Articolo
10 dic 2018

BOLOGNA | In città sempre meno auto inquinanti, aumentano del 45% ibride ed elettriche

di mobilita

A Bologna circolano auto meno inquinanti rispetto alla media nazionale: più di una su tre è Euro5 o Euro6, meno della metà delle macchine va a benzina, mentre quelle a metano o Gpl sono più del doppio rispetto al dato nazionale. Aumentano le ibride e le elettriche superando la quota di 4.300 (nel 2016 erano 3.001, l'aumento è del 45%), pari al 2,1% del totale contro il dato nazionale dello 0,5%. Le Due Torri si distinguono poi per un tasso di motorizzazione molto basso, posizionandosi di fatto nella cerchia delle città con il rapporto tra numero di autovetture iscritte al Pubblico Registro Automobilistico (PRA) e abitanti tra i più bassi riferito alle grandi città italiane. Bologna si trova infatti all’undicesimo posto con 53 auto ogni 100 abitanti. I numeri delle autovettureLa fotografia del parco veicolare in città prende in considerazione tutto l'anno 2017 ed è stata scattata dall'Ufficio di Statistica del Comune di Bologna. Il numero dei veicoli iscritti al PRA di Bologna al 31 dicembre 2017 era pari a 288.351 (dato comprensivo di autovetture, autocarri, ciclomotori, motocicli), 6.498 in più rispetto al 2016. In aumento anche la cifra riferita alle sole autovetture: 206.386, con un incremento di 4.936 rispetto l’anno precedente. Il numero corrisponde a un tasso di motorizzazione di 53 autovetture ogni 100 residenti, tasso che aumenta a 60,3 se calcolato per l'intero territorio metropolitano: 7,3 punti percentuali di distanza. Bologna resta la città dove, in proporzione agli abitanti, circolano meno auto rispetto a quelle presenti nei comuni dell'area metropolitana. Se guardiamo all'Italia invece, Bologna è all’undicesimo posto, molto vicina ai valori di Trieste, Firenze e Milano, mentre a Catania (70,3), a Torino (67,7) e Verona (63,9) circolano il maggior numero di auto rapportate agli abitanti.La tipologia delle auto che circolano in cittàAprendo una finestra sulla tipologia di auto circolanti in città, i dati indicano che il parco auto bolognese risulta più moderno rispetto alla media nazionale, confermando l’andamento dell’anno precedente. Quanto alle emissioni prodotte, in Italia è ancora elevata la percentuale delle autovetture circolanti in classe inferiore all'Euro4 (38,3%): a Bologna queste categorie di auto corrispondono invece solo al 25,8% del totale, in calo di tre punti percentuali rispetto al 2016. La quota di Euro4 in città è pari al 31,6% (29,8% a livello nazionale), mentre più di un'auto su tre è Euro5 o Euro6 (42,5% contro il 32% in Italia). Per quanto riguarda l'alimentazione, il 46,9% delle auto bolognesi è alimentato a benzina, mentre la quota di auto a metano o Gpl in città è pari al 17,2% contro la media nazionale dell'8,4%. Molto più bassa della media italiana è invece la presenza delle auto diesel che a Bologna sono il 33,8% contro il 43,9% del dato nazionale. Le ibride (dotate di un motore termico più uno elettrico) e le elettriche costituiscono il 2,1% del totale delle autovetture circolanti (sono 4.348 in tutto), contro la quota di 0,5% a livello nazionale. Le auto a benzina in città sono in forte calo: dal 2005 al 2017 hanno subito una diminuzione pari al 31,4%, a fronte di un aumento complessivo del parco auto dell'1,1%. Le auto diesel invece nello stesso arco di tempo sono aumentate del 55,5%, quelle a Gpl sono più che triplicate e quelle a metano più che raddoppiate. Motocicli sempre in aumento e più di un veicolo commerciale leggero su tre è Euro5 o Euro6 Lo studio dell'Ufficio comunale di Statistica ha riguardato anche le moto bolognesi: dopo la battuta d'arresto del 2013, nel 2017 continua la crescita del numero di motocicli iscritti al PRA di Bologna. I motocicli circolanti sono 56.149, l'1,8% in più rispetto al 2016. Nell'arco di 15 anni l'aumento è stato pari al 36,7%. Con riferimento alle emissioni prodotte, tra le moto bolognesi è ancora significativa la quota della classe Euro0 (21,6%), sia pur inferiore al dato nazionale (28,4%). La classe Euro3 invece è la più numerosa in città, pari al 44,1% (36,3% il dato nazionale) e una piccola quota risulta Euro4 (5,5% contro lo 3,4% in Italia). Infine uno zoom sui veicoli commerciali leggeri (con massa totale fino a 35 quintali), il cui contributo in ambito urbano è particolarmente significativo per le elevate percorrenze chilometriche dei cicli di carico e scarico merci. A Bologna sono 16.434 i veicoli di questo tipo iscritti al PRA. L'80,7% di questi è alimentato a gasolio, mentre ben il 13,1% va a metano o Gpl. Con riferimento alle emissioni, il 42,5% è di classe inferiore all'Euro4, il 23,5% è Euro4 mentre i veicoli più moderni costituiscono il 34% del totale.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
06 dic 2018

CAGLIARI | Pubblicato il bando per contributi acquisto biciclette nel 2018

di mobilita

Pubblicato il bando per la concessione di contributi a fondo perduto per l'acquisto di biciclette, destinato a chi abbia acquistato una bicicletta di tipo tradizionale o a pedalata assistita nel periodo tra il 1 gennaio al 21 dicembre 2018. Le risorse totali messe a disposizione sono corrispondenti a €. 30.000, con le quali l'Amministrazione prosegue con le azioni volte a ridurre le emissioni inquinanti e a incentivare la mobilità sostenibile, in coerenza con gli obiettivi previsti nel Piano di Azione per l'Energia Sostenibile (PAES). La domanda dovrà essere presentata entro le ore 11 del 21 dicembre 2018. Il bando è scaricabile in questo  link.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
30 nov 2018

MILANO | BikeMi compie dieci anni e festeggia con numerose iniziative

di mobilita

Dieci giorni di tariffe speciali, sette nuove stazioni da inaugurare e 150 nuove biciclette elettriche con seggiolino per bambini in arrivo nei prossimi giorni. E ancora, un convegno alla Statale e molte novità in agenda per il 2019: BikeMi compie dieci anni e festeggia con la città il successo del servizio di bike sharing nato il 3 dicembre del 2008. A presentare le iniziative in programma sono stati oggi, in una conferenza stampa a Palazzo Marino, il Sindaco di Milano Giuseppe Sala, l’assessore alla Mobilità e Ambiente Marco Granelli, il Presidente di Atm Luca Bianchi e il general manager di Clear Channel Italia Mats Lundquist. Per celebrare il compleanno delle bici gialle, dal 3 al 13 dicembre gli abbonati BikeMi potranno utilizzare gratuitamente senza limiti di tempo le biciclette normali ed elettriche, la cui flotta verrà implementata con l'arrivo di 150 nuovi modelli con pedalata assistita e seggiolino; il 13 dicembre chiunque potrà attivare gratuitamente un abbonamento giornaliero e, sempre in quei giorni, verranno aperte sette nuove stazioni (Angilberto-Comacchio, Bologna, Ortles-Ripamonti, Ortles-Orobia, Cuoco-Monte Cimone, Corvetto-Polesine, Gabrio Rosa), realizzate nell'ambito del progetto europeo Sharing cities. A queste, entro il 2019, se ne aggiungeranno altre 34, portando il numero delle stazioni sparse per la città a quota 323. A crescere, il prossimo anno, sarà anche la flotta delle "gialle", che passeranno dalle attuali 3.650 a 4.280, alle quali si uniranno le 1.150 elettriche a pedalata assistita. Numeri in crescita che rispondono al gradimento dei cittadini per un servizio pensato da Comune e ATM, e gestito da Clear Channel, che conta ad oggi più di 650mila iscritti e 23 milioni di utilizzi per oltre 46 milioni di chilometri percorsi in città. Pedalate che hanno permesso di risparmiare oltre 9,3 milioni di anidride carbonica in termini di mancate emissioni, alle quali si aggiunge il contributo di una centrale di ricarica elettrica con energia (75 khW/annui) prodotta da pannelli fotovoltaici. BikeMi ha quindi raggiunto e superato gli obiettivi per i quali era nato e oggi è a tutti gli effetti un servizio di trasporto pubblico efficiente e capillare, con stazioni che non distano tra di loro più di quattrocento metri, in grado di collegare i quartieri alle grandi reti di trasporto pubblico. Un sistema che ha il merito di diffondere buone pratiche, invogliando anche chi non vive in città ad utilizzare le due ruote a pedali per gli spostamenti. Grazie allo sharing, infatti, possono andare in bici anche i “cittadini temporanei” che si trovano a Milano per lavoro o vacanza, e possono sperimentare le due ruote anche persone che non vogliono acquistare il veicolo o che organizzano gli spostamenti passando dalla metropolitana, al bus e a sistemi più flessibili. Le biciclette in condivisione sono ormai una parte ormai decisiva del sistema di mobilità sostenibile e a basso impatto per il quale Milano sta diventando un modello e punto di riferimento, grazie alla capacità di integrare i mezzi tradizionali con quelli più moderni della sharing mobility.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
29 nov 2018

PORTO NAPOLI | Al via progetto “PortForward”

di mobilita

E’ stato presentato, questa mattina, nella sala riunioni dell’Autorità di Sistema Portuale, il progetto “PortForward” a cura dell’associazione Mar.Te Sea-Land Logistics, presieduta da Marco Ferretti dell’Università  Parthenope. Alla riunione, oltre al Presidente Pietro Spirito, hanno partecipato diversi operatori dello scalo partenopeo. Il progetto finanziato dall’UE è parte di un più ampio progetto italiano che verrà realizzato in collaborazione con MIT di Boston e che è stato vinto dal team campano guidato appunto da Mar.TE . L’intento è definire i fattori di competitività del sistema portuale campano incentrato sulle specificità del territorio individuando le metodologie di intervento più incisive per migliorare gli aspetti legati alla sostenibilità dei porti, alla produttività delle banchine, ai flussi di traffico sui moli. “La nostra adesione al progetto- ha dichiarato Pietro Spirito- è duplice: creare uno  stretto collegamento tra Autorità di Sistema Portuale, operatori, ricerca applicata com’è questa che oggi si presenta; utilizzare le analisi e le proposte che emergeranno dalla ricerca per migliorare la gestione dell’AdSP.” Il progetto mira a sperimentare nei porti coinvolti soluzioni intelligenti “smart”, interconnesse “interconnected” e verdi “green”, per migliorare le condizioni di monitoraggio, efficienza nei terminal e verifica delle condizioni per la navigabilità e l’operatività degli scali. Per conseguire questo obiettivo, il progetto realizza componenti di IOT (Internet of Things), assistenza e controllo da remoto di terminal e canali portuali, realtà aumentata per operatori ed amministrazioni al fine di controllare in tempo reale spazi e superfici portuali. Il passo successivo sarà la somministrazione di un questionario agli operatori del porto di Napoli per verificare lo stato dell’arte e per comprendere le esigenze dei singoli imprenditori per poi elaborare le proposte.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
17 nov 2018

VENEZIA | Sostenibilità dei servizi pubblici e della mobilità urbana

di mobilita

Venezia Sostenibile con il PON Città Metropolitane e l'Unione Europea sta realizzando nuovi progetti per la mobilità urbana prevedendo l’ottimizzazione dei flussi di traffico (terra, acqua) attraverso una loro gestione intelligente.   Le linee di intervento e i progetti Infomobilità e sistemi di trasporto intelligenti Monitoraggio, controllo e gestione del traffico e dei flussi, per sviluppare sistemi di monitoraggio e sicurezza stradale e acquea Smart control room - sistema integrato per il controllo e la gestione della mobilità e della sicurezza stradale Gestione integrata della mobilità - gestione dei parcheggi, creazione di percorsi intelligenti, sistema di pagamento via cellulare, controllo della sosta, delle ZTL e verifica delle targhe Monitoraggio flussi pedonali - per realizzare un modello predittivo a supporto alla mobilità terrestre e acquea Mobilità lenta Completamento del Biciplan Pista ciclabile per Venezia - realizzazione di opere complementari alla rete esistente Collegamenti casa-scuola più sicuri e accessibili - opere infrastrutturali per rendere più sicuri e accessibili gli ambiti di accesso alle scuole primarie e secondarie di primo grado Completamento rete ciclabile tra riviera Marco Polo e via Poerio Pista ciclabile Via Altina da Favaro a Dese Pista ciclabile su ex linea ferroviaria Venezia-Trento Corsie protette per il TPL e nodi di interscambio modale Infrastrutture di interscambio Moduli di “stallo intelligente” nei punti di interscambio - stalli per cicli, parcheggi, bike sharing, charging hub, accoglienza, servizi vari e videosorveglianza per migliorare la fruizione dei trasporti pubblici

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
08 nov 2018

ROMA | Accordo Atac e Movit per offrire agli utenti un ampio ventaglio d’informazioni

di mobilita

Da oggi cittadini e turisti possono avere informazioni più rapide ed efficienti sulle linee del trasporto pubblico nella Capitale. Grazie al nuovo accordo siglato da Atac con Moovit, si è reso disponibile un nuovo servizio semplice e veloce, anche in lingua straniera, per reperire informazioni su orari di arrivo di bus e tram, eventuali deviazioni e altri eventi che possono accadere durante la giornata. Il meccanismo è semplice: tramite l’app gratuita di Moovit chiunque lo desideri potrà ricevere dettagli sul percorso delle linee del trasporto pubblico gestite da Atac. L’integrazione tra i due sistemi migliora il servizio offrendo agli utenti un ampio ventaglio d’informazioni: dagli aggiornamenti sulle corse, alla biglietteria più vicina, fino ai titoli di viaggio più convenienti in base alle necessità del singolo viaggiatore. Quest’accordo s’inserisce nel quadro più ampio d’iniziative messe in campo da Atac per agevolare l’utilizzo dei mezzi in città, come la dematerializzazione del biglietto, l’acquisto del titolo di viaggio tramite smartphone e il pagamento della sosta con carta di credito attraverso nuovi parcometri. Roma concorre con le altre grandi capitali europee nel campo dell’innovazione e della tecnologia, Atac fa un altro passo in avanti in questa direzione.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
07 nov 2018

Arriva la sorveglianza 5G per le stazioni ferroviarie

di mobilita

In occasione dell’evento “Vodafone 5G Experience Day” dedicato a partner, start up e imprese coinvolte nella sperimentazione 5G a Milano, Vodafone ha presentato una soluzione innovativa di video sorveglianza con video analisi per le stazioni ferroviarie su tecnologia 5G, sviluppata con IBM e Ferrovie dello Stato Italiane in sperimentazione presso la Stazione Centrale di Milano. La soluzione consiste in un sistema di videocamere ad altissima risoluzione collegate tramite rete 5G a un sistema di elaborazione e video analisi delle immagini gestito sull’architettura di Multi-Access Edge Computing (MEC) della rete Vodafone. Il sistema di video analisi consente di identificare in maniera automatica una serie di situazioni anomale o di pericolo mentre l’acquisizione dei video e l’applicazione degli algoritmi di analisi intelligente su piattaforma 5G fornisce allarmi in tempo reale, consentendo di reagire in maniera tempestiva. L’operatore della centrale di controllo della stazione ferroviaria viene allertato in tempo reale nel caso di intrusioni in aree non consentite, rimozione e danneggiamento di oggetti, assembramenti anomali e può visualizzare i particolari tramite video e immagini, nel pieno rispetto delle norme relative alla privacy, per decidere prontamente la modalità di intervento più appropriata. “L’introduzione del 5G consente di dislocare le telecamere all’interno della stazione ferroviaria con la massima flessibilità, senza dover eseguire cablaggi di rete" – afferma Sabrina Baggioni, Direttore Programma 5G di Vodafone Italia. "Questo consente di ridurre drasticamente i tempi e i costi di implementazione degli impianti senza rinunciare alla qualità delle immagini acquisite, che grazie al 5G possono essere trasmesse ad altissima risoluzione. Inoltre, la collocazione e gestione dei sistemi di video analisi nell’infrastruttura di edge cloud all’interno della rete Vodafone fornisce le informazioni in tempo reale e garantisce la massima sicurezza ed affidabilità”. “Le infrastrutture ferroviarie sono presenti in tutto il territorio nazionale, per questo motivo abbiamo partecipato con grande interesse, insieme a Vodafone Italia e IBM, alla sperimentazione della tecnologia 5G nella Stazione Centrale di Milano” – ha dichiarato Alessandro La Rocca, Direttore Innovazione e Sistemi informativi di FS Italiane. “Il lavoro fatto ci permetterà di allargare il campo d’azione e di sviluppo di questa nuova tecnologia non solo all’ambito della security, ma anche al più ampio scenario dell’Internet of Things. Continueremo quindi a sostenere con interesse le iniziative di sviluppo della tecnologia 5G”. Vodafone è capofila della sperimentazione 5G a Milano e area metropolitana, con l'obiettivo di coprire l’80% della popolazione entro dicembre 2018 per trasformarla nella capitale europea del 5G.  Sta lavorando con 38 partner industriali e istituzionali per realizzare 41 progetti negli ambiti sanità e benessere, sicurezza e sorveglianza, smart energy e smart city, mobilità e trasporti, manifattura e industria 4.0, education e entertainment, digital divide.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
01 nov 2018

ROMA | Nuove aeree di sosta per il bike sharing

di mobilita

Incentivare il bike sharing garantendo standard minimi di servizio, nuove aree dedicate alla sosta delle bici e aprendo il mercato a nuovi operatori pubblici o privati.  Con questi obiettivi la Giunta capitolina ha approvato le linee guida per lo svolgimento del servizio sul territorio di Roma Capitale, attraverso una sperimentazione di tre anni. Il Dipartimento Mobilità e trasporti dovrà quindi individuare, mediante avviso pubblico, le aziende interessate. Viene inoltre avviata un’attività di “ricognizione delle aree pubbliche” da destinare alla sosta delle biciclette. Il tutto in collaborazione con le strutture municipali. Le nuove linee guida sul bike sharing a flusso libero prevedono standard minimi di servizio che tutti gli operatori interessati saranno tenuti a rispettare, sia per quanto riguarda le aree di sosta da utilizzare, sia per il ritiro delle bici non più utilizzabili o soggette a eventuali atti vandalici. I mezzi dovranno essere geolocalizzati attraverso un’applicazione o sito web e i gestori dovranno svolgere indagini periodiche sul gradimento del servizio. “Vogliamo che il bike sharing diventi uno dei pilastri della mobilità sostenibile della nostra città. Abbiamo fissato regole certe con l’obiettivo di garantire ordine e incentivare gli operatori a investire su Roma. Promuovere modelli di mobilità integrata e sostenibile rimane nostro obiettivo primario”, dichiara la sindaca Virginia Raggi. “Abbiamo già avviato un confronto con il territorio per individuare le aree da dedicare al posteggio delle biciclette. La manifestazione d’interesse chiarirà in che direzione sta andando il mercato, così come l’individuazione delle aree di sosta rappresenta una spinta in più allo sviluppo del bike sharing”, spiega l’assessora alla Città in movimento, Linda Meleo.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
29 ott 2018

Ecosistema Urbano 2018, il rapporto di Legambiente sulle performance ambientali delle città capoluogo

di mobilita

Ecco l’Italia che fa, che fa bene e spende bene: Mantova, Parma, Bolzano, Trento e Cosenza guidano la classifica del rapporto di Legambiente sulle performance ambientali delle città. Traballa il cliché del centro urbano ricco, medio-piccolo e settentrionale come luogo predestinato alla qualità ambientale: il vero divario è tra città formica, laboriose, e città cicala, che assecondano la crisi ambientale urbana.  Smog, trasporti e gestione idrica: andamento troppo lento nelle performance ambientali delle città italiane. Tra le metropoli male Torino. Malissimo Roma, Napoli, Palermo e Catania. L’Italia del buon ecosistema urbano è principalmente l’Italia che fa, che fa bene e spende bene le sue risorse, che si evolve e pianifica le trasformazioni future, che non s’accontenta dello scenario contemporaneo, che in uno o più ambiti produce ottime performance o raggiunge l’eccellenza. È l’Italia dei capoluoghi in testa alla graduatoria di Ecosistema Urbano di quest’anno: Mantova, Parma, Bolzano, Trento e Cosenza. Ed è anche l’Italia dell’AreaC e della mobilità condivisa di Milano, della gestione dei rifiuti di Oristano, Parma, Trento, Mantova, Treviso e Pordenone, della tramvia di Firenze (e magari in prospettiva quella dell’ambiziosa rete su binari di Palermo), che contiene lo spreco di acqua come Macerata e Monza, che investe sul solare come Padova, che teleriscalda 6mila studenti delle superiori come ha fatto Udine esattamente un anno fa. O ancora è quella parte di Paese che amplia gli spazi a disposizione dei pedoni come ha fatto Firenze, che allarga come Bergamo la Ztl fino a farla diventare la più estesa d’Italia o diventa bike friendly come Ferrara, Reggio Emilia, Bolzano con la sua ciclopolitana e Pesaro con la bicipolitana. Attenzione a non leggere queste esperienze come casi isolati, best practice solitarie. Se è vero che persiste, ben salda, l’altra faccia della medaglia (i capoluoghi a tutt’oggi in allarme ora per smog e congestione, ora per i rifiuti o l’acqua) è altrettanto evidente una dinamicità, un cambiamento, uno sforzo di uscire dal passato che ha contaminato diverse città, che è ben strutturato e ha bisogno di essere sostenuto e agevolato. È in sintesi la fotografia scattata da Ecosistema Urbano, l’annuale rapporto di Legambiente, giunto alla sua venticinquesima edizione, presentato oggi a Milano e realizzato con il contributo scientifico di Ambiente Italia, la collaborazione editoriale de Il Sole 24 ore e con un contributo di Ispra sui corpi idrici. Quella urbana è grande questione nazionale. E non si può lasciare solo alla capacità e alla buona volontà di questo o quel sindaco la scelta se affrontare o meno - e con efficacia - criticità, inefficienze, emergenze. Dalle amministrazioni locali si deve certamente pretendere molto più coraggio, molta più discontinuità e capacità di innovazione, ma nello stesso tempo è il Paese che deve fare un investimento politico ed economico e mettere tra le priorità di governo un piano per traghettare le città, tutte insieme e non una alla volta, al di là delle secche. «Serve un governo delle città a livello nazionale – sottolinea Stefano Ciafani, presidente di Legambiente -Non bisogna rispolverare il ministero delle Aree urbane di 30 anni fa, quanto piuttosto una politica governativa trasversale sulla riconversione ecologica delle città che guidi in modo sinergico le azioni dei vari dicasteri a vario titolo coinvolti, dall’Ambiente alle Infrastrutture, dalla Salute ai Trasporti, fino ad arrivare allo Sviluppo economico. Su alcuni fronti le politiche ambientali nelle nostre città migliorano anche in modo inaspettato, come nel caso dei rifiuti e dell’economia circolare, su altri, ancora troppi, c’è molto da lavorare. Spesso è stata l’Europa a costringerci a darci da fare e a spingerci verso buone politiche ambientali. Se Milano ha inaugurato il suo primo depuratore 15 anni fa è grazie alla condanna europea. Se Roma 5 anni fa ha chiuso finalmente la discarica di Malagrotta, lo dobbiamo alle multe comunitarie. Il nostro auspicio però è che nel futuro non ci sia più bisogno di condanne alla Corte di giustizia europea ma che si possa contare su una strategia nazionale all’avanguardia, come fatto ad esempio sulle leggi italiane per la lotta all’inquinamento da plastica, più volte copiate nella UE. Speriamo che questo possa avvenire non solo per le politiche urbane ma per tutte quelle ambientali del nostro Paese”. «Ci sono evidenti comportamenti dinamici di una parte dei centri urbani – aggiunge Alberto Fiorillo, responsabile aree urbane di Legambiente e curatore insieme a Mirko Laurenti e Lorenzo Bono del report – e una stasi altrettanto chiara in altri che ci porta a distinguere due specie distinte, due categorie opposte, diverse da quelle solite nord-sud, grandi-piccoli, ricchi-poveri. Da una parte città formica, laboriose, che non s’accontentano, dall’altra città cicala, che cantano future trasformazioni e in realtà assecondano la crisi ambientale urbana anziché cercare di correggerla. Insomma il cliché, valido in passato, del centro urbano medio-piccolo del nord come luogo predestinato alla qualità ambientale non è più universalmente valido Lo dimostrano i balzi avanti della metropoli Milano e della meridionale Cosenza. Non più liquidabili come singole eccezioni, dal momento che Ecosistema Urbano registra prestazioni positive anche a Oristano, Macerata, Pesaro». E sono proprio queste città cicala a fare da zavorra a una rapida e positiva evoluzione della qualità ambientale urbana. Infatti la sfida per migliorare lo stato di salute delle città italiane procede troppo a rilento e per di più è ancora affidata alla lungimiranza e alla buona volontà del sindaco di turno. Più in generale di fronte alle difficili sfide della lotta ai cambiamenti climatici, della riduzione di tutti gli impatti ambientali, della tutela della salute e della maggiore vivibilità delle città italiane, ancora non ci siamo. Quest’anno in coda alla classifica di Ecosistema Urbano si piazzano Catania, Agrigento e Massa. Mentre uno sguardo alle grandi città mostra situazioni altalenanti. Nella prima edizione del report, nel ’94 Milano occupava la penultima posizione, peggio faceva solo Napoli, all’ultimo posto. Lo scorso anno Milano era 31esima, oggi è 23esima. Napoli è rimasta negli anni stabilmente nella parte bassa della graduatoria, Roma è ripiombata in basso a partire dal 2010 dopo un’ascesa che l’aveva portata nel gruppo delle prime trenta, Torino addirittura quarta nel ‘98 e nona l’anno successivo e poi, da oltre dieci anni, sempre abbondantemente sotto la sufficienza. Novità di quest’anno è l’analisi della capacità dei Comuni di smaltire i propri rifiuti nel proprio territorio che sarà oggetto di un approfondimento completo il prossimo anno. Per ora pubblichiamo un’anticipazione dello spazzatour – il viaggio dei rifiuti verso luoghi lontani da quello dove sono stati prodotti. Ebbene la Capitale fa fare ai propri rifiuti un vero e proprio giro turistico in Italia e all’estero: ad esempio i resti di un’insalata consumata vicino al Colosseo possono arrivare a centinaia di km di distanza e complessivamente decine di migliaia di Tir e convogli ferroviari nel 2017 disperdono scarti romani verso la Lombardia, l’Emilia Romagna, la Puglia, il Veneto o addirittura oltre confine. Elaborando i dati Ama stimiamo che su 100 sacchetti di spazzatura gettati dai romani ben 44 vengano portati a spasso verso altre province e regioni. Anche Milano è protagonista di un eccessivo e negativo ricorso all’export, percentualmente analogo a quello capitolino. Unica differenza ma rilevante: il raggio dello spazzatour meneghino è decisamente più contenuto. Una selezione di singole buone pratiche legate a Ecosistema Urbano saranno premiate da Legambiente a Rimini nel corso di Ecomondo (8 novembre): un’occasione per segnalare esperienze che hanno il pregio di introdurre significativi cambiamenti in ambiti specifici e che potrebbero essere riprodotte in altre realtà locali. Un’ultima notazione riguarda l’ampliamento dei temi affrontati. Con questa edizione del report abbiamo raccolto dati statistici sull’accessibilità dei capoluoghi in collaborazione con la Fondazione Serono.  Una prima analisi, la prima anche per l’Italia, sarà pronta nei primi mesi del 2019 e speriamo diventi la base per stimolare la costruzione di città universalmente fruibili. Nella convinzione che una città attenta alle esigenze delle persone con esigenze speciali è una città migliore. Per tutti.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
27 ott 2018

BOLOGNA | Debutta “Corrente” il Car Sharing di TPER con vetture esclusivamente elettriche

di mobilita

È partito questa mattina a Bologna il nuovo servizio di Car Sharing di TPER con vetture esclusivamente elettriche, per viaggiare dentro e fuori Bologna senza pagare il parcheggio. Per usare Corrente bisogna iscriversi al servizio attraverso l’applicazione disponibile sugli store Apple e Android o direttamente da questo sito, nell’apposita sezione. Per l'iscrizione bisogna essere maggiorenne, avere una patente di guida valida, inserire un documento di identità e gli estremi di una carta di credito, anche prepagata.  Una volta completato il processo di iscrizione si potrà utilizzare le auto corrente, attraverso l’apposita APP. Le auto di Corrente possono entrare nella ztl, viaggiare sulle corsie preferenziali. Possono essere parcheggiate gratuitamente anche sulle strisce blu e su quelle bianche per residenti. Escluse le zone pedonali (comprese quelle più ampie dei TDays) e le aree riservate a taxi e mezzi pubblici. Non ci sono costi di registrazione e la tariffa lancio è di 0,20 € al minuto tutto incluso (0,25 € dal 1° gennaio)

Leggi tutto    Commenti 0