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29 ago 2017

Mobilità elettrica: sperimentazione al via in Sabina

di Fabio Nicolosi

Una nuova opportunità di trasporto nel segno della sostenibilità ambientale: il primo Giro il 23 e il 24 settembre nei comuni Sabini che hanno aderito al Contratto di Fiume. Un processo decisivo nel medio termine finalizzato alla diffusione della mobilità elettrica. Entra nel vivo il progetto della Regione per sostenere questa nuova opportunità di trasporto e sviluppo del territorio e diffondere la cultura della Mobilità Elettrica. Come funziona? Il primo Giro il 23 e il 24 settembre nei comuni Sabini che hanno aderito al Contratto di Fiume. I centri interessati, coordinati dal comune di Magliano  Sabina, sono quelli di Nazzano, Montopoli, Torrita Tiberina, Poggio Mirteto, Forano, Stimigliano, Collevecchio, Orte, Gallese, Civita Castellana, Otricoli. Un processo decisivo nel medio termine finalizzato alla diffusione della mobilità elettrica. Il primo passo del progetto: già allo studio la creazione di una rete di ricarica diffusa sui territori, posizionata in punti nodali strategici, sia per la vita quotidiana sia per lo sviluppo turistico. La mobilità elettrica come risorsa per i cittadini di questo territorio: con un parco macchine disponibile per gli spostamenti casa-lavoro dei pendolari in appoggio alla rete ferroviaria; con lo sviluppo di una nuova cultura della mobilità privata di breve distanza; con la promozione di nuove forme di turismo, attraverso un brand in chiave ambientale; prossimo l’allestimento di una “macchina sponsor” della Media Valle del Tevere, per attraversare borghi e fattorie con informazioni sul Contratto di Fiume. “Sperimentare e diffondere la cultura della Mobilità Elettrica come nuova opportunità di trasporto e sviluppo del territorio può contribuire ad arginare alcune perniciose conseguenze del cambiamento climatico - parole di Fabio Refrigeri, assessore alle Infrastrutture, Politiche abitative ed Enti locali, che ha aggiunto: in un tempo in cui fonti essenziali, come corsi e bacini d’acqua, continuano a subire lo stress di sempre maggiori esigenze antropiche, grazie allo strumento del Contratto di Fiume invertiamo la tendenza del mero sfruttamento proprio sul fiume Tevere, e fuori dalla logica emergenziale”- ha detto ancora Refrigeri.

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Articolo
11 ago 2017

Roma | L’antitrast ha comminato una multa da 3,6 milioni di euro ad ATAC

di Fabio Nicolosi

Per cancellazioni corse e mancata informazione ai consumatori nelle ferrovie suburbane, sanzione da 3,6 mln di euro ad atac L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso l’istruttoria avviata d’ufficio nei confronti di ATAC S.p.A. lo scorso mese di novembre, accertando una pratica commerciale scorretta nell’offerta del servizio pubblico di trasporto ferroviario nell’area metropolitana di Roma consistente nella falsa prospettazione, attraverso l’Orario Ufficiale diffuso presso le stazioni e nel sito Internet www.atac.roma.it, di un’offerta di servizi di trasporto frequente e cospicua, a fronte della sistematica e persistente soppressione di molte corse programmate, nonché nella omessa informazione preventiva ai consumatori in merito alle soppressioni previste. Tale servizio - offerto da ATAC in regime di esclusiva lungo le direttrici Roma - Lido di Ostia, Roma — Civita Castellana - Viterbo (le due più importanti tratte pendolari italiane) e Roma — Giardinetti - Pantano - interessa complessivamente un’area di circa 140 km, trasportando quotidianamente oltre 200.000 utenti. Nel corso del procedimento sono emerse la persistenza e la significatività del fenomeno relativo alla mancata effettuazione di molte corse programmate, dal 2010 ad oggi, che nella maggior parte del periodo ha raggiunto un’incidenza ben superiore a quella considerata fisiologica. Le evidenze dimostrano che tali soppressioni sono dipese in larga misura da motivi riconducibili a dirette responsabilità di ATAC che, in tal modo, ha falsato le aspettative degli utenti/consumatori e le loro decisioni relative alla mobilità quotidiana, in particolare di tipo pendolare, basate sugli orari e le frequenze del servizio atteso da ATAC secondo appunto quanto indicato nell’Orario Ufficiale. L’istruttoria ha altresì messo in luce la mancata - o non adeguata - informazione preventiva all’utenza circa l’impossibilità di effettuare determinate corse programmate, anche nei casi in cui ATAC aveva avuto in anticipo conoscenza delle ragioni interne che avrebbero potuto causarne la soppressione, evidenziando quindi il mancato rispetto dello standard di diligenza professionale richiesto ad un concessionario di un servizio pubblico nella gestione di linee essenziali di trasporto e per la mobilità cittadina. Tali condotte, responsabili di notevoli disagi ai consumatori per un rilevante arco temporale (dal 2010 ad oggi), sono state sanzionate in quanto ingannevoli ed omissive, in violazione degli articoli 20, 21 e 22 del Codice del Consumo, applicando una sanzione di 3 milioni e 600 mila euro, misura ridotta tenuto conto della situazione economica disagiata dell’azienda. L’Autorità si è avvalsa della preziosa collaborazione del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza e ha tenuto conto del parere reso dall’ART (Autorità Regolazione Trasporti) oltre a quello di AGCOM sul mezzo di diffusione.

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