi illuminanti obsoleti. Si tratta della prima tranche del progetto “Greenlight” approvato dal Consiglio di Amministrazione di Anas lo scorso 19 dicembre con l’obiettivo di ridurre i consumi energetici per l’illuminazione nelle gallerie della rete stradale di competenza. L’appalto è suddiviso in 8 lotti, uno per ciascuno delle nuove macro-aree di Anas: Area Nord-Ovest (lotto 1); Area Nord-Est (lotto 2); Area Centro (lotto 3); Area Adriatica (lotto 4); Area Tirrenica (lotto 5); Area Calabria (lotto 6); Area Sicilia (lotto 7) ed Area Sardegna (lotto 8). Nell’ambito di questa prima tranche da 45 milioni di euro saranno realizzati interventi su circa 160 gallerie a maggiore consumo e lunghezza. Il piano Greenlight”, che prevede un investimento complessivo di circa 155 milioni di euro, riguarda non solo la riduzione dei consumi e la migliore gestione impianti di illuminazione, ma anche l’innalzamento dei livelli di sicurezza all’interno delle stesse gallerie, potenziando la visibilità e la qualità di diffusione delle luci artificiali. Si stima che l’operazione possa portare un considerevole risparmio che consentirà ad Anas di rientrare dell’investimento iniziale in circa 7 anni, al netto dei previsti ribassi in fase di gara. Su un numero complessivo di circa 1.300 gallerie in gestione, Anas ha individuato circa 700 gallerie su tutto il territorio nazionale su cui intervenire prioritariamente con il piano #greenlight. Il piano si articola in due fasi. Una prima tranche di investimenti, oggetto dell’accordo quadro pubblicato oggi sulla Gazzetta Ufficiale,  per circa 45 milioni di euro e una seconda tranche per 110 milioni di euro da attivare successivamente.

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12 apr 2017

Mercane Transboard: il triciclo elettrico con caratteristiche da scooter

di Fabio Nicolosi

Il mercato degli scooter elettrici si è evoluto con le nuove tecnologie, ma molti continuano a non avere una caratteristica evidente che li faccia emergere nella giungla urbana. Il nuovo scooter Transboard da Mercane prende in prestito il design delle sospensioni dal mondo automobilistico. Grazie al sistema di sospensioni, alle tre ruote e con un design tagliente che si ripiega in un movimento rapido potrebbe diventare il vostro motorino uscendo dalla porta di casa, in treno, fino al vostro posto di lavoro. Grazie al suo facile sistema di chiusura può rotolare dietro di voi e adattarsi più facilmente al trasporto pubblico (Tram e Metro) Ha una sospensione anteriore a doppio braccio oscillante più semplice per riuscire anche con terreni sconnessi a mantenere bene il controllo del mezzo. Ottimo anche l'angolo di sterzo che permette facili e ampi movimenti Le tre ruote montate sono 10 pollici sulle ruote anteriori 8 pollici sulle posteriori. Sulla piattaforma del transboard si sta comodamente con entrambi i piedi. Il motore da 500 W 48 V fa girare la ruota singola con una velocità fino a 22 mph (35 km/h). Mercane dice che il transboard ha un'autonomia di circa 25 miglia (40 km) con una singola carica della batteria 8,6 Ah LG Chem agli ioni di litio. La ricarica richiede circa sei ore, e la batteria può essere caricata sullo scooter o rimossa e caricata altrove. Un'altra caratteristica interessante è il semplice meccanismo di piegatura. La piattaforma dello scooter piega a metà e scorre in avanti tra le ruote anteriori, creando un carrello facile da trasportare. Il transboard ha un telaio in lega di alluminio sotto del suo rivestimento di policarbonato. Pesa 46 libbre (21 kg) ed è costruito per trasportare fino a 220 libbre (100 kg). Uno schermo a LED sul manubrio mostra i dati dello lo scooter e possiede un faro a LED Mercane sta ora lanciando il transboard 2.0 tramite una campagna Indiegogo. Esso offre la transboard ad un prezzo di US $499 o e spera di riuscire a inviare le prime unità nel mese di maggio, se tutto va secondo i piani. Un ottimo prezzo considerando che il prezzo finale si aggirerà intorno ai $1.250. Ecco una galleria Ecco il video:

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10 apr 2017

Il nuovo Wolksvagen Bulli veramente “green”

di Cristina Betti

Il Bulli rinasce come un vero camper "flower power": elettrico e self driving. A volte i classici ritornano in grande stile e questo è il caso del Wolksvagen Bulli, icona hippie degli anni '60 messo fuori produzione nel 1979. Al salone di Detroit la Wolksvagen ha infatti presentato quello che per ora è soltanto un prototipo del nuovo furgoncino, denominato (per ora) Iconic Design Buzz Concept, o più semplicemente ID Buzz. Un nome non proprio accattivante, che vuole richiamare l'idea di un bus silente, ma che promette di diventare un nuovo mito fra le quattro ruote. Il nuovo Bulli sarà totalmente a trazione elettrica e a guida autonoma, con una autonomia di 600 chilometri e con una potenza totale del power train che raggiunge i 374 cavalli: una vera e propria icona new age a quattro ruote! “Nel 2020 inizierà la nostra grande offensiva elettrica, con modelli dall’architettura totalmente inedita – ha dichiarato al Cobo Center il presidente di Volkswagen Herbert Diess. - Porteremo sul mercato una nuova generazione di veicoli 100% elettrici e connessi sul web. La mobilità elettrica sarà il tratto distintivo della nuova Volkswagen”* Dopo il dieselgate, la Wolksvagen punta su una nuova generazione di figli dei fiori, stavolta totalmente a zero emissioni!   * fonte: www.touringclub.it  

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04 apr 2017

Un “paradiso energetico”: ecco l’isola che fornirà energia pulita a mezza Europa

di Andrea Baio

Non troverete palme e spiagge bianchissime, ma quest'isola potrà essere definita comunque un "paradiso energetico". Più di sei nazioni europee - Paesi Bassi, Danimarca, Germania, Gran Bretagna, Norvegia e Belgio - investiranno 1,3 miliardi di dollari nel progetto, che prevede la costruzione di un'isola artificiale nel mare del Nord che controllerà un gran numero di turbine eoliche e pannelli solari, in grado di produrre da 70 a 100 mila megawatt e fornire un apporto di energia pulita ad una popolazione di circa 80 milioni di persone. L'isola sarà di circa 2,5 miglia quadrate sarà inoltre fornita di aviosuperficie, un porto, un lago artificiale, e alloggi per il personale. Il clima del mare del Nord è soleggiato in estate e ventoso in inverno, questo spiega il perché si è optato per una soluzione che includesse entrambi i sistemi di produzione energetica. A breve le compagnie energetiche europee dovrebbero approvare il piano. L'obiettivo dell'Unione Europea è quello di ridurre le emissioni inquinanti delle superfici domestiche dell'80% circa entro il 2050; questo progetto potrebbe dare un sostanzioso contributo alla causa.

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31 mar 2017

VIDEO | Aeroporti del futuro: ecco perché dovrebbero avere piste circolari

di Andrea Baio

Un interessante studio del centro aerospaziale olandese sembrerebbe aver dimostrato la convenienza di piste circolari che circondino le aerostazioni del futuro, al posto di quelle rettilinee. Perché una pista circolare? Anzitutto perché sono più ecologiche e ridurrebbero anche l'impatto acustico nelle zone residenziali adiacenti agli aeroporti, aumentando al contempo la sicurezza e ottimizzando i tempi. Gli aerei potrebbero atterrare e decollare su punti specifici della circonferenza, con la sicurezza di non subire venti trasversali o contrari, senza incappare in situazioni potenzialmente pericolose. Un'unica pista circolare consentirebbe l'atterraggio o decollo di tre aerei in contemporanea. Le caratteristiche fisiche di una pista di questo genere prevedono: lati esterni inclinati - per compensare la forza centrifuga - e un diametro di circa 3,5 km. La forza centrifuga stessa riduce il tempo di frenata dell'aeroplano, andando ad abbassare anche i consumi di carburante, con conseguente impatto positivo sull'ambiente. Una pista circolare consente inoltre atterraggi e decolli da ogni direzione, evitando così di concentrare i rumori in due zone specifiche, ma distribuendoli uniformemente, e quindi impattando meno dal punto di vista dell'inquinamento acustico. Inoltre, una pista a 360 gradi faciliterebbe la decisione di dove volare o no, andando a individuare il punto migliore. L'innovazione di questa idea si palesa nella sua semplicità e nella sua estrema efficienza, soprattutto se si considera che una singola pista circolare è lunga come tre piste rettilinee, ma gestisce senza alcun problema il traffico aeroportuale di quattro. La Commissione Europea ha finanziato il progetto, ma nessuna pista circolare è stata mai costruita. Di seguito, un video che spiega bene l'idea. Per maggiori informazioni, vi rimandiamo al rapporto della Commissione Europea

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