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18 dic 2017

REGIONE VENETO | Finanziati progetti collegati al bike-sharing

di mobilita

Su proposta dell’assessore all’ambiente, Gianpaolo Bottacin, la Giunta regionale del Veneto ha finanziato con 457 mila euro complessivi una serie di progetti collegati al bike-sharing. Il bando prevede il cofinanziamento, mediante la corresponsione di contributi in conto capitale, di investimenti volti alla riduzione delle emissioni climalteranti attraverso la realizzazione di progetti di bike sharing associati a sistemi di alimentazione mediante energie rinnovabili, comprendendo anche sistemi informatici, hardware e software, e di rete per il monitoraggio e la gestione in remoto delle bici. “Risale a un paio di anni fa l’approvazione della graduatoria delle istanze ammesse a contributo presentate dai Comuni partecipanti a un bando del 2014 per progetti di bike sharing – spiega l’assessore –, ma per mancanza di risorse non è stato possibile procedere con l’erogazione dei finanziamenti. Ritenendo necessario dedicare grande attenzione a tutte le iniziative che possano assicurare il risanamento dell’aria, ho deciso di utilizzare parte delle economie di questo 2017 per dare almeno parziale copertura a quella graduatoria, impegnando circa mezzo milione di euro”. “Proseguendo quindi in un percorso che ci ha visti protagonisti quest’anno di molteplici azioni – conclude Bottacin –, tra cui il bando per la rottamazione di autoveicoli inquinanti da sostituire con mezzi a basso impatto ambientale e quello per la cartellonistica elettronica di informazione finalizzata a contrastare l’inquinamento da PM10, continuiamo a impegnare rilevanti risorse per migliorare la qualità dell’aria e lo faremo anche nel 2018, inducendo il governo nazionale a mettere a disposizione altrettanti finanziamenti,  come stabilito nell’accordo firmato a Bologna lo scorso giugno, insieme alle altre Regioni del Bacino Padano, con il Ministero dell’Ambiente”.

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14 ago 2017

Porta la firma italiana la prima città-foresta in Cina

di Cristina Betti

Entro il 2020 verrà ultimata dallo Studio Boeri Architetti la prima città-foresta che avrà sede in Cina. Già autore del famoso Bosco Verticale di Milano (vincitore dell' International Highrise Award, il grattacielo più bello del mondo del 2014), lo Studio Boeri Architetti costruirà la Liuzhou Forest City, ubicata a nord di Liuzhou, nella provincia meridionale e montuosa dello Guangxi, in un’area di circa 175 ettari lungo il fiume Liujiang. In questa città ogni tipo di edificio sarà interamente coperto di alberi e piante, una città da un'anima totalmente green in grado di assorbire circa 10.000 tonnellate di CO2 e 57 tonnellate di polveri sottili e di produrre circa 900 tonnellate di ossigeno e in grado di assorbire le polveri sottili per un totale di circa 57 tonnellate all’anno. Praticamente una città costituita tutta da edifici come il Bosco Verticale di Milano. La nuova città sarà un vero e proprio insediamento urbano autosufficiente dal punto di vista energetico, a partire dalla geotermia per il condizionamento degli interni e dall’uso diffuso dei pannelli solari sui tetti per le energie rinnovabili. La Liuzhou Forest City ospiterà 40.000 alberi e circa 1 milione di piante di più di 100 specie. Le piante non saranno solo lungo i viali, nei parchi e nei giardini, ma anche sulle facciate degli edifici, consentendo alla città di contribuire autonomamente a migliorare la qualità dell’aria, a ridurre la temperatura media, a generare una barriera al rumore e di aumentare la biodiversità delle specie viventi. Il primo di una serie di progetti volti a una sfida contro il cambiamento climatico e che si spera venga presa a modello per il futuro dei nuovi edifici e delle nuove città.

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28 apr 2017

Carburanti fossili esauriti: la fine di un’epoca e cosa cambierà

di Andrea Baio

Un rapporto Bloomberg New Energy Finance prevede che entro il 2025 le risorse mondiali di carburanti fossili coleranno a picco. La buona notizia è che già a partire dal 2027 le energie rinnovabili saranno più economiche dell'energia ad oggi prodotta tramite carbone, gas e petrolio. Dal rapporto risulta inoltre che - entro il 2040 - i veicoli elettrici costituiranno all'incirca il 25% del parco mondiale, e che le sorgenti di energia a zero emissioni costituiranno circa il 60% del totale. Il rapporto Bloomberg è stato stilato attraverso la collaborazione di 65 paesi e la consultazione di esperti di tecnologie provenienti da 11 diversi paesi. Nel rapporto si cerca di prevedere l'andamento del mercato futuro nel settore energetico. Il solare e l'eolico costituiranno il 64% degli 8,6 TW di nuove fonti energetiche dei prossimi 25 anni, e circa il 60% degli 11 miliardi di dollari investiti. La cattiva notizia è che questi investimenti sulle rinnovabili arriveranno in ritardo di diversi anni sulla tabella di marcia e non riusciranno a contenere l'innalzamento della temperatura globale al di sotto dei 2 gradi Celsius, come auspicato alla conferenza sul clima tenutasi a Parigi nel 2015. Inoltre, continua a non essere affrontato il grave problema emerso dal rapporto delle Nazioni Unite, secondo cui il 52% delle emissioni di gas serra è correlato agli allevamenti intensivi (specialmente quelli di bovini da latte). Il capo-ricercatore Seb Henbest ha dichiarato che "circa 7,8 miliardi di dollari saranno investiti nelle rinnovabili dal 2016 al 2040, ma servirebbero miliardi in più per rendere l'investimento compatibile con gli obiettivi prefissati dalla conferenza di Parigi".

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01 lug 2015

Musica “a pedali”: ecco il palco che va a bici!

di Andrea Baio

Quella di cui vogliamo parlarvi oggi è un'idea a dir poco geniale, per la quale ci riesce difficile individuare punti deboli. Tutto nasce dalla mente dei Tetes de Bois, gruppo musicale che non ha mai fatto mistero della propria passione per la bicicletta, tanto da inventarsi l'eco-spettacolo che va a pedali. Come funziona? Semplice! Si cerca un gruppo di volontari disposto a pedalare per tutta la durata dello spettacolo, in cambio di una posizione privilegiata dalla quale poter assistere. Si monta quindi una batteria di 128 biciclette -portate dal pubblico- ciascuna delle quali viene poi collegata ad una dinamo che produce energia elettrica dal movimento delle ruote, sino a raggiungere il 160 watt necessari ad alimentare il palco. "Fuori dal luogo comune che lo spettacolo lo fanno gli artisti sul palco e gli spettatori in platea, stavolta la retorica è stracciata dalla realtà. Se non pedali le luci si spengono e il palco rimarrà muto. Una band assurda i Têtes de Bois, un amico ingegnere Gino Sebastianelli, un vecchio artigiano di provincia Roberto Palazzi, un regista di cinema Agostino Ferrente, un folle imprenditore dello spettacolo Mauro Diazzi e la sua agenzia Just in Time. Un gruppo di silenziosi amici carbonari ha custodito il segreto in questi anni, lavorando, limando, migliorando, perfezionando il progetto tecnico. “Il Palco a Pedali”- finanziato Assessorato alle Infrastrutture Strategiche e Mobilità della regione Puglia – può volare." Che dire, bravi!

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