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21 set 2020

Tante nuove rastrelliere portabici nel comune di Milano

di mobilita

Da alcuni anni il Comune di Milano, in linea con la tendenza delle altre grandi città europee, sta lavorando per rendere la città più verde. Sono stati portati a termine diversi progetti di svilupposostenibile e sembra che quest’anno la pandemia di Covid-19 abbia dato un’ulteriore spinta ai progetti urbanistici per rendere Milano una città sempre più green. Molte proposte sono volte a promuovere una mobilità sostenibile, e hanno lo scopo di spingere i cittadini ad abbandonare le auto e preferire gli spostamenti in bicicletta oppure utilizzare altri mezzi meno inquinanti. Per farlo, il Comune ha predisposto un piano per realizzare oltre 35 chilometri di nuove piste ciclabili entro la fine dell’anno e ha lanciato un progetto di arredo urbano che consente ai privati di installare rastrelliere per biciclette sul suolo pubblico.   Il Progetto Strade Aperte   Milano è una delle città più inquinate d’Europa, e la necessità di distanziamento sociale rischia di peggiorare ulteriormente la situazione. I posti sui trasporti pubblici sono stati limitati per garantire le distanze necessarie a evitare la diffusione del virus. Inoltre molte persone preferiscono evitare di trascorrere molto tempo in uno spazio chiuso e affollato come un autobus. Per questo motivo, si prevede che molte inizieranno a preferire gli spostamenti in automobile. Un aumento delle auto in circolazione sulle strade di Milano potrebbe causare due principali effetti negativi: l'aumento del traffico con conseguenti ingorghi stradali e un aumento delle emissioni di Co2. Per indurre gli abitanti a scegliere di spostarsi per la città in modo più ecosostenibile, il Comune di Milano ha avviato un progetto per ampliare la rete ciclabile della città, aggiungendo 35 chilometri di tratti riservati alle biciclette ai 220 chilometri preesistenti. I lavori sono iniziati a maggio e si prevede che l’ampliamento della rete ciclabile sarà terminato entro la fine del 2020. Il progetto Strade Aperte prevede interventi a basso costo e punta a modificare tratti stradali già esistenti per mezzo della segnaletica stradale oltre a istituire nuove Zone 30 e zone prioritarie per pedoni e biciclette. Il progetto Strade Aperte darà un’ulteriore spinta al processo di rigenerazione urbana, incentivando gli spostamenti sostenibili, contenendo il numero di auto in circolazione e limitando il rischio di un aumento dell’inquinamento atmosferico. Tuttavia creare nuovi percorsi ciclabili non è sufficiente per spingere i cittadini a preferire la bicicletta all’auto. È necessario assicurarsi anche che chi sceglie la bicicletta abbia a disposizione tutti i servizi di cui potrebbe avere bisogno, come ad esempio i parcheggi. La mancanza di un numero sufficiente di infrastrutture stradali e rastrelliere per biciclette vengono spesso citati tra i principali ostacoli all’utilizzo delle biciclette nelle aree urbane.   Nuove rastrelliere per bicicletta a Milano: una partnership tra pubblico e privati   Per incentivare una mobilità più sostenibile a Milano è stata data la possibilità ai privati di fare richiesta per poter installare sul suolo comunale rastrelliere per biciclette a uso pubblico. Le nuove rastrelliere dovranno essere a uso pubblico e gratuito, in questo modo ci si aspetta che i cittadini siano incentivati a scegliere la bicicletta al posto dell’auto. Le nuove rastrelliere potranno essere installate su:   Aree demaniali Aree appartenenti al patrimonio indisponibile del Comune Aree private soggette a servitù di pubblico passaggio   Ovviamente, prima di procedere all’installazione di nuovi porta biciclette è necessario richiedere (e ottenere) una concessione di occupazione del suolo pubblico a carattere permanente. Il rinnovo della concessione avverrà poi in modo automatico ogni anno. Sono stati inoltre individuati alcuni obblighi per i privati che decideranno di sfruttare questa possibilità. In particolare il richiedente che abbia ricevuto la concessione dovrà farsi carico di: Manutenzione ordinaria e straordinaria dei porta biciclette e della loro segnaletica durante l’intera durata della concessione Eventuale sostituzione di elementi danneggiati o usurati Eventuale rimozione dei porta bicicletta e apposita segnaletica per ragioni di interesse pubblico Per fare richiesta di concessione il privato dovrà prevedere alcuni costi, tra cui due marche da bollo del valore di 16,00 € (una per la presentazione della domanda e una per il ritiro della concessione), 25,00 € per le spese istruttorie e un eventuale deposito cauzionale (quando richiesto) il cui importo minimo ammonta a 500,00 €. Ulteriori dettagli riguardo all’iniziativa possono essere trovati sul sito ufficiale del Comune di Milano. Tra i primi ad accogliere con entusiasmo questa iniziativa è stata la catena di parrucchieri L’Italiano che ha da poco inaugurato quattro rastrelliere per biciclette tra piazza Cincinnato, via Felice Casati e viale Campania, fornendo 20 nuovi parcheggi in corrispondenza dei propri negozi.   Abbiamo bisogno di città più bike friendly   Un documento del Parlamento Europeo riguardo alla promozione dell’uso della bicicletta nei paesi dell’Unione considera che nonostante la mobilità svolga un ruolo molto importante nella crescita socioeconomica delle aree urbane, essa deve essere considerata alla luce degli impatti negativi che ha generato negli ultimi vent’anni. È risaputo che le emissioni di Co2 delle automobili e altri veicoli contribuiscono in grande misura a rendere l’aria delle città più inquinata, peggiorando di conseguenza la situazione climatica già preoccupante. Le amministrazioni comunali sono oggi chiamate a lavorare per rendere le proprie città adatte ad una mobilità più sostenibile. Promuovere una mobilità più sostenibile è importante non solo per diminuire le emissioni ma anche per migliorare la qualità della vita e la salute degli abitanti delle città. La diminuzione del traffico contribuisce a diminuire lo stress quotidiano e pedalare per andare al lavoro o a scuola aiuta a mantenersi in forma e essere più freschi e concentrati nelle ore successive. Insomma, rendere le città bike friendly realizzando nuovi tratti di piste ciclabili e installando nuove rastrelliere per bicicletta può solo giovare alla qualità della vita in città. Iniziative come Strade Aperte e la possibilità di installare nuove rastrelliere sul suolo pubblico sono in grado di accontentare tutti: i cittadini, che possono facilmente trovare un parcheggio per la propria bicicletta, il Comune, che fa un ulteriore passo avanti verso la diminuzione delle emissioni, e i privati, che in questo modo sono in grado di offrire un ulteriore servizio ai propri clienti.  

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21 giu 2020

MILANO | Via Ascanio Sforza pedonale per l’estate, in arrivo nuove zone 30 e residenziali

di mobilita

Dal 30 giugno al 31 ottobre torna la pedonalizzazione di via Ascanio Sforza, nel tratto compreso tra via Scoglio di Quarto e via Conchetta. La Giunta ha approvato la delibera che istituisce il divieto di transito per le auto nelle ore serali, tutti i giorni, anche nel week end con una piccola variazione di orario. Un provvedimento già sperimentato nel corso delle scorse estati che consentirà ai commercianti di utilizzare lo spazio per tavolini, sedie e ombrelloni nell’ambito delle nuove procedure semplificate per l’occupazione suolo pubblico, così come stabilito di recente per porzioni di largo Treves,via delle forze Armate e piazza San Materno e per piazza Giovine Italia e via Santa Tecla. In particolare il divieto di transito è fissato dal lunedì al giovedì dalle ore 20 alle 2 del giorno successivo, il venerdì e il sabato dalle ore 19 alle 3 del giorno successivo e la domenica dalle ore 19 alle 2 del lunedì successivo. Per garantire un’adeguata compensazione alle esigenze di mobilità dei residenti delle vie limitrofe, nelle stesse fasce orarie saranno istituite Zone a Traffico Limitato temporanee in via Scoglio di Quarto, corso Manusardi, via Bettinelli e via Lagrange. L’accesso alla ZTL sarà comunque garantito ai veicoli dei residenti e domiciliati nelle vie interessate dal provvedimento in possesso del permesso rilasciato dal Comando di Zona 5, mentre l’accesso all’area pedonale sarà garantito ai soli veicoli diretti a proprietà il cui accesso implichi la necessità di transitare nell’area pedonale stessa. Potranno transitare in entrambe le aree anche velocipedi, mezzi di soccorso e polizia, i veicoli di supporto a manifestazioni o eventi, quelli che devono svolgere servizi essenziali nell’area pedonale (previa autorizzazione della Polizia Locale) e i mezzi degli addetti alla pulizia stradale. "I Navigli e la Darsena sono tra i luoghi più frequentati nella bella stagione - dichiarano gli assessori Pierfrancesco Maran (Urbanistica) e Marco Granelli (Mobilità) -. Questa è un’estate particolare, in cui gli spazi all’aperto sono ancora più attrattivi. Provvedimenti come questo diventano quindi fondamentali per garantire di vivere la città in sicurezza, per questo alle pedonalizzazioni affianchiamo misure come le zone 30 e le zone residenziali". Sulla base delle richieste arrivate dai commercianti per la posa di sedie e tavolini, l’Amministrazione ha infatti stabilito attraverso ordinanze l’istituzione di sette nuove zone 30 e quattro zone residenziali dove il limite di velocità sarà fissato a 15 km/h. Zone 30 diventano via Pacini, via Don Giuseppe Andreoli, via Venini, via Marghera, via della Moscova, via Ugo Bassi. Un ulteriore tassello della strategia “Strade Aperte”, che prevede l’incremento delle zone con limite di velocità massimo consentito di 30 km all’ora su circa il 60% di tutta la rete stradale urbana. Nasceranno in via Thaon de Ravel, via Giovanni Rasori, via Varanini e via delle Leghe invece le prime "aree residenziali".  Si tratta di ambiti in cui il pedone avrà la precedenza e potrà occupare la carreggiata, in questo caso ad esempio sedendosi al tavolino di un bar o di un ristorante, mentre le auto dovranno rispettare alcune norme di comportamento, a partire dal limite di velocità a 15 km/h. Le attività commerciali che ne abbiano fatto richiesta potranno quindi posizionare tavolini e sedie al posto di alcuni stalli di sosta. Come previsto dall'articolo 135, comma 12 del Regolamento di esecuzione e attuazione del Nuovo Codice della Strada, le zone residenziali verranno dotate di un'apposita segnaletica (rettangolo blu e bianco con due bambini che giocano a palla vicino a casa).

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16 giu 2020

MILANO | Con le prime cinque nuove aree pedonali largo a tavolini e sedie per vivere la città in sicurezza

di mobilita

Largo Treves, via delle Forze Armate, piazza Giovine Italia, piazza San Materno e via Santa Tecla. Sono cinque le nuove aree pedonali approvate dalla Giunta nell’ambito del piano di allargamento degli spazi pubblici destinati alle attività commerciali che porterà nei quartieri nuovi luoghi da vivere in sicurezza e nel rispetto delle norme sul distanziamento sociale, tassello della strategia Strade aperte e più in generale del piano Milano 2020. Le località dei diversi interventi sono state individuate in base alle richieste arrivate in queste settimane dai commercianti nell’ambito delle nuove procedure semplificate per l’occupazione suolo pubblico, che prevedono la possibilità di posizionare tavolini, sedie, ombrelloni su strade, marciapiedi, aree verdi. In base alle richieste pervenute, nelle prossime settimane potranno essere individuate ulteriori località dove applicare analoghi provvedimenti, ad esempio in via Ascanio Sforza, o istituire zone 30 o strade residenziali con limite di velocità a 10 km/h. "Questi interventi rientrano nel progetto 'Strade Aperte' che ridisegna gli spazi pubblici a partire dalla mobilità dolce - dichiarano gli assessori Pierfrancesco Maran (Urbanistica) e Marco Granelli (Mobilità) -. Se da un lato consentiamo ai commercianti di recuperare aree preziose in prossimità della propria attività anche laddove la larghezza dei marciapiedi non lo consente, dall'altro liberiamo spazio pubblico importante, offrendo ai cittadini nuove opportunità di vivere all’aperto nel proprio quartiere, riscoprire strade, piazze e giardini entro 15 minuti a piedi da casa”.  La Giunta ha quindi approvato la pedonalizzazione temporanea di largo Treves (nel tratto tra via Solferino e via Palermo), via delle Forze Armate (nel tratto compreso tra via Cerani, via Giannella e via Dalmine ), piazza Giovane Italia, piazza San Materno (nel tratto tra via Accademia e la chiesa di S. Maria al Casoretto) e via Santa Tecla. Le nuove aree pedonali istituite saranno in vigore n 24 ore su 24 e 7 giorni su 7,  fino al termine del periodo emergenziale, oggi definito al 31 ottobre 2020. Sarà comunque garantito il transito e la sosta di mezzi di soccorso, di emergenza e di polizia, di veicoli in supporto ad eventi e quelli adibiti alla pulizia e manutenzione stradale. I lavori per la posa di pedane o altre modalità di protezione, nonchè per la modifica della segnaletica stradale orizzontale e verticale saranno a carico degli esercenti, che potranno in larga parte dedurne le spese attraverso i contributi messi a disposizione dal bando "Safe Working" della Regione Lombardia. In città sono quasi 700 le attività commerciali che hanno già ottenuto la concessione per l'occupazione del suolo pubblico attraverso la nuova procedura semplificata che prevede la gratuità della COSAP fino al 31 ottobre, per un totale di oltre 21.000 mq di aree concesse, soprattutto in Municipio 1 e Municipio 3. Circa 1.900 le istanze protocollate ad oggi: le richieste sono arrivate da bar, ristoranti e pizzerie, ma c'è anche il caso di una farmacia e di una libreria, di un fruttivendolo.

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