28 apr 2020

L’automobile è un virus per le città, la sfida è riequilibrare lo spazio pubblico


Le città del mondo dal secolo scorso sono state pianificate per ospitare l’automobile che ha preso possesso di una porzione di spazio urbano fuori misura. Con la pandemia causata dal Covid-19 le strade si sono svuotate, la congestione del traffico è per ora un ricordo, il carburante è persino più economico del solito, il parcheggio è abbondante e in alcune città anche gratuito.

La situazione è molto diversa per chi cammina nei marciapiedi, considerati prima isole di socialità e oggi zone a rischio.
C’è un’ingiustizia sociale causata da questa asimmetria dell’uso dello spazio urbano: da una parte i pochi automobilisti che hanno a disposizione un’enorme rete stradale e dall’altra i pedoni che si evitano nervosamente l’un l’altro nei marciapiedi.

Perché il sistema che sta muovendo così tante più persone dovrebbe avere molto meno spazio?
Abbiamo leggi e normative che garantiscono un parcheggio sufficiente, ma nessuna legge per garantire spazi verdi adeguati, marciapiedi più ampi e piazze da utilizzare per la socialità. A peggiorare le cose sono gli ostacoli che riducono i marciapiedi come alberi, pali della luce o segnali stradali: adesso è diventato evidente che lo spazio dedicato alla sosta su strada dei veicoli è maggiore di quello dedicato al marciapiede stesso.

I centri delle città europee non riescono a supportare il modello di diffusione dell’auto adottato nel dopoguerra dalle città americane. Il Giappone mostra un diversa modalità di utilizzo dell’auto; un paese, noto come uno dei maggiori produttori mondiali di automobili, nel quale il trasporto pubblico è capillare e la bicicletta è utilizzata da decenni. Lì l’auto viene utilizzata per il tempo libero e la sosta delle automobili su strada è vietata, infatti si può acquistare un automobile solo prima di aver dimostrato che si possiede un “certificato di possesso di garage”.

Strada a priorità pedonale a Tokyo

Strada a priorità pedonale a Tokyo

Questo perché lo spazio urbano ha un valore economico e sociale molto alto e molte città, nell’attuale crisi Covid-19, stanno immaginando le strade come spazi pubblici e non come parcheggi.

L’essere umano chiede di avere più spazio in città. Uno studio danese osserva che il comportamento dei pendolari, e quindi dei cittadini, cambia quando “le persone devono affrontare situazioni nuove e sorgono nuovi problemi in situazioni vecchie”: ciò è esattamente quello che sta accadendo adesso. Le lacune nella vivibilità quotidiana, evidenziate dalla pandemia, ci stanno rendendo consapevoli che le strategie attuate oggi costituiranno la capacità di affrontare e superare le sfide future della città.


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2 commenti per “L’automobile è un virus per le città, la sfida è riequilibrare lo spazio pubblico
  • punteruolorosso 1135
    28 apr 2020 alle 13:22

    speriamo bene. c’è chi invece invoca l’auto come mezzo per isolarsi dagli altri e proteggersi dal virus.
    l’auto non fa che aggravare il problema, visto che l’inquinamento espone a un maggiore rischio.

    • peppino1234 45
      30 apr 2020 alle 10:28

      E’ sufficiente VIETARE la circolazione delle auto tranne che per motivi giustificati di assoluta necessita’.


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