15 mag 2020

Viaggiare in aereo durante la Fase 2: le ipotesi sulle nuove disposizioni


Con l’avvio della fase 2 in Italia, anche il settore dei trasporti sta provando a rimettersi in moto.

Ogni categoria in tal senso sta seguendo le indicazioni governative per riorganizzarsi secondo le nuove direttive, non senza problemi e criticità. Come ha dichiarato Andrea Gibelli, presidente di ASSTRA, il segmento relativo al trasporto pubblico locale andrà incontro a perdite oltre il miliardo e mezzo di euro entro fine anno.

Una situazione critica che dovrà far fronte anche ai comportamenti indotti degli utenti. Da più parti, Governo incluso, stanno piovendo indicazioni e incentivi verso la mobilità dolce e la micro mobilità, per scongiurare gli assembramenti nei mezzi pubblici e negli spazi pubblici a loro destinati.

Anche il settore dell’aviazione non se la passa meglio. Autorità e compagnie aeree sono al lavoro per definire i protocolli che consentiranno già nella fase due dovranno garantire maggiore sicurezza.

Tra rumors e indicazioni ufficiose, proveremo di seguito a descrivere le principali misure operative che con molta probabilità saranno applicate a bordo e negli aeroporti, in quello che sarà sicuramente un modo di volare due punto zero.

 

Carte d’imbarco elettroniche e termoscanner

I comitati tecnico-scientifici stanno pensando ad alcune modifiche nell’iter di onboarding: durante la fase dei controlli sarà probabilmente misurata la temperatura ai passeggeri, che avranno l’obbligo di indossare guanti e mascherine.

Il controllo dei passaporti potrà avvenire attraverso delle barriere protettive in plexiglass, mentre dispenser di gel per le mani saranno dislocati in vari punti dell’aerostazione. Le carte d’imbarco potranno essere accettate solo in formato elettronico, tramite dispositivi digitali, per evitare il passaggio di carta da mano a mano.

 

Stop alle navette, solo finger

Per scongiurare assembramenti a bordo, non ci saranno più le navette che in pista accompagnavano i passeggeri sino alle scalette dell’aereo. Si utilizzeranno i finger, i tubi che consentono l’ingresso direttamente a bordo.

Bilbao_Airport_finger

 

 

Check-in con distanziamento e probabili lunghe code

Se da un lato si velocizzeranno le operazioni di imbarco attraverso l’accesso diretto tramite finger, i tempi potrebbero dilatarsi nelle operazioni di check-in al gate. Oltre alla differenziazione tra imbarco prioritario e ordinario, il distanziamento tra i passeggeri aumenterà la dimensione delle code ad ogni imbarco e durante i controlli. In tal senso vedremo come gli aeroporti riorganizzeranno gli spazi.

Per quanto riguarda gli spazi commerciali quali bar, negozi e duty-free shop dovrebbero valere le stesse disposizioni vigenti nelle città, con ingressi contingentati, sanificazioni periodiche e distanziamento.

 

In bagno chiedendo il permesso

Un altro aspetto che potrebbe cambiare durante le ore di volo sarà il recarsi alla toilette. Per evitare assembramenti dietro la porticina sul veivolo, potrebbe essere obbligatorio chiedere il permesso al personale di volo prima di allontanarsi dal proprio sedile.

Inoltre, potrebbero essere vietati pagamenti in contanti nell’acquisto di cibi, bevande e prodotti duty-free durante il volo.

 

Posti distanziati e capacità ridotta?

Il grande problema per le compagnie aeree sarà quello di valutare una riduzione consistente dei posti a bordo (quasi il 40%), così come vorrebbero le indicazioni dei comitati tecnico-scientifici. Una delle ipotesi è garantire un sedile vuoto tra due passeggeri, l’altra è quella di girare il sedile nel senso opposto per evitare l’eccessiva vicinanza tra due persone.

Entrambe le soluzioni non soddisfano le compagnie low-cost per gli eccessivi costi che andrebbero sostenuti. Inoltre la ridotta capacità a bordo garantirebbe meno guadagni, imponendo alla compagnia di alzare il prezzo del biglietto all’utente finale.

Ryanair ad esempio intende riprendere a volare in Italia e in Europa, seppur con una frequenza inferiore, già dal primo Luglio, ma senza limitazioni sui posti. Tra l’altro, proprio la società irlandese ha fatto presente che occupare i posti alternati non garantirebbe comunque il distanziamento minimo di un metro.

Un braccio di ferro che ancora non ha conosciuto la parola fine, ma che si appresta a farlo non appena saranno definitivamente varati i protocolli di settore.

 

 

 

 


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