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30 apr 2019

Lufthansa Group chiude un primo trimestre debole

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Dopo un debole primo trimestre del 2019 che ha comportato un Adjusted EBIT per il periodo di -366 milioni di euro, Lufthansa prevede un andamento sostanzialmente migliorato nel resto dell’anno. “Le sovracapacità, in particolare sulle rotte europee a breve e medio raggio, hanno sostanzialmente penalizzato i nostri guadagni nel primo trimestre”, afferma Ulrik Svensson, Chief Financial Officer di Deutsche Lufthansa AG. “Siamo fiduciosi, tuttavia, che vedremo una ripresa dei nostri ricavi unitari già nel secondo trimestre. La nostra fiducia si basa soprattutto sui nostri livelli di prenotazione favorevoli per i prossimi mesi”. I ricavi totali di Lufthansa Group per il primo trimestre del 2019 sono stati pari a 7,9 miliardi di euro, con un aumento del 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’Adjusted EBIT del primo trimestre è stato pari a -366 milioni di euro, sostanzialmente in calo rispetto ai 52 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente. I fattori chiave di questo calo degli utili sono stati un aumento di 202 milioni di euro dei costi del carburante e un deterioramento dei ricavi unitari in Europa. Una continua riduzione dei costi unitari potrebbe solo parzialmente compensare il calo. L’Adjusted EBIT margin del periodo è stato pari a -4,3% (stesso periodo dello scorso anno: 0,7%). L’utile netto del Gruppo è sceso a -342 milioni di euro (stsso periodo anno precedente: -39 milioni di euro). Lufthansa Group ha investito 1,2 miliardi di euro nel primo trimestre del 2019 (anno precedente: 826 milioni di euro), in gran parte in nuovi velivoli più efficienti in termini di costi e consumi. Le Network Airlines Lufthansa, SWISS e Austrian Airlines hanno conseguito un Adjusted EBIT aggregato di -160 milioni di euro (periodo precedente: 132 milioni di euro). L’Adjusted EBIT margin è stato pari a -3,3%, un calo di sei punti percentuali rispetto al 2,7% dello stesso periodo dell’anno precedente. I ricavi unitari del primo trimestre (rettificati per i movimenti valutari) sono diminuiti del 5,2%, principalmente a causa della difficile situazione del mercato europeo. Il business a lungo raggio da e per l’Asia e il Nord America ha mostrato tendenze molto più incoraggianti. I costi unitari (rettificati per le influenze di carburante e valuta) sono stati ridotti dello 0,8%. Swiss International Air Lines (SWISS) registra un sostanziale calo degli utili per il primo trimestre del 2019. L’Adjusted EBIT è in calo del 54%, a CHF 48,3 milioni (Q1 2018: CHF 104,1 milioni). I ricavi totali del periodo ammontano a CHF 1,16 miliardi, con un calo del 2% (primo trimestre 2018: CHF 1,18 miliardi). L’aumento dei prezzi del carburante ha ridotto gli utili del primo trimestre in misura molto maggiore rispetto a quanto avvenuto l’anno precedente, mentre le sovracapacità in tutta l’Europa hanno esercitato una pressione notevole sulle tariffe. Nei primi tre mesi del 2019, SWISS ha trasportato circa il 2% in più di passeggeri rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Michael Niggemann, Chief Financial Officer di SWISS, afferma: “In risposta alle elevate capacità in Europa, abbiamo ridotto la nostra capacità e stiamo assistendo a livelli di prenotazione incoraggianti per il prossimo trimestre. La continua e forte domanda sulle nostre rotte a lungo raggio sta dando un contributo importante. Rimaniamo fiduciosi che continueremo a raggiungere il nostro obiettivo di un Adjusted EBIT margin a due cifre per l’intero 2019”. Il CEO di SWISS, Thomas Klühr, spiega: “I nostri ospiti hanno il diritto di aspettarsi, come compagnia aerea premium, non solo un’esperienza di viaggio di qualità ma anche operazioni puntuali. Anche questa estate, tuttavia, sarà una grande sfida operativa, data la penuria di capacità dello spazio aereo europeo. La nostra compagnia investirà quest’anno molti milioni di franchi per migliorare questa situazione, fornendo ad esempio aerei di riserva aggiuntivi e aumentando il numero del nostro personale operativo”. Austrian Airlines ha registrato un Adjusted EBIT di -99 milioni di euro nel primo trimestre, stagionalmente debole se correlato agli altri, in calo rispetto alla cifra di -73 milioni di euro registrata nel primo trimestre 2018. Questo notevole calo del 36% può essere principalmente attribuito a tre fattori: maggiori costi di carburante e di manutenzione, nonché una maggiore concorrenza nell’aeroporto di Vienna. Tuttavia, Austrian Airlines è riuscita ad espandere la propria attività nonostante la concorrenza dei vettori low-cost. Il volume dei passeggeri è salito del 7%, a 2,7 milioni. Le entrate nel primo trimestre sono diminuite del 4%, a 382 milioni di euro, mentre i ricavi operativi totali sono scesi del 3%, a 404 milioni di euro. Per contro, le spese operative sono aumentate del 3%, a 502 milioni di euro, a causa dell’aumento dei costi di carburante e di manutenzione. Austrian Airlines si aspetta un anno difficile come conseguenza della concorrenza delle low-cost nell’aeroporto di Vienna e dei prossimi investimenti in aeromobili. “Prevediamo un anno difficile nel 2019. Continueremo a essere redditizi, ma considerevolmente al di sotto dell’anno precedente”, afferma Wolfgang Jani, Austrian Airlines CFO. Austrian Airlines ha generato un Adjusted EBIT di 83 milioni di euro nel 2018. L’Adjusted EBIT del primo trimestre per Eurowings è sceso a -257 milioni di euro (periodo precedente: -212 milioni di euro). I ricavi unitari (rettificati per i movimenti valutari) sono stati inferiori dell’8,5% rispetto al livello dell’anno precedente, principalmente a causa delle elevate pressioni sui prezzi delle rotte a breve raggio, che rappresentano una quota maggiore delle entrate totali di Eurowings rispetto a quelle delle Network Airlines. I costi unitari (rettificati per le influenze di carburante e valuta) sono stati inferiori del 7,2% rispetto ai livelli dell’anno precedente. Le attività di MRO e ristorazione del Gruppo sono state in grado di aumentare i guadagni del primo trimestre, ma questo non è stato in grado di compensare completamente il calo degli utili nel segmento logistico. Lufthansa Cargo ha visto i suoi utili del primo trimestre scendere del 67%, a 24 milioni di euro (anno precedente: 72 milioni di euro), in gran parte a causa dell’andamento negativo del mercato generale sulle rotte tra Europa e Asia. L’Adjusted EBIT del primo trimestre di Lufthansa Technik è stato del 17% superiore al livello del 2018, 125 milioni di euro (anno precedente: 107 milioni di euro), principalmente a causa di un sostanziale miglioramento degli andamenti nel settore della revisione dei motori. L’attività di ristorazione del gruppo LSG ha aumentato i suoi utili del primo trimestre portandoli a 2 milioni di euro (anno precedente: 1 milione di euro). L’Executive Board of Deutsche Lufthansa AG ha deciso di effettuare i preparativi per un processo di vendita formale per l’eventuale cessione del Gruppo LSG, in parti o in toto. Attualmente questo processo è ancora aperto. Adjusted EBIT del primo trimestre per le attività aggiuntive e le funzioni di gruppo diminuito di 30 milioni di euro, a -59 milioni di euro (periodo precedente: -29 milioni di euro), principalmente a causa degli investimenti IT più elevati. Riguardo l’outlook, per il 2019 nel suo insieme Lufthansa Group prevede ancora di registrare una crescita dei ricavi anno su anno di un importo percentuale mid-single-digit e un Adjusted EBIT margin compreso tra il 6,5 e l’8,0%. In confronto all’ultimo aggiornamento della guidance, la crescita della capacità di Eurowings è ora prevista allo 0% (precedentemente: 2%). Si prevede che i costi del carburante presso le Network Airlines saranno di 600 milioni di euro superiori rispetto all’anno precedente (in precedenza: 550 milioni di euro).

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25 mar 2019

13 miliardi di investimenti di RFI per la cura del ferro in Sicilia

di mobilita

Sono tredici i miliardi che Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) mette in campo per la cura del ferro in Sicilia. La rete regionale siciliana è oggetto di importanti e significativi interventi di potenziamento infrastrutturale e tecnologico, che confermano la centralità della Sicilia nel piano di investimenti del Gruppo e determineranno positive ripercussioni sul trasporto ferroviario sia regionale sia a media e lunga percorrenza, migliorando gli standard di regolarità, puntualità e sicurezza del traffico ferroviario. Gli interventi in corso e quelli programmati lungo l’itinerario Messina – Catania – Palermo consentiranno di innalzare la velocità fino a 250 km/h e la conclusione per fasi permetterà progressive riduzioni dei tempi di percorrenza, a vantaggio delle persone che viaggiano per motivi di lavoro, studio e turismo. A lavori ultimati, il viaggio tra Messina e Catania sarà coperto in 45 minuti, contro i 70 di oggi, e quello fra Catania e Palermo in un’ora e 50 minuti, con un risparmio di circa un’ora rispetto alla percorrenza attuale. Itinerario Palermo – Catania – Messina Con un investimento economico complessivo di circa 8 miliardi di euro, il nuovo collegamento veloce Palermo – Catania – Messina risponde alle esigenze di medio e lungo periodo della domanda di trasporto pubblico su ferro, migliorando regolarità, frequenza e sviluppo dell’intermodalità. Saranno garantite relazioni efficienti con i principali terminal del trasporto aereo, marittimo e con i nodi di interscambio gomma/ferro. Il collegamento Palermo - Catania - Messina è parte integrante del Corridoio europeo TEN-T Scandinavo-Mediterraneo che, partendo da Helsinki, arriva in Sicilia attraversando l’intera dorsale italiana AV/AC Sulla linea Messina – Catania, i tratti Catania – Fiumefreddo e Messina – Giampilieri sono già stati oggetto di interventi di raddoppio e velocizzazione. Si è conclusa la progettazione definitiva dei lotti Fiumefreddo – Letojanni e Letojanni – Giampilieri, e sono in chiusura le Conferenze dei Servizi. Il progetto prevede la realizzazione di un tracciato a doppio binario in variante rispetto alla linea attuale, della lunghezza di circa 42 chilometri, di cui 38 in galleria. Saranno realizzate le fermate di Itala-Scaletta, Nizza-Alì, Sant’Alessio-Santa Teresa, Taormina, Alcantara-Giardini, Fiumefreddo-Calatabiano ed è previsto il collegamento dell’attuale stazione di Letojanni alla nuova linea. Il raddoppio di linea fra Giampilieri e Fiumefreddo, dal costo complessivo di circa 2,3 miliardi di euro, permetterà di aumentare la capacità della linea e di garantire maggiore regolarità per i treni in viaggio fra Messina e Catania, collegamento che è parte integrante del Corridoio ferroviario europeo TEN-T Scandinavia-Mediterraneo. Previste attivazioni per fasi a partire dal 2027. Sulla linea Catania - Palermo, in seguito alla pubblicazione del bando di gara per il tratto di 38 km fra Bicocca e Catenanuova, sono stati avviati i lavori. L’attivazione di un primo binario è prevista nel 2021 mentre l’intervento su entrambi i binari terminerà nel 2023, concludendo di fatto la prima fase funzionale del nuovo collegamento ferroviario veloce fra Palermo e Catania. La seconda fase degli interventi prevede la realizzazione, per lotti funzionali, di un nuovo binario in variante fra Fiumetorto a Catenanuova, da completare entro il 2025, e l’adeguamento dell’attuale tracciato entro il 2028. Lato Catania, a luglio 2017 è stato attivato il nuovo tratto fra Ognina e Catania Centrale con lo sviluppo del traffico ferroviario metropolitano nella città etnea, grazie a un investimento economico di circa 100 milioni di euro. Lo scorso dicembre è stata attivata anche la fermata Picanello. Con l’attivazione di “Picanello”, il capoluogo etneo è adesso dotato di un servizio urbano ferroviario che attraversa l’intera città con le sette fermate di: Cannizzaro, Catania Ognina, Catania Picanello, Catania Europa, Catania Centrale, Catania Acquicella e Bicocca. È, inoltre, previsto il raddoppio fino a Catania Acquicella e l’interramento della linea nei pressi dell’aeroporto, con un duplice obiettivo: aprire la città al mare togliendo la barriera della linea ferroviaria che divide in due la città e consentire l’allungamento della pista dell’aeroporto di Fontanarossa. Previste attivazioni per fasi a partire dal 2025. È in corso di realizzazione la nuova fermata che servirà l’aeroporto in modo da favorire l’integrazione modale treno/aereo, operativa dal 2020. Nodo ferroviario di Palermo Il Passante ferroviario di Palermo è oggi concluso al 95%. I lavori per il ripristino del collegamento con l’aeroporto sono stati ultimati a luglio 2018. A ottobre è stato riattivato il collegamento tra la stazione di Palermo Centrale e l’aeroporto “Falcone e Borsellino”, mentre a dicembre 2018 è stato attivato il raddoppio della linea fra le stazioni di Palermo Centrale e Palazzo d’Orleans. L’investimento economico complessivo è circa 1,1 miliardi di euro. La chiusura dell’Anello ferroviario di Palermo, a singolo binario, ha l’obiettivo di estendere l’attuale servizio metropolitano fra Palermo Notarbartolo e Giachery. L’investimento economico complessivo delle due tratte è di circa 250 milioni di euro. Una volta completato, l’anello ferroviario limiterà l’utilizzo del trasporto privato e pubblico su gomma. Linea Palermo - Messina Sulla linea Palermo - Messina, i tratti Palermo – Fiumetorto – Ogliastrillo e Messina – Patti sono già stati oggetto di interventi di raddoppio e velocizzazione. È in corso l’intervento di raddoppio del tratto Ogliastrillo – Castelbuono il cui completamento è previsto nel 2023. Sul tratto Castelbuono - Patti, sono in corso interventi di potenziamento tecnologico e velocizzazione della linea a semplice binario. Velocizzazione Palermo – Agrigento Gli interventi, conclusi a dicembre 2017 con l’attivazione della Variante Lercara, hanno riguardato l’adeguamento della linea, degli impianti tecnologici e delle opere civili. L’investimento economico complessivo è stato di 168 milioni di euro. Velocizzazione Catania - Siracusa Tra Catania e Siracusa sono in corso interventi per la velocizzazione della tratta a binario unico tra Bicocca e Targia, di circa 68 km, nonché l’adeguamento di marciapiedi, sottopassi, pensiline e l’eliminazione delle barriere architettoniche nelle stazioni di Lentini, Brucoli e Augusta. Saranno anche eliminati i passaggi a livello esistenti. Gli interventi sono divisi in due fasi, la prima tra Bicocca e Augusta, la seconda tra Augusta e Targia. Il progetto, unito al completamento della velocizzazione nella tratta Giampilieri – Fiumefreddo, consentirà una riduzione dei tempi di viaggio di circa 14 minuti tra le località di Messina Centrale e Siracusa. L’investimento economico è di 132 milioni di euro. La conclusione dei lavori è prevista entro la fine dell’anno. Palermo – Trapani via Milo Gli interventi, attualmente in progettazione definitiva, prevedono l’adeguamento a nuovi standard tecnologici e la velocizzazione degli itinerari in corrispondenza degli scambi. Con la conclusione, prevista nel 2023, si potrà ripristinare il servizio commerciale sulla tratta Alcamo – Trapani via Milo, velocizzando i servizi: i tempi di viaggio tra Palermo e Trapani potranno scendere a un’ora e mezzo, con tre fermate intermedie, tempistiche competitive anche con la gomma. L’investimento complessivo è di 144 milioni di euro. Caltagirone – Gela D’intesa con la Regione Sicilia, si sta procedendo alla progettazione della ricostruzione del ponte demolito e del consolidamento di quelli esistenti, per poter riattivare la linea tra le due città entro il 2023. L’investimento complessivo, previsto nell’ambito dei Fondi di Sviluppo e Coesione 2014-2020 “Cabina di regia”, è di 90 milioni di euro. Ulteriori interventi Previsti, inoltre, importanti e significativi interventi di potenziamento infrastrutturale e upgrading tecnologico lungo l’intera rete ferroviaria, con il rinnovo di 100 km binari, 85 deviatoi e l’attivazione di 3 Apparati Centrali Computerizzati (ACC), vere e proprie “cabine di regia” che, grazie alle potenzialità offerte dall'elettronica, gestisce in modo più efficace ed efficiente la circolazione ferroviaria. Fra gli interventi anche la soppressione di 25 passaggi a livello, per un investimento di 85 milioni di euro. È in programma la riqualificazione di 24 stazioni entro il 2026 con l’abbattimento di barriere architettoniche e il potenziamento dei sistemi di informazione al pubblico per migliorare l’accessibilità e favorire l’intermodalità. In particolare, sono già state oggetto di intervento di riqualificazione le stazioni Bagheria e Termini Imerese, mentre per il 2019 sono previsti interventi in quelle di Agrigento, Palazzo Reale-Orleans e Punta Raisi. L’impegno sullo Stretto di Messina Rete Ferroviaria Italiana garantisce la continuità territoriale dei servizi ferroviari con la Sicilia attraverso il traghettamento dei treni passeggeri e merci tra Villa San Giovanni e Messina. L’inaugurazione della Trinacria a novembre 2018, la nuova nave di Bluferries (controllata di Rete Ferroviaria Italiana), l’entrata in servizio nel 2020 di una nuova nave di RFI e della gemella di Trinacria, più la progettazione, già avviata, di un’ulteriore nuova nave Ferroviaria confermano l’impegno e la grande attenzione di RFI e del Gruppo FS Italiane per la navigazione nello Stretto di Messina.

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20 feb 2019

14,6 miliardi di investimenti RFI per la Lombardia

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Ammontano a oltre 14,6 miliardi di euro gli investimenti che Rete Ferroviaria Italiana, società del Gruppo FS Italiane, ha messo in campo per migliorare la mobilità ferroviaria in Lombardia. Il dettaglio degli interventi è stato illustrato oggi a Milano dall’Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo FS Italiane Gianfranco Battisti e dall’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Rete Ferroviaria Italiana Maurizio Gentile al Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. Il programma, condiviso tra RFI e la Regione Lombardia e con un orizzonte temporale fino al 2025, prevede interventi di potenziamento infrastruttuale e upgrading tecnologico, la soppressione di 110 passaggi a livello, gli interventi nelle stazioni e la manutenzione delle linee lombarde. I benefici di cui i pendolari potranno godere vanno dalla maggiore regolarità all’incremento di affidabilità della rete, passando per il miglioramento dell’intermodalità e la diminuzione delle intersezioni tra strada e ferrovia, per poi arrivare, una volta ultimati i potenziamenti infrastrutturali programmati, ad un sensibile aumento della capacità di alcune delle linee a più alta frequentazione del trasporto pubblico lombardo. Sul fronte degli upgrading tecnologici, già a partire da quest’anno saranno progressivamente messi in esercizio nuovi sistemi di segnalamento e di distanziamento treni che produrranno come benefici immediati un miglioramento sia dell’affidabilità delle linee sia della regolarità della circolazione: i nuovi Apparati Centrali Computerizzati Multistazione (ACC-M) della linea Bergamo – Rovato (attivazione fine 2019), della Voghera – Piacenza (2020), della Carnate – Ponte San Pietro (2020), della Romano – Brescia (2020), della linea per Domodossola (2022) e per Tortona (2024); le nuove tecnologie a Gallarate (2022), a Milano Lambrate(2022) a Milano Porta Garibaldi (2022) e sulla Chiasso – Monza (2021); l’upgrading della Carnate – Monza (2021) e il nuovo sistema di distanziamento HD ERTMS per incrementare la capacità del nodo di Milano (2022). Tra gli interventi infrastrutturali grande impatto avranno il potenziamento della linea Ponte San Pietro – Bergamo – Montello, il raddoppio della Codogno – Cremona – Mantova ed il completamento della Milano – Mortara, il nuovo collegamento ferroviario con la stazione dell’aeroporto di Orio al Serio, il potenziamento della Gallarate – Rho, il quadruplicamento della Tortona – Voghera e della Milano Rogoredo – Pavia, la velocizzazione della Milano – Genova, oltre che la realizzazione dell’AV Brescia – Verona e il percorso progettuale per avviare la costruzione di un secondo ponte a Paderno d’Adda. Un insieme di interventi che pesa per quasi 11 dei 14,6 miliardi di euro previsti per la Lombardia. Saranno oltre 110, con un investimento di oltre 170 milioni, i passaggi a livello che saranno chiusi entro il 2024, secondo un percorso che vede in prima linea anche le amministrazioni locali e regionali. Interventi che miglioreranno la regolarità del traffico ferroviario e la sicurezza della circolazione stradale. Nuova vita anche per le stazioni, già oggetto di radicali trasformazioni per incrementare la funzionalità e il decoro, abbattere le barriere architettoniche, potenziare i sistemi di informazione al pubblico e migliorare l’accessibilità al treno. Si tratta di un più ampio progetto di riqualificazione degli scali ferroviari che l’anno scorso ha interessato stazioni come quelle di Bergamo, Brescia, Como S. Giovanni, Varese, Rho, Pioltello – Limito, Desenzano del Garda e che nel 2019 riguarderà Codogno, Cremona e Romano, per un investimento che dal 2018 al 2022 arriverà complessivamente a 150 milioni di euro. Completano il quadro gli interventi manutentivi, che prevedono oltre 1,6 milioni di ore annue di manutenzione ordinaria per il mantenimento in efficienza della rete lombarda, gli interventi di rinnovo degli apparati di armamento, di elettrificazione, di segnalamento e telecomunicazioni, tra cui il rinnovo di 170 km di binari e la sostituzione di oltre 200 scambi ogni anno. Nell’ambito del tavolo tecnico tra RFI e Regione Lombardia, sono stati inoltre studiati ulteriori interventi di potenziamento infrastrutturale e tecnologico che incrementeranno i benefici in termini di qualità del servizio; parallelamente avanzano i progetti per la regolarizzazione e lo sviluppo del servizio ferroviario regionale sulle linee a semplice binario e per la realizzazione di nuove fermate. Gli interventi prioritari in tale ambito prevedono il potenziamento delle stazioni di incrocio sulle linee della Valtellina/Valchiavenna (in corso di avvio), sulla Codogno – Mantova (in corso di avvio) e sulla Milano – Mortara (già avviato) nonché la nuova fermata di Como Camerlata (avviata). Per tali interventi è previsto il cofinanziamento RFI – Regione Lombardia.

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13 dic 2018

VENEZIA | Proroga del contratto ad AVM per completare gli investimenti

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L’Ente governo del Trasporto pubblico locale di Venezia ha dato mandato agli uffici tecnici di verificare la sostenibilità della proroga prevista dal Regolamento comunitario 1370/2007 dei contratti attualmente affidati, tenuto conto degli investimenti che AVM ha compiuto e ha in corso, in termini di materiale rotabile e di impianti di proprietà, nonché degli investimenti per manutenzione straordinaria su infrastrutture e beni di proprietà dell’affidatario e/o degli enti affidanti (tra i quali nuovi autobus ecologici e mezzi nautici, conversione in ibrido dei vaporetti e la linea full electric di Lido-Pellestrina), per la migliore gestione del contratto. Nel dettaglio, l’affidamento è prossimo alla scadenza, prevista per dicembre 2019, per i seguenti ambiti: l’unità di rete dell’area urbana di Venezia, affidata ad AVM S.p.A. l’unità di rete extraurbana del Veneto centro meridionale, affidata ad AVM S.p.A l’unità di rete dell’area urbana di Chioggia, affidata ad AVM S.p.A In questo scenario si è reso necessario assicurare la continuità del servizio, acquisendo il quadro conoscitivo più esaustivo e di garanzia con particolare riferimento ai parametri di benchmark maggiormente congrui, alla peculiarità della conformazione territoriale del bacino di riferimento, all'impatto di rilievo internazionale causato dai flussi turistici interferenti con l'utenza del servizio pubblico, anche al fine di corrispondere agli indirizzi delle Autorità intervenienti in materia. Tale scelta ottempera quanto previsto dal Regolamento Comunitario n. 1370/2007 che prevede: “Se necessario, tenuto conto delle modalità di ammortamento dei beni, la durata del contratto di servizio pubblico può essere prorogata, al massimo, del 50% se l’operatore del servizio pubblico fornisce beni di entità significativa in rapporto all’insieme dei beni necessari per la fornitura dei servizi di trasporto di passeggeri oggetto del contratto di servizio pubblico e prevalentemente finalizzati ai servizi di trasporto di passeggeri previsti dal contratto”. A seguito del riscontro delle verifiche effettuate dagli uffici, l’Ente di Governo, composto da Città metropolitana, con il sindaco Brugnaro, Comune di Venezia, con l’assessore Renato Boraso,  e il Comune di Chioggia, con l’assessore Daniele Stecco, procederà poi con successivi specifici atti.

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22 nov 2018

Investimenti RFI in Sicilia, Gentile illustra i progetti previsti nel contratto di programma

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Durante l'inaugurazione della nuova nave 'Trinacrià" del gruppo Bluferries al molo Norimberga a Messina, l'amministratore delegato e direttore generale di rete ferroviaria italiana Maurizio Gentile, ha affermato che, in base al contratto di programma, RFI deve spendere in Sicilia ben 14 miliardi di euro di investimenti di cui 2 miliardi e trecento milioni riguardano il raddoppio tra Messina e Catania nel tratto tra Giampilieri e Fiumefreddo. Il 29 Novembre 2018 si aprirà la conferenza dei servizi per il progetto definitivo che sarà approvato dal commissario Maurizio Gentile. Nella prima metà di dicembre si avvieranno invece i lavori tra Catania Bicocca e Catenanuova, il primo lotto tra Catania e Palermo e nei primi mesi del 2019 si aprirà la conferenza dei servizi per un ulteriore lotto fino a Dittaino. Il progetto prevede di realizzare prima un binario e poi eventualmente l’altro e già nel 2024 si può sperare di coprire il tragitto tra Palermo e Catania in due ore. Per quanto riguarda la fermata di Rfi all’aeroporto di Fontanarossa Maurizio Gentile conferma che è un progetto già finanziato con il contratto di programma ed è in via di definizione. RFI sta inoltre discutendo con Enac per garantire l’interramento della linea ferrata e quindi consentire l'allungamento della pista dell'aeroporto di Fontanarossa. Ti potrebbe interessare: Cura del ferro: CIPE approva contratto di programma (invest. 2017-21) tra MIT e RFI La linea ferroviaria Palermo-Catania sarà veloce, ma a un solo binario Taormina, ecco come sarà la nuova fermata ferroviaria STRETTO DI MESSINA | Inaugurata Trinacria, la nuova nave Blueferries

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11 ott 2018

ROMA | Oltre 37 milioni di euro per nuovi investimenti e opere da realizzare in tutta la città

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Oltre 37 milioni di euro per nuovi investimenti e opere da realizzare in tutta la città, assegnando le risorse ai singoli Municipi. A tanto ammonta la manovra sugli stanziamenti in conto capitale contenuta nell’ultima variazione al Bilancio di previsione 2018-2020, approvata dalla Giunta Capitolina e che verrà sottoposta al voto dell’Assemblea Capitolina. Più di 21 milioni di euro andranno a finanziare la manutenzione straordinaria delle strade di viabilità secondaria, di competenza municipale; i fondi restanti saranno destinati alla riqualificazione di scuole, asili, parchi, piazze, mercati o per la messa in sicurezza del territorio. La variazione è il risultato di un’attività di monitoraggio delle entrate e delle spese previste in bilancio. Per la parte in conto capitale si registrano minori spese per oltre 43 milioni di euro, ottenute dal definanziamento di alcune opere per le quali risultava impossibile indire le gare entro il 31 dicembre 2018. Le risorse così risparmiate saranno destinate a soddisfare la richiesta di maggiori spese manifestata dai Municipi, per un totale di 37 milioni di euro. Altri 2,7 milioni andranno alla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e al Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana (Simu) per gare già avviate. Una parte dei fondi restanti viene utilizzata per la modifica della modalità di finanziamento, con avanzo di amministrazione, di alcune opere originariamente finanziate con alienazione di quote delle partecipate o di beni materiali. Per la parte corrente vengono inoltre finanziate maggiori spese per 7,4 milioni di euro: circa 2,5 milioni di euro al Dipartimento Politiche Sociali per le Residenze Sanitarie Assistenziali; oltre 2,7 milioni di euro per garantire l’erogazione dei servizi sociali da parte dei Municipi fino a fine anno; 2,2 milioni per la manutenzione del verde dipartimentale e municipale. “Dopo l’assestamento di bilancio di fine luglio", dichiara la sindaca Virginia Raggi, "era necessario uno ‘sblocca cantieri’ dei Municipi. Una manovra dedicata ai territori per rispondere alle loro esigenze di intervento su strade, mercati, verde pubblico. Anche quest’anno, inoltre, riusciamo a soddisfare la richiesta di erogazione dei servizi sociali, un impegno fondamentale nei confronti dei cittadini più fragili”. “La ritrovata programmazione economico-finanziaria e un’attenta verifica di spese e investimenti", spiega l’assessore al Bilancio Gianni Lemmetti, "ci  sta consentendo di migliorare il monitoraggio di quali risorse, già stanziate in bilancio, risultino inutilizzate o inutilizzabili entro la fine dell’anno. Sono fondi che andrebbero persi e che invece recuperiamo per finanziare opere importanti sul territorio. Abbiamo chiesto ai Municipi di indicarci le più urgenti per poter avviare al più presto le manutenzioni necessarie in tutte le aree della città”.

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04 ott 2018

RFI, oltre 45% investimenti destinati al Sud

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Il Sud è al centro dei programmi di investimento di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane).  Le risorse del primo anno del Contratto di Programma 2017-2021, in corso di approvazione, prevedono infatti che il 45% degli investimenti - circa 6 miliardi - sia destinato a opere nel Mezzogiorno, portando al 34% la percentuale degli investimenti complessivi in corso nel Sud Italia. Partendo da tali dati, RFI - soggetto tecnico che mette la sua esperienza al servizio dei decisori e attua poi le strategie definite dai governi e dal Parlamento - precisa e chiarisce il contenuto di un passaggio dell’audizione dell’AD Maurizio Gentile, erroneamente riportato da alcuni media. Durante l’illustrazione del Contratto di Programma 2017-2021, non sono state espresse opinioni sull’Alta Velocità al Sud quanto piuttosto sulle diverse tipologie di realizzazione utilizzate fino ad oggi, che prevedono linee specializzate per diverse categorie di treni. Le nuove linee, invece, dovranno essere realizzate in modo da portare benefici a tutti i treni, sia sul breve che sul lungo tragitto. In tale ottica RFI sta già lavorando a numerosi progetti di velocizzazione e potenziamento, che permetteranno di ridurre i tempi di viaggio tra le principali città del Meridione. Così, al completamento dei lavori si potrà andare da Napoli a Bari in due ore e da Roma a Reggio Calabria in poco più di quattro ore, ossia lo stesso tempo di percorrenza previsto tra la Capitale e Torino. Inoltre, gli interventi in corso in Sicilia consentiranno di collegare Palermo e Catania in poco meno di due ore. Si tratta di velocizzazioni, quindi, che permettono di ottimizzare gli investimenti previsti, producendo ricadute positive per tutti i cittadini, in tempi notevolmente più brevi rispetto a quelli che sarebbero necessari per opere più complesse e impattanti.

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30 apr 2018

DEF 2018 | Il punto su più di cento opere e programmi di interventi di mobilità e logistica.

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Il Documento di Economia e Finanze (DEF) 2018 approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri si compone di tre sezioni: Sezione I: Programma di Stabilità dell’Italia Sezione II: Analisi e tendenze di finanza pubblica Sezione III: Programma Nazionale di Riforma (PNR) L’Allegato al Def 2018 del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti “Connettere l’Italia è un resoconto delle strategie, le opere e gli investimenti messi in campo in questi anni, guardando ad una pianificazione al 2030. Si tratta della conferma e dell’aggiornamento del percorso già tracciato con la strategia del Ministero, “Connettere l’Italia”, e gli Allegati Infrastrutture ai Def 2016 e 2017. L’Allegato presenta l’avanzamento delle strategie di pianificazione, programmazione, progettazione e illustra i risultati raggiunti e le iniziative in campo nei diversi settori, dalle riforme derivanti dal Codice dei Contratti ai piani della logistica, della portualità, del trasporto pubblico. Viene sviluppato, inoltre, l’elenco complessivo delle opere e dei programmi prioritari, con un aggiornamento puntuale rispetto agli interventi e programmi già individuati nel precedente Allegato, con particolare attenzione sugli interventi invarianti, cioè le opere con progetti confermati e in corso. Le nuove regole per scegliere le opere L’Allegato Mit ricorda come il percorso di “Connettere l’Italia” trovi nella riforma del Codice degli Appalti la cornice dei nuovi strumenti di pianificazione, programmazione e progettazione per individuare le opere pubbliche utili e di qualità, sostenibili e condivise. Tra questi, le “Linee Guida per la valutazione degli investimenti in opere pubbliche” da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, un nuovo approccio incentrato sull’esame rigoroso delle opere su cui investire risorse pubbliche. Poi l’istituzione del Dibattito Pubblico, in dirittura d’arrivo, obbligatorio per condividere le grandi opere con i territori, e l’istituzione del “Fondo per la progettazione di fattibilità delle infrastrutture e degli insediamenti prioritari per lo sviluppo del Paese, nonché per la project review delle infrastrutture già finanziate”. Si fa quindi il punto sulla logistica, la  “cura del ferro” e “cura dell’acqua”, la mobilità delle persone e delle merci più sostenibile, infrastrutture stradali ed autostradali e smart road, lo sviluppo del cargo aereo e del sistema aeroportuale, gli investimenti nel tpl, le ciclovie turistiche, il sistema di  connessioni, dai valichi alpini ai porti, per un’Italia come porta d’Europa nel mediterraneo ed il resto del mondo. Lo stato di attuazione di interventi e programmi di interventi in corso Venendo allo stato di attuazione sulle politiche delle infrastrutture e dei trasporti sull’ultimo anno, l’Allegato compie un focus analizzando i singoli interventi programmati e già elencati nel 2017 Per ognuno dei programmi infrastrutturali invarianti, cioè approvati e in corso, vengono riportate le tabelle che descrivono in dettaglio l’intervento, il valore economico, i finanziamenti disponibili, e il fabbisogno residuo di risorse, aggiornate ad aprile 2018. Inoltre, si riportano gli interventi per i quali le project review e i Progetti di Fattibilità individuati nell’allegato al Def 2017, sono ancora in corso o da avviare. Il programma riguarda il complesso del Sistema Nazionale Integrato dei Trasporti (Snit) e comprende interventi su ferrovie strade e autostrade, sistemi di trasporto rapido di massa per le aree metropolitane, porti e interporti, aeroporti.  “Connettere l’Italia” comprende oltre 100 interventi e programmi “invarianti”, cioè approvati e in corso, per un valore economico totale di 132,9 miliardi di euro, con risorse già disponibili per un totale di 97,5 miliardi ed un fabbisogno residuo di 35,3 miliardi. Ferrovie Le strategie previste per le ferrovie sono: completamento dei valichi alpini e raccordo con porti e rete AV-AVR, estensione della rete Alta Velocità di Rete (AVR), adeguamento maglie collegamenti intercittà per accessibilità territoriale, corridoi merci per collegamenti distretti, porti, valichi, infine sviluppo dei sistemi regionali e metropolitani (eliminazione colli di bottiglia). Il valore dei programmi di interventi invarianti che riguardano le sviluppo della rete ferroviaria in attuazione di queste strategie ammontano ad un totale di 64.536 milioni di euro, già finanziati per 41.993 milioni, con un fabbisogno residuo di 22.543 milioni. Strade e autostrade Per strade e autostrade le strategie riguardano manutenzione straordinaria programmata, completamento progetti in corso di itinerari stradali omogenei, decongestionamento aree urbane e metropolitane (eliminazione colli di bottiglia), completamento maglie autostradali, digitalizzazione, adeguamento e omogeneizzazione delle prestazioni per itinerari a bassa accessibilità autostradale. Il valore dei programmi di interventi invarianti che riguardano strade e autostrade in attuazione di queste strategie ammontano ad un totale di 40.356 milioni di euro, già finanziati per 30.357 milioni, con un fabbisogno residuo di 9.999 milioni. Sistema di trasporto rapido di massa per le aree metropolitane Lo sviluppo dei sistemi integrati su ferro (Sistemi Ferroviari Metropolitani, metropolitane, tram e altri sistemi in sede propria) nell’ ambito di PUMS prevede innovo e miglioramento del parco veicolare, potenziamento e valorizzazione delle linee ferroviarie, metropolitane e tranviarie esistenti, completamento delle linee ferroviarie, metropolitane e tranviarie, estensione della rete di trasporto rapido di massa. Il valore dei programmi di interventi invarianti che riguardano lo sviluppo del sistema di trasporto rapido di massa per le 14 Aree Metropolitane del Paese in attuazione di queste strategie ammontano ad un totale di 22.259 milioni di euro, già finanziati per 19.662 milioni, con un fabbisogno residuo di 2.597 milioni. Porti e interporti Le linee di indirizzo per la portualità e la logistica relativa riguardano  collegamenti ultimo e penultimo miglio ferroviari e stradali, tecnologie per la velocizzazione delle procedure e aumento della capacità attuale, miglioramento della accessibilità marittima, interventi selettivi per l’ampliamento della capacità terminal container e Ro-Ro. Il valore dei programmi di interventi invarianti che riguardano lo sviluppo infrastrutturale dei porti e interporti del Paese in attuazione di queste strategie ammontano ad un totale di 2.357 milioni di euro, già finanziati per 2.265 milioni, con un fabbisogno residuo di 92 milioni. Aeroporti I collegamenti su ferro sono tra gli interventi strategici per la connessione degli aeroporti, insieme a tecnologie per l’ampliamento della capacità air side degli aeroporti esistenti, l’aumento selettivo capacità per terminal e piste sature o con prestazioni non adeguate. Il valore dei programmi di interventi invarianti che riguardano lo sviluppo infrastrutturale del sistema aeroportuale italiano e della sua accessibilità in attuazione di queste strategie ammontano ad un totale di 3.447 milioni di euro, già finanziati per 3.280 milioni, con un fabbisogno residuo di 167 milioni. Focus sul Mezzogiorno Un focus particolare del documento è dedicato agli interventi per lo sviluppo infrastrutturale del Mezzogiorno. Per quanto riguarda la rete ferroviaria del sud del Paese si è registrato nell’ultimo quadriennio un investimento pari a 16,4 mld €, maggiore di quello già investito nel periodo dei 13 anni passati (2001-2014), pari a circa 13,6 mld €. Per la rete stradale, sono previsti investimenti per circa 11 mld €  per la realizzazione degli interventi e dei programmi invarianti, riguardanti la messa in sicurezza, la riqualificazione ed il potenziamento di numerose direttrici. Per i porti del Mezzogiorno sono previste opere invarianti per un totale di 990 Milioni di Euro Per la rete aeroportuale che interessa le aree del Meridione, sono stati finanziati interventi per la nuova pista dell’Aeroporto di Catania (77 mln. €), il completamento dell’estensione Linea Metropolitana 1 con la nuova stazione Capodichino-Aeroporto (Napoli), la Nuova fermata Fontanarossa - Aeroporto di Catania su rete Rfi (5 mln €). Investimenti e bandi, stime positive L’Allegato fa propri alcuni dati e stime relativi al sistema degli appalti e agli investimenti, cui si rimanda nel testo integrale. Nel triennio 2014 -2016 si è registrato un andamento altalenante della spesa totale, evidenziando, comunque, la fine di un ciclo recessivo, con segnali importanti di ripresa a partire dal 2018. Le attese sono supportate da due elementi: le ingenti risorse messe a disposizione del settore, i bandi di gara del 2017. Nel 2017 gli importi dei bandi di gara per il complesso delle opere pubbliche sono cresciuti in valore del +27,6% rispetto al 2016, con un + 9,8% per le strade e un +242,1% per le ferrovie. Alla certezza delle risorse, si aggiungono altre innovazioni introdotte come l’accento sulla qualità della progettazione, la condivisione delle opere, elementi che dovrebbero nel tempo contribuire ad abbreviare i tempi burocratici di trasformazione delle risorse stanziate in opere pubbliche, problema storico che anche in questa edizione l’Allegato non dimentica di segnalare. Per saperne di più consulta l'allegato MIT al DEF 2018

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08 mar 2018

MONFALCONE | Investimenti per lo sviluppo del porto

di mobilita

La demolizione della casa del fanalista con la ricongiunzione della banchina, ora ininterrotta, è il simbolo scelto dall'assessore regionale alle Infrastrutture, Mariagrazia Santoro, per rappresentare la fase di rilancio del porto di Monfalcone avviata in questi anni. Per l'assessore regionale all'Ambiente, Sara Vito, l'impegno allo sviluppo si misura invece nella massima collaborazione tra istituzioni, direzioni regionali, ministero e Agenzia regionale per l'ambiente (Arpa Fvg) nel conciliare le esigenze di sviluppo e tutela ambientale. Sono queste in sintesi le posizioni espresse ieri sera dalle due esponenti della giunta del Friuli Venezia Giulia nel convegno organizzato dall'International Propeller Clubs di Monfalcone per fare il punto su porto, autorità portuale di sistema, manutenzioni, escavo, aree e ambiente, mission e piano. Moderato da Paolo Maschio, già presidente dell'Azienda speciale porto Monfalcone, l'evento ha visto la partecipazione anche di Luca Marchesi, direttore generale di Arpa Fvg, di Mario Sommariva, segretario generale dell'Autorità di sistema portuale del mare Alto adriatico e della sindaca di Monfalcone, Anna Maria Cisint. Ammontano a 11,8 milioni le risorse investite sul Porto di Monfalcone, di cui 10 del bilancio regionale, per riammodernare le infrastrutture. Santoro ha ricordato in particolare il recupero, con interventi di ripristino e asfaltature, di 37 mila metri quadrati di piazzali e dell'area demaniale, il nuovo binario di collegamento al varco 2, la nuova viabilità di accesso alla Midolini spa e il barrieramento per la messa in sicurezza di quasi 700 metri di banchine. Lo scorso 7 febbraio è stato inoltre pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il bando di gara per l'affidamento dei lavori di manutenzione straordinaria sull'impianto ferroviario a servizio della zona industriale di Monfalcone. Si tratta di lavori finalizzati al miglioramento delle condizioni generali di operatività della ferrovia, sulla base di specifiche indicazioni di Rete Ferroviaria Italiana, che si svilupperà con interventi puntuali o diffusi, dal fascio di presa e consegna presso la stazione di Monfalcone all'area portuale, lungo tutto il raccordo. Il valore complessivo dell'intervento è pari a 2,5 milioni di euro. Chiuso anche il bando per l'affidamento dell'incarico di pianificazione, progettazione e coordinamento tecnico-scientifico del piano regolatore del porto. La gara, cui hanno partecipato realtà qualificate e importanti a livello nazionale, è stata aggiudicata al costituendo raggruppamento composto dalla società di ingegneria Modimar s.r.l., quale capogruppo, e dalla S.J.S Engineering s.r.l e Archest s.r.l. quali mandatarie, che hanno contribuito già alla realizzazione di importanti studi e strumenti pianificatori a livello nazionale (fra i quali Porto di Civitavecchia, Porto di Livorno, Porto di Ravenna). Un percorso concertato con tutti gli enti e le istituzioni che proseguirà all'insegna della collaborazione quando, a seguito dell'aggiudicazione definitiva, l'amministrazione regionale provvederà a convocare un incontro con tutti gli operatori interessati per definire le linee guida del piano. Altri gli interventi strategici che hanno sbloccato situazioni alle quali gli operatori chiedevano da anni una soluzione. In primis, ha sottolineato Santoro, l'avvio del trasporto delle bramme dirette all'Aussa Corno su nave e su chiatta, cui seguirà il trasporto via ferro reso possibile dall'adeguamento della linea ferroviaria verso San Giorgio di Nogaro. Entro l'autunno è previsto l'avvio dei lavori per l'escavo del canale di accesso, per i quali nel frattempo sono iniziati gli interventi propedeutici. Intanto l'Arpa, come annunciato dal direttore Marchesi, è la prima agenzia in Italia ad aver concluso il lavoro di prelievo e analisi per la definizione dei livelli chimici di riferimento locali in area marino-costiera. Questi dati permetteranno di adattare alla situazione endemica naturale dell'ambiente locale, l'applicazione del regolamento ministeriale sull'immersione in mare dei materiali di escavo dei fondali marini. In questo modo - ha confermato l'assessore Vito - saranno rese più snelle alcune procedure di smaltimento dei materiali stessi. Quanto alla governance del porto, Regione e Autorità portuale, per voce del direttore Sommariva, hanno ribadito il pieno accordo sulla necessità di una ampia rappresentatività territoriale e sulla conseguente opportunità che il Comune partecipi al Comitato di gestione.

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02 mar 2018

REGIONE CAMPANIA | Investimenti per 150 milioni per i porti della regione

di mobilita

La Giunta regionale della Campania ha deliberato un provvedimento relativo al finanziamento degli interventi per i porti della Campania. Alla Direzione Generale per la Mobilità della Regione Campania è affidato il compito di disciplinare i rapporti con ciascun Comune, con priorità agli interventi di manutenzione, sicurezza, dragaggio e successivamente funzionalità. Relativamente ai porti la Regione Campania investirà circa 66 milioni di euro, che saranno incrementati da ulteriori 80 milioni previsti dall'ultima delibera del CIPE, per un totale di circa 150 milioni. Ulteriori risorse saranno individuate e successivamente destinate a coprire tutti i fabbisogni esposti dai 49 porti regionali, coprendo le necessità di tutti i progetti che saranno individuati attraverso un bando, in cui sarà data priorità agli interventi cantierabili

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