24 gen 2017

Barcellona, il 60% delle strade sarà a vocazione pedonale. Le foto del primo quartiere restituito alle persone


I mezzi a motore in città rappresentano un problema: inquinamento, rumore, incidentalità affliggono molte aree urbane in Italia, in Europa e nel mondo. Ma ci sono anche delle amministrazioni e dei cittadini virtuosi, che dopo la presa di coscienza dei problemi derivanti da una mobilità asservita alle auto, decidono di invertire la rotta.


La città catalana di Barcellona sta intraprendendo un percorso che ha avuto inizio nel 2014 con la redazione del Piano Urbano della Mobilità: obiettivo è cambiare le modalità di spostamento dei propri cittadini, liberando sempre più spazio a favore dei pedoni e quindi degli spostamenti a piedi.

Le linee guida del piano fissano degli obiettivi raggiungibili entro pochi anni: una riduzione del 21% del traffico privato e il cambiamento di destinazione d’uso del 60% delle strade dai mezzi a motore alle persone,  riducendo l’incidentalità e le emissioni di anidride carbonica del 30%.

piano mobilità
Non a caso il progetto cardine che è scaturito dal Piano della Mobilità si chiama “Riempiamo di vita le strade”, che verrà implementato a partire dai distretti centrali e più congestionati della città.

Il progetto definisce dei macro-isolati, superilles, che contraddistinguono già la trama urbanistica della città catalana, composta dal reticolato di strade progettato da Ildefonso Cerdà nell’800: all’interno la velocità dei veicoli è ridotta a 10 km all’ora su un’unica corsia, gli stalli della sosta sono eliminati agli incroci, privilegiando la mobilità pedonale e ciclistica e liberando prezioso spazio pubblico a favore delle persone; il traffico veicolare viene deviato nelle strade perimetrali fuori dalle superilles. piano mobilità barcellona La prima superilla è stata inaugurata nel quartiere Poblenou e costituisce un banco di prova per le successive implementazioni che coinvolgeranno altre zone della città, a cominciare dal distretto centrale di Eixample.

La progettazione e la messa in opera delle superilles coinvolgono attivamente tutti i cittadini: critiche e proposte vengono dibattute attraverso incontri pubblici e riunioni e i cambiamenti che vengono apportati alla mobilità cittadina sono suscettibili di modifica anche attraverso consultazione popolare. Per la Superilla di Poblenou le risorse investite sono state quasi irrisorie: 55 mila euro per l’arredo urbano e il verde pubblico, gli stessi cittadini hanno avuto un ruolo attivo nella creazione dei nuovi spazi a vocazione pedonale.


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4 commenti per “Barcellona, il 60% delle strade sarà a vocazione pedonale. Le foto del primo quartiere restituito alle persone
  • Guarino1 171
    24 gen 2017 alle 18:58

    la mia domanda è: ma in questo modo le vie perimetrali della “superilla” non risultano ingorgate in maniera inverosimile (Penso al perimetro della Nostra ztl dove vige il caos in corso Alberto Amedeo e al Foro Italico), e sono abbastanza larghe da sostenere un traffico maggiore rispetto a prima della creazione della superilla?
    In alcuni casi a Palermo potrebbe essere replicabile, soprattutto il centro ha un’urbanistica a scacchiera simile a Barcellona.

  • giagia 1
    28 gen 2017 alle 18:20

    Io vivo a Barcellona da oltre 10 anni. Sono urbanista e anche cittadino.
    Se ne è parlato tanto di questo progetto.
    Secondo me è solo uno “specchietto per le allodole” a livello politico.
    Gli abitanti della zona non sono per niente contenti a causa del traffico delle zone limitrofe. È come se fosse un lunapark per turisti o per chi vuole andare una passeggiata senza avere macchine intorno, ma vivere in quella zona è tutta un’altra cosa. Se no vuoi traffico ci sono molti parchi, altre zone pedonali correttaametne organizzate e assistite da servizi publici o parchiextra-urbani, la spiaggia , etc… etc….
    Una domanda sorge spontanea….. “A che cosa servirebbero tutti questi spazi pedonali esageratamente grandi?Praticamente sono delle strade vuote”
    Un’altra domanda la segue… “Potrebbe essere bello per chi ha la fortuna di vivere in una nuova strada pedonale, ma per il vicino che adesso avrà il doppio del traffico sotto la propria finiestra?”
    Una terza domanda… ” … e poi che si fa?”

  • Elena Pompilio 1
    06 apr 2017 alle 10:56

    Vivo anche io a Barcellona e piu precisamente nello stesso quartier, al Poblenou e vi posso garantire che nessuno e’ contento della superilla. Per darvi una idea, mettete in google “no superilla” e vedete il coro unanime di cittadini scontenti che ne viene fuori. Uno di questi: https://www.facebook.com/AfectadosPorLasSuperilles/
    il motivo principale per il quale la gente e’ scontenta della superilla e’ perche la misura e’ totalmente innecessaria. Fuori dalla superilla le strade sono supercongenstionate e invivibili per chi ci passa a piedi o in macchina e ovviamente per chi ci vive. Dentro la superilla e’ un mortorio, le attivita’ commerciali al collasso e le strade deserte. Per di piu si tratta di una zona ad alta desita di uffici…
    A Barcellona gia c’e’ un buon equilibrio di auto, piste ciclabili e marciapiedi.
    La superilla vuole trasformare artificialmente una strada in un parco, lasciando tutti scontenti, perche una strada di cemento non sara’ mai un parco e una strada li’ sara’ sempre necessaria.
    Non lasciatevi trarre in inganno, e’ una scelta pessima!


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