Articolo
06 apr 2017

Escludere la pianificazione ci renderà più poveri. E le generazioni future?

di Alessandro Graziano

L'urbanistica moderna come non forse tuti sanno è nata come strumento per migliorare la città industriali che erano diventate pericolose, malsane e invivibili. Interessante in tal senso è un fenomeno in atto in Australia e Nuova Zelanda sulla deregulation , ovvero su quel fenomeno che vuole uno sviluppo senza regole di pianificazione urbana. Un fenomeno con cui anche l'Italia combatte spesso, vedi gli ecomostri sulle nostre spiagge Tuttavia, oggi assistiamo a nuove politiche in Australia e Nuova Zelanda dove la pianificazione è vista come causa di problemi urbani, non una soluzione. La pianificazione urbana come un ostacolo, che rallenta presumibilmente la crescita economica ed è la ragione principale per l'alloggiamento insostenibile. Ma che cosa potrebbe significare questo approccio per il futuro sviluppo delle città australiane e non? Mentre la pianificazione urbana potrebbe aver perso gli obiettivi in questi decenni, la politica che emargina l'urbanistica ci espone a rischi sociali e ambientali a lungo termine. Le città in Australia e Nuova Zelanda si trovano ad affrontare sfide particolari: entrambi i paesi infatti sono fortemente urbanizzati, 89% e 86%, rispettivamente. Uno sguardo rapido sui modelli di utilizzo del suolo e sulle infrastrutture mostra che gli abitanti delle zone suburbane che del centro consolidato. Pertanto, la politica urbana in tali realtà deve affrontare la sfida di governare la Suburbia. Diversi fattori  spiegano questa avversione alla pianificazione.In primo luogo, molte aree urbane, sviluppate nell'ambito del sistema di pianificazione attuale, non hanno prodotto un ambiente molto vivibile. Piuttosto, l'ingegneria del traffico automobilistico  ha preso il sopravvento. Ad esempio molte aree di Auckland,  sono state progettate in modo tale che i residenti hanno poca scelta se utilizzare o meno l'auto. Sono di fatto obbligati ad usare l'auto privata per tutto. E grandi quantità di spazio sono assegnati a parcheggio per i veicoli privati.Questo è il risultato cumulativo di decenni di decisioni che hanno privilegiato il veicolo privato sul più sicuro ed efficiente il trasporto pubblico. I residenti vivono con le conseguenze di questa, e attuale politica. In secondo luogo, i ritardi nella approvazione di atti e norme di pianificazione sono noti per l'aggiunta di costi significativi e l'incertezza di sviluppo immobiliare. Ma lo sviluppo inefficiente di servizi non deve essere confuso con le regole di pianificazione eccessivamente severe.Le norme della pianificazione sono destinate a mitigare i danni ambientali e migliorare la qualità dello sviluppo. Invece di sbarazzarsi della pianificazione, i ritardi possono essere ridotti attraverso una miglior utilizzo  di risorse, formazione e gestione dei dipartimenti di pianificazione. Una buona pianificazione coinvolge i cittadini. E la politica urbana nazionale è importante per gestire l'uso del territorio e delle infrastrutture in modo diverso in città. Le Politiche non devono essere prescrittive. Esse possono anche consentire alle autorità locali di governare meglio con una maggiore devoluzione di capacità di potenza e di raccolta fondi.Ridimensionare la pianificazione urbana è una risposta comprensibile, ma troppo a breve termine. In molti casi, la pianificazione non ha emesso quello che aveva promesso. Sono necessarie misure per ridurre i ritardi e migliorare la qualità dell'ambiente costruito. Tuttavia, la politica che riduce semplicemente il ruolo della pianificazione può comportare costi significativi a lungo termine.Tale approccio ha elevati rischi di danni per l'ambiente, così come il trasporto terrestre e lo sviluppo non  coordinato. La generazione del futuro che vivrà nelle nostre città pagherà per questo.Cittadini informati sono essenziali per sostenere le buone decisioni di pianificazione e delle infrastrutture. Per il grande pubblico, tuttavia, le normative locali in materia di pianificazione urbanistica, infrastrutture e qualità ambientale sono dolorosamente noiose e incomprnesibili. Ma sono anche fondamentali nel plasmare la nostra vita quotidiana. Per chi non ha tempo di passare attraverso lunghi documenti di consultazione e piani, gruppi di difesa locale stanno conducendo il modo per tradurre al pubblico tali dati. In Italia sarebbero tradotti come urban center.  Zero Generation di Auckland è un buon esempio. Questa organizzazione sta sostenendo  l'equità intergenerazionale e la sostenibilità ambientale nella pianificazione  della città e dei  trasporti locali, con campagne mirate su progetti importanti e decisioni di pianificazione.Negoziare il trade-off e la politica di crescita urbana è sempre una sfida per la politica, ma l'impegno pubblico di qualità è fondamentale per costruire delle città che siano vivibili, accessibili e sostenibili per l'ambiente nel lungo termine.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
14 ott 2015

Latina ci ripensa: ei fu Translohr

di Alessandro Graziano

A poche settimane dall'inaugurazione ufficiale del sistema tranviario di Venezia- Mestre con sistema Translohr, sembra corretto parlare di un altro sistema di questo tipo previsto per la città di Latina (116.000 abitanti), ma purtroppo accantonato per motivi di gestione finanziaria ovvero gli alti costi del piano di esercizio. Il sistema avrebbe dovuto collegare  la stazione centrale di Latina al centro città ed i quartieri litoranei di Nuova Latina e Nascosa , per un totale di 15 km.   La storia di questa tranvia, definita erroneamente "metropolitana leggera" di leggero non ha nulla, visto che il progetto si è risolto nell'aver ordinato e pagato 6 convogli tranviari senza di fatto costruire la tranvia. Il costo annuo che, secondo la Convenzione sottoscritta tra il Comune di Latina e la Società concessionaria Metro Latina (ma quale metro?) in data 24 settembre 2007, dovrebbe essere coperto dal contributo della Regione Lazio. Ovvero un "contributo" di 5 milioni di euro all’anno, che per i 30 anni di gestione previsti in Convenzione farebbero 150 milioni di euro a carico del bilancio (e quindi dei cittadini) della Regione Lazio. Non si comprende secondo quale criterio il Comune abbia proceduto a firmare nel 2007 una Convenzione estremamente onerosa senza prima aver ottenuto le necessarie coperture economiche. Perché dalla firma ad oggi nulla è cambiato su questo aspetto essenziale, tanto è vero che anche il Concessionario non dispone del finanziamento della sua quota di investimento di oltre 55 milioni di euro, nonostante l’impegno assunto in Convenzione.   Un'occasione persa per una città di medie dimensioni che avrebbe bisogno di investimenti sul TPL senza che la politica di turno sperperi risorse. Quindi senza le risorse finanziarie per gestire l'infrastruttura e il servizio non avrebbe alcun senso portare avanti i lavori di costruzione della stessa, peraltro mai iniziati. La mancanza di una pianificazione urbanistica e dei trasporti unita alla totale mancanza di una pianificazione economica dei progetti produce tali scempi.Scempio perché si sono investiti comunque soldi pubblici, per progetti e convogli, ma la cittadinanza almeno peri prossimi anni non vedrà nessun tram percorrere i quartieri della città.Tanto i politici continueranno ad usare le auto blu, per nulla leggere.  Questo riporta un articolo de IL Messaggero del 14 Settembre 2014: «Si è tentato fin dall’inizio di porre come secondaria la copertura finanziaria della Regione, che in realtà rappresenta il 77% delle fonti di rimborso del debito secondo il Piano Economico e Finanziario che sta alla base del Progetto ed è allegato al contratto - continua la nota - Da allora nulla è cambiato, si sono alternate giunte di diverso colore politico ma nessuna ha mai messo nero su bianco un impegno tanto oneroso. Il vero, irrimediabile errore è stato quello di firmare il contratto senza essersi prima assicurati l’impegno ad onorare il debito da parte della Regione. Il “trucco” contrattuale, escogitato dal Concessionario e sottoscritto dal Comune, non ha sortito alcun effetto nei confronti degli istituti bancari potenziali finanziatori: il Comune che garantisce e, di fatto, si costituisce fideiussore della Regione in caso di mancata erogazione dei fondi da parte di quest’ultima. Una vera furbata all’italiana cui non ha abboccato nessuno. Per legge, l’uscita del Committente (il Comune) da un siffatto contratto comporta il riconoscimento al Concessionario del 10% del valore dell’opera: ogni verifica successiva alla firma è quindi già viziata da questo “peccato originale”. Oltre alla c.d. penale del 10%, il Comune dovrà anche pagare i veicoli inspiegabilmente già realizzati dalla Translhor. Indipendentemente dalle modalità di pagamento, ciascun veicolo (composto di tre vagoni) contrattualmente costa, al netto dell’Iva e della rivalutazione monetaria, 2,25 milioni di Euro ed il Comune ha già riconosciuto nel 2010, mediante formale approvazione di due stati avanzamento lavori (SAL), il completamento di 6 veicoli più la scocca di un settimo. Oltre ai veicoli, con il secondo SAL sono state approvate anche spese tecniche per circa 2,5 milioni di Euro. Ora siamo nella fase in cui il Comune, se non l’avesse già fatto, dovrebbe preoccuparsi di uscire da questa trappola in cui si è volontariamente cacciato, riducendo al minimo gli esborsi per le sue casse. Rinascita Civile è a disposizione del Sindaco e dei suoi tecnici per dare un contributo di idee e soluzioni affinché lo spreco di denaro pubblico, cioè dei cittadini, sia per quanto possibile limitato. Sarà comunque un bagno di sangue di cui qualcuno prima o poi dovrà rispondere». (fonte IL Messaggero)

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
14 ago 2015

Gli alberi e la M4 di Milano

di Alessandro Graziano

Il 10 luglio la Giunta del Comune di Milano  ha approvato la delibera che raccoglie tutte le modifiche al progetto esecutivo della metro 4 richieste sia dai Comitati di cittadini sia dalla Sopraintendenza ai Beni Culturali. Ecco quanto riporta l’annuncio ufficiale: La Giunta ha approvato oggi la delibera sulle modifiche al progetto della nuova metropolitana e che verranno ora sottoposte al Cipe (Comitato Interministeriale Programmazione Economica). Due le principali migliorie, che oltre a rispondere alle prescrizioni del Cipe, sono la formalizzazione delle iniziative di riduzione degli impatti dei lavori sulla città, frutto del confronto svolto in questi mesi con cittadini e associazioni di categoria. La prima riguarda il calaggio di 2 talpe del diametro di 9,15m nella Stazione Tricolore da estrarre poi nella Stazione Solari, al posto dell’impiego di una sola TMB con diametro di 6,50m da calare ed estrarre presso la Stazione  Solari. Questa modifica comporta una inversione del senso di scavo rispetto a quanto previsto nel Progetto Definitivo. I vantaggi della scelta consistono nella possibilità di smaltire la terra delle gallerie non mediante trasporto su camion ma con nastri trasportatori e di poter ridurre gli impatti dei cantieri sulla viabilità in Lorenteggio e sul verde nelle aree Plebisciti /Indipendenza/Argonne. La seconda variante approvata dalla Giunta e che verrà sottoposta al Cipe riguarda la modifica delle gallerie tra Manufatto Sereni e Manufatto Argonne. Si tratta di una traslazione del tracciato mediamente di circa 10m (punto più distante 18.50m), resa necessaria dal riposizionamento in area più centrale della Stazione Argonne che permetterà di salvaguardare entrambi i filari esterni degli alberi lungo il viale. Le modifiche apportate al Progetto Definitivo non comporteranno variazioni di spesa rispetto a quanto già precedentemente approvato o di tempistiche di realizzazione della metropolitana M4, che sarà completata in 88 mesi. Maggiori dettagli nel primo documento scaricabile in pdf. Il secondo documento è comprensivo di tutte le planimetrie delle cantierizzazioni della tratta EST e OVEST. Questo è quindi il risultato di una più attenta progettazione e partecipazione della cittadinanza ai processi di cambiamento della città.  In poche parole Pianificazione partecipata che in Italia è ancora lontana dalle prassi di progettazione urbanistica ma si aggiunge in itinere a causa di proteste di cittadini e residenti spesso mal informati.   Di seguito due slide della presentazione che mostrano in dettaglio le variazioni al progetto per tutelare alberi e giardini pubblici esistenti:  

Leggi tutto    Commenti 0