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24 apr 2017

#greenlight Anas: al via accordo quadro per l’efficienza energetica nelle gallerie

di Roberto Lentini

Anas ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 46 del 21 aprile 2017 l’accordo quadro triennale, del valore complessivo di 45 milioni di euro, per l'esecuzione di lavori di manutenzione degli impianti in galleria, riguardante la fornitura e posa in opera di LED di ultima generazione con regolazione e monitoraggio dei consumi, in sostituzione dei corpi illuminanti obsoleti. Si tratta della prima tranche del progetto “Greenlight” approvato dal Consiglio di Amministrazione di Anas lo scorso 19 dicembre con l’obiettivo di ridurre i consumi energetici per l’illuminazione nelle gallerie della rete stradale di competenza. L’appalto è suddiviso in 8 lotti, uno per ciascuno delle nuove macro-aree di Anas: Area Nord-Ovest (lotto 1); Area Nord-Est (lotto 2); Area Centro (lotto 3); Area Adriatica (lotto 4); Area Tirrenica (lotto 5); Area Calabria (lotto 6); Area Sicilia (lotto 7) ed Area Sardegna (lotto 8). Nell’ambito di questa prima tranche da 45 milioni di euro saranno realizzati interventi su circa 160 gallerie a maggiore consumo e lunghezza. Il piano Greenlight”, che prevede un investimento complessivo di circa 155 milioni di euro, riguarda non solo la riduzione dei consumi e la migliore gestione impianti di illuminazione, ma anche l’innalzamento dei livelli di sicurezza all’interno delle stesse gallerie, potenziando la visibilità e la qualità di diffusione delle luci artificiali. Si stima che l’operazione possa portare un considerevole risparmio che consentirà ad Anas di rientrare dell’investimento iniziale in circa 7 anni, al netto dei previsti ribassi in fase di gara. Su un numero complessivo di circa 1.300 gallerie in gestione, Anas ha individuato circa 700 gallerie su tutto il territorio nazionale su cui intervenire prioritariamente con il piano #greenlight. Il piano si articola in due fasi. Una prima tranche di investimenti, oggetto dell’accordo quadro pubblicato oggi sulla Gazzetta Ufficiale,  per circa 45 milioni di euro e una seconda tranche per 110 milioni di euro da attivare successivamente.

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12 apr 2017

Mercane Transboard: il triciclo elettrico con caratteristiche da scooter

di Fabio Nicolosi

Il mercato degli scooter elettrici si è evoluto con le nuove tecnologie, ma molti continuano a non avere una caratteristica evidente che li faccia emergere nella giungla urbana. Il nuovo scooter Transboard da Mercane prende in prestito il design delle sospensioni dal mondo automobilistico. Grazie al sistema di sospensioni, alle tre ruote e con un design tagliente che si ripiega in un movimento rapido potrebbe diventare il vostro motorino uscendo dalla porta di casa, in treno, fino al vostro posto di lavoro. Grazie al suo facile sistema di chiusura può rotolare dietro di voi e adattarsi più facilmente al trasporto pubblico (Tram e Metro) Ha una sospensione anteriore a doppio braccio oscillante più semplice per riuscire anche con terreni sconnessi a mantenere bene il controllo del mezzo. Ottimo anche l'angolo di sterzo che permette facili e ampi movimenti Le tre ruote montate sono 10 pollici sulle ruote anteriori 8 pollici sulle posteriori. Sulla piattaforma del transboard si sta comodamente con entrambi i piedi. Il motore da 500 W 48 V fa girare la ruota singola con una velocità fino a 22 mph (35 km/h). Mercane dice che il transboard ha un'autonomia di circa 25 miglia (40 km) con una singola carica della batteria 8,6 Ah LG Chem agli ioni di litio. La ricarica richiede circa sei ore, e la batteria può essere caricata sullo scooter o rimossa e caricata altrove. Un'altra caratteristica interessante è il semplice meccanismo di piegatura. La piattaforma dello scooter piega a metà e scorre in avanti tra le ruote anteriori, creando un carrello facile da trasportare. Il transboard ha un telaio in lega di alluminio sotto del suo rivestimento di policarbonato. Pesa 46 libbre (21 kg) ed è costruito per trasportare fino a 220 libbre (100 kg). Uno schermo a LED sul manubrio mostra i dati dello lo scooter e possiede un faro a LED Mercane sta ora lanciando il transboard 2.0 tramite una campagna Indiegogo. Esso offre la transboard ad un prezzo di US $499 o e spera di riuscire a inviare le prime unità nel mese di maggio, se tutto va secondo i piani. Un ottimo prezzo considerando che il prezzo finale si aggirerà intorno ai $1.250. Ecco una galleria Ecco il video:

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10 apr 2017

Il nuovo Wolksvagen Bulli veramente “green”

di Cristina Betti

Il Bulli rinasce come un vero camper "flower power": elettrico e self driving. A volte i classici ritornano in grande stile e questo è il caso del Wolksvagen Bulli, icona hippie degli anni '60 messo fuori produzione nel 1979. Al salone di Detroit la Wolksvagen ha infatti presentato quello che per ora è soltanto un prototipo del nuovo furgoncino, denominato (per ora) Iconic Design Buzz Concept, o più semplicemente ID Buzz. Un nome non proprio accattivante, che vuole richiamare l'idea di un bus silente, ma che promette di diventare un nuovo mito fra le quattro ruote. Il nuovo Bulli sarà totalmente a trazione elettrica e a guida autonoma, con una autonomia di 600 chilometri e con una potenza totale del power train che raggiunge i 374 cavalli: una vera e propria icona new age a quattro ruote! “Nel 2020 inizierà la nostra grande offensiva elettrica, con modelli dall’architettura totalmente inedita – ha dichiarato al Cobo Center il presidente di Volkswagen Herbert Diess. - Porteremo sul mercato una nuova generazione di veicoli 100% elettrici e connessi sul web. La mobilità elettrica sarà il tratto distintivo della nuova Volkswagen”* Dopo il dieselgate, la Wolksvagen punta su una nuova generazione di figli dei fiori, stavolta totalmente a zero emissioni!   * fonte: www.touringclub.it  

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04 apr 2017

Un “paradiso energetico”: ecco l’isola che fornirà energia pulita a mezza Europa

di Andrea Baio

Non troverete palme e spiagge bianchissime, ma quest'isola potrà essere definita comunque un "paradiso energetico". Più di sei nazioni europee - Paesi Bassi, Danimarca, Germania, Gran Bretagna, Norvegia e Belgio - investiranno 1,3 miliardi di dollari nel progetto, che prevede la costruzione di un'isola artificiale nel mare del Nord che controllerà un gran numero di turbine eoliche e pannelli solari, in grado di produrre da 70 a 100 mila megawatt e fornire un apporto di energia pulita ad una popolazione di circa 80 milioni di persone. L'isola sarà di circa 2,5 miglia quadrate sarà inoltre fornita di aviosuperficie, un porto, un lago artificiale, e alloggi per il personale. Il clima del mare del Nord è soleggiato in estate e ventoso in inverno, questo spiega il perché si è optato per una soluzione che includesse entrambi i sistemi di produzione energetica. A breve le compagnie energetiche europee dovrebbero approvare il piano. L'obiettivo dell'Unione Europea è quello di ridurre le emissioni inquinanti delle superfici domestiche dell'80% circa entro il 2050; questo progetto potrebbe dare un sostanzioso contributo alla causa.

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31 mar 2017

VIDEO | Aeroporti del futuro: ecco perché dovrebbero avere piste circolari

di Andrea Baio

Un interessante studio del centro aerospaziale olandese sembrerebbe aver dimostrato la convenienza di piste circolari che circondino le aerostazioni del futuro, al posto di quelle rettilinee. Perché una pista circolare? Anzitutto perché sono più ecologiche e ridurrebbero anche l'impatto acustico nelle zone residenziali adiacenti agli aeroporti, aumentando al contempo la sicurezza e ottimizzando i tempi. Gli aerei potrebbero atterrare e decollare su punti specifici della circonferenza, con la sicurezza di non subire venti trasversali o contrari, senza incappare in situazioni potenzialmente pericolose. Un'unica pista circolare consentirebbe l'atterraggio o decollo di tre aerei in contemporanea. Le caratteristiche fisiche di una pista di questo genere prevedono: lati esterni inclinati - per compensare la forza centrifuga - e un diametro di circa 3,5 km. La forza centrifuga stessa riduce il tempo di frenata dell'aeroplano, andando ad abbassare anche i consumi di carburante, con conseguente impatto positivo sull'ambiente. Una pista circolare consente inoltre atterraggi e decolli da ogni direzione, evitando così di concentrare i rumori in due zone specifiche, ma distribuendoli uniformemente, e quindi impattando meno dal punto di vista dell'inquinamento acustico. Inoltre, una pista a 360 gradi faciliterebbe la decisione di dove volare o no, andando a individuare il punto migliore. L'innovazione di questa idea si palesa nella sua semplicità e nella sua estrema efficienza, soprattutto se si considera che una singola pista circolare è lunga come tre piste rettilinee, ma gestisce senza alcun problema il traffico aeroportuale di quattro. La Commissione Europea ha finanziato il progetto, ma nessuna pista circolare è stata mai costruita. Di seguito, un video che spiega bene l'idea. Per maggiori informazioni, vi rimandiamo al rapporto della Commissione Europea

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24 mar 2017

“DigitalDay17″, ministri di 18 Paesi, firmano lettera intenti su mobilità cooperativa, connessa e automatizzata

di Roberto Lentini

Si è svolto ieri a Roma il Digital Day 2017, organizzato dall'UE e dal governo italiano in occasione del 60mo anniversario dei Trattati istitutivi del progetto europeo.   L’obiettivo  è stato quello di stabilire un’agenda di azioni per  la creazione delle competenze necessarie al fine di sfruttare al meglio l'innovazione digitale e migliorare la vita degli europei. Il viceministro delle infrastrutture e dei Trasporti, Riccardo Nencini ha partecipato alla sessione dedicata alla mobilità connessa e automatizzata e, insieme a 17 Ministri europei ha firmato una lettera d’ intenti sulla smart mobility comunitaria per istituire con la Commissione, un quadro giuridico per le prove transfrontaliere con veicoli connessi, sulla base di norme armonizzate sull’accesso ai dati, sulla responsabilità e sulla connettività. La lettera di intenti è la prima iniziativa degli Stati membri di cooperazione transfrontaliera nella mobilità connessa e automatizzata. Infatti, come sottolinea lo stesso viceministro Nencini “il concetto di mobilità è in fase di evoluzione verso  tecnologie di guida avanzata e di connessione verso l’ambiente esterno  che stanno trasformando il veicolo da mezzo di trasporto ad un ambiente ove svolgere anche attività diverse dalla guida.” Cinque i livelli su cui intervenire: big data, infrastrutture, reti, applicazioni e servizi. Proprio il 5G e una collaborazione più stretta tra Governi, autorità regolatorie e industria automotive sono ulteriori leve su cui agire secondo Günther Oettinger, Commissario europeo per il bilancio e le risorse umane nella Commissione Juncker, per dare il via alla rivoluzione dei trasporti e della mobilità in tutti i Paesi Ue. La tecnologia per supportare questa trasformazione del mondo dei trasporti e della mobilità già c’è, a partire da WiFi, 4G/5G, sensori, internet delle cose, auto connesse in rete. A partire dal 2030 l’Ue attende in strada anche le prime auto a guida automatica. “Su tale ambito - prosegue Nencini - è fondamentale cooperare a livello europeo ed internazionale per favorire lo sviluppo e l’introduzione sul mercato di veicoli con livelli di automazione e connettività progressivamente crescenti  sino a giungere - a lungo termine -  alla possibile introduzione di veicoli completamente autonomi; Credo si tratti di una grande opportunità che concorrerà a conseguire l’obiettivo primario di ridurre il numero di incidenti stradali, i fenomeni di congestione e di conseguenza le emissioni da traffico stradale. Tuttavia,  la rapida evoluzione tecnologica richiede in tale ambito anche l’effettuazione di sperimentazioni su strada ed al riguardo accogliamo favorevolmente la proposta di sottoscrivere una lettera di intenti con la quale ci impegniamo - in particolare sui corridoi transfrontalieri-  ma anche su quelli nazionali ad adottare protocolli di comunicazione tra veicoli e tra veicoli ed infrastruttura  che siano interoperabili ed evitino così la formazione di un mercato frammentato di tali prodotti. Solo lavorando su tecnologie condivise a livello UE si potrà beneficiare della guida automatizzata e connessa senza soluzione di continuità.” Infine, Nencini, assicura che alla lettera di intenti farà seguito una revisione dei codici della strada nazionali e se del caso delle Convenzioni internazionali sulla circolazione e stabilire i principi di responsabilità che si applicheranno in caso di incidente; inoltre a lungo termine forse dovremmo pensare anche a predisporre piani sociali che si occuperanno della gestione della riduzione dei posti di lavoro nei settori che saranno interessati dall’impiego di veicoli completamente autonomi e quindi privi di conducente. Ti potrebbero interessare: A Parigi i primi minibus senza pilota Gli USA dicono stop agli incidenti e puntano tutto sulle auto intelligenti

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17 mar 2017

Energia solare anche di notte: la rivoluzione arriva dal Nevada

di Andrea Baio

Sfruttare al meglio l'energia solare è il sogno di ogni scienziato. Ogni ora il sole cede alla terra abbastanza energia da soddisfare l'intero fabbisogno mondiale per un anno intero. Energia che ad oggi però, a causa della tecnologia ancora non sufficientemente avanzata, non può essere incanalata in modo semplice ed economico. Passi da gigante si sono fatti negli ultimi anni, e in tal senso, in un angolo remoto del deserto del Nevada, sorge un'oasi "miracolosa" che potrebbe far ben sperare per il futuro. A circa 200 km a nord-ovest di Las Vegas si trova infatti una centrale solare costituita da un'altissima torre circondata da oltre 10 mila pannelli di vetro argentato, che occupano una superficie di più di un milione di metri quadrati. Questa centrale è in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di oltre 75000 famiglie nei periodi di picco, 24h su 24 e 7 giorni su 7. La tecnologia utilizzata in questi innovativi pannelli è chiamata Crescent Dunes, e ha la particolarità di rendere i pannelli funzionanti anche di notte. Come funziona? Come fa notare Kevin Smith, fondatore del progetto: "il problema dell'energia solare, è che è intermittente. Quando il sole va via, fine dei giochi". Questo innovativo campo di pannelli solari invece, è in grado di seguire il corso del sole esattamente come fanno le piante eliotropiche, riflettendo la luce sulla torre centrale in ogni ora del giorno, permettendo a quest'ultima di incanalare energia. Si tratta della più avanzata tecnologia di stoccaggio energetico al mondo, anche meglio conosciuta come accumulo a sali fusi. Nello specifico, la centrale spinge una miscela di potassio e nitrato di sodio pre-riscaldata a 288°C sino in cima alla torre, dove attraverso la luce solare viene riscaldata sino a 560°C. A questo punto la miscela a temperatura molto elevate scende nuovamente giù dalla torre, e viene stoccata in una grossa vasca isolante, pronta ad essere convertita in energia elettrica quando necessario, attraverso una turbina a vapore convenzionale. E' proprio il sistema di stoccaggio che consente l'utilizzo dell'energia solare anche la notte. "Questa tecnologia potra competere in futuro anche con le centrali a carbone, e persino quelle nucleari" - continua Smith - "proprio per la sua capacità di immagazzinamento". Insomma, il sogno di un'energia pulita, efficiente, e potenzialmente infinita potrebbe ben presto essere realtà. Saranno d'accordo i colossi del petrolio?

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14 mar 2017

Quali sono le città italiane più “intelligenti”? Nord sempre primo, ma il Sud avanza

di Giulio Di Chiara

Quanto le nostre città sono "intelligenti"? Un aggettivo che sentiamo sempre più spesso, nella sua accezione inglese "smart",  ma ancora di difficile definizione. Infatti, quando una città è "smart"? Una domanda a cui da anni si cerca di dare risposte sempre più concreti e basate sui dati. E proprio questo il tema che vi proponiamo oggi, affidandoci al rapporto ICityRate 2016 che stila la graduatoria delle città italiane facendo un'analisi di 106 comuni capoluogo sulla base di 105 indicatori statistici. Come viene valutata l'intelligenza di una città? “Quest’anno più che in passato ICityRate va a misurare la capacità delle città di farsi piattaforma abilitante, di guardare a traguardi lunghi facendo scelte e investimenti che puntano sui nuovi driver di sviluppo – commenta Gianni Dominici, curatore della ricerca – Il paradigma della Smart City negli ultimi anni ha sempre di più spostato l’accento dall’innovazione tecnologica all’innovazione sociale, al co-design, alla gestione dei beni comuni”. Tra le nuove variabili figurano così l’accoglienza e la gestione dei flussi migratori, l’attrattività dei “cervelli”, l’agevolazione dell’uso sociale degli spazi pubblici (fonte) E' Milano a guidare la graduatoria: è il luogo con il più alto valore aggiunto pro capite, la maggiore intensità brevettuale, la principale sede di imprese di grandi dimensioni, e ha visto nascere negli ultimi anni il maggior numero di Fablab e maker space. Gli artigiani digitali scelgono Milano, e soprattutto la città sceglie di investire su un modello nuovo di innovazione urbana che sposta l’asse della strategia di sviluppo verso forme nuove di economia collaborativa e social innovation;  un modello che si realizza attraverso la concessione di spazi, il sostegno economico a progetti e imprese, la creazione di reti di innovatori e la definizione di nuove ed articolate politiche urbane. Al secondo posto troviamo Bologna, che tra i tanti meriti ha quello di trattenere per sempre i suoi visitatori mostrando un'alta attrattività , capacità gestionale, partecipazione e stabilità economica. Al terzo posto troviamo Venezia, che spicca per l'ottimo piazzamento nella mobilità e non solo. La città lagunare è foraggiata dal suo dualismo interno tra Venezia e Mestre, anime complementari dello stesso organismo e che garantiscono grande vivacità urbana. Ai piedi del podio Firenze, poi Padova, Torino, Parma, Trento, Modena e Ravenna. Praticamente la quasi totalità dei capoluoghi emiliani nella top10. L'Emilia Romagna si candida dunque a regione più virtuosa.   E il SUD? Roma si attesta in 21a posizione, Cagliari in 54a. Poi nell'ordine Bari (65), Palermo(86), Napoli (89), Catania (95). "Il Sud è ancora lontano dalla top ten, ma la distanza con le altre aree geografica si è ridotta. A partire dal dato di Cagliari, la prima città del meridione (che sale di 6 posizioni rispetto al 2015) grazie ad un miglioramento significativo in diverse aree (People, Governance, Living e Legalità), per continuare con Matera (+12), Pescara (+5), Bari (+4), Lecce (+5), Oristano (+1), Potenza (+2). Appare, inoltre, tra le prime 15 città del Sud, una città siciliana: Siracusa, che sale di ben 16 posizioni dall’anno passato superando Palermo e Catania ed esprimendo le migliori performance in indicatori quali la dispersione idrica, l’equilibrio occupazionale di genere, l’accessibilità degli istituti scolastici, la bassa presenza di giornalisti e amministratori minacciati. Una crescita, quella del Sud, che sopperisce alle carenze infrastrutturali attraverso dinamiche che afferiscono al capitale sociale, con esperimenti di innovazione sociale che vengono messi a sistema e creano sviluppo " (fonte)

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02 mar 2017

A Berlino le stazioni si puliscono via WhatsApp

di Alessandra Santoni

La sporcizia nelle stazioni ferroviarie è un problema che riguarda molte realtà, non solo in Italia, ma anche in Europa; ma a Berlino è stato introdotto un metodo innovativo, ancora in fase di test ma ben promettente, per segnalare la presenza di sporco nelle stazioni. Infatti la società ferroviaria tedesca Deutsche Bahn, che ha dichiarato di investire già ogni anno molti milioni nella pulizia di 5400 stazioni, ferroviarie e della metro, ha deciso di compiere un ulteriore passo avanti, dando la possibilità ai cittadini di "occuparsi" in prima persona del mantenimento della pulizia all'interno delle stazioni. Come? Semplicemente inviando un messaggio tramite WhatsApp. L'idea è decisamente geniale: dal momento che passiamo la maggior parte della giornata con il cellulare incollato alla mano, i pendolari in particolar modo per ingannare le attese e durante i viaggi in treno o in metro, cosa c'è di più semplice e immediato del richiedere via WhatsApp un intervento di pulizia nel momento in cui viene avvistata all'interno di una stazione la presenza di sporcizia? Per adesso il servizio è attivo solo nelle stazioni di Südkreuz, Ostbahnhof e Hauptbahnhof:  per richiedere l'intervento di un netturbino si deve scrivere al numero 0157 923 628 36 e indicare il luogo esatto e il tipo di sporcizia individuato; il mittente può addirittura richiedere un invio di conferma dell'avvenuta rimozione dello sporco e anche valutare la pulizia delle stazioni tramite dei "voti". Dopo questa prima fase di sperimentazione, come è riportato da Berliner Zeitung, la misura potrebbe essere adottata anche in altre stazioni, fino in futuro a coprire tutta la Germania. Foto: Berliner Zeitung

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27 feb 2017

Kranium: il casco per ciclisti in cartone reciclato

di Cristina Betti

Ecocompatibile, resistente, innovativo, sicuro ed economico: ecco le caratteristiche del casco ideato da Anirudha Surabhi. E' più leggero di un casco tradizionale e il 15% più sicuro. Direttamente dal Royal College of Arts di Londra arriva l'idea per questo innovativo casco, pronto a fare un passo avanti rispetto ai tradizionali caschi da bicicletta liner EPS tradizionali (per intenderci, quelli conformi alle norme statunitensi). Il progettista, Anirudha Surabhi, dopo essere caduto di bici ed aver spezzato letteralmente il suo casco, ha pensato bene di presentare come sua tesi finale in design un nuovo elmetto molto più sicuro di quello che indossava quando è caduto. Per questo si è ispirato alla natura, in particolare alla struttura in cartilagine del cranio del picchio, l'uccellino che colpisce il tronco degli alberi con il becco e che riesce a non danneggiare il suo cranio proprio grazie allo strato di cartilagine che separa il suo becco dal teschio.   Sembra uno scherzo l'idea di avere un casco creato completamente con materiale di scarto come il cartone, eppure, dopo molti tentativi su 150 materiali diversi, il suo inventore è riuscito a creare una struttura tale da renderlo, oltre che più leggero rispetto ai caschi standard, anche molto più sicuro. La sua capacità di assorbimento degli urti è 4 volte superiore rispetto ai normali caschi in polistirolo, ciò significa che durante un incidente la quantità di energia di urto che viene trasferita alla testa è molto inferiore rispetto ai caschi standard, diminuendo così eventuali danni alla testa. La sua matrice a nido d'ape, struttura in cartone resa impermeabile da materiali acrilici, è in grado di assorbire un impatto di 250 G, superando per ben 5 volte di fila il test di prova British Standard (EN 1078), il test specifico di sicurezza per caschi da bicicletta, skateboard e roller blade. Kranium si è rivelato talmente efficiente da attirare i team della Formula Uno Force India per applicare la sua tecnologia ai caschi dei piloti. Se ha attirato l'attenzione della Formula Uno, vale la pena di pensarci per la nostra sicurezza in bicicletta!   https://www.youtube.com/watch?v=rHUB1fDHE8Y  

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