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15 gen 2020

MILANO | Urban Center, 13 progetti per una città che cambia

di mobilita

Triennale Milano e Comune di Milano annunciano i vincitori della call for ideas, lanciata lo scorso ottobre 2019, per lo sviluppo di un Public Program che animerà l’Urban Center nel 2020.  Un ampio programma prenderà vita a partire dal 25 gennaio 2020 grazie alle 13 proposte selezionate da un comitato scientifico composto da rappresentanti di Comune di Milano, Triennale Milano, Ordine degli Architetti di Milano e Politecnico di Milano. La call ha richiesto ad ogni partecipante di presentare una programmazione di 10 incontri, workshop, talk, conferenze, eventi e/o una proposta di ricerca da sviluppare intorno ai temi della città e i suoi cambiamenti e approfondire tematiche emergenti legate alle trasformazioni ambientali, urbane, culturali e sociali. Dallo spazio pubblico alla scuola, dalle politiche di genere alle Olimpiadi, sono vari i temi e le modalità che verranno messi al centro del dibattito nel corso di 130 momenti pubblici – 10 per ogni proposta selezionata – e che animeranno l’Urban Center. I progetti saranno presentati domani, giovedì 16 gennaio, alle ore 18.30 in Triennale da Pierfrancesco Maran, assessore all’Urbanistica del Comune di Milano, Stefano Boeri, Presidente di Triennale Milano, Lorenza Baroncelli, Direttore Artistico di Triennale Milano, e dai progettisti vincitori. I progetti vincitori del Public Program: Pops Up di Francesco Garofalo; Mobility as Urban Factor di MIC Mobility In Chain (Federico Parolotto); Nel Perimetro di Sebastiano Leddi e Francesco G. Raganato; Osservatorio Natura Italia di Salvatore Porcaro; Milano Versus di Marco Minicucci, Gabriele Leo, Arianna Campanile, Francesca Calvelli, Giulia Pozzi e Mirko Andolina; Scuola Patrimonio Urbano di Alessandro De Magistris, Federico Deambrosis, Federica Patti, Cristina Renzoni e Paola Savoldi; Mega - Events and the City di Davide Ponzini, Zachary Jones, Nicole De Togni, Stefano Di Vita; Città ex Post di untitled architecture | Studio PARE |+ Agenzia 2791; Nudge In di Associazione Innovare x Includere; I Ching di Che Fare; Hancking Monuments di Pietro Gaglianò e Simona Da Pozzo. Il comitato scientifico ha inoltre selezionato alcuni Progetti di Ricerca ritenuti più interessanti che saranno finanziati da Urban Center: 100 Public Spaces for Milan di Chiara Quinzi e Diego Terna, che analizza la partecipazione cittadina al progetto dello spazio pubblico, come elemento di piena e completa riconoscibilità, personale e collettiva; Sex & the City di Florencia Andreola e Azzurra Muzzonigro, che presenta una lettura di genere degli spazi urbani perseguendo il superamento dei dualismi conflittuali di genere. “Siamo molto soddisfatti della qualità delle proposte presentate – dichiara l’assessore Maran –. Vogliamo che l’Urban Center diventi un luogo dove i milanesi possono incontrarsi, confrontarsi e portare il proprio contributo al dibattito pubblico sulla città che cresce dal punto di vista urbanistico, sociale e culturale e la varietà dei temi proposti consente di interessare un largo pubblico”. “La collocazione dell’Urban Center all’interno di Triennale Milano – afferma Stefano Boeri – ha rappresentato una grande opportunità per creare un centro di documentazione e ricerca su Milano e sul futuro delle città del mondo. Con queste proposte, si è voluto rendere l’Urban Center uno spazio inclusivo, di narrazione e progettazione sulla città, capace di offrire momenti di dialogo e confronto per le comunità locali, i professionisti, le aziende, e anche per il pubblico”. Ad ognuno dei vincitori è riconosciuto un contributo per l’organizzazione, la programmazione e l’allestimento dei 10 incontri quantificato complessivamente in 7.000 euro. Le 13 proposte e i nomi selezionati Pops Up I POPS (Privately Owned Public Spaces), sono spazi pubblici realizzati e gestiti da privati. Il programma presentato dall’architetto paesaggista Francesco Garofalo prevede una serie di worskhop, talk e conferenze atte a dibattere sul futuro di questa tipologia di spazio aperto a Milano, analizzando le città che hanno iniziato ad affrontare la questione decenni fa. Mobility as Urban Factor Gli incontri promossi da MIC Mobility In Chain dell’architetto Federico Parolotto mettono al centro il tema della mobilità e dello spazio pubblico, analizzando elementi contraddittori, a volte difficilmente conciliabili, legati al cambiamento delle dinamiche urbane, anche in relazione alla crisi ambientale che stiamo attraversando. Nel Perimetro La chiave di racconto proposta dall’editore Sebastiano Leddi e dall’autore e regista Francesco G. Raganato è quella della fotografia, cioè dell’utilizzo dell’immagine per raccontare, analizzare e ipotizzare la trasformazione di Milano in tutti i suoi aspetti, dalle architetture alle persone, dal centro alle periferie. 100 Public Spaces for Milan- selezionato come “Progetto di Ricerca” La formula proposta dagli architetti Chiara Quinzi e Diego Terna prevede 10 workshop con 10 studenti selezionati, guidati da tutor locali ed internazionali. Obiettivo è produrre 100 maquette su 9 tipologie di spazi pubblici milanesi (piazze, strade, parchi, piste ciclabili, orsi d’acqua…) + 1 (spazi che non hanno una chiara definizione attuale, ma che saranno futuri nuovi tipi di spazio pubblico). Osservatorio Natura Italia Il progetto dell’urbanista Salvatore Porcaro si propone di fare un bilancio dello stato di tutela e conservazione del patrimonio naturale italiano. Si inizierà con una riflessione sul contesto in cui sono nate le prime norme per la tutela del paesaggio, verranno raccontate diverse aree protette presenti sul territorio italiano e messe a confronto le politiche locali, si procederà con laboratori didattici con l’obiettivo di raccontare lo stato dei luoghi, far emergere le attuali criticità e individuare strategie e azioni di intervento. Milano Versus È possibile riferirsi a un modello Milano come strategia da applicare ad altri centri? Come si colloca la città rispetto al resto d’Italia e d’Europa? Quali sono i modelli di riferimento per Milano? La proposta degli architetti Marco Minicucci, Gabriele Leo, Arianna Campanile, Francesca Calvelli, Giulia Pozzi, Mirko Andolina e Grazia Mappa, intende mettere in discussione la narrazione di Milano costruendo un laboratorio dove assemblare un racconto corale della città. Scuola Patrimonio Urbano Una serie di seminari, conferenze e momenti di confronto sul tema della scuola. L’idea di fondo degli architetti Alessandro De Magistris, Federico Deambrosis, Federica Patti, Cristina Renzoni e Paola Savoldi è che insieme alla costruzione di un discorso pubblico più approfondito e consapevole sul valore della scuola, sia necessario mettere al centro gli spazi educativi come uno dei capisaldi di possibili processi di rigenerazione urbana. Mega - Events and the City Il rapporto tra Olimpiadi e città/regioni sta cambiando. Le recenti candidature limitano gli investimenti, riutilizzano infrastrutture esistenti e mirano alla rigenerazione. In vista delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, il ciclo Mega-Events and the City promosso dai docenti del Politecnico Davide Ponzini, Zachary Jones, Nicole De Togni e Stefano Di Vita alimenterà il dibattito pubblico con casi ed esperti internazionali. Sex & the City – selezionato come “Progetto di Ricerca” Quali sono i fattori che generano le diseguaglianze di genere all’interno delle nostre città? Come si relaziona il governo di Milano con le tematiche di genere e come potrebbe farlo per migliorare la vita delle donne? Attraverso 10 incontri la proposta delle architette Azzurra Muzzonigro e Florencia Natalia Andreola vuole costruire un quadro capace di integrare la dimensione di genere nella riflessione sulla città. Città ex Post Vi sono parti di città che non hanno conosciuto la mano di un grande progettista eppure posseggono una forte identità e si emancipano a “luoghi” attraverso lo strumento della propria narrazione. Il progetto di untitled architecture | Studio PARE |+ Agenzia 2791 individua 10 “ex post” su cui si struttura il programma di interventi, talk e conferenze per costruire i sistemi di senso di una ritrovata domesticità urbana. Nudge In Dal mercato comunale di Lorenteggio al teatro Ringhiera, passando per il giardino condiviso di San Vittore, il progetto dell’Associazione Innovare x Includere propone 10 incontri per raccontare 10 luoghi quasi-simbolo della trasformazione urbana, culturale e sociale di Milano, nati spesso da progetti di innovazione sociale, su cui confrontarsi per capire cosa manca e cosa si può fare per farli emergere con maggior vigore. I Ching Il ciclo di incontri proposto dall’agenzia Che Fare vuole esplorare 10 linee di trasformazione della sfera culturale di Milano con alcuni dei principali ricercatori e protagonisti di questi mutamenti provenienti dai settori più diversi: urbanistica, design, sociologia, economia, studi organizzativi, Cultural management, arte contemporanea. Hancking Monuments Il programma d'incontri promosso da Pietro Gaglianò e Simona Da Pozzo si appoggia alla ricerca avviata nel 2016 sul territorio milanese sulla percezione e l'uso che cittadini, artisti ed attivisti fanno dei monumenti. Obiettivo è implementarla e condividerla in una modalità partecipativa attraverso talk, workshop e una mappatura finale dei monumenti più significativi per i cittadini.

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06 apr 2017

Escludere la pianificazione ci renderà più poveri. E le generazioni future?

di Alessandro Graziano

L'urbanistica moderna come non forse tuti sanno è nata come strumento per migliorare la città industriali che erano diventate pericolose, malsane e invivibili. Interessante in tal senso è un fenomeno in atto in Australia e Nuova Zelanda sulla deregulation , ovvero su quel fenomeno che vuole uno sviluppo senza regole di pianificazione urbana. Un fenomeno con cui anche l'Italia combatte spesso, vedi gli ecomostri sulle nostre spiagge Tuttavia, oggi assistiamo a nuove politiche in Australia e Nuova Zelanda dove la pianificazione è vista come causa di problemi urbani, non una soluzione. La pianificazione urbana come un ostacolo, che rallenta presumibilmente la crescita economica ed è la ragione principale per l'alloggiamento insostenibile. Ma che cosa potrebbe significare questo approccio per il futuro sviluppo delle città australiane e non? Mentre la pianificazione urbana potrebbe aver perso gli obiettivi in questi decenni, la politica che emargina l'urbanistica ci espone a rischi sociali e ambientali a lungo termine. Le città in Australia e Nuova Zelanda si trovano ad affrontare sfide particolari: entrambi i paesi infatti sono fortemente urbanizzati, 89% e 86%, rispettivamente. Uno sguardo rapido sui modelli di utilizzo del suolo e sulle infrastrutture mostra che gli abitanti delle zone suburbane che del centro consolidato. Pertanto, la politica urbana in tali realtà deve affrontare la sfida di governare la Suburbia. Diversi fattori  spiegano questa avversione alla pianificazione.In primo luogo, molte aree urbane, sviluppate nell'ambito del sistema di pianificazione attuale, non hanno prodotto un ambiente molto vivibile. Piuttosto, l'ingegneria del traffico automobilistico  ha preso il sopravvento. Ad esempio molte aree di Auckland,  sono state progettate in modo tale che i residenti hanno poca scelta se utilizzare o meno l'auto. Sono di fatto obbligati ad usare l'auto privata per tutto. E grandi quantità di spazio sono assegnati a parcheggio per i veicoli privati.Questo è il risultato cumulativo di decenni di decisioni che hanno privilegiato il veicolo privato sul più sicuro ed efficiente il trasporto pubblico. I residenti vivono con le conseguenze di questa, e attuale politica. In secondo luogo, i ritardi nella approvazione di atti e norme di pianificazione sono noti per l'aggiunta di costi significativi e l'incertezza di sviluppo immobiliare. Ma lo sviluppo inefficiente di servizi non deve essere confuso con le regole di pianificazione eccessivamente severe.Le norme della pianificazione sono destinate a mitigare i danni ambientali e migliorare la qualità dello sviluppo. Invece di sbarazzarsi della pianificazione, i ritardi possono essere ridotti attraverso una miglior utilizzo  di risorse, formazione e gestione dei dipartimenti di pianificazione. Una buona pianificazione coinvolge i cittadini. E la politica urbana nazionale è importante per gestire l'uso del territorio e delle infrastrutture in modo diverso in città. Le Politiche non devono essere prescrittive. Esse possono anche consentire alle autorità locali di governare meglio con una maggiore devoluzione di capacità di potenza e di raccolta fondi.Ridimensionare la pianificazione urbana è una risposta comprensibile, ma troppo a breve termine. In molti casi, la pianificazione non ha emesso quello che aveva promesso. Sono necessarie misure per ridurre i ritardi e migliorare la qualità dell'ambiente costruito. Tuttavia, la politica che riduce semplicemente il ruolo della pianificazione può comportare costi significativi a lungo termine.Tale approccio ha elevati rischi di danni per l'ambiente, così come il trasporto terrestre e lo sviluppo non  coordinato. La generazione del futuro che vivrà nelle nostre città pagherà per questo.Cittadini informati sono essenziali per sostenere le buone decisioni di pianificazione e delle infrastrutture. Per il grande pubblico, tuttavia, le normative locali in materia di pianificazione urbanistica, infrastrutture e qualità ambientale sono dolorosamente noiose e incomprnesibili. Ma sono anche fondamentali nel plasmare la nostra vita quotidiana. Per chi non ha tempo di passare attraverso lunghi documenti di consultazione e piani, gruppi di difesa locale stanno conducendo il modo per tradurre al pubblico tali dati. In Italia sarebbero tradotti come urban center.  Zero Generation di Auckland è un buon esempio. Questa organizzazione sta sostenendo  l'equità intergenerazionale e la sostenibilità ambientale nella pianificazione  della città e dei  trasporti locali, con campagne mirate su progetti importanti e decisioni di pianificazione.Negoziare il trade-off e la politica di crescita urbana è sempre una sfida per la politica, ma l'impegno pubblico di qualità è fondamentale per costruire delle città che siano vivibili, accessibili e sostenibili per l'ambiente nel lungo termine.

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