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20 nov 2017

Domani sciopero movimentazione aeroporti e taxi

di mobilita

Domani si potrebbero verificare dei disagi per il trasporto aereo a causa di uno sciopero di 4 ore  (dalle 13 alle 17) del personale dipendente delle società di handling aeroportuale (Assohandlers) aderente a Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl-Ta. Dovrebbero essere interessati gli aeroporti di Toscana Aeroporti presso gli aeroporti di Pisa e Firenze e l'aeroporto di Bologna. Per domani è previsto anche uno sciopero nazionale di 24 ore dei taxi, con disagi maggiori previsti nelle grandi città, come Roma e Milano. easyjet in una nota afferma che ci potrebbero essere disagi per i voli da e per Venezia, Pisa e Napoli.  Air Dolomite, a causa dello sciopero di domani cancella alcuni voli: EN8241 da Bologna a MonacoEN8242 da Monaco a Bologna. Queste le sigle sindacali coinvolte: UNICA-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL, UGL-TAXI, FEDERTAXI-CISAL, USB-TAXI, UTI, FAISA-CONFAIL/UNIMPRESA/FAST TPNL-CONFSAL/FITA-CNA/SATAM/SILT/TAM-ACAI, CLAAI, MIT, URI, URITAXI, CONFARTIGIANATO TAXI.  

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20 lug 2017

Arriva Telepass Pay: il PayPal della mobilità

di Alessandra Santoni

Se sulla tua auto usi il Telepass, ti senti già abbastanza 'importante' quando puoi sfrecciare via al casello autostradale in pochi secondi, guardando le interminabili file di automobilisti in attesa di pagare il pedaggio. E la comodità di pagare, sempre con il Telepass, i parcheggi a pagamento (laddove previsto)? Un piccolo bip e via, basta con quei bigliettini per il pagamento, che non sai mai se te lo sei messo in tasca, nel portafoglio, ma alla fine, tutte le volte, lo hai lasciato in macchina. Ecco, ora prova a pensare che il tuo Telepass possa diventare un modo di gestire anche altri servizi a pagamento legati alla mobilità. Proprio così: infatti Telepass Spa, con tanto di hashtag #ilbellodimuoversi. ha presentato ufficialmente la società controllata Telepass Pay. L'obiettivo è quello di ampliare le funzioni della scatolina incollata al nostro parabrezza. Quella principale sarà il pagamento del rifornimento dal benzinaio: tramite l'app Pyng (ribattezzata Pyng + per l'incremento delle sue potenzialità) sarà possibile individuare le pompe di benzina convenzionate, e dotate perciò di un'apparecchiatura in grado di connettersi al dispositivo dell'automobilista, addebitando il costo del rifornimento direttamente sul suo conto Telepass. Oltre a questo sarà possibile anche pagare le corse in taxi sui veicoli convenzionati, al momento quelli di it Taxi, e anche i biglietti dei mezzi pubblici, i parcheggi e il noleggio dei veicoli in car sharing. In attesa della rivoluzione Telepass, vi lasciamo al video promozionale!

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27 apr 2017

Bateaux-Muoches? No: Sea Bubbles!

di Alessandra Santoni

È sicuramente un grande classico il giro sul battello quando si va a Parigi: romantico, d'atmosfera, la Senna che scorre sotto di voi e tutta la città da ammirare. Bene, ma forse nei prossimi mesi potrebbe capitare di vedere altre "presenze", meno classiche ma sicuramente più utili, scorrere sulle acque del fiume parigino. Stiamo parlando dei Sea Bubbles, cioè dei taxi elettrici progettati dal velista Alain Thébault che fluttueranno sull'acqua senza alcun tipo di emissione. Questi taxi futuristici potranno trasportare fino a quattro persone più il conducente e viaggeranno ad una velocità compresa tra i 6 e lgi 8 nodi. Usiamo lo stesso sistema che permette agli aerei di volare - spiega Thébault: l'aria che passa sopra l'ala genera portanza. Questi taxi galleggianti avranno un'autonomia di circa 90 chilometri, e per la ricarica avranno bisogno di pit-stop lungo le stazioni dislocate lungo la Senna e dotate di pannelli solari. Date un'occhiata al video!

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16 feb 2017

Tassisti contro “Milleproroghe” disagi in molte città italiane

di Roberto Lentini

Oggi i tassisti di tutta italia stanno scioperando in attesa della votazione al Senato del maxiemendamento Milleproroghe nel quale è prevista anche una nuova norma che, secondo le organizzazioni dei tassisti, favorirebbe Uber.L'emendamento al DL Milleproroghe prevede infatti un nuovo slittamento, fino al 31 dicembre 2017, all'entrata in vigore delle misure che limitano i servizi di noleggio con conducente (Ncc). "Il ministro Delrio si assuma la responsabilità del governo - tuona Nicola Di Giacobbe di Unica taxi Cgil - La legge 21 si può migliorare ma solo con il consenso delle categorie. Gli impegni presi si rispettano". A Roma lo sciopero si è esteso anche negli aeroporti di Fiumicino e Ciampino, praticamente risulta difficile trovare un taxi. Alcune associazioni dei consumatori sono invece a favore  dell'apertura del mercato.  Il Codacons ha fatto sapere che depositerà un esposto urgente alle procure della Repubblica di Roma, Milano e Torino, di interruzione di pubblico servizio e blocco stradale da parte dei tassisti. Qui riportiamo un'intervista che abbiamo fatto al General Manager di Uber in Italia, durante la prima conferenza nazionale per la mobilità sostenibile tenutasi al Polo Fieristico “Le Ciminiere” di Catania il 19-20 Giugno 2015 che spiegano le ragioni di Uber

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08 feb 2017

Fra soli 10 anni arriveranno i taxi volanti?

di Alessandro Gori

Secondo gli “esperti” fra non molto vedremo sfrecciare sopra le nostre teste mezzi volanti automatizzati che funzioneranno da taxi. Possibile? Auspicabile? L’idea di avere auto volanti è in circolazione da un pezzo, soprattutto nella fiction cinematografica e non. Chi può dimenticare le auto che sfrecciano fra i palazzi alti centinaia di metri nel capolavoro di Ridley Scott Blade Runner? Oppure Bruce Willis che fa acrobazie col suo taxi (appunto) ne Il Quinto Elemento di Luc Besson? Chiunque sia appassionato di fantascienza ha sempre gongolato all'idea di farsi un giro su un mezzo del genere. A quanto pare non siamo poi così lontani da quest’obiettivo, almeno secondo quanto uscito su Associate Press. Charles Eastlake, professore di ingegneria aerospaziale alla Embry-Riddle University (US) sostiene che “l’evoluzione inarrestabile dei sistemi computerizzati stanno aprendo le porte su un mondo in cui le auto volanti sono possibili fra 10/15 anni, ma sicuramente non si tratta di una certezza perché i problemi tecnici sono enormi.” Difatti anche se da un punto di vista ingegneristico e informatico si sono fatti passi giganteschi nella direzione delle auto volanti rimangono ancora svariate problematiche. Per esempio manca completamente la versione “aerea” dei sensori sviluppati per la guida automatica di auto “terrestri” (per esempio quelli testati da Uber e da Google). C’è anche il problema del peso notevole che hanno le batterie, guaio presente anche per le auto elettriche di terra, figuriamoci per quelle volanti. Superati gli ostacoli tecnologici ci sarebbero comunque tutte le questioni logistiche, ad esempio infrastrutture per il decollo e l’atterraggio, nonché passaggi aerei liberi da ostacoli. Oltre a questo ci sono anche le questioni da codice della strada e la regolamentazione del traffico. Le varie problematiche non sembrano però spaventare diverse aziende che stanno investendo nel progetto. Uber ha già piani per costruire infrastrutture di appoggio a un servizio di taxi volanti; Airbus vuole creare un prototipo nonché skyways sopra le città. Urban Aeronautics ha già sviluppato per scopi militari il suo Cormorant, un drone che può trasportare persone od oggetti per un peso massimo di 500kg a una velocità di punta di 185km/h; i cinesi di EHang hanno già sviluppato i loro mezzo voltante porta persone. Con tutti questi soggetti impegnati nel settore senza dubbio i taxi volanti saranno prima o poi realtà. La vera domanda sarà casomai se li vorremo davvero. Con città sempre più grandi e sempre più affollate vogliamo davvero occupare l’ultimo spazio (quasi) libero, il cielo, con droni che portano i pacchi di Amazon e taxi che ci volano sopra la testa? Il dibattito è aperto.

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27 mag 2015

Uber Pop: la sentenza che affossa il libero mercato

di Andrea Baio

"Uber Pop opera in concorrenza sleale, e va rimosso". E' questa la decisione del Tribunale di Milano, motivata dal fatto che gli autisti Uber non devono sostenere i costi di licenza che gravano per legge sui tassisti italiani. Una decisione che lascia a dir poco perplessi, e che obbliga l'Italia a restare un passo indietro rispetto al resto del mondo per tutelare interessi di categorie che non sono in grado di stare al passo coi tempi. Tutto ciò, inoltre, si ripercuote negativamente sui consumatori, che vedono condizionata la propria  libertà di scelta, con la beffa di dover sottostare alle carissime tariffe dei taxi, che in Italia continuano ad essere un lusso per pochi. Il servizio Uber è attivo in tutto il mondo e utilizzato da una vasta community di utenti. L'Italia si aggiudica ancora una volta la maglia nera, con una scelta che di fatto limita il libero mercato, toglie posti di lavoro e danneggia l'economia del Paese. Esulta la politica, che come al solito non perde mai occasione per tacere. Ma il problema a monte dove sta? Nelle tariffe dei taxi sicuramente. A differenza degli altri paesi, dove c'è una liberalizzazione del mercato, in Italia i taxi pagano caro il costo della licenza, che si aggira tra gli 80 mila e i 200 mila euro, a seconda del Comune. Tradotto? Buona parte dei costi di un viaggio in taxi, servono al tassista per ripagarsi la licenza. Cosa è che dovrebbe essere fatto allora? Il governo dovrebbe aumentare le licenze per abbassare le tariffe, ma questo ovviamente non si farà, salvo non avere particolarmente a cuore l'ennesima rivolta dei tassisti. Quello che però i tassisti non ti diranno mai, è che una licenza viene venduta a questi prezzi perché ce n'è un numero assolutamente limitato in circolazione. I tassisti pertanto, forti di un mercato d'élite,  le rivendono garantendosi una buona uscita non indifferente. Per questo la lobby dei taxi non ammette liberalizzazioni: un nuovo arrivato, otterrebbe la licenza gratuitamente, e potrebbero pertanto consentire tariffe decisamente inferiori, come accade in qualsiasi altro paese del mondo. Ovviamente questo significherebbe un allargamento dell'offerta che soddisferebbe una domanda maggiore, a causa dell'abbattimento dei costi di servizio. Quindi? Contenti tutti? Sicuramente i consumatori, sicuramente i nuovi tassisti...ma non certo quelli vecchi, che dovranno rivendersi le licenze in prossimità del pensionamento. Conclusione? A causa di una totale mancanza di coraggio politico, i tassisti oggi tengono in ostaggio il mercato. Guardando però le cose da un altro punto di vista, quello che ci piacerebbe sapere è per quale motivo un gruppo di cittadini non possa auto-organizzarsi per dare e ricevere passaggi. E' una cosa che si fa da molto prima che esistesse Uber; qual è quindi la colpa della multinazionale americana? Aver organizzato un servizio in maniera efficiente, basandosi sulle nuove tecnologie e consentendone l'utilizzo su larga scala? No perché altrimenti, dovremmo aspettarci dall'oggi al domani un vigile urbano ad elevare verbali per ogni macchina in condivisione? La questione non riguarda solo Uber, e i centinaia di posti di lavoro messi a rischio dalla decisione del Tribunale di Milano, ma riguarda l'intera mobilità del Paese. Un mercato dei taxi chiuso a riccio, fa sì che i cittadini italiani continueranno a non potersi permettere una corsa, col risultato che per ogni famiglia italiana continueremo ad avere due o tre macchine, che resteranno utilizzate per la maggior parte del tempo, parcheggiate magari per strada e occupando inutilmente spazio. L'inquinamento continuerà a sforare le soglie di tolleranza, i tempi di percorrenza continueranno ad essere drammatici, la spesa sanitaria continuerà a crescere, e tutto questo per non toccare gli interessi di una categoria, poggiati su una folle gestione da parte dello Stato Italiano. La soluzione in realtà ci sarebbe: lo Stato potrebbe pagare un indennizzo ai tassisti, a patto di liberalizzare subito il mercato. Difficile invece risalire all'origine di questa situazione assurda, che ha generato un mercato collaterale che oggi vale oro. Riassumendo: i cittadini continueranno a pagare scelte assurde del passato, applicate da governi con scarsa competenza, e perpetrate dalla totale assenza di coraggio politico dei governi attuali. Ma a conti fatti, siamo davvero sicuri che tenersi buoni i tassisti sia vantaggioso? Se si considera il potenziale mercato che ruota attorno alla liberalizzazione dei taxi, ed alla sharing economy che sempre più prende piede nel resto del mondo, la decisione del Tribunale di Milano - che dipende purtroppo dall'assurdità delle regolamentazioni in fatto di taxi - rischia di creare un danno esponenzialmente più grosso all'economia intera del Paese, bloccando di fatto lo sviluppo di un settore in piena espansione, che potrebbe tornare a vantaggio di tutti: nuovi posti di lavoro, abbattimento dei costi, aumento dell'offerta, diminuizione dell'inquinamento, dei tempi di percorrenza, della spesa sanitaria nazionale, aumento di parcheggi, e maggior efficienza dei servizi incentivata dalla competitività del mercato.

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