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11 dic 2017

Le 10 linee peggiori 2017 secondo Legambiente

di mobilita

Con l'entrata in vigore dell’orario invernale Legambiente lancia la campagna Pendolaria 2017 con una prima analisi della situazione del trasporto ferroviario pendolare in Italia. Pendolaria ci racconta un’ Italia a due velocità soprattutto tra le regioni e riguardano il numero dei treni in circolazione, l’età dei treni e l’entità dei tagli avvenuta in questi anni. Solo in pochissime regioni si è mantenuto o aumentato il servizio (il caso migliore è la provincia di Bolzano), in tutte le altre è stato ridotto o al limite è numericamente rimasto uguale ma con tagli in alcune linee (o vera e propria cancellazione di collegamenti) per trasferirli su altre ritenute prioritarie. Nel suo rapporto Pendolaria stila una classifica delle 10 peggiori linee d'Italia. Ecco quali sono: 1) Roma-Lido Continua anche nel 2017 l’odissea dei pendolari della linea Roma-Ostia Lido, che si conferma tra le peggiori d’Italia per i continui disagi, interruzioni del servizio ed anzianità dei treni e delle stazioni. Il servizio di questa linea suburbana gestita da Atac non è assolutamente adeguato ad un bacino d’utenza enorme ed i risultati sono purtroppo evidenti: ormai la linea registra un afflusso giornaliero di 55.000 tra studenti e lavoratori contro i circa 100.000 stimati fino a pochi anni fa, con un calo del 45%. L’età media dei 23 convogli (erano 24 nel 2015) che la frequentano sfiora i 20 anni. Una simile qualità del servizio c’è sulla Roma Nord-Viterbo, sempre gestita da Atac, con treni lentissimi e problemi nelle stazioni che si trovano anche su alcune linee di Trenitalia. Pessima è la situazione anche delle metropolitane, in particolare nella linea B, utilizzata ogni giorno da oltre 345.000 romani, che soffre problemi tecnici incredibili. In teoria la linea B dovrebbe effettuare ogni giorno 428 corse, con una frequenza ufficiale nelle ore di punta di un treno ogni 4 minuti per scendere ad un treno ogni 5 o 6 minuti nelle ore di morbida. La realtà dei fatti è molto diversa, con attese medie di 15 minuti con picchi di 20-25 nella linea B1 per la stazione Jonio, impensabili per una linea metropolitana di una capitale europea. 2) Circumvesuviana Ed un’altra conferma in negativo, ancora un volta, e’ rappresentata dalla ex Ferrovia Circumvesuviana. Questa ferrovia collega un’area metropolitana di circa due milioni di abitanti e si estende per circa 142 km (distribuiti su 6 linee e 96 stazioni) che si sviluppano intorno al Vesuvio, sia lungo la direttrice costiera verso Sorrento, sia sul versante interno alle pendici del Monte Somma, fino a raggiungere Nola, Baiano e l’Agro nocerinosarnese. I numeri pubblicati danno un quadro sconfortante: aumento delle soppressioni (4.252 treni), aumento dei ritardi oltre i 15 minuti (26.533 nel 2016), oltre alla quasi assenza di treni a composizione tripla. Eppure c’erano maggiori risorse finanziarie disponibili rispetto all’anno 2015, basti pensare alle decine di milioni di euro di penali che la Regione ha deciso di non applicare restituendo le stesse all’azienda. Nel dettaglio le performance peggiori sono della linea Napoli-Nola-Baiano: 498 soppressi nel 2015, 1.090 nel 2016. Fino al 2003 la Circumvesuviana assicurava più di 500 corse al giorno, oggi i numeri sono dimezzati. Questo perché fino al 2010 i treni in circolazione erano 94 poi si è assistito ad una lenta ed inesorabile parabola discendente. Allo stato attuale, salvo guasti, viaggiano 56 treni, ma ne occorrerebbero almeno 70 per garantire un servizio dignitoso ai pendolari, costretti ancora a viaggiare ammassati. Basti dire che rispetto al 2012 i passeggeri ogni giorno sulla Circumvesuviana si sono ridotti del 22%. 3) Reggio Calabria-Taranto Una linea storica, una straordinaria eredità dei nostri nonni che versa in situazioni di penoso abbandono. La ferrovia Jonica è una linea di 472 km, che collega tre regioni e tanti centri portuali e turistici e che ha visto negli ultimi anni un peggioramento drastico del servizio ferroviario. Tagli ai collegamenti e una situazione mortificante per i pendolari. Con il nuovo orario da Reggio a Taranto, vi saranno 6 collegamenti giornalieri. Il treno più veloce impiega 6 ore e 15 minuti, con tre cambi: a Paola, Castiglione Cosentino, Sibari. Ma da Sibari il treno non c'è più, per cui si continua in pullman. La linea ha continuato a vedere ennesimi assurdi tagli al servizio, pari al 20% rispetto al 2010, con la cancellazione di 4 intercity notte, 5 treni espresso, 7 treni espresso cuccetta, 2 treni interregionali. Si assiste da parte del Governo e delle Regioni all’assenza di qualsiasi idea di rilancio, che porta di fatto all’abbandono della linea jonica a vantaggio del trasporto attraverso pullman spinto anche da investimenti stradali. 4) Verona-Rovigo Ritorna tra le linee peggiori a distanza di due anni la Verona-Rovigo perché troppo poco è stato fatto su questa tratta ferroviaria di 96,6 km che collega due capoluoghi di provincia ed uno snodo importante come quello di Legnago. Il servizio passeggeri è effettuato da Sistemi Territoriali azienda controllata dalla Regione Veneto e la linea è a binario unico se non per due piccoli tratti (per un totale di 15 km). La linea vede 12 coppie di treni transitare ogni giorno mentre nel 2012 se ne contavano 14. E per fare un confronto con il passato, 15 anni fa il treno più veloce ci mettevo 1 ora e 25 minuti, oggi impiega 16 minuti in più. Non c’è poi un sistema di bigliettazione unica che agevolerebbe gli spostamenti tra le diverse località lungo la linea. 5) Brescia-Casalmaggiore-Parma Una delle tratte pendolari più in difficoltà in Lombardia è la Brescia-Casalmaggiore-Parma che  collega centri urbani importanti ed addirittura due tra le regioni a maggiore domanda di pendolarismo in Italia. Si tratta di 92 km, percorsi a 46 km/h di media su cui i pendolari riscontrano quotidiani disagi e condizioni non degne di un collegamento di questa importanza. Il servizio è migliorato rispetto al passato, con 12 coppie treni diretti al giorno, ma ora tutti i convogli impiegano 1 ora e 50 minuti mentre nel 2009 esistevano due coppie di treni che effettuavano meno fermate ed il tempo di percorrenza si riduceva ad 1 ora e 30 minuti. La linea ferroviaria versa in una condizione di abbandono e proprio nel corso dell’ultimo anno si sono verificati una serie di gravi guasti alla linea, che hanno messo a repentaglio la salute e la sicurezza di molti pendolari. Ed il problema e’ che su questa linea il materiale rotabile ha età media superiore ai 30 anni. 6) Agrigento-Palermo I pendolari siciliani rimangono tra i più bistrattati d’Italia, visto che i 5 milioni di abitanti dell’isola ancora aspettano che la Regione stipuli un vero e proprio contratto di servizio con Trenitalia, visto che quello cosiddetto “ponte” e’ scaduto a fine 2016. Per fare un esempio, ogni giorno le corse dei treni regionali in tutta la Sicilia sono 429 contro le 2.300 della Lombardia, una differenza di 5,3 volte, ma a livello di popolazione la Lombardia conta “solo” il doppio degli abitanti siciliani (10 e 5 milioni). Un esempio sono i disagi della linea Agrigento-Palermo, lunga 137 km ed elettrificata dagli anni ’90, ma senza un servizio adeguato. 7) Settimo Torinese-Pont Canavese La ferrovia Canavesana è una linea di 40 km, gestita da GTT, che collega Settimo Torinese ai Comuni del Canavese, e da fine 2012 rappresenta parte della linea 1 del Sistema Ferroviario Metropolitano di Torino attraversando la città per arrivare a Chieri. Il servizio è svolto a cadenza oraria fino a Rivarolo, mentre il proseguimento verso Pont Canavese quasi sempre viene effettuato con autobus sostitutivi. 8) Campobasso-Roma Ritorna dopo alcuni anni anche un’ altra linea tra le peggiori d’Italia, la CampobassoRoma, ed il motivo è semplice: un graduale peggioramento del servizio e delle corse a disposizione dei pendolari. La linea è frequentata da molti pendolari, ma sono 7 le coppie giornaliere di treni diretti (per oltre 3 ore e 10 minuti di viaggio), mentre nel 2010 se ne contavano 10, con una diminuzione del 42,8%. La linea è complessivamente di 244 chilometri, ma i problemi sono nella tratta tra Campobasso e Roccaravindola di 75 km a binario unico non elettrificato, che è la principale ragione della lentezza e inadeguatezza del servizio (53 minuti nella tratta tra Campobasso ed Isernia con una velocità media di nemmeno 55 km/h). 9) Genova-Savona-Ventimiglia Con il cambio d'orario di dicembre 2016 è stata attivata la variante di tracciato a doppio binario fra Andora e San Lorenzo al Mare, incluse le nuove stazioni di Andora, Diano e Imperia e sono 17 le coppie di treni diretti tra regionali ed intercity che percorrono il nuovo tracciato giornalmente. Il problema è che il materiale rotabile non risulta assolutamente in grado di soddisfare le richieste dei pendolari e dei turisti con carrozze in condizioni penose, specialmente nel caso dei treni regionali. I convogli sono infatti vecchi, con sedili rattoppati ed i bagni sporchi e maleodoranti specialmente in estate. Ed al contrario nei periodi più freddi i pendolari vedono il passaggio di “treni-frigorifero” con carrozze al ghiaccio perché il riscaldamento spesso risulta guasto. Su questo basta ricordare che la Liguria è l’unica Regione del Nord Italia ad avere una età media dei treni superiore a 19 anni. 10) Bari-Corato-Barletta La ferrovia Bari-Barletta è una linea ferroviaria di 70 km, gestita da Ferrotramviaria, che attraversa un bacino di utenza di circa 700.000 abitanti e che era fino a due anni fa un esempio di successo nel trasporto ferroviario pendolare. La linea è diventata purtroppo famosa il 12 luglio 2016 quando uno scontro frontale tra due treni, avvenuto nel tratto a binario unico tra Andria e Corato, ha causato la morte di 23 persone e oltre 50 feriti. A seguito dell’incidente la linea è stata chiusa tra Andria e Corato, e sono partiti i lavori per il raddoppio della tratta di 10 km. Su questa linea in precedenza viaggiavano 48 treni al giorno con un tempo di percorrenza di circa 50 minuti ed una velocità media di 60 km/h, mentre ora funziona un servizio sostitutivo di autobus. Nei mesi scorsi Ferrotramviaria aveva annunciato che i convogli avrebbero ripreso a viaggiare in direzione di Bari al massimo in concomitanza con la riapertura delle scuole, a settembre. Invece ad oggi continuano ad operare gli autobus sostitutivi con allungamenti dei tempi per la riapertura della tratta ferroviaria Corato-Ruvo. Qui potete trovare il dossier completo di Legambiente  

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02 feb 2017

Rapporto Pendolaria: 10 linee ferroviarie da bollino rosso!

di Alessandro Graziano

Secondo il Pendolaria  2016 di Legambiente sono  10 linee ferroviarie peggiori di Italia, specchio di un pessimo servizio ferroviario locale  Ogni giorno quasi 5,5 milioni di persone si spostano in treno causa studio o  lavoro, un numero solo leggermente superiore al 2015 (+0,2%), quando i pendolari del treno erano 5,43 milioni (e 5,1 nel 2014). Un numero elevatissimo ma stabile, che si divide tra coloro che usufruiscono del servizio ferroviario regionale e quelli che prendono le metropolitane delle grandi città come Milano, Roma, Napoli, Torino, Genova, Brescia e Catania. La crescita, secondo il rapporto di Legambiente, è dovuta ai vari investimenti di ammodernamento. Il numero dei pendolari aumenta dove il servizio non è stato tagliato e dove sono stati realizzati investimenti nell’acquisto di nuovi treni, come in Lombardia dove sono arrivati a 712mila (con un +1,3%), in Emilia-Romagna (+3%) e in Alto Adige (dove sulle linee riqualificate con treni nuovi sono triplicati, da 11.000 nel 2011 a quasi 32.000 passeggeri). Mentre continua a calare in Regioni dove dal 2010 a oggi sono stati realizzati solo tagli ai servizi: in Calabria -26,4% treni in circolazione e -31% passeggeri, in Campania -15,1% treni e -40,3% passeggeri, in Piemonte –8,4% e -9,5% e nelle città dove il servizio è scadente, con sempre meno treni e sempre più vecchi come a Napoli sulla Circumvesuviana (le corse sono state ridotte del 30% dal 2010) o sulla Roma-Ostia Lido. Ecco di seguito una lista su cui il governo nazionale ei vari reginali dovrebbero lavorare affinché venga migliorato il servizio di trasporto locale: 1) Roma-Lido 2) Circumvesuviana 3) Reggio Calabria-Taranto 4) Messina-Catania-Siracusa 5) Cremona-Brescia 6) Pescara-Roma 7) Casale Monferrato-Vercelli e Casale Monferrato-Mortara 8) Bari-Martina Franca-Taranto 9) Treviso-Portogruaro 10) Genova-Acqui Terme Per cambiare questa situazione occorre aumentare l’offerta di treni sulle linee, in particolare in quelle urbane più utilizzate dai pendolari e laddove, come al Sud, sono stati cancellati o ridotti i collegamenti in questi anni. Ogni giorno, in tutto il Meridione circolano meno treni regionali che nella sola Lombardia e dal 2010 quelli regionali si sono ridotti del 21,9% e a questi tagli vanno sommati quelli degli Intercity. Per fare un esempio, le corse quotidiane dei treni regionali in tutta la Sicilia sono 429 contro le 2.300 della Lombardia. Inoltre, i treni sono più lenti e l’età media dei convogli al Sud è nettamente più alta: 20,3 anni rispetto ai 14,7 del Nord e ai 17,2 della media nazionale. "Tuttavia, spiegano da Legambiente, ci sono anche dei risultati positivi, per esempio quelli dati dall’uso di tram: Firenze-Scandicci (30mila passeggeri giorno), Palermo con il suo nuovo sistema tranviario, alle linee dove si è investito in Alto Adige, alla linea Palermo-Catania con i nuovi treni veloci, ad alcune linee pugliesi. E in ogni parte d’Italia, dove si investe nel ferro il successo è garantito come dimostrano 30 buone pratiche raccontate nel Rapporto". Lo Stato deve poi finalmente comprare treni, come succede in tutti gli altri Paesi europei, perché servono più treni per potenziare le linee e le sostituzioni in corso legate ai contratti con le Regioni, lasciano scoperto proprio il Sud e alcune linee fondamentali in città come Roma e Napoli. Infine occorre cambiare le priorità infrastrutturali per dare priorità alle aree urbane e al Sud. Oggi progetti fondamentali di rilancio della mobilità sostenibile nelle città non sono finanziati e nel Mezzogiorno non esiste alcun progetto di miglioramento del servizio tra le città attraverso progetti di adeguamento delle linee e acquisto di treni.   per leggere il rapporto Pendolaria ecco il link >> https://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/pendolaria_2016.pdf

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26 gen 2017

Italia ad alta velocità: Trenitalia ci riprova

di Alessandro Graziano

Rilasciata qualche giorno fa un'intervista dell'amministratore delegato sul futuro di Trenitalia in Italia e all'estero Il nuovo amministratore delegato di Trenitalia , Renato Mazzoncini, punta a nuovi servizi sul trasporto regionale, miglioramento della qualità di treni e puntualità e sull'espansione dei servizi ferroviari all'estero. E' molto importante l'accorto siglato con il governo Greco per la gestione della tratta ferroviaria Atene- Salonicco, mentre di recente Trenitalia ha conquistato la rotta Londra-South Essex e per i l futuro mira ad Edimburgo. A livello nazionale c'è il progetto di quotare in borsa una società ad hoc che si occupi del trasporto con treni ad alta velocità, Le Frecce, che sarà quotata in borsa come Newco. E per il sud Italia? L'AD di Trenitalia da come timeline il 2026 per la conclusione dei lavori sulla linea ad alta velocità Napoli-Bari e Palermo-Catania, con la volontà di aprire per tratti le linee man mano che vengono completati i tratti appaltati. Inoltre sono previsti investimenti per il trasporto pendolare che proprio in questi giorni potrebbe subire aumenti del 35% sul costo di biglietti e abbonamenti. In particolare sono stati già ammodernati o sostituiti il 20% dei treni in circolazione e si prevede che nei prossimi anni circa 500 treni verranno sostituiti con nuovi convogli più moderni ed efficienti. Infine è previsto un grosso impegno in puntualità delle corse rispetto i dati attuali, in modo da investire in un servizio di grande qualità  

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20 gen 2017

Presentato il nuovo treno a doppio piano “Rock”

di Antony Passalacqua

Roma, 20 gennaio 2017 -  Avviata oggi la produzione dei nuovi treni Rock. Questo il nome scelto per il nuovo treno regionale a doppio piano che Hitachi Rail Italy sta realizzando per Trenitalia (Gruppo FS Italiane), di cui oggi, presso lo stabilimento Hitachi Rail di Pistoia, è stato svelato il nuovo mock-up in scala 1:1 ed è stata avviata la realizzazione. Presenti Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato FS Italiane; Tiziano Onesti, Presidente Trenitalia; Barbara Morgante, Amministratore Delegato Trenitalia, e Maurizio Manfellotto, CEO Hitachi Rail Italy. L’accordo quadro siglato fra Hitachi Rail Italy e Trenitalia prevede possibilità di fornitura fino a 300 treni per un importo complessivo di circa 2,6 miliardi di euro. La flotta fa parte della nuova fornitura da 450 nuovi convogli per il trasporto regionale, del valore complessivo di 4 miliardi di euro. Composto da 5 carrozze, lungo 136 metri e largo 2,8, il nuovo treno Rock avrà una capacità complessiva di 656 passeggeri (il top di gamma del settore), e 4 carrelli motore che gli consentiranno di raggiungere una velocità di 160 Km/h, con una accelerazione superiore a 1 m/sec2 . Caratterizzato da casse in lega leggera, da motori di trazione distribuiti lungo l’intero convoglio e ampi spazi a disposizione dei passeggeri, consentirà prestazioni uniche sul mercato in termini di peso a passeggero, capacità di trasporto per unità di lunghezza, consumi a passeggero chilometro (-30% rispetto ai più recenti veicoli circolanti in Italia), e garantirà allestimenti interni e dotazioni diversificate in modo da rispondere alle varie esigenze espresse dalle Regioni committenti. Dal look interamente made in Italy, il nuovo treno rappresenta un salto generazionale rispetto agli attuali rotabili doppio piano in servizio in Italia, grazie all’innovazione tecnologica dei suoi componenti, all’ottimizzazione e alla collocazione dei componenti di trazione sull’“imperiale” (la parte superiore della cassa), così da rendere gli spazi interni completamente fruibili dai passeggeri, che otterranno il massimo del comfort anche grazie alle poltrone ergonomiche in eco-pelle.

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07 gen 2016

Mazzata sui trasporti: ecco tutti i rincari del 2016

di Andrea Baio

Il nuovo anno sotto l'insegna del pendolarismo inizia decisamente male. Col 2016 infatti, arriverà l'ennesima stangata sui trasporti, che rischia di creare non pochi problemi a chi viaggia spesso per motivi di studio o lavoro. I rincari riguardano soprattutto pedaggi autostradali e treni, con una levitazione dei costi da 1,4 a 2,4 miliardi di euro in più, per un totale di circa 104 euro a famiglia. Le associazioni dei consumatori protestano, e il Ministero dei Trasporti avanza richiesta di protrarre gli sconti per i pendolari almeno per tutto il 2016. Le "Frecce" Trenitalia subiranno rincari che variano dal 2,3% per un diretto Napoli-Roma, sino ad un 3,5% per singolo biglietto Roma-Milano. Nessun cambiamento per quanto riguarda gli abbonamenti Alta Velocità invece. Come se non bastasse, a gravare sulla situazione arrivano gli aumenti delle tasse aeroportuali per le compagnie aeree, facendo levitare i costi a 9 -10 euro a passeggero a causa dei diritti di imbarco a vantaggio dei comuni. Ci chiediamo se a fronte di questa mazzata, ci si premurerà quanto meno di offrire un servizio accettabile ai passeggeri.  

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