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21 set 2017

VICENZA | Erogato dal ministero 1 milione di euro per il progetto Mobilitate-Vi

di mobilita

Questa mattina l'assessore alla progettazione e sostenibilità urbana Antonio Marco Dalla Pozza ha annunciato il via libera da parte della Commissione Ambiente del Senato dell'erogazione del finanziamento di 1 milione di euro al progetto sperimentale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro “Mobilitate-VI” redatto dal Comune di Vicenza, in qualità di soggetto capofila, con i Comuni di Dueville, Grisignano di Zocco, Quinto Vicentino, Torri di Quartesolo. Erano presenti anche i sindaci di Dueville, Giusy Armiletti, di Grisignano di Zocco, Renzo Lotto, di Quinto Vicentino, Renzo Segato, e l'assessore di Torri di Quartesolo, Federico Casarotto. Nella graduatoria predisposta dalla commissione tecnica ministeriale il progetto - di cui il Comune di Vicenza è capofila - si è classificato all'8° posto su 114 partecipanti, con 52,14 punti. I comuni del Veneto hanno ricevuto in termini assoluti il più alto valore di co-finanziamento, per un valore di 5.913.962 euro, circa il 20 per cento del totale finanziato. Precede il capoluogo berico il Comune di Padova, al 2° posto con 64 punti. Sono stati premiati anche i Comuni di Verona (10°), Desenzano del Garda (23°), Mira (30°), Venezia (34°). Punteggi superiori sono stati assegnati ai Comuni che hanno lavorato meglio su fattibilità tecnica, livello di progettualità, qualità per la disabilità, integrazione con altri percorsi di rete e benefici ambientali attesi. A fine 2016 le cinque amministrazioni comunali coinvolte (Vicenza, Dueville, Grisignano di Zocco, Quinto Vicentino, Torri di Quartesolo) hanno, infatti, sottoscritto un protocollo di intesa per partecipare al bando emanato dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare “Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro" individuando una serie di azioni coordinate, di natura infrastrutturale e non, volte a un progressivo incremento degli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro attraverso modalità sostenibili e con minore utilizzo del mezzo privato. Il progetto “Mobilitate-VI”, che è stato redatto dal settore mobilità e trasporti del Comune di Vicenza e dall'architetto Paola Masuelli, ha un importo complessivo di 2.847.500 euro: prevede una quota di cofinanziamento del Comune di Vicenza pari a 1.567.500 euro, del Comune di Dueville pari a 250 mila euro e del Comune di Grisignano di Zocco pari a 30 mila euro. Il finanziamento assegnato dal Ministero è pari a 1 milione di euro. Ha l'obiettivo principale di incentivare iniziative strutturali di mobilità sostenibile per favorire gli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro con mezzi di trasporto sostenibili, in linea con gli obiettivi nazionali e comunitari di riduzione delle emissioni di gas serra derivanti dal settore dei trasporti, e riguarda un bacino complessivo di quasi 150 mila abitanti. Prevede, in particolare, azioni da adottare in sede locale che abbiano come finalità la riduzione del numero di autoveicoli privati in circolazione, favorendone la sostituzione con mobilità ciclistica o pedonale, trasporto pubblico locale e uso condiviso e multiplo dell'automobile, allo scopo di ridurre il traffico e l’inquinamento. Al progetto partecipano, in qualità di partner pubblici, la Provincia di Vicenza, l'ex Ulss 6 Vicenza, la Società Vicentina Trasporti srl, gli istituti scolastici della Cittadella degli Studi (Boscardin, Canova, Da Schio, Montagna, San Gaetano e Centro Edile Palladio) e l'ufficio scolastico provinciale. I partners privati selezionati a seguito di un avviso pubblico di manifestazione di interesse sono COOP Alleanza 3.0 società cooperativa, Associazione Euromobility, Mventicinque società cooperativa sociale, associazione di promozione sociale Cicletica, associazione Fiab Vicenza Tuttinbici, start up “Lock Around”. Sono quattro i temi principali su cui il progetto prevede specifici interventi: il pendolarismo su Vicenza, per motivi di studio o di lavoro, dai territori periferici dell’area urbana vicentina; gli spostamenti casa-lavoro sia nel settore pubblico, con sperimentazioni che riguardano i dipendenti del Comune di Vicenza, dell'ex Ulss 6, della Provincia di Vicenza e di alcuni istituti scolastici, che nel settore privato, con il coinvolgimento di alcune aziende situate nell’area industriale della città; gli spostamenti casa-scuola nelle scuole secondarie di secondo grado, in particolare con interventi nell’area della “Cittadella degli Studi”; infine, gli spostamenti casa-scuola con la previsione di una serie di azioni diffuse negli istituti primari e secondari di primo grado. La durata prevista per il completamento delle azioni del progetto è di 36 mesi.

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31 ago 2017

Bird Street, Londra: la strada che produce energia

di Alessandra Santoni

Non c'è niente di più naturale del camminare, e forse non ci rendiamo nemmeno conto di quanti passi facciamo al giorno, sia chi i piedi li usa per spostarsi da un luogo all'altro ma anche i più sedentari, per fare il tragitto casa-bar all'angolo-casa. E se tutti questi passi non andassero sprecati? L'esperimento che si sta svolgendo a Londra si muove proprio in questa direzione: su un tratto di Bird Street (mel West End) è stata infatti installata (a cura dell'azienda specializzata Pavegen), una pavimentazione intelligente: si tratta infatti di lastre che, ondeggiando sotto il peso dei passi, riescono a convertire il movimento nella corrente utilizzata per alimentare il sistema di illuminazione e l'impianto dei suoni della passerella. Inoltre chi cammina può verificare tramite un'app quanta energia sta producendo e soprattutto che risparmio comporta, e addirittura con il proprio punteggio può anche usufruire di sconti e promozioni nei negozi che si affacciano sulla strada. Si tratta perciò di un sistema che, come spiega anche Laurence Kemball-Cook, CEO di Pavegen, che dà slancio all'economia del posto: Le nostre tecnologie fanno diventare le strade più trafficate. Immaginatevi quindi cosa potrebbe fare un'intera città fatta di strade del genere, dove tutti diventano utili e necessari a produrre energia: ma proprio tutti, anche chi arriva solo fino al bar all'angolo. Foto: Pavegen

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23 ago 2017

Viale Platani…un pezzo della storia di Avellino a rischio estinzione: parte la petizione

di avellino

Una petizione per rilanciare Viale Italia ad Avellino è stata lanciata da Antonio Dello Iaco, un cittadino avellinese di 14 anni. Viale Italia, conosciuto dagli avellinesi come viale Platani, rappresenta uno dei simboli storico-naturalistici più belli ed importanti dell'intera città. I platani presenti in questa via vengono continuamente tagliati dall'amministrazione comunale perchè attaccati dal cancro blu e non ripiantati. Questo magnifico Viale fu il soggetto di varie opere e rappresentazioni di artisti a livello nazionale come Pacichelli, Orlando, Carafa, Troisi, Montella. (foto by IrpiniaNews) L’aspetto ultimo dato al Viale, si deve al Sindaco Catello Solimene che, a partire dai suoi primi anni di amministrazione, uniformò il grande viale con un sapiente intervento botanico creando dei duplici filari di giganteschi platani cresciuti nel corso degli anni, tali da rappresentare un vero monumento vegetale che ha caratterizzato Avellino in tutta Italia. La petizione cerca di promuove la riqualificazione del Viale settecentesco, patrimonio dell'intero meridione, attraverso il reimpianto dei platani magari con essenze geneticamente modificate immuni al cancro colorato. La petizione è raggiungibile a questo indirizzo. Viale platani è un viale settecentesco avellinese, che negli ultimi anni sta in un vero e proprio degrado. I platani stanno morendo a causa del cancro colorato e non vengono più ripiantati. Non averli più sarebbe un peccato per le generazioni future.    

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24 lug 2017

Metropolitana di Roma, operazioni di “decoro” scale ingresso delle Metro A e B

di mobilita

Sono terminati gli interventi di pulizia delle scale di accesso delle stazioni della Metro A di Cinecittà, Ottaviano e della Linea B Circo Massimo.  Atac ha realizzato un ciclo di pulizie approfondite per migliorare il decoro delle scale esterne delle stazioni metropolitane. Le attività vanno dal lavaggio, all'igienizzazione e sono proseguite con la rimozione dei graffiti. Ancora in corso i lavori a Repubblica e a Lepanto e si sta intervenendo anche all’ingresso della stazione di Piramide, dal parcheggio lato Piazzale dei Partigiani.  “Le metropolitane sono un biglietto da visita importante della nostra città e vogliamo che i tanti cittadini e turisti che utilizzano quotidianamente le stazioni possano viaggiare nel modo più confortevole possibile. Gli operatori si stanno impegnando effettuando lavaggi accurati di pavimenti e pareti delle scale di ingresso e rimuovendo i graffiti che deturpavano gli ingressi. Migliorare il trasporto pubblico è il principale obiettivo del nostro lavoro”. Lo ha dichiarato in una nota l’Assessora alla Città in Movimento di Roma Capitale, Linda Meleo.

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18 lug 2017

Dopo Milano, il “bosco verticale” approderà in Europa: ecco come funziona

di Giulio Di Chiara

Il cosiddetto "Bosco Verticale" di Stefano Boeri sta diventando oramai un'icona dell'architettura moderna tanto da essere richiesto anche in altre parti del mondo. Ricordiamo che il più famoso bosco verticale è il complesso di due palazzi progettati e realizzati nel centro direzionale di Milano. La caratteristica unica di queste costruzioni è la presenza di svariate essenze arboree distribuite sui prospetti, in un progetto più ampio di riforestazione dei centri urbani. L'obiettivo è ricreare  dunque dei microclimi urbani in verticale e favorire la biodiversità animale e vegetale. Su questa scia, altre città del mondo hanno guardato con favore a questa nuova concezione di architettura. In tal senso l'architetto italiano si è aggiudicata la progettazione della Torre dei Biancospini, che sorgerà a Utrecht, in Olanda. Circa 10.000 piante (360 alberi, 9.640 tra arbusti e fiori) contribuiranno ad assorbire più di 5 tonnellate di CO2 nell'area di Jaarbeursboulevard. Il progetto prevede, così come a Milano, la realizzazione di due torri. L'inizio dei lavori è previsto per il 2019 per una durata del cantiere pari a 3 anni.   Vi proponiamo di seguito uno schema sui benefici apportati dalla struttura architettonica:

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17 lug 2017

“Cammini e percorsi”: il 24 luglio sarà pubblicato il primo dei bandi nazionali

di mobilita

Sarà pubblicato il prossimo 24 luglio il primo dei due bandi nazionali “Cammini e percorsi”, per 46 immobili pubblici da assegnare gratuitamente agli under 40. Il progetto di Touring Club Italiano, Agenzia del Demanio e ministeri delle Infrastrutture e dei Beni Culturali che assegnerà, in concessione gratuita per nove anni a 'under 40', 46 beni pubblici che si trovano su percorsi turistici e itinerari storico-religiosi italiani, allo scopo di riqualificarli.  “Cammini e percorsi” è un progetto a rete dell'Agenzia del Demanio, promosso dal Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti insieme al MIBACT, che punta alla riqualificazione e riuso di immobili pubblici situati lungo percorsi ciclopedonali e itinerari storico-religiosi. Non si tratta solamente un progetto turistico, in quanto l'obiettivo è quello di riutilizzare i beni come contenitori di servizi e di esperienze autentiche, fortemente radicate sul territorio, per camminatori, pellegrini e ciclisti, in linea con la filosofia dello slow travel. L'operazione vuole agevolare i giovani imprenditori under 40, le cooperative e le associazioni per avviare le proprie attività all'interno di una rete di infrastrutture e servizi destinati a crescere e diventare un punto di riferimento per lo sviluppo di un turismo più consapevole, rispettoso del territorio e dell’ambiente. I bandi pubblicati saranno due: il primo prevede la concessione gratuita di nove anni; il secondo, dedicato agli immobili di maggior pregio (che sarà pubblicato dopo l'estate), prevede una concessione di valorizzazione fino a 50 anni ed è rivolta a tutti gli operatori, senza limiti di età, che possano sviluppare un progetto turistico dall’elevato potenziale per i territori, in una logica di partenariato pubblico-privato, a beneficio di tutta la collettività. I beni coinvolti e dati in concessione sono 103 in totale, di diverso tipo: cascine, masserie, casali, case cantoniere, caselli idraulici ma anche dimore storiche, castelli e ville di pregio, diffusi su tutto il territorio nazionale. Alla consultazione pubblica, conclusa il 26 giugno, hanno partecipato circa 25 mila 'amatori' del turismo lento dei quali il 78% risulta essere under 40 mentre 6mila questionari provengono dall'estero. Per ulteriori informazioni: http://www.agenziademanio.it/opencms/it/ValorePaese/camminiepercorsi/ Ti potrebbe interessare: “Cammini e percorsi”, il progetto dell’Agenzia del Demanio per percorsi ciclopedonali e storico-religiosi

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11 lug 2017

Street art come strumento di riqualificazione urbana del quartiere Savena a Bologna

di mobilita

Il colore e la forma, affiancati alla disciplina del writing, sono il soggetto di Un ponte a colori, l’intervento di aerosol art per la riqualificazione del famoso Pontevecchio a Bologna. L’inaugurazione è avvenuta stamattina, con la partecipazione di Marzia Benassi Presidente del Quartiere Savena, Giovanni Gualario Responsabile stazioni Emilia Romagna di Rete Ferroviaria Italiana e Rusty dell’Associazione Tinte Forti. Il Pontevecchio, che scavalca le vie Emilia Levante e Mazzini, ospita i binari della linea Bologna-Prato e, da giugno 2013, anche la fermata metropolitana Bologna Mazzini. Per sottrarre le arcate del ponte al degrado, RFI e Comune di Bologna – Quartiere Savena sono ricorsi a una collaborazione storica, quella con l’associazione bolognese Tinte Forti, che riunisce alcuni fra i writer più famosi, impegnata nel promuovere la disciplina dell’aerosol art come strumento per rendere più belli e vivibili gli spazi urbani. Le arcate del Pontevecchio sono state prima preparate da RFI con l’applicazione di un colore di fondo, una sorta di tela su cui si è espressa la creatività dei bolognesi Rusty (ideatore del progetto), Moe  insieme a Tanes (arrivato per l’occasione dalla Svezia),  Stand (in trasferta da Roma),  Tomoz (direttamente da Rimini) e Francis (di Bologna). Due settimane di lavoro e 320 bombolette spray hanno riconsegnato alla città uno spazio più allegro, pulito, sicuro. Grande la collaborazione delle attività commerciali limitrofe, in particolare FDM Automobili e Pub Old Bridge, che hanno messo a disposizione i propri spazi per la gestione del materiale durante i lavori. Questa è solo la prima fase di un progetto più ampio che, a regime, comprenderà anche le pareti della struttura del ponte non ancora riqualificate e per il quale RFI, Quartiere e Associazione si sono già dati appuntamento per l’autunno. “Il progetto Pontevecchio: un ponte a colori nasce da una collaborazione tra Rete Ferroviaria Italiana, l'Associazione Tinte Forti e il Quartiere Savena", ha spiegato Marzia Benassi. "Obiettivo del Quartiere era restituire ai cittadini uno spazio urbano rigenerato. Il recupero ambientale delle pareti della stazione SFM Mazzini, ora decorate con murales, ha  contribuito a trasformare questo spazio in un luogo più allegro, decoroso e gradevole. La speranza è che la bellezza e l'armonia dei luoghi inducano chi ne usufruisce a uno stato d'animo più positivo e gioioso. I graffiti e i murales hanno l'obiettivo non solo di abbellire pareti spoglie, ma di educare alla bellezza del territorio, quasi fosse  una "lezione vivente"  di educazione civica, di legalità e tutela dei beni comuni urbani” “Con l’intervento sul Pontevecchio", ha ricordato Giovanni Gualario, salgono a 19 (*) le stazioni dell’Emilia Romagna in cui RFI, in collaborazione con le amministrazioni locali e gli artisti del territorio, ha utilizzato l’arte murale per la riqualificazione di spazi a rischio di degrado. Le stazioni ferroviarie sono fra i protagonisti del Piano Industriale 2017–2026 del Gruppo Ferrovie dello Stato.  L'obiettivo è rafforzarne la centralità e la naturale vocazione di snodo intermodale. Interventi come questo, che ne migliorano gradevolezza e senso di sicurezza per chi le utilizza, ci aiutano nel raggiungimento di questo fine”.

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06 lug 2017

Milano e la Guerrilla Bike Lane: le piste ciclabili ce le facciamo da soli

di Alessandra Santoni

Siamo in tanti a richiedere più piste ciclabili nelle nostre città, ma quanti di noi avrebbero il coraggio di armarsi di pennello e tintura e di "disegnarsele" da soli? E' quello che è successo in questi giorni a Milano, sul cavalcavia Bussa (che unisce il quartiere Isola con via Farini), tratto di strada che tutti i giorni è percorso a piedi da moltissime persone, primi fra tutti molti genitori con figli al seguito diretti all'asilo sottostante. Una pista ciclo-pedonale, nella parte in salita, effettivamente c'è, ma prima di iniziare il tratto in discesa la pista scompare, con tanto di cartello di divieto a proseguire. Già da tempo si erano sollevate parecchie lamentele, soprattutto da parte di associazioni e scuole del quartiere, sull'irrazionalità per non dire assurdità della viabilità di questa strada, potenzialmente mortale. In mancanza di risposte e interventi adeguati, nella notte del 1 luglio, qualche giustiziere della mobilità sostenibile il resto della pista ciclabile se l'è tracciato da solo, e l'impresa è già è stata ribattezzata Guerrilla Bike Lane. Da una città come Milano, che comunque sulla mobilità ha investito e sta investendo, non ci saremmo aspettati una simile inerzia di fronte ad un problema così sentito; perché, insomma, qualcosa si poteva fare, e senza nemmeno troppo impegno, dal momento che qualcuno il problema l'ha risolto: con delle righe un po' storte, è vero, ma sicuramente fatte con amore. Foto: Bikeitalia.it

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21 giu 2017

Siamo o non siamo un paese Green?

di Fabio Nicolosi

L’Italia si scopre sempre più “green”. Solo nel 2016 nel nostro Paese sono stati installati 396 MW di fotovoltaico, 282 MW di eolico, 140 di geotermico, 513 di bioenergie e 346 di mini idroelettrico. Le fonti rinnovabili hanno contributo a soddisfare il 34,3% dei consumi elettrici complessivi. I numeri parlano chiaro: anche se negli ultimi tempi vi è stata una leggera flessione, in dieci anni la produzione da energie pulite è passata da 51,9 a 106 TWh. Sono questi alcuni degli elementi più interessanti che emergono dal “Rapporto Comuni Rinnovabili 2017” di Legambiente, realizzato con il contributo di Enel Green Power e in collaborazione con GSE, che racconta il successo delle fonti pulite e il cambiamento che sta avvenendo nel territorio italiano con numeri, storie e buone pratiche (sono 200 quelle raccolte sul sito). Nel Rapporto è significativo anche il dato relativo alle installazioni: sempre contando gli ultimi dieci anni, gli impianti da fonti rinnovabili sono passati da qualche centinaio a oltre un milione tra elettrici e termici. È cresciuto il contributo apportato dalle nuovi fonti rinnovabili (biomassa, fotovoltaico, eolico, geotermia, mini idroelettrico) alla produzione elettrica dal 2,6% (2006) al 22,7% (2016) rispetto ai consumi complessivi. Dati positivi arrivano anche dal territorio: crescono i comuni rinnovabili, passando da 356 (2005) a 7.978 (2016), oggi quindi in tutti i municipi italiani è installato almeno un impianto. Su 7.978 comuni, ben 3.021 producono più energia elettrica di quanta ne consumano le famiglie residenti, grazie a una o più fonti rinnovabili. Salgono invece a 40 i Comuni 100% rinnovabili. Sorprendente poi la crescita del solare, avvenuta anche senza incentivi: negli ultimi due anni sono stati realizzati 180 mila impianti solari fotovoltaici, pari al 25% di tutti quelli installati in Italia – per un totale di 1.310 MW installati. Analizzando i dati del rapporto di Legambiente, si può notare come siano in aumento i comuni che optano per l’eolico che arrivano a quota a 904. La potenza installata è in crescita, pari a 9.257 MW, con 282 MW in più rispetto al 2015. Questi impianti, secondo i dati di Terna, hanno permesso di produrre 17,5 TWh di energia, pari al fabbisogno elettrico di oltre 6,5 milioni di famiglie. Ottimi risultati anche per il solare, con ben 7.978 Comuni che si affidano a tale energia. Tra questi, il miglior risultato in termina di potenza installata su tetti e in relazione al numero di abitanti, arriva dal comune di Macra (CN), con una media di 165 MW/1.000 abitanti, seguito dal Comune di Fascia in provincia di Genova con una media di 76 MW/1.000 abitanti e 81 MW complessivi e dal Comune di Monterone (LC) con 63 MW ogni 1.000 abitanti. Per quanto riguarda invece il mini idroelettrico, siamo a quota 1.489 realtà territoriali che l’hanno adottato, per una potenza totale installata di 1.568 MW, in grado di produrre ogni anno oltre 6,2 TWh, pari al fabbisogno di energia elettrica di 2,3 milioni di famiglie. Crescono anche i municipi delle bioenergie che arrivano a quota 4.114 per una potenza installata complessiva di 5.490 MW elettrici, 1.534 MW termici e 415 kW frigoriferi. Infine, capitolo geotermia: sono 590 i Comuni per una potenza totale di 993 MW elettrici, 228,5 MW termici e 5,4 MW frigoriferi. Le buone pratiche Il convegno per la presentazione del Rapporto di Legambiente è stata anche l’occasione per consegnare una serie di premi legati alle buone pratiche proprio in ambito energetico. Il riconoscimento “Comune 100% rinnovabile” è stato assegnato al Comune di Cavalese. Qui sono almeno 102 gli impianti solari fotovoltaici per complessivi 1,1 MW di potenza installata su tetti e coperture che contribuiscono al raggiungimento del risultato di autosufficienza energetica. A questi si aggiunge un impianto mini idroelettrico da 706 kW, un impianto a biogas da 1 MW e un impianto a biomassa in cogenerazione da 1 MW elettrico e 23,5 MW termici connesso alla nuova centrale di teleriscaldamento, inaugurata a novembre 2016. Il Premio “Buona Pratica” è andato, invece, al Comune di Castellamare di Stabia (Na) dove l’Amministrazione, grazie ai fondi FESR, ha finanziato un’opera di efficientamento dell’Istituto Comprensivo “Luigi Denza” realizzando un impianto solare fotovoltaico da 9 kW, un impianto solare termico da 50 mq, e migliorando le prestazioni energetiche e di sicurezza dell’involucro edilizio. Gli importanti investimenti fatti sull’edifico esistente, oltre a portare benefici ambientali, permettono al Comune di poter risparmiare tra i 15 e i 20 mila euro in un anno. Premio “Rinnovabili e cibo di qualità” a tre aziende: la Società Agricola Arte, il Birrificio artigianale Lesster e la Nuova Sarda Industria Casearia. La Società Agricola Arte si trova in Puglia, tra Manfredonia e Cerignola in provincia di Foggia. Da giugno 2015 produce e commercializza prodotti biologici certificati avvalendosi di tecnologie agronomiche sostenibili e coltivando materie prime di altissima qualità e locali come ad esempio il grano duro Senatore Cappelli Bio, grano antico tipico e autoctono, il farro monococcum, utilizzando solo semina su sodo, una tecnica agronomica che permette di diminuire le lavorazioni sul terreno, ridurre il consumo di carburante, e allo stesso tempo le emissioni in atmosfera. In particolare, la produzione di energia elettrica supera abbondantemente i fabbisogni elettrici aziendali, il 90% dell’energia elettrica prodotta viene infatti immessa in rete. La componente termica viene totalmente utilizzata per soddisfare i diversi fabbisogni legati a: gestione biologica dei digestori (30%); uffici e spazi del personale (10%) e processo di essiccazione del digestato (60%), che avviene all’interno dell’azienda stessa. Il Birrificio artigianale Lesster, a Lugo di Grezzana (VR), nel territorio delle Lessinia, rifermenta tutte le birre in bottiglia, una pratica che dona una gasatura naturale e genuina. Il laboratorio Lesster è costituito da un impianto all’avanguardia con capacità produttiva di 5 hl e una batteria di fermentazione da 60 hl. Lesster, da marzo 2017, ha scelto di avere una fornitura di energia garantita 100% rinnovabile, contribuendo così a mantenere lo stato di salubrità del territorio. Premio anche per la Nuova Sarda Industria Casearia, azienda del Medio Campidano e Oristanese a conduzione familiare che ogni anno lavora 4 milioni di litri di latte ovi-caprino. L’azienda è una realtà fortemente innovativa e ha investito nel potenziale strategico liberato dalle tecnologie energetiche da fonte rinnovabile e pulita. Nel 2010 ha installato un impianto fotovoltaico e nel 2015 un impianto termodinamico. L’installazione dell’impianto fotovoltaico ha reso quasi autosufficiente lo stabilimento sul fronte dei consumi di energia elettrica. Con una potenza termica di picco di circa 460 kWt, l’impianto solare termodinamico è in grado di produrre fino a 600 kg/h di vapore, corrispondenti a 675 t/ anno. La struttura dell’impianto è posta ad un’altezza tale da consentire al gregge di pascolarvi al di sotto, trovando nutrimento e refrigerio. Tra i benefici conseguiti: risparmio dei costi dell’energia in bolletta (che sbloccano risorse per investimenti produttivi aziendali); risparmio di energia primaria (43 tonnellate/anno); meno inquinamento locale; ridotto impatto ambientale; contribuzione alla lotta ai cambiamenti climatici con 150 t/anno di CO2 non emesse in atmosfera.

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01 giu 2017

Napoli: da ex mattatoio a Centro ricerche tartarughe marine

di Alessandro Graziano

A Portici l'ex mattatoio  è stato restaurato e trasformato in un centro per la cura degli animali marini A Portici, famoso comune alla porte di Napoli, è stato restaurato, rifunzionalizzato e recuperato l'ex mattatoio comunale. L'utilizzo? Un centro di ricerche, cura e salvaguardia per le tartarughe marine , in particolare le caretta caretta, nostra specie autoctona, che vive nell'aerale del mar Mediterraneo. Il centro che è stato inaugurato questo inverno,  rappresenta , dopo quello di Lampedusa, un importante luogo di analisi e cura del nostro mare. Il progetto del Centro, che è anche Osservatorio del Golfo di Napoli, ha la regìa della Stazione Zoologica Anton Dohrn, con la Regione Campania e il Comune di Portici.  Molte delle tartarughe arrivano qui dopo aver ingerito plastica, scambiandola per meduse, o lunghe lenze, che siamo costretti ad asportare.  Si tratta di  un polo d’eccellenza inaugurato venerdì nei locali dell’ex macello comunale, a due passi dal porto del Granatello, davanti a una folta platea. Il centro si compone di 600 metri quadri coperti, 7000 scoperti: all’interno laboratori avanzati per le analisi ambientali, un ambulatorio con sala chirurgica e radiologica per i rettili marini e una consistente esposizione didattica.  Gli obiettivi? Curare le tartarughe e seguirne, grazie ad avanzati sensori, le migrazioni e il comportamento, una volta rilasciate. Il centro offre ai visitatori l’opportunità di conoscere i problemi ambientali che affliggono il Mar Mediterraneo e seguire le migrazioni ed il comportamento delle tartarughe marine rilasciate dopo la riabilitazione. Il tutto attraverso un percorso espositivo in cui sono presenti modelli in dimensioni reali di grandi vertebrati marini del Mediterraneo e i nuovi acquari tematici dedicati ai descrittori di qualità ambientale degli ecosistemi marini definiti dalla Strategia Marina della Comunità Europea. Il Centro si avvale anche di una avanzata tecnologia interattiva multimediale per offrire occasioni di conoscenza, approfondimento scientifico e divertimento a visitatori e scolaresche.

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