Il TAR del Lazio ha annullato il decreto di Valutazione di Impatto Ambientale per il progetto Fiumicino Waterfront, noto anche come Isola Sacra.
La decisione segue la conclusione che l’opera non poteva essere autorizzata come un semplice porto turistico, poiché includeva un terminal crocieristico destinato anche ad attività di homeport.
Prevedendo fino a 1,3 milioni di passeggeri all’anno, il progetto ha superato i limiti definiti per un marina turistico.
Questa distinzione è stata cruciale, richiedendo un diverso iter autorizzativo. Il consorzio del Fiumicino Waterfront pianifica di appellarsi alla sentenza.
Un terminal rocieristico nel orogetto Fiumicino Waterfront
Il progetto Fiumicino Waterfront mirava a creare non solo un marina per la nautica da diporto, ma un vero e proprio terminal crocieristico.
Questo avrebbe comportato attività di homeport, con una previsione di circa 200 giorni di operatività all’anno e un traffico stimato di 1,3 milioni di passeggeri.
Tali numeri sono risultati incompatibili con la definizione di porto turistico secondo il DPR 509/1997, che riserva tali infrastrutture unicamente o prevalentemente alla nautica da diporto.
Il TAR ha quindi ritenuto che il progetto richiedeva un diverso approccio amministrativo.
Implicazioni della sentenza del TAR
La sentenza del TAR mette in luce la necessità di distinguere chiaramente tra un semplice marina e un terminale crocieristico.
Proposte come quella di Fiumicino Waterfront devono ora affrontare procedure autorizzative adeguate alle loro reali caratteristiche operative.
Il progetto, gestito da Cruise Terminals International e partecipato da fondi assistiti da iCON Infrastructure, prometteva anche la creazione di occupazione, servizi per maxi yacht e la riqualificazione dell’area di Isola Sacra.
Nonostante ciò, il progetto deve ora esplorare nuove strade o appellarsi contro la decisione del TAR.
Prospettive e futuro del progetto
Il destino del Fiumicino Waterfront resta incerto poiché i ricorrenti hanno sottolineato un impatto ambientale superiore a quanto dichiarato.
Sebbene la sentenza non rappresenti un veto definitivo, annullando il decreto di compatibilità ambientale, l’iter dovrà ripartire con una nuova qualificazione amministrativa.
Questo si inserisce nel contesto più ampio di un’evoluzione internazionale nel settore crocieristico, dove c’è una crescente attenzione agli investimenti in infrastrutture coerenti con la reale natura dei nuovi homeport.
Il progetto, pertanto, potrebbe ancora vedere la luce, previa revisione dei suoi parametri e procedure di autorizzazione.
Impatto sulla competizione con Civitavecchia
Il nuovo homeport vicino all’aeroporto di Fiumicino potrebbe incidere sulla ripartizione del traffico crocieristico, attualmente dominato da Civitavecchia come porto principale di Roma.
La vicinanza del Fiumicino Waterfront all’aeroporto più grande d’Italia avrebbe modificato non solo i flussi passeggeri, ma anche l’assetto delle infrastrutture portuali.
Sebbene il TAR abbia affermato l’importanza di procedure trasparenti, la competizione tra i porti resterà un punto cruciale nelle dinamiche future del traffico crocieristico nella regione.
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