01 nov 2018

Raddoppio SS 640: infuria la polemica sui lavori


Infuria la polemica sui lavori della SS640 affidati alla CMC di Ravenna dopo che nei giorni scorsi gli ispettori dell’assessorato regionale delle Infrastrutture avevano trovato un cantiere deserto senza operai. Subito l’assessore alle Infrastrutture della Regione Siciliana aveva tuonato contro l’azienda che ha in appalto i lavori di ammodernamento della “Agrigento-Caltanissetta :

«La società CMC deve essere mandata via dalla Sicilia. Fuori chi vuole bloccare tutto. Ieri a sorpresa abbiamo inviato degli ispettori al cantiere della Agrigento-Caltanissetta. Risultato? A lavoro non c’era nessuno e nessun progresso nell’opera è stato compiuto rispetto a tre mesi fa!

L’Anas, gestore della strada, ha un contratto con CMC. Abbiamo chiesto di farlo rispettare. Oggi l’Anas deve stare al fianco della Regione e mandare via un’impresa che sta offendendo la dignità del popolo siciliano. In Italia per opere pubbliche da 100 mln e più ci vogliono in media 10 anni.  Non possiamo più sopportarlo».

Ieri, dopo le affermazioni dell’assessore regionale alle Infrastrutture On. Marco Falcone, oltre duecento lavoratori della CMC di Ravenna si sono riuniti nel campo base di “Empedocle 2”, per rispondere, attraverso una Lettera Aperta al presidente della Regione On. Nello Musumeci, all’Assessore alle Infrastrutture On. Marco Falcone e a tutto il Governo Regionale, alle affermazioni dell’Assessore Falcone ribadendo l’importanza del lavoro, non solo per le centinaia di famiglie coinvolte, ma per l’indotto che da anni contribuisce al processo di crescita economico della provincia di Caltanissetta e della Sicilia.

Ecco il testo della lettera aperta:

«Gli operai siciliani e non, sono delusi e seriamente preoccupati in seguito alle recenti dichiarazioni dell’Assessore Marco Falcone diffuse a mezzo stampa, con le quali si chiede ad Anas di “mandare via” l’impresa esecutrice CMC di Ravenna, con conseguenze per il nostro futuro e per il sostentamento delle nostre famiglie.

L’Assessore Marco Falcone, considerate le problematiche finanziarie che affliggono il settore delle costruzioni e che hanno portato al fallimento/concordato le più grosse imprese italiane con cantieri totalmente deserti, opere incompiute e disoccupazione alle stelle, in modo particolare in Sicilia, dovrebbe apprezzare gli sforzi della CMC, che nonostante sia costretta ad operare in sottoproduzione, continua a mantenere, per quanto possibile, i posti di lavoro, pagando con regolarità salari/stipendi e consentendo a noi tutti, che con le nostre mani, orgogliosamente, stiamo costruendo una delle opere più importanti d’Italia, di mantenere le nostre famiglie con dignità.

Per dovere di cronaca, si precisa che in occasione del “Blitz” dei funzionari dell’Assessore noi operai eravamo in cassa integrazione per la pioggia che nella giornata di martedì 28 ottobre ha interessato il territorio di Caltanissetta e non solo, e che oggi a differenza di altri che vanno in giro a raccogliere voti, siamo regolarmente a lavoro a spaccarci dignitosamente ed orgogliosamente la schiena.
Rimaniamo speranzosi che quanto successo non sia l’ennesima propaganda elettorale politica finalizzata a favorire le imprese degli amici portatori di preferenze, a scapito di tutti noi e delle nostre famiglie.

Chiediamo al Presidente della Regione Musumeci e all’Assessore alle Infrastrutture Falcone di venire in cantiere a stringerci la mano in modo da poter costatare direttamente quanti siamo e cosa facciamo.

La Sicilia non ha più bisogno di slogan, ma di impegni precisi. E qui a Caltanissetta l’unico impegno è quello di terminare i lavori della SS 640, non solo per completare un’opera assai essenziale per questo territorio, ma per continuare a credere che con il lavoro resta salda la dignità di tutti noi e delle nostre famiglie».

Su “Il sole 24 ore” viene riportato un articolo in cui si parla della crisi finanziaria di CMC legata a 108 milioni di euro di mancati pagamenti registrati in estate, e ai connessi problemi di cassa che hanno generato. Il buco finanziario, secondo “Il sole 24 ore”, è riconducibile a mancati pagamenti da parte dell’Anas per due opere in Sicilia (per la superstrada Agrigento-Caltanissetta), due lavori in Kenya per opere idriche (circa 60 milioni di euro di mancati incassi) e un’altra opera idrica in Nepal (circa 10 milioni).

In riferimento ai mancati pagamenti  della superstrada Agrigento-Caltanissetta, Anas ha quindi diffuso un comunicato:

“Anas segue con estrema attenzione le vicende gestionali e finanziarie delle imprese del settore alle quali sono state affidate importanti realizzazioni strategiche per il Paese.

In particolare per CMC, che in Sicilia ha in appalto tre opere fondamentali del Contratto di Programma, Anas ha liquidato a inizio settimana tutti i crediti pendenti sui lavori in corso con il pagamento di circa 50,6 milioni di euro, effettuato applicando tutte le flessibilità concesse dalla normativa vigente e avendo attenzione alla tutela, per quanto possibile, anche degli affidatari e dei dipendenti dell’impresa stessa.

È allo stato in fase di valutazione anche l’eventuale risoluzione anticipata di due contenziosi giudiziari pregressi”.


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