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20 dic 2018

MILANO | Un bando per progettare hub intermodale, passerella e connessione ciclopedonale fra i quartieri Lorenteggio e Ronchetto sul Naviglio

di mobilita

Individuare un progetto innovativo, ambientale e dalla forte identità architettonica in grado di collegare Lorenteggio e Ronchetto sul Naviglio, massimizzando così per entrambi i quartieri i benefici legati all’apertura della stazione San Cristoforo della M4. Con questo obiettivo il Comune di Milano e M4 S.p.A. lanciano il concorso internazionale di progettazione “ATTRA\VERSO San Cristoforo”. Il bando, rivolto ad architetti ed ingegneri che potranno partecipare singolarmente o in gruppo, richiede di realizzare il progetto di fattibilità tecnica: per la realizzazione della passerella ciclopedonale di collegamento tra i quartieri Lorenteggio e Ronchetto sul Naviglio, che si estenderà dal confine nord dell’area verde di Piazza Tirana all’hub intermodale Ronchetto. Il progetto dovrà comprendere tutte le rampe e i collegamenti verticali, il sistema di illuminazione e dei parapetti, l’ingresso al sottopasso della stazione M4 e la connessione pedonale tra questo e il piano campagna. Lo sviluppo progettuale dei livelli successivi sarà affidato dalla società concessionaria M4 Spa al vincitore del concorso. per la realizzazione dell’hub intermodale nell’area situata tra via Lodovico il Moro e via Guido Martinelli. per la realizzazione del collegamento ciclopedonale a raso tra via Martinelli e il confine sud della futura area di interscambio, a ridosso della viabilità di progetto Enna-Chiodi. Qualora venisse valutata la necessità di procedere con lo sviluppo progettuale dei livelli successivi dell’hub intermodale e della passerella ciclopedonale, l’incarico potrà essere affidato dal Comune al vincitore. La proposta dovrà dimostrare la compatibilità tra i tempi di realizzazione della passerella e quelli per l’apertura della stazione metropolitana M4 di S. Cristoforo nel 2023, prevedendo quindi un massimo di 18 mesi di lavorazione. Il costo complessivo delle opere è fissato in euro 13.947.000,00, di cui 12 milioni per la passerella ciclopedonale tra Lorenteggio e Ronchetto (importo che trova copertura nel quadro economico per la realizzazione della M4) e i restanti 1.947.000 euro per gli altri due interventi (a carico del Comune). Ai concorrenti sarà inoltre richiesto di presentare le linee guida per la riconfigurazione dell’area di Piazza Tirana nell’area che si estende dalla Stazione FS di San Cristoforo al confine nord dell’area verde e dell’area di interscambio che si svilupperà a sud di via Martinelli. "La passerella ciclopedonale collega il quartiere Giambellino-Lorenteggio ai Navigli e al Parco Sud - dichiarano gli assessori alla Mobilità Marco Granelli e all'Urbanistica Pierfrancesco Maran -. È strategica per i quartieri che si trovano all'estremità Ovest della nuova linea metropolitana perché consente agli abitanti del quartiere Ronchetto sul Naviglio e di Buccinasco e Corsico di accedere velocemente e agevolmente alla M4. Vogliamo un progetto di alta qualità, attraverso un concorso pubblico che deve svolgersi in modo da rispettare le tempistiche di M4”.  La procedura di concorso, che si svolgerà attraverso la piattaforma telematica Concorrimi.it (www.sancristoforo.concorrimi.it) sviluppata dall’Ordine degli Architetti di Milano insieme al Comune di Milano e all’Ordine degli Ingegneri, è articolata in unico grado finalizzato a individuare la migliore proposta progettuale tra quelle presentate entro il 3 aprile 2019. “Questo nuovo concorso, che vede nuovamente insieme il Comune di Milano e Concorrimi – afferma Paolo Mazzoleni, presidente dell’Ordine Architetti Milano -è un ulteriore, importante passo nel difficile percorso di riportare il progetto e il merito al centro dei processi di rigenerazione della città, oggi sempre più articolati. Percorsi complessi, che però contribuiscono al miglioramento della qualità della vita, della mobilità e dell’ambiente cittadino, come recentemente testimoniato”. Sei i criteri di valutazione per la selezione della proposta vincitrice: qualità urbana, intesa come capacità di integrarsi nel contesto esistente con particolare attenzione al rapporto col naviglio; qualità funzionale (comodità di fruizione anche in relazione al parcheggio di interscambio); qualità ambientale (ridotto impatto sul suolo, sostenibilità, valorizzazione delle connessioni ecologiche, resilienza, con particolare attenzione alla biodiversità); qualità architettonica (riconoscibilità e identità degli interventi da un punto di vista compositivo e architettonico); fattibilità e durabilità (qualità dei materiali e delle tecnologie costruttive scelte, modalità esecutiva, sostenibilità economica, manutenzione); qualità delle linee guida per la riconfigurazione dell’area di Piazza Tirana e dell’area di interscambio che si svilupperà a sud di via Martinelli. La commissione giudicatrice sarà composta da 5 esperti di diverse aree e specializzazioni: Architetto/Paesaggista, Pianificatore Territoriale, Ingegnere civile e Ambientale. Le proposte progettuali saranno sottoposte alla Commissione in forma anonima, in modo da garantire totale imparzialità nella valutazione. Il vincitore del concorso riceverà un premio di 40 mila euro. Il secondo classificato un premio di 13 mila euro, il terzo di 10 mila euro, e a ciascuno dei successivi sette partecipanti riceverà un rimborso spese di 5 mila euro. I premi e i rimborsi spese saranno a carico del progetto M4.

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02 giu 2018

MESSINA |Nasce nuovo hub intermodale a Messina Centrale

di mobilita

Rendere la stazione di Messina Centrale un hub nevralgico dell’intermodalità di area vasta  e potenziare la connettività con la città, in coerenza con gli indirizzi del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, attualmente in fase di redazione. Questi gli obiettivi del protocollo d’intesa siglato da Sara Venturoni, Direttore Stazioni di Rete Ferroviaria Italiana, Renato Accorinti, Sindaco di Messina e Gaetano Cacciola, Vice Sindaco e Assessore alla Mobilità del Comune. L’accordo prevede lo sviluppo di un progetto condiviso che definisca gli interventi di upgrading infrastrutturale e tecnologico, per l'incremento dell’offerta intermodale della stazione di Messina Centrale, una delle più importanti della Sicilia, che collega la città con i principali assi ferroviari dell’Isola. L’intesa, della durata di tre anni, ambisce a far esprimere al meglio il potenziale di nodo trasportistico e polo di servizi della stazione di Messina Centrale, partendo dalle connessioni che già oggi offre tra i servizi ferroviari e quelli di traghettamento veloce nella stazione di Messina Marittima, oltre che l’accessibilità dei sistemi di trasporto pubblico e privato. Il protocollo mira a rafforzare lo scambio modale, attraverso un nuovo terminal per il trasporto su gomma, parcheggi dedicati e nuovi percorsi ciclopedonali. Contestualmente alla firma dell’accordo è stato istituito un tavolo tecnico congiunto, che avrà il compito di monitorare le fasi di avanzamento del progetto. Il protocollo d’intesa rientra nel più ampio orizzonte delineato dal Piano industriale 2017-2026 di FS Italiane, che vede tra i suoi pilastri la centralità delle stazioni ferroviarie come hub urbani della mobilità integrata e sostenibile.

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23 mar 2017

Ecco il piano industriale del Gruppo Ferrovie dello Stato

di Alessandro Graziano

Definito il piano industriale del gruppo FS nell'orizzonte  temporale 2017-2026 L’AD Mazzoncini nel suo intervento sul piano di sviluppo 2017 - 2026 delle FSI spa esprime un concetto per certi versi nuovo di concepire un servizio sempre più aperto, flessibile e globale: “Dobbiamo diventare una azienda Customer Centric […] il nostro cliente non è un cliente del sistema ferroviario ma è un cliente della mobilità a cui fornire un sistema door to door integrato”. In questo senso, secondo l’AD, molte cose sono state già fatte e tra queste rientrano l’accordo con Enjoy ovvero il servizio di car sharing con Eni ;  il Freccia Link (un servizio integrato Frecce AV e bus per collegare alle principali stazioni AV le città di Siena, Perugia, L’Aquila, Matera e Potenza); l’idea di realizzare la stessa livrea per treni Jazz e Swing e autobus di Busitalia così da creare un collegamento tra gli stessi, ma anche con alcune società di TPL come Firenze. Le stazioni diventano in quest’ottica dei veri e propri hub intermodali di un viaggio door to door. Grandi Stazioni Rail unisce tutti i vari progetti sulle stazioni prima elaborati in varie aziende, tra cui RFI e Centostazioni. Le stazioni diventano quindi “Il punto centrale del sistema integrato” fornite di tornelli di accesso per garantire sicurezza e limitare l’evasione. L’AD Mazzoncini fa anche una riflessione sul trasporto regionale. Negli ultimi anni sono stati pochi gli investimenti, ma rileva  come negli ultimi anni si sia ripartiti a reinvestire sebbene i frutti si vedranno col tempo. Per intanto si segnala la gara andata in porto in brevissimo tempo e senza ricorsi per la realizzazione di 500 nuovi treni regionali. (di cui parlavamo in un precedente articolo) Nell'ultimo biennio 2014-2016 è stato sostituito il 20% dei treni regionali e con questa nuova gara si arriverà ad una flotta rinnovata al 60%. Il rimanente 40% sta via via subendo un processo di revamping.  Sono in arrivo i treni Caravaggio (con un accordo quadro per 150 unità), realizzati dagli stessi designer dell’ETR 1000, e che nella visione dell’AD saranno campioni di ingegneria ed estetica nel trasporto regionale. Quanto ai treni a lunga percorrenza, l’AD ne parla in termini di benchmark (punto di riferimento) mondiale:  a marzo/aprile ci sarà la consegna degli ultimi ETR1000, per un totale di 50 treni, si lavora per integrare la flotta di Freccia Argento. A fronte di un miglioramento del servizio, l’AD propone un inevitabile aumento dei biglietti. Ma forse una delle grandissime novità proposte nel piano di sviluppo 2017 – 2026 sta in quella che l’AD definisce come l’ultimo miglio. Se FSi vorranno diventare un vero sistema di mobilità integrata door to door non potranno non occuparsi dell’ultimo miglio, ovvero il trasporto pubblico locale: Busitalia si fa sempre più carico di sostenere in alcune realtà il TPL. Lo stesso Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia si è detto favorevole alla fusione tra Atm e Trenord: “vediamo che condizioni pone FS – ha detto il governatore nel tradizionale incontro con i giornalisti a Palazzo Lombardia dopo la giunta del 6 marzo - presente in Trenord  per il 50%. L’obiettivo è creare un player di dimensioni tali da dare un servizio efficiente: siamo al centro del più grande polo logistico d’Europa ed è fondamentale in trasporto su ferro”. Sempre con Busitalia (ricordiamo che Mazzoncini, prima di essere AD di FSI scelto dal primo ministro del’epoca, Matteo Renzi, fu AD di Busitalia) mira a competere con i bus  a lunga percorrenza anche su percorsi internazionali, tra cui Flixbus. In conclusione il tema della puntualità. Secondo l’AD “è impossibile offrire mobilità integrata, senza puntualità. Sul tema delle infrastrutture, nasce la Napoli – Bari AV con i primi cantieri aperti già ad ottobre scorso. Sono stati ceduti a Terna 8500 km di linee ad alta tensione. Nella stessa ottica con cui sono state cedute le linee a Terna, perché l’azienda più adatta a gestire gli elettrodotti in possesso di RFI, così verranno integrate in RFI le cosiddette ferrovie concesse a gestori privati (31 piccole linee, le cui 16 più lunghe sono di 80 km). Progetto importantissimo di integrare nella holding FSI anche ANAS (“Stiamo aspettando l’intervento normativo che consente di procedere con l’integrazione con Ferrovie dello Stato e su questo fa fede l’impegno del ministro dei Trasporti Delrio e dell’Economia Padoan” ha detto Gianni Vittorio Armani, presidente di ANAS a margine di un progetto di recupero del Grande Raccordo Anulare di Roma e riportato su milanofinanza.it il 6 marzo scorso). Una progettazione integrata ANAS – RFI, così come è stato per la Torino- Milano la cui terza corsia è stata realizzata da RFI per i lavori della linea ad Alta Velocità permetterebbe, secondo Mazzoncini, di ridurre il consumo di suolo per la realizzazione di nuove infrastrutture. Per la rete sono previsti grandissimi investimenti: 57 miliardi per RFI (24 per l’Alta Velocità e i rimanenti per la rete storica), 15 miliardi per ANAS e 5 miliardi per tecnologie che potrebbe generare 21000 posti di lavoro per le imprese che lavorano per RFI, dice prudentemente l’AD Mazzoncini. L’ultimo tema è quello dello sviluppo internazionale. Il piano industriale prevede di portare dal 13% al 26% la quota dei ricavi oltre frontiera. Il piano si sviluppa seguendo tre principali linee: 1)      Proponendosi come General Contractor con la capacità di realizzare opere soprattutto in paesi con forti gap infrastrutturali (è in corso una trattativa con l’Iran che porterebbe ben 3 miliardi a FSI spa), soprattutto Medio Oriente, India e Sud Est asiatico; 2)      Il secondo punto mira alla crescita all’estero dei servizi ferroviari . Trenitalia può esportare in altri paesi l’altissima qualità di viaggio che oggi offre con le Frecce e inoltre rafforzare le relazioni transfrontaliere esistenti ad esempio i servizi Thello con la Francia, i collegamenti Venezia – Lubiana – Belgrado) o l’importantissima Londra – Edimburgo, il tutto grazie anche alla liberalizzazione dello spazio ferroviario europeo prevista a partire dal 2020 dal Quarto Pacchetto Ferroviario. 3)      L’ultimo segmento riguarda lo sviluppo internazionale del TPL. L’obiettivo legato anche all’integrazione modale ferro-gomma per infrastrutture realizzate dal Gruppo.

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