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02 nov 2017

ICity Rate 2017: Milano la città più “smart” d’Italia, Bologna e Firenze sul podio

di mobilita

Per il quarto anno consecutivo Milano si conferma la Smart City più avanzata d’Italia. É quanto emerge dal rapporto Icity Rate 2017, realizzato da Fpa, società del gruppo Digital360, che fotografa la situazione delle città italiane nel percorso per diventare smart, cioè più vicine ai bisogni dei cittadini, più inclusive e più vivibili. Fpa ha preso in analisi 15 dimensioni urbane (povertà, istruzione, aria e acqua, energia, crescita economica, occupazione, turismo e cultura, ricerca e innovazione, trasformazione digitale e trasparenza, mobilità sostenibile, rifiuti, verde pubblico, suolo e territorio, legalità e sicurezza, governance) declinate a loro volta complessivamente in 113 indicatori. Il primato di Milano è sostenuto soprattutto dalla 1° posto in crescita economica, occupazione, mobilità sostenibile, ricerca e innovazione, trasformazione digitale.  Ottimi risultati anche nella partecipazione dei cittadini e nella gestione dei beni comuni, mentre risente dell’introduzione delle variabili ambientali, fattori che riducono il vantaggio a soli due punti (599 a 597) dalla seconda classificata, Bologna. A trainare la scalata di Bergamo il 3° posto per crescita economica e ricerca e l’innovazione, ma anche il 5° posto per la mobilità sostenibile. Al terzo posto della top ten Firenze e a seguire Venezia, Trento, Bergamo, Torino, Ravenna, Parma e Modena. Per la mobilità sostenibile l’impegno del paese al 2030 è: garantire a tutti l’accesso a un sistema di trasporti sicuro, conveniente, accessibile e sostenibile, migliorando la sicurezza delle strade, in particolar modo potenziando i trasporti pubblici, con particolare attenzione ai bisogni di coloro che sono più vulnerabili, donne, bambini, persone con invalidità e anziani. Il rating “mobilità sostenibile” 2017 prende a riferimento, oltre al tema del parco veicolare e dell’obiettivo di riduzione dell’incidentalità nelle aree urbane, anche i diversi aspetti legati alla pianificazione, all’infomobilità, al trasporto pubblico, alla ciclabilità e allo sharing. Il risultato è un indice sintetico che va a valorizzare, non tanto l’efficienza dei sistemi di mobilità, quanto lo sforzo delle città nella definizione di modelli alternativi e sostenibili di mobilità urbana e di accessibilità territoriale. Troviamo compatte le città dell’asse padano in alto nel rating e buona parte dei capoluoghi delle isole e della Calabria lontane dai traguardi della sostenibilità in termini di mobilità e logistica. Ai primi 5 posti della classifica delle città per il 2017 nella dimensione della mobilità sostenibile: 1° Milano, 2° Torino, 3° Venezia, 4° Firenze e 5° Bergamo. Scendendo nel rating le altre città della Lombardia e del Veneto e in continuità con quanto emerso nel rating 2016 il blocco delle città dell’Emilia-Romagna che rappresentano un insieme unitario di città con alti valori nella classifica di settore. Bari (21°) e Cagliari (24°) sono le due città del sud più alte nel rating mobilità. Per entrambe le città il ripensamento del sistema della mobilità è infatti una priorità centrale nell’azione dei governi locali.

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31 lug 2017

In arrivo la luce da bici per “mappare” le buche stradali

di Cristina Betti

Il faro "intelligente" da strada servirà a rilevare i problemi stradali e ad avvertire le autorità. La Queen's University e l'azienda See.Sense, già famose per la creazione di accessori per migliorare la vita dei ciclisti, si sono unite per creare uno strumento per offrire strade più sicure agli amanti delle due ruote. Stanno infatti progetta un faro da bicicletta particolarmente potente e versatile (il tuo smartphone può dirti che percentuale di carica ha, quando si sta scaricando e se ci sono dei malfunzionamenti), visibile anche di giorno grazie a sensori in grado di captare la potenza della luce, e in grado di modificare la sua potenza in base alla velocità del ciclista. Ma la svolta è soprattutto in questo:  il "faro intelligente" è in grado di osservare la strada e rilevare i problemi strutturali (buche, dislivelli, ecc...), ma non solo:  grazie alla sua connessione con il tuosmartphone, è in grado di avvertire autonomamente le autorità per permettere loro di sistemare così il danno in tempi brevi. Il faro inoltre è in grado di intevernire in soccorso del ciclista in caso di incidente avvertendo i numeri di emergenza preimpostati (il 118 o un parente), essendo in grado di rilevare gli urti e le cadute. Purtroppo questo ancora è un prototipo e non sappiamo quando dovremo aspettare per vederlo in circolazione.

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10 gen 2017

VIDEO| Il futuro dei sistemi di smaltimento rifiuti è smart e SOTTOTERRA

di Giulio Di Chiara

Rifiuti di piccole, medie e grandi dimensioni, raccolta differenziata. Il sistema di smaltimento dei rifiuti è per tante città un problema, fatto di turni del personale, mezzi, decoro, pulizia e soprattutto inciviltà diffusa da parte di alcuni cittadini. I rifiuti sono in gran parte del mondo una risorsa e anche la loro raccolta sta diventando oggetto di sviluppo e ricerca. Vi mostriamo questo video che raffigura un sistema innovativo, interamente sotto terra, che consente di accogliere non solo il semplice sacchetto, ma anche discrete quantità di rifiuti (pensiamo ad esempio ai rifiuti di piccole/medie aziende) senza impattare sull'ambiente, senza possibilità di fuoriuscita di liquidi o odori a livello stradale. Inoltre, attraverso un sistema di riconoscimento tramite card, ogni cittadino viene abilitato all'utilizzo di questi contenitori intelligenti e in qualche modo monitorata la sua attività. Parallelamente, viene razionalizzata la fase di raccolta degli operatori ecologici che con appositi mezzi riescono a svolgere le proprie mansioni.

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29 apr 2015

NAPOLI | Arriva Bike Sharing Napoli per sfidare le auto e il caos

di Cristiano May

L'idea del progetto Bike Sharing Napoli nasce nell'ottica della sostenibilità ambientale e dell'innovazione sociale. Fiduciosi che a Napoli un sistema di mobilità leggera è possibile abbiamo voluto testare sul campo questa idea. Noi dell’Associazione CleaNap siamo nati nel 2011 come una proposta di performance socialmente utile. Una genesi avvenuta in piena emergenza rifiuti, lungo la quale abbiamo realizzato interventi di "PIAZZA PULITA" con l'intento di coinvolgere i cittadini in nome del concetto di città bene comune, per ripulire la piazza scelta e manifestare in maniera fattiva il nostro senso di appartenenza alla comunità. Bike Sharing Napoli è un progetto di ricerca dell’associazione Cleanap che ha vinto il bando “Smart Cities and Communities and Social Innovation” del MIUR – PON Ricerca e Competitività 2007-2013. E' un sistema semplice, ecologico ed economico che consente una più ampia fruizione della città e delle aree pedonali, a vantaggio dell’ambiente e della viabilità e ideale sia per cittadini che per turisti. Bike Sharing Napoli conta attualmente su una rete di 10 ciclostazioni e 100 biciclette dislocate in una delle aree più pianeggianti e trafficate della città, a ridosso di pista ciclabile, ZTL e area perdonale del centro storico. Questa zona è attraversata quotidianamente da un elevato numero di pendolari, studenti e lavoratori. Le stazioni sono distribuite tra il Parcheggio di interscambio Brin e Piazza Vittoria (Mappa: http://www.bikesharingnapoli.it/it/mappa-stazioni/ ), equamente distribuite tra aree di interscambio e luoghi di destinazione. L'app Bike Sharing Napoli disponibile in free download su Google Play ed App Store rappresenta il motore innovativo del progetto, consente di registrarsi in pochi click ed iniziare subito a sbloccare ed utilizzare la bicicletta. Inoltre fornisce all'utente in tempo reale la disponibilità di biciclette stalli, itinerari, segnalare guasti ed interagire con la community. Presso le ciclo stazioni è disponibile il free-wifi ed inoltre sono stati installati totem multimediali che forniscono informazioni sia utili al bike sharing che a valenza turistica. In quanto alle nostre aspettative, avevamo ipotizzato 8.000 utenti in un anno, in meno di 3 mesi (ad oggi) abbiamo superato i 9.000 utenti. I luoghi comuni invitavano a temere furti, rapine, esplosioni e rapimenti di massa. Ad oggi i danni maggiori sono stati quelli ordinari (qualche campanello rotto e qualche ruota bucata) i primi prodotti per lo più dai ragazzini i secondi dalla strada. L'assenza di piste ciclabili capillari e il fondo stradale dovevano scoraggiare l'utilizzo: ad oggi contiamo più di 400 sessioni al giorno.  

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