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20 set 2017

ANSF, al via la nuova campagna “Rispetta le Regole, ti salva la vita”

di mobilita

“Rispetta le regole, ti salva la vita” è la nuova campagna dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie, realizzata con il patrocinio della Presidenza del Consiglio di Ministri: lo spot è in programmazione sulla reti Rai dalla metà di settembre. “Save your life”, è il ritornello originale, che rafforza il messaggio lanciato da Andrea Lucchetta, campione mondiale della Pallavolo, testimonial dello spot realizzato prendendo in prestito i personaggi del cartone Spike Team, una serie televisiva prodotta dallo stesso Lucchetta e improntata sui sani valori dello sport. La protagonista, Vicky, corre con il suo cavallo, Willy Boy, verso un passaggio a livello. La sbarra sta per chiudersi, l’atleta con uno sguardo d’intesa al suo destriero decide di sfidare l’ostacolo, dopotutto si allena per il salto dell’asta, ma d’improvviso il ricordo del patto con il team, della lealtà e del rispetto delle regole riporta Vichy alla realtà: attraversare il passaggio a livello chiuso è vietato, è pericoloso per la propria vita. Il treno passerà davanti al suo sguardo grato per aver rispettato valori semplici, ma fondamentali. "Mentre continuiamo a lavorare per rendere sempre più sicuri i trasporti – ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio - era giusto e importante lanciare un messaggio, soprattutto ai più giovani, sui comportamenti corretti in prossimità dei treni e sulla percezione del rischio. Bene, quindi, la campagna che propone l'Agenzia della sicurezza ferroviaria: un richiamo a tutti noi passeggeri, o persone in viaggio, a fermarci, a renderci conto del pericolo, ad essere responsabili. Grazie inoltre a tutti i protagonisti e sostenitori, ad Andrea Lucchetta, e alle federazioni sportive del Volley e Rugby che contribuiscono a far conoscere campagna". “Questo spot è coerente con le altre campagne per la diffusione dell’educazione alla sicurezza ferroviaria – ha dichiarato Amedeo Gargiulo, direttore dell’ANSF – basate sullo sport e sul gioco per arrivare soprattuttoal pubblico giovane spesso protagonista di atteggiamenti poco sicuri sui binari o nelle stazioni. Si tratta di un cartone animato che comunica l’importanza del rispetto delle regole attraverso i valori positivi del mondo dello sport. Andrea Lucchetta, che ringrazio per la straordinaria partecipazione al nostro progetto, ha già animato diverse campagne in collaborazione con la Polfer e la Federazione Italiana Pallavolo in diverse città italiane”. Alla base delle iniziative c’è l’allarme pedoni sui binari italiani, un fenomeno superiore alle medie dei maggiori paesi europei, causato per la maggior parte delle volte da comportamenti non corretti, superficiali o illeciti, in una parola pericolosi. Per contrastare questa tendenza, l’ANSF è scesa in campo da diversi anni con campagne di sensibilizzazione che hanno coinvolto partner quali la Polizia Ferroviaria, le Federazioni della Pallacanestro, del Rugby e della Pallavolo e molti uffici scolastici regionali. Sono stati recentemente rinnovati due protocolli d’intesa che vedono l’ANSF vicino alla Polfer, a Fipav (Pallavolo) e Fir (Rugby) per la realizzazione di manifestazioni sportive in molte città italiane in cui il gioco fa da tramite dall’educazione ferroviaria, raggiungendo i giovani atleti, le loro famiglie e il loro pubblico. Nel 2016, su 92 incidenti complessivi avvenuti su rete RFI, 72 (quindi il 78%) sono stati provocati dall’indebita presenza di persone sui binari con 58 morti (sui 59 complessivi, il 98% del totale) e 19 feriti gravi ( sui 24 complessivi, il 79% del totale). Il dato è diminuito in valore assoluto passando dagli 86 incidenti del 2005 ai 72 del 2016 ma è aumentata la percentuale sul totale (nel 2005 il 64% e nel 2016 il 78%). L’incidenza di questa tipologia di eventi è cresciuta negli anni, grazie alla notevole diminuzione di quelli legati a cause tecniche (deragliamenti, collisioni), dovuta all’introduzione di sistemi tecnologici sulla rete principale e sui convogli che la percorrono. Lo scorso anno il 58% degli investimenti si è verificato in 4 regioni che sviluppano circa il 50% del traffico ferroviario: Lombardia, Lazio, Toscana, Veneto. Gli incidenti sono maggiormente concentrati in prossimità dei nodi urbani e metropolitani come Milano, Roma, Bolzano, Caserta, Lucca, Verona. In calo, invece, nel 2016 gli incidenti significativi avvenuti in corrispondenza di un passaggio a livello: si tratta di 11 casi (circa il 12% del totale) rispetto ai 19 del 2015: anche il confronto internazionalemostra unandamento nazionale inferiore al valore medio del periodo.Sulla rete gestita da RFI negli ultimi 26 anni (1990-2015) è stato eliminato oltre il 53% dei passaggi a livello: ne restano 4620 degli iniziali 9992. Mediamente negli ultimi dieci anni è stato soppresso il 3,5% della consistenza dei passaggi a livello, circa 200 impianti all’anno. Ecco il video dello spot

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18 set 2017

Ryanair, chiesta ad Enac massima vigilanza

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Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, ha commentato il caso Ryanair: "La situazione creata dalla cancellazione dei voli Ryanair è molto grave. Sono stati provocati gravi disagi ai nostri cittadini, quindi noi pretendiamo un rispetto assoluto dei diritti del passeggero. Ho chiamato Enac perché vi sia massima vigilanza: il che vuol dire rimborsi completi, riprogrammazione dei voli e anche le compensazioni, cioè le multe per i disagi creati. Enac ha garantito che si avrà massima vigilanza nei prossimi giorni; seguiamo l'evoluzione, ma non possiamo fare sconti a nessuno con un disagio così grande", ha affermato il Ministro. 

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15 set 2017

Presentato al MIT il Piano Integrato di Sviluppo sostenibile del Quadrante Nord-Ovest dell’area romana

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 E’ stato presentato presso la sede del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti,  dal Viceministro alle Riccardo Nencini, il “Piano Integrato di sviluppo sostenibile delle infrastrutture del Quadrante Nord Ovest dell’Area Romana” approvato con Decreto della Direzione Generale per lo sviluppo del territorio, la programmazione e i progetti internazionali del MIT. Il Piano integrato di sviluppo sostenibile delle infrastrutture, interessa la porzione territoriale delimitata dal corso della Civitavecchia-Orte, dal GRA, dalla Pontina, dalla zona dei Castelli romani e dalla linea di costa, area che rappresenta un’alternativa alla cerniera della mobilità tra sud e nord del Paese, sulla quale insistono poli catalizzatori quali l’Aeroporto intercontinentale Leonardo Da Vinci e il Porto commerciale di Civitavecchia. Lo strumento nasce come dispositivo nazionale di coordinamento che assicuri la sinergia tra le diverse iniziative (pubbliche e/o private) in atto, nel perseguimento di finalità di integrazione ed efficienza che solo un quadro unitario può garantire, pur nell’assoluto rispetto dei ruoli, efficacia e massima autonomia degli strumenti programmatici esistenti. “Il Piano- ha dichiarato il Vice Ministro Nencini- non vuole sostituirsi ai diversi livelli di governo nell’adempimento delle competenze pianificatorie ad essi attribuite, quanto invece coordinarne le scelte e le azioni”. il Piano quindi non ha quindi un valore coercitivo quanto d’indirizzo. “Un area come questa- prosegue il Vice Ministro- che ha una forte valenza strategica per lo sviluppo economico dell’intero paese necessita una risposta in termini infrastrutturali di sistema di superare la frammentazione tra i vari enti nell'ambito della programmazione del settore, attraverso il coordinamento e la collaborazione fra istituzioni e partenariato economico per definire una strategia all’interno di un sistema territoriale costituito da infrastrutture portuali e aeroportuali, grandi attrattori di traffico e le relative connessioni ai corridoi multimodali della rete di trasporto”. “Il Piano- ha concluso Nencini- nasce da un ‘importante opera di coordinamento che gli uffici del Ministero hanno operato coinvolgendo direttamente, grazie al supporto di Unindustria le grandi realtà che sul territorio gestiscono le reti infrastrutturale di livello nazionale come ADR, ANAS, Autostostrade per L’Italia, RFI e Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale  e dopo un confronto con la Regione Lazio, l’Enac e Roma Servizi per la Mobilità e sarà sottoposto alla Procedura di Valutazione Ambientale e Strategica, con il coinvolgimento degli Enti locali ed altre importanti realtà del territorio” Il Presidente della Sezione Infrastrutture di Unindustria Gennarino Tozzi, intervenuto all’incontro- ha espresso gratitudine nei confronti del MIT per essere stato coinvolto nel progetto e soddisfazione per l’importante passo in avanti nella costruzione di quel necessario quadro di pianificazione territoriale di area vasta chiaro e condiviso che è la condizione essenziale per garantire la sostenibilità anche ambientale delle singole opere infrastrutturali che il territorio necessità. Tozzi ha inoltre ringraziato tutti gli Enti che hanno partecipato direttamente alla stesura del Piano come ADR, ANAS, Autostostrade per L’Italia, RFI e Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale  e l’Istituto Iride che ha svolto l’attività di assistenza tecnica.

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12 set 2017

“Viaggiare in Italia”, il primo piano straordinario della Mobilità Turistica

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“Viaggiare in Italia”, il primo piano della mobilità turistica presentato oggi, inaugura un percorso specifico per approfondire il tema della mobilità turistica insieme alle Regioni. Il lavoro è stato presentato questa mattina dai ministri Graziano Delrio e Dario Franceschini, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nella sede del MIT. Il Piano della mobilità turistica è stato redatto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e mette al centro ‘il turista come viaggiatore’. “Il settore turistico è prioritario nella pianificazione delle infrastrutture del Paese” ha dichiarato il Ministro Graziano Delrio. “Infatti – ha proseguito - il documento di indirizzo strategico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, “Connettere l’Italia”, allegato al Documento di Economia e Finanza 2017  che individua 108 opere prioritarie, identifica per la prima volta i poli turistici quali asset strategici per lo sviluppo del Paese, al pari delle città e dei poli manifatturieri industriali. Il Piano straordinario presentato oggi inaugura un percorso specifico per approfondire questo lavoro insieme alle Regioni” ha concluso il ministro Delrio. “Il Piano Strategico del Turismo – dichiara il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini - identifica nella mobilità una delle priorità per lo sviluppo del turismo diffuso nel nostro territorio. Il settore è in forte crescita, come dimostrano i dati del primo semestre e di questa estate, e va accompagnato da una corretta pianificazione degli investimenti infrastrutturali per governare lo sviluppo del settore nel modo più armonioso possibile. Con il “Connettere l’Italia” il governo dimostra di credere fermamente nella cultura e nel turismo come asset fondamentali per lo sviluppo economico e sociale del Paese”. PERCHÉ UN PIANO DELLA MOBILITÀ TURISTICA Perché il turismo fa bene al paese: genera economia, competenze, idee, lavoro e innovazione. Nel 2016 il turismo ha contribuito per l’11,1% sul PIL nazionale con oltre 168 miliardi di euro.  In Italia nel 2016 il numero di viaggiatori è stato di oltre 66 milioni, con un aumento di oltre 8 milioni di viaggiatori in più rispetto al 2015. Non accadeva dal 2010. I turisti hanno generato una spesa di oltre 45 miliardi di euro sul territorio nazionale. IL PIANO STRATEGICO DEL TURISMO DEL MIBACT Ha un orizzonte temporale di sei anni (2017-2022) e agisce su leve fondamentali come l’innovazione tecnologica e organizzativa, la valorizzazione delle competenze, la qualità dei servizi. Elaborato con la piena partecipazione delle istituzioni pubbliche, degli operatori di settore, degli stakeholder e delle comunità, attraverso un monitoraggio annuale, diventerà uno strumento costantemente aggiornato in grado di far evolvere in modo condiviso obiettivi e politiche e creare un sistema stabile di governance del settore. IL TURISMO NELLA PROGRAMMAZIONE DEL MIT “Connettere l'Italia”, l’allegato Infrastrutture al DEF del 2016 e del 2017,  per la prima volta, riconosce i poli turistici come elementi costitutivi della rete del Sistema Nazionale Integrato dei Trasporti (SNIT) e individua 108 progetti e programmi di investimento prioritari. Questi interventi, distribuiti su strade, ferrovie, porti, aeroporti, ciclovie e sistemi di trasporto rapido di massa, hanno un forte impatto atteso su accessibilità e mobilità turistica e attiveranno una mole importante di risorse con diversi strumenti di programmazione. Si tratta, in larga parte, di risorse nazionali per la politica infrastrutturale che provengono dal Contratto di Programma Anas 2016/2020 (5,6 mld € di cui 1,3 nel periodo 2017-2022), dal Contratto di Programma RFI (10,3 mld € di cui 2,3 nel periodo 2017-2022), dal PON Infrastrutture e Reti (821mln € per Cielo Unico Europeo), da Legge di Bilancio (comma 140), FSC, PON Metro (2,36 mld € per materiale rotabile su gomma  e 2,4 mld per materiale rotabile su ferro destinato al TPL nel periodo 2017-2022), dalla PAC 2014-20 complementare al PON I&R (140 mln per "Recupero Waterfront" e 90 mln per "Accessibilità turistica") e dal Piano Operativo MIT e ancora dalla Legge di Bilancio (comma 140)  (2,6 mld per potenziamento del trasporto rapido di massa nelle aree urbane e metropolitane), alle quali possono aggiungersi ulteriori risorse dalla UE attraverso il CEF (Connecting European Facility) 2014-2020, dal Programma Horizon 2020 dai PON “Infrastrutture e Reti” e “Imprese e Competitività”. IL PIANO STRAORDINARIO DELLA MOBILITÀ TURISTICA Il Piano disegna un modello di accessibilità basato sulle “porte di accesso al Paese” – porti, aeroporti e stazioni ferroviarie - particolarmente rilevanti per il turismo in termini di arrivi internazionali e restituisce, per la prima volta, una mappa unitaria che sovrappone le reti di mobilità e l'offerta di turismo. Al pari dell'infrastruttura fisica, anche l'infrastruttura digitale è considerata in modo sistematico come elemento determinante per garantire la qualità dell'offerta di mobilità turistica. QUATTRO OBIETTIVI: Accrescere l'accessibilità ai siti turistici per rilanciare la competitività  del turismo; Valorizzare  le infrastrutture di trasporto come elemento di offerta turistica; Digitalizzare l'industria del turismo a partire dalla mobilità ; Promuovere modelli di mobilità turistica ambientalmente sostenibili e sicuri. UN PERCORSO ISTITUZIONALE SINERGICO TRA MIT E MIBACT Grazie alla visione unitaria di MIT e MiBACT dell’Italia del turismo e della cultura e perseguendo degli stessi obiettivi, si instaura una sinergia tra mobilità e turismo per massimizzare l’efficacia delle azioni di Governo e ottimizzare l’utilizzo delle risorse disponibili per l’attuazione degli interventi. LA GOVERNANCE DEL PIANO Il Piano ha un carattere straordinario e si colloca in un momento di transizione finalizzato ad istituzionalizzare la collaborazione sinergica tra MIT e MiBACT. Seguendo l’approccio partecipato inagurato con il Piano Strategico del Turismo, la governance della mobilità turistica sarà assicurata da un tavolo di lavoro permanente per la mobilità turistica che, oltre al MIT e al MIBACT, vedrà il coinvolgimento degli stakeholder, dei gestori dell’infrastruttura, degli operatori di trasporto, degli operatori del settore e delle comunità locali.

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10 ago 2017

Treni regionali: stanziati 640 milioni per il rinnovo dei mezzi

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Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio ha firmato oggi il decreto di riparto ed erogazione risorse sul rinnovo del materiale rotabile ferroviario per servizi di trasporto regionale. “Abbiamo fatto uno sforzo finanziario enorme – dichiara il Ministro Delrio  - per supportare le Regioni sul rinnovo dei treni per i pendolari. La ripartizione di risorse di oggi permetterà di acquistare nuovi treni per un viaggio più confortevole,  con mezzi che permettano migliore accessibilità per i cittadini che hanno mobilità ridotta. La cura del ferro continua con attenzione a tutti i cittadini, in particolare quelli che hanno più bisogno del servizio pubblico”. Si tratta di 640 milioni di euro complessivi, per il quadriennio 2019 – 2022: 210 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020, 130 milioni di euro per l'anno 2021 e 90 milioni di euro per l'anno 2022. A queste cifre occorre aggiungere 426 milioni di euro di cofinanziamento regionale, per un totale di 1 miliardo e 66 milioni. Sommando alle somme messe in campo oggi lo stanziamento della delibera Cipe del 1° dicembre 2016 di 800 milioni di euro, cui vanno aggiunti 320 milioni di euro di cofinanziamento regionale, si arriva a una spesa complessiva di 2 miliardi e 186 milioni che consente l'attivazione di un processo massiccio di rinnovamento del materiale rotabile destinato si servizi ferroviari regionali. Sono risorse destinate esclusivamente all’acquisto di materiale rotabile ferroviario per il trasporto ferroviario regionale o regionale metropolitano. La firma arriva dopo l'intesa raggiunta il 27 luglio scorso in Conferenza Stato Regioni sul Decreto di riparto delle risorse stanziate sul fondo della Legge di Stabilità 2016, destinato al rinnovo dei parchi rotabili ferroviari regionali. A beneficiare delle risorse saranno le Regioni ed il decreto stabilisce le modalità e le procedure per l’utilizzo delle risorse stanziate sul Fondo.

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10 ago 2017

Accordo tra MIT, RFI e Regione per il potenziamento delle ferrovie in Molise

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La linea Venafro – Campobasso sarà velocizzata ed elettrificata. È questo il contenuto del protocollo d’intesa firmato oggi da Graziano Delrio, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paolo di Laura Frattura, Presidente della Regione Molise, e Maurizio Gentile, AD e DG di Rete Ferroviaria Italiana. La prima fase degli interventi, oggetto del protocollo, prevede la progettazione dell’elettrificazione della tratta Roccaravindola – Isernia – Campobasso e la realizzazione degli interventi tra Roccaravindola e Isernia, per circa 18 km. Inoltre sulla tratta Roccaravindola-Isernia-Bojano, circa 45 km, saranno eseguiti interventi per l’aumento della velocità: modifiche ai binari, realizzazione di sottopassi e sovrappassi, adeguamenti tecnologici, marciapiedi e pensiline. Con l’accordo di oggi, i firmatari condividono la strategicità delle azioni previste e si impegnano, ciascuno per la propria parte, a dare piena attuazione al programma previsto. La conclusione degli interventi è prevista entro il 2023. Il costo, di circa 30 milioni di euro, sarà finanziato per 15 milioni da risorse statali previste nell’Aggiornamento 2016 del Contratto di Programma - Investimenti tra il MIT e RFI e per gli altri 15 milioni dalla Regione Molise attraverso il “Patto per lo sviluppo” di luglio 2016, a valere sui Fondi di Sviluppo e Coesione 2014-2020. Il protocollo prevede anche la stipula di una convenzione applicativa tra Regione Molise e Rete Ferroviaria Italiana, per disciplinare l’utilizzo dei fondi FSC, e l’istituzione di un tavolo tecnico che monitorerà e coordinerà l’attuazione di tutti gli interventi. La giornata è stata anche l’occasione per fare il punto sul raddoppio della tratta Termoli – Lesina, sulla direttrice Adriatica. A valle dello stanziamento di ulteriori 150 milioni di euro previsti dal Piano Operativo Infrastrutture del Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020, è stato adeguato il progetto definitivo relativo ai lotti Termoli - Campomarino e Campomarino-Ripalta, ora accorpati. Il raddoppio tra Termoli e Ripalta avverrà quindi parte in variante e parte in affiancamento alla linea esistente, secondo la proposta della Regione, con un costo totale di circa 700 milioni di euro e previsione di conclusione dei lavori nel 2026. Per il lotto da Ripalta a Lesina, il raddoppio è invece totalmente in affiancamento, con un costo di circa 100 milioni di euro e attivazione prevista nel 2022. Pochi giorni fa è stato firmato anche l’Accordo Quadro tra Regione Molise e Rete Ferroviaria Italiana, che permette di programmare la capacità di traffico ferroviario sulle linee del Molise per i prossimi dieci anni. L’accordo, operativo a partire dal cambio orario di dicembre 2018, prevede a regime volumi di produzione di circa 2,6 milioni treni chilometro/anno. Per il Ministro Graziano Delrio “interveniamo con velocizzazione e migliori connessioni per le ferrovie del Molise, con RFI e Regione. La pianificazione strategica e la programmazione di risorse e opere a lungo termine permettono di garantire risultati certi, in tempi certi, per collegamenti più efficaci”. “Continua l’impegno di RFI – ha sottolineato Maurizio Gentile – per garantire livelli adeguati di accessibilità delle infrastrutture ferroviarie. Gli interventi previsti nell’intesa firmata oggi permetteranno di migliorare l’esperienza di viaggio dei molisani, ottimizzando i collegamenti tra le principali città della Regione”. Il presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura, ha dichiarato: “Un altro passo avanti per il nostro Molise. Entriamo nel vivo degli interventi di miglioramento infrastrutturale del trasporto ferroviario regionale a vantaggio dell’intera popolazione locale e dell’attrattività ai fini economici e turistici della nostra regione”.

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09 ago 2017

Ciclovie turistiche: firmati i protocolli d’intesa Mit-Mibact con le regioni per i percorsi Garda, Magna Grecia e Sardegna

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Sono stati firmati questa mattina al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti i protocolli d’intesa Mit-Mibact e Regioni, che riguardano tre delle sei nuove ciclovie, previste dalla legge di Stabilità 2017 e dalla manovra di aprile: la ciclovia del Garda, la ciclovia della Magna Grecia e la ciclovia della Sardegna. Una nuova puntata rispetto all’avvio della Rete Nazionale delle Ciclovie Turistiche Italiane, con la prima firma dei protocolli alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, e del Ministro dei Beni Artistici e Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, nel luglio 2016. Ciclovia del Sole, Ven-To, Acquedotto Pugliese e Grab ora sono già allo step successivo, quello della progettazione. Alla firma di oggi, il Ministro Graziano Delrio, il capo di gabinetto del Mibact, Giampaolo D’Andrea,  e i rappresentanti delle Regioni coinvolti dai nuovi percorsi. Per la ciclovia del Garda l’Assessore alle Infrastrutture e l’Ambiente Mauro Gilmozzi della Provincia Autonoma di Trento, l’Assessore i Lavori Pubblici, Infrastrutture e Trasporti del Veneto, Elisa De Berti, l'Assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia, Alessandro Sorte, per la ciclovia della Magna Grecia, il Presidente della Regione Calabria, Mario Oliviero, in rappresentanza anche per la Regione Basilicata e Carlo Vermiglio, Assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana; per la ciclovia della Sardegna, il presidente della Regione Sardegna, Francesco Pigliaru. Per il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio “La rete nazionale delle ciclovie turistiche, inserite nella programmazione delle Regioni e nell’allegato del Mit al Def come vere e proprie infrastrutture di ‘serie A’, sta prendendo forma nelle realtà e nella consapevolezza collettiva, con già 4 progettazioni in corso e 3 in partenza con la firma di oggi. Una mobilità lenta, in grado di integrarsi con altre modalità come il treno o le navi, per godere nel modo migliore del BelPaese”. “Nei prossimi anni l’Italia dovrà governare la crescita dei flussi turistici e il sistema delle ciclovie è fondamentale per sviluppare quel modello di sviluppo sostenibile e diffuso che vogliamo per il nostro Paese. Investire su nuovi percorsi è il primo obiettivo del piano strategico del turismo, uno strumento concreto che individua nel turismo sostenibile e di qualità una delle leve di policy per il benessere economico e sociale italiano” ha dichiarato il Ministro Franceschini. LE TRE NUOVE CICLOVIE I protocolli prevedono la progettazione e realizzazione dei percorsi turistici nazionali a due ruote, con specifici compiti dei Ministeri e delle Regioni e Province autonome, le quali  hanno inserito le infrastrutture dolci nella propria programmazione. si tratta di percorsi in parte realizzati a tratti che dovranno essere completati o realizzati e comunque ricondotti a standard comuni, quanto ad accessibilità, sicurezza, e qualità, sia per l’aspetto trasportistico che per quello dell’intermodalità oltre che sotto il punta di vista dello sviluppo economico e della valorizzazione paesaggistico - culturale. LA CICLOVIA DEL GARDA, che si connette con l’itinerario 7 della rete europea ciclabile EuroVelo,  consiste in un itinerario ad anello di 140 km lungo le sponde del lago di Garda e interessa il territorio della provincia autonoma di Trento e delle regioni del Veneto e della Lombardia. Toccando 19 comunirivieraschi tra cui Peschiera del Garda a Salò, Limone del Garda, Torbole, Riva del Garda, Malcesine, Torri del Benaco, Lazise, per citarne alcuni, dovrà rispondere a requisiti turistici generando un nuovo indotto economico. Sarà un percorso in sicurezza per il  ciclismo sportivo non in alta stagione e rispetto alla viabilità ordinaria; un percorso di mobilità sostenibile per i centri abitati; favorirà la multimodalità, con l’intermodalità auto-treno-bici-autobus-battello a tutti i cittadini. LA CICLOVIA DELLA MAGNA GRECIA ha una estensione di circa 1.000 km ed abbraccia i territori delle Regioni Basilicata, Calabria e Siciliana. Sarà  da realizzarsi prevalentemente sulle strade di servizio che corrono partendo da Metaponto, sino alla Città di Reggio Calabria, per poi risalire sulla dorsale Tirrenica giungendo in Basilicata nella città di Maratea, interessando in particolare il tratto 1 della rete Bicitalia e collegandosi a Reggio Calabria anche al tratto 11 della stessa Rete “Ciclovia degli Appennini”, proseguendo quindi in Sicilia il tratto siciliano si muove lungo l’itinerario di Eurovelo 7 da Messina si collega con Catania, con Siracusa e Pachino, per poi concludersi a Pozzallo. Il percorso risponde ai requisiti di intermodalità con altri sistemi di trasporto, in particolare con  il sistema ferroviario e marittimo, interconnessione con altri itinerari cicloturistici, valorizzazione del patrimonio storico artistico e naturalistico, valorizzazione del patrimonio agricolo, enogastronomico e delle tradizioni popolari, sviluppo di ricettività turistica ecosostenibile, generazione di occupazione a partire dalle aree interne. LA CICLOVIA DELLA SARDEGNA ha una lunghezza totale di circa 1.230 km può essere articolata in direttrici geografiche che comprendono una direttrice da Alghero a Cagliari (538 km) lungo il versante occidentale, ed una da Santa Teresa di Gallura a Cagliari che si sviluppa sul versante orientale (508 km). La Ciclovia si completa con due itinerari trasversali, dei quali uno da Porto Torres a Santa Teresa di Gallura (120 km) lungo la costa settentrionale e l’altro da Dorgali a Macomer, attraverso Nuoro, al centro dell’isola (70 km circa). Risponde a requisiti di tipo trasportistico, in chiave sostenibile, rendendo possibile l’accessibilità diretta ed indiretta diffusa; di tipo turistico, economico, di valorizzazione del patrimonio paesaggistico e culturale, di integrazione europea, nazionale e locale, di integrazione intermodale treno+ bici e bus+bici; salutistico-ricreativo, promozionale-educativo e di miglioramento ed incremento della sicurezza degli itinerari ciclabili. RISORSE Per la realizzazione del sistema nazionale di ciclovie turistiche sono stati stanziati per il triennio 2016/2018 89 milioni di euro per le quattro ciclovie prioritarie previste al comma 640 della Legge di Stabilità 2016 mentre, le ulteriori risorse previste dalla legge di bilancio 2017 pari a 283 milioni di euro andranno a finanziare la realizzazione di quelle ciclovie che verranno individuate dal MIT nel periodo 2017/2024. L’ITER E IL CONTENUTO DEI PROTOCOLLI Per ogni ciclovia viene definito un soggetto capofila, in questo caso Provincia autonoma di Trento, Regione Sardegna e Regione Calabria, che dovrà coordinare i lavori degli enti coinvolti e presentare entro 90 giorni al Mit la stima economica del progetto di fattibilità tecnica ed economica e del fabbisogno per la realizzazione, indicando le priorità. Ricevuti l’ok alla stima e le risorse per la progettazione, i coordinatori dovranno inviare entro i successivi 180 giorni i progetti che saranno finanziati con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. I progetti dovranno essere redatti sulla base del rapporto costo/benefici, della maggiore ed immediata fruibilità e, soprattutto, dell’intermodalità con le altre reti di trasporto; non ultimo, i progetti dovranno dare la possibilità ai ciclisti inesperti, ai disabili ed ai nuclei familiari di percorrere la ciclovia al pari degli altri utenti della ciclabilità.

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08 ago 2017

Cipe: via libera al contratto di programma Anas 2016-2020

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Via libera del Cipe al contratto di programma 2016-2020, che presenta rilevanti elementi di novità a partire dall’orizzonte pluriennale (da diversi esercizi il contratto si era limitato alla previsione finanziaria di un solo anno), consentendo una maggiore efficacia nella pianificazione rispetto al passato. Sul fronte degli investimenti, il nuovo contratto di programma prevede un piano complessivo di 23,4 miliardi di euro, in gran parte finanziati: 6,4 miliardi sono stati messi a disposizione con la Legge di Stabilità 2016; la parte residuale consiste nelle risorse già disponibili e nei nuovi Fondi per lo Sviluppo e la Coesione, anch’essi oggetto di pianificazione nel contratto. Risorse aggiuntive, per una ulteriore copertura degli interventi pianificati, sono previste - anche se non ricomprese nel contratto di programma - a valere sulla Legge di Stabilità 2017. Si evidenzia inoltre che ci sono circa 6,1 miliardi di interventi in fase di attivazione ed in corso di esecuzione, ciò porta il valore totale degli investimenti previsti a circa 29,5 miliardi di euro. Il respiro pluriennale e la disponibilità della maggior parte dei fondi permettono, quindi, di programmare gli investimenti in modo più efficiente e produttivo rispetto al passato. Tra le novità introdotte dal documento è anche previsto il passaggio graduale dalla logica del ‘contributo’ alla logica del ‘corrispettivo’ sia per gli investimenti che per i servizi di gestione della rete. L’introduzione del corrispettivo prevede l’applicazione di penali relative sia alla qualità del servizio offerto da Anas sia alla realizzazione degli investimenti (esecuzione, progettazione definitiva ed esecutiva) nonché l’assunzione di rischi, da parte della società, a decorrere dal progetto definitivo. Il piano investimenti è così ripartito: 8,4 miliardi di euro per completamento di itinerari; 10,4 miliardi per interventi di manutenzione straordinaria, comprese opere di messa in sicurezza; 4 miliardi per nuove opere; 0,4 miliardi per interventi di ripristino della viabilità statale e locale danneggiata dal sisma del 2016; 0,2 miliardi per altri investimenti. Le priorità di intervento, sia sul fronte della manutenzione straordinaria, sia su quello delle nuove opere, sono state individuate sulla base di criteri quali l’analisi della rete e dei relativi fabbisogni infrastrutturali, l’analisi del traffico e dell’incidentalità, i benefici trasportistici. Per quanto riguarda la distribuzione per area geografica, il 56% degli investimenti previsti nel piano interesserà le regioni del Sud Italia e le Isole per un totale di circa 12,9 miliardi, il 24% riguarderà il Centro Italia per un totale di circa 5,7 miliardi, il 19% sarà destinato al Nord per un totale di circa 4,4 miliardi e l’1% sarà destinato alla copertura di danni ed emergenze. Fin dal 2015 la Società è stata indirizzata dal MIT, concedente, verso una nuova priorità, che ha segnato un punto di svolta rispetto al passato: dare precedenza alla manutenzione del proprio patrimonio stradale, con l’obiettivo di recuperare il rilevante deficit manutentivo accumulato negli anni e migliorarne la sicurezza. Scheda: Contratto di Programma Anas: corrispettivo e autonomia finanziaria Nell’ambito del nuovo corso intrapreso, tra le proposte di rilievo si trova l’autonomia finanziaria di Anas. L’obiettivo principale è di consentire all’azienda di programmare investimenti sulla base di meccanismi remunerativi certi che, trasferendo i principali rischi industriali ad Anas, portino a deconsolidare l’azienda dalla PA e dal debito pubblico. Anas ha lavorato - con il governo e nell’ambito del tavolo tecnico che ha verificato il progetto di integrazione FS/Anas - su un modello di retribuzione del servizio offerto, come analogamente avviene per i concessionari autostradali e per altri sistemi di rete regolamentati, quali elettricità, gas, acqua, telecomunicazioni e aeroporti. Con la legge di stabilità 2015 è stato sancito il principio del corrispettivo per Anas quale remunerazione delle attività di investimento e dei servizi prestati. Le modalità e lo strumento operativo sono stabilite all’interno del Contratto di Programma approvato oggi dal Cipe. Le modalità e lo strumento operativo per l’autonomia finanziaria  Il corrispettivo regolato nel Contratto di Programma prevede che Anas riceva dallo Stato non più un contributo a rimborso dei costi sostenuti, ma un corrispettivo per il servizio prestato. Il corrispettivo si basa: rispetto degli investimenti programmati (costi e tempi); indicatori di performance (già introdotti nel Contratto di Programma 2015) che misurano la qualità dei servizi offerti da Anas ai propri clienti, prevedendo anche penali specifiche. La qualità dei servizi offerti riguarda la pavimentazione, la segnaletica verticale, l’illuminazione, etc. Si tratta di servizi misurabili, dunque, gli indicatori permetteranno di monitorare le performance di Anas; sul traffico effettivo monitorato da sensori posti sulla rete Anas, che risponde al principio di remunerare la rete stradale in funzione al suo utilizzo/domanda. Queste modalità e strumenti hanno l’obiettivo di attribuire ad Anas precise responsabilità in ordine alle proprie attività di investimento e di gestione della rete in concessione. Inoltre, a fronte di un sistema di remunerazione ben definito, Anas potrebbe ulteriormente finanziarsi rivolgendosi al mercato dei capitali tramite istituti bancari e obbligazioni, al fine di potenziare ulteriormente le capacità di investimento.

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03 ago 2017

Intercity: presentato il bilancio dei primi 6 mesi del nuovo contratto di servizio

di mobilita

Presentato il bilancio dei primi mesi del nuovo contratto di servizio, già operativo dal gennaio scorso, che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Ministero dell’Economia e delle Finanze hanno firmato con Trenitalia il 31 luglio 2017. All’incontro erano presenti il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, e l’amministratrice delegata di Trenitalia, Barbara Morgante. “I risultati dei primi sei mesi di attività del nuovo contratto di servizio per i treni Intercity dimostrano che bisogna andare avanti con la cura del ferro per garantire a tutti il diritto alla mobilità", ha detto il Ministro Delrio. Ad oggi, il network dei treni Intercity  tocca infatti oltre 200 città del territorio nazionale, “località rimaste escluse dai collegamenti dell’alta velocità”, ha precisato il Ministro, con 108 collegamenti giornalieri utilizzati da oltre 12 milioni di viaggiatori. Nel corso della conferenza stampa è avvenuto il taglio del nastro e il viaggio inaugurale della prima semipilota, che è entrata nell’asset dei rotabili dedicati ai servizi Intercity; altre quattro semipilota saranno in composizione tra settembre ed ottobre sulle rotte Grosseto/Milano e Livorno/Milano. Sono previsti inoltre altri upgrading tecnologici tra cui l’installazione di sofisticati sistemi di videosorveglianza a bordo, per aumentare security e senso di sicurezza nei passeggeri. Tra le principali novità della “nuova era” va segnalato anche un incremento di posti del 16% per gli Intercity Giorno (+6000 in giornata e oltre 2 milioni l’anno); maggiore puntualità e affidabilità grazie all’introduzione di materiale rotabile più performante e innovato tecnologicamente; nuovi servizi come il pulitore viaggiante e il minibar sulle tratte più lunghe, il tutto finalizzato a un miglioramento della customer experience. “Abbiamo messo 100 milioni in più all'anno a disposizione di Trenitalia per aumentare l'offerta e migliorare la qualità dei servizi Intercity con l’arrivo di nuovi  treni, più confortevoli, puliti e puntuali”, ha commentato Delrio, aggiungendo che “nei prossimi anni dieci anni si continuerà ad investire per potenziare un servizio che, assieme al trasporto regionale, era una 'Cenerentola' che continuava a perdere passeggeri. Nel corso del suo intervento l'Ad di Trenitalia Barbara Morgante ha spiegato come “La firma suggella un percorso avviato ormai da alcuni mesi e che per i prossimi dieci anni, dal 2017 al 2026, prevede investimenti  per oltre 300 milioni di euro da destinare al sistematico upgrading del materiale rotabile, con la conclusione, entro il 2018, del piano di revamping delle carrozze degli Intercity Giorno, e l’introduzione, sempre con la medesima scadenza, della nuova livrea su tutti gli Intercity Giorno e Notte.”

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02 ago 2017

Calabria, in Gazzetta la delibera Cipe su progetto definitivo I tratta 3° megalotto SS. 106 “Jonica”

di mobilita

Via libera ai lavori della prima tratta del terzo megalotto della strada statale 106 “Jonica”. E’ stata pubblicata ieri in Gazzetta Ufficiale la delibera di approvazione del CIPE (n. 41/2016) del progetto definitivo del primo tratto di circa 18 km, dall’innesto con la strada statale 534 (km 365,150) a Roseto Capo Spulico (km 400,000), per un costo complessivo di 276 milioni di euro. Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha, inoltre, dato parere favorevole al progetto della seconda tratta, anch’essa di circa 18 km, per un costo di 958 milioni di euro, che è stato oggetto di revisione da parte di Anas al fine di accogliere le prescrizioni dello stesso Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e dei Ministeri competenti, e che sarà sottoposto all’ approvazione al Cipe dopo l’estate. “E’ un passo importante per il definitivo via libera ad un’opera di fondamentale importanza per la Calabria – ha dichiarato il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio –  che autorizzando entrambi i lotti, pari a circa 36 chilometri, consente un sensibile miglioramento della connessione a Sud, lungo il corridoio adriatico-jonico-tirrenico”. “In autunno potremo avviare le attività di cantierizzazione – ha dichiarato il Presidente di Anas Gianni Vittorio Armani – con gli espropri, la risoluzione delle interferenze, le indagini archeologiche e la progettazione esecutiva. La realizzazione della nuova infrastruttura ottimizzerà la mobilità dell’area, aumentando la velocità media di spostamento, riducendo il tempo di viaggio, conseguendo un risparmio nei consumi di carburante e una diminuzione delle emissioni inquinanti e favorendo il turismo nel territorio. Tutti questi fattori innescheranno rilevanti benefici socio-economici in favore della regione Calabria”. L’intero progetto del Megalotto 3 prevede un investimento complessivo di 1.234 milioni di euro e rappresenta l’anello mancante per il raggiungimento di un sistema integrato tra il corridoio adriatico-jonico-tirrenico. Infatti, si snoda dall’innesto con la statale 534 fino a Roseto Capo Spulico per circa 38 km e si configura come uno degli elementi cardine nel progetto di trasformazione del Corridoio Jonico in un’infrastruttura stradale di grande comunicazione con funzione di collegamento dei litorali ionici della Calabria, della Basilicata e della Puglia. L’opera interessa i Comuni di Cassano allo Jonio, Francavilla Marittima, Cerchiara di Calabria, Villapiana, Trebisacce, Albidona, Amendolara e Roseto Capo Spulico in provincia di Cosenza. Lungo il tracciato del 3° Megalotto saranno realizzati 6 svincoli: Sibari, Cerchiara di Calabria – Francavilla, Trebisacce sud, Albidona – Trebisacce Nord, Roseto sud e Roseto nord; 3 gallerie naturali per una lunghezza complessiva di 4,8 km; 10 gallerie artificiali per 3,2 km; 21 tra ponti e viadotti per una lunghezza complessiva di 7 km e 16 cavalcavia. La realizzazione dell’ammodernamento della Jonica non si riduce ai 38 km di tracciato stradale ma prevede anche interventi rivolti alla conservazione e valorizzazione delle testimonianze archeologiche dell’area di Sibari, oltre a opere connesse e interventi compensativi ambientali, sociali e territoriali.  

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