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12 feb 2019

Per il Comité Transalpine Lyon-Turin l’analisi è “straordinariamente di parte”

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Prime reazioni francesi all'analisi costi-benefici pubblicata dal MIT per le valutazioni sulla nuova linea ferroviaria Alta Velocità/Alta Capacità Torino-Lione. Per il Comité Transalpine Lyon-Turin l'analisi è "straordinariamente di parte" in cui non tiene conto dei benefici ambientali colossali che avrebbe l'opera, anzi viene inserito come costo il mancato introito delle tasse sul carburante e dei pedaggi autostradali che rappresenterebbe, per lo Stato italiano, una diminuzione importante. Per il Comité Transalpine Lyon-Turin con quest'analisi meno mezzi pesanti e auto ci saranno  sulle Alpi, più il rapporto costi-benefici sarà negativo. Un risultato che comunque non coglie di sorpresa il comitato francese che in un'analisi precedente aveva sottolineato che 6 dei 7 esperti che compongono la cosiddetta commissione "imparziale" incaricata di questa valutazione sono notoriamente anti-Lione-Torino, primo fra tutti il presidente, Marco Ponti, vicino alla lobby delle infrastrutture stradali visto che in una dichiarazione alla stampa aveva detto "il futuro è il trasporto su strada, la ferrovia è una cosa del passato. "   Ti potrebbe interessare: Il MIT ha pubblicato l’analisi costi-benefici, la TAV Torino-Lione non s’ha da fare  

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11 feb 2019

Firmato il decreto di riparto di 3,89 mld per il TPL a regioni a statuto ordinario

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Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha firmato il decreto interministeriale con il quale vengono ripartiti tra le Regioni a statuto ordinario 3.898.668.289,20 di euro come anticipazione dell’80% del Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale, anche ferroviario. Tra i fondi, come richiesto dal Ministro Toninelli al collega all’Economia Giovanni Tria, sono stati conteggiati, e dunque di fatto sbloccati, i 300 milioni di euro accantonati dalla legge di Bilancio 2019. “Potenziare il trasporto pubblico locale è, sin dall’inizio, uno dei miei obiettivi prioritari – commenta il Ministro Toninelli– La via maestra per garantire ai cittadini spostamenti adeguati, facendo passi in avanti verso l’intermodalità e l’obiettivo di incentivare forme di viaggio a basso impatto ambientale. Sono dunque soddisfatto di essere riuscito a sbloccare a tal fine le risorse accantonate in Manovra, perché sul Tpl non è ammissibile risparmiare né tagliare nemmeno un euro”.

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30 gen 2019

Ztl, Mit: accesso solo a elettriche, norma verrà cambiata

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Rimane ferma intenzione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti modificare la norma della legge di Bilancio 2019 sull’accesso alle Zone a traffico limitato delle città, per far sì che il transito sia riferito alle sole vetture elettriche e non anche a quelle ibride. I tecnici del Mit hanno già approntato la modifica normativa necessaria che, per motivi puramente tecnici, non è potuta entrare nel decreto Semplificazioni. Il ritocco sarà comunque inserito nel primo provvedimento utile. Si ribadisce con forza, ad ogni modo, che la misura non consente in ogni caso l’accesso di mezzi di locomozione a due o quattro ruote nelle aree pedonali dove, come stabilito dall’articolo 3 del Codice della Strada, è interdetto l’accesso a qualsiasi mezzo a motore che non sia di soccorso o per il trasporto di persone disabili.

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22 gen 2019

ROMA | Oltre 425 milioni di euro per ammodernamento delle metro A e B e per l’acquisto di nuovi treni

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La sindaca Virginia Raggi e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli hanno firmato la convenzione tra Roma Capitale e il MIT per dare il via agli interventi di ammodernamento delle metro A e B e per l’acquisto di nuovi treni. Oltre 425 milioni di euro per le due storiche linee di metropolitana della Capitale. “Un pacchetto di risorse importanti per la nostra città, che permetteranno di mettere in campo un programma strutturato d’investimenti a servizio delle metropolitane della Capitale”, dichiara la sindaca Virginia Raggi. “Dall’acquisto di nuovi treni a interventi strutturali su binari, banchine, gallerie, rete elettrica: tutte operazioni necessarie per le nostre linee, utili a migliorare la qualità della vita dei cittadini. Tutto questo grazie alla stretta collaborazione con il Ministero, frutto di un lavoro complesso realizzato per la nostra città”. “Abbiamo sbloccato fondi importantissimi che serviranno a migliorare la qualità del viaggio per chi utilizza le linee metro di Roma”, aggiunge il ministro Toninelli. “Ovviamente non ci accontentiamo, perché una grande capitale come la Città Eterna ha ‘fame’ di trasporto pubblico e merita di poter via via giungere a standard di eccellenza nell’offerta di mobilità condivisa. Il Governo e il mio ministero sono ben consci dell’importanza di questo obiettivo, non a caso il Campidoglio gode del sostegno e della massima attenzione da parte nostra". La convenzione prevede interventi per rimodernare le infrastrutture e nuovi treni. Circa 184 milioni di euro per le banchine di galleria, impianti anti-incendio e interventi di adeguamento dell’alimentazione elettrica; oltre 134 milioni di euro per la fornitura di 14 treni per le linee A e B; 66 milioni di euro per la manutenzione straordinaria del materiale rotabile; 36 milioni per il rinnovo del materiale rotabile sulla tratta Anagnina-Ottaviano; circa 5 milioni, infine, per un sistema di controllo del traffico treni e pannelli informativi agli utenti.

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21 gen 2019

REGIONE CALABRIA | Avvio delle procedure per agevolare voli dagli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria

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Al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti si è tenuta una riunione ufficiale per l’avvio delle procedure finalizzate ad assicurare la continuità territoriale per le aree del territorio servite dagli aeroporti di Crotone e di Reggio Calabria. La riunione, convocata dal Capo di Gabinetto del Ministro, Gino Scaccia, ha visto la partecipazione dei rappresentanti della Direzione Generale dello stesso Ministero per gli Aeroporti e il Trasporto Aereo e di Enac. Per la Calabria erano presenti l’assessore regionale alle Infrastrutture, Roberto Musmanno, e il Presidente della Sacal S.p.A., Arturo De Felice. Nel corso della riunione è stata verificata la possibilità di imporre oneri di servizio pubblico per i servizi di trasporto aereo sugli scali di Crotone e di Reggio Calabria. E’ stata inoltre illustrata la procedura amministrativa che prevede, a valle dell’invio del progetto preliminare di attivazione di rotte che assicurino la continuità territoriale e il successivo esame per una prima simulazione del costo del servizio, l’indizione di una conferenza dei servizi da parte del Presidente della Regione Calabria. Seguirà il bando internazionale per la ricerca degli operatori interessati. “Siamo soddisfatti dell’esito di questo primo incontro – ha dichiarato l’assessore Musmanno a margine della riunione-. In primis, perché grazie al contributo finanziario congiunto del Governo e della Regione Calabria sarà possibile assicurare adeguata copertura finanziaria su rotte a domanda debole sotto forma di corrispettivo, similmente a quanto avviene per il Trasporto Pubblico Locale. La procedura di simulazione dei costi sulla base del piano dei voli che Sacal sta affinando consentirà di determinare forme adeguate di compensazione per le compagnie aeree interessate a partecipare al bando ed evitare quindi che la gara vada deserta, come purtroppo è accaduto in passato. Ci sono notevoli opportunità, anche di incidere sulle tariffe, che possono essere proposte differenziate a seconda delle stagioni, oppure ad esempio per fasce di età. Tutte opportunità che stiamo studiando assieme alla Sacal, per giungere entro la fine di gennaio all’invio del piano richiesto. Purtroppo si è meno soddisfatti circa i tempi richiesti dalla procedura per l’emissione e la chiusura del bando internazionale, ma proveremo anche su questo a lavorarci su”. Conclude l’assessore Musmanno: “Ringrazio anche a nome della Giunta regionale i vertici di Sacal, perché grazie al lavoro svolto in questi anni hanno assicurato una stabilità economica e finanziaria nella gestione degli scali di Crotone e Reggio Calabria e ciò ha consentito di poter sedere al tavolo ministeriale con le giuste credenziali”.  

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11 gen 2019

Deposito GPL a Chioggia: MiSE, MIT e MiBAC sono contrari

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Il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali sono contrari alla realizzazione del deposito costiero di prodotti petroliferi sito in Val da Rio, nel Comune di Chioggia. È stato trasmesso dal MiSE al Consiglio di Stato un documento dove si indica chiaramente la posizione politica assunta all’indomani dell’insediamento del Ministro Luigi Di Maio. Questa posizione è profondamente diversa da quella dell’Avvocatura dello Stato, in particolare si auspica possa essere dichiarata dal Consiglio di Stato la sussistenza di un’ipotesi di nullità dell’autorizzazione finale. Questo alla luce delle conclusioni derivanti dalla compiuta analisi del procedimento istruttorio svolto dal MiSE, che evidenziano il mancato coinvolgimento - da parte della passata amministrazione comunale del Comune di Chioggia - della Commissione di Salvaguardia di Venezia in riguardo all’autorizzazione paesaggistica.

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09 gen 2019

Piano Energia e Clima, Mit punta a 6mln auto elettrificate nel 2030

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E’ stata inviata in Europa la proposta di Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima italiano. Un documento programmatico che include diversi punti di competenza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Si punta a favorire l’uso di biocarburanti avanzati con una quota pari all’8%, nonché l’incremento progressivo di nuove immatricolazioni di auto elettriche pure per raggiungere la quota di 1,6 milioni di auto elettriche al 2030, che se sommate alle auto ibride (4,4 milioni), consentirebbero di arrivare a un valore complessivo di 6 milioni di auto elettrificate, entro il 2030. Con il Piano Nazionale Infrastrutturale per la Ricarica dei veicoli alimentati a energia Elettrica sono previsti investimenti di circa 70 milioni di euro per la realizzazione di reti infrastrutturali per la ricarica dei veicoli alimentati a energia elettrica e interventi di recupero del patrimonio edilizio mirati allo sviluppo delle medesime reti. Già approvato il Piano mobilità sostenibile che destina 3,7 miliardi di euro al ricambio parco bus con mezzi a basso impatto. Dal 2019 al 2033 saranno rinnovati 2.000 autobus l’anno, oltre a 250 treni entro il 2022. Inoltre vengono stanziati 300 milioni di euro per nuovi mezzi navali destinati al trasporto pubblico locale. Il piano permetterà di migliorare il livello di servizio e ridurre, entro il 2024, l’età media della flotta dagli attuali 20 a 10,6 anni, e conseguentemente l’efficienza media. L’obiettivo è promuovere una progressiva riduzione di autoveicoli con motori diesel e benzina, al fine contenere le emissioni inquinanti e conseguire gli obiettivi dell'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Una prima misura è stata l’introduzione di un eco-bonus/malus in funzione delle emissioni di CO2 con la legge di Bilancio 2018. Risorse pari a circa 33,6 milioni di euro sono state destinate a favore di iniziative per la realizzazione di progetti d’investimento in conto capitale per il rinnovo del parco veicolare delle imprese di autotrasporto (mezzi a trazione alternativa quali metano CNG, gas naturale liquefatto LNG e elettrica, riconversione da motorizzazione termica a trazione elettrica/ibrida, rottamazione di veicoli più obsoleti, acquisizione di unità di carico per trasporto combinato).

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14 dic 2018

Terzo Valico: ultimata l’analisi costi-benefici e l’analisi giuridica

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Gli esperti della Struttura Tecnica di Missione del MIT hanno completato le valutazioni sulla nuova linea ferroviaria Alta Velocità/Alta Capacità del Terzo Valico di Giovi. La realizzazione del Terzo Valico dei Giovi, secondo gli esperti della Struttura Tecnica di Missione del MIT, presenta alcuni elementi di criticità che rendono la decisione sulla sua futura realizzabilità assai complessa. Si tratta, infatti, di un’opera che già in passato è stata al centro di problematiche ambientali legate allo scavo di gallerie in roccia amiantifera (problematiche ormai risolte grazie ad adeguate tecniche di scavo e di smaltimento dei materiali di risulta), e di vicende giudiziarie, tuttora in corso, che hanno portato nel Marzo 2017 al commissariamento del consorzio CO.CIV., general contractor dell’opera (formato al 64% da Impregilo, 31% Società condotte d’acqua e 5% Civ). Un’ulteriore elemento di complicazione deriva dal fatto che trattasi di un’opera molto costosa (6.158 milioni di euro), che è già realizzata per circa il 25% (sono stati già consuntivati 1.522 milioni di euro ) e per la quale il CIPE ha approvato 5 lotti costruttivi su 6, assegnando risorse per 3.597 milioni di euro. L’opera ha il principale obiettivo di sviluppare il trasporto ferroviario delle merci ad alta capacità (con treni di lunghezza 750 m e attrezzata con il moderno sistema di controllo della circolazione, ERMTS) tra il sistema portuale ligure e dell’alto Tirreno con il Nord del Paese (Lombardia e Veneto) e con l’Europa centro-settentrionale (Basilea, Stoccarda, Rotterdam e Anversa). La nuova linea consentirebbe, inoltre, lo sviluppo di servizi ferroviari passeggeri portando il tempo di viaggio tra Milano-Genova e tra Torino-Genova a circa 1h. La valutazione delle opportunità di completare il progetto è effettuata attraverso la sua redditività economica e sociale, con una nuova analisi costi-benefici e gli effetti della non realizzazione attraverso una stima dei costi della risoluzione del contratto di convenzione con il general contractor dell’opera, valutati anche alla luce degli accordi internazionali presi dall’Italia con la UE. L’analisi costi-benefici (ACB) è uno strumento internazionalmente accettato dalla Commissione Europea, dalla Banca mondiale, e altre organizzazioni internazionali che rende più trasparenti le scelte di investimento di un’amministrazione pubblica. In questo caso le stime di redditività sono state effettuate sia con riferimento al costo totale sia con riferimento al “costo a finire”, pari a 4.636 mil.Euro, in cui la somma già spesa costituisce un costo “affondato”. Pur in presenza di un importante ammontare di benefici, l’analisi presenta indicatori di redditività economica negativi, ad eccezione dello scenario ottimistico di crescita della domanda, che presenta un rapporto Benefici/Costi pari a 1,04. L’eventuale decisione di non proseguire i lavori comporterebbe la perdita delle somme già spese, pari ad almeno 1.522 milioni di euro, e ulteriori costi di recesso dai contratti in essere, di incerta quantificazione, ma stimati almeno pari a 1.195 milioni di euro. Alle voci di costo negoziale, si sommano, infatti, gli ulteriori costi per lo smantellamento dei cantieri e il ripristino dello stato dei luoghi preesistente ai lavori e della relativa messa in sicurezza ambientale. A tutto ciò va ad aggiungersi il fatto che nell’ambito di accordi internazionali che l’Italia ha sottoscritto con la UE per la realizzazione delle reti trans-europee dei trasporti, TEN-T, ricorrono gli obblighi di attrezzaggio del sistema di controllo e di sicurezza della circolazione ferroviaria ERTMS. La non realizzazione dell’opera comporterebbe, quindi, l’apertura di un negoziato con la Commissione Europea per la rivisitazione dell’allineamento (ovvero del tracciato) di un Corridoio della Rete Globale, e comporterebbe, altresì, il rimborso totale o parziale dell’assistenza finanziaria prevista per l’implementazione del sistema ERTMS sulle sezioni italiane appartenenti al Corridoio Reno – Alpi, stimata pari a circa 27 milioni di Euro. L'analisi costi-benefici è stata valutata insieme alle ulteriori risultanze per cui, date le spese già sostenute per l’avanzamento dei lavori già compiuti e considerati i costi derivanti dai contenziosi e per il ripristino dei luoghi, si procederà verso la realizzazione di un’opera che, con opportuni interventi, sarà maggiormente utile a Genova e ai territori che attraverserà questa ferrovia.

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04 dic 2018

La proposta del MIT per scongiurare il licenziamento dei lavoratori della Liberty Lines

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Durante una riunione che si è tenuta questa mattina con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl mare e porti, Federmar-Cisal, Usclac-Uncdim, Orsa Marittimi e con la partecipazione di Rete Ferroviaria Italiana e di Confitarma si è discusso sulla possibilità di scongiurare il licenziamento collettivo dei lavoratori della Liberty Lines. La proposta  avanzata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, prevede il noleggio da parte di RFI, a partire dal 1 gennaio 2019, di due unità navali a scafo armato, per il collegamento tra Messina e Reggio Calabria, con l'impiego di almeno 45 unità di personale a rischio licenziamento. RFI, per il tramite della controllata Blueferries, avvierà a breve un confronto con la società Liberty Lines proprio per individuare un percorso risolutivo in tale senso. Le Organizzazioni sindacali hanno espresso soddisfazione nel merito, ed hanno espresso la necessità di prorogare i termini di chiusura della procedura di licenziamento collettivo fissati per il prossimo 10 dicembre.

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15 nov 2018

Autostrade: con Dl Genova al via rivoluzione per pedaggi più equi

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“Con l’approvazione del decreto Genova in via definitiva, oggi, non è stato solo approvato il più imponente intervento a sostegno di una città ferita e spezzata dal crollo del ponte Morandi. Con la norma che ridisegna le competenze dell’Art si sono poste le basi per una vera e propria rivoluzione nella definizione dei pedaggi autostradali, che per la prima volta non verranno più stabiliti per coprire i costi operativi dei concessionari e il prezzo di investimenti solo previsti, bensì terranno conto degli investimenti effettivamente realizzati e dei ricavi derivanti dalla capacità produttiva del concessionario”, ha dichiarato il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli. Un’ottima notizia per chi viaggia sulle autostrade e anche per i concessionari onesti che sapranno investire nel bene pubblico e offrire agli utenti un servizio sempre e veramente migliorato. Finora per le 25 concessioni autostradali in essere esistono ben 6 regimi tariffari differenti in cui i pedaggi, nella maggior parte dei casi, vengono stabiliti in base a investimenti previsti e costi operativi e con il semplice criterio del ripianamento delle spese dei concessionari, senza alcun obiettivo di incrementare l’efficienza del servizio e la produttività. Con il decreto Genova, invece, il sistema cambia radicalmente. Viene infatti introdotto un sistema tariffario unico, stabilito dall’Art, basato sulla metodologia del price cap, il cui indicatore di produttività verrà aggiornato ogni cinque anni e in cui ci saranno dei meccanismi automatici di contenimento degli extraricavi. Si prevede anche, per quei concessionari che non effettuano investimenti o tardano a farlo, una penalità che andrà a ridurre direttamente i pedaggi. “Cosa vuol dire tutto questo? Che con il nuovo sistema – sottolinea Toninelli - si avranno, in generale, pedaggi più bassi e più oggettivamente conformi all’efficienza del servizio e dunque sarà un grande vantaggio per chi usa le autostrade. Ma vuol dire, anche, che è finita la stagione dei concessionari ‘prenditori’, ovvero di quelli il cui unico obiettivo era arricchirsi sfruttando il bene pubblico e fare profitti senza reinvestirli per la pubblica utilità, potendo per altro contare su una remunerazione del capitale a tassi fuori mercato. Tutto questo con le norme che abbiamo pensato e realizzato non potrà più esserci. Allo stesso tempo, i concessionari che sapranno invece svolgere correttamente il loro lavoro di imprenditori - potranno offrire un servizio migliore a tutto il comparto, contribuire a innescare un processo virtuoso nel settore, e anche avere un vantaggio, se sapranno aumentare la propria produttività e contenere i costi - ha concluso il Ministro - come il nuovo sistema li incentiverà naturalmente a fare”.

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