Articolo
04 feb 2017

Giardini pensili sugli autobus di Madrid.

di Alberto Garbin

Il comune di Madrid, insieme alla Fundacion COTEC, ha presentato un progetto finalizzato a migliorare la qualità dell’aria della capitale spagnola attraverso l’installazione di giardini pensili sui tetti degli autobus che circolano in città. L’iniziativa non è del tutto nuova, infatti già a New York sono in circolazione da quattro anni bus comprensivi di copertura verde sul tetto. Questa iniziativa è solo una delle 6 facenti parti del più grande progetto “Muévete en verde”, inaugurato nel 2007 a Madrid per incentivare la mobilità sostenibile, promuovere l’efficienza energetica e ridurre le emissioni. L’esperimento vedrà coninvolte le linee di autobus 27 e 34, le più frequentate della città. Gli autobus ospiteranno al piano superiore veri e propri giardini con essenze erbacee, fiori e piccoli arbusti. Lo scopo di questi bus “verdi” è doppio: da una parte assorbire CO2 e polveri sottili insieme con il resto della vegetazione piantata lungo le strade percorse dagli autobus, dall’altra cercare di ridurre il calore prodotto dalla lamiera degli autobus durante la stagione più calda e consentire quindi di risparmiare sulla climatizzazione del veicolo. Il costo di ogni giardino installato è di circa 2.500 euro, e prevede uno speciale sistema di irrigazione per evitare che i passeggeri si ritrovino in qualche modo danneggiati durante il viaggio. Le piante non avranno comunque bisogno di particolare manutenzione o irrigazione in quanto saranno a bassa richiesta di acqua. Ogni giardino sarà formato da speciali maglie metalliche e materiali sostenibili, che resistono sia al movimento che all’acqua. Oltre che sopra ai tetti degli autobus i giardini verranno installati anche sopra le pensiline di attesa.    

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
14 nov 2016

Mobilità sempre più green con le autostrade solari

di ospite

In materia di trasporti, le nuove soluzioni eco-friendly stanno raccogliendo consensi e interesse anche da parte delle autorità pubbliche, ora finalmente impegnate a gettare le basi per una mobilità più sostenibile sia per l'uomo che per l'ambiente. La sfida più ardua da vincere, tuttavia, è quella di far coesistere le nuove vetture a impatto zero con una rete stradale attrezzata per accoglierle, eliminando le carenze strutturali e promuovendo il ricambio generazionale dei veicoli. In tal senso, appaiono lodevoli sia le iniziative private, come i nuovi siti che permettono la vendita di auto usate sul web; sia quelle pubbliche, come gli avveniristici progetti di rinnovamento della rete stradale già attivi in Francia e in Olanda. Se l'Olanda, entro il 2020, avrà la prima "autostrada intelligente" del mondo, dotata addirittura di una corsia di ricarica wireless per auto elettriche; la Francia non sta di certo a guardare. A Tourouvre, nel dipartimento de l'Orne e a metà strada fra Parigi e Rennes, sta per essere infatti ultimata la prima strada "solare", un progetto pilota che prevede la creazione di un tratto stradale, lungo circa 1 Km, interamente pavimentato con pannelli fotovoltaici di ultima generazione. Tali pannelli, denominati Wattway e sviluppati dall'azienda francese Colas, sono in grado di sopportare agevolmente il peso degli automezzi più pesanti, garantendo la totale autonomia energetica all'intero tratto stradale su cui vengono installati. Il sogno di una strada a energia solare, dunque, non è più fantascienza, ma una tecnologia reale e altamente innovativa, frutto di oltre cinque anni di ricerca nei quali la Colas ha sviluppato (e poi sperimentato) delle versioni miniaturizzate di queste nuove celle fotovoltaiche ad alto rendimento. I pannelli Wattway, inglobati nell'asfalto, permettono infatti di alimentare tutte le installazioni presenti lungo la strada, restituendo l'eventuale energia superflua alla zona attraversata. Tale tecnologia si basa su un nuovo tipo di celle al silicio microcristallino, dalle performance straordinarie: basti pensare che un pannello Wattway di soli 20 metri quadri è sufficiente a soddisfare il fabbisogno energetico di una famiglia media. Di conseguenza, un tratto stradale di 2,8 chilometri quadrati, come quello in fase di ultimazione nella cittadina di Tourouvre, riuscirebbe a fornire energia elettrica a una comunità di circa 5 mila abitanti. Considerando l'applicazione di questa tecnologia su larga scala, tutto ciò si tradurrebbe in un risparmio energetico pressoché incalcolabile se si pensa alla quantità di risorse non rinnovabili necessarie a produrre energia elettrica per una grande metropoli. Se i risultati di questo primo test su scala reale avranno successo, è possibile che la strada solare si diffonda presto a macchia d'olio. Del resto, si tratta di una tecnologia già collaudata e che non necessita di altre infrastrutture di contorno. Una soluzione di tale portata potrebbe dunque rivelarsi un investimento altamente redditizio per il futuro, ma soprattutto un grande passo avanti verso il raggiungimento della tanto agognata autosufficienza energetica, che per alcuni Paesi poveri di fonti non rinnovabili (come l'Italia) rappresenta ancora un miraggio. Post di Sabrina Picari  

Leggi tutto    Commenti 1