17 gen 2017

Dalle buche all’asfalto permeabile e solare: l’evoluzione delle strade al 2017 e un video storico di grande impatto


Lo calpestiamo giornalmente e probabilmente lo abbiamo maledetto più di una volta quando abbiamo rischiato di inciampare durante una passeggiata o quando con l’auto siamo transitati “dentro” una buca. Tutta colpa dell’asfalto, definito in un video d’epoca lo “smoking della strada”.

L’asfalto è composto da una componente calcarea porosa e naturalmente dal bitume, volgarmente considerato lo scarto del petrolio. La qualità dei suoi componenti e il suo posizionamento sulla pavimentazione incidono fortemente sul comfort e sulla sicurezza dei nostri spostamenti sulle strade. Nel video seguente scopriamo grazie al famoso programma televisivo “Com’è fatto?” in che modo nasce questo composto e il perchè delle diverse consistenze, che causano anche diversi tempi di deterioramento. Guardatelo, è molto interessante scoprire quanti passaggi sono richiesti per arrivare al prodotto finale. Ma soprattutto, quante miniere servono per il fabbisogno delle città odierne?

 

Come abbiamo visto, l’asfalto è una malta che col tempo si deteriora, soprattutto quando è notevolmente stressato dal transito dei veicoli. Chiaramente più il composto è costituito da inerti, più la resistenza aumenta, ma è fondamentale che tutti i componenti siano ben legati tra loro. Capita spesso che si possano aprire delle crepe in alcuni tratti della pavimentazione. Molte amministrazioni locali, anzichè pianificare una nuova scarificatura della strada (che comporta dei costi non indifferenti) sono ricorse ad una soluzione tampone, ovvero l’asfalto liquido, che consente di riempire i buchi nell’asfalto appianando eventuali dislivelli.

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(esempio di asfalto liquido su pavimentazione privata, viene applicata anche in diverse strade urbane)

Non tutti i comuni ricorrono a questi espedienti, probabilmente anche per motivi di bilancio, pertanto i cittadini devono spesso attendere una nuova messa in opera della pavimentazione stradale, che avviene dopo svariati mesi o anche anni. Oppure si interviene con rattoppi che non fanno che peggiorare la situazione. Diversi livelli di asfalto, diverse consistenze, sconnessioni e avvallamenti, con buona pace di pedoni, ciclisti e automobilisti.
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Verso dove va la tecnologia?

Di questi tempi assistiamo allo sviluppo di prodotti innovativi, frutto della ricerca. Ad esempio alcune aziende producono già l’asfalto permeabile, in grado di assorbire grandi quantità di acqua. In questo video un esempio di malta che assorbe fino a 4000 litri.

Si va oltre, si sperimentano le strade fotovoltaiche:

Si tratta di strade pavimentate con pannelli quadrati larghi come la carreggiata, che produrranno energia sfruttando i principi dei pannelli fotovoltaici e lavorando allo stesso modo dei moduli normalmente installati sulle nostre case, ma posti in sostituzione dei comuni asfalti per il manto stradale.

Trattandosi di un prototipo, i dati definitivi sono ancora incerti, ma se si stima un’insolazione media di 4 ore al giorno e un’efficienza intorno al 15%, ogni pannello produrrà, giornalmente 1,6 kWh di energia elettrica, che potrà essere immessa nella rete pubblica, utilizzata per l’illuminazione stradale o per la ricarica delle auto elettriche tramite colonnine (fonte)

In Olanda nel 2013 si è iniziato a sperimentare la “Smart Highway”, il primo prototipo di autostrada intelligente e a risparmio energetico:

tra le soluzioni introdotte:

  • segnaletica fotoluminescente in grado di ricaricarsi di giorno e illuminarsi di giorno
  • luci che si accedono solo al passaggio delle autovetture
  • cristalli di ghiaccio che si illuminano in caso di temperatura sotto lo zero e una corsia a induzione grazie alla quale i veicoli elettrici potranno ricaricarsi semplicemente percorrendola
  • sfruttamento di energie rinnovabili, con una serie di turbine eoliche poste ai lati della carreggiata che, mosse dal vento causato dal transito delle auto, produrranno energia elettrica necessaria all’illuminazione della strada

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Insomma, anche in questo campo il mondo va a diverse velocità. In Italia rimane ancora attuale la diatriba tra trasporto pubblico – trasporto privato, secondo molti ancora troppo esposta a favore di quest’ultimo. Sta di fatto che anche le strade devono godere di un livello di comfort e manutenzione molto alto. Le sperimentazioni costano e diversi comuni italiani non riescono nemmeno a garantire la semplice manutenzione.

Non ci resta che chiudere questo excursus con una nota storica: un filmato del 1961 dell’Istituto Luce, dove veniva presentata l’attività mineraria nei pressi di Ragusa. Immagini che ancora oggi hanno il loro fascino.

 


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