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15 mag 2017

Sicurezza stradale: a Palmanova il primo “Stop Salvapedoni” in Italia

di Mobilita Catania

Nel 2016 circa 25.500 pedoni hanno perso la vita sulle strade dell'Ue, soprattutto in prossimità delle strisce pedonali. Un dato preoccupante che deve sensibilizzare le autorità nazionali, regionali e locali sulla necessità di adottare tutte le possibili misure utili ad elevare il livello di sicurezza, riducendo il numero di incidenti che coinvolgono i pedoni, in particolare sugli attraversamenti. Un importante contributo per la sicurezza stradale, soprattutto in prossimità dei passaggi pedonali,  arriva da un nuovo sistema, che prende il nome di "Stop Salvapedone", che consente di ridurre gli spazi di frenata. E' costituito da un grigliato in acciaio strutturale saturato con conglomerato bituminoso di tipo stradale e viene incassato nell'asfalto in prossimità degli attraversamenti pedonali. Il sistema aumenta il coefficiente di aderenza degli pneumatici riducendo sensibilmente lo spazio di frenata. Le caratteristiche di micro-tessitura, espressive dell’antisdrucciolevolezza della pavimentazione, verificate dal Laboratorio universitario di Padova mediante Pendulum Test ai sensi della Norma UNI EN 13036-4, rilevano un valore di PTV superiore a 100 in direzione del senso di marcia. In una tradizionale pavimentazione stradale si attendono valori di PTV maggiori di 60 appena dopo la sua realizzazione e a decrescere nel tempo per effetto dell’azione levigante ed usurante del traffico; il dispositivo Stop Salvapedoni  invece non modifica le proprie caratteristiche superficiali di aderenza, essendo affidata alla superficie in acciaio dei piatti la tessitura superficiale. Il sistema è stato realizzato e brevettato da una startup friulana con il coinvolgimento dell’Universita’ di Padova e la prima città, a sperimentare il nuovo sistema, è stata la città di Palmanova (Udine), che lo ha installato davanti alla scuola Zoruttì e davanti alla caserma Hermada in via Loredan

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20 feb 2017

In Olanda semafori a terra per salvare la vita a chi usa lo smartphone

di Roberto Lentini

Più di 270.000 vittime di incidenti stradali, su un totale di 1,24 milioni di persone che perdono la vita ogni anno sulle strade di tutto il mondo, secondo uno studio condotto dall’associazione GHSA, sono pedoni. Così come per tutti i tipi di incidenti stradali, gli urti di tipo veicolo-pedone non dovrebbero essere accettati con passività e considerati inevitabili in quanto, in realtà, costituiscono eventi prevedibili e prevenibili. Nella cittadina di Bodegraven-Reeuwijk, in Olanda si sta cercando di prevenirli attraverso la sperimentazione di semafori a terra dotati di illuminazioni a LED che diventano rossi o verde in base al colore del semaforo corrispondente e sono costituiti dalla proiezione di una striscia luminosa sul marciapiede.   I nuovi semafori si chiamano Lichtlijn e sono pensati per i dipendenti da smartphone. che non riescono a staccare lo sguardo dal cellulare. Gli smartphone stanno infatti diventando tra le cause principali di incidenti stradali. Secondo uno studio effettuato dall’ente tedesco Dekra,  il 10% degli investimenti mortali di pedoni è stato dovuto alla loro distrazione nell'utilizzo dello smartphone. Per ora i semafori impiantati sono tre posizionati nelle vicinanze di scuole e, a seconda del risultato, saranno poi estesi in altri quartieri della città. Anche nella città tedesca di  Augusta, in Baviera, dopo l'ultimo grave incidente che ha coinvolto una 15enne travolta dal tram mentre camminava digitando sul proprio smartphone,  è stato attivato un semaforo a led che si attivano in concomitanza con il semaforo rosso per avvisare dell'arrivo del tram. A Cambrils, in Spagna, il problema della sicurezza dei pedoni è stato affrontato installando le strisce pedonali intelligenti con sensori di pressione, led e pannelli fotovoltaici, per impedire che i pedoni vengano travolti durante l'attraversamento.  

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