Complanarina di Modena: approvato il progetto esecutivo

render complanarina di modena
Spread the love

Complanarina di Modena: approvazione del progetto esecutivo

Il 17 febbraio 2026, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha approvato il progetto esecutivo della “Complanarina” di Modena. Questo nuovo collegamento stradale di circa sei chilometri unirà la tangenziale di Modena al casello autostradale di Modena Sud, sbloccando un’opera attesa da oltre quindici anni.

Questo intervento infrastrutturale mira a migliorare la mobilità locale, con un impatto significativo sui flussi di traffico, in particolare per i mezzi pesanti, facilitando la connessione tra la tangenziale sud e l’autostrada A1.

Dettagli principali della Complanarina di Modena

La Complanarina di Modena è progettata per fornire un collegamento diretto e funzionale tra la tangenziale e il casello Modena Sud. Con sei chilometri di nuovo tracciato, l’infrastruttura alleggerirà il traffico su arterie viarie locali come la Vignolese e via Gherbella.

Il progetto include l’installazione di 3,7 chilometri di barriere fonoassorbenti e la costruzione di quattro nuove rotatorie. Un nuovo ponte sul Torrente Tiepido, lungo circa 37 metri, sarà una delle otto nuove infrastrutture previste.

Interventi specifici e finalità tecniche

Il progetto della Complanarina di Modena prevede una revisione globale delle intersezioni esistenti, tra cui rotatorie e svincoli, oltre a un nuovo cavalcavia autostradale. Questi interventi di riqualificazione puntano a semplificare la viabilità e migliorare la sicurezza stradale.

La connessione diretta tra i due caselli autostradali di Modena ridurrà le congestioni, facilitando l’accesso alla rete autostradale principale dal nord-est dell’area urbana modenese.

Contesto del progetto Complanarina di Modena

Il progetto di Complanarina si inserisce in un più ampio contesto di miglioramento della viabilità nella provincia modenese. Il collegamento alla tangenziale sud e al casello autostradale è stato progettato per minimizzare l’impatto sul territorio, sfruttando la vicinanza all’asse dell’A1. Questa scelta permette di preservare aree di interesse storico e agricolo, garantendo comunque la funzionalità della rete stradale e ciclabile esistente.

Post correlati

Lascia un commento