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07 ago 2017

Incidenti stradali in Italia: nel 2016 diminuiscono i morti, le “due ruote” più vulnerabili

di mobilita

Nel 2016 si sono verificati in Italia 175.791 incidenti stradali con lesioni a persone che hanno provocato 3.283 vittime (morti entro il 30° giorno) e 249.175 feriti. Dopo due anni di stagnazione il numero dei morti torna a ridursi rispetto al 2015 (-145 unità, pari a-4,2%). Tra le vittime sono in aumento i ciclisti (275, +9,6%) e i ciclomotoristi (116, +10,5%), stabili gli automobilisti deceduti (1.470, +0,1%) mentre risultano in calo motociclisti (657, -15,0%) e pedoni (570, -5,3%). Per la prima volta dal 2001, gli incidenti e i feriti registrano un incremento (rispettivamente +0,7% e +0,9%) (Figura 1) in confronto all'anno precedente. Aumentano soprattutto i feriti gravi: sulla base dei dati di dimissione ospedaliera, sono stati oltre 17 mila contro i 16mila del 2015 (+9%). Il rapporto tra feriti gravi e decessi è salito a 5,2 nel 2016 da 4,7 dell'anno precedente. Sulla diminuzione del numero di vittime in Italia pesa soprattutto il calo registrato su autostrade (comprensive di tangenziali e raccordi autostradali) e strade extraurbane (274 e 1.546 morti; -10,2 e -4,6% sull'anno precedente). Una flessione più contenuta si registra, di contro, sulle strade urbane (1.463 morti;-2,6%). Più consistente la diminuzione nei grandi Comuni nel complesso, per i quali il numero di morti nell'abitato diminuisce del 6,5 %. Anche nella Ue28, nel 2016 torna a diminuire il numero delle vittime di incidenti stradali (-1,8% rispetto al 2015): complessivamente, sono state 25.720 contro 26.190 del 2015. Nel confronto fra il 2016 e il 2010 (anno di benchmark della strategia europea per la sicurezza stradale) i decessi si riducono del 18,6% a livello europeo. L'Italia registra una riduzione del 20,2%, un risultato migliore della media europea. Ogni milione di abitanti, nel 2016 si contano 50,6 morti per incidente stradale nella Ue28 e 54,2 nel nostro Paese, che si colloca al 14° posto della graduatoria europea, dietro Svezia, Regno Unito, Spagna, Germania e Francia. Tra i comportamenti errati più frequenti sono da segnalare la guida distratta, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata (nel complesso il 41,5% dei casi). Le violazioni al Codice della Strada più sanzionate risultano, infatti, l'eccesso di velocità, il mancato utilizzo di dispositivi di sicurezza e l'uso di telefono cellulare alla guida. Il 2016 si presenta come un anno di ripresa della mobilità. Le prime iscrizioni di veicoli aumentano del 18,2% rispetto all’anno precedente, il parco veicolare dell'1,4%, Anche le percorrenze autostradali crescono del 3,3% rispetto al 2015, con oltre 82 miliardi di km percorsi.

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17 lug 2017

Mobilità urbana, l’ISTAT fotografa l’Italia

di mobilita

Un nuovo rapporto Istat fotografa, attraverso la lente di numeri e statistiche, la situazione attuale della mobilità urbana sul territorio italiano. Dopo la debole ripresa del 2014, torna a calare la domanda di trasporto pubblico locale (Tpl) nei capoluoghi di provincia, pari a 186,8 passeggeri per abitante contro i 189,5 dell'anno precedente. La flessione è spiegata quasi interamente dalle forti variazioni di segno opposto registrate a Roma e Milano (-6 e +4,1% di passeggeri trasportati, rispettivamente). Per la prima volta negli ultimi cinque anni aumenta, invece, l'offerta del Tpl: da 4.425 a 4.503 posti-km per abitante. La ripresa si deve essenzialmente ai servizi di metropolitana, la cui produzione è cresciuta di oltre il 10% in valore assoluto (+15,7% a Milano), mentre è diminuita o rimasta invariata la produzione delle altre principali modalità (autobus -1,6%, filobus -4,6%, tram +0,3%). Continua a crescere la dotazione di infrastrutture di Tpl su ferro (tranvie e metropolitane): la densità di rete della metropolitana, in particolare, sale da 0,86 a 0,90 km per 100 km2 grazie alle estensioni realizzate a Roma e Milano. Sostanzialmente invariata rispetto al 2014, invece, la dotazione di corsie preferenziali (4,4 km per 100 km2), il 50% delle quali è in sede protetta. Non si registrano variazioni di rilievo nella densità territoriale di fermate e stazioni, una misura dell'accessibilità ai servizi di Tpl. Diminuisce il numero delle fermate di autobus e filobus (dello 0,3 e dello 0,9%), mentre aumentano le fermate del tram (+1%) e soprattutto le stazioni della metropolitana (+7,4%). Si riduce, invece, rispetto al 2014, la disponibilità dei veicoli impiegati per il Tpl: in particolare, gli autobus (di gran lunga la modalità più diffusa) scendono da 79,4 a 75,2 ogni 100 mila abitanti, mentre non si registrano variazioni sostanziali per le altre modalità. In compenso, continua a crescere (dal 22,1 al 24,6%) la quota degli autobus "ecologici", in larga maggioranza alimentati a metano o Gpl. Le velocità commerciali medie delle principali modalità di Tpl, tutte in lieve aumento rispetto all'anno precedente, sono di 19,4 km/h per autobus e filobus, 16,2 km/h per il tram e 29,1 km/h per la metropolitana.

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