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25 mar 2019

13 miliardi di investimenti di RFI per la cura del ferro in Sicilia

di mobilita

Sono tredici i miliardi che Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) mette in campo per la cura del ferro in Sicilia. La rete regionale siciliana è oggetto di importanti e significativi interventi di potenziamento infrastrutturale e tecnologico, che confermano la centralità della Sicilia nel piano di investimenti del Gruppo e determineranno positive ripercussioni sul trasporto ferroviario sia regionale sia a media e lunga percorrenza, migliorando gli standard di regolarità, puntualità e sicurezza del traffico ferroviario. Gli interventi in corso e quelli programmati lungo l’itinerario Messina – Catania – Palermo consentiranno di innalzare la velocità fino a 250 km/h e la conclusione per fasi permetterà progressive riduzioni dei tempi di percorrenza, a vantaggio delle persone che viaggiano per motivi di lavoro, studio e turismo. A lavori ultimati, il viaggio tra Messina e Catania sarà coperto in 45 minuti, contro i 70 di oggi, e quello fra Catania e Palermo in un’ora e 50 minuti, con un risparmio di circa un’ora rispetto alla percorrenza attuale. Itinerario Palermo – Catania – Messina Con un investimento economico complessivo di circa 8 miliardi di euro, il nuovo collegamento veloce Palermo – Catania – Messina risponde alle esigenze di medio e lungo periodo della domanda di trasporto pubblico su ferro, migliorando regolarità, frequenza e sviluppo dell’intermodalità. Saranno garantite relazioni efficienti con i principali terminal del trasporto aereo, marittimo e con i nodi di interscambio gomma/ferro. Il collegamento Palermo - Catania - Messina è parte integrante del Corridoio europeo TEN-T Scandinavo-Mediterraneo che, partendo da Helsinki, arriva in Sicilia attraversando l’intera dorsale italiana AV/AC Sulla linea Messina – Catania, i tratti Catania – Fiumefreddo e Messina – Giampilieri sono già stati oggetto di interventi di raddoppio e velocizzazione. Si è conclusa la progettazione definitiva dei lotti Fiumefreddo – Letojanni e Letojanni – Giampilieri, e sono in chiusura le Conferenze dei Servizi. Il progetto prevede la realizzazione di un tracciato a doppio binario in variante rispetto alla linea attuale, della lunghezza di circa 42 chilometri, di cui 38 in galleria. Saranno realizzate le fermate di Itala-Scaletta, Nizza-Alì, Sant’Alessio-Santa Teresa, Taormina, Alcantara-Giardini, Fiumefreddo-Calatabiano ed è previsto il collegamento dell’attuale stazione di Letojanni alla nuova linea. Il raddoppio di linea fra Giampilieri e Fiumefreddo, dal costo complessivo di circa 2,3 miliardi di euro, permetterà di aumentare la capacità della linea e di garantire maggiore regolarità per i treni in viaggio fra Messina e Catania, collegamento che è parte integrante del Corridoio ferroviario europeo TEN-T Scandinavia-Mediterraneo. Previste attivazioni per fasi a partire dal 2027. Sulla linea Catania - Palermo, in seguito alla pubblicazione del bando di gara per il tratto di 38 km fra Bicocca e Catenanuova, sono stati avviati i lavori. L’attivazione di un primo binario è prevista nel 2021 mentre l’intervento su entrambi i binari terminerà nel 2023, concludendo di fatto la prima fase funzionale del nuovo collegamento ferroviario veloce fra Palermo e Catania. La seconda fase degli interventi prevede la realizzazione, per lotti funzionali, di un nuovo binario in variante fra Fiumetorto a Catenanuova, da completare entro il 2025, e l’adeguamento dell’attuale tracciato entro il 2028. Lato Catania, a luglio 2017 è stato attivato il nuovo tratto fra Ognina e Catania Centrale con lo sviluppo del traffico ferroviario metropolitano nella città etnea, grazie a un investimento economico di circa 100 milioni di euro. Lo scorso dicembre è stata attivata anche la fermata Picanello. Con l’attivazione di “Picanello”, il capoluogo etneo è adesso dotato di un servizio urbano ferroviario che attraversa l’intera città con le sette fermate di: Cannizzaro, Catania Ognina, Catania Picanello, Catania Europa, Catania Centrale, Catania Acquicella e Bicocca. È, inoltre, previsto il raddoppio fino a Catania Acquicella e l’interramento della linea nei pressi dell’aeroporto, con un duplice obiettivo: aprire la città al mare togliendo la barriera della linea ferroviaria che divide in due la città e consentire l’allungamento della pista dell’aeroporto di Fontanarossa. Previste attivazioni per fasi a partire dal 2025. È in corso di realizzazione la nuova fermata che servirà l’aeroporto in modo da favorire l’integrazione modale treno/aereo, operativa dal 2020. Nodo ferroviario di Palermo Il Passante ferroviario di Palermo è oggi concluso al 95%. I lavori per il ripristino del collegamento con l’aeroporto sono stati ultimati a luglio 2018. A ottobre è stato riattivato il collegamento tra la stazione di Palermo Centrale e l’aeroporto “Falcone e Borsellino”, mentre a dicembre 2018 è stato attivato il raddoppio della linea fra le stazioni di Palermo Centrale e Palazzo d’Orleans. L’investimento economico complessivo è circa 1,1 miliardi di euro. La chiusura dell’Anello ferroviario di Palermo, a singolo binario, ha l’obiettivo di estendere l’attuale servizio metropolitano fra Palermo Notarbartolo e Giachery. L’investimento economico complessivo delle due tratte è di circa 250 milioni di euro. Una volta completato, l’anello ferroviario limiterà l’utilizzo del trasporto privato e pubblico su gomma. Linea Palermo - Messina Sulla linea Palermo - Messina, i tratti Palermo – Fiumetorto – Ogliastrillo e Messina – Patti sono già stati oggetto di interventi di raddoppio e velocizzazione. È in corso l’intervento di raddoppio del tratto Ogliastrillo – Castelbuono il cui completamento è previsto nel 2023. Sul tratto Castelbuono - Patti, sono in corso interventi di potenziamento tecnologico e velocizzazione della linea a semplice binario. Velocizzazione Palermo – Agrigento Gli interventi, conclusi a dicembre 2017 con l’attivazione della Variante Lercara, hanno riguardato l’adeguamento della linea, degli impianti tecnologici e delle opere civili. L’investimento economico complessivo è stato di 168 milioni di euro. Velocizzazione Catania - Siracusa Tra Catania e Siracusa sono in corso interventi per la velocizzazione della tratta a binario unico tra Bicocca e Targia, di circa 68 km, nonché l’adeguamento di marciapiedi, sottopassi, pensiline e l’eliminazione delle barriere architettoniche nelle stazioni di Lentini, Brucoli e Augusta. Saranno anche eliminati i passaggi a livello esistenti. Gli interventi sono divisi in due fasi, la prima tra Bicocca e Augusta, la seconda tra Augusta e Targia. Il progetto, unito al completamento della velocizzazione nella tratta Giampilieri – Fiumefreddo, consentirà una riduzione dei tempi di viaggio di circa 14 minuti tra le località di Messina Centrale e Siracusa. L’investimento economico è di 132 milioni di euro. La conclusione dei lavori è prevista entro la fine dell’anno. Palermo – Trapani via Milo Gli interventi, attualmente in progettazione definitiva, prevedono l’adeguamento a nuovi standard tecnologici e la velocizzazione degli itinerari in corrispondenza degli scambi. Con la conclusione, prevista nel 2023, si potrà ripristinare il servizio commerciale sulla tratta Alcamo – Trapani via Milo, velocizzando i servizi: i tempi di viaggio tra Palermo e Trapani potranno scendere a un’ora e mezzo, con tre fermate intermedie, tempistiche competitive anche con la gomma. L’investimento complessivo è di 144 milioni di euro. Caltagirone – Gela D’intesa con la Regione Sicilia, si sta procedendo alla progettazione della ricostruzione del ponte demolito e del consolidamento di quelli esistenti, per poter riattivare la linea tra le due città entro il 2023. L’investimento complessivo, previsto nell’ambito dei Fondi di Sviluppo e Coesione 2014-2020 “Cabina di regia”, è di 90 milioni di euro. Ulteriori interventi Previsti, inoltre, importanti e significativi interventi di potenziamento infrastrutturale e upgrading tecnologico lungo l’intera rete ferroviaria, con il rinnovo di 100 km binari, 85 deviatoi e l’attivazione di 3 Apparati Centrali Computerizzati (ACC), vere e proprie “cabine di regia” che, grazie alle potenzialità offerte dall'elettronica, gestisce in modo più efficace ed efficiente la circolazione ferroviaria. Fra gli interventi anche la soppressione di 25 passaggi a livello, per un investimento di 85 milioni di euro. È in programma la riqualificazione di 24 stazioni entro il 2026 con l’abbattimento di barriere architettoniche e il potenziamento dei sistemi di informazione al pubblico per migliorare l’accessibilità e favorire l’intermodalità. In particolare, sono già state oggetto di intervento di riqualificazione le stazioni Bagheria e Termini Imerese, mentre per il 2019 sono previsti interventi in quelle di Agrigento, Palazzo Reale-Orleans e Punta Raisi. L’impegno sullo Stretto di Messina Rete Ferroviaria Italiana garantisce la continuità territoriale dei servizi ferroviari con la Sicilia attraverso il traghettamento dei treni passeggeri e merci tra Villa San Giovanni e Messina. L’inaugurazione della Trinacria a novembre 2018, la nuova nave di Bluferries (controllata di Rete Ferroviaria Italiana), l’entrata in servizio nel 2020 di una nuova nave di RFI e della gemella di Trinacria, più la progettazione, già avviata, di un’ulteriore nuova nave Ferroviaria confermano l’impegno e la grande attenzione di RFI e del Gruppo FS Italiane per la navigazione nello Stretto di Messina.

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09 feb 2018

La cura del ferro arriva anche nei porti di Venezia e Chioggia

di mobilita

Ieri è stato firmato da Maurizio Gentile Amministratore Delegato di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) e Pino Musolino Presidente dell'Autorità del Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale il protocollo d'intesa per il potenziamento infrastrutturale dei due scali marittimi. L'accordo sancisce l'istituzione di un gruppo di lavoro congiunto che nei prossimi sei mesi individuerà gli interventi necessari all'upgrading delle infrastrutture portuali, anche in relazione alla crescita dei traffici già registrata e all'ulteriore sviluppo previsto, e al miglioramento delle loro connessioni con la rete ferroviaria nazionale. Prevista una prima fase di interventi, finalizzati all'incremento del numero dei binari e all'adeguamento del modulo a 750 metri, che consentiranno di aumentare la quota del traffico merci da e per il porto di Venezia, uno dei principali nodi della rete europea dei Core Corridor TEN-T. Saranno valutati, inoltre, interventi per il ripristino del collegamento ferroviario tra il porto di Chioggia e la rete nazionale. La seconda fase di interventi prevede invece la realizzazione di ulteriori nuovi collegamenti tra la rete portuale e quella nazionale e il potenziamento del nodo di Venezia Mestre - Marghera Scalo. Le merci transitate per il porto di Venezia intercettano due dei principali Corridoi europei: quello Mediterraneo, che collega la Penisola iberica al confine dell'Est europeo passando per la dorsale italiana Torino - Trieste; e il Corridoio Baltico-Adriatico, che connette importanti porti italiani, come quello di Venezia, all'Austria e ai mercati del Nord Europa. "Questo tipo di interventi - ha dichiarato Maurizio Gentile, Amministratore Delegato di RFI - rientra nella più ampia strategia di sviluppo dell'intero sistema logistico del Paese, che ci vede impegnati con l'obiettivo di incrementare il trasporto merci su ferro, attraverso il potenziamento della rete ferroviaria nazionale, l'adeguamento agli standard internazionali, il miglioramento della connettività dei porti con le altre infrastrutture di interscambio, i valichi internazionali e le linee che fanno parte dei corridoi TEN-T". "L'accordo di oggi segna una pietra miliare nello sviluppo del porto di Venezia e della nostra competitività a servizio del ricco entroterra e i numerosi mercati di riferimento. Le connessioni ferroviarie del nostro porto vanno infatti lette per la loro utilità non solo in chiave locale, ma verso l'intero Sistema Paese e del suo tessuto produttivo e manifatturiero. La domanda ferroviaria del nostro scalo nell'ultimo anno ha infatti registrato numeri record a partire dal 2016 (5.250 treni e 2,2 milioni di tonnellate pari a un +25% in peso rispetto al 2015), confermando la crescita anche nel 2017 (+4,3% in peso rispetto al 2016 e +2,3% numero di treni rispetto al 2016). Va ricordato che oggi sono già attivi alcuni importanti servizi ferroviari che rendono il Terminal Autostrade del Mare di Fusina totalmente intermodale e collegano la Grecia via Venezia con il Nord Europa (Francoforte e Rostock); gli sviluppi pianificati oggi con RFI consentiranno anche di contribuire all'implementazione di questo importante settore di traffico che nel 2017 è cresciuto del 43% e si prevede possa registrare un trend positivo anche nei prossimi anni", ha dichiarato il Presidente dell'Autorità di Sistema Portuale dell'Adriatico Settentrionale Pino Musolino.

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15 nov 2017

Mercitalia: nuove locomotive e carri per potenziare il trasporto merci in Italia e in Europa

di mobilita

Vera e propria “cura del ferro” per il Polo Mercitalia che potenzia la propria flotta di locomotori elettrici e carri in Italia e in Europa. Saranno, infatti, acquistati fino a 125 nuovi locomotori elettrici TRAXX DC3/MS di ultima generazione, 50 carri tasca doppi “intelligenti” destinati al trasporto di semirimorchi mega e 200 carri “intelligenti” per il trasporto di coils. I 125 nuovi locomotori elettrici TRAXX DC3/MS, prodotti da Bombardier, saranno comprati da Mercitalia Rail e da TX Logistik. L’operazione –  investimento complessivo circa 400 milioni di euro –  è stata concretizzata al termine di un confronto competitivo molto serrato, durato circa otto mesi, che ha coinvolto i principali costruttori internazionali del settore. Le prime consegne dei nuovi locomotori sono previste per l’autunno del 2018. Saranno, invece, complessivamente 250 i nuovi carri scelti da CEMAT e Mercitalia Rail. Valore complessivo dell’operazione 27 milioni di euro. Mentre i 50 carri tasca doppi “intelligenti”, prodotti da Tatravagonka Poprad, saranno impiegati per potenziare il trasporto di semirimorchi mega ed entreranno in esercizio nei primi mesi del 2018, i 200 carri porta coils “intelligenti”, la cui produzione è stata assegnata alla società Greenbrier, verranno impiegati per sviluppare il trasporto di prodotti siderurgici ed entreranno in esercizio a partire dall’estate 2018. “Queste operazioni – ha dichiarato Marco Gosso, Amministratore Delegato di Mercitalia Logistics – rappresentano un tassello molto importante del Piano industriale 2017-2026 che prevede per il Polo Mercitalia 1,5 miliardi di euro di investimenti. Siamo in linea con quanto pianificato per il rilancio del settore merci del Gruppo FS Italiane, sia per i risultati che stiamo ottenendo sia per gli investimenti che stiamo effettuando. Il nostro obiettivo è utilizzare questi nuovi locomotori e questi nuovi carri per potenziare e migliorare i servizi merci in Italia, sui Corridoi transalpini e nei principali Paesi europei. In questo modo il Polo Mercitalia – ha proseguito – imprimerà un’ulteriore accelerazione al delicato processo di orientamento e attenzione al cliente recentemente avviato”. “Svolgiamo un’attività interamente a mercato – ha concluso Gosso – e al mercato, ovvero al mondo delle imprese e degli operatori della logistica e del trasporto merci, vogliamo presentarci sviluppando il concetto dell'interfaccia unica’ per i clienti, facendo in modo che possano beneficiare di tutti i servizi offerti dalle diverse società del Polo Mercitalia, senza però doversi preoccupare di interagire con più soggetti diversi”. Le nuove locomotive TRAXX DC3/MS saranno tecnologicamente le più avanzate tra quelle disponibili sul mercato europeo e consentiranno al Polo Mercitalia di rinnovare, nei prossimi tre anni, oltre un terzo della flotta di proprietà e di disporre di un parco locomotori elettrici con un’età media fra le più basse in Europa. I nuovi locomotori elettrici avranno una potenza massima di trazione di 6,4 MW e una forza di trazione di 320 kN. Caratteristiche che permetteranno a Mercitalia Rail e a TX Logistik di far circolare treni merci con una maggiore capacità di carico rispetto agli attuali convogli. Inoltre, grazie a sistemi frenanti autogenerativi, sarà possibile ridurre significativamente i consumi energetici. Bombardier si occuperà, in Italia e all’estero, anche della manutenzione di questi locomotori per un periodo di otto anni, garantendo la massima disponibilità ed efficienza dei mezzi. Ciò permetterà alle società del Polo Mercitalia di migliorare l’affidabilità e la puntualità dei servizi di trasporto merci offerti ai clienti. I 250 nuovi carri saranno, invece, equipaggiati con un sistema di monitoraggio telematico costituito da sensori autoalimentati da un innovativo sistema di energyharvesting in grado di comunicare in tempo reale lo stato di funzionamento del mezzo, garantendo maggiore affidabilità, efficienza operativa e sicurezza di esercizio. Il Polo Mercitalia potrà quindi disporre di una delle flotte carri tra le più tecnologicamente avanzate in Europa.

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27 ott 2017

Terzo Valico: visita di istituzioni e stampa ai cantieri genovesi

di mobilita

Il Terzo Valico è l’opera che permetterà al Porto di Genova di essere collegato ai mari del Nord diventando una piattaforma logistica internazionale. Genova diventerà, per i trasporti, una delle principali porte verso l’Europa, dando al Paese un’ulteriore opportunità di sviluppo. Questa la prospettiva illustrata oggi durante un sopralluogo ai cantieri dell’opera da parte delle Istituzioni e della stampa, opportunità per conoscere le sfide e le soluzioni a livello ingegneristico di un’opera considerata un’eccellenza italiana. Alla visita hanno partecipato il Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, il Sindaco di Genova, Marco Bucci, il Commissario straordinario del Governo, Iolanda Romano, l’Amministratore Straordinario di Cociv, Marco Rettighieri, il Direttore Generale Cociv, Nicola Meistro e il Direttore Investimenti Progetti AV/AC di Rete Ferroviaria Italiana, Daniela Lezzi. Il sopralluogo ha rappresentato anche l’occasione per entrare nella galleria di interconnessione con il porto di Voltri a Campasso e visitare il fronte di scavo genovese della Galleria di Valico che, con i suoi 27 chilometri, sarà la galleria più lunga d’Italia. La sua realizzazione prevede venti fronti di scavo, suddivisi nelle quattro finestre già ultimate che a fine lavori saranno utilizzate come uscite di sicurezza e per gli interventi di manutenzione della linea. L’opera porterà, entro il 2019, a un aumento della forza lavoro che coinvolgerà circa 2.500 persone, tra maestranze e impiegati, sia in territorio ligure sia piemontese.  Questo anche grazie all’accelerazione impressa negli ultimi mesi alla pubblicazione e aggiudicazione dei bandi dei lavori in affidamento. “La realizzazione del Terzo Valico – ha spiegato Daniela Lezzi, Direttore Investimenti Progetti AV/AC di Rete Ferroviaria Italiana – rientra nella cura del ferro che RFI sta attuando grazie ai finanziamenti resi disponibili dal Governo. L’opera è parte fondamentale del Core Corridor  TEN-T Reno-Alpi, l’asse che collega le regione europee più densamente popolate e a maggior vocazione industriale. Contiamo così di contribuire a quel riequilibrio modale che è l’obiettivo del Libro Bianco dei Trasporti UE: trasferire entro il 2030 il 30% del trasporto merci su ferro e il 50% entro il 2050.” Il commissario di Governo per il Terzo Valico Iolanda Romano, ha confermato la convergenza di visione con la Regione: “Siamo impegnati per rispettare la scadenza del 2022 per l’attivazione della nuova linea. Perché rompere l’isolamento della Liguria è uno degli elementi su cui ruota Connettere l’Italia, la strategia del ministero delle Infrastrutture che punta a far diventare il nostro paese il porto dell’Europa sul Mediterraneo. Una volontà testimoniata dall’entità degli investimenti in infrastrutture concentrati sul territorio ligure”.  

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07 ago 2017

Cura del ferro: CIPE approva contratto di programma (invest. 2017-21) tra MIT e RFI

di mobilita

E' stato approvato al Cipe il Contratto di Programma – parte Investimenti 2017-2021, tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e Rete Ferroviaria Italiana. Il Contratto finalizza, tra l’altro, le risorse stanziate con la Legge di Stabilità 2017,  circa 10 miliardi di euro che, sommati alle risorse recate da altre disposizioni di legge (PON, FSC), portano a ripartire, con il Contratto 2012-2016, oltre 13 miliardi di euro. “Ingenti somme vanno a seguire quelle altrettanto corpose recate negli ultimi due anni a vantaggio della “cura del ferro”- commenta il Ministro Graziano Delrio – dai corridoi europei, alla sicurezza, all’ultimo miglio, alle ferrovie minori e tpl”. Il Contratto riporta investimenti in corso e programmati per un totale di oltre 200 miliardi, di cui circa 66 finanziati, infatti  la pianificazione dei fabbisogni è riportata, per la prima volta, con orizzonte temporale decennale, suddivisa nei quinquenni 2017-2021 e 2022-2026. Tra i principali interventi con i finanziamenti 2017 si rammentano: Importanti interventi inerenti la Sicurezza e l’adeguamento ad obblighi di Legge (per 2 miliardi) –con il proseguimento di interventi necessari a contenere i rischi nelle gallerie, nelle zone sismiche e in quelle soggette a dissesto idrogeologico, oltre ad interventi per la salvaguardia dell’ambiente e la mitigazione del rumore, e per la soppressione dei passaggi a livello; Tecnologie per la circolazione e l’efficientamento (688 milioni) – finalizzate all’ammodernamento tecnologico della dotazione delle linee e degli impianti ferroviari, per adeguarne l’efficienza alla crescente richiesta di mobilità; Valorizzazione turistica delle ferrovie minori (36 milioni) - È stato individuato uno specifico programma rivolto alla valorizzazione di tali linee in funzione della fruizione paesaggistica e dell’accessibilità ai siti di maggior interesse sotto il profilo ricettivo, per sottolineare la grande importanza che stiamo riservando al turismo, anche a supporto dello sviluppo economico nazionale. Tra le linee considerate, la Benevento‐Pietralcina, la Campobasso‐Termoli, la Agrigento‐Porto Empedocle; Valorizzazione delle reti regionali (1,3 miliardi) - interventi rivolti a dare ulteriore impulso al rilancio del TPL, mediante la realizzazione anche di interventi individuati di concerto con le Regioni nell’ambito del programma FSC 2014-2020; Potenziamento e sviluppo infrastrutturale aree metropolitane (885 milioni) – importanti interventi upgrading infrastrutturale e tecnologico nei vari nodi metropolitani. Particolarmente significativi gli interventi previsti nell’area metropolitana di Catania; Accessibilità su ferro porti, interporti e aeroporti (700 milioni) – investimenti per avviare, tra l’altro, la fase realizzativa dei nuovi collegamenti con gli aeroporti di Venezia e Genova, e per l’ulteriore potenziamento dei collegamenti ai porti e terminali; Investimenti di Potenziamento e sviluppo infrastrutturale direttrici (5 miliardi di euro) per investimenti di sviluppo delle 13 direttrici così come rappresentate nell’allegato del Mit al Def 2017. Proseguono interventi di potenziamento della direttrice adriatica, ionica e tirrenica nord finanziati anche nell’ambito della programmazione FSC 2014-2020. Si segnalano, tra gli altri, il finanziamento dell’ulteriore fase della Milano-Genova, del “Ripristino linea dei Bivi di Venezia Mestre”, della “Giampilieri-Fiumefreddo”, dell’ulteriore lotto della del linea AV/AC NA-BA “Raddoppio e velocizzazione tratta Frasso Telesino-Vitulano (Benevento)”, cui si aggiungono i 210 milioni di euro destinati alla ripresa dei lavori della Linea Ferrandina – Matera, unica opera di RFI ad oggi iscritta nell’anagrafe delle opere incompiute; Lotti costruttivi (2,6 miliardi) per investimenti sui principali corridoi europei realizzati per lotti costruttivi, finalizzati a completare e potenziare il sistema Alta Velocità e Alta Capacità oltre che i collegamenti con l’Europa. Vengono finanziati il 5° Lotto del Terzo Valico dei Giovi, il 5° Lotto della Galleria di base del Brennero e il 2° lotto della tratta Brescia Est – Verona. TORINO-LIONE, AL VIA DUE LOTTI COSTRUTTIVI Il Cipe ha approvato l’avvio della realizzazione del 1° e del 2° Lotto costruttivo della Linea Ferroviaria Torino Lione sezione transfrontaliera della Sezione internazionale, parte comune italo-francese, oltre a dare il via libera alla articolazione in 5 lotti costruttivi. Con l’approvazione dell’opera secondo la ripartizione in 5 lotti costruttivi in osservanza di quanto disposto dalla legge n.1/2017 di ratifica degli accordi internazionali del 2015 e 2016, dal costo complessivo di 5,5 mld di competenza italiana, e con il finanziamento dei primi due lotti sulla base delle risorse già disponibili (circa 2,9 miliardi di euro) si potrà consentire l’avvio delle gare e, quindi, l’inizio dei lavori, rispettando le tempistiche e gli impegni internazionali sanciti. Inoltre, si permetterà il rispetto degli impegni assunti dal Governo anche per attingere alle risorse Europee già assentite, per oltre 300 milioni di euro. Con l’approvazione dell’istruttoria sono infine garantiti gli impegni assunti, anche in tempi recenti, dal Governo, nei confronti degli enti locali e territoriali interessati dalla realizzazione dell’opera, portando a quasi 100 milioni di euro il valore delle misure di accompagnamento per  interventi di ristoro ambientale e sociale che saranno attuati sulla base di un programma da condividere nell’ambito dell’Osservatorio per l’asse ferroviario Torino-Lione.

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23 gen 2017

Il trasporto merci in Italia viaggia soprattutto su gomma

di Roberto Lentini

In questi giorni l'Anas ha diffuso i dati relativi all’Indice di Mobilità Rilevata (IMR) dell’Osservatorio del Traffico, analizzato lungo le principali infrastrutture italiane. Proprio in Sicilia il segmento dei mezzi pesanti, ha registrato un incremento del 18% a giugno è del 17,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, mentre invece il trasporto merci su ferro sta precipitando ai minimi storici. Eppure, secondo le direttive europee entro il 2030  il 30% delle merci dovrà viaggiare su rotaia. L’Italia è in netto ritardo, fanalino di coda d’Europa, con appena il 6% delle merci che transitano su rotaia. E negli ultimi 10 anni, il trasporto su rotaia ha perso il 40% di mercato. Colpa soprattutto degli ampi sussidi che gode  il trasporto su gomma. Come sappiamo i trasporti su gomma hanno anche un impatto negativo sull’ambiente e sulla qualità della vita dei cittadini dell’UE, poiché sono causa di circa un terzo del consumo energetico e delle emissioni totali di CO2 nell’UE . La promozione di modalità di trasporto efficienti e sostenibili, come il trasporto su rotaia piuttosto che su strada, permetterebbe di ridurre la dipendenza dell’Europa dall’importazione di petrolio e di ridurre l’inquinamento. Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, le emissioni di CO2 provenienti dal trasporto ferroviario sono 3,5 volte inferiori, per tonnellata-chilometro, a quelle prodotte dal trasporto su strada Modalità di trasporto più sostenibili favorirebbero, invece, non solo la diminuzione dei costi associati alla congestione stradale, destinati ad aumentare, secondo le stime attuali, di circa il 50 % nel 2050, raggiungendo i circa 200 miliardi di euro all’anno , ma anche la riduzione del numero di vittime (nel 2012, sono state 28 126 le vittime di incidenti stradali nell’UE, rispetto alle 36 vittime causate da incidenti ferroviari) Nel corso degli ultimi 15 anni, il trasporto merci su rotaia in Italia non è riuscito a rispondere in modo efficace alla competitività del trasporto su strada. Questo perchè gli spedizionieri mostrano una chiara preferenza per la rete stradale piuttosto che per quella ferroviaria dettata soprattutto da criteri economici e non in base alle priorità strategiche dell’UE. Per poter trasferire il trasporto delle merci dalle infrastrutture stradali a quelle ferroviarie, è dunque necessario far sì che il trasporto delle merci su rotaia nell’UE sia il più possibile competitivo. Diventa importante quindi migliorare e potenziare le infrastrutture soprattutto nelle aree urbane per garantire servizi superiori in quantità e qualità, evitando che queste diventino “colli di bottiglia”; potenziare le strutture terminali “core” delle infrastrutture ferroviarie per rilancio del traffico merci intermodale così come era stato enunciato dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio con la "Cura del Ferro". Ti potrebbe interessare: Mit e FS Italiane: la “cura del ferro” inizia con la nuova strategia di investimenti sulla rete ferroviaria

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15 feb 2016

Mit e FS Italiane: la “cura del ferro” inizia con la nuova strategia di investimenti sulla rete ferroviaria

di Roberto Lentini

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, l’Amministratore Delegato di Ferrovie dello Stato Italiane Renato Mazzoncini e l’Amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana Maurizio Gentile hanno presentato  presso la sede del Ministero la nuova strategia di investimenti sulla rete, la “cura del ferro” che è una priorità nelle politiche del Governo in materia di trasporti e infrastrutture. La nuova strategia si traduce già concretamente in risorse aggiuntive, stanziate con le Leggi di Stabilità 2015 e 2016 e con il decreto “Sblocca Italia”: 9 miliardi di euro che sono già stati destinati all’aggiornamento 2015 del Contratto di Programma tra MIT e RFI, più altri 8 miliardi che saranno presto oggetto dell’aggiornamento 2016. Maggiore sicurezza, tecnologie di ultima generazione sui treni, nelle stazioni e lungo le linee, qualità e comodità per i viaggiatori, rapidità nei collegamenti, ma soprattutto un’attenzione particolare agli interventi sulle reti regionali e locali in favore degli spostamenti pendolari, e a ogni tipo di investimento utile a trasferire il trasporto merci dalla gomma al ferro. Queste sono le linee fondamentali illustrate dal Ministro Delrio, che ha ricordato l’altro decisivo apporto alla cura del ferro che viene dagli investimenti destinati al Sud dal Pon Infrastrutture e Reti 2014-2020. FS Italiane considera fondamentale una concentrazione selettiva sugli investimenti strategici per sfruttare in maniera efficace le risorse economico/finanziarie disponibili. Questo anche attraverso l’ottimizzazione delle infrastrutture esistenti con interventi dal costo contenuto (ad esempio investimenti in tecnologia, da affiancare ad azioni coordinate tra le diverse modalità a carattere organizzativo e gestionale). Le scelte di investimento sull’infrastruttura sono finalizzate a sviluppare i quattro Corridoi europei TEN-T che attraversano l’Italia (Scandinavo-Mediterraneo, Baltico-Adriatico, Reno-Alpi e Mediterraneo) e le relative tratte ferroviarie di accesso; migliorare e potenziare le infrastrutture soprattutto nelle aree urbane per garantire servizi superiori in quantità e qualità, evitando che queste diventino “colli di bottiglia”; potenziare le strutture terminali “core” delle infrastrutture ferroviarie per rilancio del traffico merci intermodale.

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